CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, May 31, 2008




Sicilia, impianti di calcio non a norma Arrivano i fondi dal Credito sportivo

http://isoladifuori.blogspot.com/2008/06/sicilia-impianti-di-calcio-non-norma.html

MERCOLEDI' 4 GIUGNO ALLE ORE 15,30 ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI ISOLA PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE "PENELOPE"........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2008/06/nasce-lassociazione-penelope-incontro.html


ULIMISSIME: SEQUESTRATA LA TORRE DI ISOLA DELLE FEMMINE

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/06/sequestratao-lisolotto-isola-delle.html






Questo articolo e’ stato inviato al mensile “il notiziario”, sembra che la redazione non abbia inteso pubblicarlo per una semplice ragione:
“il quieto vivere”.

Io non so bene cosa ciò significhi ma una cosa è certa
“anche a Isola delle Femmine: niente di nuovo sotto questo sole”.

Signori POLITICANTI continuate pure a fare i vostri giochetti di LISTE e LISTARELLLE e se scoprite i nominativi che compongono la LISTA a Voi avversa, mobilitatevi IMMEDIATAMENTE per cercare di inserire nella vostra LISTA un parente in grado di scompigliare i giochi e farvi VINCERE.

Perché Signori POLITICANTI isolani a questo Voi mirate e non certo a vincere lo stato di arroganza, dispotismo, degrado, abusivismo, miseria, sporcizia di soprusi e di illegalità a cui avete costretto i CITTADINI di Isola delle Femmine.
Avanti tutta verso le elezioni!

Signori POLITICANTI di Isola delle Femmine Voi TUTTI siete da CONDANNARE perchè riuscite a far passare i più elementari DIRITTI dei CITTADINI per Vostri FAVORI che prevedono uno SCAMBIO...........

Sappiate Signori Politicanti isolani che ci sono momenti in cui i cittadini mal sopportano i GOVERNANTI che passo dopo passo li hanno fatti scivolare verso il baratro.



Sono trascorsi TRENTA anni,
erano giorni terribili,
giorni cupi,
giorni di terrore,
il pensiero unico iniziava a mettere le sue radici:
Brigate Rosse, rapimento Moro, consociativismo, lo stato di polizia,
Sciascia con il suo slogan "nè con lo stato nè con le BR" a seguire la tragica notizia del barbaro assassinio di PEPPINO.

Il ritrovamento del corpo martoriato di Aldo Moro: 'Andate in via Caetani c'e' una Renault rossa'

Dal punto di vista di chi ancora oggi dedica con grande senso di responsabilità, il suo impegno nel tentativo di dare delle riposte ai problemi dei cittadini per ripristinare una partecipazione effettivamente democratica, da allora poco sembra essere cambiato dal punto di vista comportamentale.

Oggi, come allora ci rendiamo conto che il rapporto mafia-politica costitutivo del fenomeno mafioso sembra essere sempre più forte.

Ciò che Peppino aveva scoperto dei collegamenti della mafia e dei suoi rapporti con il mondo delle professioni, dell'imprenditoria, della politica, della sua penetrazione nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, era un sistema di potere che ancora ad oggi resiste, anzi si è "professionalizzato" resta ancora in piedi e nulla sembra averlo scalfito.

Le ultime elezioni politiche con il voto a Cuffaro condannato per favoreggiamento o il voto dato a Dell'Utri condannato a 9 anni per concorso esterno che definisce Vittorio Mangano capo mafia ergastolano un eroe in quanto non ha proferito parola sui suoi rapporti con Arcore, sono la dimostrazione di questo sistema di potere e che tutto deve ESSERE "metabolizzato" "controllato" "dominato".

Siamo nel 2008!
Mi chiedo cosa è cambiato?
Nulla o quasi!

