CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Tuesday, September 02, 2008

ELAUTO UFFICIO TECNICO COMUNALE PRG PARCHEGGIO PUBBLICO



Visualizzazione ingrandita della mappa

Con la delibera del Consiglio Comunale 33 del 1 Agosto 2007 “Adozione del PRG e le sue norme di salvaguardia” a Isola delle Femmine.
Il PRG stabilisce che nel viale delle industrie è stata individuata un’area adibita a parco urbano.
In precedenza con lo schema di massima che il consiglio comunale aveva approvato nell’anno 2003 una parte dell’area di viale dell’industria era destinata a pubblico parcheggio.
Concessioni Edilizie n 32 del 7 dicembre 2006 e n 34 del 14 dicembre del 2006
Inizio lavori 27.3.2007
Durata 120 gioni
Ditta Costruttrice: Impresa Almeida S.p.a.












Polveri sottili: Unione Europea multa la Regione Veneto L´INALAZIONE E LA DEPOSIONE DELLE POLVERI NELL´APPARATO RESPIRATORIO

 Effetti sulla salute

( 2007) 



L´INALAZIONE E LA DEPOSIONE DELLE POLVERI NELL´APPARATO RESPIRATORIO

La quantità di polveri che vengono inalate dall´individuo dipendono:
- dalla concentrazione di particelle nell´aria,
- dalla velocità e direzione di spostamento dell´aria vicino all´individuo
- dalla sua frequenza respiratoria
- dal tipo di respirazione (nasale od orale).

Le particelle liquide o solubili possono essere assorbite dai tessuti in qualsiasi punto dove si depositano e provocare dei danni intorno a tale punto, se sono corrosive o radioattive o in grado di avviare qualsiasi azione locale.
Le particelle insolubili possono essere trasportate, in base alle loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del corpo, dove possono essere assorbite o provocare danni biologico.


L´ARIA INQUINATA CAUSA MALATTIE?

Non vi sono più dubbi sul fatto che l´inquinamento atmosferico rappresenti un rischio per la salute umana, pur se, ancor´oggi, per molte delle sostanze nocive facenti parte della miscela complessa che costituisce l´inquinamento atmosferico gli effetti non sono del tutto noti.
L´inquinamento atmosferico non agisce soltanto sull´apparato respiratorio; infatti batteri, virus e allergeni come i pollini, o le sostanze contenute nel fumo di tabacco possono causare anche altri disturbi a livello più generale così come le sostanze inquinanti presenti nell´aria.
Ad esempio, gli idrocarburi volatili e il monossido di carbonio penetrano nei polmoni e raggiungono il cervello ed altri organi tramite il sangue, così come le particelle di metalli di dimensioni piccolissime raggiungono il sangue e si possono depositare nelle ossa, nei denti e nei reni. Già piccole quantità di piombo hanno effetti sulle facoltà cerebrali dei bambini. Il particolato infine provoca effetti anche sul sistema cardiocircolatorio.

Le vie respiratorie possiedono una serie di "meccanismi di difesa" contro le sostanze estranee che penetrano in esse.
Le vie aeree superiori sono rivestite da una mucosa, costituita soprattutto da cellule cigliate (munite cioè di piccolissimi peluzzi) e di cellule caliciformi (che secernono muco).
Le ciglia delle cellule si muovono a onda, in modo coordinato; cosi´ trasportano la sottile patina di muco e le sostanze estranee che vi restano attaccate verso la cavità orale, dove vengono inghiottite.
Inoltre fra le cellule della mucosa vi sono le terminazioni di finissime fibre nervose le quali possono essere irritate dalle sostanze nocive presenti nell´aria, e possono determinare una contrazione della muscolatura dei bronchi, un aumento della secrezione di muco e provocare la tosse.
Negli alveoli, cioè le parti più profonde dei polmoni, la funzione di ripulitura non è più svolta da queste cellule, ma da altre cellule chiamate macrofagi (o cellule spazzine) che mangiano e smaltiscono i batteri penetrati nell´organismo, nonché i resti di cellule distrutte.

