CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, August 27, 2008

Calcestruzzi e Italcementi eseguiti altri sequestri 1984 ISOLA DELLE FEMMINE. Arrestati: il sindaco e la sua giunta il costruttore Giovanni Bruno e l'ex sindaco. 11/10/1984



Giovedì 27 novembre 2008

Calcestruzzi e Italcementi eseguiti altri sequestri


Due lotti dell’autostrada Valdastico in provincia di Vicenza, sono stati sequestrati dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della cittadina nissena. Il provvedimento rientra nell’indagine sulle presunte attività illecite in seno alla Calcestruzzi Spa e alla Italcementi Spa di Bergamo. Le sedi di Italcementi di Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco d’Adda (Bergamo) sono state perquisite così come la sede di Area Sicilia di Palermo e lo stabilimento deposito di Catania al fine di acquisire atti utili a verificare se vi è stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento alla Calcestruzzi. Italcementi sarebbe iscritta sul registro degli indagati in base alla legge 146/2006, che prevede la responsabilità amministrativa penale delle imprese.Da parte sua, in una nota diffusa in serata, Italcementi fa sapere che «oggi è stato notificato ed è stata data esecuzione al provvedimento di perquisizione e sequestro probatorio emesso dalla Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’indagine già in corso per acquisire, presso alcuni impianti siciliani ed una cementeria in Lombardia, i documenti di trasporto relativi alle forniture di cemento effettuate da Italcementi a Calcestruzzi. Secondo quanto specificato dagli stessi inquirenti, il provvedimento è diretto a compiere accertamenti in ordine alla corretta registrazione dei dati concernenti le forniture di materia prima a Calcestruzzi. A tale proposito, la società esprime la propria serenità in ordine agli accertamenti in corso da parte della Procura ed alla correttezza della documentazione suddetta. Quanto al sequestro con facoltà d’uso dei lotti 9 e 14 dell’Autostrada Valdastico avvenuto oggi in provincia di Vicenza, di cui si è appreso dalle agenzie di stampa, emerge che è stato disposto sulla base di rilievi documentali e non sulla base di perizie sulla stabilità statica dell’opera. L’opera in questione, tra l’altro, non è tra quelle che formano oggetto dell’incidente probatorio avviato su richiesta della società ed ancora in corso da parte di un collegio peritale. Incidente probatorio che ad oggi non ha affatto dato conferma dell’ipotizzata compromissione della stabilità statica delle opere siciliane indagate e sequestrate nel 2007, ma che, anzi, ha sinora fornito risultanze che consentono a questa difesa di guardare con fiducia ai suoi esiti».(27/11/2008)
a.ceresoli
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/calcestruzzi-e-italcementi-eseguiti-altri-sequestri_28514_11/


1984 ISOLA DELLE FEMMINE. Arrestati: il sindaco e la sua giunta il costruttore Giovanni Bruno e l'ex sindaco. 11/10/1984.


1. Lo Bianco, Antonino Arresto - 1984 
2. Di Maggio, Vincenzo - Arresto - 1984 
3. Bruno, Giovanni - Arresto - 1984.



4 ritagli di giornale (L'Ora, Repubblica, Giornale di Sicilia, Corriere della Sera) riguardanti l'arresto dell'ex sindaco e del sindaco e assessori di Isola delle femmine. L'accusa: speculazione edilizia e assunzioni di favore. In manette anche un costruttore. Una delle due giunte arrestate dopo una settimana in cui i suoi componenti sono rimasti all'Ucciardone, è stata scarcerata, mentre l'altra resta all'Ucciardone.

1988 1. Isola delle Femmine - Fatti di cronaca - 1988.

DI MAGGIO VINCENZO. Sindaco di Isola delle Femmine, incriminato per interesse privato e falso. 30-3-88.

1 ritaglio di giornale (Giornale di Sicilia) riguardante l'accusa di interesse privato e falso nei confronti del sindaco Di Maggio e della giunta di Isola delle Femmine, incriminati in quanto al centro di una vicenda di mazzette riguardanti l'organizzazione dell'estate isolana.

Bellomonte, Salvatore - Arresto - 1981 1 fotografia formato tessera di
Salvatore Bellomonte, nato l'8-2-1958.

BELLOMONTE SALVATORE. (20 anni, arrestato dai carabinieri in un casolare di Isola delle Femmine). PA 27/2/'81.