Non c'è da meravigliarsi:
Quando il Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine è sordo alla richiesta fatta dai Consiglieri Comunali di convocare una seduta del Consiglio Comunale al fine di dibattere dei problemi di legalità a Isola delle Femmine (i mezzi di comunicazione hanno parlato del nostro territorio sotto l'influenza di gruppi malavitosi, a Isola delle Femmine l'estate del 2006 è stato arrestato Salvatore Alfano latitante, a Isola delle Femmine operavano gli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, dai pizzini scoperti nel rifugio dei Lo Piccolo scopriamo che alcuni imprenditori e attività commerciali pagavano il pizzo, Isola delle Femmine all'inizio del 2000 vi sono stati alcune ritorsioni nei confronti di ditte che eseguivano lavori per il Comune ………….), richiesta avanzata dai Consiglieri Comunali e negata dal Presidente del Consiglio .

Invano sembrano passati 30 anni quando:
inerti ascoltiamo un Presidente del Consiglio che durante una seduta del Consiglio Comunale minaccia un Consigliere
"Se mi denunci ti faccio saltare in aria ti faccio vedere chi sono io"

Di fronte a questi comportamenti mi chiedo a cosa è servito il sacrificio dei tanti: Falcone Borsellino Impastato,Pio La Torre, Chinnici, Placido Rizzotto…
Invano sembrano passati tutti questi anni di lotte, per l'affermazione dei diritti della trasparenza del libero e civile confronto per la crescita socio-culturale ed economico della nostra comunità quando ci ritroviamo con:
un SINDACO che DIVIDE i cittadini in due categorie: quella di A e quella di serie B,
un SINDACO che non riesce a farsi salutare da quei cittadini che Lui considera di serie B (occhio Signor SINDACO sono aumentati in maniera esponenziale i CITTADINI di serie B),
un SINDACO che DIVIDE e non UNISCE,
un SINDACO che è riuscito a creare divisione odio e rancore anche tra i DIPENDENTI COMUNALI.
Un Sindaco che considera i suoi CRITICI dei NEMICI.
Un SINDACO sordo alle denuncie di abusivismo edilizio e di aggressione sconsiderata del territorio.

Una Classe "politica" di Isola INCAPACE DI fare del trasversalismo una RISORSA per il CONFRONTO sui problemi concreti e sulle scelte serie per questo nostro paese, perché alla fine al di là delle LISTE e LISTARELLE POSSANO PREVALERE LE IDEE E I PROGETTI PER ISOLA DELLE FEMMINE

Una Classe "politica" di Isola CAPACE solo di offrire lo squallido spettacolo da "calcio mercato" su possibili liste per le prossime amministrative, ci si ruba a vicenda i candidati in base ai voti che presumibilmente puo' portare e offrendo in cambio posti di lavoro avanzamenti di carriera, straordinari, un giro in barca… e quant'altro – come al mercato si trova di tutto e di più.

Un Classe "politica" Isolana CAPACE solo di alimentare la cultura del servilismo che purtroppo ancora sembra connotare la mentalità di larghi strati dei nostri cittadini.

Una Classe "politica" Isolana INCAPACE di fare delle relazioni politiche: esercizio di un SERVIZIO umile e CONCRETO in cui si EDUCANO i cittadini soprattutto i più deboli ad acquisire i propri DIRITTI e NON chiedere favori.

A questo punto mi chiedo chi mai ci ripagherà del FURTO di democrazia e di diritti perpetrato ai danni di un'intera COMUNITA'?
Chi ci ripagherà delle vite che ci sono state sottratte fatte di: amici, compagni, fratelli sorelle cittadini giornalisti giudici avvocati operai studenti…………..

Peppino era un uomo impegnato nella lotta alla mafia che aveva scoperto i collegamenti tra politica e mafia, che ha operato una rottura non solo nell' ambiente in cui viveva ma nella sua stessa famiglia che era mafiosa".

