CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, January 30, 2009

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aluzzo

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aluzzo

Processo La Mantia ed altri

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Dichiarazioni spontanee Palermo, 5 gennaio 2009 - 12:50

 

Rocco Aluzzo   imputato  15:1510' 6"


  • Interrogatorio Francesco Campanella, Villabate, Centro Commerciale, Arch Aluzzo Rocco, ASSET DEVELOPMENT s.r.l., Architetto Borsellino, Cuffaro, Mandalà,


    Megastore e mafia chiesti sessant' anni

    I pm della Dda Nino Di Matteo e Lia Sava hanno chiesto 60 anni di reclusione per gli 8 imputati nel processo sul megastore di Villabate controllato dalla mafia. 

    La pena più alta - 15 anni - è stata sollecitata per Giovanni La Mantia, accusato di associazione mafiosa; nove anni la pena chiesta per l' ex sindaco di Villabate Lorenzo Carandino (concorso esterno) e per l' architetto che progettò l' ipermercato, Rocco Aluzzo (concorso esterno). 

    I pm hanno invece chiesto la condanna a 7 anni di Pierfrancesco Marussig, titolare della Asset Development che doveva realizzare il centro commerciale, accusato di corruzione aggravata dall' avere agevolato la mafia. 

    Sette anni la pena chiesta per l' architetto Antonio Borsellino e 5 anni per l' ex socio della Asset, Giuseppe Daghino e per l' ex sindaco di Catania, Angelo Lo Presti.

    Patto mafia-politica per il megastore

    Da mandalà a La Loggia, da Cuffaro a Mastella. Per Francesco Campanella, il politico "pentito" che, con le sue dichiarazioni, ha aggravato la posizione del presidente della Regione nel processo che lo vede imputato di favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate, è arrivata l' ora di ribadire in aula le sue accuse sulle tante relazioni pericolose tra uomini politici e mafiosi che a lui, ex segretario nazionale dei giovani dell' Udeur ma anche uomo "riservato" della famiglia mafiosa di Villabate, risultano in prima persona. E proprio al processo per le tangenti per la realizzazione del centro commerciale di Villabate Campanella verrà ascoltato la prossima settimana a Firenze dai pm Nino Di Matteo e Lia Sava che, nei giorni scorsi, hanno depositato agli atti il memoriale datato 11 ottobre 2005 nel quale Campanella, ancor prima di formalizzare il suo status di collaboratore di giustizia, ha messo nero su bianco le sue accuse. E non solo a Cuffaro. Ci sono due uomini di primo piano di Forza Italia ai quali il pentito attribuisce uno stretto rapporto personale con il boss di Villabate, Antonino Mandalà, che fu il coordinatore del circolo azzurro di Villabate. E proprio Mandalà, in una riunione nello studio del presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani, avrebbe concordato con lui e con «il suo amico e socio» Enrico La Loggia le modifiche da apportare al piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale per la realizzazione del centro commerciale che tanto interessava alla cosca di Villabate. Il pentito racconta che l' operazione concordata tra Mandalà e La Loggia «avrebbe previsto l' assegnazione dell' incarico ad un loro progettista di fiducia, l' ingegner Guzzardo, e l' incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio - precisa poi Campanella - La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza». 

    Secondo Campanella, «il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà, in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate». Nel processo che martedì si trasferisce a Firenze sono imputati Pier Francesco Marussig e Giuseppe Daghino (i manager della multinazionale romana Asset); l' ex sindaco di Catania, Angelo Francesco Lo Presti; l' ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino; gli architetti Rocco Aluzzo e Antonio Borsellino.

    Nella vicenda dell' ipermercato di Villabate, che poi non fu mai realizzato, Campanella è il teste chiave: il pentito sostiene di aver ricevuto da Marussig una tangente da 25 mila euro per sveltire l' iter di approvazione del centro commerciale. Antonino Mandalà è invece imputato in una seconda «tranche» del processo che si celebra con il rito abbreviato. 

    Il tribunale lo ha condannato a 8 anni per associazione mafiosa nel processo a Gaspare Giudice. a.z.





    Villabate, tangenti sul megastore a giudizio politici e imprenditori





    Il giudice per l' udienza preliminare di Palermo Marco Mazzeo ha rinviato a giudizio otto persone accusate a vario titolo di avere avuto un ruolo nell' affare del centro commerciale di Villabate. 

    Della vicenda, secondo quanto riferito dal pentito Francesco Campanella, era interessata la famiglia mafiosa del paese a 5 chilometri da Palermo, capeggiata da Nicola Mandalà. 

