CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Thursday, July 19, 2007


 
Vigile Urbano Ferrante Graziano, questa amministrazione Comunale ha adottato nei Suoi confronti un provvedimento disciplinare “Sospensione dallo stipendio di giorni DIECI”


Il 16 luglio scorso Il GIUDICE del lavoro con propria sentenza: Signor Vigile Urbano Graziano Ferrante, con questa sentenza le viene annullato il provvedimento disciplinare a suo carico emesso dall’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine il cui provvedimento sanciva “La Sospensione per giorni DIECI dello stipendio”






MORALE: Le casse comunali sono condannate a pagare le spese processuali.






Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime viva soddisfazione per l’esito del giudizio a favore del lavoratore cittadino tutore dell’ordine Graziano Ferrante. Ancora una volta riteniamo far rilevare che nessun atto di richiamo e/o di diffida e/o qualsiasi altra iniziativa, è stata operata nei confronti del Consigliere Consigliere Lucido reo di non aver dato un’immagine degna di una Pubblica Istituzione.






ALL' INTERNO DEL COMUNE NEI SACCHI DEI RIFIUTI SONO STATE RINVENUTE DECINE DI CONCESSIONI EDILIZIE ACCURATAMENTE STRAPPATE





CIRCOLARI
ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

PALERMO - VENERDÌ 4 APRILE 2008 - GAZZETTA UFFICIALE N. 15

CIRCOLARE 5 marzo 2008, n. 1.
Composizione e competenze della commissione edilizia comunale.

AI SINDACI DEI COMUNI DELL'ISOLA
AI CAPI UFFICIO TECNICO DEI COMUNI
DELL'ISOLA
AI SEGRETARI COMUNALI DELL'ISOLA
AGLI UFFICI DEL GENIO CIVILE
ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE
AGLI ASSESSORATI REGIONALI
ALLA CORTE DEI CONTI DI PALERMO
AL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - PALERMO
AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DI SICILIA - PALERMO
AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DI SICILIA - CATANIA
ALLE PROVINCIE REGIONALI
ALLE PREFETTURE
AGLI ISPETTORATI RIPARTIMENTALI DELLE FORESTE DI MESSINA
ALLE SOPRINTENDENZE AI BB.CC.AA.
AL CO.RE.CO. REGIONALE
AI CO.RE.CO. PROVINCIALI
ALL'ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI
ALL'ORDINE PROF. DEGLI INGEGNERI - CONSULTA REGIONALE
ALL'ORDINE PROF. DEGLI ARCHITETTI - CONSULTA REGIONALE
ALL'ORDINE PROF. DEGLI AGRONOMI - CONSULTA REGIONALE
Com'è noto, il comma 3 dell'art. 6 delle Norme di attuazione dei piani per l'assetto idrogeologico (P.A.I.) di cui al D.L. n. 180/1998 e successive modifiche ed integrazioni, testualmente recita: "Ai sensi dell'articolo 1 bis, comma 5, del decreto legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito con modificazioni dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, le previsioni e le prescrizioni del piano approvato costituiscono variante agli strumenti urbanistici vigenti".
Inoltre tutti gli strumenti urbanistici generali e attuativi sono accompagnati da apposito studio geologico redatto ai sensi della circolare n. 2222 del 31 ottobre 1995, che al punto 4.3 - Cartografia di sintesi - prevede la redazione della Carta delle pericolosità geologiche e della Carta delle zone a maggior pericolosità sismica locale.
Proprio la suddetta circolare n. 2222/95 nelle conclusioni ribadisce "Si richiama l'attenzione degli enti in indirizzo alla scrupolosa osservanza delle superiori direttive onde pervenire ad una significativa riduzione del rischio geologico (frane, alluvioni, terremoti, eruzioni vulcaniche, ecc.) nella nostra Regione che presenta un elevato livello di rischio, sia per oggettive condizioni naturali che in conseguenza di errati interventi antropici che ne hanno ulteriormente elevato il livello e la pericolosità".
In riferimento alla suddetta problematica, pervengono allo Scrivente Assessore diverse segnalazioni, sia da singoli professionisti che dall'ordine dei geologi di Sicilia, che richiamano la necessità che i progetti all'esame delle commissioni edilizie comunali debbano essere correlati da uno specifico studio geologico dell'intervento edilizio di che trattasi anche con le prescrizioni e le indicazioni contenute nello studio geologico che è parte integrante degli strumenti urbanistici generali e attuativi.
Analoga verifica viene richiamata con riferimento alle prescrizioni e alle indicazioni contenute nei piani per l'assetto idrogeologico (P.A.I.) approvati.
Per quanto sopra premesso ed evidenziato, nel ritenere di dover aderire allo spirito delle richieste formulate, appare necessario che nella composizione di tutte le commissioni edilizie comunali venga prevista specificatamente la figura del geologo.
Ciò in quanto l'apporto culturale e scientifico di detta categoria professionale potrà consentire un esame altamente puntuale dei progetti e dei piani, con notevoli benefici e ricadute in ordine alla riduzione del rischio geologico.
L'Assessore: INTERLANDI
(2008.12.878)048

http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g08-15/g08-15-p66.html
Per la tutela del paesaggio, nominata la commissione


Ha sostituito la vecchia commissione edilizia dal 2004. Si occupa dei pareri autorizzativi per il risanamento degli edifici, con particolare attenzione alla qualità architettonica e all'impatto paesaggistico
Cantiere edile (foto Ravaglia)


Cesena, 18 febbraio 2009 - Sono stati nominati nei giorni scorsi dalla Giunta comunale di Cesena i nuovi componenti della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, l’organismo istituito nel 2004 e che è andato a sostituire, in linea con le indicazioni della legge regionale, la vecchia Commissione Edilizia, con funzioni e competenze nuove.


A far parte della Commissione per la qualità e il paesaggio sono stati scelti l’architetto Annalisa Trentin, in rappresentanza della Facoltà di Architettura e impegnata in vari progetti presso il Politecnico di Milano, l’architetto Dea Biondi, presidente della Sezione Provinciale di Forlì-Cesena dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura e già consulente per diversi progetti di valenza ambientale, l’ingegnere ambientale Chiara Benaglia, esperta in materia di bonifica e difesa del suolo, il geologo Aldo Antoniazzi, autore di diverse ricerche in materia archeologica in ambito regionale e di studi geologici a supporto di progetti pubblici e il geometra Loris Ceredi, esperto in materia di progettazione, catasto ed estimo rurale anche per enti pubblici.