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/

Sunday, May 25, 2008

LA MAFIA IN FONDO ALLA VIA DEI RUBLI

LA MAFIA IN FONDO ALLA VIA DEI RUBLI


5 GIUGNO 1992


MOSCA - L' intenzione è di ripercorrere passo dopo passo il cammino dei rubli che l' ex Partito comunista sovietico, tra il ' 70 e il ' 91, avrebbe riversato in Italia sul Pci, su giornali, imprese, società, associazioni varie e, secondo un' ipotesi di lavoro tutta da verificare, anche su organizzazioni terroristiche e criminali. Per risalire alle origini di questa sorta di filone d' oro, da mercoledì scorso è a Mosca una delegazione composta da due funzionari di polizia e da quattro magistrati romani, titolari di delicate inchieste giudiziarie che si sviluppano in un complesso intreccio di finanziamenti illeciti e reati tributari, falsità in bilancio e trame di servizi segreti, attentati falliti per un soffio e attività terroristiche. A mettere in contatto gli inquirenti italiani con il procuratore generale moscovita Valentin Stepankov era stato Giovanni Falcone, nella sua qualità di direttore generale degli affari penali del ministero della Giustizia, pochi giorni prima di essere assassinato dalla mafia. Non in base ad un trattato specifico, che non esiste, ma come atto di pura cortesia internazionale, Stepankov ha accettato di mettere a disposizione le carte segrete custodite negli archivi sequestrati dal governo russo dopo il fallito golpe dell' agosto scorso. E così, il procuratore della Repubblica di Roma Ugo Giudiceandrea, i sostituti della Procura della capitale Luigi De Ficchy, Franco Ionta e Francesco Nitto Palma, il colonnello dei carabinieri Antonio Ragusa e il colonnello della polizia tributaria Nicolò Pollari hanno avuto l' autorizzazione di consultare i documenti e portarne in Italia una parte, utile per le indagini in corso. Il 20 di questo mese ricambieranno la cortesia, ricevendo a Roma il procuratore generale Stepankov. Le indagini hanno permesso di ricostruire i complessi meccanismi in base ai quali i rubli arrivavano a società italiane che, gestite per conto del Pci, avevano rapporti commerciali con l' Urss, e venivano accumulati come capitali in nero utilizzati dal partito. Un' ipotesi che configurerebbe reati che superano la violazione della legge sul finanziamento dei partiti per arrivare fino agli illeciti tributari e ai falsi in bilancio. Anche perché i fondi sarebbero stati accreditati in Italia, ma su banche estere. In un intreccio tanto complesso non poteva mancare l' ombra della mafia. A Mosca ne sono convinti. I rubli che lasciavano l' Urss arrivavano anche alle cosche siciliane. Ecco perché, dicono, se ne interessava anche Falcone. Insomma, consultando i documenti, gli inquirenti italiani sono inciampati in un filone che porta dritto dritto a Cosa Nostra. Per il quotidiano "Izvestia", il traffico di rubli avrebbe per anni nascosto una lunga serie di operazioni mirate al riciclaggio di denaro sporco. Tra i documenti consegnati da Stepankov figurerebbe anche un elenco delle ditte che in Italia avrebbero costituito il terminale del denaro stanziato dalle autorità sovietiche. Il ruolino di marcia fissato dai magistrati italiani non prevede interrogatori di testimoni. Non potrà essere sentito neppure Aleksandr Evlakhov, il giornalista sovietico che per primo rivelò particolari inquietanti sui finanziamenti sovietici ai "partiti fratelli del mondo occidentale". L' incontro decisivo, durante il quale Stepankov ha consegnato una voluminosa documentazione, c' è stato ieri pomeriggio. Oggi, rientrano a Roma Ionta e Palma, domattina anche Giudiceandrea e De Ficchy. I quattro magistrati e i due funzionari, all' arrivo all' aeroporto di Mosca mercoledì pomeriggio, sono stati praticamente sequestrati dalla polizia sovietica, accompagnati in una località segreta e messi in condizione di non incontrare la stampa. In procura non si oltrepassa il cancello d' ingresso, impossibile comunicare con magistrati o poliziotti. Sicché, quel poco che si è appreso della loro missione, lo si deve a quanto di ufficioso lascia trapelare, tra mille difficoltà, il portavoce di Stepankov, che è autorizzato solo a sottolineare i rapporti di collaborazione reciproca che si sono instaurati tra i magistrati italiani e moscoviti. I giornali puntano con insistenza sulla pista mafiosa, mettendola addirittura in relazione con l' assassinio di Falcone. La "Izvestia" sostiene che Falcone doveva venire a Mosca in questi giorni per verificare la fondatezza dell' ipotesi di "un possibile collegamento tra boss del Pcus e mafia internazionale". Infatti, aggiunge il giornale, "si può presumere che non sia un caso che sia stata scelta proprio l' Italia per il trasferimento di capitali del Pcus all' estero, poiché le esistenti strutture mafiose legate storicamente con clan criminali stranieri, e le forti posizioni dei comunisti locali, promettevano grandi profitti ai sovietici che investivano questi soldi". Secondo altre ricostruzioni giornalistiche, poi, la mafia internazionale, dalle cosche siciliane ai cartelli della droga, avrebbe usato l' ex Urss come una grande lavanderia per riciclare dollari sporchi. Le enormi quantità di rubli acquistati al mercato nero dovevano servire a finanziare la spoliazione di quello che è il paese più ricco di risorse al mondo. Insomma, un vero e proprio complotto per saccheggiare la Russia, un colossale traffico di valuta che ha attraversato lo scorso anno Europa e America. E' la prima volta che le autorità moscovite permettono a magistrati stranieri di svolgere indagini sul loro territorio. La visita della nostra delegazione cade nel mezzo di un colossale scontro politico in cui i finanziamenti del Pcus ai partiti fratelli giocano come elementi determinanti nella strategia tesa ad indicare in Gorbaciov l' uomo che non ignorava affatto l' uso illegale dei denari dello Stato e l' imboscamento dei fondi del Pcus (milioni di dollari all' estero e sei miliardi di rubli investiti in imprese commerciali in Russia). Intanto il senatore Marcello Stefanini, tesoriere del Pds, ha smentito ogni passaggio di fondi dal Pcus al Pci/Pds dall' 89 in poi.
dal nostro inviato FRANCO COPPOLA