Le sostanze nocive che penetrano nelle vie aeree possono, sia a seguito di esposizioni acute (cioè di breve durata) che di esposizioni croniche, danneggiare in vario modo tutti questi meccanismi di difesa
.
GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELLE PARTICELLE SOSPESE

Esiste un livello di esposizione a particelle in sospensione al di sotto del quale non ci sono effetti avversi sulla salute della popolazione?
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione lineare fra l´esposizione a particelle ed effetti sulla salute.
Vale a dire, che quanto più e´ alta la concentrazione di particelle nell´aria tanto maggiore è l´effetto sulla salute della popolazione.

Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità non e´ possibile fissare una soglia di esposizione al di sotto della quale certamente non si verificano nella popolazione degli effetti avversi sulla salute. Per questo motivo, l´OMS non fornisce un valore guida di riferimento per le particelle, ma indica delle "funzioni di rischio" per i diversi effetti sulla salute.
Tali funzioni quantificano l´eccesso di effetto avverso per la salute che ci si deve aspettare per ogni incremento unitario delle concentrazioni di PM10 o di PM2,5.

Recenti studi indicano inoltre che l´esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli (come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti) possono causare un vasto spettro di risposte infiammatorie nelle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare (danneggiamento cellulare e aumento della permeabilità cellulare), verosimilmente in relazione alle loro componenti metalliche.
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti), c´è ragione di temere un peggioramento della meccanica respiratoria (diminuzione della funzione polmonare) ed uno scatenamento di sintomi (es.tosse o un attacco di asma), nonché un´alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue.
Nell´ultimo decennio, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un´associazione tra i livelli di inquinanti atmosferici a cui la popolazione è normalmente esposta nelle città ed una serie di effetti negativi sulla salute.
Tali studi sono stati condotti in numerosi Paesi del mondo, con criteri rigorosamente scientifici ed hanno fornito risultati riproducibili.
Nella maggior parte di questi studi l´inquinamento atmosferico e´ stato determinato dalla presenza nell´aria delle particelle in sospensione, di ossidi di azoto (NOx), di anidride solforosa (SO2) e di monossido di carbonio (CO).
Tuttavia, nell´insieme degli studi, le particelle in sospensione (e soprattutto le frazioni di più piccole dimensioni come il PM10 e il PM2,5) sono risultate l´indicatore di qualità dell´aria più consistentemente associato con una serie di effetti avversi sulla salute.


Gli studi hanno evidenziato un eccesso misurabile di esiti clinici dell´inquinamento da particelle.

Tali effetti sono sia di tipo acuto, ossia si manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici), sia di tipo cronico, ossia si presentano per effetto di un´esposizione di lungo periodo (sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, ecc.).
Inoltre studi condotti negli Stati Uniti ed in molti Paesi europei hanno evidenziato un´associazione fra i livelli di inquinanti atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in ospedale per cause respiratorie e cardiovascolari.

La tabella riassume le conseguenze sulla salute dell´inquinamento atmosferico, a breve e a lungo termine, stimati per un aumento di 10 µg/m3 della concentrazione di PM10; questi dati sono basati sulla letteratura epidemiologica attualmente disponibile.

IMPATTO SANITARIO DELL´INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Incremento percentuale nella frequenza dei fenomeni sanitari in una città all´aumentare di 10 µg/m3 di PM10 (Da Linee guida sulla qualità dell´aria OMS 2000).




Polveri sottili: Unione Europea multa la Regione Veneto

Polveri sottili in Veneto. Multa milionaria a Regione da Corte di Giustizia europea, ma assessore regionale Conte chiede a Bruxelles che legge continui a non essere applicata