    Nell' affare Cosa nostra avrebbe cercato di ottenere autorizzazioni per realizzare un mega centro da circa 200 milioni di euro. Per accelerare le pratiche sarebbero state pagate tangenti ai consiglieri comunali di Villabate. Il Gup ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Nino Di Matteo e Lia Sava: a giudizio sono andati Giovanni La Mantia, Rocco Aluzzo, Antonio Borsellino, l' ex sindaco del paese Lorenzo Carandino, l' ex sindaco di Catania Angelo Francesco Lo Presti, Matteo D' Assaro, Pierfrancesco Marussig e Giuseppe Daghino, titolari della società Asset Development che avrebbe dovuto realizzare il centro. 

    In apertura di udienza il gup aveva respinto le eccezioni di incompetenza territoriale presentata dalla difesa di Marussig, di Daghino e di Lo Presti. Il processo è stato fissato per il 16 aprile davanti alla quinta sezione del tribunale di Palermo.




    Villabate, ecco il contratto con la mafia



    Dentro il computer di un architetto che si occupò del centro commerciale di Villabate, i carabinieri hanno ritrovato un documento eccezionale. è un vero e proprio contratto stipulato dagli imprenditori con il capomafia di Villabate. 

    «La definizione degli accordi è avvenuta con il signor Nicola Mandalà - è scritto nel documento - che nel periodo finale ha sostituito il signor Campanella». 

    Era nel computer dell' architetto Rocco Aluzzo il file, assieme ad altri che adesso sono all' esame di un perito informatico. 

    Stabilisce ancora il documento: «Allegato A. Condizioni pattuite dalla società acquirente con i signori Borsellino, Mandalà, Notaro e Campanella». 

    Al punto tre si legge: «Impegno assunto dalla società acquirente ad affidare buona parte degli appalti dei lavori a ditte indicate dai suddetti signori». E ancora: «Impegno assunto dalla società ad assumere, in misura pari ad almeno il 20 per cento del proprio organico, personale indicato dai suddetti soggetti». 

    Punto cinque: «Impegno assunto dalla società acquirente a cedere in affitto almeno il 30 per cento dei locali o dei rami d' azienda della galleria di negozi che si andrà a realizzare, a ditte indicate dai soggetti di cui sopra». E non si capisce a che titolo Nicola Mandalà, il boss che custodiva la latitanza di Provenzano, fosse parte dell' accordo. La data del documento è quella del 26 febbraio 2001. 

    Il documento è stato depositato ieri mattina dal pm Nino Di Matteo. E al processo Miceli, la Procura ha chiamato a deporre l' avvocato Giovan Battista Bruno: un tempo, era uno degli amici più fidati del presidente Cuffaro. Oggi, lo mette nei guai, confermando le accuse di un altro amico del governatore, Francesco Campanella, oggi uno dei principali pentiti della Procura di Palermo. 

    Dice Bruno: «Incontrai Cuffaro in un ristorante, a Roma, il sabato prima di Pasqua, nel 2003. Parlava male di Campanella. Mi disse, a proposito del progetto di realizzazione di un centro commerciale a Villabate: "Se uno vuole le cose si deve presentare. Ed invece da una parte mi hanno offerto 5 miliardi, da quest' altra manco sono venuti». 

    Successivamente, Bruno incontrò Campanella: «Definì Cuffaro un traditore - ricorda l' avvocato Bruno - mi disse che secondo lui Totò aveva fatto finta di portare avanti il progetto di Villabate, invece in realtà voleva solo quello di Brancaccio». Secondo la Procura, dietro il centro di Brancaccio, c' erano i boss. Bruno offre altri inediti: «Campanella mi disse che Cuffaro l' aveva avvertito di indagini su di lui, per questo sarebbe stato meglio allentare i rapporti».



