CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, November 28, 2007

Il clima sta decisamente cambiando.





Il clima sta decisamente cambiando.



Questa non posso lasciarla cadere, troppo interessante. Riassumo in breve, la vicenda è stata riportata, sebbene abbastanza in sordina, da molte persone attente.


Due nomi: Rossana Interlandiassessore al territorio e all'ambiente della Regione Sicilia nonché bel fighino qui a destra; Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione. Comprimari: tre dirigenti dell'assessorato, due dell'Arpa Sicilia, tre professori dell'Università di Palermo e uno dell'Università di Messina.
Premessa: credo che quasi tutti i documenti citati in questo post spariranno dalla rete a breve, data la situazione. Se non funzionassero più i links è perché i cattivi sono in azione. Ma io li ho salvati in trivigante.it, i links sono in fondo.

Il fatto: tutti insieme, sono artefici della realizzazione del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Sicilia, approvato e adottato con decreto il 9 agosto 2007 (176/GAB), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a settembre.

Felicitazioni per il corposo lavoro, congratulazioni per la celerità etc. etc. con encomio ufficiale e scritto dell'assessore. Ma la cazzata si annida dietro l'angolo.

Capitolo 6: Le azioni del piano, pagina 4, paragrafo 6.1.3, punto tre, riporto: "per i rimanenti Comuni di fascia C, si consiglia di adottare comunque comportamenti virtuosi di natura volontaria, volti a prevenire l’acuirsi del fenomeno a livello locale, regionale e di bacino aerologico padano". Che cari, si preoccupano per noi che stiamo a nord. Stesso capitolo, pagina 14, paragrafo 6.4, riporto: "La conclusione della procedura prevede che tutte le osservazioni pervenute vengano valutate dalla Giunta regionale e (...) procedendo quindi ad una riadozione e successiva trasmissione al Consiglio regionale". Ma la Regione Sicilia non ce l'ha il Consiglio regionale, ha un'Assemblea regionale siciliana, essendo a statuto speciale, l'ARS. Ohibò, che fetore. E giù a rotta di collo, senza patemi: vengono citatele piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all'inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima 
dell'isola e cosi via.


.
Esatto, copia e incolla, trova e sostituisci. Facile, dati gli indizi, capire da dove: il Piano di controllo dell'inquinamento atmosferico della Regione Veneto, anno 2000, peraltro già allora bocciato dall'Europa. Basta confrontare, per esempio, il Capitolo 6: Le azioni del piano: nemmeno i titoli dei paragrafi hanno cambiato. Pure l'indice dei documenti utilizzati è clamoroso, si confrontino le versioni (Veneto - Sicilia), con l'unica differenza che nella versione siciliana, quale correttezza, è citato il piano del Veneto. Spudorati e rimbecilliti.

Tutto quanto qui raccontato, e molto di più, è merito di Legambiente, che ha spulciato i documenti. L'assessore Interlandi (ah! ah!), scandalizzata (ah! ah!), aprirà un'inchiesta interna (ah! ah!) e - presumibilmente - ritirerà il piano (ah! ah!). Magari qualcuno noterà gli estremi per qualche tipo di reato, truffa magari, in ogni caso non si verrà a capo di molto, secondo me. Siccome il documento sparirà anche dalla rete, immagino, mi premuro io di salvare almeno due capitoli del piano, il Capitolo 6 e il Capitolo 8, che ospito qui con piacere per la comoda consultazione.


rif: http://invisibil.blogspot.com/2007/11/in-sicilia-si-respira-aria-del-veneto.html


http://www.trivigante.it/b.site/b.site_nov07.htm








Centonove (rivista settimanale) 18 luglio 2008 Vai al Sondaggio sulla Italcementi http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/

LE FOTO DEI FATTI E DEI MISFATTI DELLA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE





leggi le nuove alla LIBERA edicola su.......Se vuoi puoi LIBERAMENTE commentare su....

Diceva bene Martin Luther King: " Io non ho paura della cattiveria dei malvagi, io ho paura del silenzio degli onesti".

°Al fine di evitare inutili ed interessate speculazioni che nulla hanno a che vedere con il quotidiano agire della politica, VOGLIAMO ringraziare pubblicamente tutti gli amici di “Isola Pulita” che collaborano con l’obiettivo di rendere questo spazio di informazione patrimonio di tutta la comunità Isolana.
Riconosciamo loro il merito il coraggio e l'umiltà dell'impegno in questo particolare momento per la vita politica amministrativa del Nostro Paese in SOFFERENZA di idee, di democrazia di confronto e di legalità.
Si è di fatto costituita una nuova compagine politica che al di là delle differenti posizioni politiche di ognuno trova il suo momento unificante nella difesa della libertà della democrazia nella libera espressione dell'individuo nell'azione di trasparenza dell'amministrazione nella libera partecipazione dei cittadini alla vita politica amministrativa del nostro paese, nell'efficienza e nell'efficacia della macchina amministrativa.
Le nostre parole d'ordine: LEGALITA' e TRASPARENZA nella Pubblica Amministrazione.
Il nostro obiettivo è favorire il dialogo ed il confronto nel rispetto delle altrui posizione.



6 dicembre 2007 SENTENZA TRIBUNALE. ILLEGITTIMO LICENZIAMENTO ARCH ALBERT
NON ABBIAMO POTERI DI VEGGENZA, I NOMI DEI PROMOSSI SONO A NOI
NOTI
SONO SOLO "CRONACHE DI PROMOZIONI
ANNUNCIATE"


(il merito? controllare un buon pacchetto di voti)
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http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/sentenza-di-illegittimita-del.html
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http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.ListAll&friendID=293804128
http://www.myspace.com/isolapulita

4 dicembre 2007 ISOLA DELLE FEMMINE AL FEMMINILE
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2 dicembre 2007 LA MEMORIA DEI FATTI E MISFATTI DELLA POLITICA A ISOLA DELLE FEMMINE
Quarda su……………………………….
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2007/12/fatti-e-misfatti-della-politica-isola.html#links


29 novembre 2007 NON ACCENNANO A PLACARSI GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Leggi su……………………………….
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/assessorato-territorio-ambiente-regione.html#links


* 28 novembre 2007
-LE FOTTO DEI FATTI E MISFATTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/11/check-out-my-slide-show.html


* 22 novembre 2007
-GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Vedi Il filmato...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/aggressione-allassessorato-territorio.html#links

AMBIENTE:RICERCA, A SIRACUSA 90% GENTE HA PAURA INQUINAMENTO
''Noi amministratori - dice Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli (SR) - abbiamo il dovere di capire quali sono le convinzioni dei cittadini, le loro paure e i loro disagi''
leggi la ricerca su................
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20071123141534512635.html





* 22 novembre 2007
-PROCEDURA PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html

* 21 novembre 2007
-ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
-INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
-IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
Vai alla VIDEOnotizia.........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-di-isola-delle-femmine-laia.html

* 20 novembre 2007
Ciao Graziano Ferrante
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ciao-graziano-ferrante.html#links


*19 NOVEMBRE 2007 TESTO INTERROGAZIONE SODANO SU DEPOSITO PETCOKE A RAFFO ROSSO AREA "VERDE AGRICOLO" P.R.G. VIGENTE 2001 A ISOLA DELLE FEMMINE
leggi su.............
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-interrogazione.html

Isola delle Femmine 16.11.07
PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE E MINISTERO AMBIENTE RICHIEDONO INTERVENTO DEI N.O.E. PER CAVA RAFFO ROSSO
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http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/blog-post_16.html#links
Isola delle Femmine 15.11.07 ATTO DI OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA
DI ARCHIVIAZIONE E RICHIESTA DI PROSECUZIONE DELLE INDAGINI PERE INQUINAMENTO ACUSTICO

Leggi su...........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/inquinamento-acustico-alla-italcementi.html

Isola delle Femmine 15.11.07

*L’8 SETTEMBRE DI PONZIO PILATO
*ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ponzio-pilato-e-il-suo-8-settembre.html


12 NOVEMBRE 2007
A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.

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http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-il-gruppo-insieme.html
ARCH. TOLOMEO SERVIZIO 3 TUTELA DALL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO DIPARTIMENTO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE REGIONE SICILIA DIFFIDA Ditta Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine Deposito di stoccaggio combustibile solido in C.da Raffo Rosso Violazione della normativa ambientale
°IL COMITATO CITTADINO CHIEDE ALLA AUTORITA' COMPETENTI TUTELA PER IL RISPETTO DELLE NORME E LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE
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*8 NOVEMBRE 2007 IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CHIEDE ALLE AUTORITA' TUTELLA PER IL RIPSETTO DELLE NORME E PROCEDURE IN MATERIA AMBIENTALI CHE SONO A TUTELLA DELLA SALUTE DEI CITTADINI DELL'AMBIENTE E DELLE BELLEZZE NATURALI DI ISOLA DELLE FEMMINE http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/il-comitato-cittadino-chiede-alla.html#links


GIARDINELLO L'ARRESTO DI LO PICCOLO A POCHI KILOMETRI DA ISOLA DELLE FEMMINE
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*2 NOVEMBRE 2007

*ISOLA DELLE FEMMINE ARCHITETTO ALBERT DOPO AVER VINTO IL RICORSO CONTRO L'INGIUSTO LICENZIAMENTO OGGI E' STATO PROSCIOLTO DALL'ACCUSA DI CALUNNIA MOSSAGLI DALL'EX SINDACO STEFANO BOLOGNA
*DISPOSITIVO DELLA SENTENZA AVANTI ALLA IV SEZIONE CORTE DI APPELLO DI PALERMO 2 novembre 2007
STEFANO BOLOGNA/ARCH ALBERT GIOVANNI

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-27 OTTOBRE 2007
*PONZIO PILATO AL MURO DEL PIANTO
*LA DICHIARAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE COL QUALE IL CONSIGLIERE SALUTA PONZIO PILATO E L'INTERO CONSIGLIO COMUNALE DIMETTENDOSI DAL GRUPPO "iSOLA PER tUTTI" E DALLA CARICA DI CAPO GRUPPO
*RISULTATO SONDAGGIO “ISOLA PULITA” :ESPRIMI IL TUO GRADO DI SODDISFAZIONE DELLA GIUNTA PORTOBELLO”

leggi su.........................
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24 OTTOBRE 2007 LE MEZZE BUGIE DELLA ITALCEMENTI SONO LE MEZZE VERITA' PER GLI OPERAI DELLA ITALCEMENTI:

"..se non ci autorizzate all'utilizzo del Pet-coke mettiamo in cassa integrazione....licenziamo..........chiudiamo....saremo costretti ad andare via...."</


SODDISFAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CONTRO L’ARROGANZA DELLA ITALCEMENTI: RIENTRATI I LICENZIAMENTI E LE MINACCE DI CASSA INTEGRAZIONE. L’ASSESSORE INTERLANDI CONFERMA IL RISPETTO DELLE REGOLE E DELLE NORMATIVE SULLE AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI.


