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Saturday, June 07, 2008

Terra bruciata: la terra dei fuochi In onda Domenica 9 Marzo 2008


TERRA BRUCIATA: LA TERRA DEI FUOCHI

IN ONDA DOMENICA 9 MARZO 2008 ALLE 21.30

DI Bernardo Iovene Ambiente

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buona sera da oggi fino al 1 giugno ogni domenica saremo qui, passando qualche volta come stasera per esempio dal comico al tragico, ma non sarò sempre cosi.

BERNARDO IOVENE
Quante ne avevate di pecore?

MARIO CANNAVACCIUOLO
3 mila.

BERNARDO IOVENE
Ne sono rimaste quante?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Ne sono rimaste 120,130. Ormai abbiamo finito! Ne abbattono ogni giorno 27.

BERNARDO IOVENE
Le abbattono?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Le abbattono si.

BERNARDO IOVENE
Le abbattono tutte?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Levano ogni traccia da mezzo. Questo è un campanello dall’arma. Quando sono levate le pecore da mezzo è finito tutto. Le pecore che stanno a terra stanno morendo.

BERNARDO IOVENE
Queste sono vive?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Si ma…

BERNARDO IOVENE
Questa è viva?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Si, se ne cadono i peli da dosso e si consumano.

BERNARDO IOVENE
Ma questa non riesce a camminare?

MARIO CANNAVACCIUOLO
No, No.

BERNARDO IOVENE
Me la fa vedere?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Non esiste proprio a camminare, è finita ormai.

BERNARDO IOVENE
Cioè non sta in piedi?

MARIO CANNAVACCIUOLO
No, sono otto giorni che sta così. Si consumano e poi si lasciano a terra, come si è consumato anche mio fratello. Mio fratello quaranta giorni, è morto. Ha preso la stessa malattia come le pecore.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Tra 2 giorni quel che resta del gregge sarà abbattuto, perché il tasso di diossina presente nel loro sangue è troppo elevato. Stanotte è nato l’ultimo agnellino, ma è deforme.

UOMO ANONIMO
Guarda che c’ha da questa parte qua, l’occhio non è che non ce l’ha, all’interno non c’ha proprio la palla. Non vivrà a lungo. Guarda…

BERNARDO IOVENE
Questa è la mamma?

UOMO ANONIMO
Questa è la mamma, questa qua.

ANTONIO MARFELLA -TOSSICOLOLGO ONCOLOGO
Le pecore a libero pasto rappresentano la sentinella ambientale più efficace e più economica per verificare da un lato la contaminazione da rifiuti industriali di un terreno, dall’altro la reale efficacia delle bonifiche eventualmente effettuate.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La reale efficacia di bonifiche eventualmente effettuate. Di questo parleremo, non di rifiuti solidi urbani, che tra l’altro stanno sempre là, ma di quelli che non basta spostare, perché hanno contaminato il terreno e l’acqua. Di bonifiche appunto. Allora le zone da bonificare in Campania sono 2551, il doppio rispetto alla Lombardia che ne ha 1300, e la maggior parte sono concentrate tra Napoli e Caserta, in una zona che abbraccia 80 comuni. Il primo campanello d’allarme suona quando muoiono le prime pecore nel 96, nel 2001 si accerta che è diossina. Le immagini che abbiamo visto sono state girate ad Acerra il giorno di Natale. Cioè poco più di due mesi fa. Ma cosa è stato messo dentro a questi terreni per creare effetti cosi devastanti e chi è stato? 
La nostra inchiesta, girata con tanta rabbia e dispiacere da chi questa terra, la conosce bene, perché è la sua, è di Bernardo Iovene.

BERNARDO IOVENE
Buongiorno, voi che state facendo?

DONNA ANONIMA
Prendiamo del ferro vecchio.

BERNARDO IOVENE
Ferro vecchio, state bruciando però!

DONNA ANONIMA
No, no.

BERNARDO IOVENE
Questo fa male! Poi bruciate tutto?
UOMO ANONIMO
No, no! 

BERNARDO IOVENE
No? E quello chi lo sta bruciando là?
UOMO ANONIMO
No, no, solo ferro vecchio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Stanno bruciando la gomma per tirare fuori il rame dai fili elettrici. Questa è l’operazione che produce più diossina in assoluto, che si disperde nell’aria e poi si deposita sul terreno. Nel comune di Acerra, località Calabricito, la Sogin, ha recintato un terreno dove la presenza di diossina è 10 mila volte superiore ai limiti imposti dalla legge. Ma qua sotto ci sono anche rifiuti tossici. Intorno è tutto coltivato e pascolano le pecore.

BERNARDO IOVENE
Cioè avevano bruciato la plastica per tirare fuori il rame?

SERGIO D’OFFIZI -TECNICO SOGIN
Guardi probabilmente sì perché erano prodotti da combustione, in genere le diossine vengono fuori da queste plastiche che contengono del cloro. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le plastiche non vengono bruciate di nascosto, ma comodamente e sul ciglio delle strade provinciali.

BERNARDO IOVENE
Che cosa sta raccogliendo Lei, il rame?


DONNA ANONIMA
Si il rame,ma perché mi stai facendo questo?

BERNARDO IOVENE
Perché questo non si può fare, non si può fare questo qua.

DONNA ANONIMA
Ah, Non si può fare?

BERNARDO IOVENE
Tu però non puoi bruciare!

DONNA ANONIMA
Non posso bruciare, allora fai questo, riprendi il fuoco e non a me!

BERNARDO IOVENE
E chi l’ha bruciato lì?

DONNA ANONIMA
Si è bruciato da solo!

BERNARDO IOVENE
Da solo si è bruciato?

DONNA ANONIMA
Eh da solo!


BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Tanto nessuno controlla. Sono tornato qui dopo una settimana: “i gestori” del sito erano spariti e le montagne di ceneri restano lì sul terreno. Gli automobilisti che passano di qua, quando vedono l’incendio cambiano strada.

AUTOMOBILISTA
Quando noi troviamo incendiato è una cosa pazzesca! Dobbiamo fare marcia indietro e prendere un’altra strada! 

BERNARDO IOVENE
Da quanto tempo c’è questo cumulo?

AUTOMOBILISTA
Ma con precisione non lo so dire. 

BERNARDO IOVENE
Un mese, due mesi, tre mesi?

AUTOMOBILISTA
E’ una storia che dura da parecchio.

BERNARDO IOVENE
Tu hai denunciato?

AUTOMOBILISTA
No perché a chi denunci? Che ne so, mica sto all’altezza di…

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ognuno si fa i fatti suoi, anche se i fumi si vedono da lontano e poi si vanno a depositare su questa bella campagna, dove dietro c’è un’ altra discarica. Ad ogni modo questo posto diventerà un’area da bonificare, da sommare alle altre 2551. Prima però bisognerà individuarlo, poi metterlo in sicurezza coprendolo con un telo e un recinto, poi capire l’entità dell’inquinamento sul terreno e nella falda, quindi fare un progetto di bonifica, ed infine, chissà quando, bonificare. A Calabricito, nel comune di Acerra, dopo aver recintato e stabilito che il terreno è inquinato, i lavori si sono fermati…e intanto i cancelli qualcuno li ha tirati giù. 

ANNA FAVA - ASSISE NAPOLI
Qui c’era un cancello non c’è più, ma soprattutto se tu vedi all’interno sono stati fatti altri scarichi di rifiuti. Vedi?

BERNARDO IOVENE
Ho capito! Qui, qui altri scarichi.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Qua dentro ci portano ceneri industriali e carcasse di pecore morte… e tutto intorno le coltivazioni. Le pecore dei Cannavacciuolo hanno pascolato in tutta la zona agricola di Acerra, dove negli anni si è insediata anche la Montefibre, una fabbrica di poliestere inquisita per omicidio colposo a seguito della morte di numerosi operai con patologie legate anche all’uso di sostanze cancerogene e diffidata per inquinamento della falda. 

MARIO CANNAVACCIUOLO
E vedi come si ammalano giorno per giorno, vedi si sta lasciando andare anche l’altra.

BERNARDO IOVENE
Questa qua?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Proprio qui nascerà anche il famoso termovalorizzatore. Intorno ortaggi e ovini erranti. 

BERNARDO IOVENE
Le vostre pecore mangiano questo?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Questo. Quando…

BERNARDO IOVENE
Cioè quando loro raccolgono il frutto….

MARIO CANNAVACCIUOLO
Bravo!

BERNARDO IOVENE
Il vostro gregge va a mangiare qua e si sono ammalati di diossina.

MARIO CANNAVACCIUOLO
Si sempre così, anni e anni.

BERNARDO IOVENE
Questi cavolfiori vanno sulle tavole del cittadino?

MARIO CANNAVACCIUOLO
Sulle tavole dei cittadini, bravo! 

ANTONIO LIMONE - COMMISSARIO ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
Dove abbiamo trovato la positività, quelle greggi sono state messi sotto sequestro, il latte è stato distrutto. Abbiamo trovato la diossina e abbiamo bloccato la produzione.

BERNARDO IOVENE
Ho capito. Questa diossina l’avete trovata quando già c’era. Attraverso il latte, attraverso tutti i prodotti che vengono…cioè qualcuno se li è mangiati questi! Cioè questo voglio dire!

ANTONIO LIMONE - COMMISSARIO ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
Guardi, se qualcuno è arrivato prima che arrivassero i prelievi, là può intervenire solo la mano del signore per fare questo, da quel momento in poi, nel momento in cui ovviamente tu reprimi dove arrivi e dove trovi il dato, e quello è ovvio dal momento dal momento che tu hai la positività scattano tutti i sistemi.

BERNARDO IOVENE
Ho capito.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Dunque chi ha mangiato formaggio, mozzarelle e capretti contaminati da diossina, si affidi nelle mani del Signore, nel caso non ci sia già, come il fratello del signor Mario che quando è morto aveva un tasso di diossina 255 volte superiore ai limiti, ma questi campi sono stati analizzati?

BERNARDO IOVENE
Però lì ci sono i cavolfiori che vanno sulla tavola degli italiani, cioè questo problema qualcuno se l’è posto dico?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Il problema di verificare se le colture siano…? Le agenzie regionali e nazionali hanno fatto questa separazione laddove il terreno non è contaminato… allora c’è la matrice suolo…

BERNARDO IOVENE
Non sono stati fatti i controlli! Sono stati fatti o no?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Allora, là c’è la matrice suolo che è stata controllata, laddove la matrice suolo non dava evidenze di criticità, là hanno consentito la coltivazione.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La diossina è stata trovata solo in alcuni punti, ma nel terreno c’è altro. Nel 1990 intervenne l’Osservatorio Vesuviano perché in quest’area la temperatura della falda acquifera superava i 90 gradi. 


GIOVANNI BIANCO - AVVOCATO
“Nessun fenomeno di natura vulcanica o sismica è stato rilevato nell’area”.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Quindi qualcuno aveva sversato liquidi nella falda. I proprietari dei terreni fecero un esposto alla procura, ai Ministri dell’Ambiente e della Sanità, ma non si è mossa una foglia. E poi c’è lo stoccaggio di bidoni tossici da parte della Montefibre.


GIOVANNI BIANCO - AVVOCATO
L’azienda Montefibre è stata già oggetto di una serie di denunce, anche da parte dei Cannavacciuolo nel passato, ed è famosa la vicenda dei 56 mila bidoni tossici per i quali ci fu un processo penale, che erano stoccati su una piattaforma all’interno di quell’azienda dove tra l’altro colavano addirittura queste sostanze per terra e quello era policlorobifenile. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sempre in queste campagne sono stati sparsi anche 360 mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi. 

GIOVANNI BIANCO - AVVOCATO
Tonnellate e tonnellate di rifiuti speciali, rifiuti tossici, tra l’altro certe volte contrabbandati come concime ai contadini che permettevano questo tipo di sversamento. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sotto inchiesta è finita questa ditta che secondo la procura di Napoli deteneva il monopolio nel settore dello smaltimento dei rifiuti anche pericolosi, come diossine, amianto e altre sostanze cancerogene. Furono sorpresi proprio mentre sversavano nel canale dei Regi Lagni tonnellate di rifiuti liquidi.

GIOVANNI BIANCO - AVVOCATO
In questo caso vediamo proprio effettivamente uno sversamento in atto dallo stabilimento, come è possibile notare i due colori diversi dell’acqua. Prima dello scarico l’acqua è limpida, dopo lo scarico l’acqua diventa di un colore marrone, lo stesso colore che si vede nella vasca diciamo di deposito dove queste due cisterne stanno scaricando il liquido.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il fratello del proprietario è un maresciallo dei Carabinieri e i magistrati affermano che gestiva di fatto l’azienda, avvalendosi anche della complicità del comandante dei Carabinieri di Acerra e di amministratori pubblici. 