L'aria peggiora di anno poichè le misure strutturali contro le polveri sottili il Veneto non le ha mai applicate. Dalla Corte di Giustizia europea arriverà una multa milionaria ai veneti, ma l’assessore regionale Maurizio Conte chiede a Bruxelles che la legge a tutela della salute pubblica continui a non essere applicata in Veneto.
L’assessore Conte ha il dovere di far rispettare la legge e il Piano Regionale di Tutela della qualità dell’aria prima di andare a Bruxelles a chiedere una zona franca per il Veneto. Vuol dire forse che 8000 morti l’anno nella pianura padana per malattie legate alle polveri sottili si affrontano con una deroga alla legge?
Dal 2005, anno in cui è stato varato il Piano Regionale per la tutela della qualità dell’aria, i primi ad opporsi con ricorsi al Tar del Veneto sono state le grandi aziende di Porto Marghera e tutt’ora i Comuni veneti sono nella illegalità perché non hanno finora applicato le norme che impongono loro i Piani di Azione su aree omogenee dei territori comunali, con monitoraggi e verifiche imposte dal procedimento di Vas Valutazione Ambientale Strategica, e quindi su tutte le fonti di inquinamento dalle emissioni di acciaierie, inceneritori, cementerie, traffico veicolare, trattamento rifiuti, piani urbanistici dei Comuni, l’agricoltura e allevamento.
Le Province hanno il potere di sostituirsi ai Comuni, ma non lo fanno. La Regione ha un Piano di rientro dalle polveri sottili fermo al 2006 mentre dovrebbe aggiornarlo ogni anno. I costi di questa illegalità li pagano le famiglie venete con una spesa sanitaria enorme legata alle malattie da inquinamento. Uno studio europeo "Aphekom" ha quantificare in termini economici l'impatto dell'inquinamento dell'aria in 25 città europee. L'Italia è rappresentata da Roma. La cifra è da capogiro: 31,5 miliardi di euro vengono "buttati via" per lo smog, pari a 19mila morti (di cui 15mila per malattie cardiovascolari). Ogni anno
Ne basterebbero molti meno per risanare l'aria. La Corte di Giustizia europea ci ha già condannati. Si calcola che la multa comunitaria per la violazione della direttiva dovrebbe oscillare attorno ai 700 milioni di euro l'anno. I veneti, a seguito della illegalità dei Comuni che superano i parametri sanitari di legge sulle polveri sottili, saranno costretti a pagare la multa riferita agli anni 2005- 2007, una multa che certamente si ripeterà poiché sino al 2012 la legge in Veneto è sistematicamente violata. Perché la multa deve pagarla il contribuente e non piuttosto una schiera di amministratori che non rispetta la legge? E non dovrebbe essere risarcito chi si ammala perché sindaci e assessori all’ambiente non rispettano la legge a tutela della salute pubblica? 

Effetti sulla salute

L´INALAZIONE E LA DEPOSIONE DELLE POLVERI NELL´APPARATO
RESPIRATORIO


La quantità di polveri che vengono inalate dall´individuo dipendono:
- dalla concentrazione di particelle nell´aria,
- dalla velocità e direzione di spostamento dell´aria vicino all´individuo
- dalla sua frequenza respiratoria
- dal tipo di respirazione (nasale od orale).

Le particelle liquide o solubili possono essere assorbite dai tessuti in qualsiasi punto dove si depositano e provocare dei danni intorno a tale punto, se sono corrosive o radioattive o in grado di avviare qualsiasi azione locale.
Le particelle insolubili possono essere trasportate, in base alle loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del corpo, dove possono essere assorbite o provocare danni biologico.


L´ARIA INQUINATA CAUSA MALATTIE?

Non vi sono più dubbi sul fatto che l´inquinamento atmosferico rappresenti un rischio per la salute umana, pur se, ancor´oggi, per molte delle sostanze nocive facenti parte della miscela complessa che costituisce l´inquinamento atmosferico gli effetti non sono del tutto noti.
L´inquinamento atmosferico non agisce soltanto sull´apparato respiratorio; infatti batteri, virus e allergeni come i pollini, o le sostanze contenute nel fumo di tabacco possono causare anche altri disturbi a livello più generale così come le sostanze inquinanti presenti nell´aria.
Ad esempio, gli idrocarburi volatili e il monossido di carbonio penetrano nei polmoni e raggiungono il cervello ed altri organi tramite il sangue, così come le particelle di metalli di dimensioni piccolissime raggiungono il sangue e si possono depositare nelle ossa, nei denti e nei reni. Già piccole quantità di piombo hanno effetti sulle facoltà cerebrali dei bambini. Il particolato infine provoca effetti anche sul sistema cardiocircolatorio.