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/05/la-mafia-in-fondo-alla-via-dei.html











1991 15 OTTOBRE LE ACCUSE DI FALCONE AL C.S.M. LEOLUCA ORLANDO ALFREDO GALASSO COSTANZO SAMMARCANDA I FASCICOLI NEI CASSETTI DI FALCONE CUFFARO 

 
1987 9 APRILE VERBALE PENTITO ANTONINO CALDERONE TRIBUNALE MARSIGLIA PRESENTE GIOVANNI FALCONE  MAESTRIA RAMPULLA ORDIGNI


BUSA' 2008 SALVATORE UOMINI E CAPORALI Polizia Operazione Uomini e Caporali

BUSA' 2008 SALVATORE UOMINI E CAPORALI Polizia Operazione Uomini e Caporali

BUSA' 2008 SALVATORE UOMINI E CAPORALI Polizia Operazione Uomini e Caporali by Pino Ciampolillo

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*Pinociampolillo's Blog

*Il Vespro

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Thursday, May 22, 2008





L'Altra Italia
Nel giorno del 16 anniversario della strage di Capaci che ha visto la morte di Giovanni Falcone della moglie Francesca Morvillo degli uomini della sua scorta. Vito Schifani Rocco di Cillo e Antonio Montinaro, vorremmo che i protagonisti della vita politica di Isola delle Femmine
Esprimano un pensiero in grado di andare oltre l’aspetto puramente celebrativo, seppur necessario ed educativo.
Un pensiero, un concetto, un’analisi che metta in luce il livello di legalità o illegalità a Isola delle Femmine, della trasparenza della pubblica amministrazione nella gestione delle risorse umane ed economiche.
Da noi un auspicio alla discussione un confronto aperto al contributo di tutti dall’analisi alla discussione alla elaborazione per cercare di cambiare un sistema non sempre amato da tutti gli Isolani, un tentativo di dare delle risposte ai problemi dei Cittadini e per ripristinare una partecipazione effettivamente democratica.
Coinvolgere tutti i Cittadini nel tentativo di rifondare la comunità di Isola delle Femmine e nel tentativo di cui siamo profondamente convinti che per rifondare questa COMUNITA’ c’è bisogno di una forte presa di RESPONSABILITA’ di tutti i cittadini oltre alla capacità la sensibilità di diventare finalmente POLITICA.
I cittadini devono essere partecipi delle scelte, questo deve essere l’intento della nostra azione politica.
I cittadini devono essere partecipi e NON devono subire le scelte prese in solitudine da qualcuno (da qualche settimana è iniziato lo squallido spettacolo da “calcio mercato” delle possibili future liste per le prossime amministrative, ci si ruba a vicenda i candidati in base ai voti che presumibilmente puo’ portare e offrendo in cambio posti di lavoro avanzamenti di carriera, straordinari, un giro in barca… e quant’altro – come al mercato si trova di tutto e di più).
Favorire e promuovere un ampio confronto favorendo la partecipazione dei cittadini e non temere effetti di contaminazione con tutti quei soggetti politici che hanno a cuore la risoluzione dei problemi del nostro paese.
Avere la capacità di fare del trasversalismo una RISORSA per potersi confrontare sui problemi concreti e sulle scelte serie per questo nostro paese, perché alla fine al di là delle LISTE e LISTARELLE POSSANO PREVALERE LE IDEE E I PROGETTI PER ISOLA DELLE FEMMINE

