CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, March 28, 2008





SLITTA L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2008







http://www.regione.sicilia.it/famiglia/Content/RassegnaStampa/Sajeva/marzo/20-3/Bilanci%20locali%20dopo%20le%20elezioni.pdf



REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA

Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali

Dipartimento Regionale

Via Trinacria, 34-36 90144 - Palermo

e-mail: controlloeell@regione.sicilia.it

Servizio 8 - Vigilanza e Controllo sugli Organi e sui servizi locali

Codice Fiscale: 80012000826

Partita IVA: 02711070827

Prot. n°. 9 4 0 del 1 0 / 0 3 / 2 0 0 8

Resp.le del procedimento: Sergio Azzarello (tel. 091.7074418)



CIRCOLARE n. 0 5

OGGETTO: Adozione del bilancio di previsione per l.esercizio finanziario 2008, della relazione

previsionale e programmatica, del bilancio pluriennale per il triennio 2008/2010,

nonché degli atti propedeutici e/o connessi prescritti dalle vigenti disposizioni

in materia.

Ai Sigg.ri Presidenti ed a tutti i Consiglieri

delle Province Regionali della Sicilia

Ai Sigg.ri Sindaci e a tutti i Consiglieri

dei Comuni della Sicilia

Ai Sigg.ri Presidenti ed a tutti i Consiglieri

Delle Unioni dei Comuni della Sicilia

Ai Sigg.ri Segretari provinciali e comunali

LORO SEDI

e, p.c. Al Signor Presidente

dell.A.N.C.I. Sicilia

Villa Niscemi

PALERMO

Al Signor Presidente

dell.U.R.P.S.

Viale Lazio, 23

PALERMO

Al Sig.Presidente

dell.A.S.A.E.L.

via Notarbartolo, 2/g

PALERMO



In sintonia con i principi ispiratori del Governo regionale, tendenti ad una più efficace azione

amministrativa per garantire adeguati livelli di funzionalità dei servizi resi alle collettività locali, nonché

al fine di garantire il rispetto del patto di stabilità interno, come configurato dalla legge finanziaria n.

244 del 24 dicembre 2007, si invitano le SS.LL., ciascuna per le rispettive competenze, ad intraprendere

ogni utile iniziativa affinchè si pervenga all.approvazione del bilancio di previsione per l.esercizio

finanziario 2008 entro il relativo termine di scadenza, fissato per il corrente esercizio al 31 marzo p.v.

(decreto 20 dicembre 2007 del Ministro dell.Interno, pubblicato sulla G.U.R.I. n. 302 del 31 dicembre

2007).

A tal proposito, si richiamano le disposizioni dettate dagli artt. 151 e 174 del D.lgs. n. 267 del 18

agosto 2000 e dall.art. 109/bis dell.O.R.EE.LL. approvato con l.r. 15 marzo 1963, n. 16, che qui di

seguito s.intendono interamente trascritte, significando che la mancata approvazione del bilancio di

previsione nei termini di legge comporterà, per i comuni e le province inadempienti, l.azione sostitutiva

di questo Assessorato, con la nomina di un commissario ad acta ed il conseguente avvio delle procedure

relative all.applicazione delle sanzioni.

Preme evidenziare che, nel computo del termine di scadenza del 31 marzo 2008, le Giunte

Municipali e Provinciali devono tenere conto che lo stesso include tutti i periodi assegnati dai rispettivi

regolamenti di contabilità degli enti, ivi compresi i tempi per l.emissione del parere da parte del collegio

dei revisori dei Conti e quelli entro i quali i consiglieri possono presentare emendamenti allo schema di

bilancio.

Gli enti in indirizzo sono, pertanto, invitati a comunicare, nei tempi più brevi, tramite fax al n°

091/7074603 o posta elettronica all.indirizzo e-mail: controlloeell@regione.sicilia.it, gli estremi delle

deliberazioni consiliare di adozione dei bilanci di previsione per l.esercizio finanziario 2008, mentre, per

l.economia dell.azione amministrativa, si chiarisce che non sussiste alcun obbligo di trasmettere a

questo Servizio sia la suddetta delibera sia il relativo certificato di bilancio .