1986 1. Cardella, FrancescoArresto - 1986 2. Battaglia, Salvatore - Arresto - 1986 3. Ferrante, Mario - Arresto - 1986 4. Cinisi - Fatti di 2 fotografie segnaletiche di Mario Ferrante e Salvatore Battaglia, gli autori della rapina al Banco di Sicilia, 1 fotografia riguardante le armi della rapina e le banconote ritrovate dagli inquirenti; 1 ritaglio di giornale (Giornale di Sicilia) riguardante la rapina al Banco di Sicilia e l'arresto a Isola delle Femmine di tre persone facenti parte di una banda di rapinatori.
CINISI. Rapina al Banco di Sicilia. 12.6.86. 


1980 1. Crivello, Salvatore - Uccisione - 1980.
2 fotografie: del Crivello, tratta dal documento d'identità, e dell'omicidio.
CRIVELLO SALVATORE. Venditore ambulante di Capaci ucciso con 4 colpi di pistola a Isola delle Femmine. 18/11/1980.


Fontana, Angelo - Arresto - 1992 FONTANA ANGELO. Ha sequestrato, drogato e forse violentato, insieme a Angelo Fontana, due ragazzini, Maria di 14 anni, e il fratello Vincenzo di 12 anni. Palermo 3-5-92.

1 fotografia di ritratto di Angelo Fontana; 1 ritaglio di giornale (L'Ora in fotocopia) riguardante il brutale sequestro da parte di due balordi nei confronti di due ragazzini di Isola delle Femmine. I due ragazzini sono stati sequestrati, drogati e forse violentati dai due balordi che hanno offerto loro un passaggio in macchina, e da li son partite le prime carezze, la sosta ad un chioschetto dove i due hanno offerto una coca cola ai ragazzini mettendo dentro la bevanda sicuramente droga, e cosi si sono diretti verso una villa di Isola delle Femmine dove si pensa i ragazzini siano stati anche violentati.

Palermo: due fratellini sequestrati da maniaci

Vincenzo e Maria 12 e 14 anni sono stati storditi con una coca cola all' eroina e sono rimasti tutta la notte in balia di Fontana Angelo 29 anni e Lo Coco Leonardo 38 anni poi arrestati

PALERMO . Sequestrati, drogati e costretti ad assecondare le perversioni sessuali di due pregiudicati. E la disavventura vissuta da due ragazzini di Isola delle Femmine, fratello e sorella. Vincenzo, 12 anni, e Maria, 14, erano alla fermata del bus. Prima che arrivasse il mezzo pubblico, s' e' fermata una Volvo con a bordo Angelo Fontana, 29 anni e Leonardo Lo Coco, 38 anni. Con cortesia hanno offerto un passaggio che i fratellini hanno accettato. Quindi i due uomini hanno dato a Vincenzo e Maria della Coca Cola con dentro eroina. Entrati in trance, i ragazzini sono rimasti per tutta la notte in balia dei maniaci arrestati per sequestro di persona e atti di libidine violenta.

1974 1. La Fata, Pietro -Uccisione - 1974 2. Isola delle Femmine - Fatti di cronaca - 1974.
1 fotografia di ritratto del La Fata, 1 fotografia riguardante il luogo dove è ubicato il supermercato.
LA FATA PIETRO. Proprietario del supermercato di Isola delle Femmine ucciso sabato sera da tre rapinatori. 11- 2-1974.

La Fata Pietro,mafioso,viene ucciso da ignoti nel corso di una rapina in danno di un supermercato di sua proprietà (non sono emerse causali connesse alla appartenenza alla mafia);
10 febbraio 1974 rapina e omicidio Isola delle Femmine ore 20 Rapina con sparatoria in un supermercato alimentare di isola dell.-- Femmine (20 chilometri da Palermo). Il gestore del magazzino cade colpito a morte nel tentativo di difendere l'incasso della giornata. E» Pietro La Fata, 61 anni, originario di Partinico.
Prima di dedicarsi alla tranquilla attività commerciale aveva costruito bauli per gli emigranti diretti negli Stati Uniti e nei quali - sospettavano gli inquirenti - vi sarebbe stata droga.



1986 1. Minnone, Sergio - Suicidio - 1986 2. Laurence, Marika - Suicidio - 1986 2. Isola delle Femmine - Fatti di cronaca
3 ritagli di giornale (Giornale di Sicilia, L'Ora) sul duplice suicidio di Sergio Minnone e della moglie Marika Laurence, trovati impiccati nella loro abitazione di Isola delle Femmine. All'origine del tragico gesto probabilmente le difficoltà finanziarie della coppia; 1 fotografia della villa in cui si sono suicidati i coniugi Minnone; 2 fotografie tratte dai rispettivi documenti d'identità.
MINNONE SERGIO e LAURENCE MARIKA. Marito e moglie, turisti a Isola delle Femmine, trovati impiccati. 22/8/'86.