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19 Ottobre
*Italcementi:Braccio Di Ferro Su Uso Pet-Coke Operai al Palazzo della Regione.
L’Assessore Interlandi:
"L'uso del pet-coke, come l'esperienza della centrale Eni di Gela sta a dimostrare - ribatte - produce conseguenze devastanti per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Porre la questione è dunque il preciso dovere di un'amministrazione seria e responsabile e non, come sostiene l'Italcementi, una strumentalizzazione"
*i lavoratori per l’’utilizzo del pet-coke in sicilia
*Petcoke - Italcementi: sconvolgente scoperta dell’acqua calda!
*Interrogazione con risposta scritta Transito a Palermo di Camion con petcoke.

*Interrogazione a risposta scritta SODANO Presidente Commissione Ambiente Senato
Leggi su………………………………
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*18 OTTOBRE 2007.

-Il giorno dopo del rinvio della problematica delle autorizzazione alla conferenza di servizi dell'A.I.A. del 5 dicembre c.a.,la Direzione della ITALCEMENTI di Isola delle Femmine usa l'arma del ricatto e gli operai protestano per la difesa e la garanzia del posto di lavoro.
-Il comunicato del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente del Senato e l'appello alle istituzioni, le organizzazioni sindacali e azienda ad aprire un tavolo di concertazione ove venga illustrato e discusso il PIANO INDUSTRIALE DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

leggi il comunicato e le immagini della manifestazione degli operai su..........

http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/italcementi-di-isola-delle-femmine.html#links

*17 OTTOBRE 2007.

*RADDOPPIO FERROVIARIO PALERMO PUNTA RAISI INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
*I GIOVANI DEL MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA (M.P.A.): NO AL PET-COKE
http://www.giovanimpa.it/agenda.html
********************L'ARMATA BRANCALEONE********************

Agenzia ANTA:......... la chiusura con ordinanza sindacale delle fabbriche di sapone in tutto il comprensorio, non ha evitato l'abbandono di Ponzio Pilato da parte del Consigliere Cutino .........
10 Ottobre 2005
Dimissioni Stefano Bologna e seguente dimissioni di Crisci e Micali dal Gruppo "Isola per Tutti";

17 Ottobre 2007 Dimissioni Marcello Cutino dal Gruppo "Isola per Tutti" e dalla carica di Capo Gruppo che seguono le dimissioni di.............................., non possiamo più accettare che qualcuno possa pensare di lavarsene le mani e far compagnia a Ponzio Pilato.
Marcello Cutino non accetava più la politica (si fa per dire) ondivaga dell'esecutivo in materia ambientale.

ACCONTENTARE TUTTI PER NON SCONTENTARE NESSUNO.
-La conferenza di servizi indetta per oggi all'Assessorato Territorio Ambiente Servizio 3 avente ad oggetto "Richiesta di autorizzazione alle emissioni da parte della Italcementi", ha rimesso il proprio mandato in quanto non competente, la sua prosecuzione ne sarebbe risultata illegittima e prevaricatrice della procedura A.I.A. attualmente in corso.
vedi servizio teleoccidente su.........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/italcementi-rinviata-alla-conferenza.html#links

http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_
2007_n.1156.htm


DECRETO LEGISLATIVO 18 febbraio 2005, n. 59 - Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. (pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 72/L alla Gazzetta Ufficiale italiana n. 93 del 22 aprile 2005)
Art. 17. Disposizioni transitorie
3. Nel caso in cui la relazione e il progetto di cui sopra siano stati gia' presentati alla data di entrata in vigore del presente decreto la loro valutazione e' effettuata nell'ambito del procedimento integrato.

Decreto legge 152 Parte quinta art 267 comma 3:
"Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l'autorizzazione integrata ambientale sostituisce l'autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo."
ART. 269
(autorizzazione alle emissioni in atmosfera)

1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 267, comma 3, dai commi 14 e 16 del presente articolo e dall'articolo 272, comma 5, per tutti gli impianti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto.
3. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione, l'autorità competente indice, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel corso della quale si procede anche, in via istruttoria, ad un contestuale esame degli interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi e, in particolare, nei procedimenti svolti dal comune ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Eventuali integrazioni della domanda devono essere trasmesse all'autorità competente entro trenta giorni dalla richiesta; se l'autorità competente non si pronuncia in un termine pari a centoventi giorni o, in caso di integrazione della domanda di autorizzazione, pari a centocinquanta giorni dalla ricezione della domanda stessa, il gestore può, entro i successivi sessanta giorni, richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di provvedere, notificando tale richiesta anche all'autorità competente. Il Ministro si esprime sulla richiesta, di concerto con i Ministri della salute e delle attività produttive, sentito il comune interessato, entro novanta giorni o, nei casi previsti dall'articolo 281, comma 1, entro centocinquanta giorni dalla ricezione della stessa; decorso tale termine, si applica l'articolo 2, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_
2007_n.1156.htm


*15 OTTOBRE ITALCEMENTI. STOP ad utilizzo petcoke in stabilimento Palermo: Il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama presenta interrogazione leggi su.........http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-italcementi.html#links

*SCIOLTO CONSIGLIO COMUNALE-INFILTRAZIONI MAFIOSE..Una gestione che è stata costellata da varie vicende...l’allontanamento dal Comune del direttore.... sugli incarichi esterni affidati dal sindaco....l’assunzione di Antonio Santoro, cugino di Nicola(assessore), come responsabile del servizio commercio...QUESTO ED ALTRO ANCORA continua su..............http://www.pupia.tv/notizie/0001386.html

Dal giornale di Sicilia 13.10.07: ABUSI EDILIZI in due comuni in 3 finiscono sott'inchiesta." Due immobili sono stati sequestrati dai carabinieri a Borgetto e Misilmeri, nel corso di servizi contro l'abusivismo edilizio, e sono scattate anche tre denunce. A Borgetto sigilli a un fabbricato di 100 metri quadrati.....non ancora ultimato..i titolari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. I lavori erano stati avviati senza autorizzazione e in un'area agricola sottoposta a vincolo sismico. A Misilmeri, invece , i militari hanno sorpreso nel centro abitato alcuni operai impegnati nella costruzione di un appartamento sopra un immobile di tre piani già esistente. Rilevata l'assenza di concessione edilizia, le opere sono state poste sotto sequestro. Denunciata la proprietaria......."



PONZIO PILATO E' TORNATO per smentire il suo direttore dimissionarLo e consegnarLo al popolo servizio a.......

http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/il-ritorno-di-ponzio-pilato.html#links





ITALCEMENTI LA PROCEDURA DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE




*”A TELEOCCIDENTE ITALCEMENTI PET-COKE-COMBUSTIONE.MOVIMENTAZIONE-TRASPORTO-STOCCAGGIO-SALUTE-AZIENDE INSALUBRI Le responsabilità delle amministrazioni l’ultima lottizzazione approvata dal C.C. 28.1.03…”
*"ALLA VITA IN DIRETTA IL SILENZIO DI PONZIO PILATO mentre I cittadini Isola delle Femmine parlano della Italcementi e dei problemi di salute per i cittadini e la sua collocazione a ridosso delle abitazioni"
*"Le Mentite e le smentite e le rimentite e..."
*"Il Progetto che non c'è"
*"Esposti alla magistratura"
*"Interrogazione e risposta del Ministro Pecoraro Scanio su ITALCEMENTI Isola delle Femmine"
*"In netta contraddizione con quanto da Egli scritto al Comitato Isola Pulita, ed in netto contrasto con la risposta del Ministro Pecoraro Scanio all’on Fundarò e Lion, il 3° servizio scavalcando il 2° servizio VIA/VAS, convoca per il giorno 17 ottobre una conferenza?"
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OTTO OTTOBRE 2007*Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.
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*A tutto il corpo della Polizia Municipale la nostra solidarietà la nostra stima e il rispetto per l'attività che svolgono a tutela della nostra comunità. Non sempre roconosciute e valorizzate da chi di competenza.
Al Signor Croce Antonino Comandante della Polizia Municipale di Isola delle Femmine, la nostra personale solidarietà stima e apprezzamento per il suo operato.


Management School: "così come ti ho creato ti posso distruggere"
"ti spiezzo in due" prima ti nomino un CONSULENTE e poi Ti DIMISSIONO

........si reputa assolutamente necessario che il corpo di polizia municipale venga commissariato...........leggi su..........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/riceviamo-e-con-rincrescimento.html#links


°Mafia: intimidazione a pm Gozzo a Palermo
Due persone sono state allontanate dal custode dello stabile
PALERMO, 13 SET - Un'intimidazione e' stata compiuta a Palermo nei confronti del sostituto procuratore della Dda Domenico Gozzo. Due persone si sono presentate nel portone dell'abitazione del magistrato chiedendo di parlare con lui e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella borgata di Acquasanta. Il custode, sapendo che il magistrato non possiede immobili in quella zona, ha chiesto i loro nomi e al loro rifiuto di qualificarsi, li ha pregati di allontanarsi.
Palermo 14 SET - Da quando il cerchio delle indagini ha cominciato a stringersi attorno agli uomini del superlatitante Lo piccolo strane minacce hanno raggiunto i sostituti procuratori Domenico Gozzo e Gaetano Paci che da anni scavano nei meandri del mandamento di San Lorenzo oggi diventato la nuova centrale del comando di Cosa Nostra. Mercoledì mattina un uomo e una donna che avevano con sè un bambinosi sono presentati nella portineria di casa Gozzo, chiedendo di parlare con il magistrato, e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella boragta di Acquasanta. Il portiere si è subito insospettito, sapeva che la famiglia del p.m. non ha alcun immobile da affittare all'Acquasanta. Ha chiesto i nomi delle persone, ma la coppia si è allontanata velocemente...............Salvo Palazzolo


Gentilissimo Signor LUI invece di chiedersi chi foraggia chi e per cosa, segua Lei e nel contempo consigli i suoi compagni di camerata di adeguarsi oltre che rispettare le leggi iniziando da : Organi - Amministratori - Situazione patrimoniale ex art. 8 l.r. 128/1982 - Attestazione di conformità leggi su.....
http://gurs.regione.sicilia.it/pareri/P060153.HTM


*SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NO LO ACCETTERO'
leggi vedi e senti su................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-sono-incazzato-nero.html#links