CUONO PELLINI
Hanno fatto i controlli con le acque…

BERNARDO IOVENE
Che tipo di liquidi erano quelli che stavano scaricando?

CUONO PELLINI
Liquidi speciali, ma non…

BERNARDO IOVENE
Liquidi speciali?

CUONO PELLINI
Si, si, tranquillamente.

BERNARDO IOVENE
Cioè speciali di che cosa?

CUONO PELLINI
Speciali che non sono biologici, che vengono da attività di produzione di natura organico- biologica, bensì di industria….

BERNARDO IOVENE
E li stavate scaricando direttamente la dentro…

CUONO PELLINI
No ma non si possono scaricare direttamente perché devono passare sempre dall’impianto quindi non esiste né in cielo né in terra per quello che hanno detto. Il colore, il colore hanno detto, ma che significa il colore?

BERNARDO IOVENE
Il colore non vuol dire nulla? Cioè quando si tratta un liquido non cambia colore?

CUONO PELLINI
Vede l’acqua? L’acqua può diventare pure grigia ma che significa! Quando sono venuto che c’hanno preso la mattina mica si sono presi i prelievi da là sopra, l’acqua era a tabella quindi è inutile che dice…Pure lei beve la coca cola, scura no? Mica significa che è inquinata quell’acqua. Cioè non dico, cioè tu dall’alto puoi vedere, pure con l’ombra tu puoi vedere più scuro o più chiaro però non vuol dire che ho fatto uno sciacallaggio ecologico quando non è così. Perché l’acqua passava comunque da un depuratore, veniva trattata ed usciva a tabella. Quindi io credo di…cioè non credo… con certezze, quello che le dico è che lavoravamo con carisma con le dovute accortezze, senza problemi. Questo non ci preoccupa.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le norme però prevedono che l’acqua debba essere dello stesso colore, calore e composizione chimica del canale in cui si sversa. Ma l’accusa più pesante riguarda centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici spacciati come concime.
MARIA CRISTINA RIBERA - SOST. PROCURATORE ANTIMAFIA - NAPOLI
Se in questi impianti di compostaggio solo falsamente viene effettuata la lavorazione. Sempre falsamente questi rifiuti vengono spacciati come compost ovvero fertilizzante e quindi vengono smaltiti sui terreni. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Secondo la procura i Pellini hanno gestito un traffico illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti da varie parti d’Italia e principalmente dal Veneto.

CUONO PELLINI
Non è stato mai fatto sciacallaggio e messi i rifiuti tossici nelle campagne, mai!

BERNARDO IOVENE
Cioè io leggendo questo proprio rabbrividisco, cioè il traffico illecito oggetto delle indagini, migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi, diossina, altri rifiuti codice C.E.R. che possono provocare il cancro, rifiuti pericolosi costituiti dalla distillazione prodotti dalle industrie….

CUONO PELLINI
Ha ragione, lei ha ragione. Mi scusi, guarda qua vicino questo è un pacchetto di sigarette, “il fumo uccide” così hanno fatto e quindi? E’ chiaro il discorso no?

BERNARDO IOVENE
“La presente attività si pone al livello centrale nel panorama nazionale?”

CUONO PELLINI
Addirittura!

BERNARDO IOVENE
Cioè la vostra attività, la vostra attività….

CUONO PELLINI
Guardi è allucinante. 

BERNARDO IOVENE
“Sia per calibro che per il numero di soggetti indagati”, 100 persone indagate, esponenti di primo piano nel campo della gestione dei rifiuti. E sareste voi no?

CUONO PELLINI
Al livello di delinquente… cioè qua la persona per bene o l’imprenditore non ci vuole niente a mettere sui giornali e a scrivere le stronzate.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Io però non sto leggendo i giornali ma il rinvio a giudizio della Procura di Napoli.

BERNARDO IOVENE
Cioè qua…io qua…

CUONO PELLINI
Ma non ci sono imbrogli, io sto ancora nervoso, non le dico, non dormo la notte per la cattiveria che ho avuto…non è così.

BERNARDO IOVENE
Senta, ma come mai dal Veneto vi venivano a portare qua questi rifiuti? 

CUONO PELLINI
Ma come pure noi siamo andati con l’amianto, noi li portavamo all’ecocentro verso il nord, lì a…centro nord.

BERNARDO IOVENE
Cioè ma perché dal Veneto venivano qua?

CUONO PELLINI
Ma era un fatto commerciale perché prima ci stava…

BERNARDO IOVENE
Perché facevate dei prezzi buoni voi, cioè concorrenziali?

CUONO PELLINI
No, no, nessuna concorrenza perché era un fatto commerciale, cioè era un fatto commerciale, che mo….

BERNARDO IOVENE
Commerciale significa che conveniva venirli a smaltire qua?

CUONO PELLINI
No, no, un fatto commerciale nel senso che sono rapporti, si…erano rapporti commerciali di lavoro nel senso che...

BERNARDO IOVENE
Dico, conveniva a loro farlo qua piuttosto che in Veneto? In Veneto ci saranno ditte che smaltiscono questi rifiuti, loro però li venivano a smaltire qua a Napoli, ad Acerra?

CUONO PELLINI
Forse gli servivano più impianti, non lo so questo. Alla fine, ho detto, sono 4 viaggi. Sono una ventina di viaggi da nord che facevano. Per operazione commerciale si intende che io, pure se non li smaltivo io con i miei impianti, li portavo presso altri impianti e ci guadagnavo 5 lire al chilo. Insomma…non è che…tutto sommato questo era. Non è che ciò diciamo…

BERNARDO IOVENE
Cioè Lei faceva da intermediario?

CUONO PELLINI
Da intermediario in queste operazioni.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Dalle indagini i rifiuti gestiti abusivamente in 3 anni, ammontano a circa 1 milione di tonnellate con un giro d’affari per 27 milioni di euro.


BERNARDO IOVENE
Questi traffici illeciti secondo Lei esistono?

CUONO PELLINI
Mah, i traffici illeciti penso di si. Ci stanno sciacalli ecologici.

BERNARDO IOVENE
E chi li fa, chi li fa questi…?

CUONO PELLINI
Non lo so, è chiaro che…

BERNARDO IOVENE
Comunque Lei nell’ambiente avrà sentito, insomma?

CUONO PELLINI
Ma si vedono, i disastri ambientali li stiamo vedendo. Quindi con tutta la monnezza che c’è in mezzo alla strada, quello è già un disastro ambientale, quello è un vero disastro.

BERNARDO IOVENE
Però per esempio, uno che fa questo lavoro, come Lei, saranno venuti a chiederLe qualche volta: “Ho della roba da smaltire, non so dove portarla”. Insomma, non è mai venuto nessuno da Lei a chiederLe di fare qualcosa o di smaltire qualcosa?

CUONO PELLINI
No, quando venivano per le mie competenze e per le mie autorizzazioni, ritiravo per quel che potevo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I Pellini si sentono vittime di un complotto. Hanno fatto sette mesi di reclusione, compreso il fratello che è un maresciallo dei Carabinieri e viene definito la mente del gruppo.

BERNARDO IOVENE
Dunque, Lei è il Maresciallo Pellini?

SALVATORE PELLINI – MARESCIALLO DEI CARABINIERI 
Si.

BERNARDO IOVENE
Quello che di fatto gestiva l’azienda Pellini?

SALVATORE PELLINI – MARESCIALLO DEI CARABINIERI 
Mi accusano di concorso in smaltimento illecito di rifiuti. Una storia allucinante per la quale io sono completamente estraneo ma non solo ai fatti, perché i fatti non si sono proprio verificati.

BERNARDO IOVENE
Senta, ma di che cosa la accusano?

SALVATORE PELLINI – MARESCIALLO DEI CARABINIERI 
Mi accusano di traffico illecito di rifiuti solo sulla base di 4 telefonate legittime di ordine giuridico per aver dato dei consigli ai miei fratelli sulla normativa europea dei rifiuti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Tra le accuse c’è il disastro ambientale, perché i fanghi tossici, l’amianto, gli oli minerali esausti, sono stati sversati in terreni a destinazione agricola a nord di Napoli e nei Regi Lagni. Intanto i Pellini mentre attendono il processo, attendono anche l’autorizzazione per riprendere, dentro a questo capannone, un’ altra attività di smaltimento rifiuti.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sul curriculum dei Pellini figura il Premio Italia che lavora, e Campania che lavora per aver contribuito a far progredire il paese. Sarà il processo a stabilire il loro grado di responsabilità. Il fatto accertato è che da novembre 2002 qualcuno ha spalmato sulle campagne di tutta la provincia a nord di Napoli, cioè Acerra, Giuliano, Qualiano, Bacoli, Villaricca, Caivano, 1milione di tonnellate rifiuti pericolosi di origine industriale, provenienti anche dal Veneto. Parliamo di un territorio agricolo esteso per oltre cento km quadrati. Sarà almeno finita? Scrive il sostituto procuratore : la condotta perdura. 
Allora abbiamo visto che cosa è stato spalmato sui terreni della provincia a nord di Napoli, e che cosa è stato sversato nei canali Regi Lagni. Per chi non lo sapesse anche il commissario alle bonifiche, fino a 30 giorni fa, per 8 anni consecutivi è stato Bassolino... Cosa ha fatto il suo commissariato lo vedremo strada facendo, a quali ditte sono stati affidati i lavori per le bonifiche e chi deve controllare il territorio. Ma ritorniamo sui Regi Lagni: una rete di canali borbonici che scende dal Vesuvio e serve a canalizzare le acque che vanno verso il mare, questi canali raccolgono le fogne di 126 comuni e scarichi di varia natura. Bene, sulle loro sponde è stato ritrovato un chilometro quadrato di fanghi industriali

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Il cumulo originariamente era molto molto più grande, diciamo quasi il doppio.

BERNARDO IOVENE
E poi? Se l’è portati il vento?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Esatto. Questo, essendo tutta polvere granulare, il vento, le piogge il continuo diciamo transitare, ha fatto si che questo cumulo diventasse la metà. La cosa grave è che qui intorno è coltivato, quindi c’è la coltivazione…

BERNARDO IOVENE
Subito proprio!

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Eh, ma se andiamo più avanti si trovano ancora le colture quindi questo prodotto facilmente ce lo troviamo sulle nostre tavole. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I rifiuti tossici nessuno li ha rimossi, ma in compenso è stata fatta l’analisi del terreno e questi sono i risultati. 

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Il valore di riferimento dovrebbe…di guardia è 10 e ci troviamo a 1.500 quindi in tutte queste situazioni sono stati praticamente, la dicitura proprio tecnica è quella di “parere non favorevole”, quindi non è utilizzabile per l’irrigazione.

BERNARDO IOVENE
Si però Lei mi sta parlando di quei campi dove abbiamo visto coltivato?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Un’acqua così è stata usata per irrigare i campi! Queste sono balle di vestiti.

BERNARDO IOVENE
Questi qua pure creano danno alla…?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
No queste qua diciamo che il danno che creano è che vengono bruciate e quindi sprigionano sempre diossina perché molte volte queste diciamo situazioni di abbandono di stracci viene scaricato anche del liquido e vengono smaltiti anche rifiuti liquidi, oppure infiammabili, oppure solventi, ecc…Quindi queste sostanze le ritroviamo…

BERNARDO IOVENE
Ma perché i contadini prendono l’acqua dei Regi Lagni per innaffiare i campi?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Abbiamo anche accertato qualche volta praticamente in alcune situazioni, che poi sono state sanzionate, utilizzavano con le pompe l’acqua dei Lagni per innaffiare i campi.

BERNARDO IOVENE
I contadini?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Con l’operazione “Terra mia” la procura di Nola ha rinvenuto quasi 300 mila tonnellate di rifiuti tossici.

BERNARDO IOVENE
Avete individuato 70 siti no, cioè c’è un sito dove Lei è soddisfatto dice: “Ah, sono riuscito a far bonificare quel sito alla fine”?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
Attualmente per quanto riguarda le scorie di fonderie e per quanto riguarda, diciamo tutto questo materiale pericoloso e cancerogeno, non è stato fatto nessun tipo di bonifica.

BERNARDO IOVENE
No?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il settore delle bonifiche in Campania è commissariato.

BERNARDO IOVENE
Lei è il commissario per l’emergenza bonifiche?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Si, sono subcommissario all’emergenza bonifiche nella Regione Campania.

BERNARDO IOVENE
Il commissario chi è?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Il presidente Bassolino.

BERNARDO IOVENE
Ah, è Bassolino!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il commissario straordinario dal 2000 è Bassolino. L’intervista però la concede il subcommissario Cesarano il 18 gennaio scorso e ci dice che in questa zona sono stati fatti degli interventi costati 600 mila euro, ma poi ci hanno portato altri rifiuti e siamo daccapo. 