"Compito della Commissione – spiega l’assessore all’Urbanistica Maura Miserocchi – è quello di esprimere pareri ai fini del rilascio dei provvedimenti autorizzativi comunali in materia di edilizia con particolare riferimento alla tutela paesaggistica e di interventi di risanamento conservativo e restauro e di edifici aventi valore storico architettonico, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse". "I candidati scelti per far parte della nuova Commissione – afferma il sindaco Giordano Conti – sono tutti professionisti che hanno maturato nel corso degli anni esperienze significative nelle materie di loro competenza. Ciò consentirà di lavorare nel migliore dei modi sui temi della tutela ambientale e della qualità dello sviluppo del tessuto urbano".

Nell'affollato Consiglio di martedì scorso

Edizione del 29 luglio 2009
S. PIETRO VAL LEMINA - Applausi a seduta iniziata con persone tra le fila del pubblico pronte a dire la propria, nonostante sia una regola ferrea non intervenire durante il Consiglio. È accaduto a S. Pietro martedì scorso, in una seduta affollata e decisamente surriscaldata dall'elezione della Commissione edilizia.  

Dopo la presentazione delle linee programmatiche della nuova Giunta, ha acceso gli animi la modifica del regolamento sulla formazione della Commissione edilizia. Enzo Lacroce, capogruppo di una delle due minoranze ("Uniti per S. Pietro"), aveva chiesto formalmente al sindaco di cambiarne la composizione. «Oggi sono previsti cinque membri per la maggioranza e uno per la minoranza - ha detto -. La mia proposta è di inserire un altro membro per la minoranza, in modo che entrambe le componenti presenti in Consiglio vengano rappresentate». In tutta risposta, il sindaco Anna Balangero ha messo ai voti un'altra proposta di modifica: eliminare il rappresentante della minoranza «seguendo il regolamento tipo della Regione Piemonte». Lacroce ha parlato di «mancanza di democrazia, perché oltre la metà del paese in questo modo non sarà rappresentata». Balangero: «Perché non avete contattato l'altro gruppo di minoranza per mettervi d'accordo su un nome? Non abbiamo intenzione di creare un precedente».  

Approvata la modifica nella versione Balangero, l'elezione della Commissione non ha calmato le acque. Anzi, le ha ulteriormente agitate. Prima di procedere alla votazione, Lacroce ha aperto una polemica su questioni procedurali che secondo il segretario comunale non sussistevano. Non sono mancate parole forti, anche tra il pubblico, con Lacroce che ha rinvangato azioni passate di esponenti dell'attuale maggioranza. Una mossa che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco, che ha parlato di «gesto gravissimo».  

Alla fine, la votazione. I membri della Commissione edilizia sono Patrick Losano, Francesco Peres, Paolo Fiorillo, Elda Bagnus, Enrico Desideri e Walter Pons. http://www.ecodelchisone.it/articoli/articolo.asp?ID=28706





"Parentopoli" ad Isola delle Femmine?"


31 Luglio 2009

Assunzioni all’Ato idrico, nomine in commissione edilizia e l’incarico ad un consulente, già assessore comunale. Tutto normale e legale per il sindaco del paese, Gaspare Portobello, ma non per il gruppo consiliare di opposizione “Rinascita Isolana”, che in una nota grida allo scandalo e ipotizza una “parentopoli” isolana. Si arroventa il clima politico locale, per la verità mai sereno dal tempo della campagna elettorale. L’opposizione parla di “mancanza di trasparenza”, di una sensazione di “illegalità diffusa”, di “triste violazione delle regole democratiche”. Sarà solo un acconto ? Si chiede “Rinascita Isolana”. Ad essere stati assunti sarebbero il nipote di un assessore e un ex consigliere comunale. Mentre la consulenza è stata affidata all’ex assessore Giovanni Impastato, veterano dell’esecutivo locale. In commissione edilizia, invece, figurano l’ex comandante della polizia municipale Giucastro, padre dell’attuale presidente del consiglio, Alessandro, il fratello del vice presidente dell’assemblea municipale e un parente dello stesso sindaco. Per il primo cittadino si tratta di accuse false e liquida la questione come uno sfogo post elettorale dell’opposizione, che ha sostenuto la candidatura dell’ex sindaco Stefano Bologna. “E’ la reazione scomposta – dice Gaspare Portobello – di un gruppo sonoramente e democraticamente sconfitto alle ultime elezioni amministrative. Sono delle accuse infondate. Non ci sono assunzioni. I nominati in commissione edilizia o il consulente a tutolo gratuito sono parenti o amici dei consiglieri dell’opposizione. Queste sono le conseguenze di una comunità piccola che ha tante parentele allargate. Il fatto non è stato denunciato nelle sede opportune perché non c’è alcuna parentopoli”. “Il gruppo di maggioranza “Progetto Isola” risponderà con i fatti, perché abbiamo ricevuto un grande mandato elettorale e fra cinque anni ci confronteremo

Autore:Corrado Lo Piccolo

Il sindaco di isola delle femmine nomina la commissione edilizia


Costituita la nuova Commissione Edilizia Comunale del Comune di Isola delle Femmine.







corigliano-online.com


L'esigenza di legalità dell’azione amministrativa, apprezzabilmente emersa nel dibattito “balneare”, fatto più di annunci che di cose concrete, ci impone di anticipare un tema di vitale importanza per la città, già oggetto di programma elettorale e chiedere formalmente alla S. V. il ripristino della Commissione Edilizia Comunale.
La ricostituzione della Commissione Edilizia Comunale sarà misura concreta dell’impegno alla legalità ed alla partecipazione anche pubblicamente manifestata poiché dismette il contesto autoritativo in edilizia ed urbanistica non supportata da pareri, restituendo alla commissione stessa – organo tecnico-consultivo – dignità tecnica, come sede di incontro tra competenze professionali pubbliche e private, per dare qualità…
Leggi tutta la notizia su Nuova Corigliano
Caraglio: eletti i membri delle commissioni comunali


26 AGOSTO 2009



Il Consiglio Comunale, nella seduta di luglio ha proceduto alla nomina dei propri rappresentanti in seno a diverse Commissioni Comunali Consultive. Risultano eletti in qualità di Membri Esterni:

COMMISSIONE EDILIZIA: il Sig. Scapolla Arch. Alessandro ed il Sig. Gregorio Ing. Stefano in qualità di rappresentanti della Maggioranza ed il Sig. Pellegrino Avv. Aldo in qualità di rappresentante della Minoranza.




Nominata la nuova commissione edilizia comunale SCORDIA


28 AGOSTO 2009

Il sindaco, Angelo Agnello, ha provveduto stamane a nominare la nuova Commissione Edilizia Comunale dopo che la precedente era ormai abbondantemente al di fuori dei termini di scadenza, compresi i 45 giorni di prorogatio fissati dalla legge. Poche indiscrezioni trapelano sui nomi. Certa sarebbe la riconferma del geometra Ignazio Gravina mentre in rappresentanza delle associazioni di categoria sarebbe stato nominato Giovanni Li Calzi.