*e' QUI LA FESTA? Si è qui ma LUI non c'è e se viene fai finta di non conoscerLo
*Poteva sembrare un film invece......................
leggi l'indirizzo su.......
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/e-qui-la-festa.html#links

*E' LUI O NON E' LUI! MA SI CHE E' LUI. VEDO FUMO (scusatemi tanto ma permettetemi la battuta:"tutto fumo niente arrosto" Banale? Si lo so, ma mentre scrivo me la rido e vorrei poterlo esprimere. GRAZIE)VUOL DIRE CHE E' LUI.....

leggi su...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-consulenze-elezioni.html#links

*In Ricordo dell'Amico Giacomino
leggi su..........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/in-ricordo-di-giacomino.html#links

*RICHIESTA AL SINDACO E AI GRUPPI CONSILIARI DI UN PUBBLICO DIBATTITO CITTADINO SU DEMOCRAZIA LEGALITA' E TRASPARENZA A ISOLA DELLE FEMMINE

leggi su..............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/in-data-18-agosto-alcuni-sostenitori.html#links

*CAPISCO DELLE VOLTE PRESI DALL'ENTUSIAMO O MAGARI DALLA PAURA, DALLA "FOGA" SI FA IN FRETTA A PARLARE DI CONFERENZA E POI NON SI SA DI COSA PARLARE.
SE PERMETTETE SIGNOR SINDACO SIGNORI ASSESSORI SIGNORI CONSIGLIERI VORREI TOGLIERVI DALL'IMBARAZZO E PERMETTERMI DI SOTTOPPORVI UNA SERIE DI ARGOMENTI SU CUI POTRESTE, TEMPO PERMETTENDO, SCEGLIERE E MAGARI DARE UNA SCALA DI PRIORITA'

gli argomenti(non sono datati o superati anzi con l'amministrazione che ci ritroviamo si vanno AGGRAVANDO e purtroppo vi è la tendenza all'aumento).......
http://isolapulita.splinder.com/post/12681219/BUON+
COMPLEANNO+AGLI+AMMINISTR



Oppure signori parliamo solo di.........................
http://isolapulita.splinder.com/post/13237464/IL+PIANO+
REGOLATORE+A+ISOLA+DE



in alternativa leggete su............

http://www.isolapulita.ilcannocchiale.it/post/1530635.html



*URGENTE ORDINANZA DA PARTE DEI SINDACI: L'ACQUA NON PUO' ESSERE UTILIZZATA PER USI ALIMENTARI
leggi su................
http://www.alimentazione-oggi.it/archives/0005738.html


*LA COERENZA! LA RESPONSABILITA'! L'IMPEGNO! QUANDO IL SINDACO E LA SUA GIUNTA DECIDE A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL'AMBIENTE,LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL SINDACO MOTISI E I PROVVEDIMENTI DI INO GENCHI

guarda il video su...............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/sindaco-e-giunta-per-lambiente-e-la.html#links

*A PROPOSITO DI ALGA ROSSA E DIVIETO DI BALNEAZIONE
sin da giugno a ben leggere si decretava che.............
http://isolapulita.blogspot.com/2007/05/blog-post.html#links


leggi su..............
*A PROPOSITO DELLA SENTENZA T.A.R. SICILIA SULLE VERANDE REGOLAMENTI RESPONSABILITA' DEL SINDACO P.R.G. PIANI PARTICOLAREGGIATI VINCOLI E SCADENZE


http://isolapulita.blogspot.com/search?q=sentenza+verande


*I SOGNI NON SI AVVERANO MAI? IL FANTASMA DEI 36 ALLOGGI POPOLARI A ISOLA DELLE FEMMINE

gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-45/g04-45-c.pdf

*A ISOLA DELLE FEMMINE QUANDO I SOGNI MUOIONO NON RIESCONO A TROVARE POSTO AL CIMITERO
uno dei commenti integrali pervenuti sul blog il 5 settembre......."Per l'ampliamnto del cimitero un esperto è il geom. CRISCI oggi consigliere comunale che può mettere a disposizione la sua esperienza e anche fatto un comizio nel 2004 su come fare il nuovo cimitero, senza interessi e collaborazione nel progetto che mai a visto la luce anche se some sempre pagate parcelle per divensi milioni.
Questo è fare il bene di Isola che anno gli amministratori"

Come promesso iniziamo a parlare di cimitero ed i tanti e mai realizzati progetti di ampliamento, per la verità siamo stati stimolati a parlarne , a seguito dei tanti messaggi ricevuti interessati a capire regolamenti gestione condizioni di servizio e relativi costi. I messaggi richiedevano..........leggi su
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-lampliamento-del.html#links


http://64.233.183.104/search?q=cache:NgFstSr_r_gJ:gurs.pa.cnr.it/gurs/
Gazzette/g04-45/g04-45
c.pdf+Isola+delle+femmine+AMPLIAMENTO+CIMITERO&hl=it&ct=
clnk&cd=8&gl=it


*L'EX CONSULENTE DEL SINDACO PROFESSORE PORTOBELLO

leggi su....................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/07/isola-delle-femmine-le-consulenze-dalle.html#links

GURS Parte I n. 21 del 2004
25, legge regionale n. 22/96, presentato dalle ditte Immobiliare Calliope s.r.l. e SA.BA. s.r.l.per la realizzazione di n. 50 alloggi";
http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-21/g04-21-p37.htm



Industrie insalubri: classificazione

Descrizione
Una industria è individuata come insalubre dal servizio di igiene pubblica dell’Ulss. L’Ulss segnala al Comune l’industria, ai fini della classificazione che viene predisposta dal Comune stesso, il quale provvede a darne comunicazione alla ditta. L'industria, a cui viene comunicata la classificazione, è obbligata ad attenersi alle disposizioni contenute negli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie.

In caso di inconvenienti provocati da industrie classificate come insalubri, anche quando questi inconvenienti non siano riconducibili a disposizioni di legge ad essi specificatamente riferiti, il Sindaco, a seguito di accertamenti, emette ordinanza di adeguamento per l'eliminazione degli inconvenienti accertati.


Normativa di riferimento
Decreto Ministeriale del 5 settembre 1994 "Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del Testo unico delle leggi Sanitarie".
Circolare del Ministero della Sanità n.19 del 19 marzo 1982.
Regio Decreto n. 1265, artt. 216 e 217, del 27 luglio 1934 "Approvazione del Testo unico delle Leggi sanitarie".



http://isolapulita.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2007/08/isola-delle-f-3.html



NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-il-gruppo-insieme.html

Tuesday, November 27, 2007

Argentina: ergastolo per il cappellano militare Von Wernich


E' stato responsabile di 7 omicidi

Argentina: ergastolo per il cappellano militare Von Wernich

La Chiesa argentina stette dalla parte dei torturatori invece che delle vittime 
12 ottobre 2007 - David Lifodi
Fonte: Servicio de Prensa Alternativa
Avrebbe continuato tranquillamente a celebrare la messa in Cile sotto falso nome nei dintorni di Valparaiso l'ex cappellano della polizia argentina Christian Von Wernich, se nel 2003 non fosse stato scoperto e portato nel suo paese per essere processato. Von Wernich, conosciuto a El Quisco (Cile) come Christian González, alla fine ha pagato con l'ergastolo grazie alla sentenza del Tribunale Federale di La Plata, che ha avuto il merito di aprire una breccia tra i silenzi, l'omertà e le ambiguità delle alte gerarchie ecclesiastiche argentine. Fino all'ultimo il cappellano militare ha tenuto un atteggiamento provocatorio con dichiarazioni sprezzanti nei confronti dei parenti delle vittime, e la stessa cupola della Chiesa argentina ha rilasciato dichiarazioni molto ambigue, a partire da quella sconcertante del suo vescovo della Diocesi Nueve de Julio, il quale si è limitato a dire che sarà il diritto canonico ha decidere la procedura disciplinare contro Von Wernich, invocando soltanto in seguito un generico perdono. Lo stesso Bergoglio, primate della Chiesa di Buenos Aires, pur dicendosi sconcertato per le gravi accuse formulate contro Von Wernich, ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto infuriare le associazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, in cui si invoca una improbabile riconciliazione: "Gli argentini devono sforzarsi per uscire dalla spirale dell’odio e del rancore".
Responsabile di 7 omicidi, 31 casi di tortura e 42 privazioni di libertà, Von Wernich ha sempre sottolineato di aver agito in nome di Dio: per fortuna le sue dichiarazioni sono state ampiamente sconfessate dalle comunità cristiane di base. Secondo il sacerdote Rubén Capitanio "la Chiesa argentina stette dalla parte dei torturatori invece che delle vittime, e questa è una macchia enorme che difficilmente potrà essere cancellata".
Per il giudice Carlos Rozanski e Norberto Lorenzo (uno dei membri della Corte), l'ergastolo a Von Wernich non solo rappresenta un fatto storico perché per la prima volta viene condannato un membro di primo piano della Chiesa, ma soprattutto perché questa sentenza potrebbe condurre la Chiesa stessa "ad avviare una profonda autocritica sul comportamento tenuto durante gli anni della dittatura". La complicità di una parte della Chiesa cattolica con la dittatura fu tale che finirono trucidati sotto i colpi del regime di Videla, Astiz e gli altri gerarchi non solo i montoneros o i militanti di sinistra, ma anche numerosi cattolici del Movimiento del Tercer Mundo, oltre che le due suore francesi Léonie Duquet e Alice Domon.
La sentenza contro Von Wernich arriva in un momento molto particolare per l'Argentina, che a fine ottobre si recherà alle urne con la moglie del presidente Kirchner, Cristina Fernandez, candidata favorita alle presidenziali, mentre il marito è accusato dai movimenti di non essersi impegnato a fondo per evitare i sequestri di persona, le torture e le minacce ricevute dai militanti piqueteros e dai testimoni chiave nei processi contro gli aguzzini dei desaparecidos. Se Nestor Kirchner ha dichiarato esemplare la sentenza contro Von Wernich e ha fatto della giustizia per i desaparecidos uno dei punti cardine del suo mandato (come gli hanno riconosciuto anche le Madres de Plaza de Mayo), la scomparsa di Julio Lopez (testimone nel processo contro il torturatore Etchecolatz e tuttora desaparecido, il numero trentamilauno nella storia argentina), le sparizioni, i sequestri e le riapparizioni dopo poco tempo con segni di tortura sul corpo inferte ad alcuni militanti dei movimenti sociali hanno dato l'impressione che il presidente non si sia interessato di questi casi come avrebbe dovuto, secondo l'accusa del Movimiento Trabajadores Desocupados e del Frente Popular Dario Santillan.
La storia di Von Wernich riapre infine ombre sul ruolo del nunzio apostolico italiano Pio Laghi: secondo alcuni avrebbe cercato di fare luce sulle nefandezze della dittatura, ma il suo stretto contatto con la giunta militare argentina porta piuttosto a ritenerlo un complice di primo piano: "è stato responsabile di un circo a cui tutti partecipavano" ha dichiarato con durezza Hebe de Bonafini.



