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Saturday, November 15, 2008

Giustizia è fatta, gli onesti hanno vinto”


Giustizia è fatta, gli onesti hanno vinto”

Scritto da Redazione Libera Informazione on . Postato in Dai territori, Sicilia


 Un decreto di scioglimento firmato nel 2005, due manifesti affissi per la città  e quella frase “Giustizia è fatta  gli onesti hanno vinto”. Senza fare nomi e cognomi il prof. Adolfo Parmaliana  aveva voluto condividere così con i suoi concittadini il risultato ottenuto dopo anni di lotte e denunce in quella striscia di terra che è Terme Vigliatore (Me), città natale di boss, territorio di  affari attenzionata dalla mafia e fra i pochi Comuni della Provincia di Messina, sciolto per infiltrazioni mafiose. 
Quelle parole, segno di liberazione per l’allora esponente del Pci poi in forza ai Ds -  sono state in seguito oggetto di una querela nei suoi confronti e poco tempo fa  la procura di Barcellona Pozzo di Gotto le ha giudicate valide rinviandolo a giudizio. E’ stato davvero troppo per il politico, il professore e l’antimafioso vedere che anche la Giustizia, quella che lui definisce la cupola giudiziaria (da alcune indiscrezioni che emergono dal memoriale lasciato ai familiari) volesse condannarlo per aver detto la verità, così ha deciso di togliersi la vita. «In nessun caso – dice oggi il suo avvocato Fabio Repici – il mio cliente fece nomi. Le querele sporte contro di lui, inoltre, erano tutte fuori termine e, nonostante ciò, è arrivato il rinvio a giudizio».
«Parmaliana era totalmente sfiduciato dalla giustizia barcellonese», continua il legale. Una sfiducia, che – secondo il penalista – l’avrebbe spinto a organizzare il suicidio in modo tale da far ricadere la competenza territoriale su eventuali indagini, non sulla Procura di Barcellona, ma su quella di Patti.  Cose assurde, strane, al rovescio, continuano ad accadere nel comprensorio di paesi che gravita intorno al torrente del Longano.  Mentre  sono state regolari negli anni le denunce che il prof. Parmaliana portò sul tavolo degli inquirenti. Senza remore c’era quasi tutto, tanto da consentire lo scioglimento del Comune di Terme Vigliatore, dopo Piraino, seconda amministrazione comunale sciolta nella provincia di Messina. L’11 aprile del 2003 il prefetto Scammaca, con la  Commissione di indagine formata dal vice – prefetto Antonio Contarino, dal capitano e oggi maggiore dell’Arma dei carabinieri Domenico Cristaldi, al tempo comandante compagnia di Barcellona, dal dott. Fabio Ettaro dirigente del commissariato di polizia, in sessanta giorni stilò un dossier di 250 pagine  inviato al Ministero degli Interni il 31 luglio dello stesso anno.
Dentro c’erano tutti gli atti amministrativi adottati dalla giunta Nicolò’ nonché dai sei capo Direttore generale del Comune: incarichi professionali conferiti per la progettazione del disastrato lungomare di Marchesana, gestione degli appalti, esazione dei consumi dell’acquedotto comunale, il bilancio e l’attribuzione al capo settore   – finanziario, già al centro di due passate inchieste. Ed ancora atti sulla gestione del territorio autorizzazioni, in particolare ad imprese locali, rilasciate nel corso degli anni; quindi la gestione, da parte di aziende specializzate che hanno operato sui torrenti “Patrì” e “Mazzarrà”, i lavori di gestione della ex dei rifiuti solidi urbani. Infine l’incredibile vicenda dei locali della stazione dei carabinieri, fondamentale in un centro come Terme Vigliatore, con un progetto per la costruzione pronto da circa cinque anni, poi sempre rimandato per alcune varianti al Prg e con i lavori mai iniziati per la mancata approvazione dell’elaborato da parte del Consiglio comunale. Nonostante lo scioglimento del Comune dal luglio 2003 i militari dell’arma di Terme sono ospitati nella stazione dei colleghi della vicina Furnari. Solo un anno fa Parmaliana scrisse al presidente della Repubblica dicendo: : «Come si possono conseguire gli obiettivi dello scioglimento per mafia senza un presidio stabile delle forze dell’ordine?».
Nel decreto di scioglimento si leggeva fra l’altro che l’amministrazione presentava “forme di ingerenze da parte della criminalità organizzata che compromettono l’imparzialità ‘ della gestione e pregiudicano il buon andamento dell’amministrazione ed il regolare funzionamento dei servizi,  pongono in risalto come, nel tempo, l’uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato  nel favorire soggetti collegati direttamente od indirettamente con gli ambienti malavitosi”. Al decreto  venne inoltrato legittimo ricorso al Tar da parte dell’ allora vice sindaco, nel quale venivano messi in evidenza alcune anomalie nelle connivenze denunciate, nella scelta di dare un peso maggior o particolare o prioritario ad alcuni fatti amministrativi in luogo di altri.
Il ricorso non ebbe riscontro, il Comune venne commissariato e solo dal 2008 Terme Vigliatore nuovamente una nuova maggioranza eletta dai cittadini. Oggi sindaco del Comune  è il dottor Bartolo Cipriano, presidente del Consiglio comunale invece è l’autore del ricorso al Tar: Domenico Munafò. Nuova amministrazione, nuovo corso? difficile da dire, poichè i nomi che ricorrono sono gli stessi di quel 2005.