Le vie respiratorie possiedono una serie di "meccanismi di difesa" contro le sostanze estranee che penetrano in esse.
Le vie aeree superiori sono rivestite da una mucosa, costituita soprattutto da cellule cigliate (munite cioè di piccolissimi peluzzi) e di cellule caliciformi (che secernono muco).
Le ciglia delle cellule si muovono a onda, in modo coordinato; cosi´ trasportano la sottile patina di muco e le sostanze estranee che vi restano attaccate verso la cavità orale, dove vengono inghiottite.
Inoltre fra le cellule della mucosa vi sono le terminazioni di finissime fibre nervose le quali possono essere irritate dalle sostanze nocive presenti nell´aria, e possono determinare una contrazione della muscolatura dei bronchi, un aumento della secrezione di muco e provocare la tosse.
Negli alveoli, cioè le parti più profonde dei polmoni, la funzione di ripulitura non è più svolta da queste cellule, ma da altre cellule chiamate macrofagi (o cellule spazzine) che mangiano e smaltiscono i batteri penetrati nell´organismo, nonché i resti di cellule distrutte.

Le sostanze nocive che penetrano nelle vie aeree possono, sia a seguito di esposizioni acute (cioè di breve durata) che di esposizioni croniche, danneggiare in vario modo tutti questi meccanismi di difesa.

GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELLE PARTICELLE SOSPESE

Esiste un livello di esposizione a particelle in sospensione al di sotto del quale non ci sono effetti avversi sulla salute della popolazione?
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione lineare fra l´esposizione a particelle ed effetti sulla salute.
Vale a dire, che quanto più e´ alta la concentrazione di particelle nell´aria tanto maggiore è l´effetto sulla salute della popolazione.

Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità non e´ possibile fissare una soglia di esposizione al di sotto della quale certamente non si verificano nella popolazione degli effetti avversi sulla salute.
Per questo motivo, l´OMS non fornisce un valore guida di riferimento per le particelle, ma indica delle "funzioni di rischio" per i diversi effetti sulla salute.
Tali funzioni quantificano l´eccesso di effetto avverso per la salute che ci si deve aspettare per ogni incremento unitario delle concentrazioni di PM10 o di PM2,5.

Recenti studi indicano inoltre che l´esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli (come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti) possono causare un vasto spettro di risposte infiammatorie nelle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare (danneggiamento cellulare e aumento della permeabilità cellulare), verosimilmente in relazione alle loro componenti metalliche.
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti), c´è ragione di temere un peggioramento della meccanica respiratoria (diminuzione della funzione polmonare) ed uno scatenamento di sintomi (es.tosse o un attacco di asma), nonché un´alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue.
Nell´ultimo decennio, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un´associazione tra i livelli di inquinanti atmosferici a cui la popolazione è normalmente esposta nelle città ed una serie di effetti negativi sulla salute.
Tali studi sono stati condotti in numerosi Paesi del mondo, con criteri rigorosamente scientifici ed hanno fornito risultati riproducibili.
Nella maggior parte di questi studi l´inquinamento atmosferico e´ stato determinato dalla presenza nell´aria delle particelle in sospensione, di ossidi di azoto (NOx), di anidride solforosa (SO2) e di monossido di carbonio (CO).
Tuttavia, nell´insieme degli studi, le particelle in sospensione (e soprattutto le frazioni di più piccole dimensioni come il PM10 e il PM2,5) sono risultate l´indicatore di qualità dell´aria più consistentemente associato con una serie di effetti avversi sulla salute.

Gli studi hanno evidenziato un eccesso misurabile di esiti clinici dell´inquinamento da particelle.
Tali effetti sono sia di tipo acuto, ossia si manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici), sia di tipo cronico, ossia si presentano per effetto di un´esposizione di lungo periodo (sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, ecc.).
Inoltre studi condotti negli Stati Uniti ed in molti Paesi europei hanno evidenziato un´associazione fra i livelli di inquinanti atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in ospedale per cause respiratorie e cardiovascolari.