Note:Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.


Se il prete è un Assassino

di Maurizio Chierici (l’Unità, 11/02/200) *
Julio López il testimone chiave nel processo in
Argentina scomparso
C’È un prete assassino condannato all’ergastolo che per la Chiesa è ancora prete. La gerarchia tace e aspetta, ma cosa? Quando un sacerdote tradisce le regole che guidano la missione, la Chiesa lo isola dai fedeli: sospeso a divinis. Ancora nessuna sospensione per il sacerdote Christian Von Wermich chiuso nel carcere penale di Buenos Aires: testimoni e documenti hanno provato la sua responsabilità in 7 omicidi, 42 arresti illegali, 31 casi di tortura. Anni della dittatura militare. «Non odiate chi vi sta torturando. Volontà di Dio» erano le sue parole di conforto distribuite dal padre consacrato nelle quattro prigioni segrete attorno a Buenos Aires.
I militari lo invitavano a spiare e Von Wernich usava la confessione per far parlare quei prigionieri che non si arrendevano alla tortura. Per dire cosa, poi? Nomi di compagni di scuola scandalizzati dalla violenza dei generali P2; chiacchiere tra studenti. Von Wermich confessava con la doppia morale di un malandrino. Li sollecitava ad abbandonarsi al perdono di Dio, e se l’abbandono interessava la polizia, riferiva, e altre persone sparivano. Quattro mesi fa guardavo Von Wernich nel maxischermo che ne allargava il volto davanti tribunale di La Plata. Indifferente mentre i giudici leggevano la condanna. Appena un sorriso di scherno, come per dire «in qualche modo ne uscirò». Negli appunti ritrovo pagine che il silenzio della Chiesa obbliga a ricordare per far capire cosa non sta succedendo.
Hector Timerman, console generale dell’Argentina a New York, riferisce ciò che il padre - Jacobo Timerman, direttore di un giornale indipendente - ha raccontato e scritto a proposito del sacerdote. «Era presente ai miei interrogatori e quando la benda che fasciava gli occhi si abbassava per effetto delle scariche elettriche, vedevo Von Wermich seduto accanto al capo della polizia di Buenos Aires, Ramon Camps. Mi guardavano come si guarda un cane che sta morendo». Nei verbali del tribunale la commozione di Maria Mercedes Molina Galarza: è nata in una prigione segreta, Von Wermich l’ha battezzata promettendo a Maria Mercedes e ad altri sei ragazzi, tranquilli, vi accompagnerò al confine. La vostra pena sarà l’esilio. Von Wermich ha consegnato la bambina ai nonni: molto devoti, gli si erano rivolti per sapere qualcosa della figlia scomparsa. «Si farà viva lei, forse fra un anno, forse da un altro paese. Non posso dire di più». Con la piccola fra le braccia, il cuore dei nonni si è aperto. Hanno preparato una valigia, vestiti, qualche soldo. «Ne avrà bisogno. Gliela consegno personalmente. Mi raccomando, silenzio...». Ma il viaggio della ragazza madre (Liliana Galarza) e dei suoi compagni, è stato un viaggio breve. Julio Emilio Emmended, poliziotto condannato per sette delitti, racconta come è finito. «Padre Christian Von Wernich benedice i sovversivi ammanettati e mi raggiunge nell’automobile dove aspettavo assieme a Jorge Bergés, medico della polizia segreta. ’Adesso sono vostri’. Allora scendo con la pistola in mano e quando i sovversivi vedono la pistola cercano di disarmarmi ma hanno le mani legate. Colpisco col calcio dell’arma, li stordisco. Interviene il medico: due iniezioni per uno, sempre nel cuore. Il liquido è rosso, veleno. Sconvolto, li vedo morire ma padre Von Wermich mi rincuora. ’L’hai fatto perché la patria. Dio sa che hai agito per il bene del paese’. Avevo le mani sporche di sangue. E del sangue dei ragazzi era macchiato l’abito del padre ...».
Le voci sono tante, i documenti precisi. Crolla la dittatura e Von Wernich sparisce. Passa dal Brasile, lo ritrovano in Cile: un settimanale di Santiago lo fotografa mentre distribuisce la comunione non lontano dalla capitale. Il nome era falso, nessuno poteva sospettare. Possibile che la Chiesa cilena avesse affidato la cura di una parrocchia ad un sacerdote argentino senza voler sapere da Buenos Aires ’come mai è qui?’. Mistero che si perde nella rete dei cappellani militari.
Cinque minuti dopo la condanna, il comunicato della Commissione Episcopale argentina. Perché cinque minuti dopo e non quattro anni prima quando i delitti di Von Wermich erano da anni documentati? Martin de Elizaide, vescovo della diocesi della quale Von Wermich era sacerdote chiede che il religioso «venga assistito affinché riesca a comprendere e riparare il danno arrecato con scelte personali che non coinvolgono le istituzioni». Lascia capire che la procedura necessaria alla Chiesa per prendere una decisione sarà lunga: non ne fissa il tempo. In fondo, è solo uno dei tanti sacerdoti che hanno abbracciato gli ideali fascisti della dittatura. Le trame del piano Condor allargano le complicità ai cappellani militari delle squadre della morte: America Centrale, Brasile, Cile, Uruguay, Paraguay. Con quale abbandono si sono rivolti a Dio mentre davano una mano agli assassini?
Quattro mesi fa la sentenza e la Chiesa non ha più parlato. Bisogna dire che i rapporti diplomatici tra Vaticano e Argentina sono congelati dal braccio di ferro che divide l’ex presidente Kirchner e la nuova presidente- moglie, dalla burocrazia diplomatica di Roma. Tre anni fa Kirchner nomina ambasciatore in Vaticano un ex ministro: Alberto Juan Bautista Iridarne, signore squisito ma divorziato e risposato come quattro milioni e mezzo di argentini.
Come Berlusconi, Fini e Casini considerato dal monsignor Ruini «esempio di cattolico in politica». Il Vaticano non accetta chi ha infranto il sacramento del matrimonio e un paese borghese e devoto viene rappresentato nel grigiore della routine di un incaricato d’affari. Comunicazione non interrotta, ma evanescente proprio nel momento in cui il congresso di Buenos Aires decide la dissoluzione del vescovado castrense, pastore guida dei cappellani militari.
Il passato continua ad impaurire il presente. I cappellani in divisa hanno accompagnato il golpe obbedendo ai vescovi che appoggiavano la dittatura dei generali.Von Wernich è il primo caso risolto dal tribunale, ma i nomi sono tanti, si annunciano altri processi. L’essere divorziato e l’essersi risposato non viene messo sullo stesso piano delle colpa di chi si è servito della confessione per far sparire ragazzi senza colpa, ma la soluzione è fulminea: no e subito all’ambasciatore; vediamo cosa fare per il prete assassino. Il clero argentino è diviso. Vescovi rigidi contro il governo e vescovi alla ricerca della soluzione.
Monsignor Casaretto, segretario della commissione episcopale, genovese di nonni e presidente della Caritas che ha sfamato milioni di affamati nei mesi bui della crisi economica non smette di dialogare. Intanto, nell’istituto penale dove è rinchiuso Von Wernich sono stati trasferiti militari e poliziotti arrestati dopo che il presidente Krichner ha annullato le due leggi (Punto Final e Obbedienza Dovuta) imposte dalle forze armate per consentire «la pacificazione nazionale». Molti di loro avevano atteso il processo in prigioni soffici come grandi alberghi. Camere con Tv, aria condizionata, palestre per tenersi in forma. Una certa libertà. Adesso si sono ritrovati dove dovevano essere dal primo giorno. Von Wernich li raccoglie in angoli non frequentati con l’aria di un confessore. Celebra la messa della sera e riceve la considerazione che è abitudine verso i religiosi nelle carceri argentine. Il silenzio della Chiesa continua. Forse i vescovi credono all’intrigo al quale Von Wernich si aggrappa dichiarandosi vittima di complotti senza prove mentre le prove e i racconti dei sopravissuti gli passavano sotto gli occhi in tribunale.
A Buenos Aires e in Vaticano la gerarchia cattolica è impegnata a difendere il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale. Questo diritto alla vita prevede la condanna di chi brucia la vita con torture e delitti? Passa il tempo e si aggrava il profilo morale di un assassino che ostenta dignità di sacerdote mentre la gerarchia medita dubbiosa sull’orrore delle colpe certificate dalla giustizia civile. La sopravvivenza sacerdotale di Von Wernich è lo sbalordimento che avvilisce non solo i credenti. E il mistero dei vescovi senza parole insinua nella fede dei cattolici il sospetto di uno scandalo istituzionale.
Solo qualche vescovo ha chiesto perdono alle vittime. Ma non basta mentre la memoria di un passato doloroso scuote ogni comunità: dal ricordo dell’Olocausto, alla Spagna impegnata a rileggere i crimini della guerra civile. Impossibile immaginare per Von Wermich la dolcezza di una esclusione senza sospensione a divinis che ha accompagnato la fine di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. «Ussari di una Chiesa combattente alla conquista mondo». È morto negli Stati Uniti quattro giorni fa, l’Osservatore Romano ne ha rimpicciolito la memoria. Sarà sepolto nel suo Messico dove i Legionari si mescolano alla politica del governo conservatore. Nel 1968 è stato accusato da 30 seminaristi; li aveva insidiati facendo pesare l’autorità di un generale intoccabile.
Il quotidiano messicano La Jornada ne ha ricostruito i peccati con una precisione che è valsa il premio nazionale di giornalismo. Ma Roma non se ne è accorta e il Vaticano non gli è mancato di rispetto accogliendo le raccomandazioni del nunzio apostolico in Messico, monsignor Girolamo Prigione, dell’arcivescovo Norberto Rivera e dei vescovi Onesimo Cepeda ed Emilio Berlié, estremisti della destra religiosa in America Latina.
Nel dogma di un integralismo esasperato, Marcial Maciel ha aperto a Roma l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. I Legionari controllano 150 collegi, dispongono di una serie di piccoli seminari, da Monterrey a San Paolo Brasile, attorno ai campus degli Stati Uniti, si aprono scuole nell’ex impero sovietico: 550 sacerdoti, 2500 novizi, 60 mila laici raccolti in una specie di terz’ordine, il Regno di Cristo.
Dopo aver ignorato per dieci anni le accuse largamente provate, nel 2004, il cardinale Ratzinger finalmente prende in esame il caso, e nel 2006 Marcial Marcel viene comandato a lasciare la guida dell’ordine per dedicarsi ad una vita di preghiera e penitenza. Nessun processo canonico per «l’età avanzata», solo la proibizione di dire messa e parlare in pubblico. Punizione veniale per i semplici credenti, ma terribile per il padre dei Legionari: sperava d’essere beatificato con la velocità del Balaguer fondatore Opus Dei. Vanità rinviata all’eternità e senza un santo protettore nel suo ordine si allungano le ombre. Marcial Marcel aveva 87 anni, Von Wermich 69. I fedeli argentini non hanno voglia aspettare diciotto anni per sapere se la Chiesa ha deciso di allontanarsi da un prete così.
mchierici2@libero.it

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2902 


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Monday, November 26, 2007

RIFIUTI CUFFARO LOMBARDO ARMAO TERMOVALORIZZATORI LA CORTE EUROPEA BOCCIA LA GARA TERMOVALORIZZATORI

Corte di giustizia europea, Sez. II, 18/7/2007 n. C-382/05





Sulla qualificazione delle convenzioni per l'utilizzo dei rifiuti urbani stipulate dal Commissario Delegato per l'emergenza rifiuti nella Regione Siciliana come appalti pubblici di servizi soggetti alla direttiva 92/50.