L’ufficializzazione avverrà dopo la riunione di maggioranza prevista per i primi giorni della prossima settimana quando saranno trattati temi quali l’azzeramento e il varo della nuova giunta.

Lottizzazione Casabianca. Sandro Ferracuti: forti dubbi sulla regolarità dell'operazione





Commissioni Edilizie Sentenze e dispositivi legislativi

R E P U B B L I C A I T A L I A N A




IN NOME DEL POPOLO ITALIANO




Il TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE PRIMA SEZIONE



Reg. Sent. n. 657/05



Reg. Gen. n. 333/05


composto dai magistrati:

- Alfredo GOMEZ de AYALA - Presidente

- Roberta VIGOTTI - Consigliere

- Richard GOSO - Referendario, estensore

ha pronunciato la seguente



S E N T E N Z A



sul ricorso n. 333 del 2005 proposto da CAPRA Maura, CAPRA Pietro Luigi e DELUIGI Giovanni Battista, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Ilaria Deluigi, Luca Saguato e Raffaele Ingicco, elettivamente domiciliati presso lo studio dell’ultimo di essi in Torino, via del Carmine n. 2 (Studio Legale Montanaro e Associati);

contro


il COMUNE DI TERZO, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Paola Cuffini, presso il quale è elettivamente domiciliato in Torino, via Rosalino Pilo n. 11;


e nei confronti di

BOCCHIO Mario, rappresentato e difeso dagli avv.ti Marco Ciravegna e Daniela Sannazzaro, elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in Torino, via Bligny n. 11;

per l’annullamento, previa sospensione,



del permesso di costruire 22 dicembre 2004 n. 534 a firma del Responsabile del Servizio Urbanistica, conosciuto in giorno successivo al 15 gennaio 2005, avente ad oggetto realizzazione di capannone per deposito automezzi,
nonché per l’annullamento

di ogni altro atto preparatorio, presupposto, conseguente e/o comunque connesso e, in particolare, del parere 14 dicembre 2004 della Commissione edilizia comunale.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Vista la domanda cautelare presentata in via incidentale dai ricorrenti;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Terzo e del controinteressato;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore alla camera di consiglio del 23 marzo 2005 il referendario Richard Goso;

Uditi l’avv. Saguato per il ricorrente, l’avv. Cuffini per il Comune di Terzo e l’avv. Alberto Frascà, su delega dell’avv. Sannazzaro, per il controinteressato;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO


I ricorrenti sono tutti residenti nel Comune di Terzo e proprietari di abitazioni a confine ovvero, nel caso del signor Deluigi, poste a breve distanza dalla proprietà del controinteressato, signor Mario Bocchio.

Con ricorso ritualmente notificato al Comune di Terzo e al controinteressato, gli esponenti hanno chiesto l’annullamento del permesso di costruire n. 534 del 22 dicembre 2004 rilasciato al controinteressato per la realizzazione nel terreno di proprietà di un ricovero automezzi prefabbricato.
Questi i motivi di censura:

I) l’opera autorizzata sarà edificata su un basamento di calcestruzzo abusivo, non essendo stato reperito alcun titolo edilizio legittimante, realizzato pochi mesi addietro;
II) il permesso di costruire è stato rilasciato in assenza della documentazione richiesta dalla Commissione edilizia (in particolare, della relazione geotecnica);

III) il calcolo della superficie già edificata sul lotto, allegato alla relazione tecnica, è errato per difetto, non essendo stata computata la superficie di una terrazza esistente e del sottotetto dell’abitazione: ne consegue che la superficie utile lorda ancora edificabile è di gran lunga inferiore alla superficie del manufatto autorizzato;

IV) nella zona interessata dall’intervento il P.R.G. non ammette la realizzazione di depositi auto; mentre, se si considera il manufatto quale autorimessa, esso non rispetta le altezze massime previste dal P.R.G. per tale tipologia di edifici;

V) il progetto è stato approvato senza acquisire i necessari pareri della A.S.L. e dei Vigili del Fuoco;

VI) l’intervento è stato approvato in violazione delle distanze minime previste dal P.R.G. rispetto ai fondi limitrofi; l’atto di assenso del proprietario del fondo confinante non vale ad autorizzare la deroga;
VII) il progetto è stato approvato in base ad una rappresentazione dei luoghi incompleta, non essendo stati rappresentati in planimetria alcuni fabbricati esistenti;

VIII) il progetto è stato sottoscritto da un geometra, richiedendo invece la competenza professionale di un ingegnere;

IX) il rilascio del permesso di costruire non è stato preceduto dalla prescritta relazione del responsabile del procedimento;

X) la Commissione edilizia che ha espresso parere favorevole all’intervento era illegittimamente presieduta dal Sindaco di Terzo.

Tutto ciò premesso, i ricorrenti chiedono l’annullamento dei provvedimenti impugnati, previa sospensione dell’esecuzione ovvero decisione della causa in forma semplificata.

Formulano, altresì, istanza di risarcimento dei danni, riservandosi di provarne l’ammontare in corso di causa.

Il Comune di Terzo e il controinteressato si sono costituiti in giudizio, contrastando la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto.

DIRITTO


1) Il Collegio ritiene di dover decidere il merito del ricorso con sentenza succintamente motivata - ai sensi dell’articolo 26, commi 4 e 5 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come sostituito dall’articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205 – considerata la rituale instaurazione del contraddittorio, la proposizione dell’istanza cautelare e la sufficienza delle prove in atti.

2) E’ contestata nel presente giudizio la legittimità del permesso di costruire n. 534 del 22 dicembre 2004 rilasciato dal Comune di Terzo al controinteressato, signor Mario Bocchio, per la realizzazione di un ricovero automezzi prefabbricato su terreno di proprietà, posto a confine o a breve distanza dalle abitazioni dei ricorrenti.

L’intervento autorizzato configura la realizzazione di un capannone avente superficie coperta pari a mq. 150, con struttura portante in acciaio, insistente su una platea di calcestruzzo già esistente.

I numerosi motivi di gravame proposti dai ricorrenti concernono sia vizi propri del permesso di costruire sia vizi del parere reso dalla Commissione edilizia comunale nella seduta del 15 dicembre 2004.

E’ opportuno procedere dall’esame di questi ultimi, ponendoli in sequenza logica.
3) I ricorrenti rilevano l’illegittima composizione della Commissione edilizia che risultava presieduta dal signor Angelo Arata, Sindaco di Terzo, in violazione del principio di separazione delle funzioni politiche da quelle amministrativo-gestionali.