Pino Ciampolillo


Caricato da ISOLA PULITAsiciliabella3009






GIOVANNI FALCONE 2008 16° ANNIVERSARIO.......

Da Isola delle Femmine Grazie del regalo a Massimo Granellini e Grazie a Francesco La Licata Pino Ciampolillo
L'amico di Falcone

Dov’eravate il 23 maggio 1992, un sabato pomeriggio, quando la mafia fece saltare in aria Giovanni Falcone con moglie e scorta, fissando per sempre quella data nella memoria degli italiani come il loro 11 settembre? Io mi trovavo a Roma nella redazione de La Stampa e avevo voglia di un gelato. La tv accesa ronzava boiate e mi alzai dal computer per proporre a Ciccio La Licata un raid alla gelateria siciliana sotto il giornale. Lo trovai curvo su un foglietto di carta: lo rigirava fra le mani come se cercasse il verso giusto per leggerlo. Era il dispaccio d’agenzia che annunciava l’Attentatuni. Palermitano e principe del giornalismo di mafia, Ciccio era amico personale di Falcone, uno dei pochi. Quando me lo aveva presentato al giornale (Falcone scriveva per noi), ero andato in cerca di una frase memorabile, ma dalla gola non mi era uscito che uno stupido «Pia-ce-re!».

Ciccio posò il foglietto e rispose al telefono. Il direttore, da Torino, gli chiedeva un ritratto del magistrato ucciso. Lui non disse nulla. Accese il computer e cominciò a battere piano sulla tastiera. Lo osservavo come in un incantesimo: intorno a noi i televisori strepitavano la notizia, sui volti dei redattori e dei fattorini montava la rabbia, ma Ciccio niente, scriveva e perdeva acqua dagli occhi in silenzio. Le lacrime gli scendevano lungo la scanalatura del naso e andavano a inzuppare la barba senza che lui facesse un solo movimento per fermarle. Ancora oggi lo rivedo mentre scrive quelle parole asciutte con gli occhi bagnati. E penso che Falcone doveva essere davvero un grand’uomo per meritarsi un giornalista così.

Massimo Granellini (rubrica Buongiorno La Stampa 24.5.08)

• Antonio Montinaro, 30 anni
• Vito Schifani, 27 anni
• Rocco Di Cillo, 30 anni
• Francesca Morvillo, 47 anni
• Giovanni Falcone, 53 anni

Ore 17,59 del 23 maggio 1992



Caricato da isolapulita

Wednesday, May 07, 2008

Arresto Inzitari: centro commerciale costruito su terreno agricolo

Il centro commerciale Porto degli ulivi e' stato realizzato a Rizziconi su un terreno che

il Comune aveva destinato in un primo tempo ad uso agricolo


interessamento di Pasquale Inzitari,

all'epoca

consigliere comunale a Rizziconi,

il centro fu realizzato su terreni di proprieta' della cosca mafiosa dei Crea. Inzitari, secondo quanto si afferma nell'ordinanza di custodia cautelare, nel 2000 riusci' a farsi approvare dalla Regione Calabria

una variante al Piano di fabbricazione per destinare ad usi commerciali i terreni di proprieta' dei Crea che avrebbero dovuto essere utilizzati per scopi agricoli………

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15006&Itemid=70

.........
Il Porto degli Ulivi
A quell’epoca, recita il documento, Inzitari era inserito in quella rosa di POLITICI “VICINI” CHE NON AVEVANO MANCATO DI ELARGIRE PREZIOSI DONI AI BOSS LOCALI. L’ultimo dei quali, nel marzo del 2001, consisteva in

DUE DELIBERE CHE AVEVANO PERMESSO DI MUTARE LA DESTINAZIONE DI USO DEI TERRENI APPARTENENTI AI CREA DA AGRICOLI A INDUSTRIALI.