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Che cosa succede? Che il controllo del territorio è molto complicato dato il contesto. Allora che succede? Se non c’è controllo noi interveniamo, facciamo la messa in sicurezza in emergenza, dopo qualche tempo qualcuno va a sversare altre sostanze perché non c’è controllo e noi siamo costretti a rintervenire, quindi... 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Gli interventi ci sono sempre, lo si legge anche sui cartelli. E’ stato fatto un appalto, stanziati 2milioni e 320mila euro, ma di fatto, dal 2001 i rifiuti non si muovono da qui. 

BERNARDO IOVENE
Non è stato mai messo in sicurezza diciamo no?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
C’ha pensato la natura. L’unica messa in sicurezza è stata quella della natura.

BERNARDO IOVENE
Come la natura?

GEREMIA CAVEZZA – COM. TE CORPO FORESTALE - MARIGLIANO
La natura attorno ha creato una specie di protezione naturale. Ha ricoperto di vegetazione quindi diciamo paradossalmente questa è stata l’unica messa in sicurezza.

BERNARDO IOVENE
Un telo non si poteva mettere qua sopra?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Siamo a Marigliano, dove di Gennaro vuole costruire la nuova discarica. Una zona molto ventilata dove accanto a centinaia di metri di rifiuti tossici, ci sono impianti alimentari: qui c’è un pastificio, una fabbrica di cioccolata e una ditta che imbusta insalate. 

NUNZIA LOMBARDI - ASSISE MARIGLIANO
E qui siamo in una zona che per 200 metri accoglie rifiuti pericolosi e tossici.

BERNARDO IOVENE
Eccoli là!

NUNZIA LOMBARDI - ASSISE MARIGLIANO
Eccoli là, sotto tutto il telo nero.


BERNARDO IOVENE
Sono coperti, sono messi in sicurezza per lo meno questi.

NUNZIA LOMBARDI - ASSISE MARIGLIANO
Sopra! Sopra sono messi in sicurezza per esalazioni, ma quello che arriva nella falda acquifera ovviamente non è dato sapere. In questa zona ci sono punti precisi in cui la terra di tanto in tanto si spacca e comincia a fumare, tant’è che i 

LAVORATORI
della legna la settimana scorsa sono stati ricoverati per intossicazione all’ospedale di Nola, mentre erano in servizio, perché questa zona è totalmente invasa dai rifiuti tossici.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ecco perché la gente non vuole la discarica: vogliono prima la bonifica!
DAL TG2

DONNA
Imballata, non imballata, non ci interessa!Prima bonificare la zona e poi Di Gennaro può fare quello che vuole.

DONNA 2
Ho un bambino di 8 anni in ospedale!!!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Nel 2007 è finalmente arrivato il progetto di bonifica della rete dei canali dei Regi Lagni, come vedete sono discariche a cielo aperto. Chi deve bonificare è la RECAM, società della regione Campania che per l’occasione ha stabilizzato 400 

LAVORATORI
socialmente utili. Quando arriviamo sul cantiere di Acerra l’accoglienza, diciamo, non è stata a braccia aperte.

BERNARDO IOVENE
Lei chi è scusi?

LAVORATORE 1 RECAM 
No, Lei chi è? Io ci lavoro qua, tu chi sei fammi capire con questa telecamera.

BERNARDO IOVENE
Un giornalista di Report.

LAVORATORE 1 RECAM 
Come? Allora esci fuori va…Senti, io ti ho detto a te che stamattina prendi la telecamera e te ne devi andare.

BERNARDO IOVENE
Ma Lei chi è?

LAVORATORE 1 RECAM 
Tu chi sei? Io ci lavoro qua.

BERNARDO IOVENE
Io sono un giornalista e mi sono presentato.

LAVORATORE 1 RECAM 
Devi andare via di qua ti ho detto! 

BERNARDO IOVENE
Lei mi dice prima chi è, si presenta. Io mi sono presentato, mi chiamo 
BERNARDO IOVENE e sono di Raitre, sono un giornalista. Lei chi è?

LAVORATORE 1 RECAM 
Noi i giornalisti li cacciamo perché dite sempre quello che volete voi. Prima base principale capito? C’è qualcuno che vuole giocare sulla pelle degli operai, io gli taglio la testa!

BERNARDO IOVENE
Ho capito, tu non mi devi aggredire!

LAVORATORE 1 RECAM 
Io non…io non ti posso fare mettere sul giornale che…io sto qua… hai capito?

BERNARDO IOVENE
Cioè qual è il problema, che non state lavorando stamattina?

LAVORATORE 1 RECAM 
Ma è colpa della Società, non nostra. Io non posso accettare che stamattina all’improvviso si presentano le telecamere e mi riprendono con le mani in tasca.

BERNARDO IOVENE
E la responsabilità di chi è che tu stai con le mani in tasca? Di chi è la responsabilità? E’ tua, è tua?

LAVORATORE 1 RECAM 
No.

BERNARDO IOVENE
E allora spiegami questo.

LAVORATORE 1 RECAM 
Voglio vedere la responsabilità…Perché non si muove la società?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

LAVORATORI
della Recam sono qui da mesi, dovrebbero pulire questo tratto del canale ma non sanno come fare. 
LAVORATORE 2 RECAM
Si può venire a lavorare qui sotto? Scendere così? Ci vogliono i mezzi speciali per rimuovere questa roba?

BERNARDO IOVENE
Cioè non vi danno i mezzi per…?
LAVORATORE 2 RECAM
No, non ci danno i mezzi. Dobbiamo scendere noi. Come facciamo a lavorare, con le mani togliamo le bottiglie da qua e le mettiamo qua?

BERNARDO IOVENE
Cioè però io se vedo, adesso ci stanno 15 persone qua e tutta questa roba qua. Dice: “Questa roba non si può rimuovere, non si può rimuovere!”.

LAVORATORE 3 RECAM
Nel frattempo non si può rimuovere perché con la forza delle braccia non si può rimuovere, come si vede abbiamo bisogno di gru, mezzi meccanici, camion…Insomma, sono tonnellate e tonnellate di rifiuti. E’ impossibile pensare di poter scendere qui e di farlo a mano così.

BERNARDO IOVENE
Voi la mattina arrivate qua e non sapete che fare?

LAVORATORE 4 RECAM
Non sappiamo neanche cosa fare! Questo è il problema.

BERNARDO IOVENE
Quanti siete?
LAVORATORE 4 RECAM
27, 28, quanti ne siamo?

BERNARDO IOVENE
E negli altri cantieri succede la stessa cosa?
LAVORATORE 4 RECAM
Non si lavora dal 1 di Natale e non ne abbiamo saputo più niente.

BERNARDO IOVENE
E’ da prima di Natale che state così?
LAVORATORE 4 RECAM
Prima di Natale, si. veniamo qua, non sappiamo se dobbiamo lavorare, non sappiamo cosa fare…nessuno ci dice niente. Non sappiamo nulla!

BERNARDO IOVENE
Chi è che vi organizza il lavoro qua?
LAVORATORE 4 RECAM
Chi organizza il lavoro?

BERNARDO IOVENE
Chi organizza il lavoro, c’è qualcuno?
LAVORATORE 4 RECAM
La società, chi organizza il lavoro!

LAVORATORE 1 RECAM 
La società, la società e basta! E i capocantiere quando arrivano qua la mattina dovrebbero avere una certa preparazione dovrebbero dire cosa fare agli operai…la società a noi operai praticamente…ci ha abbandonato!

BERNARDO IOVENE
Abbiamo visto che ci sono dei 

LAVORATORI
fermi da 3 mesi che non lavorano perché dicono, loro dicono, che non hanno i mezzi. C’è un responsabile?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
Il responsabile è il centro servizi, più che il capo…

BERNARDO IOVENE
Cioè questi 

LAVORATORI
hanno un carico di lavoro?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
E’ chiaro, loro c’hanno un carico di lavoro.

BERNARDO IOVENE
Oppure vengono buttati là in mezzo?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
No, no, assolutamente. C’è un programma di lavoro giornaliero che loro devono rispettare. Abbiamo avviato…e costantemente loro sono impegnati…

BERNARDO IOVENE
Però per non andare incontro ad inconvenienti dove Lei dice una cosa e poi noi ne dimostriamo un’altra, no?…Cioè io stamattina sono stato là, ho visto le cose, ho parlato con i 

LAVORATORI
, non è che…io neanche sapevo che là non lavoravano. Non lavorano, sono 3 mesi che non lavorano. Voi queste cose non le sapete, non andate in giro a verificare?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
No, verificare…ci sono verifiche costanti sull’attività. Ma non sono da 3 mesi perché loro, i primi ordine di servizio sono stati inviati a novembre su questo cantiere.

BERNARDO IOVENE
E’, da novembre…

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
Allora novembre…non lavorare, hanno realizzato il cantiere, cioè il cantiere…noi non è che affidiamo a terzi la costruzione del cantiere ecc… Viene fatto con le nostre maestranze. L’intervento per levare le erbacce da…

BERNARDO IOVENE
Ma loro non possono operare, mi hanno detto che non possono operare. Se a Lei non risulta vuol dire che là qualcuno non controlla che loro non lavorano perché loro non lavorano, Le assicuro che non lavorano.

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
Vabbè, a noi risulta che loro lavorano. Ma risulta, Le ripeto, dai fatti concreti della struttura esistente già di cui possiamo andarlo a verificare.

BERNARDO IOVENE
Loro come li devono rimuovere quei rifiuti, come li devono rimuovere? A mano?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
Loro non rimuovono i rifiuti. Loro stanno in questa fase utilizzando i decespugliatori per levare l’erba. Per quanto riguarda l’asporto dei rifiuti e quindi lo smaltimento, ci avvaliamo di aziende che hanno queste caratteristiche.

BERNARDO IOVENE
Cioè aziende esterne?

MICHELE RACCUGLIA - AMMINISTRATORE DELEGATO RECAM 
Anche aziende esterne.

LAVORATORE 1 RECAM 
Praticamente per raccogliere l’amianto ci stanno padri e figli che sono morti. Io, che sono figlio di una persona morta per l’amianto, non metto a rischio la vita mia e dei miei figli per questa immondizia, siamo nel 3000 e stiamo ancora facendo queste tarantelle. Ognuno si assume le proprie responsabilità, qua è tutto un mangia franco. Ho detto tutto! Fatta una proposta, ti ripeto, dal piccolo!

BERNARDO IOVENE
Ma che cos’è a livello di dirigenza?

LAVORATORE 5 RECAM
La Recam a livello di dirigenza comunque è sempre stata una spartizione delle varie fazioni politiche che ci sono. All’epoca, quando…il governo non era l’attuale, era un governo Berlusconi, quindi “Tu ti pigli l’amministratore, io mi piglio il responsabile delle risorse umane. Tu fai transitare decine di persone, io faccio…”

BERNARDO IOVENE
Qualcuno è entrato per raccomandazione o no in questa società?

LAVORATORE 6 RECAM
Non è entrato per raccomandazione anzi sono entrati con assunzione clientelare che il nostro sindacato ha sempre denunciato!

BERNARDO IOVENE
Quanti ne sono entrati?

LAVORATORE 5 RECAM
Non lo sappiamo.

LAVORATORE 6 RECAM
Ne sono entrati, all’inizio quando siamo entrati noi nel 2003, a distanza di qualche mese fecero circa 40 assunzioni, clientelari che noi l’abbiamo denunciato.

BERNARDO IOVENE
Che erano spartiti?

LAVORATORE 6 RECAM
Erano spartiti da…

BERNARDO IOVENE
Tra quali partiti?

LAVORATORE 6 RECAM
Principalmente di AN, di Alleanza Nazionale, che noi abbiamo denunciato. All’epoca il presidente era… l’amministratore delegato era di AN.

BERNARDO IOVENE
E oggi invece, oggi invece?

LAVORATORE 6 RECAM
Oggi l’amministratore delegato è Italia Lavoro.

LAVORATORE 5 RECAM
Italia Lavoro, un responsabile di Italia Lavoro.

LAVORATORE 7 RECAM
Grazie alla campagna elettorale fatta dalla Recam. Lui si è ritagliato lo spazio.

BERNARDO IOVENE
L’ex amministratore delegato adesso fa il consigliere regionale?

LAVORATORE 7 RECAM
Si.

BERNARDO IOVENE
Per quale partito?

LAVORATORE 7 RECAM
AN.

LAVORATORE 6 RECAM
AN.


BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Come stanno le cose dovrebbe saperlo l’assessore all’ambiente Luigi Nocera dell’Udeur. Solo che mi aveva fissato un’intervista per il 18 gennaio, ma il 17 è stato arrestato per turbativa di gara e concussione. Il presidente della Recam è del suo stesso partito. 