1985 1. Monteleone, Antonio - Uccisione - 1985 2. Isola delle Femmine - Fatti di cronaca - 1985.

4 fotografie formato tessera di: Cirino Giardina, Natale Di Stefano, Orazio Guida, 2 fotografie riguardanti le armi della rapina; 9 ritagli di giornale (L'Ora, Giornale di Sicilia) riguardanti gli arresti
di quattro persone accusate dell'omicidio del carabiniere Monteleone nello svolgimento di una rapina avvenuta all'ufficio postale di Isola delle Femmine. Dei quattro arrestati pero al termine del processo
solo due verranno condannati, mentre gli altri due verranno assolti per insufficienza di prove. Testo omesso nell'intestazione: "30/6/87 condannati: Cirino Giardina a 28 anni Orazio Guida a 27 anni

MONTELEONE ANTONIO. Carabiniere ucciso a Isola delle femmine da banditi nel corso di una tentata rapina all'ufficio postale. Quattro arresti 3/12/85 - arrestato un

Lo Porto è arrivato a questo punto perché lo hanno fatto arrivare lì. Loro si interessavano a fargli avere dei voti e portarlo su>>. Angelo Siino l’ha indicato assieme a Filiberto Scalone come il destinatario di una tangente che non venne mai consegnata. Dovevano essere dati a Scalone e Guido Lo Porto i soldi di una percentuale del finanziamento stabilito per la costruzione di un’opera pubblica a Isola delle Femmine (Palermo).

http://www.antimafiaduemila.com/200805013828/articoli-arretrati/inchiestasugli-
uomini-politici-italiani-che-hanno-avuto-contatti-con-cosa-nostra.html

BRUNO FRANCESCO ARCHIVIO STORICO DEL GIORNALE  L'ORA DI PALERMO


inventario 625667/118 data in 1983 data ul. 1983  
soggetto 1. Bruno, Francesco - Arresto - 1983. note 1 fotografia.
intestazione BRUNO FRANCESCO. Arrestato per spaccio di stupefacenti. PA 19/4/83.
cassetto 168 busta 118 doc 1

Pagina 191 di 1496


inventario 625667/119 data in 1990 data ul. 1990
soggetto 1. Bruno, Francesco -Arresto - 1990. note 10 fotografie: 3 dell'arresto di Francesco Bruno, 1 segnaletica, 1 dietro le sbarre del maxiprocesso, 1 foto ANSA; 1 foto dell'arresto dell'uomo che ospitava il Bruno durante la latitanza, 1 foto segnaletica, 2 dei contanti rinvenuti nell'abitazione, 1 dell'abitazione. 6 ritagli di giornale (Giornale di Sicilia, L'Ora).
intestazione BRUNO FRANCESCO. Imputato al maxiprocesso catturato dopo nove anni di latitanza. 22/10/1990.
cassetto 168 busta 119 doc 17

Pagina 191 di 1496

inventario 625673/404 data in 1982  data ul. 1982
soggetto 1. Enea, Vincenzo - Uccisione - 1982.
note 7 fotografie riguardanti l'uccisione di Enea, il corpo esanime di Enea, la folla di curiosi che stanzia intorno al corpo esanime di Enea.
intestazione ENEA VINCENZO. Costruttore fallito ucciso ad Isola delle Femmine. 8/6/82.
cassetto 174 busta 404 doc 7

Pagina 648  di 1496

inventario 625672/9 data in 1982 data ul. 1982
soggetto 1. D'Agostino, Benedetto - Uccisione - 1982.
note 3 fotografie del luogo del delitto, del  cadavere di D'Agostino e della Fiat 500  carbonizzata utilizzata dai killer per  uccidere l'uomo.
intestazione D'AGOSTINO BENEDETTO. Partanna Mondello, ucciso da killer nel suo  residence. 13/5/82.
cassetto 173 busta 9 doc 3

Pagina 567 di 1496

inventario 625677/163 data in 1982 data ul. 1982
soggetto 1. Impastato, Giacomo - Uccisione - 1982.
note 1 fotografia formato tessera  dell'Impastato, 2 fotografie riguardanti il  corpo esanime dell'ucciso
intestazione IMPASTATO GIACOMO. Ucciso a  Isola delle Femmine. 16/1/82
cassetto 178  busta 163 doc 3

Pagina 960 di 1496

inventario 625666/22 data in 1985 data ul. 1985
soggetto 1. Badalamenti, Vito -  Arresto - 1983.
note 2 fotografie, 3 ritagli di giornale sulla  concessione da parte della Spagna  dell'estradizione negli Stati Uniti del  boss Vito Badalamenti
intestazione BADALAMENTI VITO. Commerciante,  figlio di Tano Badalamenti. Novembre
'83 Cinisi.
cassetto 167  busta 22 doc 5