Devono essere considerate come appalti pubblici di servizi soggetti alla direttiva 92/50 e non come concessioni da essa escluse, le convenzioni per l'utilizzo dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, stipulate dal Commissario Delegato per l'emergenza rifiuti nella Regione Siciliana e pertanto, la loro aggiudicazione può intervenire soltanto in osservanza delle disposizioni della predetta direttiva, in particolare dei suoi artt. 11, 15 e 17, pubblicando un apposito bando di gara sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. 


SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)

18 luglio 2007 (*)

«Inadempimento di uno Stato – Appalti pubblici di servizi – Direttiva 92/50/CEE – Convenzioni relative al trattamento di rifiuti urbani – Qualificazione – Appalto pubblico – Concessione di servizi – Misure di pubblicità»

Nella causa C-382/05,

avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 20 ottobre 2005,

Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. A. Aresu e X. Lewis, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
ricorrente,

contro

Repubblica italiana, rappresentata dal sig. I.M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. G. Fiengo, avvocato dello Stato, con domicilio eletto in Lussemburgo,
convenuta,

LA CORTE (Seconda Sezione),

composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. P. Kuris, K. Schiemann (relatore), L. Bay Larsen e dalla sig.ra C. Toader, giudici,
avvocato generale: sig. J. Mazák
cancelliere: sig. J. Swedenborg, amministratore
vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale dell’8 marzo 2007
vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di decidere la causa senza conclusioni,
ha pronunciato la seguente

Sentenza
1        Con il suo ricorso, la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che, dato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la protezione civile – Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia ha indetto la procedura per la stipula delle convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione Siciliana e ha concluso le dette convenzioni senza applicare le procedure previste dalla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (GU L 209, pag. 1), come modificata dalla direttiva della Commissione 13 settembre  2001, 2001/78/CE (GU L 285, pag. 1; in prosieguo: la «direttiva 92/50»), e, in particolare, senza la pubblicazione dell’apposito bando di gara sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della predetta direttiva e, in particolare, dei suoi artt. 11, 15 e 17.

 Contesto normativo

 Normativa comunitaria
2        L’art. 1, lett. a), della direttiva 92/50 stabilisce:

«a)      “appalti pubblici di servizi”, i contratti a titolo oneroso stipulati in forma scritta tra un prestatore di servizi ed un’amministrazione aggiudicatrice (…)»

3        L’art. 8 di tale direttiva dispone:

«Gli appalti aventi per oggetto servizi elencati nell’allegato I A vengono aggiudicati conformemente alle disposizioni dei titoli da III a VI».

4        L’art. 15, n. 2, della direttiva 92/50, il quale figura nel titolo V di quest’ultima, recita:

«Le amministrazioni che intendono aggiudicare un appalto pubblico di servizi mediante procedura aperta, ristretta o, nei casi stabiliti nell’art. 11, negoziata, rendono nota tale intenzione con un bando di gara».

5        Ai sensi dell’art. 17 della direttiva 92/50:

«1.      I bandi o avvisi vanno redatti conformemente ai modelli contenuti negli allegati III e IV e devono fornire le informazioni richieste in tali modelli.

(…)

4.      I bandi di gara di cui all’art. 15, nn. 2 e 3, sono pubblicati per esteso nella Gazzetta ufficiale      delle Comunità europee e nella banca di dati TED, nelle rispettive lingue originali. Un riassunto degli elementi importanti di ciascun bando viene pubblicato nelle altre lingue ufficiali delle Comunità; il testo nella lingua originale è l’unico facente fede.

(…)».

6        L’allegato I A della direttiva 92/50, intitolato «Servizi a norma dell’art. 8», comprende segnatamente la categoria 16, denominata «Eliminazione di scarichi di fogna e di rifiuti; disinfestazione e servizi analoghi», alla quale corrisponde il numero di riferimento CPC 94.

7        L’allegato III di detta direttiva contiene in particolare i modelli di «avviso indicativo» e di «bando di gara d’appalto».

 Normativa nazionale

8        L’art. 4 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 maggio 1999, n. 2983 (GURI n. 132 dell’8 giugno 1999), come modificata dall’ordinanza 22 marzo 2002, n. 3190 (in prosieguo: l’«ordinanza n. 2983/99»), dispone:

«Il Commissario delegato, Presidente della Regione Siciliana, sentito il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, stipula convenzioni per la durata massima di venti anni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione Siciliana (…). A tal fine il Commissario delegato, Presidente della Regione Siciliana, individua gli operatori industriali in base a procedure di evidenza pubblica, in deroga alle procedure di gara comunitarie (…)».

9        Le parole «in deroga alle procedure di gara comunitarie» di cui alla predetta disposizione sono state soppresse per effetto dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 gennaio 2004, n. 3334 (GURI n. 26 del 2 febbraio 2004).

 Fatti di causa e procedimento precontenzioso

10      Con ordinanza 5 agosto 2002, n. 670, il Presidente della Regione Siciliana, agendo nella sua qualità di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia (in prosieguo : il «Commissario delegato») e in base all’art. 4 dell’ordinanza n. 2983/99, ha approvato un documento intitolato «Avviso pubblico per la stipula di convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nella Regione Siciliana» (in prosieguo: l’«avviso controverso»). L’avviso controverso comprende tre allegati. L’allegato A enuncia le «[l]inee guida per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata prodotta nei Comuni della Regione Siciliana». L’allegato B s’intitola «Piano finanziario riassuntivo» e l’allegato C contiene una convenzione tipo da stipulare con gli operatori prescelti (in prosieguo: la «convenzione tipo»).

11      Il 7 agosto 2002, un avviso relativo alle convenzioni summenzionate, predisposto sulla base del modello di avviso denominato «Avviso indicativo» contenuto nell’allegato III della direttiva 92/50, è stato inviato all’Ufficio delle pubblicazioni. Tale avviso è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (GU S 158, versione elettronica) in data 16 agosto 2002.

12      L’avviso controverso è stato invece pubblicato il 9 agosto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

13      Avendo ricevuto un reclamo riguardante tale procedura, il 15 novembre 2002 la Commissione ha trasmesso alle autorità italiane una lettera di richiesta di informazioni, alla quale queste ultime hanno risposto con lettera del 2 maggio 2003.

14      Il 17 giugno 2003, il Commissario delegato ha stipulato quattro convenzioni, ricalcate sostanzialmente sulla convenzione tipo, rispettivamente con la Tifeo Energia Ambiente S.c.p.a., la Palermo Energia Ambiente S.c.p.a., la Sicil Power SpA e la Platani Energia Ambiente S.c.p.a. (in prosieguo: le «convenzioni controverse»).

15      Il 17 ottobre 2003, la Commissione, ai sensi dell’art. 226 CE, ha inviato alla Repubblica italiana una lettera di diffida imputando a tale Stato membro una violazione della direttiva 92/50, in particolare degli artt. 11, 15 e 17 di quest’ultima. Non soddisfatta della risposta del 1°aprile 2004 a tale diffida, in data 9 luglio 2004 la Commissione ha trasmesso alla Repubblica italiana un parere motivato invitando quest’ultima a porre fine all’inadempimento contestatole entro il termine di due mesi.

16      Nella loro risposta al predetto parere motivato, intervenuta il 24 settembre 2004, le autorità italiane hanno contestato l’inadempimento sopra citato.

17      Non giudicando soddisfacente siffatta risposta, la Commissione ha deciso di proporre il presente ricorso.

 Sul ricorso

 Argomenti delle parti

18      La Commissione sostiene che le convenzioni controverse costituiscono appalti pubblici di servizi ai sensi dell’art. 1 della direttiva 92/50 e che non sono state concluse nel rispetto dei requisiti di pubblicità derivanti da tale direttiva. Essa rileva, in particolare, che l’avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee non è stato pubblicato mediante il modello di bando di gara d’appalto prescritto dall’allegato III di suddetta direttiva per l’aggiudicazione di appalti pubblici, bensì facendo uso del modello cosiddetto «indicativo» di cui al medesimo allegato. I prestatori di servizi non nazionali sarebbero stati inoltre discriminati rispetto agli operatori nazionali che hanno beneficiato di un bando di gara d’appalto dettagliato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

19      Secondo la Commissione, le convenzioni controverse non possono essere qualificate come concessioni di servizi escluse, come sostenuto dalla Repubblica italiana, dall’ambito di applicazione della direttiva 92/50. Infatti, la remunerazione degli operatori non consisterebbe nel loro diritto di sfruttare la propria prestazione riscuotendo proventi presso l’utente e assumendosi nel contempo tutti i rischi legati a detta attività.

20      Da un lato, la remunerazione dell’operatore consisterebbe, nella fattispecie, in una tariffa versatagli direttamente dal Commissario delegato, tariffa il cui importo viene fissato, dalle convenzioni controverse, in euro per tonnellata di rifiuti trasferita all’operatore dai comuni. Per quanto riguarda i redditi che l’operatore sarebbe, peraltro, in grado di trarre dalla vendita di energia elettrica prodotta in occasione della termovalorizzazione dei rifiuti, essi non costituirebbero un elemento del corrispettivo di detto operatore.