La censura è fondata.

Il principio di netta separazione tra le funzioni di indirizzo politico (affidate agli organi politici) e quelle gestionali (affidate ai dirigenti o funzionari responsabili di servizio) ha, infatti, portata generale ed è insuscettibile di eccezioni che non siano espressamente previste dalla legge.

Per quanto riguarda gli enti locali, deve farsi specifico riferimento all’articolo 6 della legge 15 maggio 1997, n. 127, che, sostituendo il comma 1 dell’articolo 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (poi trasfuso nell’art. 107 del t.u. enti locali, d.lgs. n. 267/2000), ha attribuito ai dirigenti “tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dall’organo politico” e, in particolare, “i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie”.

La commissione edilizia comunale, pertanto, non può essere composta, e tantomeno presieduta, da organi politici dell’ente locale.

Nel caso in esame - essendo incontestato che il signor Angelo Arata, che presiedeva la Commissione edilizia del 15 dicembre 2004, rivestiva la carica di Sindaco di Terzo - l’organo consultivo risultava costituito in modo illegittimo ed è conseguentemente viziato il parere reso sul progetto del controinteressato.

Inoltre, seppure la commissione edilizia abbia perso, a seguito delle innovazioni introdotte dal d.P.R. n. 380 del 2001, il suo carattere di organo necessario ex lege, potendo scegliere gli enti locali se conservarla o sopprimerla, l’effettiva espressione nella fattispecie del parere da parte della commissione illegittimamente costituita vizia gli atti successivi del procedimento e cagiona l’illegittimità del permesso di costruire impugnato.

4) Oltre che per l’illegittima composizione dell’organo, il parere della Commissione edilizia di Terzo risulta viziato anche sotto il profilo sostanziale.

L’organo consultivo, infatti, espresse parere favorevole all’intervento, condizionato ad un successivo accordo con l’ufficio tecnico comunale circa il colore dell’edificio, soggiungendo che “dovrà essere prodotta relazione geotecnica e dichiarazione sulle strutture”.

Una siffatta determinazione è illegittima per difetto di motivazione e di istruttoria e viola il principio di ragionevolezza dell’azione amministrativa.

Infatti, laddove il sistema normativo non prefiguri in maniera rigida i documenti da produrre a corredo di un’istanza per il rilascio di un permesso di costruire, l’Amministrazione può chiedere all’interessato un’integrazione documentale (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, 22 febbraio 2003, n. 1379).

In tali casi, però, l’Amministrazione non può rendere immediatamente il parere richiesto, subordinandolo alla produzione di determinati documenti; dovrà attendere, invece, che la documentazione richiesta sia stata prodotta dall’interessato e pronunciarsi definitivamente sull’istanza alla luce degli ulteriori elementi di valutazione desumibili dalla nuova documentazione.

In caso contrario, risulterebbe del tutto omesso l’esercizio della funzione consultiva rimessa all’organo de quo, non essendo dato comprendere come lo stesso possa pronunciarsi favorevolmente sul progetto senza conoscere il contenuto dei documenti richiesti ad integrazione dello stesso.
Peraltro, nel caso in esame, la produzione della relazione geotecnica opportunamente richiesta dalla Commissione edilizia non può considerarsi alla stregua di una mera formalità, ma si tratta di un documento assai importante per valutare l’idoneità del terreno a sopportare la struttura e tale da richiederne una ponderata disamina dei contenuti da parte dell’organo chiamato ad esprimere un parere sull’intervento edilizio.

5) Deve poi essere rilevato che il permesso di costruire rilasciato dal Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Terzo non fa menzione alcuna dei documenti come sopra richiesti dalla Commissione edilizia.

Anzi, il professionista incaricato dall’interessato, con nota del 20 dicembre 2004, aveva dichiarato che “non si è ritenuto di procedere all’indagine geotecnica del terreno” per le ragioni di carattere tecnico meglio esplicitate nella lettera.

Quanto alla “dichiarazione sulle strutture”, parimenti richiesta dalla Commissione edilizia, anch’essa non venne prodotta prima del rilascio del permesso di costruire, essendosi il professionista limitato a dichiarare, nella lettera citata, che sarebbe stata presentata prima dell’inizio dei lavori.

Come si accennava, il titolo autorizzativo non menziona detti documenti e non esplicita le ragioni per le quali, in difformità dal parere della Commissione edilizia, risultava possibile prescinderne.

Ciò premesso, rientra sicuramente nei poteri dell’organo di amministrazione attiva, chiamato al rilascio o al diniego del permesso di costruire, discostarsi dal parere della Commissione edilizia, purché il relativo atto estrinsechi compiutamente le ragioni della decisione.

Ne consegue l’illegittimità del permesso di costruire rilasciato al controinteressato dal Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune di Terzo, sotto il profilo della contraddittorietà e del difetto di motivazione, per essere state disattese immotivatamente le prescrizioni stabilite dalla Commissione edilizia comunale.
6) Sebbene i sopra evidenziati vizi di legittimità abbiano carattere assorbente, ritiene il collegio, per completezza di motivazione e considerati gli effetti conformativi sulla successiva attività amministrativa, di indagare anche la conformità dell’intervento al P.R.G. del Comune di Terzo.
A tale scopo, è necessario definire preliminarmente l’esatta natura e destinazione d’uso del manufatto che, nel permesso di costruire, è genericamente individuato quale ricovero prefabbricato di automezzi, denominazione che si ritrova anche nell’istanza dell’interessato.
Tale dizione parrebbe configurare un’autorimessa, la cui realizzazione è consentita nella zona oggetto dell’intervento.
Sussistono, però, alcuni indizi che assumono valenza decisiva per configurare, in realtà, l’edificio progettato quale deposito di autoveicoli:
- la formulazione letterale della relazione tecnica allegata alla richiesta, ove si parla di “fabbricato ad uso deposito automezzi”;
- l’attività professionale del richiedente (carrozziere) che comporta l’abituale deposito di autoveicoli incidentati nelle adiacenze dell’abitazione/carrozzeria (come conferma l’ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Terzo n. 13 del 17 novembre 2004, prodotta in giudizio dai ricorrenti);
- la notevole altezza dell’edificio, di poco inferiore a m. 10 al colmo, incongrua per un’autorimessa ad un solo piano e tale da lasciar intravedere una funzione di accatastamento in altezza di carcasse di autoveicoli, anche considerando che le Norme tecniche di attuazione (art. 50) prevedono per le autorimesse un’altezza di gronda non superiore a m. 2,80, mentre il capannone in questione ha un’altezza alla linea di gronda di m. 4,50;
- l’assenza di un impianto di illuminazione dell’edificio.
Deve pertanto ritenersi che l’effettiva destinazione d’uso dell’edificio autorizzato sia quella di deposito auto, anche rottamate, a servizio della carrozzeria del richiedente.
Ne deriva la violazione dell’art. 52 delle Norme tecniche di attuazione che inibiscono “la realizzazione di depositi di rottami, rifiuti, auto, ecc. ad esclusione delle zone produttive”, mentre l’intervento ricade in zona “B2 – aree residenziali edificate”.
7) In conclusione, il ricorso è fondato e, previo assorbimento degli ulteriori motivi del gravame, deve essere disposto l’annullamento degli atti impugnati.
8) Non può trovare accoglimento, invece, l’istanza di risarcimento dei danni proposta dai ricorrenti, non avendo essi provveduto a quantificare l’ammontare dei danni asseritamente subiti.
9) Sussistono giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese del grado di giudizio tra le parti costituite.
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte - I Sezione – definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati, indicati in epigrafe.
Respinge la richiesta di risarcimento dei danni.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Torino nella camera di consiglio del 23 marzo 2005.