    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/14/villabate-ecco-il-contratto-con-la-mafia.html




    Archiviata la causa per diffamazione, "è la verità"
    Cuffaro perde contro "La Mafia è bianca"


    Salvatore Cuffaro perde il secondo round contro “La Mafia è bianca”. Il Tribunale di Bergamo, infatti, per la seconda volta dà ragione a Michele Santoro e ai due giornalisti Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, autori del film-documentario campione d´incassi con oltre 80 mila copie vendute. I giornalisti erano stati querelati per diffamazione dal Presidente della Regione Sicilia. L´inchiesta - secondo i giudici - è “una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia”. Il tribunale di Bergamo, sezione del giudice per le indagini preliminari ha disposto l´archiviazione del procedimento in quanto gli elementi acquisiti non sono sufficienti per sostenere l´accusa in giudizio. Dopo aver chiesto il sequestro del libro dvd - richiesta già respinta nel merito dal tribunale civile di Bergamo nel gennaio 2006 - Cuffaro aveva predisposto una causa penale, sempre per diffamazione a mezzo stampa, nei confronti dei due autori e di Michele Santoro, autore della prefazione al volume. Nel merito, “l´esame degli scritti e la visione del dvd rivelano, ad avviso del Gip, lo svolgimento di una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia che, attraverso la trascrizione di brani di dichiarazioni rese alla autorità giudiziaria da parte di soggetti, in genere medici, già condannati o imputati in procedimenti penali per fatti di criminalità mafiosa non violenta, integrate da ulteriori informazioni, fornite dagli autori della pubblicazione, mostra le gravi inefficienze delle strutture pubbliche e la correlativa efficienza della nutritissima schiera di strutture sanitarie private, accreditate dalla Regione siciliana in misura di gran lunga eccedente quella delle altre regioni. In tale contesto emergono rapporti di personale conoscenza o di occasionale frequentazione tra il Presidente della regione, anch´egli medico, radiologo, e taluni di quei soggetti dichiaranti, che gli autori dell´indagine sottolineano al fine di evidenziare gli intrecci di interessi economici e politici”.
    http://isolapulita.forumfree.net/
    Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine




    http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/isola-delle-femmine-comune-accesso-agli.html




IO non VOTO
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Isola delle Femmine l'isola felice del Sindaco Portobello
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RESPONSABILITA’ di Persona di Padre di Uomo di Politico
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NON VOTIAMOLI Elezioni e Promozioni-http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/01/elezioni-e-promozioni.html

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NON VOTIAMOLI Personale e voto di scambio
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NON VOTIAMOLI VICENDA ALBERT BOTTA RISPOSTA Bologna/Mannino
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/10/albert.html

NON VOTIAMOLI Arch Albert Licenziamento illegittimo
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NON VOTIAMOLI: ALLOGGI ED ELEZIONI
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NON VOTIAMOLI Sindaci ex Sindaci e futuri Sindaci, Assessori ex Assessori e futuri Assessori, Consiglieri ex Consiglieri e futuri Consiglieri
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/lobbisti-assessori-burocrati-i-sette.html

CALCESTRUZZI Cemento e mafia inizia il processo
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URBANISTICA: GLI SPAZI PUBBLICI
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NON VOTIAMOLI: sugnu sciarriati ma sugnu sempri d'accordi
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NON VOTIAMOLI La sfida di Isola delle Femmine
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L'AFFAIR DELLA CALLIOPE Ex Amministratori beneficiari di appartamenti?
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Ato rifiuti rischio 107 licenziamenti
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Il Tribunale: la distilleria BERTOLINO resta chiusa
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I Cittadini partecipano
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I Cittadini risarciti dei danni ambientali causati alla SALUTE
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Antenna Wind Shear onde elettromagnetiche a Isola delle Femmine
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Raddoppio ferroviario Palermo Punta Raisi
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I miracoli dei dirigenti pubblici in Sicilia
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Una tragica situazione in Palestina.
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Svoltosi a Palermo i funerali di Marco Maiorana
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ARCHIVIAZIONE procedimento per art 340, 479, 595, c.p. e art 13 legge 47 del 1948
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MESSAGGIO FINE ANNO PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
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ITALCEMENTI NUOVA ALLARMANTE FUMATA
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Dalla Italcementi di Isola delle Femmine ci giungono gli auguri di Buon Natale
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0) Oggi in diretta da Palermo IO SONO SAVIANO da Palermo Napoli Milano Roma Cagliari Messina 20 dicembre la diretta
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1)L'AFFAIR DELLA CALLIOPE: Ex Amministratori locali coinvolti in una storia di appartamenti?
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2)Delocalizzare le AZIENDE INSALUBRI Funzioni del Sindaco
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3)Amianto a Isola delle Femmine! Che fare? di Fabio Solina
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amianto-isola-delle-femmine-che-fare.html

4)ITALCEMENTI Monselice Nuova ALLARMANTE fumata da....
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/monselice-nuova-allarmante-fumata-da.html

5)Risposta del Ministro Prestigiacomo all'interrogazione dell'on Siragusa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/l-ha-approvato-la-riforma-dei-dip.html