21      D’altro lato, l’operatore non sopporterebbe il rischio inerente a tale attività, poiché, in particolare, le convenzioni controverse gli garantiscono il conferimento di un quantitativo annuo minimo di rifiuti, mentre prevedono l’adeguamento annuo dell’importo della tariffa al fine di tener conto dell’evoluzione dei costi da lui sostenuti. Inoltre, tali convenzioni contemplerebbero un adeguamento di suddetta tariffa nell’ipotesi in cui la quantità annua effettiva di rifiuti conferita risulti minore del 95% ovvero maggiore del 115% rispetto alla quantità minima garantita, e ciò al fine di garantire l’equilibrio economico e finanziario dell’operatore.

22      Il governo italiano sostiene, all’opposto, così come emerge in particolare dalla giurisprudenza nazionale, che le convenzioni controverse configurano concessioni di servizi escluse dal campo di applicazione della direttiva 92/50.

23      In primo luogo, tali convenzioni avrebbero ad oggetto la delega di un servizio di interesse generale la cui continuità dev’essere garantita dall’operatore.

24      In secondo luogo, i servizi in questione sarebbero erogati direttamente agli utenti, ossia alla collettività degli abitanti dei comuni che producono i rifiuti, abitanti sui quali graverebbe alla fine il costo della tariffa versata all’operatore, dovendo essi pagare ai comuni una tariffa che copre tanto la raccolta quanto il trattamento dei rifiuti, e i quali remunerebbero dunque tali servizi. Il Commissario delegato svolgerebbe, a tal riguardo, unicamente un ruolo di intermediario.

25      In terzo luogo, l’obbligo di smaltire i rifiuti con produzione di energia e, pertanto, la vendita di quest’ultima, rientrerebbe appunto nell’oggetto delle convenzioni controverse. Sarebbe d’altronde tipico che la remunerazione di una concessione provenga non solamente dal prezzo pagato dall’utente, ma anche da altre attività connesse al servizio erogato.

26      In quarto luogo, e tenuto conto dell’importanza finanziaria degli investimenti effettuati dall’operatore, che sarebbero vicini ad un miliardo di euro, nonché alla lunga durata delle convenzioni controverse, vale a dire 20 anni, i proventi da realizzare da parte dell’operatore presenterebbero carattere aleatorio tanto più che una parte di essi deriverebbe dalla vendita dell’energia prodotta.

27      In quinto luogo, la responsabilità dell’organizzazione e della gestione dei servizi in tal modo delegati graverebbe esclusivamente sull’operatore, visto che l’amministrazione si limita ad un mero ruolo di vigilanza.

28      Per quanto riguarda le concessioni di servizi, la trasparenza richiesta potrebbe essere garantita con ogni mezzo appropriato, fra cui la pubblicazione, come nella specie, di un avviso in quotidiani nazionali specializzati.

 Giudizio della Corte

29      Come risulta da una giurisprudenza costante, le concessioni di servizi sono escluse dall’ambito di applicazione della direttiva 92/50 (v., in particolare, sentenze 21 luglio 2005, causa C-231/03, Coname, Racc. pag. I-7287, punto 9, nonché 13 ottobre 2005, causa C-458/03, Parking Brixen, Racc. pag. I-8585, punto 42).

30      Poiché il governo italiano ha insistito diverse volte sul fatto che, secondo la giurisprudenza nazionale, convenzioni come quelle controverse devono essere qualificate come concessioni di servizi, è opportuno rammentare, in via preliminare, che la definizione di appalto pubblico di servizi rientra nella sfera del diritto comunitario, per cui la qualificazione delle convenzioni controverse nell’ordinamento italiano non è pertinente al fine di accertare se queste ultime rientrino nell’ambito d’applicazione della direttiva 92/50 (v., in tal senso, sentenze 20 ottobre 2005, causa C-264/03, Commissione/Francia, Racc. pag. I-8831, punto 36, e 18 gennaio 2007, causa C-220/05, Auroux e a., non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 40).

31      Di conseguenza, la questione se le convenzioni controverse debbano o meno essere qualificate come concessioni di servizi va valutata esclusivamente alla luce del diritto comunitario.

32      A tal proposito occorre rilevare, da un lato, che dette convenzioni prevedono il versamento, da parte del Commissario delegato all’operatore, di una tariffa il cui importo è fissato in euro per tonnellata di rifiuti conferita a quest’ultimo dai comuni interessati.

33      Orbene, come statuito in precedenza dalla Corte, dalla definizione di cui all’art. 1, lett. a), della direttiva 92/50 discende che un appalto pubblico di servizi ai sensi di tale direttiva comporta un corrispettivo che è pagato direttamente dall’amministrazione aggiudicatrice al prestatore di servizi (citata sentenza Parking Brixen, punto 39). Ne consegue che una tariffa del tipo di quella prevista dalle convenzioni controverse può caratterizzare un contratto a titolo oneroso ai sensi dell’art. 1, lett. a), e quindi un appalto pubblico (v., per quanto riguarda il pagamento di un importo fisso per ogni bidone o cassonetto da parte di un comune ad una società incaricata in via esclusiva della raccolta e del trattamento di rifiuti, sentenza 10 novembre 2005, causa C-29/04, Commissione/Austria, Racc. pag. I-9705, punti 8 e 32).

34      D’altra parte, dalla giurisprudenza della Corte emerge che si è in presenza di una concessione di servizi allorquando le modalità di remunerazione pattuite consistono nel diritto del prestatore di sfruttare la propria prestazione ed implicano che quest’ultimo assuma il rischio legato alla gestione dei servizi in questione (v. sentenza 7 dicembre 2000, causa C-324/98, Telaustria e Telefonadress, Racc. pag. I-10745, punto 58, e ordinanza 30 maggio 2002, causa C-358/00, Buchhändler-Vereinigung, Racc. pag. I-4685, punti 27-28, nonché sentenza Parking Brixen, citata, punto 40).

35      Orbene, a tal proposito è giocoforza constatare che le modalità di remunerazione previste dalle convenzioni controverse non rientrano nel diritto di gestire i servizi di cui trattasi, né implicano l’assunzione, da parte dell’operatore, del rischio legato a tale gestione.

36      Infatti, non solo detto operatore risulta, in sostanza, remunerato dal Commissario delegato mediante una tariffa fissa conferitagli per tonnellata di rifiuti, come ricordato al punto 32 della presente sentenza, ma risulta assodato che, in forza delle convenzioni controverse, il Commissario delegato s’impegna, da una parte, a far sì che tutti i comuni interessati conferiscano all’operatore l’integralità della loro frazione residua di rifiuti e, dall’altra, a far sì che un quantitativo annuo minimo di rifiuti sia conferito a quest’ultimo. Tali convenzioni prevedono inoltre l’adeguamento dell’importo della tariffa nell’ipotesi in cui la quantità annua effettiva di rifiuti conferiti sia minore del 95% o maggiore del 115% rispetto alla suddetta quantità minima garantita, ciò al fine di garantire l’equilibrio finanziario ed economico dell’operatore. Esse prevedono altresì che l’importo della tariffa sia annualmente rivalutato in relazione all’andamento dei costi relativi al personale, ai materiali di consumo e alle manutenzioni, nonché in relazione ad un indicatore finanziario. Queste stesse convenzioni prevedono, inoltre, che la tariffa sia rinegoziata qualora, per conformarsi ad un mutamento del quadro normativo, l’operatore debba affrontare investimenti eccedenti un certo livello.

37      Sulla scorta di quanto precede, le convenzioni controverse devono essere considerate come appalti pubblici di servizi soggetti alla direttiva 92/50 e non come concessioni di servizi da essa esclusi.

38      Peraltro, nessuno degli argomenti addotti dal governo italiano per contestare tale qualificazione risulta convincente.

39      Anzitutto, per quanto riguarda la circostanza che gli operatori sono in grado, oltre alla riscossione della tariffa pattuita, di beneficiare di proventi finanziari derivanti dalla rivendita dell’energia elettrica prodotta a seguito della termovalorizzazione dei rifiuti, giova ricordare che l’art. 1, lett. a), della direttiva 92/50, il quale definisce la nozione di appalto pubblico, parla di un «contratto a titolo oneroso» e che l’onerosità di un contratto si riferisce alla controprestazione offerta al prestatore a motivo della prestazione di servizi prevista dall’amministrazione aggiudicatrice (v., in tal senso, citata sentenza Auroux e a., punto 45).

40      Nella fattispecie, è evidente che la controprestazione ottenuta dall’operatore a fronte della prestazione di servizi prevista dal Commissario delegato, ossia il trattamento dei rifiuti conferiti con recupero di energia, consiste essenzialmente nel pagamento, da parte del Commissario delegato, dell’importo della tariffa.

41      Anche supponendo che il prodotto della vendita di energia elettrica possa essere parimenti interpretato come corrispettivo dei servizi previsti dal Commissario delegato, in particolare, in ragione del fatto che nelle convenzioni controverse quest’ultimo si impegna ad agevolare tale vendita presso terzi, la sola circostanza che l’operatore, oltre alla remunerazione percepita a titolo oneroso dal detto Commissario delegato, sia così in grado di ricavare accessoriamente determinati proventi da terzi come corrispettivo della sua prestazione di servizi non può essere sufficiente a privare le convenzioni controverse della loro qualifica di appalti pubblici (v., per analogia, sentenza Auroux e a., citata, punto 45).

42      Neppure la lunga durata delle convenzioni controverse e il fatto che la loro esecuzione sia accompagnata da rilevanti investimenti iniziali a carico dell’operatore costituiscono poi circostanze determinanti ai fini della qualificazione di siffatte convenzioni, giacché tali caratteristiche possono riscontarsi tanto negli appalti pubblici quanto nelle concessioni di servizi.

43      Lo stesso vale per il fatto che il trattamento di rifiuti rientra nell’interesse generale. A tal proposito occorre d’altronde ricordare che, come emerge dall’allegato I A della direttiva 92/50, tra i «[s]ervizi a norma dell’art. 8», ai quali si può applicare la direttiva, figura la categoria dei servizi di «[e]liminazione di scarichi di fogna e di rifiuti; disinfestazione e servizi analoghi», rispetto alla quale la Corte ha in precedenza stabilito che essa ricomprende i servizi di raccolta e di trattamento dei rifiuti (v., in tal senso, citata sentenza Commissione/Austria, punto 32).

44      Infine, neppure la circostanza che le prestazioni erogate dall’operatore siano eventualmente tali da richiedere, da parte di quest’ultimo, una notevole autonomia esecutiva risulta determinante per la qualificazione del contratto come appalto pubblico ovvero come concessione di servizi.

