CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Thursday, May 22, 2008





L'Altra Italia
Nel giorno del 16 anniversario della strage di Capaci che ha visto la morte di Giovanni Falcone della moglie Francesca Morvillo degli uomini della sua scorta. Vito Schifani Rocco di Cillo e Antonio Montinaro, vorremmo che i protagonisti della vita politica di Isola delle Femmine
Esprimano un pensiero in grado di andare oltre l’aspetto puramente celebrativo, seppur necessario ed educativo.
Un pensiero, un concetto, un’analisi che metta in luce il livello di legalità o illegalità a Isola delle Femmine, della trasparenza della pubblica amministrazione nella gestione delle risorse umane ed economiche.
Da noi un auspicio alla discussione un confronto aperto al contributo di tutti dall’analisi alla discussione alla elaborazione per cercare di cambiare un sistema non sempre amato da tutti gli Isolani, un tentativo di dare delle risposte ai problemi dei Cittadini e per ripristinare una partecipazione effettivamente democratica.
Coinvolgere tutti i Cittadini nel tentativo di rifondare la comunità di Isola delle Femmine e nel tentativo di cui siamo profondamente convinti che per rifondare questa COMUNITA’ c’è bisogno di una forte presa di RESPONSABILITA’ di tutti i cittadini oltre alla capacità la sensibilità di diventare finalmente POLITICA.
I cittadini devono essere partecipi delle scelte, questo deve essere l’intento della nostra azione politica.
I cittadini devono essere partecipi e NON devono subire le scelte prese in solitudine da qualcuno (da qualche settimana è iniziato lo squallido spettacolo da “calcio mercato” delle possibili future liste per le prossime amministrative, ci si ruba a vicenda i candidati in base ai voti che presumibilmente puo’ portare e offrendo in cambio posti di lavoro avanzamenti di carriera, straordinari, un giro in barca… e quant’altro – come al mercato si trova di tutto e di più).
Favorire e promuovere un ampio confronto favorendo la partecipazione dei cittadini e non temere effetti di contaminazione con tutti quei soggetti politici che hanno a cuore la risoluzione dei problemi del nostro paese.
Avere la capacità di fare del trasversalismo una RISORSA per potersi confrontare sui problemi concreti e sulle scelte serie per questo nostro paese, perché alla fine al di là delle LISTE e LISTARELLE POSSANO PREVALERE LE IDEE E I PROGETTI PER ISOLA DELLE FEMMINE

Pino Ciampolillo


Caricato da ISOLA PULITAsiciliabella3009






GIOVANNI FALCONE 2008 16° ANNIVERSARIO.......

Da Isola delle Femmine Grazie del regalo a Massimo Granellini e Grazie a Francesco La Licata Pino Ciampolillo
L'amico di Falcone

Dov’eravate il 23 maggio 1992, un sabato pomeriggio, quando la mafia fece saltare in aria Giovanni Falcone con moglie e scorta, fissando per sempre quella data nella memoria degli italiani come il loro 11 settembre? Io mi trovavo a Roma nella redazione de La Stampa e avevo voglia di un gelato. La tv accesa ronzava boiate e mi alzai dal computer per proporre a Ciccio La Licata un raid alla gelateria siciliana sotto il giornale. Lo trovai curvo su un foglietto di carta: lo rigirava fra le mani come se cercasse il verso giusto per leggerlo. Era il dispaccio d’agenzia che annunciava l’Attentatuni. Palermitano e principe del giornalismo di mafia, Ciccio era amico personale di Falcone, uno dei pochi. Quando me lo aveva presentato al giornale (Falcone scriveva per noi), ero andato in cerca di una frase memorabile, ma dalla gola non mi era uscito che uno stupido «Pia-ce-re!».

Ciccio posò il foglietto e rispose al telefono. Il direttore, da Torino, gli chiedeva un ritratto del magistrato ucciso. Lui non disse nulla. Accese il computer e cominciò a battere piano sulla tastiera. Lo osservavo come in un incantesimo: intorno a noi i televisori strepitavano la notizia, sui volti dei redattori e dei fattorini montava la rabbia, ma Ciccio niente, scriveva e perdeva acqua dagli occhi in silenzio. Le lacrime gli scendevano lungo la scanalatura del naso e andavano a inzuppare la barba senza che lui facesse un solo movimento per fermarle. Ancora oggi lo rivedo mentre scrive quelle parole asciutte con gli occhi bagnati. E penso che Falcone doveva essere davvero un grand’uomo per meritarsi un giornalista così.

Massimo Granellini (rubrica Buongiorno La Stampa 24.5.08)

• Antonio Montinaro, 30 anni
• Vito Schifani, 27 anni
• Rocco Di Cillo, 30 anni
• Francesca Morvillo, 47 anni
• Giovanni Falcone, 53 anni

Ore 17,59 del 23 maggio 1992



Caricato da isolapulita

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