GIOVANNI CANTELLI - PRESIDENTE RECAM
Sono nomine tutte politiche, tu le guardi sotto questo aspetto perché sono nomine fatte dalla Regione. Insomma, se la regione prende il politico o prende il tecnico…insomma questo poi la valutazione spetta poi secondo quello che tu hai adoperato! Se tu intendi come nomina politica il fatto che io come presidente del consiglio di amministrazione, non potrei nemmeno tra l’altro, ma ho assunto 50 persone di riferimento all’assessore o alla presidenza o a qualche altro, questo non è…

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E questa è la società che con 400 

LAVORATORI
assunti dovrebbe bonificare chilometri di canale inquinato, ma quelli che vediamo noi non spostano niente. 

BERNARDO IOVENE
Voi non è che dovete bonificare, dovete pulire?

LAVORATORE 3 RECAM
Dobbiamo pulire! Pulire solo.

BERNARDO IOVENE
Però per esempio, se c’è un rifiuto tossico tipo quello là?

LAVORATORE 3 RECAM
No, no, no, noi non siamo autorizzati, c’è la squadra speciale che dovrebbe venire a toglierla e fino ad oggi ancora nessuno deve venire.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma il cantiere modello della Recam, non sta lungo le sponde dei Regi Lagni, ma a monte. Qui ci sono persone che, quando va bene, mettono a posto un muretto. Normalmente spazzano per terra. 

BERNARDO IOVENE
Da quanto tempo state qua?

OPERAIO 
Da agosto 2003.

BERNARDO IOVENE
Cioè voi vi occupate di quello che viene sversato abusivamente in questo territorio?

OPERAIO 
Quotidianamente si.

BERNARDO IOVENE
Perché ogni giorno vengono a sversare?

OPERAIO 
Di solito quando alle 4, fino alle 4 che ci siamo noi difficilmente si avvicinano. Quando andiamo via noi, vengono perché la mattina quotidianamente troviamo dei rifiuti abbandonati.

BERNARDO IOVENE
Quanti siete qua?

OPERAIO 
32, 33 operai siamo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sono qui da 5 anni, quando la sera vanno via, qualcuno butta rifiuti illeciti e loro la mattina puliscono: uno con la scopa, un altro con la paletta, il rastrello, qualcuno fa compagnia. 

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora le sponde dei Regi Lagni sono da bonificare da rifiuti speciali, da rifiuti ingombranti, da rifiuti pericolosi e da rifiuti normali. La regione Campania, 5 anni fa affida i lavori ad una sua società, la Recam. Che per l’occasione assume 400 

LAVORATORI
, li piazza un po’ qua e un po’ la, quelli che abbiamo visto noi erano stati messi lungo le sponde dei canali, e dicono “noi non possiamo lavorare non ci danno i guanti, non abbiamo i camion per caricare la roba e quindi siamo costretti a tirarci le dita”, chi li paga invece dicono “no loro devono solo tagliare le erbacce”. Cioè 30 

LAVORATORI
devono fare l’unica cosa che non crea problemi ambientali. Questo perché a togliere i rifiuti ci deve andare un’altra ditta che però nessuno ha mai visto. Una settimana dopo l’intervista di Iovene il presidente della Recam si è dimesso. 
Ma invece i terreni sequestrati dalla procura di Napoli, fino a questo momento sono stati bonificati? Almeno uno?
MARIA CRISTINA RIBERA – SOST. PROCURATORE ANTIMAFIA - NAPOLI
Nessuno! Né dei siti né dei terreni è stato bonificato, quindi è un’esperienza un po’ triste.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E’ abbastanza triste per esempio vedere queste tonnellate di ceneri industriali, sequestrate e depositate all’aria aperta di Acerra da oltre un anno. Quando piove penetrano nella falda e quando c’è vento si posano sugli ortaggi, perché proprio a ridosso del muro di cinta si coltiva, e dall’altra parte ci abitano. 

BERNARDO IOVENE
Dove coltiva?
AGRICOLTORE
Lì, all’ultima…

BERNARDO IOVENE
Ah, proprio a ridosso del muro là?
AGRICOLTORE
E’.

BERNARDO IOVENE
Cioè Lei lo sa cosa c’è oltre quel muro?
AGRICOLTORE
No.

BERNARDO IOVENE
Nessuno Le ha detto nulla?
AGRICOLTORE
No. Che c’è?

BERNARDO IOVENE
No, dico ci sono delle ceneri insomma.
AGRICOLTORE
Le ceneri? Da quanto tempo? Io non le ho viste.

BERNARDO IOVENE
Ah, non Le ha mai viste?
AGRICOLTORE
No.

BERNARDO IOVENE
Ma nessuno Le ha detto nulla?
AGRICOLTORE
No.

BERNARDO IOVENE
Senta oltre quel muro Lei sa che cosa c’è?

UOMO 1
Là? 

BERNARDO IOVENE
Si.

UOMO 1
Un cantiere.

BERNARDO IOVENE
Un cantiere c’è? Cioè Lei sa che c’è un cantiere? Per cui tutto quel terriccio che c’è è cos’è roba di cantiere?

UOMO 1
Si, si.

BERNARDO IOVENE
Questo sito che sta qua…Lei sa qualcosa di tutte quelle polveri che stanno là, se è venuto qualcuno?
DONNA 1
No non lo so.

BERNARDO IOVENE
Da quanto tempo abita qua Lei?
DONNA 1
4 anni.

BERNARDO IOVENE
4 anni? Per cui Lei insomma non sa quelle ceneri che tipo di ceneri sono?
DONNA 1
Non lo so.

BERNARDO IOVENE
Ma insomma, Le interessa visto che sta vicino, abita vicino?
DONNA 1
Si, ma non lo so.

BERNARDO IOVENE
Quelli sono rifiuti tossici. Lei non lo sa?
DONNA 1
Non lo so.

BERNARDO IOVENE
Per cui Lei è tranquilla che là ci sono dei rifiuti tossici?
DONNA 1
Non lo so. No, non sono tranquilla!

BERNARDO IOVENE
Diciamo, non è che voi insomma chiedete magari al sindaco perché non vengono qua a fare qualcosa, perché non li coprono visto che c’è anche il vento qua in zona?
DONNA 1
Non lo so.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le ceneri non sono coperte e qui può entrare chiunque, la procedura prevede che entro 48 ore il sito venga messo in sicurezza dal proprietario del terreno oppure lo deve fare il comune con un provvedimento di emergenza.

BERNARDO IOVENE
Da cittadino no, da cittadino no, uno si aspetta che stiamo in Italia in un paese civile. Ci stanno tonnellate di ceneri, tonnellate di ceneri all’aria aperta per anni. Nessuno se ne preoccupa? Ma neanche gli abitanti che sono lì. Non c’è un cartello “Attenzione ceneri!”, cioè là possono andare a giocare i bambini su quelle montagne o no?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Certo.

BERNARDO IOVENE
Insomma come è possibile che succeda una cosa del genere?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Non è corretto che tutto questo avvenga però è vero pure che io, oltre che andare lì a perimetrare la zona, non posso fare altro che sollecitare chi ha scienza e competenza in materia di fare il loro lavoro. Un comune non ha nel suo organico oltre che il geometra…l’ufficio tecnico, non ha ingegneri ambientali, non ha professionalità…

BERNARDO IOVENE
Cioè chi è che deve mettere in sicurezza? Cominciamo da questo.

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Il commissario ordinario alle bonifiche.

BERNARDO IOVENE
Cioè Cesarano?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Cesarano.

BERNARDO IOVENE
E’ 4 anni che sta qua, no?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Si.

BERNARDO IOVENE
Ma Lei ritiene che tutto quello che si può fare si fa? Perché Lei mi dice che sta facendo…

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Senta, mi scusi, posso…certo non è proprio correttissimo, ma posso replicare con un’altra domanda. Lei ritiene che in Italia tutto quello che si può fare si fa?

BERNARDO IOVENE
Vabbè ma a chi devo chiedere, a chi devo chiedere?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
No, aspetti, aspetti…

BERNARDO IOVENE
Cioè perché non c’è Bassolino qua stasera?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Ma Lei ha chiamato me, non ha chiamato Bassolino.

BERNARDO IOVENE
No, però è Lei che operativamente fa il commissario e che si occupa di queste bonifiche?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Certamente, certamente.

BERNARDO IOVENE
Non è Bassolino. E’ Bassolino che si occupa delle bonifiche?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
No, non è Bassolino non si occupa delle bonifiche, Bassolino è il commissario di governo alle bonifiche. Io sono, io sono…

BERNARDO IOVENE
E non si occupa di bonifiche? Lei riferisce a lui?

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Io riferisco nel senso che io, veramente non è che c’ho un rapporto col presidente.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Abbiamo capito che per 8 anni c’è stato un commissario straordinario alle bonifiche che non si è occupato di bonifiche. Ha una sua struttura, arrivano soldi a go-go. Di 300 milioni di euro specifici per bonifiche, 150 vengono dirottati sull’emergenza rifiuti, che come tutti sanno emergenza continua a rimanere. Qualcosa però è stato fatto, nel 2001 viene incaricata una società pubblica, la Sogin che mette in sicurezza alcune zone, analizza i terreni, analizza le acque, e dopo dovrebbe procede alle bonificare. Ma a metà strada a fronte di un buco di 10 milioni di euro che il commissariato non paga, prende e se ne va. E allora viene stipulata una convenzione con una società privata, la Jacorossi, che per l’occasione deve assumere 380 

LAVORATORI
socialmente utili. 

BERNARDO IOVENE
Per cui 380 assunzioni…voi non avete mai lavorato, veramente?


OPERAIO 2
350 rimanevano in cantiere, si.

BERNARDO IOVENE
A far nulla?


OPERAIO 2
Niente, a giocare a carte.

BERNARDO IOVENE
Ah, cioè giocavate a carte?


OPERAIO 2
Si.

BERNARDO IOVENE
Ah! E prendevate lo stipendio?


OPERAIO 2
Si. 

BERNARDO IOVENE
Cioè, quanto prendevate?


OPERAIO 2
800 euro, 850. No, abbiamo fatto 5 anni questo.

BERNARDO IOVENE
5 anni?


OPERAIO 2
5 anni abbiamo fatto questo, però le fatture arrivavano al commissariato, perché questo incassava i soldi. E chi è che lavorava? Lavoravano i terzi, ditte esterne.

BERNARDO IOVENE
Cioè sub appalti?


OPERAIO 2
Sub appalti e noi guardavamo.

BERNARDO IOVENE
E voi guardavate?


OPERAIO 2
E noi guardavamo! Quindi questo lavoro l’hanno pagato 2 volte. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Per documentare le loro giornate hanno prodotto anche un dvd.

BERNARDO IOVENE
Queste sono le vostre giornate di lavoro?


OPERAIO 3
Esatto, si. 5 anni, perché questo è il sesto anno. Le cozze…la mensa, questa è la mensa. Dopo una giornata di lavoro…

BERNARDO IOVENE
Ah, pure il pisolino dopo pranzo?


OPERAIO 3
Eh si.

BERNARDO IOVENE
Ah, prendevate pure il sole?


OPERAIO 3
Si, si. Al lavoro ma non noi.

BERNARDO IOVENE
Queste erano…?


OPERAIO 3
Queste sono le ditte esterne.

BERNARDO IOVENE
Le ditte esterne che facevano i lavori?


OPERAIO 3
Si.

BERNARDO IOVENE
Sotto i vostri occhi?


OPERAIO 3
Si.

BERNARDO IOVENE
Voi avete fatto un dvd e l’avete mandato al Ministero dell’Ambiente?


OPERAIO 3
Al Ministero. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questa storia è durata 5 anni, poi dal maggio 2007 e fino al 31 marzo il 

LAVORATORI
sono stati messi in cassa integrazione.

BERNARDO IOVENE
Cioè, i 

LAVORATORI
non lavoravano, i lavori venivano affidati a ditte esterne e poi c’è stata la Cassa Integrazione, cioè praticamente questi lavori venivano pagati 3 volte?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Questo non lo so. Se venivano pagati 3 volte non glielo so dire. Contrattualmente non lo so.

BERNARDO IOVENE
Senta, come li pagavate questi 

LAVORATORI
, visto che voi non avevate il lavoro da fare, cioè come venivano retribuiti questi 

LAVORATORI
?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Venivano retribuiti dall’azienda per tutto il periodo in cui sono stati in forza, presso la Jacorossi imprese.

BERNARDO IOVENE
E voi da dove prendevate i soldi?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Dalle risorse dell’azienda.