IL PRESIDENTE L’ESTENSORE

f.to. Gomez de Ayala F.to R.Goso
il Direttore di segreteria
f.to M. Luisa Cerrato Soave
Depositata in segreteria a sensi di legge
il 23 marzo 2005
il Direttore di segreteria
f.to M. Luisa Cerrato Soave

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Torino/Sezione%201/2005/200500333/Provvedimenti/TO_200500657_SE.DOC








Lorenzo Stevanato Presidente f.f.



Elvio Antonelli Consigliere



Alessandra Farina Consigliere, relatore



ha pronunciato la seguente



SENTENZA



sul ricorso n. 2521/05 proposto da MASIERO GIOVANNI E MASIERO DARIO, rappresentati e difesi dagli avv.ti Gianni Bessega e Laura Paglia, con domicilio presso la segreteria del T.A.R. ai sensi dell’art. 35 del R.D. 26.6.1924 n. 1054;



CONTRO



il Comune di Cortina d’Ampezzo in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio;



e nei confronti di



Soprintendenza BB.AA. di Venezia, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio;



e nei confronti di



Ghezze Stefano, Presidente della Commissione Edilizia Integrata del Comune di Cortina, non costituito in giudizio;



per l’annullamento



dell’atto di rigetto parziale dell’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, prot. n. 20977/05 del 26.9.05; dell’ordinanza di applicazione di sanzione pecuniaria, prot. 20979/05 del 26.9.05; del parere della Soprintendenza per i beni ambientali prot. 5999/ba 2005 del 2.8.05; del parere della Commissione edilizia integrata del Comune di Cortina d’Ampezzo espresso in data 28.4.05 sull’istanza di accertamento di compatibilità ambientale presentata dai ricorrenti; del parere della Commissione edilizia integrata espresso in data 15.7.04 quale parere preventivo per emissione ordine di ripristino e sanzione pecuniaria; dell’ordinanza di demolizione e di rimessa in pristino n. 115 prot. 15207/04 del 15.7.04.



Visto il ricorso, notificato il e depositato presso la Segreteria il 22.11.2005, con i relativi allegati;



Visti gli atti tutti di causa;



Udito alla camera di consiglio del 30 novembre 2005, convocata a’ sensi dell’art.. 21 della L. 6 dicembre 1971 n. 1034 così come integrato dall’art. 3 della L. 21 luglio 2000 n. 205 - relatore il Consigliere Alessandra Farina - l’avv. Paglia per i ricorrenti;



Rilevata, a’ sensi dell’art. 26 della L. 6 dicembre 1971 n. 1034 così come integrato dall’art. 9 della L. 21 luglio 2000 n. 205, la completezza del contraddittorio processuale e ritenuto, a scioglimento della riserva espressa al riguardo, di poter decidere la causa con sentenza in forma semplificata;



Richiamato in fatto quanto esposto nel ricorso e dalle parti nei loro scritti difensivi;



considerato



che il ricorso risulta dotato di fondamento sotto diversi profili;



in primo luogo, con riguardo alla denunciata violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/90;



in secondo luogo, per difetto di motivazione con riguardo al richiamato parere reso dalla Soprintendenza, nel quale non risultano esternate le ragioni del ritenuto contrasto con l’ambiente nel quale è inserito l’intervento abusivo;



infine, con riguardo al parere reso dalla Commissione edilizia, in quanto espresso da un organo costituito illegittimamente con componenti di origine politica e non amministrativa;



il ricorso va accolto con conseguente annulamento degli atti impugnati.



Le spese e gli onorari del giudizio seguono la regola della soccombenza, e sono pertanto posti a carico del Comune di Cortina d’Ampezzo nella misura di € 2.000,00 (duemila/00) al netto di I.V.A. e C.P.A..



P.Q.M.



il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in premessa, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.



Condanna il Comune di Cortina d’Ampezzo al pagamento delle spese e degli onorari del giudizio, complessivamente liquidati in € 2.000,00 (duemila/00) al netto di I.V.A. e C.P.A..



Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.



Così deciso in Venezia, nella Camera di Consiglio del 30 novembre 2005.



Il Presidente f.f. L’Estensore Il Segretario


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%202/2005/200502521/Provvedimenti/VE_200504145_SE.DOC






REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Sent. n. 2611/05R.G. 909-05










Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte



- I sezione -



ha pronunciato la seguente



SENTENZA



sul ricorso n. 909-05 proposto da RIVIERA Paola, rappresentata e difesa dagli avv.ti Enrico Rabino e Serenella Nicola, elettivamente domiciliata in Torino, Via P. PAlmieri n. 40 presso lo studio del primo;



contro



il Comune di SAN GIUSTO CANAVESE, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio;



per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione



del provvedimento n. 2443 adottato in data 4 maggio 2005 dal Responsabile dello Sportello Unico Edilizia del Comune di S. Giusto Canavese, successivamente comunicato, con il quale è stata respinta la domanda di condono edilizio presentata dalla ricorrente,



nonché per l’annullamento



degli atti tutti antecedenti (in particolare il parere della Commissione Edilizia in data 22 marzo 2005 e il regolamento edilizio, ove esistente, nella parte in cui prevede che il Sindaco o un suo delegato faccia parte della o presieda la commissione edilizia), preordinati, consequenziali e comunque connessi del procedimento; e per ogni ulteriore consequenziale statuizione.