Pagina 136 di 1496


inventario 625666/21 data in 1983 data ul. 1983
soggetto 1. Badalamenti, Silvio - Uccisione - 1983.
note 6 ritagli di giornale sull'omicidio  Badalamenti, proclamatosi sempre  estraneo ad ogni coinvolgimento  mafioso
intestazione BADALAMENTI SILVIO. Nipote di don Tano. Ucciso a Marsala. 2/6/83
cassetto 167 busta 21 doc 6

Pagina 135 di 1496


inventario 625677/91 data in 1984 data ul. 1984
soggetto 1. Lo Bianco, Antonino Arresto - 1984 2. Di Maggio, Vincenzo - Arresto - 1984 3. Bruno, Giovanni - Arresto - 1984.
note 4 ritagli di giornale (L'Ora, Repubblica, Giornale di Sicilia, Corriere della Sera) riguardanti l'arresto dell'ex sindaco e del sindaco e assessori di Isola delle femmine. L'accusa: speculazione edilizia e assunzioni di favore. In manette anche un costruttore. Una delle due giunte arrestate dopo una settimana in cui i suoi componenti sono rimasti all'Ucciardone, è stata scarcerata, metre l'altra resta all'Ucciardone.
intestazione ISOLA DELLE FEMMINE. Arrestati: il sindaco e la sua giunta il costruttore Giovanni Bruno e l'ex sindaco 11/10/1984.
cassetto 178 busta 91 doc 4

Pagina 989  di 1496

inventario 625679/131 data in 1978 data ul. 1978
soggetto 1. Longo, Gaetano - Uccisione - 1978.
note 24 fotografie: del funerale (foto di Franco Zecchin), del figlio che ha assistito all'omicidio, dell'abitazione davanti alla quale è avvenuto l'agguato, della vettura in cui si trovava il Longo,
della moglie che si reca in ospedale, dell'ingresso della banca presso cui era direttore, dell'identikit dell'assassino.
intestazione LONGO GAETANO. Ex sindaco di  Capaci e direttore della Banca del popolo PA ucciso in un agguato sotto gli occhi del figlio. 17/1/1978.
cassetto 180 busta 131 doc 24

Pagina 1073   di 1496

inventario 625675/54 data in 1981 data ul. 1981
soggetto 1. Gallina, Stefano -  Uccisione - 1981 2.  Criminalità organizzata -  Carini - 1981.
note 1 fotografia di ritratto di Gallina ed 1  fotografia del cadavere. Sul retro nota  manoscritta: "Stefano Gallina, 59 anni,  allevatore di bestiame ucciso a Carini".
intestazione GALLINA STEFANO. Crivellato di  colpi, allevatore di bestiame. 2/10/'81.
cassetto 176 busta 54 doc 2

Pagina 834  di 1496

inventario 625676/352 data in 1976 data ul. 1976
soggetto  Guglielmo, Felice -  uccisione - 1976 2.  Criminalità organizzata -  Partanna Mondello - 1976.
note 2 fotografie di diverso formato del  Guglielmo, 5 fotografie riguardanti il  corpo esanime del Guglielmo, il luogo  dove è avvenuta l'uccisione, i funerali  dello stesso
intestazione GUGLIELMO FELICE. Mafioso  assassinato. (Palermo) Partanna  Mondello. 9/1/76
cassetto 177  busta 352 doc 7

Pagina 915  di 1496

inventario 625679/20 data in 0 data ul. 0
soggetto 1. Lo Cicero.
note 2 fotografie di grande formato con in primo piano, nell'una un giovane uomo, nell'altra un uomo più maturo, probabilmente si tratta della stessa persona
intestazione LO CICERO. Tommaso Natale.
cassetto180 busta 20  doc 2

Pagina 1086   di 1496

http://www.bibliotecacentraleregionesiciliana.it/archiviolora.pdf

http://www.teleoccidente.it/home/players/TOnews.htm





2002 – Comune di Isola delle Femmine (PA) – Progetto per la costruzione del nuovo Mercato Ittico di Isola delle Femmine” –  €1.000.000,00

2002 – GESAP S.p.A. – Studio di Fattibilità per l’Area Manutenzione Aereomobili nell’Aeroporto Falcone-Borsellino, Palermo – €7.500.000,00

2002 – COSAVID s.c.a r.l., concessionario “Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.” – Collaudo static delle Opere Civili della tratta ferroviaria tra Palermo e la Stazione Aereoporto Falcone-Borsellino


Marina del Porto Grande S.p.A.