BERNARDO IOVENE
Dalle risorse dell’azienda. Cioè 850 euro al mese per 380 

LAVORATORI
, li avete pagati senza farli lavorare, cioè non mi sembra un conto giusto fatto da un’azienda.

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Senza farli lavorare…ma non è quello il problema! E’ senza fare produzione.

BERNARDO IOVENE
Eh, dico, come mai vi siete messi in perdita per 5 anni?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
No, non è così.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Non è così! Infatti la Jacorossi ha chiesto i danni al commissario Bassolino perché non li ha messi in condizione di lavorare. 

BERNARDO IOVENE
Voi avete avuto dei danni dal Commissario?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Non abbiamo potuto operare.

BERNARDO IOVENE
Cioè, avete avuto deii danni perché?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Perché non siamo stati messi in condizione di lavorare.

BERNARDO IOVENE
Di operare?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Di operare!

BERNARDO IOVENE
E questi danni sono costati 21 milioni e 800 mila euro?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Quei danni si, sono riportati in quel contratto sono 21 milioni di euro.

ANTONIO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Il rapporto con la Jacorossi è nato attraverso il Ministero del Lavoro, la Jacorossi è stata indicata come società che doveva attuare l’intervento sul litorale Domizio Flegreo Agro Aversano di bonifica, intervenendo sugli abbandoni, sulle cave, sulle discariche, ecc…e doveva in contemporanea stabilizzare 380 

LAVORATORI
socialmente utili. Queste erano le due finalità. E’ stata indicata la Jacorossi.

BERNARDO IOVENE
Ho capito.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Quindi la decisione è stata presa dal governo Berlusconi nel 2002, con Maroni ministro del lavoro. La finalità, più che di bonificare, era quella di dare un lavoro a 380 persone. Che però, la ditta prima li ha lasciati senza lavorare per 5 anni e poi li ha messi in cassa integrazione. Nonostante questo, dal 1 aprile i 

LAVORATORI
dovranno rientrare visto che la Jacorossi si è portata a casa un’altra convenzione per la rimozione di rifiuti speciali. Secondo i 

LAVORATORI
sarà un altro buco nell’acqua. 


OPERAIO 4
Hanno solo 5 camion grandi ed 8 piccoli. Voglio sapere come fa l’azienda in 20 mesi, perché quest’altra gente che parla di 20 mesi, come fa l’azienda a smaltire 350 mila tonnellate di rifiuti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Non c’è bisogno di andare in Campania per sapere come stanno le cose. A Roma sanno già tutto, perché tutto è scritto negli atti parlamentari.

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
Queste società non hanno una filiera tecnologicamente avanzata che consente quello che normalmente si fa nell’attività di bonifica. Nell’attività di bonifica c’è un pool della società che va a verificare di cosa si tratta, un altro settore che analizza specificamente le fonti inquinanti, un altro settore che dopo averle caratterizzate, individua strategicamente le modalità di esercizio della bonifica. E poi c’è la raccolta, e poi c’è lo smaltimento. Come dire un percorso articolato di sistemi industriali moderni, qui siamo a una sorta di forme tardive di cooperative sociali.

BERNARDO IOVENE
Senta però, quello che non mi spiego io, voi queste cose le avete accertate in commissione, no, al Parlamento, dentro al Parlamento, ma poi perché vengono fatte scelte, cioè che confermano ancora questo disastro?

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
Devo rilevare che nella quasi totalità dei casi, a soluzioni fornite, si è risposto con un atteggiamento di assoluta chiusura.

BERNARDO IOVENE
Ma perché?

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
Ma guardi rispetto alle questioni specifiche per esempio delle bonifiche per noi è incomprensibile, è incomprensibile utilizzare come ammortizzatori sociali le emergenze sociali…le emergenze ambientali.

LAVORATORI
“Ci dovete dare il lavoro, il lavoro ci dovete dare!”

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La pressione occupazionale in Campania è forte ci sono manifestazioni quotidiane da 30 anni, e così hanno pensato di dirottare i soldi delle bonifiche in assunzioni a fondo perduto.

TOMMASO SODANO – PRES. COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO
Se qualcuno avesse fatto un controllo sull’attività avrebbe interrotto il contratto con la Jacorossi, quindi diciamo le responsabilità sono sempre a cavallo tra chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto e chi invece ha avuto delle risorse e non le ha utilizzate, o le ha utilizzate solamente per i fini aziendali e non certo per la bonifica ambientale.

BERNARDO IOVENE 
Quando voi farete la bonifica no? Cioè questo atto come si chiama? Avete bonificato?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Si, si chiama messa in sicurezza permanente.

BERNARDO IOVENE 
Permanente. Fino ad oggi no, una messa in sicurezza permanente, una bonifica l’avete fatta?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
No.

BERNARDO IOVENE 
No. Cioè cinque anni non ne è stata fatta neanche una?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Le risulta che siano state fatte messe in sicurezza o bonifiche qui? O da altre parti per quel tipo di discariche?

BERNARDO IOVENE 
No, solamente due progetti, cioè su centinaia e migliaia di siti cioè qua ci vogliono i secoli per bonificare sto territorio?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Secoli, lo dice lei?

BERNARDO IOVENE 
Scusi lei mi dice che ci vuole del tempo?

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Ci vuole del tempo. Ci vuole del tempo.

BERNARDO IOVENE 
Ne avete fatti solo due, cioè neanche fatti solamente i progetti, ci vogliono i secoli!

CARLO RAUCO - DIRETTORE TECNICO JACOROSSI
Ci vuole del tempo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora il contratto fra commissariato e Jacorossi cosa prevedeva: che tu società privata assumi queste persone che ti dico io poi rimuovi i rifiuti e fai le bonifiche, mentre io commissariato individuo la zona dove appoggiare i rifiuti per selezionarli e poi la discariche dove andare a metterli. E’ finita che il commissario Bassolino non ha individuato la discarica e la Jacorossi ha pagato 380 

LAVORATORI
che per 5 anni si sono tirati le dita in un cantiere. Per questo ha chiesto al commissariato 21.800 mila euro di risarcimento, e poi qualche mese fa ha spuntato una nuova convenzione.
Di questo passo sarà lunga sistemare questo sito di interesse nazionale, i puntini scuri che vediamo sono tutte le aree inquinate la maggior parte concentrate tutte li. E di sicuro ci vorranno tanti soldi.

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
Non basterebbero probabilmente cento finanziarie dello Stato, quindi impraticabile.

BERNARDO IOVENE 
Per bonificare questo sito, un sito solo?

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
Per bonificare questo sito… un solo sito beh un sito solo, sono due province. Sono due mezze province, sono migliaia di ettari di terra, è un sito per le dimensioni unico al mondo, non vi è un sito cosi ampio nel mondo che necessiti di una bonifica cosi radicale.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La Sogin che si avvaleva di tecnici propri nel 2002 con l’Arpac ha analizzato le acque di tutta la zona della piana.

SERGIO D’OFFIZI -TECNICO SOGIN
La falda l’abbiamo vista inquinata secondo noi da eventi probabilmente non riconducibili ad attività industriali classiche, ma probabilmente a sversamenti abusivi. Cioè in altre parole sono stati utilizzati pozzi probabilmente per accogliere scarichi inquinanti di varia natura.

BERNARDO IOVENE 
I pozzi direttamente, cioè lei dice che i liquidi vengono…

SERGIO D’OFFIZI -TECNICO SOGIN
Si, questa è una storia…Beh abbiamo fatto misure e presentato rapporti che indicavano questo…

BERNARDO IOVENE 
Dove?

SERGIO D’OFFIZI -TECNICO SOGIN
Praticamente in tutta la piana campana, non c’è una zona che si salva guardi.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Hanno certificato, per esempio, che l’80% dei pozzi del comune di Acerra è inquinato da sostanze cancerogene: metalli pesanti, diossine e solventi. I pozzi sono stati sigillati, questo, per esempio è il pozzo numero 116, dovrebbe esserci un lucchetto, ma non c’è, qualcuno li rompe e i contadini continuano ad usarli.

ANNA FAVA - ASSISE NAPOLI
E questo posto è stato censito e sequestrato..

BERNARDO IOVENE 
Si.

ANNA FAVA - ASSISE NAPOLI
Mentre come vediamo, qui hanno appena coltivato insalate. L’acqua è la stessa.

BERNARDO IOVENE 
Cioè riutilizzano questa acqua qua?

ANNA FAVA - ASSISE NAPOLI
E si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il pozzo censito con il numero 116 è inquinato da Tricloroetilene e tetracloroetilene con valori altissimi, così come l’80% dei pozzi del comune di Acerra. Ma i contadini della zona non ne hanno mai sentito parlare. 

BERNARDO IOVENE 
Per l’acqua, che tipo di acqua usa?

UOMO 1
Non lo so. Acqua…

BERNARDO IOVENE 
No perché qua ho saputo che sono stati sequestrati un sacco di pozzi, Lei lo sa?

UOMO 1
Non lo so.

BERNARDO IOVENE 
Non lo sa? Non ne ha sentito neanche uno che hanno sequestrato?

UOMO 1
No.

BERNARDO IOVENE 
Non ha mai sentito che sono stati sequestrati i pozzi?

UOMO 1
No.

BERNARDO IOVENE 
Ho capito.

BERNARDO IOVENE 
Cioè voi lo sapete…questi li rompono i lucchetti?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Sicuramente capita anche questo. Il problema nostro è la vigilanza.

BERNARDO IOVENE 
E che succede?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Noi non possiamo andare ogni giorno a controllare, cioè nelle attività della polizia municipale un controllo quotidiano richiederebbe…

BERNARDO IOVENE 
Non si può fare?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Non si può fare. Lo facciamo, ecco, con una certa…in modo routinario.

BERNARDO IOVENE 
Senta e quando scoprite che è stato rotto un lucchetto, cosa fate, una denuncia?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Viene fatta una denuncia per l’infrazione dei sigilli.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A controllare i lucchetti dei pozzi ci andava un vigile che era dedicato a tempo pieno all’ambiente con un nucleo specifico della polizia municipale.

BERNARDO IOVENE 
Quante persone c’erano in questo nucleo?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE - ACERRA
Da solo.

BERNARDO IOVENE 
Cioè non c’era più nessuno?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE - ACERRA
No.

BERNARDO IOVENE 
Ho capito. Senta quante operazioni ha fatto?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE - ACERRA
Più di 20 operazioni.

BERNARDO IOVENE 
Cioè di che tipo?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Sequestro di materiale tossico e pericoloso, rifiuti speciali dovuti agli scarti di fonderia o a sostanze pericolose per la salute pubblica, nonché agli incendi dovuti al materiale plastico lungo le varie fasi delle industrie che abbiamo in territorio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le operazioni del maresciallo Liguori sono documentate con una nutrita rassegna stampa ed ha rischiato molto in prima persona. Ad un certo punto però è stato spostato. La sua nuova occupazione è l’ordine pubblico al castello baronale e al museo di pulcinella. 

BERNARDO IOVENE 
Il suo posto chi l’ha preso?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Che io sappia nessuno. Da quello che leggo dai giornali, vedo che le operazioni in campo ambientale vengono fatte da altre forze di Polizia, come i Carabinieri, la Forestale e la Guardia di Finanza.

BERNARDO IOVENE 
Senta questa cosa Lei come se la spiega?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Non lo so.

BERNARDO IOVENE 
L’avete spostato dalla tutela ambiente e l’avete messo là?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Ma guardi…si. Ma alla tutela ambiente ci sono altre persone, ci sono altri vigili urbani, non è che la tutela ambiente era solo una persona. Magari, magari per la tutela ambiente bastava una sola persona.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E questa è la risposta ufficiale. Ma dalla pianta organica risulta che all’ambiente c’era solo il maresciallo Liguori, e confidenzialmente il sindaco ammette.

BERNARDO IOVENE 
Ma perché l’avete fatto fuori Liguori, perché lo avete fatto fuori?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Ma no ma…si sono avvicendati.

BERNARDO IOVENE 
Avvicendati…vabbè!

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Stava facendo un lavoro che faceva un tenente, e lui che è maresciallo faceva un lavoro superiore.

BERNARDO IOVENE 
Ah ho capito. Insomma lo avete messo da parte perché?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
No, perché combinava più guai che altro.

BERNARDO IOVENE 
Perché cos’era…?

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Eccesso di zelo, nel senso che le cose vanno fatte con la programmazione ci sta, la devi fare nei confronti degli enti titolari tu devi inchiodare gli enti alle loro responsabilità. 

BERNARDO IOVENE 
Ah, ho capito.