La tabella riassume le conseguenze sulla salute dell´inquinamento atmosferico, a breve e a lungo termine, stimati per un aumento di 10 µg/m3 della concentrazione di PM10; questi dati sono basati sulla letteratura epidemiologica attualmente disponibile.

IMPATTO SANITARIO DELL´INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Incremento percentuale nella frequenza dei fenomeni sanitari in una città all´aumentare di 10 µg/m3 di PM10 (Da Linee guida sulla qualità dell´aria OMS 2000).





Matrimonio «blindato» nella notte



Matrimonio «blindato» nella notte



BUSCETTA DOPO L' OMICIDIO LIMA DISSE: «ORA UCCIDERANNO FALCONE»



Si sposò in gran segreto, soltanto con i testimoni. Il giudice non volle avere figli perché «non si fanno orfani»


Mi è capitato quando uccisero Kennedy: ero in un motel, lungo il Mississippi. Sullo schermo televisivo c' era Walter Cronkite, scamiciato, che leggeva tumultuose notizie di agenzia. Sabato sera ero a Milazzo, Sicilia, nella hall di un albergo. una voce ha detto: «Hanno attentato a Falcone». E poco dopo: «È morto». Di fronte a certi fatti ti ritrovi con te stesso, coi sentimenti, e con la memoria. Senti le parole di circostanza: «Sbigottimento, sorpresa, indignazione», e le trovi consunte, e anche un po' sconce. Ho conosciuto, e si è stabilito tra noi un rapporto di amicizia, o di confidenza, tre personaggi essenziali nella vicenda della mafia: Tommaso Buscetta, il primo «uomo d'onore» che ha parlato, Gianni De Gennaro, il giovane funzionario di polizia che lo incoraggiò a liberarsi del passato, e ne raccolse le confidenze; Giovanni Falcone, il magistrato che stese i verbali e tratteggiò la mappa di Cosa Nostra. Ci ha aiutato a capire.

Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo (F.Zecchin)