Si sottolinea l.importanza della tempestiva comunicazione a questo Servizio delle informazioni

suddette, nella considerazione che, in assenza di notizie, alla scadenza del sopracitato termine, l.ente

sarà ritenuto inadempiente e, quindi, verrà attivata la relativa azione sostitutiva.

La presente, inviata in unico esemplare, dovrà essere notificata ai soggetti destinatari in indirizzo a

cura degli uffici dell.Ente.

f i r m a t o

L.ASSESSORE

(dott. Paolo Colianni)



http://www.regione.sicilia.it/famiglia/Content/Norme/2008/circolare%20n.%2005%20%20bilancio%202008.pdf





















C.d.C. Sez. Riunite - Pareri 4 marzo 2008, n. 2

Comune e provincia - Finanza - Bilancio - Controllo - Disciplina nazionale - Introduzione del revisore unico nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e superiore a 5.000 ex comma 732, L. n. 296/2006 - Regione Sicilia - Applicabilità - Va esclusa - Ragioni

CONSIDERATO che con il suindicato atto il Sindaco del Comune di Belmonte Mezzagno (PA) ha chiesto parere circa l'applicabilità agli enti locali siciliani del comma 732 della legge finanziaria nazionale n. 296 del 2006, nella parte in cui ha ridotto ad uno il numero dei revisori dei conti nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti;

RITENUTA l'ammissibilità della formulata richiesta di parere, sia sotto il profilo soggettivo (la richiesta è stata avanzata dal Sindaco) sia sotto il profilo oggettivo (si verte in materia di contabilità pubblica);

RITENUTO che:

a) l'art. 14 della legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 2 (Statuto Sic.) attribuisce alla Regione siciliana competenza legislativa esclusiva in materia di enti locali, e pertanto la disciplina dei relativi organi di revisione compete soltanto alla Regione;

b) la Regione siciliana ha legiferato in materia e con l'art. 1 della legge regionale 11 dicembre 1991 n. 48 (Provvedimenti in tema di autonomie locali) ha poi recepito - con modificazioni ed integrazioni - la legge nazionale 8 giugno 1990 n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali) e, in particolare (v. lett. i), l'art. 55 di questa, secondo cui l'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali è riservato alla legge dello Stato;

c) tuttavia la medesima legge regionale n. 48 del 1991 ha modificato il comma 1 dell'art. 57 L. n. 142 del 1990 (secondo cui "i consigli comunali e provinciali eleggono, con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori composto da tre membri), disponendo che "le parole due componenti sono sostituite con le parole un componente";

d) non può pertanto ritenersi, sul punto, che la Regione abbia fatto un mero rinvio dinamico alla legge statale, contenendo la L.r. n. 48/91 un preciso riferimento ai tre componenti dei collegi dei revisori già previsti dal suindicato art. 57 L. 142/90, confermando quindi la composizione numerica degli stessi e ferma restando la disciplina dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;

RITENUTO che la composizione dei collegi dei revisori degli enti locali siciliani non sembra rivestire autonoma e specifica rilevanza ai fini del rispetto del "patto di stabilità interno" richiamato nell'anzidetta richiesta di parere, né appare direttamente conferente in materia di "coordinamento della finanza pubblica";

CONSIDERATO che ai sensi del comma 1363 della stessa legge finanziaria n. 296 del 2006 "Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme d'attuazione".

RITENUTO conclusivamente che, per la prevalenza, in subiecta materia, della normativa regionale su quella statale, presso il comune di Belmonte Mezzagno (di oltre 10.000 abitanti) l'organo di controllo debba restare formato da tre revisori (numero peraltro non irragionevole, tenuto anche conto del fatto che le funzioni dei revisori non sono limitate al mero accertamento dei dati

contabili);

Ciò premesso e ritenuto,

P. Q. M.

la Corte dei Conti - Sezioni Riunite per la Regione siciliana in sede consultiva, richiamato quanto sopra, esprime il proprio parere nel senso che nella fattispecie debba trovare applicazione la normativa regionale e non quella statale.





http://www.regione.sicilia.it/famiglia/Content/Norme/2008/circolare%20n.%2005%20%20bilancio%202008.pdf













Comitato Cittadino Isola Pulita

http://www.isolapulita.it






















Deliberazione n. 174/2008/Contr.