Poi il consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazione mafiosa e l’ex vicesindaco era tornato ad occuparsi a tempo pieno della sua attività di imprenditore. Insieme ai soci Vasta e De Marte aveva acquistato tramite la loro società, la Devin spa, proprio i terreni della cosca per costruire il centro commerciale “Porto degli Ulivi”. Nella convinzione che ai boss

il lucroso favore della “NUOVA DESTINAZIONE D’USO”


sarebbe bastato.
Ma non fu così. Alla vendita dei terreni a prezzi gonfiati sarebbero seguite infatti altre richieste…………………………………..
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/2328/

“Il Porto degli Ulivi”, infatti, era nella mente dei soci della De.V.In S.p.A. almeno 7 anni prima della sua realizzazione.

Nel 2000 infatti il terreno che oggi ospita il centro commerciale di 170.000 metri quadrati

era agricolo e con una delibera unanime del Consiglio Comunale di Rizziconi ne viene mutata la destinazione d’uso.


Tre giorni dopo l’adozione di quella delibera il Consiglio dei Ministri scioglie il Consiglio Comunale di Rizziconi.
Due piccoli dettagli.
Il primo: vice-Sindaco di Rizziconi era Pasquale Inzitari. Il secondo: la Regione Calabria ratifica quella delibera senza nulla eccepìre. “Ogni eventuale abuso d’ufficio è andato prescritto”, risponde Pignatone ai giornalisti che chiedono lumi su eventuali responsabilità politiche di altro livello, o risulterebbe tale entro il termine del procedimento visto i tempi della (in)giustizia......

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15016&Itemid=47

Comitato Cittadino Isola Pulita

Ogni riferimento è puramente VOLUTO PERCHE' BASATO SU EVIDENTI SUPPOSIZIONI NELLA SPERANZA CHE NON SI RIVELINO CERTEZZE





COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003.

Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca
a)il decreto di nomina del Commissario
b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti.

Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.
Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.

Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso.
In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo.
Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.
In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico.
Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-diffida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03).
In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale.
In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta.
Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale.
Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.


Caricato da isolapulita



http://www.isolapulita.it

Friday, May 02, 2008

STEPANKOV TIRA IN BALLO BERLINGUER

STEPANKOV TIRA IN BALLO BERLINGUER 

21 GIUGNO 1992


ROMA - "Oltre ad Armando Cossutta, a chiedere che gruppi di comunisti italiani venissero addestrati a Mosca furono anche Enrico Berlinguer, Luigi Longo e Ugo Pecchioli". 

Lo ha detto Valentin Stepankov, procuratore generale della Repubblica di Russia, durante la conferenza stampa che ha tenuto, presente il magistrato Franco Ionta, presso l' ambasciata russa, in via Gaeta. 

Dal lungo botta e risposta con i giornalisti dei maggiori quotidiani italiani e delle reti televisive non sono emersi elementi tali, dal punto di vista giudiziario, da poter affermare con una certa probabilità di certezza che quanto affermano le attuali autorità russe risponda a verità. Ha preso, invece, più consistenza l' ipotesi, più volte avanzata da alcuni commentatori da Mosca, che questa campagna sia promossa per mettere sotto accusa Mikhail Gorbaciov. 