1984 ISOLA DELLE FEMMINE. Arrestati: il sindaco e la sua giunta il costruttore Giovanni Bruno e l'ex sindaco. 11/10/1984.



Saturday, August 23, 2008

17 OTTOBRE 2007, 19 ottobre 2007, Pet coke al cementificio operai contro ecologisti

Pet coke alla Italcementi? La Regione decide



«L' Italcementi di Isola delle Femmine vuole utilizzare il pet coke e domani (oggi, ndr) il dipartimento dell' assessorato regionale all' Ambiente potrebbe dare il via libera». è l' allarme lanciato dai leader siciliani dei Verdi dopo la convocazione di una conferenza di servizi che dovrà esprimersi sull' uso del combustibile inquinante alla Italcementi. 


«Ci aspettiamo un comportamento coerente da parte dell' assessore all' Ambiente, Rossana Interlandi, con le battaglie del suo partito, l' Mpa, che a Gela si è schierato contro l' utilizzo del pet coke - dice Massimo Fundarò, deputato dei Verdi alla Camera - Ho già presentato un' interrogazione al ministro dell' Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio». 


Il ministro ha risposto al deputato dei Verdi che «la sede idonea è la procedura di autorizzazione integrata ambientale», già attivata alla Regione. «Non si capisce perché debba adesso essere una conferenza di servizi a esprimersi sul pet coke», aggiunge Fundarò. 


«Inoltre come sarà gestito il trasporto di questo pericoloso materiale dal porto di Palermo allo stabilimento della Italcementi?», chiede il presidente cittadino dei Verdi, Alberto Mangano. «Sono fortemente contraria all' utilizzo del pet coke - dice la Interlandi - ma le normative vigenti al momento non ne vietano l' utilizzo. Cercheremo nella conferenza di servizi di introdurre tutte le limitazioni possibili». a. fras.


Pet coke al cementificio operai contro ecologisti


Il caso pet coke all' Italcementi fa scontrare operai e azienda da una parte e le associazioni ambientaliste dall' altra. 

Dopo che l' assessorato all' Ambiente non ha dato il via libera all' utilizzo del combustibile pet coke, i 120 operai ieri hanno bloccato per alcune ore la statale 113 all' altezza dello svincolo sulla Palermo - Trapani e oggi manifesteranno davanti alla Presidenza della Regione. 

«L' azienda ci ha già comunicato il licenziamento di circa 25 operai perché senza il pet coke non regge la concorrenza e deve ridimensionare l' organico - dice il delegato sindacale della Cgil, Baldo Privolizzi - Già dieci operai di una ditta dell' indotto sono rimasti senza lavoro». 

Mercoledì la conferenza di servizi convocata dall' assessore regionale all' Ambiente, Rossana Interlandi del Movimento per l' autonomia, ha negato l' autorizzazione all' utilizzo del pet coke all' Italcementi, rimandando ogni decisione definitiva all' Autorizzazione integrata ambientale, che si riunirà il 5 dicembre. 

«Nel frattempo rischiamo di perdere il lavoro - dice Giuseppe Rubino dellla Cisl - L' assessore Interlandi per motivi politici nega l' autorizzazione temporanea all' uso del combustile che non è un rifiuto nocivo». Ma a spingere affinché non si utilizzi questo combustibile nello stabilimento di Isola delle Femmine sono le associazioni ambientaliste, come Isola Pulita, e i Verdi che con il deputato Massimo Fundarò hanno già presentato un' interrogazione al ministro per l' Ambiente, Pecorario Scanio. 

«Deve essere tutelata la salute dei cittadini di Isola e gli operai non devono essere strumentalizzati dall' azienda, a rischio è anche la loro salute», aggiunge Giovanni Di Stefano segretario dei giovani Mpa. Secca la replica dell' Italcementi: «Non c' è stata alcuna forzatura fatta agli operai - dicono dall' azienda - Ci auguriamo che un sereno e responsabile dialogo possa presto riprendere tra le parti interessate. Ricordiamo che il pet-coke è consentito dalle normative». 

All' azienda replica il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano di Rifondazione: «Il comportamento della dirigenza dell' Italcementi è molto grave - dice Sodano - è molto grave aizzare i lavoratori contro chi sta conducendo una battaglia giusta in difesa della salute dei cittadini e della legalità». Per lunedì prossimo è previsto un nuovo incontro in Prefettura tra azienda e sindacati alla presenza dell' assessore Interlandi. 

a. fras.