Ero a cena con Giovanni Falcone e con Francesca Morvillo, una sera del 1987, in casa di un amico, Lucio Galluzzo, a Palermo: a mezzanotte andarono a sposarsi. «Come due ladri», dissero poi, solo quattro testimoni, cosi' vuole la legge. Uscivano da tristi vicende sentimentali, e si erano ritrovati, con la voglia di andare avanti insieme, fino in fondo, fino alla strada che dall' aeroporto conduce in città . «Perché non fate un bambino?» chiesero una volta a Giovanni. «Non si fanno orfani, rispose, si fanno figli».
L'aria della Sicilia non sa di zagare, di mare o di gelsomini, odora di domande. La prima, la più angosciosa: chi uccideranno adesso, a chi toccherà? E perché proprio in questo momento? Il dottor Giovanni Falcone sapeva. Anche Dalla Chiesa cadde perché era solo, e senza poteri. E qualcuno che adesso piange, farebbe bene, per decenza, a tirarsi da parte. «Perché uccidano, spiegava Falcone, ci vuole una agibilità politica». Debbono sentire che, in qualche modo, sei abbandonato a te stesso. Ti hanno segnato nel libro, e non dimenticano.
L'aria della Sicilia non sa di zagare, di mare o di gelsomini, odora di domande. La prima, la più angosciosa: chi uccideranno adesso, a chi toccherà? E perché proprio in questo momento? Il dottor Giovanni Falcone sapeva. Anche Dalla Chiesa cadde perché era solo, e senza poteri. E qualcuno che adesso piange, farebbe bene, per decenza, a tirarsi da parte. «Perché uccidano, spiegava Falcone, ci vuole una agibilità politica». Debbono sentire che, in qualche modo, sei abbandonato a te stesso. Ti hanno segnato nel libro, e non dimenticano.
Un'immagine storica di Tommaso Buscetta al momento dell'arrivo a Roma dopo l'estradizione dal Brasile. È il 1984 (Ap)
Mi ha raccontato Tommaso Buscetta che, quando era un giovanottino, appena arruolato dalle cosche, ricevette l'ordine di far fuori un traditore. «Ma lui, dice Buscetta, era furbo, e andava sempre in giro col suo bambino. Lo teneva per mano, e allora non si sparava ai ragazzi, ai generali e ai magistrati, c'erano delle regole. Abbiamo aspettato dodici anni, poi andò a spasso da solo, e la sentenza venne eseguita».
Falcone è stato discusso e combattuto: dal Corvo, che cercava di sporcarne la figura, dagli scontri con Meli, un altro giudice, e poi con Cordova, che lo ha battuto nelle aspirazioni, nella carriera. Buscetta lo aveva anche avvertito: «Se lei va via da Palermo, lei non si salva». Falcone e Buscetta, si può dire, si stimano. Sono tutti e due siciliani: si capiscono e si rispettano. Falcone è coraggioso, acuto, e conosce l'argomento: e tratta l' imputato da uomo. «È onesto, dice Buscetta, e non è un persecutore. A Vincenzo Rimi sequestrarono anche le vacche, non mangiavano più, nessuno le accudiva, e le bestie creparono. «Il dottor Falcone si muoveva nei limiti della legge; non sbatteva dentro tua moglie se non era indiziata». Quando abbatterono Lima, Buscetta parlò : «Ora tocca a Falcone. Debbono dimostrare che sono loro che comandano, che hanno in mano il bastone e il destino della nostra isola». Si salva, spiega Don Masino, chi fa vita irregolare, niente abitudini, casa, ufficio: «Aveva tanto studiato la mafia, commenta ora, ma non sapeva con chi aveva a che fare. Ho perso un padre, un fratello». Sta da qualche parte, in America, e quando vuole, quando può, passano anche mesi, chiama. Un saluto. La voce è sempre la stessa, l'intelligenza anche: «Non sono un pentito, ribadisce, rinnego Cosa Nostra». Accenna a un politico molto in voga: «È un cretino, un cretino qualsiasi e puzza come un pesce che si secca al sole, da quattro o cinque giorni». La comunicazione si interrompe. Era commosso.
Rivedo la loro storia, come me l' hanno detta i due protagonisti. Il primo magistrato col quale Buscetta si abbandona è il dottor Giovanni Falcone: si incontrano a Brasilia, e il giudice istruttore ha subito l' impressione di trovarsi di fronte a una persona molto seria e dignitosa: «Tutti e due siamo palermitani, dice Falcone. Bastava un giro di frasi, un' occhiata, il riferimento a un luogo e a una vicenda, che ci capivamo. Giocavamo a scacchi». Lo avverte: «Scriverò tutto quello che mi dice, e farò il possibile per farla cadere in contraddizione». E Buscetta replica: «Intendo premettere che non sono uno spione, e quello che dico non è dettato dal fatto che spero di propiziarmi i favori della giustizia; le mie rivelazioni non nascono da un calcolo di interesse. «Sono stato un mafioso e ho commesso degli errori, per i quali sono pronto a pagare interamente i miei debiti, senza pretendere sconti. Voglio raccontare quanto è a mia conoscenza su quel cancro che è la mafia, affinché le nuove generazioni possano vivere in modo più degno e umano».
Falcone elenca le scoperte che il discorso di Buscetta consente. Cosa Nostra ha una sua ideologia, anche se censurabile. Sfrutta certi valori del popolo siciliano: l' amicizia, l' onore, il rispetto della famiglia, la lealtà. Calò butta fuori di casa Buscetta perché sta con una amante. Liggio lo condanna perché è andato con la sorella di un amico. Salamone è offeso perché non ha fatto da padrino al battesimo di suo figlio. L'onorata società strumentalizza virtù e meriti, è un inganno storico. Proclama che organizza i più deboli, invece fa il suo interesse. Ma dopo Buscetta non sarà più come prima. La sua confessione ha messo a posto le tessere del puzzle, e lo Stato acquista una maggiore credibilità . Quando affrontano i temi politici, Buscetta dice a Falcone: «Stabiliamo chi deve morire prima: io o lei?» Ora si sa come è andata. Dal suo capo Stefano Bontate anche Buscetta ha imparato a comandare col sorriso. È discreto e misurato: può accettare un mezzo pacchetto di sigarette, mai una stecca. Perché è un messaggio carcerario, come le arance.