Visti gli atti e documenti depositati col ricorso;



Vista la domanda cautelare presentata in via incidentale dalla ricorrente;



Relatore, alla camera di consiglio del 21 luglio 2005, il Referendario Paolo Lotti e uditi, altresì, per la parte ricorrente l’avv. Rabino;



Ritenuto di doversi pronunciare sul ricorso ai sensi dell’art. 21, comma 9, L. n. 1034/1971, nel testo sostituito dall'art. 3 della legge 21 luglio 2000, n. 205;



Atteso che la ricorrente ha rilevato l’illegittima composizione della Commissione edilizia che risultava composta da delegato dal Sindaco, in violazione del principio di separazione delle funzioni politiche da quelle amministrativo-gestionali;



Ritenuto che tale censura è fondata, poiché il principio di netta separazione tra le funzioni di indirizzo politico (affidate agli organi politici) e quelle gestionali (affidate ai dirigenti o funzionari responsabili di servizio) ha portata generale ed è insuscettibile di eccezioni che non siano espressamente previste dalla legge;



Considerato, per quanto riguarda gli enti locali, che deve farsi specifico riferimento all’articolo 6 della legge 15 maggio 1997, n. 127, che, sostituendo il comma 1 dell’articolo 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (poi trasfuso nell’art. 107 del t.u. enti locali, d.lgs. n. 267/2000), ha attribuito ai dirigenti “tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dall’organo politico” e, in particolare, “i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie”;



Ritenuto, pertanto, che la commissione edilizia comunale non può essere composta, e tantomeno presieduta, da organi politici dell’ente locale;



Ritenuto che, nel caso in esame, risulta che l’organo consultivo risultava costituito in modo illegittimo ed è conseguentemente viziato il parere reso sul progetto del controinteressato;



Ritenuto, inoltre, che seppure la commissione edilizia abbia perso, a seguito delle innovazioni introdotte dal d.P.R. n. 380 del 2001, il suo carattere di organo necessario ex lege, potendo scegliere gli enti locali se conservarla o sopprimerla, l’effettiva espressione nella fattispecie del parere da parte della commissione illegittimamente costituita vizia gli atti successivi del procedimento e cagiona l’illegittimità del permesso di costruire impugnato (cfr. TAR Piemonte 23 marzo 2005, n. 657);



Rilevato che, nel caso di specie, il ricorrente ha impugnato anche il regolamento comunale nella parte in cui consente tale composizione della suddetta Commissione, atteso che, in caso contrario, tale prescrizione non potrebbe ritenersi automaticamente caducata per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 107 d. lgs. n. 267 del 2000 attributivo della competenza dirigenziale, norma di non automatica prevalenza rispetto alla dirigente disciplina regolamentare dell’ente locale (la quale dunque non può essere disapplicata) (cfr. TAR Piemonte 8 giugno 2005, n. 2000);



Ritenuta, pertanto, l’illegittimità del provvedimento impugnato;



Ritenuto che sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio;



P. Q. M.



Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, I sezione, pronunciandosi sul ricorso ai sensi dell’art. 21, comma 9, L. n. 1034/1971 nel testo sostituito dall'art. 3 della legge 21 luglio 2000, n.205, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.



Compensa tra le parti le spese del giudizio.



Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.



Così deciso in Torino nella camera di consiglio del 21 luglio 2005, con l'intervento dei signori magistrati:



Alfredo Gomez de Ayala, Presidente



Bernardo Baglietto, Consigliere



Paolo Lotti, Referendario estensore



IL PRESIDENTE L’ESTENSORE



f.to A. Gomez de Ayala F.to P. Lotti



f.to il Direttore di segreteria



M. Luisa Cerrato Soave



Depositata in segreteria a sensi di legge



il 21 luglio 2005



f.to il Direttore di segreteria



M. Luisa Cerrato Soave





4 AGOSTO 2009

La nuova Commissione Edilizia
Il consiglio comunale ha votato la nuova Commissione Edilizia che risulta composta da:
Martinelli Sergio Orlando Enrico Crema Diego Da Corte Andrea Rossi Giovanni
e dagli esperti ambientali:
Manna Serena Donegà Riccardo
http://lucabrasioli.blogspot.com/search/label/consiglio%20comunale

Martedì 4 Agosto 2009 ore 9:56

Amorisco: "Sulla commissione edilizia avevo ragione"
Rieviamo e pubblichiamo un comunicato del sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco, ex segretario comunale in vari paesi tra cui Sampeyre e Montezemolo. Amorisco interviene sulla questione dell'incompatibilità della figura del Sindaco a presiedere la Commissione edilizia. “La commissione edilizia è soppressa ex DPR. 380/2001 nel settore edilizio…. E’ invece l’organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico”. Lo dicevano, già nel 2005, i Comuni di Sampeyre e di Montezemolo, con il parere tecnico-legale favorevole dell’allora direttore generale dottor Domenico Amorisco nell’approvazione dei rispettivi regolamenti edilizi predisposti sullo schema del regolamento edilizio-tipo regionale. E in questo suo parere favorevole, il dottor. Amorisco era suffragato dalle considerazioni che la legge statale era ed è preminente su quella regionale e che il TAR Piemonte, con la sentenza n.657/05 sulla incompatibilità del Sindaco a presiedere la Commissione edilizia, aveva argomentato con riferimento alle “innovazioni introdotte dal D.P.R. 380/2001” che gli enti locali possono scegliere di conservare o sopprimere la commissione edilizia. Al contrario la Regione Piemonte, con una decisione della Giunta Regionale, annullava l’articolo relativo alla soppressione della commissione edilizia perché "la soppressione costituisce violazione delle scelte operate dalla Regione che, nella sua legislazione, attribuisce ancora oggi alle Commissioni Edilizie funzioni molto più ampie di quelle tradizionalmente riconosciute”. Oggi però il più classico colpo di scena con il dietro-front della Regione, la quale, dopo aver approvata la legge n.20 relativa allo snellimento delle procedure in materia di edilizia e urbanistica, invita i comuni a modificare i regolamenti edilizi approvati proprio nell’articolo della commissione edilizia, recependo il nuovo testo “La commissione edilizia è facoltativa”! Con quell’ annullamento formalizzato con la delibera 22-4845dell’11/12/2006, la Giunta Regionale aveva cassato la libertà e l’autonomia dei Comuni interessati di effettuare una scelta riconosciutagli e garantitagli dalla legge. Il ravvedimento con il riconoscimento del carattere facoltativo delle commissioni edilizie, operato con la recente legge regionale n.20/09, anche se tardivo, cancella una pagina nera di questa legislatura regionale anche se purtroppo dobbiamo registrare l’inghippo della già istituita Commissione Locale del paesaggio, dimenticata nello snellimento approvato delle procedure in materia edilizia ed urbanistica, e che non va certamente nella direzione dello snellimento ma piuttosto della complicazione e del grave allungamento dei termini burocratici nel rilascio dei permessi di costruire".
Per intervenire scrivere a mailto direttore@targatocn.it
Dottor Domenico Amorisco, ex direttore generale dei comuni di Sampeyre e Montezemolo
3 agsoto 2009
Nel Consiglio Comunale del 30 luglio si è proceduto anche al rinnovo di varie Commissioni.
Per la Commissione Mensa il gruppo di “Lesa nel Cuore” ha proposto la consigliera Monica Rodi quale propria rappresentante. La Consigliera stessa è stata poi nominata all’unanimità presidente della Commissione.
Per la Commissione Edilizia la scelta di “Lesa nel cuore” è stata quella di indicare un giovane nel tentativo di innovare con volti e contributi nuovi la Commissione stessa.
Il nuovo rappresentante del gruppo nella Commissione Edilizia è, quindi, l’architetto Matteo Nerini Molteni. A Monica e Matteo gli auguri di buon lavoro!
DECRETI ASSESSORIALI







ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE



GAZZETTA UFFICIALE 41 5 SETTEMBRE 2008
DECRETO 29 luglio 2008.
Approvazione di variante al piano regolatore generale del comune di Rosolin
Composizione della commissione edilizia:
"La commissione edilizia, organo tecnico consultivo comunale in tema di qualità urbana in campo edilizio, architettonico ed urbanistico, è composta da membri di diritto e da membri elettivi ed uniformata alle disposizioni dell'art. 10, comma 1), della legge regionale n. 25/97.
Sono membri di diritto:
Il responsabile del servizio urbanistica, o suo delegato che la presiede;
Un componente delegato da ciascun ente o ufficio preposto ad esprimere parere sui progetti che necessitano di concessione edilizia: Unità sanitaria locale, Genio civile, Sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali, C.P.T.A., VV.FF.;
Un componente del IV settore urbanistica, con funzioni di segretario e senza diritto di voto;
Sono membri elettivi, nominati dal sindaco e scelti fra tre nominativi proposti dai rispettivi ordini e collegi professionali e dalle associazioni di categoria:
1) un ingegnere;
2) un architetto - pianificatore;
3) un geologo;
4) un agronomo;
5) un avvocato o procuratore legale;
6) un geometra;
7) un perito industriale;
8) un esperto di arte e storia della città;
9) un rappresentante di associazioni ambientaliste.
Il parere della commissione edilizia è obbligatorio ma non vincolante. Esso sostituisce a tutti gli effetti qualsiasi parere di amministrazione attiva o corpi consultivi, i cui delegati integrano la commissione medesima ai sensi del 1° comma dell'art. 10 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 25.
Qualora alle sedute della stessa non siano presenti o non esprimano il loro parere le autorità competenti in ordine alle materie di cui al precedente comma 2, il responsabile del servizio urbanistica o suo delegato assegna alle stesse un termine non inferiore a quindici e non superiore a quarantacinque giorni affinché esprimano il loro parere.
Qualora i soggetti di cui al precedente comma, che integrano la commissione edilizia, esprimano motivato parere negativo sul progetto, l'approvazione tecnica dello stesso si intende negata.
La commissione all'atto del suo insediamento può redigere un apposito documento guida sui principi e sui criteri compositivi e formali di riferimento per l'emanazione dei pareri.
Tutti i membri hanno diritto al voto".

http://sicilimprese.pa.cnr.it/GURS/Gazzette/g08-41/g08-41-p11.html

COMPOSIZIONE COMMISSIONE EDILIZIA http://fons.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g08-15/g08-15-p66.html








Ferro Carolina



La Commissione edilizia dopo il testo Unico sull’edilizia. Problematiche applicative in Sicilia.



7 GIUGNO 2007






La questione circa il mantenimento in vita della Commissione edilizia si deve affrontare sul piano della:


1) semplificazione amministrativa;


2) separazione di competenze tra gestione e indirizzo politico;


3) obbligo di non aggravare il procedimento amministrativo ai sensi dell’articolo 1 della 241/90.


Tenendo altresì conto che la Regione Sicilia, in forza dell’articolo 14 dello Statuto Regionale, in materia edilizia ed urbanistica ha competenza esclusiva, ma come si argomenterà più avanti, l’esistenza della Commissione edilizia, all’interno del procedimento amministrativo per il rilascio della concessione edilizia esula dalla competenza urbanistica ed edilizia per inserirsi invece nell’ambito del modello organizzativo del procedimento amministrativo per il rilascio delle concessioni edilizie, aspetto che, non solo dopo l’emanazione del Testo unico dell’edilizia è rimesso all’autonomia di ciascun Ente, e rafforzato successivamente anche dalla riscrittura del Titolo V, che né allo Stato né alle Regioni attribuisce competenza legislativa nell’ambito dei procedimenti amministrativi, riservando invece alle autonomie locali la competenza a disciplinare il procedimento stesso.


La Regione Sicilia all’articolo 2,comma 3 della legge regionale 17/94 prevede l’obbligatorietà del parere della Commissione edilizia, parere la cui esistenza è stata posta in dubbio fin dal 1997, con la legge 449/97 articolo 41, norma che da qualche pronuncia giurisprudenziale(T.A.R Calabria sent. 148/99) è stata invocata per ritenere ormai soppressa la Commissione edilizia.


La ricerca della norma che fissa, attualmente vigente, l’obbligatorietà del parere della Commissione edilizia,tenuto conto della competenza esclusiva della Regione Sicilia nell’ambito dell’edilizia, va inquadrata necessariamente, nell’ambito delle riforme economico –sociali (L.59/97, T.U edilizia) che hanno investito nell’ultimo decennio la pubblica amministrazione e cioè:





1) Sul Piano della Semplificazione amministrativa.


Occorre evidenziare che dal 1990, dopo 60 rapporti sulla semplificazione, commissionati dalle amministrazioni centrali, si arrivò alla determinazione di attribuire alla autonomia normativa, organizzativa di ciascuna amministrazione la scelta del mantenimento in vita delle commissioni, dei comitati e degli organismi che, pur operando all’interno dell’attività consultiva, in un certo qual modo, appesantivano l’iter istruttorio – procedimentale pur sempre finalizzato alla emanazione del provvedimento finale.


La legge bassanini 59/97 all’articolo 20 stabilì che ogni anno il Governo presenta al parlamento un disegno di legge in materia di semplificazione amministraiva sul piano normativo e procedimentale, attribuendo ad una legge delega il compito di operare un riordino normativo nell’ambito della urbanistica e dell’edilizia, stante la stratificazione normativa succedutati nel corso degli anni.