45      Poiché le convenzioni controverse danno luogo ad appalti pubblici di servizi ai sensi dell’art. 1, lett. a), della direttiva 92/50, la loro aggiudicazione poteva intervenire soltanto in osservanza delle disposizioni della predetta direttiva, in particolare dei suoi artt. 11, 15 e 17. Orbene, in forza di queste ultime l’amministrazione aggiudicatrice interessata era tenuta a pubblicare un avviso di bando di gara d’appalto conforme al modello previsto dall’allegato III della suddetta direttiva, cosa che essa non ha fatto.

46      Ne consegue che il ricorso della Commissione dev’essere accolto e che occorre dichiarare che, dato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la protezione civile – Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, ha indetto la procedura per la stipula delle convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione Siciliana e ha concluso le dette convenzioni senza applicare le procedure previste dalla direttiva 92/50 e, in particolare, senza la pubblicazione dell’apposito bando di gara d’appalto nella Gazzetta ufficiale della Comunità europee, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della predetta direttiva e, in particolare, dei suoi artt. 11, 15 e 17.

 Sulle spese

47      Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ha chiesto la condanna della Repubblica italiana, che è rimasta soccombente, quest’ultima dev’essere condannata alle spese.

Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara e statuisce:

1)      Dato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la protezione civile – Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, ha indetto la procedura per la stipula delle convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione Siciliana e ha concluso le dette convenzioni senza applicare le procedure previste dalla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, come modificata dalla direttiva della Commissione 13 settembre 2001, 2001/78/CE, e, in particolare, senza la pubblicazione dell’apposito bando di gara d’appalto nella Gazzetta ufficiale della Comunità europee, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della predetta direttiva e, in particolare, dei suoi artt. 11, 15 e 17.
2)      La Repubblica italiana è condannata alle spese.

Firme

http://www.dirittodeiservizipubblici.it/sentenze/sentenza.asp?sezione=dettsentenza&id=2091









                                CRONOLOGIA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
CATANZARO COSTRUZIONI - PRETRATTAMENTO – FAVARA (AG)

14/11/05:  la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

12/04/06: la C.P.T.A. di Agrigento non ha ancora espresso parere.


PLATANI  ENERGIA AMBIENTE – PRETRATTAMENTO – CASTELTERMINI (CL) /CAMPOFRANCO (AG)

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

12/04/06: né la C.P.T.A. di Agrigento né il Comune di Campofranco hanno espresso   
                parere.


PLATANI  ENERGIA AMBIENTE – INCENERITORE – CASTELTERMINI (CL) /CAMPOFRANCO (AG)

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

06/02/06: la CPTA di Caltanissetta trasmette parere

12/04/06: il Servizio 3 rigetta la richiesta di autorizzazione



SICIL POWER – PRETRATTAMENTO – CATANIA

22/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*)

13/04/06: il Servizio 3 emana il decreto di autorizzazione.


SICIL POWER – PRETRATTAMENTO – MAZZARRÀ S.ANDREA

23/02/06: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

06/03/06: la CPTA trasmette la documentazione completa

12/4/06:  non risulta che la Ditta abbia fatto la V.I.A.


SICIL POWER – INCENERITORE – PATERNÒ

22/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

12/04/06: manca parere del Comune nonostante richieste del 7/12/04, 18/7/05 e 28/3/06. La CPTA non ha ancora verificato la congruità con il D. Lgs. 133/05, richiesta il 28/7/05 e il 28/3/06.

TIFEO ENERGIA AMBIENTE – PRETRATTAMENTO – MODICA (RG)

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

12/04/06: il Comune di Modica non ha fornito i chiarimenti richiesti con note del 22.02.05, 18.07.05 e 28.03.06.


TIFEO ENERGIA AMBIENTE – PRETRATTAMENTO – AUGUSTA (SR)

22/10/05: la CPTA trasmette parere ed incartamento

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*)

13/04/06: è emanato il decreto di autorizzazione;. .


TIFEO ENERGIA AMBIENTE – INCENERITORE – AUGUSTA (SR)

07/11/05 e 28/12/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [Servizio 3 non operativo] (*)

22/10/05: la CPTA trasmette il parere

30/11/05: il Comune trasmette il parere

12/04/06: il Servizio 3 rigetta la richiesta di autorizzazione



PALERMO ENERGIA AMBIENTE – PRETRATTAMENTO – PALERMO

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

03.08.05: il Comune esprime il parere

12/04/06: nessun parere pervenuto dalla CPTA.


PALERMO ENERGIA AMBIENTE – INCENERITORE – PALERMO

07/11/05: la Ditta richiede intervento sostitutivo [pratica incompleta]

03.08.05: il Comune esprime il parere

12/04/06: manca la verifica della CPTA sulla congruità con il D. Lgs. 133/05, chiesta con note del 28.07.05 e del 28.03.06.

(*)N.B. 19/09/05 – 28/02/06:  per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3, che non è, quindi, operativo


Dipartimento Territorio Ambiente

Prot.   65316                  del   11/09/2007 

Oggetto :  Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti – Audizione del 25/07/2007


Al Presidente della Regione
Palazzo d’Orleans
Palermo

  

         Si è appreso con vivo stupore, dal sito web di radio radicale, delle dichiarazioni rese dalla S.V. nell’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti del 25/07/2007,  relative a presunti comportamenti omissivi e ad asserite impugnative di atti e denunce operate dallo scrivente, il tutto riguardante la materia delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera degli impianti di incenerimento dei rifiuti.

            Invero, sia il tono che il contenuto delle affermazioni fanno immediatamente propendere allo scrivente per un probabile difetto delle informazioni che sono state fornite alla S.V.

           Infatti, se i comportamenti omissivi lamentati avessero avuto un minimo di fondamento e di sussistenza, allora si dovrebbe convenire per fatti e situazioni di notevole gravità.

            Ma - appare persino superfluo ricordarlo - in casi del genere, cioè di acclarata inerzia dei compiti e delle responsabilità dirigenziali, sovviene la legge n. 10/2000, laddove all’art. 7, comma g, ed all’art. 8, comma d, prevede espressamente l’attivazione dei poteri sostitutivi, a secondo delle situazioni, da parte del Dirigente Generale o del Dirigente di Area o Servizio.

            L’abnormità della durata della presunta omissione, indicata in 412 o più giorni, contrasta con l’eventuale applicazione delle norme di cui sopra, anzi, il fatto stesso che non sia stato adottato proprio alcun intervento sostitutivo, né sullo scrivente, responsabile del provvedimento, né sul dott. Alessandro Pellerito, responsabile del procedimento, non potrebbe che fare concludere per la totale assenza di comportamenti ed atti omissivi.

            Ad entrambi, peraltro, non è mai pervenuto alcun “richiamo” sui fatti specifici, come invece affermato dalla S.V., nè si è mai avuta percezione o notizia di qualcosa di simile.

            Ed infatti, la correttezza dello scrivente e del dott. Pellerito appare conclamata in tutto e per tutto dalla sequenza cronologica degli avvenimenti e degli atti amministrativi che sono stati trasmessi di volta in volta alla Struttura Commissariale e che ad essa sono, quindi, ben noti. Di essi la S.V. troverà prova e conferma nei due prospetti “Cronologia degli atti amministrativi” e “Sintesi cronologica sui 4 inceneritori autorizzati con Decreto interministeriale”, allegati alla presente, che riassumono sinteticamente, ma esaurientemente, i passaggi cardine dell’iter procedurale seguito.

            Dall’esame dei prospetti emerge con estrema chiarezza:
a)     Alle date delle richieste delle Ditte dell’intervento sostitutivo del Ministero dell’Ambiente, pressoché tutte le pratiche erano incomplete in alcune o più parti, in particolare nessuna di quelle riguardanti gli impianti di incenerimento era completata ai sensi del D.Lgs. n. 133/2005, come peraltro sottolineato dalla Direzione DSA dello stesso Ministero con la nota n. 0033030 del 21/12/2005; il Servizio 3, quindi, non era nelle condizioni di emettere alcun provvedimento, sia positivo che negativo;
b)     Per effetto della ristrutturazione del Dipartimento Territorio e Ambiente il Servizio 3 è rimasto privo di dirigenti incaricati dal 19/09/2005 al 28/02/2006; lo scrivente ed il dott. Pellerito sono stati tenuti senza contratto per oltre 5 mesi con la conseguente decurtazione dell’indennità dirigenziale; non appena reinseriti nelle proprie funzioni si è proceduto immediatamente con le pratiche nel frattempo definitesi.

Tanto basta per concludere che nessun dirigente del Servizio 3 “si è tenuto pratiche nel cassetto”, né, tanto meno, ha omesso di rilasciare autorizzazioni per procedimenti che fossero completati e definiti in tutti i passaggi amministrativi.                    

            Per quanto riguarda il resto delle dichiarazioni della S.V. è appena il caso di rilevare che lo scrivente non solo non ha impugnato alcun atto relativo alla vicenda, ma è totalmente all’oscuro dell’asserita impugnativa che gli si attribuisce.

           Altrettanto incomprensibile ed oscuro è il riferimento ad una presunta denuncia che lo scrivente avrebbe sporto nei confronti della S.V. in relazione ad una riunione, completamente ignota, che si sarebbe svolta all’Assessorato Territorio e Ambiente tra la S.V. ed i Direttori.

           Trattasi di azioni, fatti e circostanze assolutamente estranee e sconosciute per lo scrivente, di cui appaiono incomprensibili motivi ed origini.

           Per quanto sopra rappresentato si chiede alla S.V. di voler fornire alla Commissione parlamentare le precisazioni che il caso comporta.  

           Infine, si coglie l’occasione per rappresentare alla S.V. la farraginosità dell’iter amministrativo riguardante il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che tanti problemi ha creato in passato ed anche nel caso in questione. Ebbene, nonostante le semplificazioni procedurali introdotte dal D.Lgs. n. 152/06 ed applicate nel corso del 2006 dagli Uffici diretti dallo scrivente e dal dott. Pellerito, si è assistito dal mese di gennaio di quest’anno ad opera del Dipartimento Territorio e Ambiente ad una inopinata involuzione delle procedure con relativo ripristino dei pareri delle CPTA.

           Sulla materia, che comporta un aggravio di spesa di oltre 300.000 euro/anno per il bilancio regionale (spese di sopravvivenza di organismi obsoleti quali le CPTA) e di circa 3.000.000 di euro/anno (spese di sopravvivenza degli uffici di segreteria, il cui personale potrebbe essere impiegato fruttuosamente in altri settori dell’Amministrazione), lo scrivente trasmetterà, separatamente, apposito rapporto alla SV.          