ESPEDITO MARLETTA - SINDACO DI ACERRA
Lui spesso non se ne occupava di questo, faceva solo polveroni.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
In effetti con le ceneri sparse in giro meno polveroni si sollevano meglio è.
Tra Napoli e Caserta, limoni, arance e mandarini sembrano che vengano fuori anche dal cemento, il terreno è particolarmente fertile perché la falda sta a 70 centimetri dal terreno, per questo i romani la definirono Campania Felix. Ed è stata Felix fino a pochi decenni fa, poi…

MATTIA IODICE - AGRONOMO
Avevo un pozzo di irrigazione che all’improvviso è fuoriuscito di biogas ed è scoppiato.

BERNARDO IOVENE 
E’ scoppiato? Un pozzo di irrigazione?

MATTIA IODICE AGRONOMO
Di irrigazione si, per chiuderlo… Per spegnerlo è stato necessario distruggere il pozzo, cioè val dire, buttarci dentro del terreno per soffocare questo terreno si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Siamo a Giugliano, e dalla falda esce biogas! Qui in dieci anni hanno aperto 7 discariche tra siti provvisori, stoccaggio e CDR, una è sotto sequestro perché piena di rifiuti tossici e si è incendiata più volte. A 2 chilometri c’è anche uno dei più grossi siti di ecoballe. Le falde, sia quella superiore che quella profonda, sono inquinate.

MATTIA IODICE AGRONOMO
Di sostanze come il dicloropropano, benzene, il bicloro etilene, i deocarburi totali, cioè sostanze che in realtà hanno diciamo poco a che fare con i rifiuti solidi urbani.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
In tutta la zona però si continua a coltivare e a utilizzare l’acqua dei pozzi per irrigare le serre, qui si coltivano meloni e fragole.

BERNARDO IOVENE 
Per cui queste serre sono irrigate, no? Con quale acqua?

ARMANDO DI NARDO – ASS. ALLA BONIFICA DEL TERRITORIO - GIUGLIANO
Si, io penso che utilizzino l’acqua di questi pozzi che non possono utilizzare.

BERNARDO IOVENE 
Eh, dico però Lei è l’assessore all’ambiente, se Lei pensa questo, fa qualcosa per bloccare questa situazione?

ARMANDO DI NARDO – ASS. ALLA BONIFICA DEL TERRITORIO - GIUGLIANO
Guardi, abbiamo avvisato tutte le forze…tutti i livelli istituzionali che devono fare i controlli. Per esempio i Noe sono quelli che in genere fanno i controlli anche sull’alimentazione.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La provincia di Caserta che è la vera pattumiera che c’è la vera pattumiera di rifiuti speciali d’Italia, è controllata da otto carabinieri del Noe, tanto per avere un affronto l’intera l’Emilia Romagna ne ha 13. 

DONATO CEGLIE - MAGISTRATO
Negli anni è successo che la provincia di Caserta è stata utilizzata senza ombra di dubbio per imponenti smaltimenti illeciti. Si è messa in moto un’economia illecita, criminale ma abbastanza alla luce del sole e quindi laddove c’era una cava abusiva, laddove c’era un fosso, è stato riempito ed è stato riempito di rifiuti. Ed è facile leggere il motivo economico. Affidarsi agli eco-criminali, affidarsi agli eco-mafiosi, consente un abbattimento dei costi, a fronte di un corretto smaltimento dei rifiuti, pari fino a circa il 90%. Le indagini del mio ufficio hanno portato da un lato, a sequestrare oltre 2000 discariche.

BERNARDO IOVENE 
2000 discariche?

DONATO CEGLIE - MAGISTRATO
Di varia natura, di varia grandezza…ma certamente abbiamo sequestrato negli anni, circa 2000 discariche.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Allora, in questa zona ci sono rifiuti tossici seppelliti in ogni buco. Poi arriva l’emergenza rifiuti urbani ed aprono discariche senza norme di sicurezza. A San Tammaro ce n’è una, e poco più avanti, per la felicità dei gabbiani, ce n’è un’altra. E intorno si coltiva. A Marcianise invece hanno piazzato questo sito di stoccaggio. Doveva essere provvisorio e poi bonificato. Dopo 5 anni ci stanno ancora portando i rifiuti. 

UOMO 
Qua ci troviamo anche vicino a delle piantagioni di rape, questi qui sono prodotti per il pascolo. Nell’estate scorsa si ebbe modo di assistere ad un incendio del sito di stoccaggio provvisorio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I fumi si sparsero su tutta la piana campana della provincia di Caserta e Napoli. Le riprese fatte da un video amatore sono pubblicate su you-tube. Per non parlare delle ecoballe: vengono stoccate dovunque è possibile. Sotto questi teloni la temperatura estiva arriva a farle scoppiare, ma le colonnine antincendio almeno in questo sito non esistono. 
E poi ci sono i Cdr che lavorano i rifiuti per le ecoballe, prima chiusi per motivi tecnici, poi riaperti, sequestrati, poi dissequestrati. A Santa Maria Capua Vetere l’impianto è stato messo alle porte della città. L’odore fa vomitare. 

ANNAMARIA CIPULLO
Noi sentiamo continuamente puzza, per cui siamo costretti a restare chiusi a casa. E’ una cosa che va avanti da… penso di sicuro più di sei, sette anni questa situazione. Fatto sta che tre anni fa papà ha avuto un problema al rene.

BERNARDO IOVENE
Suo padre?

ANNAMARIA CIPULLO
Mio padre, adenocarcinoma, lo stesso è successo a mamma, adenocarcinoma però polmonare, e nel giro di sette mesi mamma purtroppo è andata via…

BERNARDO IOVENE
E’ morta?

DONNA
E’ morta. Mi sono comunque documentata, un’altra signora che abita poco più avanti da me, anche lei adenocarcinoma polmonare, per cui questa cosa l’ho segnalata, tutto Sant’Andrea è piena di persone affette da tumori.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Casal di Principe è nota alle cronache perché è il regno del clan dei Casalesi, è piena di rifiuti speciali, anche qui aumentano i tumori. E poi c’è la dichiarazione di un pentito: sotto l’asse mediano, che attraversa tutto il territorio casalese, sarebbero seppelliti rifiuti pericolosi.

ETTORE CORVINO – PRES. COLDIRETTI - CASAL DI PRINCIPE
Qua il problema è, ma è vero? E allora va messo in sicurezza, non è vero e allora tranquillizziamo la gente e vediamo quali fonti sono quelle che effettivamente poi creano tutte queste mortalità che stanno avvenendo poi nella nostra zona.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E proprio mentre siamo in giro per il territorio, al presidente della Coldiretti arriva una chiamata di un nuovo sversamento di rifiuti su un terreno agricolo.

BERNARDO IOVENE
Qua non c’è neanche un numero verde, adesso il signore che fa l’agricoltore, ha trovato questo sul terreno e ha chiamato lei?

ETTORE CORVINO – PRES. COLDIRETTI - CASAL DI PRINCIPE
Ha chiamato noi perché….

BERNARDO IOVENE
E voi adesso cosa fate?

ETTORE CORVINO – PRES. COLDIRETTI - CASAL DI PRINCIPE
E noi adesso ci attrezziamo e facciamo subito una denuncia.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma il vero scempio è nelle immediate periferie di ogni paese o cittadina dell’Agro Aversano. Ci sono centinaia di posti dove bruciano rifiuti speciali di ogni genere tra i quali non manca mai l’amianto. Ne troviamo anche su una strada di passaggio tra Succivo e Marcianise.

ANONIMO
Pure nei sacchi, questi sono i sacchi che portano allo smaltimento. Madonna quanto amianto che sta qua oh! Questa è la parte pericolosa dell’amianto, quando si sgretola e queste particelle sottili vanno nell’atmosfera e queste particelle una volta andate nell’atmosfera vengono inalate e ci sta un deposito all’interno del nostro organismo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ad Acerra, in mezzo ai campi c’è una strada di 3 chilometri che è a disposizione di chi ha da smaltire tutti i tipi di rifiuti, quando il posto è saturo, si brucia e poi si ricomincia daccapo. Il nostro vigile “zelante” con degli appostamenti aveva chiesto l’arresto di chi smaltiva le balle dei vestiti, e, secondo lui, uscito di galera continua a farlo. E sa anche dove.

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Perché lui adesso sta bruciando sulla linea di confine tra Marcianise, Maddaloni ed Acerra in genere. E’ un esperto in materia.

BERNARDO IOVENE
Basterebbe fare un appostamento?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
E’ normale!

BERNARDO IOVENE
Se ci fosse un nucleo….

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Operativo!

BERNARDO IOVENE
Che non c’è più?

MICHELE LIGUORI - POLIZIA MUNICIPALE ACERRA
Che non c’è più!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Quindi chi deve vigilare, non lo fa. Il commissario per le bonifiche fino ad oggi ha speso 134 milioni di euro. Dovevano servire per bonificare, invece li hanno utilizzati per spostare i rifiuti da qualche altra parte, e siccome nessuno controlla, i rifiuti sono tornati dov’erano prima. 

ARCANGELO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Tenga presente che attualmente c’è un tavolo, con la prefettura, con le forze dell’ordine, stiamo organizzando un controllo capillare del territorio. Credo che la Regione investa su questo progetto, credo 5 milioni di euro, non lo so si sta creando una rete di controllo su tutto il territorio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma questa rete di telecontrollo verrà affidata all’ennesima società a cui le forze dell’ordine dovranno rivolgersi. Ma dovrà bonificare o servirà ad altro? 

PAOLO RUSSO - EX PRES. COMMISSIONE D’INCHIESTA RIFIUTI
La sensazione è che verrà utilizzata questa straordinaria opportunità sul piano teorico, come l’ennesima occasione per qualche assunzione, inutili strutture centrali, non utilizzando ciò che già c’è le forze di pulizia ordinaria prendessero queste risorse le dessero alle forze di pulizia, esistono già le centrali operative, lavoriamo con le forze di polizia per evitare che arrivino nuovi flussi di rifiuti in questo territorio. 

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ci stavano lavorando, con le forze di polizia, i carabinieri, la guardia di finanza, il corpo forestale dello stato, i vigili urbani, dal 2001 al 2004, facevano i controlli sul territorio e gli sversamenti illegali erano diminuiti,si chiamava patto per la legalità ambientale. Poi sono finiti i soldi per gli straordinari, poca roba, ma è stato tutto sospeso. 
E rieccoci qui, allora abbiamo visto la terra fertile campana è inquinata, grazie a criminali a contadini timorosi, a controlli che non si fanno, e all’incapacità della politica a gestire risorse e territorio. Secondo il direttore Generale della Coldiretti parliamo del 10% del territorio, che però è quello più popolato, 4 milioni di abitanti, quando l’intera Campania ne fa 5 e 7. 

VITO AMENDOLARA - DIRETTORE GENERALE COLDIRETTI
Tutto il resto, quindi il 90% del territorio campano, non ha di questi problemi.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E’ vero, ma rischiano di averli. Infatti sempre in questa zona, a Pignataro Maggiore, la campagna è ancora decente e la diossina nel latte di bufala non è mai arrivata. Da questi caseifici parte la mozzarella in tutto il mondo. E’ anche la zona tipica della mela annurca.

AGRICOLTORE 2
Tranquillamente ammirate la polpa bianca nella mela, la dolcezza, è una cosa… bisognerebbe assaggiarla per capirla, questo è il messaggio che volevo lanciare.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Proprio su questi terreni confiscati alla camorra e dove la falda è a 50 cm, il commissariato ha pensato di fare una discarica. 

BERNARDO IOVENE
Cioè qua arriva l’acqua?

AGRICOLTORE 2
Si qua arriva l’acqua. Se scaviamo un buco la in mezzo, a quella profondità troviamo l’acqua.

BERNARDO IOVENE
Hai capito. E qui verrà?

AGRICOLTORE 2
E qui verrà la discarica.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Molti agricoltori si sono trasferiti qui dalla provincia di Napoli, proprio per sfuggire alle cave piene di rifiuti tossici e pericolosi. 

AGRICOLTORE 2
Le cave già mi hanno cacciato dalla provincia di Napoli, sono andato a Villa Ricca e me ne sono venuto in questa zona, perché a Villa Ricca le discariche ci sono e mi hanno cacciato in questa zona.

BERNARDO IOVENE
Lei è perseguitato dalle discariche?

AGRICOLTORE 2
Io sono personalmente perseguitato dalle discariche.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’idea della Coldiretti è quella di riconvertire i terreni vicini alle discariche in no-food.

VITO AMENDOLARA - DIRETTORE GENERALE COLDIRETTI
No-food significa prodotti che non si mangiano. Parliamo di fiori, parliamo di prodotti che vanno a finire nelle centrali di biogas, parliamo di tutti quei prodotti…la colza, che servono adesso per creare condizioni ottimali per energie alternative.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La riconversione, se si farà, dovrà essere finanziata e i soldi non ci sono. Nel frattempo la storia continua ad essere questa: nelle campagne di Casal di Principe, località Casarella, c’è 
un campo di rifiuti tossici, sequestrato dalla magistratura, che non è mai stato recintato dove le pecore, pascolano, anzi vivono proprio qui.