REPUBBLICA ITALIANA


LA CORTE DEI CONTI


SEZIONE DEL CONTROLLO PER LA REGIONE SICILIANA



nell’adunanza del 20 novembre 2008, composta dai seguenti magistrati:


Dott. Maurizio Meloni - Presidente


Dott. Antonio Dagnino - Consigliere, relatore


Dott. Francesco Targia - Referendario


- Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;


- Visto la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;


- Visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;


- Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;


- Visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);


- Visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;


- Vista la deliberazione della Sezione delle Autonomie di questa Corte con la quale sono state approvate le “Linee guida per l’attuazione dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali”;


- Vista la deliberazione di questa Sezione avente ad oggetto “Linee guida per l’attuazione dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia”;


- Vista la nota, con la quale questa Corte ha inoltrato al Sindaco ed al Presidente del Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione da parte del Collegio dei revisori entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio di previsione;


- Esaminata la relazione trasmessa a questa Sezione regionale dall’Organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine;


- Vista l'ordinanza presidenziale n. 210/2008/CONTR. con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il 20 novembre 2008 per gli adempimenti di cui al menzionato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;


- Udito il relatore Cons. Antonio Dagnino;


- Udito il Segretario comunale, Dott. Manlio Scafidi;


- Vista la memoria dell’Amministrazione in data 18 novembre 2008;


- Considerato che l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei Conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla stessa Corte;


- Ritenuta la natura collaborativa di tale forma di controllo intestata dalla legge alla Corte, la quale, all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione provvede - ove riscontri la sussistenza di comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interna - all’adozione di una specifica pronuncia indirizzata all’organo deliberativo dell’Ente;


- Ritenuto che il riscontro che de quo è finalizzato alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria e tende prevalentemente a fare emergere quelle sole disfunzioni o storture che siano in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, non consentendo all’ente di concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali di finanza pubblica, e che la gravità delle irregolarità cui la legge fa riferimento va qui rapportata non tanto a scostamenti della gestione rispetto alle norme contabili vigenti e/o ad inefficienze e disfunzioni della gestione dell’ente, quanto piuttosto alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, con particolare attenzione, dunque, alla verifica del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno, all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., all’osservanza delle limitazioni previste in materia di spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente che siano in grado di refluire negativamente sulla capacità, attuale o futura, della conservazione degli equilibri di bilancio.


- Considerato che nella loro relazione i revisori del Comune di Isola delle Femmine, hanno sostanzialmente rappresentato:


1) la presenza di consistenti debiti nei confronti della società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche se ancora non esattamente quantificati;


il mancato rispetto del patto di stabilità per l’anno 2007, senza che nell’esercizio successivo siano stati adottati i conseguenti provvedimenti di recupero;


2) la mancata evidenziazione dei risultati connessi all’attività di recupero dell’evasione tributaria;


3) il mancato rispetto del limite minimo del 50%, previsto dall’art.208 del D.Lgs.285/92; il notevole stanziamento di euro 1.100.000,00 relativo ai proventi da sanzioni per violazione al codice della strada, alla data del 9 ottobre 2008, risulta accertato soltanto nella misura di euro 81.267,00 (7,38%); tale situazione, anche se parzialmente confermata al 31 dicembre, potrebbe compromettere i già precari equilibri di bilancio;


l’errata allocazione dell’entrata di euro 589.000,00 al titolo V, senza che, peraltro, sia stata chiarita la natura della stessa;


5) il persistente deficit di cassa, sempre significativo, che è dovuto principalmente ai ritardi con cui l’Ente procede alla riscossione delle entrate proprie, è caratterizzato dal seguente andamento:


al 31/12/2004 euro 382.538,40;


al 31/12/2005 euro 803.197,49;


al 31/12/2006 euro 464.893,41;


al 31/12/2007 euro 1.018.417,21;


al 30/09/2008 euro 634.310,31;