6) La storia di una ranocchia
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/11/blog-post_21.html


7)La scomparsa dei Maiorana: gli imprenditori di Palermo rintracciati in Spagna
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/avvistati-in-spagna-i-maiorana.html

8)Italcementi, proclamato lo stato d'agitazione
http://isolapulita.blogspot.com/2008/12/italcementi-proclamato-lo-stato.html#links


9) Neoplasie infantili in aumento
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/aumento-delle-neoplasie-infantili.html


10) Amministratori accusati di tentata concussione sul caso Oikothen
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/amministratori-accusati-di-tentata.html


11) NO AL PET-COKE SI ALLA RICONVERSIONE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/no-al-pet-coke-si-alla-riconversione.html

12) CROMO ESAVALENTE 6692 mg/kg A ISOLA DELLE FEMMINE e il SINDACO NICCHIA
http://isolapulita.blogspot.com/2008/11/cementifici-petcoke-rifiuti-diossine.html#links

13) Statistica Malattie e Forme Tumorali manifestatesi negli ultimi 25 anni a Isola delle Femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/statistica-malattie-e-forme-tumorali.html

14) IL DIRITTO ALLA MIGLIOR CURA DISPONIBILE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2008/12/il-diritto-alla-miglior-cura.html

15) LE ACQUE D'ORO DI ISOLA DELLE FEMMINE Il controllo controlla il controllore?
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/blog-post.html

16)Autocertificazione per la richiesta del Bonus famiglia
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/autocertificazione-per-la-richiesta-del.html

17) Morti sospette per rifiuti tossici alla facolta' di farmacia di Catania
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/12/catania-silenzio-di-tomba-sul.html

18) Lottizzazione Lo Bianco
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/lottizzazione-lo-bianco.html

19)ELAUTO ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
http://isolapulita.blogspot.com/2008/09/blog-post_02.html#links

Sunday, January 25, 2009

Italcementi di Isola delle Femmine inquina?
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Isola Pulita dice NO all'antenna Radar che INQUINA fonte pericolo di Leucemie cancro infarto ................
http://isoladifuori.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html

Caricato da isolapulita


Windshear Il principio di Precauzione e Prevenzione
http://noradaraisoladellefemmine.blogspot.com/2009/12/blog-post.html


Principio di precauzione
Il principio di precauzione può essere invocato quando è necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Esso non può essere utilizzato come pretesto per azioni aventi fini protezionistici. Tale principio viene soprattutto applicato nei casi di pericolo per la salute delle persone. Esso consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi per la salute ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato.