BERNARDO IOVENE
E normale?

UOMO 2
No non è normale sicuramente!

ETTORE CORVINO – PRES. COLDIRETTI - CASAL DI PRINCIPE
E’ allarmante!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Chi dovrebbe darsi da fare è il sindaco, che però è arrivato da pochi mesi. 

BERNARDO IOVENE
Voi…Lei come sindaco che cosa fa?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
La cosa drammatica è questa che io come sindaco posso soltanto individuare il sito comunicarlo a tutte le sedi competenti, Asl, Arp, Arg, regione, commissari di rifiuti… Io non posso fare niente.

BERNARDO IOVENE
Però c’è il controllo del territorio no? Voi quanti vigili urbani avete? Per ogni turno quanti ce ne sono?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Due.

BERNARDO IOVENE
Due per ogni turno?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Due per ogni turno.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Uno è qui nel pieno delle sue funzioni, e l’altro è all’ingresso del palazzo comunale. In una cittadina di 21 mila abitanti famosa in tutto il mondo per la camorra.

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Io ho richiesto una bonifica di questi territori.

BERNARDO IOVENE
Cioè nella località Casarella Lei che cosa ha chiesto li?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Io ho chiesto la bonifica!

BERNARDO IOVENE
La Bonifica?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
La bonifica!

BERNARDO IOVENE
Là sopra questa mattina noi abbiamo trovato le pecore che pascolavano, le pecore significa che mangiano li!

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Si.

BERNARDO IOVENE
Che fanno il latte!

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Si.

BERNARDO IOVENE
Che fanno il formaggio, cioè insomma la salute pubblica spetta anche a lei come sindaco?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Sicuramente.

BERNARDO IOVENE
Lei è medico?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Io sono un medico si!

BERNARDO IOVENE
Queste patologie è vero che aumentano in zona o no?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Abbiamo l’84% delle malformazioni… l’84% in più rispetto alla media nazionale di malformazioni, quindi di nascite. E abbiamo un incidenza che è il doppio per quanto riguarda tumori, sia del polmone, sia a livello gastroenterico.

BERNARDO IOVENE
E Lei che cosa dice hai suoi pazienti?

CIPRIANO CRISTIANO - SINDACO DI CASAL DI PRINCIPE
Ma guardi io quello che ho detto hai miei pazienti, e lo dico sia come medico sia anche come primo cittadino, è che qui dobbiamo svegliarci insomma un poco. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Alla fine di tutta la storia, nonostante i milioni di euro arrivati come piovesse, le bonifiche dei terreni non sono mai partite. E per gli amanti del brivido basta dare un’occhiata alle sentenze della procura di Santa Maria Capua Vetere.

DONATO CEGLIE - MAGISTRATO
L’intera produzione di fanghi derivanti dalla rete di depuratori delle acque operanti nella regione Campania…l’intera produzione di fanghi prendeva vie illegali, e attraverso una falsa attività di recupero e di trasformazione del fango tossico del rifiuto, in apparente compost o ammendante per l’agricoltura, il fango tossico veniva poi tranquillamente abbandonato mediante spargimento su ettari ed ettari della Regione Campania ma anche della Puglia.
Queste attività sono state tele riprese i carabinieri erano appostati nei pressi dei terreni, nei pressi degli impianti, sulle sponde dei fiumi dove i rifiuti venivano abbandonati. Abbiamo ottenuto brillanti risultati, sul piano delle indagini e sul piano dei riscontri giudiziari, ma è avvilente constatare che in tutto questo ciclo di attività non hanno funzionato per niente i controlli amministrativi, in altri termini, o interviene la procura della Repubblica che si avvale di Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, o altrimenti non interviene nessuno. E tutto accade sotto gli occhi di tutti alla luce del sole. 

ARCANGELO CESARANO - SUBCOMMISSARIO ALLE BONIFICHE
Mi consenta, il problema è che noi ci sentiamo soli anche perché forse non riusciamo ad essere sostenuti in questa nostra azione che non sarà efficacissima, non sarà diciamo al top dell’efficienza, però è un’azione condotta con trasparenza in buona fede al servizio comunque dei cittadini, e purtroppo alla fine… io ho incontrato stasera uno come Lei che è un giornalista e mi dice “Voi non stiate facendo niente”. Non mi sembra francamente che questo corrisponda alla realtà.

DONATO CEGLIE - MAGISTRATO
Non si è bonificato niente nonostante l’esistenza dell’ennesimo commissariato straordinario di Governo, riempito di docenti universitari, di professionisti, di consulenti, di impiegati strappati ad enti o amministrazioni. Uno si aspettava chissà quanti begli interventi, chissà quanti ettari bonificati, non è stato bonificato niente!


MILENA GABANELLI IN STUDIO
Un mese fa Cesarano si è dimesso e Bassolino che è commissario straordinario ai rifiuti e alle bonifiche dal 2000, nel 2004 si è dimesso dai rifiuti, ma si è tenuto le bonifiche, e se le è tenute fino al 1 febbraio, quando un ordinanza di Prodi lo dimette, e con l’ordinanza il governo prende anche atto del fallimento dei 14 anni di politica delle emergenze in Campania. Rimane un problema meno visibile, se non comparando i numeri, ed è quello della salute. L’istituto per la sicurezza alimentare del ministerro della salute non ha fatto analisi specifiche sulle aree in questione, ma ha fatto analisi a campione, come fa in tutte le regioni. E ovviamente i risultati sono in linea con quelli di tutte le altre regioni.

BERNARDO IOVENE
Cioè è tutta un invenzione quello che si dice, tutta questa contaminazione sulle verdure, sugli ortaggi…

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Ma di che cosa stiamo parlando, di quale contaminazione stiamo parlando?

BERNARDO IOVENE
Allora quando si irrigano i campi, con acqua inquinata no?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Quali sono gli inquinanti?

BERNARDO IOVENE
I solventi per esempio.

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Allora i solventi, noi abbiamo un piano di monitoraggio che è quello che ci viene prescritto dalla normativa comunitaria, lo abbiamo fatto, lo stanno facendo, sia la Regione, sia le aziende sanitarie locali. Non abbiamo questi livelli di emergenza. La Campania per quanto riguarda la presenza di contaminanti suoi prodotti vegetali è in linea con le contaminazioni presenti nel resto d’Italia, e ben al di sotto di quello che succede nel resto dell’Europa.

BERNARDO IOVENE
Allora c’è?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Gli l’ho detto prima!

BERNARDO IOVENE
Le avete trovate?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Gli l’ho detto prima, abbiamo una positività intorno al 0,9%.

BERNARDO IOVENE
Per quanto riguarda che cosa? Che tipo di inquinanti?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Contaminanti e prodotti fito-sanitari che possono essere utilizzati in agricoltura.

BERNARDO IOVENE
Per cui che vengono dai fertilizzanti che usano gli agricoltori?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Vengono dai fertilizzanti o da pratiche non idonee.

BERNARDO IOVENE
Quello che volevo capire io, tutto questo inquinamento che c’è di rifiuti tossici, di fanghi sparsi come concime sulle campagne no, accertati che sono stati messi per anni, voi di questo non avete trovato traccia?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
No lo sta dicendo Lei che sono stati…

BERNARDO IOVENE
Voi non le avete trovate?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Lo sta dicendo Lei…

BERNARDO IOVENE
Lo dicono le inchieste giudiziarie…

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Le inchieste giudiziarie anche dai dati che noi abbiamo che ci vengono anche dalle inchieste giudiziarie abbiamo questi risultati.

BERNARDO IOVENE
Ci sono allora i risultati?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Le ho detto dello 0,9%!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I controlli sono fatti a campione poi bisogna fidarsi udite, udite, dell’auto controllo degli agricoltori.

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Fermo restando che il primo responsabile dell’immissione in commercio di un prodotto alimentari è il produttore che deve a sua volta fare degli auto controlli.

BERNARDO IOVENE
Cioè gli agricoltori dovrebbero controllare che per esempio non si bruciano dei rifiuti tossici nei pressi dei propri campi?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Assolutamente si.

BERNARDO IOVENE
Che cosa dovrebbe fare dovrebbe denunciare?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Assolutamente si.

BERNARDO IOVENE
Ma qua non si vede e non si sente, Lei lo sa che qua nessuno vede e nessuno sente e nessuno parla?

SILVIO BORRELLO – DIR. GEN. SICUREZZA ALIMENTI MINISTERO SALUTE
Però i primi responsabili sono loro.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La prima responsabilità è anche del contadino che deve produrre l’autocertificazione. Ad esempio vicino a questo posto sequestrato dalla magistratura, dove ci sono tutte le tipologie di rifiuti tossici e dove rotto il recinto continuano a portare altri rifiuti tossici e li bruciano, e poi ne portano altri e li bruciano, ci sono le serre dei contadini.

BERNARDO IOVENE
Posso chiedere cosa coltivate?

CONTADINA
Ma ci state prendendo in giro?

BERNARDO IOVENE
No, no. Volevo chiedere cosa state coltivando!

CONTADINA
Non lo vede?

BERNARDO IOVENE
Sono fragole?

CONTADINA
Si.

BERNARDO IOVENE
Volevo sapere dietro al ponte qua questa situazione che c’è…voi vi siete lamentati, avete fatto qualche protesta o no?

CONTADINA
Io non so nemmeno quello che ci sta veramente dietro al ponte!

BERNARDO IOVENE
A non lo sa Lei?

CONTADINA
Io più di questo non mi sposto da qua!

BERNARDO IOVENE
Ho capito. Non avete protestato per quella discarica che c’è là dietro?

CONTADINA
Ma non lo so proprio quello che ci sta!

BERNARDO IOVENE
Ah Lei non lo sa?

CONTADINA
No. Più di questo, questa è terra mia e più di questo non mi sposto.

BERNARDO IOVENE
Ho capito!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Poco più di un anno fa, proprio in questa zona, Bertolaso commissionò uno studio all’OMS sulle patologie umane.
GUIDO BERTOLASO
Si è visto che in questi comuni abbiamo un incidenza mediamente di mortalità del 10% in più fra donne e uomini, cambiano di pochi numeri le percentuali, rispetto a quello che succede negli altri comuni della Campania. Si è visto che abbiamo un aumento del rischio, non quindi delle malformazioni del rischio, di malformazioni congenite per esempio per l’apparato uro genitale dell’80%.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Secondo i dati della massima autorità competente, nel sito più inquinato del Litorale Domitio Agro Aversano, c’è un aumento del rischio delle malformazioni, e si muore di più. Ma solo con un registro dei tumori si possono capire le cause delle patologie. C’è in ballo la loro pelle, ci sarà questo registro o no?

BERNARDO IOVENE
Un registro dei tumori ce lo avete?

PASQUALE CAMPANILE CASTALDO – DIR. DIPARTIMENTO PREVENZIONE ASL CASERTA 2
Certamente.

BERNARDO IOVENE
A ce lo avete?

PASQUALE CAMPANILE CASTALDO – DIR. DIPARTIMENTO PREVENZIONE ASL CASERTA 2
Certamente.

BERNARDO IOVENE
E perché tutti dicono che non c’è?

PASQUALE CAMPANILE CASTALDO – DIR. DIPARTIMENTO PREVENZIONE ASL CASERTA 2
Noi ce lo abbiamo il registro dei tumori abbiamo anche fatto degli studi, li abbiamo anche rimessi agli organi competenti.

BERNARDO IOVENE
Chiariamo una cosa, qui un registro tumori c’è o non c’è?

ANGELO D’ARGENZIO – RESP. EPIDEMIOLOGIA ASL CASERTA 2
Nella Asl Caserta 2 no!

BERNARDO IOVENE
Non c’è?

ANGELO D’ARGENZIO – RESP. EPIDEMIOLOGIA ASL CASERTA 2
No, non c’è.

BERNARDO IOVENE
Cioè fare un registro di tumore è una cosa complicata?

ANGELO D’ARGENZIO – RESP. EPIDEMIOLOGIA ASL CASERTA 2
E certo!

BERNARDO IOVENE
Richiede gente che lavora a tempo pieno su questo?

ANGELO D’ARGENZIO – RESP. EPIDEMIOLOGIA ASL CASERTA 2
Assolutamente si!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Allora ci ha pensato la procura. Per chiedere la condanna degli inquinatori, deve pur conoscere l’entità del danno provocato! E così ha commissionato uno studio sul nesso tra inquinamento e tumori. 