- Preso atto che nell’odierna adunanza il rappresentante del Comune, ha illustrato la documentata memoria dell’Amministrazione nella quale si espone sostanzialmente che il debito A.T.O. ammonta ad € 2.291.689,51 ed è stato iscritto ed impegnato nei bilanci 2007 e 2008 dell’Ente (con saldo positivo di € 184.251,23 al 30 settembre 2008); che i provvedimenti in ordine al rientro nel patto di stabilità 2007 sono stati adottati; che i ruoli tributari sono stati tutti emessi, che il limite del 50% ex art. 208 D.Lgs. n. 285/92 è stato applicato sulla competenza; che il mancato versamento delle sanzioni per violazioni al codice della strada sono dovute all’appropriazione indebita della società affidataria del recupero; che in ordine all’allocazione di € 589.000,00 nel titolo V dell’entrata v’è stato un errore di comunicazione da parte dei Revisori; che il deficit di cassa è da imputare alla lentezza della riscossione


- Ritenuto che i rilievi di cui ai superiori punti n. 1, 2 e 5 appaiono superati sulla base di quanto documentato dall’Ente, ma che però – allo stato degli atti ed anche sulla base delle deduzioni dell’Amministrazione - permangono oggettivamente le criticità di cui ai punti 3, 4 e 6 in ordine ai quali va adottata la specifica pronunzia di legge;



P. Q. M.



accerta le criticità in ordine al bilancio preventivo 2008 del comune di Isola delle Femmine, relativamente ai suindicati punti n.ri 3, 4 e 6 dell’atto di deferimento;



O R D I N A


che, a cura della Segreteria di questa Sezione, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco ed al Presidente del Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine;



D I S P O N E


che, a cura dell’Ufficio III, siano acquisite le comunicazioni in ordine all’adozione delle necessarie misure correttive che, ai fini della vigilanza sulla loro adozione prevista dall’art. 1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dovranno essere trasmesse a questa Sezione regionale di controllo.


Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 20 novembre 2008.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE


(Cons. Antonio Dagnino) (Dott. Maurizio Meloni)




Depositato in Segreteria il 02 Dicembre 2008


IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA


Dott.ssa Laura Suriano





http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezioni-re/Sicilia/Pronunce/Pronunce--/Anno-2008/deliberazione-n.174-2008-contr.doc_cvt.htm





http://dailymotion.virgilio.it/video/x5vurj_bilancio-2008-isola-commissario-ad_news



http://isolapulita.blogspot.com/2008/03/il-comitato-cittadino-isola-pulita.html



http://isolapulita.wordpress.com/2007/05/30/il-bilancio-di-isola-delle-femmine/




http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/02/blog-post.html




Presidenza della Regione
http://www.regione.sicilia.it/tgweb/


COMUNICATI STAMPA
Telefono 091/7075300

http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ufficiostampa/
email mailto mailto:stampa@regione.sicilia.it


Palermo, 21 giugno 2008


ENTI LOCALI. SCOMA: .COMMISSARIO AD ACTA IN 118 COMUNI SICILIANI CHE NON HANNO ANCORA APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2008. PALERMO .