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/10/19/pet-coke-al-cementificio-operai-contro-ecologisti.html?ref=search


17 OTTOBRE 2007 PALERMO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE VIA LA MALFA GIOVANI M.P.A.
CONTRO USO PET-COKE COME COMBUSTIBILE 



Timori e tremori sotto le ciminiere viaggio a Isola, paese nella polvere

Piove cemento nel paese che trema. Il prezzo del progresso a Isola delle Femmine lo paga chi sta accanto alla Cementeria. Respira le polveri che arrivano ovunque e convive con il fremito provocato dagli impianti. Le centraline dell' inquinamento dell' Arpa e della Provincia non sempre funzionano, ma lo stabilimento della Italcementi lavora sempre. Al banco dello sviluppo si scambia la salute per un posto di lavoro, e così Isola soffre e tace. Chiunque ha un parente o un amico che lavora là dentro, e la risposta è un ritornello: «Non voglio guai - dice un ex dipendente che abita vicino alla guardia medica - ma a casa mia, a causa del rumore e dei movimenti causati dai macchinari, le mattonelle del balcone si sono allargate e in un pilastro è spuntata una crepa. Ci vorrebbe un avvocato, ma chi lo paga?». L' ultimo allarme proviene da un canale di acque reflue che si riverserebbe nel torrente Rio Fosso Morto e che ha fatto scattare la denuncia per i titolari della Italcementi e della Isac, la ditta cui è affidata la gestione della cava dalla quale si estrae il materiale per la fabbrica. «Non ho ricevuto alcun provvedimento dell' autorità giudiziaria - dice Giovanni La Maestra, direttore della Cementeria - Non abbiamo scarichi illegali nel golfo. Siamo disponibili a fornire le informazioni necessarie. Riguardo alle vibrazioni che i cittadini lamentano, le abbiamo già ridotte». Inquinamento e rumori a parte, sono le polveri a far paura. Chi se la passa peggio abita nelle case popolari, costruite vicino all' impianto. «Questa fabbrica mi ha dato il pane - dice Pietra Paternò indicando le ciminiere dalla finestra - perché mio marito ci lavorava fino a poco tempo fa, ma adesso non ne posso più. Per pulire non basta l' acqua, ci vuole lo scalpello. Stiamo chiusi in casa». Chi deve stare fuori perché ha un negozio, invece, non rinuncia a dare battaglia: «Non ho niente da perdere - dice Antonino Cardinale, fabbro - Sono costretto a lavare con l' acido muriatico perfino la ciotola del cane. Le finestre non scorrono più, per il cemento che si accumula. e la grondaia è diventata pesante, perché l' acqua trasporta anche la polvere che proviene da là dietro». Al cemento si aggiunge il rumore. La porta in metallo verde che chiude il negozio trema per i macchinari della fabbrica: «A volte non si riesce neanche a dormire». Il sindaco Gaetano Portobello ha già avviato un tavolo di concertazione: «Aspettiamo il prossimo incontro di aprile - dice - e analizzeremo i dati delle centraline». Nel frattempo è nato il Comitato tutti per Isola, coordinamento tra residenti e associazioni ambientaliste, per fare chiarezza anche sulla messa in sicurezza del pet-coke, un combustibile classificato come pericoloso e cancerogeno, utilizzato dalla Cementeria. L' Arpa, in una nota del 30 gennaio, a seguito di un sopralluogo al deposito di combustibile della Italcementi in località Raffo Rosso, scrive che sul sito bisognerebbe «valutare la necessità di un intervento di bonifica, adeguare l' impermeabilizzazione di tutto il fondo della cava e predisporre un piano di monitoraggio delle acque e dell' aria per controllare il contenimento delle emissioni».
ADRIANA FALSONEhttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/03/01/timori-tremori-sotto-le-ciminiere-viaggio-isola.html?ref=search


'Il cementificio inquina' Tre denunciati a Isola

Una discarica abusiva a Terrasini e un' indagine per inquinamento alla Italcementi e Isac di Isola delle Femmine. A Isola delle Femmine, la magistratura è intervenuta dopo la scoperta di un canale di scolo illegale dove confluivano le acque reflue provenienti dallo stabilimento Italcementi e mediante il quale venivano poi immesse nel torrente Rio Fosso Morto. I carabinieri del nucleo operativo ecologico hanno denunciato, con l' accusa di scarico di acque reflue nel sottosuolo, il rappresentante dello stabilimento di Italcementi Giovanni La Maestra e due rappresentanti della ditta Isac di Palermo a cui è affidata la gestione della cava da cui si estrae il materiale per la fabbrica. A due passi dall' autostrada Palermo - Mazara, il Nucleo operativo dell' ispettorato della Guardia forestale ha messo i sigilli alla cava di Vito D' Anna, legato all' omonima famiglia al centro di varie vicende giudiziarie per mafia. La cava era in piena attività nonostante non avesse le autorizzazioni ed era anche diventata una discarica abusiva di sfabbricidi. La cava e la discarica si trovano a poca distanza dal sito già sequestrato ai D' Anna in seguito alla denuncia dell' ex sindaco di Terrasini, Manlio Mele. a. f.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/28/il-cementificio-inquina-tre-denunciati-isola.html?ref=search