                                                                          Il Dirigente Chimico

                                                                        Dott. Gioacchino Genchi




Dipartimento Territorio Ambiente

Prot.   65316                  del   11/09/2007 

Oggetto :  Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti – Audizione del 25/07/2007


Al Presidente della Regione
Palazzo d’Orleans
Palermo

  

         Si è appreso con vivo stupore, dal sito web di radio radicale, delle dichiarazioni rese dalla S.V. nell’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti del 25/07/2007,  relative a presunti comportamenti omissivi e ad asserite impugnative di atti e denunce operate dallo scrivente, il tutto riguardante la materia delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera degli impianti di incenerimento dei rifiuti.

            Invero, sia il tono che il contenuto delle affermazioni fanno immediatamente propendere allo scrivente per un probabile difetto delle informazioni che sono state fornite alla S.V.

           Infatti, se i comportamenti omissivi lamentati avessero avuto un minimo di fondamento e di sussistenza, allora si dovrebbe convenire per fatti e situazioni di notevole gravità.

            Ma - appare persino superfluo ricordarlo - in casi del genere, cioè di acclarata inerzia dei compiti e delle responsabilità dirigenziali, sovviene la legge n. 10/2000, laddove all’art. 7, comma g, ed all’art. 8, comma d, prevede espressamente l’attivazione dei poteri sostitutivi, a secondo delle situazioni, da parte del Dirigente Generale o del Dirigente di Area o Servizio.

            L’abnormità della durata della presunta omissione, indicata in 412 o più giorni, contrasta con l’eventuale applicazione delle norme di cui sopra, anzi, il fatto stesso che non sia stato adottato proprio alcun intervento sostitutivo, né sullo scrivente, responsabile del provvedimento, né sul dott. Alessandro Pellerito, responsabile del procedimento, non potrebbe che fare concludere per la totale assenza di comportamenti ed atti omissivi.

            Ad entrambi, peraltro, non è mai pervenuto alcun “richiamo” sui fatti specifici, come invece affermato dalla S.V., nè si è mai avuta percezione o notizia di qualcosa di simile.

            Ed infatti, la correttezza dello scrivente e del dott. Pellerito appare conclamata in tutto e per tutto dalla sequenza cronologica degli avvenimenti e degli atti amministrativi che sono stati trasmessi di volta in volta alla Struttura Commissariale e che ad essa sono, quindi, ben noti. Di essi la S.V. troverà prova e conferma nei due prospetti “Cronologia degli atti amministrativi” e “Sintesi cronologica sui 4 inceneritori autorizzati con Decreto interministeriale”, allegati alla presente, che riassumono sinteticamente, ma esaurientemente, i passaggi cardine dell’iter procedurale seguito.

            Dall’esame dei prospetti emerge con estrema chiarezza:
a)     Alle date delle richieste delle Ditte dell’intervento sostitutivo del Ministero dell’Ambiente, pressoché tutte le pratiche erano incomplete in alcune o più parti, in particolare nessuna di quelle riguardanti gli impianti di incenerimento era completata ai sensi del D.Lgs. n. 133/2005, come peraltro sottolineato dalla Direzione DSA dello stesso Ministero con la nota n. 0033030 del 21/12/2005; il Servizio 3, quindi, non era nelle condizioni di emettere alcun provvedimento, sia positivo che negativo;
b)     Per effetto della ristrutturazione del Dipartimento Territorio e Ambiente il Servizio 3 è rimasto privo di dirigenti incaricati dal 19/09/2005 al 28/02/2006; lo scrivente ed il dott. Pellerito sono stati tenuti senza contratto per oltre 5 mesi con la conseguente decurtazione dell’indennità dirigenziale; non appena reinseriti nelle proprie funzioni si è proceduto immediatamente con le pratiche nel frattempo definitesi.

Tanto basta per concludere che nessun dirigente del Servizio 3 “si è tenuto pratiche nel cassetto”, né, tanto meno, ha omesso di rilasciare autorizzazioni per procedimenti che fossero completati e definiti in tutti i passaggi amministrativi.                    

            Per quanto riguarda il resto delle dichiarazioni della S.V. è appena il caso di rilevare che lo scrivente non solo non ha impugnato alcun atto relativo alla vicenda, ma è totalmente all’oscuro dell’asserita impugnativa che gli si attribuisce.

           Altrettanto incomprensibile ed oscuro è il riferimento ad una presunta denuncia che lo scrivente avrebbe sporto nei confronti della S.V. in relazione ad una riunione, completamente ignota, che si sarebbe svolta all’Assessorato Territorio e Ambiente tra la S.V. ed i Direttori.

           Trattasi di azioni, fatti e circostanze assolutamente estranee e sconosciute per lo scrivente, di cui appaiono incomprensibili motivi ed origini.

           Per quanto sopra rappresentato si chiede alla S.V. di voler fornire alla Commissione parlamentare le precisazioni che il caso comporta.  

           Infine, si coglie l’occasione per rappresentare alla S.V. la farraginosità dell’iter amministrativo riguardante il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che tanti problemi ha creato in passato ed anche nel caso in questione. Ebbene, nonostante le semplificazioni procedurali introdotte dal D.Lgs. n. 152/06 ed applicate nel corso del 2006 dagli Uffici diretti dallo scrivente e dal dott. Pellerito, si è assistito dal mese di gennaio di quest’anno ad opera del Dipartimento Territorio e Ambiente ad una inopinata involuzione delle procedure con relativo ripristino dei pareri delle CPTA.

           Sulla materia, che comporta un aggravio di spesa di oltre 300.000 euro/anno per il bilancio regionale (spese di sopravvivenza di organismi obsoleti quali le CPTA) e di circa 3.000.000 di euro/anno (spese di sopravvivenza degli uffici di segreteria, il cui personale potrebbe essere impiegato fruttuosamente in altri settori dell’Amministrazione), lo scrivente trasmetterà, separatamente, apposito rapporto alla SV.          

                                                                          Il Dirigente Chimico

                                                                        Dott. Gioacchino Genchi




SINTESI CRONOLOGICA SUI 4 INCENERITORI AUTORIZZATI CON DECRETO INTERMINISTERIALE

Inceneritore di PALERMO

19 luglio 2004             Palermo Energia Ambiente presenta l’istanza
12 ottobre 2004          La C.P.T.A. di Palermo esprime parere favorevole
30 novembre 2004     La Ditta, a parere già espresso, trasmette integrazioni e chiarimenti alla C.P.T.A.
28 luglio 2005             Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente invita la CPTA a verificare la congruità del progetto con il D. Lgs. 133/2005. Non verrà dato seguito nonostante i solleciti.
3 agosto 2005             Il Comune di Palermo esprime parere favorevole
(*)19 settembre 2005 – 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3
7 novembre 2005       La Ditta chiede l’intervento sostitutivo al Ministero
15 febbraio 2006         I Ministeri rilasciano l’autorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato l’autorizzazione ex DPR 203).
10 maggio 2006          Il Ministero comunica all’Assessorato di aver rilasciato l’autorizzazione.

Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, in assenza della valutazione di congruità al D. Lgs. 133/05 da parte del proprio organo consultivo, non ha potuto rilasciare il provvedimento finale di competenza.

Si evidenzia che il progetto approvato è carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruità tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa.


Inceneritore di CASTELTERMINI (AG)/ CAMPOFRANCO (CL) (ricade sui territori di due Comuni e due Province)

16 giugno 2004           Platani Energia Ambiente presenta l’istanza
28 ottobre 2004          La C.P.T.A. di Agrigento rilascia un parere non esplicito nelle conclusioni
5 agosto 2005            Il Comune di Casteltermini esprime parere contrario
11 agosto 2005          Il Comune di Campofranco esprime parere contrario
(*)19 settembre 2005 – 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3
7 novembre 2005       La Ditta chiede l’intervento sostitutivo
14 dicembre 2005      La C.P.T.A. di Caltanissetta rilascia un parere.
12 aprile 2006             Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente esprime diniego al rilascio dell’autorizzazione
10 maggio 2006          Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 l’autorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato l’autorizzazione ex DPR 203).

Si evidenzia che il progetto approvato è carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruità tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa.





Inceneritore di PATERN0’

3 dicembre 2004        Sicilpower completa l’istanza
3 dicembre 2004        La C.P.T.A. di Catania esprime parere favorevole
7 dicembre 2004        Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente chiede al Sindaco di esprimere parere
18 luglio 2005             Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente reitera al Sindaco la richiesta di esprimere parere
(*)19 settembre 2005 – 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3
22 dicembre 2005      La Ditta chiede l’intervento sostitutivo
28 marzo 2006           Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente chiede notizie sull’eventuale commissariamento del Comune
10 maggio 2006          Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 l’autorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbiano rilasciato l’autorizzazione ex DPR 203).
30 maggio 2006          Il Comune esprime parere negativo
21 giugno 2006           La CPTA fissa nuovi limiti alle emissioni in atmosfera, applicando quelli del D. Lgs. 133/05

Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente solo dopo il 30 maggio avrebbe potuto rilasciare un provvedimento finale.

Si evidenzia che il progetto approvato è carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruità tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa.


Inceneritore di AUGUSTA

24 maggio 2005          Tifeo Energia Ambiente presenta il nuovo progetto che prevede 3 linee
(*)19 settembre 2005 – 28 febbraio 2006 per effetto della ristrutturazione del Dipartimento e della revoca di tutti gli incarichi dirigenziali non ci sono dirigenti in servizio presso il Servizio 3
7 novembre 2005       La Ditta, ad istruttoria sospesa in quanto in attesa di integrazioni, chiede l’intervento sostitutivo
15 novembre 2005     La Ditta trasmette integrazioni alla CPTA
30 novembre 2005     Il Comune esprime parere negativo
12 dicembre 2005      La Ditta trasmette ancora integrazioni alla CPTA
14 dicembre 2005      La CPTA di Siracusa esprime parere favorevole
29 dicembre 2005      La Ditta integra e modifica la richiesta di intervento sostitutivo
12 aprile 2006             Il Servizio 3 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente esprime diniego al rilascio dell’autorizzazione
10 maggio 2006          Il Ministero comunica di aver rilasciato il 10 febbraio 2006 l’autorizzazione ex DPR 203/88, pur citando, nelle premesse, che tali progetti dovevano essere assoggettati al D. Lgs. 59/06 (non si comprende il motivo per cui abbia rilasciato l’autorizzazione ex DPR 203).

Si evidenzia che il progetto approvato è carente nella descrizione di alcuni punti di abbattimento degli inquinanti in emissione e presenta incongruità tra i dati dichiarati di portata e di flusso di massa.
Inoltre l’intervento sostitutivo è stato chiesto pur essendo sospesi i termini di istruttoria, in quanto erano state richieste integrazioni.

(*) Vedasi documento delle 4Coincidenze