DONATO CEGLIE - MAGISTRATO
I dati acquisiti dal mio ufficio fanno riferimento ai numeri di esenzioni ticket per malattie tumorali, numero esenzioni ticket per malattie tumorali. Bene, i distretti sanitari della provincia di Caserta, segnatamente dell’Agro Aversano, attestano inequivocabilmente che siamo in presenza di un impennata di esenzioni ticket per malattie tumorali in alcune aree fino al 400 %. Questo dal 1999 in poi. 


BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Intanto ad Acerra, dove le pecore muoiono uccise dalla diossina ed interi greggi vengono abbattuti, né l’istituto superiore di sanità né le Asl avevano pensato di fare le analisi sugli abitanti, ma solo sulle pecore. E così un gruppo di nove persone, compresi i pastori, se le sono fatte fare in Canada a proprie spese. E questi sono i risultati: se nelle pecore sono presenti 38 picogrammi, negli uomini invece…

GIAMPIERO ANGELI
Dai 40 picogrammi per arrivare ad un massimo di 74 picogrammi sui vivi. Perché questo caso che ha 255 picogrammi di valore tossico equivalente purtroppo è deceduto di un tumore fulminante. Ed è proprio il pastore di quel gregge di cui io parlavo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma il dato preoccupante è la presenza di Pcb una sostanza considerata tra gli inquinanti più pericolosi, prodotta dal ciclo di lavorazione dell’industria pesante che non è presente tra Napoli e Caserta. 

ANTONIO MARFELLA - TOSSICOLOGO ONCOLOGO
Non ci aspettavamo a Napoli e ad Acerra, Nola, Marigliano, cioè zone agricole, di riscontrare livelli di contaminazione di prodotti industriali in zone sostanzialmente agricole dove, aggiungo, l’inceneritore non è ancora partito.

BERNARDO IOVENE
Senta questa contaminazione viene da che cosa?

ANTONIO MARFELLA - TOSSICOLOGO ONCOLOGO
Allora i policromo bifenili hanno un orientamento, una genesi di tipo industriale, e hanno una contaminazione per via prevalentemente alimentare…

BERNARDO IOVENE
Alimentare…

ANTONIO MARFELLA - TOSSICOLOGO ONCOLOGO
Al 90% è alimentare non è aerea, quindi il concetto anche dei roghi significa che sono stati fatti per lungo tempo dei roghi significativi di sostanze industriali, che hanno poi avuto una ricaduta sul terreno e sono entrati nel ciclo alimentare.

BERNARDO IOVENE
E’ questo che Lei sospetta?

ANTONIO MARFELLA - TOSSICOLOGO ONCOLOGO
Non è che sospettiamo…

BERNARDO IOVENE
E’ cosi?

ANTONIO MARFELLA - TOSSICOLOGO ONCOLOGO
Voglio dire significherebbe negare l’evidenza. 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Un’altra iniziativa è dei medici di base di Casaluce, 10mila abitanti nell’Agro Aversano. Incrociando i dati hanno scoperto che la media dei tumori, nel loro paese, è 6 volte superiore a quella nazionale.

BERNARDO IOVENE
Cioè voi praticamente avete fatto un censimento?

GIACOMO CAMPANILE - MEDICO
Un anno, abbiamo visto in un anno quanti nostri pazienti sapevano il fatto loro.

BERNARDO IOVENE
E sono tanti 60?

GIACOMO CAMPANILE - MEDICO
Eh 60 sono tanti, il dato nazionale è di uno a mille, 10 mila abitanti dovrebbero essere 10 più o meno no.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Casaluce, si trova a ridosso della città di Aversa, era un territorio agricolo.

GIACOMO CAMPANILE - MEDICO
All’epoca del fascismo addirittura si chiamava, il nostro comune insieme a Trevo, si chiamava Fertilia. Nei nostri terreni qualsiasi cosa mettiamo a terra cresce. Quindi questa dovrebbe essere una terra felice. Però non abbiamo le industrie che potrebbero togliere un poco di disoccupazione, però abbiamo gli scarti delle industrie. Infatti qui stanno andando via tutti, io purtroppo amo questo territorio più della mia vita. Bisognerebbe fare qualcosa per questa terra, oppure dobbiamo tenerci il detto di Totò che diceva “fuite”.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Più che fuggire è ora di cambiare i comportamenti, se no va a finire che li trasferite solo da qualche altra parte. E’ dura dire queste cose, ma quello che abbiamo visto è stato prodotto dall’accumulo di tante piccole illegalità tollerate.
Poi ci sono invece le grandi responsabilità, quelle dalle quali è impossibile fuggire e sono quelle dei sindaci, degli assessori, dei presidenti delle province e della regione, a salire, fino al Ministero dell’ambiente, quello che ha gestito per più tempo il ministro Matteoli per 6 anni, poi Ronchi dei Verdi 4 anni e poi Pecoraro Scanio dal 2006.
Quindi i governi da cui dipendono direttamente i commissari: il più longevo è stato il governo Berlusconi e poi Prodi, quindi i commissari, tutti. Si comincia con il prefetto Improta dal ‘94 al ’96. Quindi dal ‘96 al ‘99 il presidente della regione Rastrelli. Dal ‘99 al 2000 il presidente della regione Losco. Dal 2000 al 2004 il presidente della regione Bassolino. Dal 2004 al 2006 Catenacci. Dal 2006 al 2007 Bertolaso. Negli ultimi 8 mesi invece ne sono arrivati 3: Il prefetto Pansa, Cimmino, ultimo De Gennaro e stiamo parlando del ciclo dei rifiuti. 
Un capitolo a parte merita Bassolino, tuttora presidente della Regione: è stato, come abbiamo detto, anche commissario straordinario alle bonifiche dal 2000 fino al 1 febbraio. 10 giorni fa la procura di Napoli lo ha rinviato a giudizio per presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti. 14 anni di commissariamento, il dato accertato, il costo accertato, è di 2 miliardi di euro, dato al 2006, ai quali vanno aggiunti i trasferimenti dei comuni con la tassa sull’immondizia, e poi i costi reali che sono quelli relativi ai trasferimenti provvisori nei siti di stoccaggio e poi successivamente allo smantellamento delle piazzole. Questo costo nessuno ancora lo conosce e lo pagheremo nel tempo. Se un giorno o l’altro e ci auguriamo, i rifiuti spariranno dalle strade, il terreno invece è andato perduto perché le bonifiche nessuno le ha fatte.



La controversa storia della Jacorossi, la società proprietaria dell’”Ilside”

LA STORIA DELLA JACOROSSI
NON E MOLTO LINEARE
BELLONA – Insomma, la Ilside – Gardenia di Bellona, è intestata a tale Ovidio Maria Jacorossi, lo stesso personaggio che si ritrova ad essere protagonista di scandali ambientali come quello della mancata bonifica di alcuni siti del litorale Domitio e del Foro Boario di Maddaloni. È bastata una piccola visura camerale, per entrare nel profilo dell’ingegnere Francesco Morelli, responsabile tecnico della struttura che ancora sta sprigionando diossina sulle nostre teste. Da quel sito, abbiamo capito che la Ilside-Gardenia di Bellona è di proprietà di chi inquina per poi prendersi gli appalti per le bonifiche; bonifiche puntualmente disattese come confermano anche documenti della magistratura.
Sul rapporto Ecomafie 2010 di Legambiente si legge testualmente che: “…nel 2001 la società romana Jacorossi, leader in Europa in materia di riqualificazione ambientale, ha stipulato, insieme alla società Fintermica, una convenzione con i Ministeri dell’Ambiente e del Lavoro, con il Commissariato emergenza rifiuti e con la Regione Campania per l’esecuzione di interventi di bonifica di siti inquinati del litorale Domitio-Flegreo“.  L’assegnazione dei lavori avvenne senza gara d’appalto: la Jacorossi era stata “scelta” dal governo a patto che la ditta assumesse 380 LSU (lavoratori socialmente utili). Il contratto, del valore di 117 milioni di euro, prevedeva che la Jacorossi rimuovesse 350 mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi dal territorio di 80 comuni. Prevedeva anche che lo stipendio dei lavoratori assunti sarebbe stato pagato per i primi tre anni direttamente dallo stato. Questa situazione, incredibilmente vantaggiosa per la Jacorossi, ha permesso alla ditta di giocarsi la partita come voleva. Il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo ha rivelato che “la Jacorossi aveva ottenuto la grande commessa pubblica grazie ad aderenze politiche. Di suo so di certo che non effettuava nessun lavoro ma si limitava a distribuire i lavori tra più ditte. In sede locale la distribuzione avveniva sulla scorta delle conoscenze e vincolo camorristico”. Ma va peggio se si intensifica l’opera di inchiesta giornalistica che stiamo cercando di portare avanti tra fumo tossico e silenzio ancor più velenoso da parte delle autorità preposte. La Jacorossi deve ancora dare risposte sui 380 lavoratori che in 5 anni hanno percepito stipendi senza lavorare perché, a detta di alcuni pentiti, erano altri a prendere concretamente i subappalti. Come gli stessi operai della Jacorossi hanno denunciato, venivano pagati non per lavorare, ma per giocare a carte a “Guantanamo”, come chiamavano il cantiere costruito ad hoc fra Pineta Mare e Baia Verde.
A lavorare erano invece operai di una ventina di ditte subappaltatrici che si presume fossero vicine ai clan. Ma delle 350 mila tonnellate di rifiuti tossici ne sono state portate via solo 40 mila, le quali sono state smaltite in strutture completamente non adatte a questo scopo, altro che bonifica. Su un articolo de l’Espresso si legge che “le scorie raccolte sarebbero state spacciate per scarti di edilizia per poi finire, sistematicamente, in cave della provincia di Caserta e Napoli“, probabilmente parte di quel tonnellaggio è stato stoccato presso la Ilside di Bellona. Stessa musica al Foro Boario di Maddaloni, quando l’assessore all’ambiente Gorgoglio dichiarò: «Tocca alla Jacorossi spa (impresa abilitata a svolgere indagini ambientali e bonifiche) completare la caratterizzazione del sito finalizzata a valutare il grado di contaminazione reale delle matrici ambientali (suolo e falde) causato dallo stoccaggio, accumulo e sepoltura di 4500 tonnellate di rifiuti solidi urbani».
Bastò attendere qualche mese per leggere su PeaceLink Campania questo articolo da far saltare dalla sedia: “…La Jacorossi dovrebbe prelevare 350mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi: fino alla fine di settembre, però, la Jacorossi ne ha portati via solo 40mila: a quasi due anni dalla firma del contestato (dalla magistratura) contratto tra l’azienda e i commissariati alle bonifiche e ai rifiuti e la Regione, la Campania continua a essere il ricettacolo di veleni di ogni tipo”. Anche perché, come spiega il report di giugno del commissario all’ambiente Massimo Menegozzo (anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta Arpac) la Regione non si è ancora dotata una rete di smaltimento dei rifiuti speciali. Perciò continua ad appaltare la rimozione a ditte esterne con risultati catastrofici. Il contratto con la Jacorossi, oltre al prelievo di 350 mila tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, prevede la rinaturalizzazione della cava Cavone di Capua che è tuttora in corso, e una serie di bonifiche che stentano a decollare…”. La Jacorossi lascia che le sostanze inquinanti devastino il territorio, tanto poi la politica affida alla stessa Jacorossi la bonifica di quei rifiuti che proprio l’azienda romana non ha tolto dal terreno. Una delle più grandi pagliacciate italiane, sulla pelle e sulla salute di tutti, bambini compresi. E a Bellona ora cosa diranno i dirigenti della Jacorossi? Conosciamo già la risposta: “Siamo pronti a bonificare, ciò che noi stessi abbiamo distrutto e intossicato”. Tanto pagano i cittadini, anche quelli ammalati di cancro dopo il rogo dell’Ilside.



DIOSSINA, RIFIUTI TOSSICI, AXA,TERRA DEI FUOCHI,VASSALLO GAETANO, CORLETO PERTICARA, ENI, FRERE ALBERT,FINTERMICA,, JACOROSSI, MUSSARI,PARIBAS,CAMPANIA,RECAM, REPORT, WOODCOCK


ANTOVENETA, Augusta, AXA, BASILICATA, CALTAGIRONE, CORLETO PERTICARA, ENI, FRERE ALBERT, IDROCARBURI, JACOROSSI, MUSSARI,PARIBAS, POTENZA, TEMPA ROSSA, TOTAL, WOODCOCK
ANTOVENETA, Augusta, AXA, BASILICATA, CALTAGIRONE, CORLETO PERTICARA, ENI, ILSIDE GARDENIA,LEGAMBIENTE,VASSALLO GAETANOJACOROSSI, MUSSARI,PARIBAS,CAMPANIA,, RIFIUTI TOSSICI, TOTAL, WOODCOCK

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