Isola, il cielo si tinge di rosso Italcementi ora deve spiegare

Succede spesso, accade che il cielo diventi opaco e si tinga di rosso. Proprio lì, sopra le cementerie di Isola delle Femmine. Da anni i residenti denunciano quello che temono sia una nube tossica. Ma nonostante i controlli e le rassicurazioni successive, il fenomeno si ripete e dopo il Parlamento europeo il caso è arrivato adesso all' Assemblea regionale e alla Camera. 

La difficile convivenza tra l' impianto industriale di Italcementi e la gente di Isola, del resto, ha prodotto un carteggio alto una spanna. Intorno al temuto rischio i residenti si sono mobilitati e hanno coinvolto anche un comitato intercomunale. 

Perché se l' epicentro di quella che sembra una minaccia ambientale è certamente Isola, a dirsi preoccupati sono anche i residenti di Torretta e Capaci. «Vorremmo chiarezza. Il cielo si colora di rosso e questo certamente non è normale - dice Mario Ajello presidente dell' Associazione per la difesa del mare e del territorio - Tra l' altro il meccanismo di misurazione delle emissioni suscita qualche perplessità, ma le cause di questi strani fenomeni non sono state accertate». 

La Italcementi però rassicura e di fronte alle preoccupazioni oppone i risultati delle analisi condotte tramite i misuratori di continuo di cui è dotato l' impianto. Tuttavia non basta a fugare i dubbi. «Al contrario - aggiunge Ajello - sappiamo che se da una parte l' Arpa, l' agenzia regionale di protezione ambientale, non è in grado di rilevare l' aria che esce dai comignoli, dall' altra la cementeria ha un impianto che ad ogni anomalia smette di funzionare e non registra più nulla. La Provincia ci ha offerto un apparecchio mobile per monitorare le emissioni ma alla fine si è guastato». 

Un supplemento di controlli a questo punto si impone. 

E' quanto chiedono i deputati europei con una interrogazione depositata da Monica Frassoni, vice presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo. «Secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti, - si legge nell' interrogazione - gli impianti della cementeria emettono monossido di carbonio, anidride carbonica, ossido di azoto, ossido di zolfo e polveri sottili, provocando fenomeni frequenti e diffusi di inquinamento atmosferico e acustico, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche». 

Queste preoccupazioni sono riprese anche nell' interpellanza depositata all' Ars da Leoluca Orlando e Lillo Miccichè di Sicilia 2010. Nell' atto ispettivo, a cui hanno fatto seguito interrogazioni alla Camera firmate da Giovanni Russo Spena del Prc, Ermete Realacci della Margherita, Luana Zanella e Paolo Cento dei Verdi, Fulvia Bandoli e Fabrizio Vigni dei Ds - si sottolinea l' importanza economica della cementeria ma, nello stesso tempo, si chiedono iniziative a tutela dell' ambiente e della salute dei dipendenti e dei cittadini. L' interpellanza sollecita il recupero ambientale della zona oltre che verifiche e valutazione dei progetti secondo le normative Ue, l' applicazione di standard di controllo adeguati su tutti gli scarichi allo scopo di salvaguardare l' integrità delle falde idriche.
ADRIANA FALSONEhttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/10/20/isola-il-cielo-si-tinge-di-rosso.html?ref=search


Isola delle Femmine, duello a tre con liti fino all' ultimo minuto


ISOLA DELLE FEMMINE - A due chilometri da Sferracavallo, l' ultimo avamposto cittadino che con un referendum ha sfidato Palermo sull' autonomia cittadina, le Europee sono già dimenticate. 

A Isola delle Femmine sono sepolte dalla contemporanea sfida a tre per la scalata al municipio, un mastio bianco calce che domina il porticciolo della cittadina marinara. E che marinara oggi vuole essere nel senso più moderno del termine: chi andrà al potere avrà da gestire due aree marine protette, per le quali il futuro è scritto nei programmi turistici e della piccola pesca locale. Avrà da gestire i 1.200 metri di spiaggia e di scogliera, dove ogni estate aprono almeno undici stabilimenti balneari. 