ATTO

Comunicazione della Commissione, del 2 febbraio 2000, sul ricorso al principio di precauzione [COM(2000) 1 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il Trattato CE contiene un solo riferimento esplicito al principio di precauzione, e più precisamente, nel titolo consacrato alla protezione ambientale. Tuttavia, nella pratica, il campo d'applicazione del principio è molto più vasto e si estende anche alla politica dei consumatori e alla salute umana, animale o vegetale.
In assenza di una definizione del principio di precauzione nel Trattato o in altri testi comunitari il Consiglio, nella sua risoluzione del 13 aprile 1999, ha chiesto alla Commissione di elaborare degli orientamenti chiari ed efficaci al fine dell'applicazione di detto principio. La comunicazione della Commissione costituisce una risposta a questa domanda.
La fissazione di orientamenti comuni riguardanti l'applicazione del principio di precauzione avrà anche ripercussioni positive a livello internazionale.
Il principio è stato adottato in varie convenzioni internazionali ed il suo concetto figura in special modo nell'Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) concluso nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Una definizione chiara del modo con cui la Comunità intende fare ricorso al principio di precauzione per garantire un livello idoneo di protezione ambientale e della salute può contribuire alle discussioni già iniziate negli ambienti internazionali.
Nella sua comunicazione, la Commissione analizza rispettivamente i fattori che provocano il ricorso al principio di precauzione e le misure risultanti da un tale ricorso. Essa propone anche orientamenti per l'applicazione del principio.
I fattori che originano il ricorso al principio di precauzione
Secondo la Commissione, il principio di precauzione può essere invocato quando gli effetti potenzialmente pericolosi di un fenomeno, di un prodotto o di un processo sono stati identificati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, ma quando questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza. Il ricorso al principio si iscrive pertanto nel quadro generale dell'analisi del rischio (che comprende, oltre la valutazione del rischio, la gestione e la comunicazione del rischio) e più particolarmente nel quadro della gestione del rischio che corrisponde alla presa di decisione.
La Commissione sottolinea che il principio di precauzione può essere invocato solo nell'ipotesi di un rischio potenziale, e che non può in nessun caso giustificare una presa di decisione arbitraria.
Il ricorso al principio di precauzione è pertanto giustificato solo quando riunisce tre condizioni, ossia: l'identificazione degli effetti potenzialmente negativi, la valutazione dei dati scientifici disponibili e l'ampiezza dell'incertezza scientifica.
Le misure risultanti dal ricorso al principio di precauzione
Per quanto riguarda le misure risultanti dal ricorso al principio di precauzione, esse possono prendere la forma di una decisione di agire o di non agire.
La risposta scelta dipende da una decisione politica, che è funzione del livello di rischio considerato come "accettabile" dalla società che deve sostenere detto rischio.
Quando agire senza attendere maggiori informazioni scientifiche sembra essere la risposta appropriata a un rischio in virtù dell'applicazione del principio di precauzione, bisogna ancora determinare la forma che deve prendere questa azione. Oltre all'adozione di atti giuridici suscettibili di controllo giuridico, tutta una serie di azioni è a disposizione dei responsabili (finanziamento di un programma di ricerca, informazione del pubblico quanto agli effetti negativi di un prodotto o di un processo, ecc.).
In nessun caso la scelta di una misura dovrebbe basarsi su una decisione arbitraria.
Orientamenti per il ricorso al principio di precauzione
Tre principi specifici dovrebbero sottendere il ricorso al principio di precauzione:
  • l'attuazione del principio dovrebbe fondarsi su una valutazione scientifica la più completa possibile. Detta valutazione dovrebbe, nella misura del possibile, determinare in ogni istante il grado d'incertezza scientifica;
  • qualsiasi decisione di agire o di non agire in virtù del principio di precauzione dovrebbe essere preceduta da una valutazione del rischio e delle conseguenze potenziali dell'assenza di azione;
  • non appena i risultati dalla valutazione scientifica e/o della valutazione del rischio sono disponibili, tutte le parti in causa dovrebbero avere la possibilità di partecipare allo studio delle varie azioni prevedibili nella maggiore trasparenza possibile.
Oltre a questi principi specifici, i principi generali di una buona gestione dei rischi restano applicabili allorché il principio di precauzione viene invocato. Si tratta dei cinque seguenti principi:
  • la proporzionalità tra le misure prese e il livello di protezione ricercato;
  • la non discriminazione nell'applicazione delle misure;
  • la coerenza delle misure con quelle già prese in situazioni analoghe o che fanno uso di approcci analoghi;
  • l'esame dei vantaggi e degli oneri risultanti dall'azione o dall'assenza di azione;
  • il riesame delle misure alla luce dell'evoluzione scientifica.
L'onere della prova
Al di fuori delle regole che si applicano ai prodotti quali le medicine, gli anticrittogamici o gli additivi alimentari, la legislazione comunitaria non prevede un sistema di autorizzazione preventivo all'immissione sul mercato dei prodotti. Nella maggior parte dei casi, spetta pertanto all'utilizzatore, ai cittadini o alle associazioni di consumatori di dimostrare il pericolo associato a un processo o a un prodotto dopo che questo è stato immesso sul mercato.
Secondo la Commissione, un'azione presa a titolo del principio di precauzione può in taluni casi comportare una clausola d'inversione dell'onere della prova sul produttore, il fabbricante o l'importatore. Questa possibilità dovrebbe essere esaminata caso per caso; la Commissione non preconizza l'estensione generale di un tale obbligo a tutti i prodotti.

ATTI CONNESSI

Regolamento (CE) n. 178/2002del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi generali e le prescrizioni generali della legislazione alimentare, che istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e che stabilisce procedure riguardanti la sicurezza dei prodotti alimentari [Gazzetta ufficiale L 031 dell'01.02.2002].
Allorquando esiste la possibilità che un alimento possa produrre effetti nocivi sulla salute, può essere applicato il principio di precauzione (ai sensi dell'articolo 7) al fine di intervenire rapidamente adottando tutte le misure necessarie. Tale principio viene segnatamente applicato quando sussiste un'incertezza o quando non esistono informazioni scientifiche complete sul rischio potenziale.
Le misure devono essere adeguate al rischio ed essere riesaminate entro un termine ragionevole.

Ultima modifica: 22.12.2006

Vedi anche

Per ulteriori informazioni sul principio di precauzione, si consulti la pagina della Direzione generale Salute e protezione dei consumatori (EN).


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