Comune di Isola delle Femmine
Nella persona del Sindaco Gaspare Portobello
Via Alessandro Manzoni 1
Isola delle Femmine

E p.c. Procura della Repubblica
Presso il Tribunale di Palermo

E p.c. Comando dei Carabinieri
Di Isola delle Femmine

E p.c. Ill.mo Sig. Prefetto di Palermo
E p.c. al Questore di Palermo
Piazza Vittoria 1
Palermo
E p.c. Presidente Regione Sicilia
On.le Raffaele Lombardo
Piazza Indipendenza 21
Palermo


E p.c. ill.mo Assessore Territorio Ambiente
On.le Sorbello Giuseppe
Via Ugo La Malfa 169
Palermo



E p.c. Nucleo Operativo Ecologico
Servizio Tutela e Ambiente
Via Resuttana 360 Palermo

E p.c. Provincia regionale di Palermo
Direzione Controllo e Prevenzione Ambientale
Ufficio Smaltimento Rifiuti Speciali
Via San Lorenzo 312/G
Palermo

E p.c. Dirione Generale
ARPA Sicilia

E p.c. Giornale di Sicilia
Via Lincoln 21
Palermo

E p.c. Repubblica Redazione di Palermo
Via principe di Belmonte 103/C


Il Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine chiede alle Autorità in indirizzo di intervenire urgentemente allo scopo di verificare le informazioni provenienti da fonti ben attendibili, che ci mettono a conoscenza di alcuni camion (tre o quattro) partiti da Vibo Valentia in notturna (mercoledì e giovedì scorsi 12-13 Novembre 2008) carichi di pet-coke, con destinazione Palermo (Isola delle femmine?).
Stiamo raccogliendo informazioni per sapere se altri trasporti sono stati realizzati in precedenza.
Questo Comitato Cittadino pone, agli enti in indirizzo, una serie di interrogativi al quale urge dare una risposta, anche alla luce della notizia del probabile (confermata dal fatto che oggi 15 Novembre, sono giunte nel porto di Vibo Valentia, altre due tramogge via mare) nuovo sbarco di pet-coke nel porto di Vibo Marina, previsto entro questo mese.
Solitamente gli sbarchi (prima che venisse utilizzato il porto di Gioia Tauro, oggi interdetto a tale sbarco) di quello che noi si considerava carbone avvenivano ogni tre o quattro mesi...
Uno sbarco a così poca distanza dal precedente dimostra l'intenzione strategica di usare il deposito vibonese (che sembrerebbe del tutto irregolare) di pet-coke come deposito a valenza interregionale!
Per quale ragione, l'Italcementi distribuisce pet-coke proveniente da Vibo Valentia?

Il Comitato Cittadino Isola Pulita venuto a conoscenza:

- dell’ordinanza (322 del 24/10/08) sindacale del Comune di Palermo che vieta, il transito per le vie della città, di autocarri della Italcementi , che trasportano pet-coke presso lo stabilimento di Isola delle Femmine;
- che questo il combustibile Pet-coke nella sua composizione, comprende Idrocarburi Policiclici Aromatici, metalli pesanti, nichel, cromo e vanadio;
- che il trasporto di questo tipo di combustibile è regolato da D.Lgs 28/4/97 che regola il trasporto di sostanze pericolose;
- nelle rilevazioni eseguite dall’ARPA, con relazione datata 9/10/2008, Prot. N 9973911, pare che il campione di polvere analizzato contenga elementi considerati dalla scienza altamente nocivi per l’essere umano. i rapporti di prova sul campione di Pet-coke prelevato nel deposito di “Raffo Rosso” e del campione di polvere prelevato dall’UTC del Comune di Isola delle Femmine presso una civile abitazione di Isola delle Femmine: in detto rapporto di prova si evidenzia un contenuto di Idrocarburi Policiclici Aromatici: di 19,719 mg/Kg, Nichel 285,4 mg/Kg, una concentrazione di Vanadio di 2.445mg/Kg, Uno su tutti il dato riferibile al “cromo” dove, in sostanza, è stata rilevata una presenza dello stesso pari a 7 g per ogni Kg. Questa sostanza provoca cancro.
- il documento ARPA 9973911 richiedeva agli Enti in indirizzo di attivarsi per un’azione di informazione oltre che di monitoraggio sulle fonti di emissioni,
- ad oggi nessuno degli Enti interessati si è attivato su quanto espressamente richiesto dall’ARPA con nota 9973911 del 9.10.08;
- che questo tipo di “…combustibile comprendente inoltre anche sostanze che, se inalate possono causare il cancro alle vie respiratorie…..” (O.S. 322 del 24 10 08).

SI C H I E D E
I Cittadini di Isola delle Femmine si augurano di non dover aspettare la comparsa, presso le proprie famiglia, di una grave patologia, eziologicamente collegata alla presenza di tali elementi nocivi.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita facendosi interprete di queste delle preoccupazione che mettono a rischio la salvaguardia della salute dei cittadini di Isola delle Femmine, richiede agli Enti in indirizzo per competenza di attivarsi per il rispetto delle leggi di tutela ambientale e il rispetto del diritto alla salute di noi tutti.

http://www.isolapulita.it

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