Commissari ad acta in 118 ammministrazioni comunali che non hanno ancora approvato il bilancio di previsione per il 2008. Lo ha disposto l.assessore regionale degli Enti Locali, Francesco Scoma, che venerdì pomeriggio ha apposto la firma sui decreti. I provvedimenti verranno registrati e notificati entro i primi giorni della settimana entrante. .I commissari avranno il compito di diffidare ed eventualmente sostituirsi . afferma l.assessore degli Enti Locali - alle giunte o ai consigli per deliberare i bilanci di previsione, i cui termini per l.approvazione sono scaduti il 31 maggio. E. un provvedimento necessario ed urgente - prosegue Scoma - per evitare l.interruzione dei pagamenti di alcuni servizi essenziali, come ad esempio la raccolta dei rifiuti. Il mio intento - afferma Scoma - è quello di applicare il rigore massimo in ogni ambito di mia competenza, dalla sostegno alla famiglia, alle politiche sociali, agli Enti Locali.
Nel caso specifico - spiega - l.invio dei commissari ad acta è di fatto un provvedimento da adottare in casi straordinari che però è divenuto quasi un atto dovuto. Credo che la situazione economica dei cittadini, e delle amministrazioni comunali, non siano delle migliori. Proprio per questo non è pensabile che gli enti locali non abbiano ancora varato il bilancio di previsione, uno strumento utile per avviare l.iter dei pagamenti dei servizi. Annuncio sin d.ora - prosegue - che, proprio in virtù del rigore che mi sono imposto e che voglio imprimere, ancora di più agli uffici, valuterò l.ipotesi di inviare ispezioni a campioni nelle amministrazioni provinciali e comunali per verificare lo stato economico e finanziario..
I commissari ad acta - secondo il decreto assessoriale - dovranno predisporre, in sostituzione della Giunta lo schema di bilancio per l'esercizio finanziario 2008, oltre a bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010. Dovranno altresì convocare il Consiglio e assegnare un termine (non superiore ai 30 giorni) entro il quale dovranno essere deliberati i documenti finanziari.
Qualora il Consiglio abbia deliberato la non approvazione dello schema di bilancio, il commissario ad acta dovrò avviare una nuova sessione di bilancio, prevedendo una nuova convocazione del consiglio che entro 30 giorni dovrà deliberare il bilancio.
Il decorso infruttuoso dei termini assegnati comporterà l’azione sostitutiva del commissario ed il conseguente avvio delle procedure relative alla sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento. Sarà il commissario in questo caso ad approvare i documenti finanziari in sostituzione del Consiglio inadempiente.
Ecco l.elenco delle amministrazioni in cui verranno inviati i commissari ad acta.
- AGRIGENTO. (17). COMUNI: Agrigento, Cammarata, Canicattì, Castrofilippo, Favara,
Lampedusa e Linosa, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Realmonte,
Ribera, San Biagio Platani, Sant.Elisabetta, Sciacca, Villafranca Sicula.
- CALTANISSETTA (10). COMUNI:. Butera, Caltanissetta, Gela, Mazzarino, Mussomeli, Niscemi,
Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Vallelunga Pratameno.
- CATANIA (19). COMUNI: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Acireale, Belpasso, Bronte, Calatabiano,
Fiumefreddo di Sicilia, Maniace, Mascalucia, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta S. Anastasia,
Nicolosi, Paternò, Raddusa, Sant.Agata Li Battiati, Sant.Alfio, Santa Maria di Licodia, Vizzini.
- ENNA (5). COMUNI:. Barrafranca, Centuripe, Nicosia, Regalbuto, Villarosa.

- MESSINA (30). COMUNI. Barcellona Pozzo di Gotto, Capri Leone, Caronia, Castelmola, Cesarò,
Condro, Falcone, Furnari, Gaggi, Graniti, Itala, Librizzi, Limina, Lipari, Malvagna, Mazzarà
SantAndrea, Merì, Milazzo, Mirto, Mistretta, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Pagliara, Patti, Piraino, Rodi Milici, Sinagra, Tortorici, Ucria, Villafranca Tirrena.
- PALERMO (22). COMUNI. Alia, Bagheria, Belmonte Mezzano, Bisacquino, Bompietro, Caccamo, Camporeale, Carini, Cefalù, Collesano, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Palermo, Piana degli Albanesi, Pollina, Santa Flavia, Terrasini, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Villabate.
- RAGUSA (2). COMUNI.. Giarratana, Vittoria.
- SIRACUSA (5). COMUNI.. Avola, Canicattini Bagni, Ferla, Pachino, Solarino.
- TRAPANI (8). COMUNI.. Alcamo, Campobello di Mazara, Erice, Gibellina, Mazara del Vallo, Pantelleria, Partanna, Trapani.
Salvatore Wladimir Pantaleone 0917075300 3204644589

E-mail: mailto ufficiostampa@regione.sicilia.it
E-mail: mailto wpantaleone@regione.sicilia.it

Bilancio 2007
http://www.regione.sicilia.it/famiglia/Content/RassegnaStampa/comunicati_stampa/21_commissari_acta_in_118_comuni_siciliani-2.pdf

http://isolapulita.blogspot.com/2007/06/lesecutivo-portobello-presenta-la.html#links


BILANCIO PREVISIONE 2009


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html








ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.

I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale

L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.

Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.

Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.

“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”

La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".



Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.



L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)





La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:

• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.

• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;

• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;

• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;

• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.

Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.



L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.





Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.



In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).







Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:

”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:



a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;

b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;

c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “



A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).


Caricato da isolapulita






AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE





































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