Falcone fuma il sigaro, e Buscetta non lo sopporta: non si lamenta, ma fa sapere a un altro magistrato che quel fetore lo distrae. Mentre lo sta interrogando, c'è una radio accesa col volume troppo alto, e due poliziotti litigano nel cortile. Buscetta si alza e va a chiudere la finestra. Si intendono. Quando è dentro, sulla porta della cella attacca uno di quei cartelli che si usano negli alberghi: «Si prega di non disturbare». È lui che sceglie gli interlocutori, e li mette in guardia: «Se si crea un polverone, tutto va per aria, e crolla anche la poca fiducia della gente in una lotta vera alla criminalità organizzata: vedremo come vi comporterete», dice. La mafia organizza gli attentati al giudice Scaglione, che per Tommaso è una persona per bene, e al questore Mangano, per dimostrare che non sbaglia mai. Non solo uccide, ma toglie anche la reputazione. Buscetta depone senza nascondere la sua parte nel dramma, ammette gesti anche gravi; quando Cavataio si rende responsabile di tradimento, dice: «Giurammo di finirlo», non «giurarono». Quando parla, in tribunale, nessuno dalle gabbie lo interrompe, lo ascoltano in silenzio. Ha ancora prestigio, ma le regole non sono più quelle di una volta. Falcone ascolta, annota, e anche lui sorride. Sorride anche quando gli arrivano certi avvertimenti: sa che non potrà difendersi quando avrà di fronte i nemici di fuori, e quelli di dentro. Quando va a Roma, al ministero della Giustizia, lo accusano: «Ti sei messo coi tuoi nemici». Quattro anni prima l' onorevole Martelli lo aveva attaccato. Lui risponde: «Io sono coerente coi miei principi; sto con lo Stato». Alle ultime elezioni, non ha votato socialista, ma per il suo collega Ayala, repubblicano. È un laico. Perché proprio ora quei cinque morti, e quella dozzina di feriti? Perché le istituzioni sono fragili, c'è un vuoto al vertice, nessuno comanda. Perché bisogna distrarre l' opinione pubblica da quello che accade a Milano. Per far capire che non dimenticano. Per ricordare che loro sono i più forti.
La strage di Natale, quella del treno 904, fece passare in secondo piano le rivelazioni di Buscetta. Falcone contro Di Pietro. Forse il dottor Giovanni Falcone, giudice, ha reso l' ultimo servizio al suo Paese: a Montecitorio, con un sussulto di dignità , sceglieranno il presidente della Repubblica. Conterà , in particolare, un voto: quello dell' assassinato. Sognava un'Italia più pulita. L' ultima immagine che è rimasta nei suoi occhi è quella di un lembo di Sicilia: il mare, l'erba verde di un pascolo, gli olivi saraceni che tremano nel vento caldo, le buganvillee che stanno sfiorendo. Le lancette dell'orologio di Francesca Morvillo coniugata Falcone sono ferme sulle 18.08, è anche un'ora della nostra infelice storia. Debbono sentire che sei abbandonato a te stesso. Ti hanno segnato nel libro per sempre. L'ultima immagine rimasta nei suoi occhi è un lembo di Sicilia: il mare, gli olivi.
Enzo Biagi
dal Corriere della Sera del 24 maggio 1992
http://www.corriere.it/cronache/speciali/2012/giovanni-falcone-venti-anni-dopo/notizie/falcone-matrimonio-blindato-enzo-biagi_2905420c-9e7a-11e1-b8e5-2081876c6256.shtml


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*Alcune domande al Sindaco di Isola delle Femmine