Il procuratore Stepankov si è più volte contraddetto, ha rilasciato dichiarazioni clamorose ma subito dopo, alla richiesta delle necessarie precisazioni, ha fatto "marcia indietro". Stepankov ha detto che non soltanto un gruppo di 19, ma centinaia furono i militanti del Pci ad aver partecipato all' addestramento. Alla domanda se le richieste erano state firmate dai dirigenti del Pci che erano stati citati, il magistrato russo ha risposto: 

"Non abbiamo nessun documento firmato dai dirigenti italiani del Pci, abbiamo, invece, documenti del comitato centrale del Pcus nei quali si afferma che su richiesta della direzione del Pci venivano inviati in Urss gruppi per seguire corsi di addestramento speciale. Di sicuro i documenti del Pcus fanno i nomi di Cossutta, Berlinguer, Longo e Pecchioli". Sull' argomento "addestramento speciale" c' è stato un "fuoco di fila" di domande. 

Innanzi tutto c' è stata la richiesta dei nomi dei 19 militanti che sarebbero stati addestrati a Mosca. "Non conosco alcun nome, ma se le autorità italiane vogliono conoscerli possono inviarci una precisa richiesta, noi faremo le ricerche necessarie". Alla domanda di eventuali rapporti tra il Pcus e le Brigate rosse e se l' addestramento ai comunisti italiani comprendeva anche le azioni di guerriglia, Stepankov ha precisato: 

"Non esiste alcun documento che lasci supporre alcun rapporto tra il Pcus e le Brigate rosse né tra il Pci e il terrorismo". Stepankov, poi, ha proseguito: "L' addestramento consisteva in modo particolare per la conoscenza e l' utilizzo di apparecchiature ricetrasmittenti, prevedeva anche il camuffamento fisico di persone. A questo proposito ho consegnato un documento ai magistrati italiani. Escludo qualsiasi addestramento alle armi e alla guerriglia". Il magistrato russo ha ancora aggiunto: 

"Non vorrei che questi radioamatori con tessera del Pci venissero sospettati di terrorismo. Tuttavia la magistratura italiana, una volta che conoscerà i loro nomi potrà svolgere tutte le indagini che riterrà opportune". Stepankov ha poi spiegato perché in Russia è stato aperto un procedimento contro Mikhail Gorbaciov e Nikolaj Rikhov, ex capo dello Stato ed ex primo ministro: "Noi indaghiamo sugli aiuti economici decisi dal Comitato centrale del Pcus e vogliamo sapere se questi soldi sono stati prelevati dalla casse dello Stato anziché dai fondi del partito". 

E' stato fatto presente al magistrato russo che anche Boris Eltsin faceva parte del Comitato centrale del Pcus ed era un' autorità di primo piano. "Non abbiamo finora trovato alcun documento firmato da Eltsin", è stata la risposta. Sugli aiuti concessi al Pci, anche attraverso alcune società commerciali, Stepankov ha precisato che non crede sia possibile ottenere alcun risarcimento, tuttavia i documenti in questione sono stati consegnati alla Procura di Roma, come era stato richiesto dal giudice Giovanni Falcone, durante una sua recente visita a Mosca. Infine vanno registrate alcune reazioni alle affermazioni del procuratore russo. 

Il democristiano Pierferdinando Casini ha chiesto che le indagini sui collegamenti del Pcus con la Gladio rossa e con il terrorismo vengano approfondite anche in sede politica, cioè in Parlamento. Secondo Casini, il caso dei finanziamenti sovietici al Pci, "prolungantosi dopo la legge sul finanziamento pubblico e fino a poco tempo fa, entra a pieno titolo nella grande questione morale apertasi nel paese sul tema della moralizzazione politica". 

Il senatore di Rifondazione comunista Armando Cossutta, ex dirigente del Pci, ha replicato ad alcune affermazioni di Stepankov contenute in un' intervista al "Corriere della sera" affermando che "il procuratore russo Stepankov quando va cianciando di ipotetici contatti fra il Pci e il terrorismo e di ipotetici rapporti fra me e le Brigate rosse, o è un pazzo irresponsabile che non sa quello che dice o è un volgare provocatore". Gli ex dipendenti della "Novosti" italiana stanno pensando di chiedere il blocco degli "eventuali rimborsi" dei fondi dell' ex Pcus. Sono stati licenziati sei mesi fa e la proprietà ex sovietica non ha loro corrisposto neppure una lira di liquidazione.
FRANCO SCOTTONI
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/21/stepankov-tira-in-ballo-berlinguer.html











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