E non solo. C' è in ballo anche la riconversione dell' area industriale, dove l' Italcementi attualmente gioca nel ruolo della Fiat locale: 300 dipendenti e una stabilità che fa invidia a quella della stessa fabbrica d' auto. Le decine di capannoni dismessi o abbandonati già da qualche tempo sono un grande affare per piccole imprese e ditte artigiane, dal cantiere nautico alla falegnameria, all' officina ad alta specializzazione. Gli spazi liberi sono ancora migliaia. 

Davanti al municipio c' è la Uno dei carabinieri, impegnati a sedare quella che sembra una rissa. Ma che invece è solo il duello all' ultimo comizio di uno dei tre candidati alla poltrona di sindaco del minuscolo comune, settemila anime delle quali le urne, domenica, ne attendono cinquemila e duecento. 

Gli animi sono roventi: una ventina di persone è impegnata a discutere con un cinquantenne dall' aria giovanile. Agguerritissimo. «è una questione di civiltà e di democrazia», sbraita lui muovendosi a larghe falcate. «Orazio, ragiona», ribatte la folla. Sale dal sindaco, appena cinque minuti dopo è giù: tutti si trasferiscono in caserma. 

Lui è Orazio Cataldo, presidente del Consiglio comunale in carica, ex vicesindaco, ex retino e simpatizzante dell' area progressista che oggi corre per la poltrona di primo cittadino. A sostenerlo c' è Insieme-Isola delle Femmine, lista civica vicina al centrodestra dentro la quale ci sono anche Giuseppe Spanò e Pino Aiello, le due massime cariche cittadine di Forza Italia. Dall' altra parte, al primo piano del palazzo, c' è il suo diretto avversario, anche se è tale solo sulla carta: il sindaco in carica Stefano Bologna, sostenuto dal centro e dal centrosinistra, è al secondo mandato e non può ricandidarsi. Tornerà in pista, forse, da assessore della lista "Isola per tutti". 

Il competitor è Gaspare Portobello, insegnante, attuale assessore alla Pubblica istruzione. Tra i due è scoppiata la lite sulla prenotazione delle ultime ore di propaganda elettorale, per le quali ognuno vanta diritti. Decideranno i carabinieri, che qui sono ancora un' autorità indiscussa. Il terzo concorrente è Vincenzo Di Maggio, ex sindaco, destituito dal ministro dell' Interno nel '91 per una serie di condanne amministrative passate in giudicato. 

A lui, figlio di una famiglia di ex monarchici che a Isola ha visto avvicendarsi sulla poltrona più alta della città perfino un podestà, è succeduto proprio Stefano Bologna. La Torre, simbolo della sua lista, a Isola è da sempre sinonimo della destra conservatrice. I progressisti puntano sui giovani e sul voto d' opinione, i liberal vanno a pescare tra i delusi e tra coloro che sono in caccia di novità. «Litigano giusto ora, che ce ne stiamo liberando», scherza qualcuno nel bar accanto al palazzo municipale. 

La rissa è esplosa per la serata clou di oggi, quando il cardiochirurgo Carlo Marcelletti sarà l' ospite d' onore di un momento dedicato ai progetti per la salute di Insieme. Cataldo è un informatore scientifico, il settore medico gli è caro, ne ha fatto un punto d' onore del suo programma. è entusiasta del suo progetto, dice che «la risposta che ha avuto dalla gente è stata impressionante». 

Il gruppo di Bologna non gioca al rialzo, ribatte agli show di Cataldo con il comizio di Leoluca Orlando, «con i risultati di quella che per Isola è stata una innegabile rinascita - dice l' ex sindaco - servizi come acqua e scuolabus per tutti, e la popolazione quasi raddoppiata in dieci anni». E conta sul fatto che Cataldo, per correre da solo, ha spaccato l' opposizione. Ma a Isola non sono pochi a guardarlo con simpatia, dopo otto anni di governo del centrosinistra. «Bologna aveva iniziato bene, poi...», dicono gli intervistati, allargando le braccia. «Tutte le macchine di governo si stancano, è inevitabile - dice lo stesso Bologna - e bisogna essere bravi a rinnovarsi nel ricambio della classe dirigente». 

Del terzo candidato sembrano conservare qualche nostalgia solo i più anziani. 

Anche se pochi sanno che tra il ' 74 e il ' 78 quella scuola materna che sorse a Isola durante una sindacatura Di Maggio, fu costruita dal Comune senza i necessari nulla osta. E solo nel '97 il Comune ottenne la sanatoria. Allora anche i podestà potevano sbagliare, senza che nessuno ci facesse caso. Anzi.
ALBERTO BONANNO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/06/11/isola-delle-femmine-duello-tre-con-liti.pa_036isola.html?ref=search

*Promemoria per il Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello


17 OTTOBRE 2007,  19 ottobre 2007, Pet coke al cementificio operai contro ecologisti