Con il Testo Unico il Governo ha inteso individuare il testo vigente delle norme, nonché l’indicazione delle norme vigenti e abrogate ed il coordinamento formale del testo delle disposizioni ancora in vita. Rilevante è poi l’attività di delegificazione delle norme primarie concernenti gli aspetti organizzativi e procedimentali afferenti alla materia edilizia, secondo i criteri fissati dall’articolo 20 della legge 59/97.


Sul piano procedimentale si segnala lo snellimento della procedura per il rilascio della concessione edilizia, attraverso l’eliminazione della obbligatorietà del parere della Commissione edilizia ( la cui sopravvivenza è rimessa all’autonoma scelta dei Comuni) e l’introduzione, seppure con alcuni limiti, dell’autocertificazione in sostituzione del parere dell’azienda sanitaria locale.[1]


La scelta di abolire la Commissione edilizia, quale organo consultivo necessario per il rilascio della concessione edilizia, coerente con gli attuali obiettivi del nostro legislatore di operare drastiche riduzioni dell’attività consultiva nella pubblica amministrazione, è dettata dalla consapevolezza che il traguardo di una amministrazione pubblica più efficiente impone anche di differenziare e disarticolare i modelli organizzativi e i regimi normativi per adattarli alle diverse situazioni concrete.


Il Testo Unico sull’edilizia, che in Sicilia non si applica nella sua interezza, in quanto vi è una competenza esclusiva nell’ambito della urbanistica e dell’edilizia, all’articolo 4, comma 1 e 2 precisa che, rientra nella discrezionalità dell’amministrazione comunale il mantenimento o la soppressione della Commissione edilizia e, nei casi in cui la stessa sia mantenuta, la delimitazione delle sue competenze, ivi compresa la pronuncia di pareri e la loro obbligatorietà( cfr.art. 4 T.U).


Il Consiglio di Stato nel parere fornito allo schema di T,U sull’edilizia distingue tra norme primarie (quelle a contenuto sostanziale) e norme primarie delegificate (quelle procedimentali e organizzativi) e norme secondarie che sono rimaste tali.


Si aggiunge inoltre che sul piano del procedimento, rileva ancora l’Amministrazione, in attuazione dei criteri dell’articolo 20 L-59/97, gli aspetti innovativi di maggiore rilievo, per ciò che attiene alla semplificazione procedimentale, sono i seguenti : a) istituzione dello Sportello Unico dell’Edilizia; b) snellimento della procedura per il rilascio della concessione edilizia, attraverso l’eliminazione dell’obbligatorietà del parere della Commissione edilizia”.





2) sul piano della separazione delle competenze : Politica e Gestione


L’attuale composizione delle Commissioni edilizie, con la presenza del Sindaco o di un suo delegato si pone in contrasto con l’assetto delle competenze, basato sul principio della distinzione tra Direzione politica e Direzione gestionale[2] che così si riassume:


“Non puo’ non tenersi conto delle profonde innovazioni normative che hanno introdotto nell’ordinamento il principio, di portata generale, della netta separazione fra le funzioni di indirizzo politico- amministrativo(proprie degli organi politici e di governo) e di quelle di gestione (proprie dei dirigenti).


Tale principio già enunciato dall’ articolo 3 del decreto legislativo 29/93, per gli Enti locali è stato riaffermato dall’articolo 6 della legge 127/97.


Ne consegue che la presenza di organi politici nella commissione edilizia, deputata a pronunciarsi su richieste di autorizzazioni, concessioni edilizie, non è più consentita dall’attuale assetto normativo.


Occorre sottolineare che l’abolizione dell’intervento della Commissione edilizia è stata sospettata di illegittimità, in quanto, pur riconoscendosi che si trattava di un organo in via di sparizione, viene attribuita portata precettiva alla disposizione di cui al comma 3 dell’articolo 4 del decreto legge 398/1983 che prevede il parere obbligatorio della commissione nel procedimento volto al rilascio della concessione.


L’obiezione è facilmente superabile perché la materia procedimentale è delegificata, per cui considerando l’intervento della Commissione edilizia come momento procedimentale, il parere della Commissione imprescindile ai termini della normativa in materia edilizia.


Questa è l’errata impostazione che fornisce anche l ufficio legislativo e legale della Regione Sicilia[3], secondo il quale nella Regione Sicilia resisterebbe l’obbligatorietà della Commissione edilizia in virtù della legge regionale n° 25 del 1997.


L’eliminazione della Commissione edilizia non è da ricondurre alla materia urbanistica ed edilizia su cui la regione ha competenza esclusiva ma attiene alle norme procedimentali ovvero a come si vuole costruire il procedimento amministrativo per il rilascio della concessione edilizia.


Come si spiegherebbe che gli enti locali del resto dell’Italia hanno potere organizzativo e normativo in merito alla eliminazione o mantenimento della Commissione Edilizia e i comuni della regione Sicilia, in dispregio della normativa di portata generale, avente rilievo di riforma economico – sociale, resterebbero vincolati al mantenimento della Commissione ed a un suo funzionamento illegittimo in dispregio della normativa sulla separazione delle competenze poiché la legge regionale richiede ancora la presenza del Sindaco o di un suo delegato.


Il modello organizzativo da introdurre, a supporto delle responsabilità dell’ufficio innanzi a certi casi complessi, è invece lo Sportello dell’Edilizia e il modulo organizzativo della Conferenza di servizi.


Il primo perché il responsabile sarebbe supportato, e sono queste le paventate ragioni di una eliminazione tou cur della Commissione edlizia, da uno staff competente e stabile, che darebbe quella giusta garanzia di ponderatezza e di completezza istruttoria; il secondo come momento fisiologico e non più tappa eventuale ai fini dell’acquisizione degli assensi necessari per la definizione dei procedimenti.


Di non facile soluzione sarebbe la scelta del Presidente della Commissione, eliminando il Sindaco e o un suo delegato, posto che il responsabile del servizio sarebbe incompatibile, in quanto, mal si concilierebbe con il fatto che renderebbe a se stesso un parere.





3) Obbligo di non aggravare il procedimento : articolo 1, comma 2 della 241/90


Il terzo aspetto è legato all’obbligo da parte della Pubblica amministrazione di non aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria (cfr art.1, comma 2 della legge 241/90)[4].


La consultazione di commissioni, organismi e comitati è stata considerata un aspetto che nell’ambito del procedimento va attenzionato in modo particolare ai fini dello snellimento e della semplificazione dell’iter.


Invero l’articolo 16 della legge 241/90 fissa termini perentori agli organi consultivi, ovvero 45 gg per esprimere i pareri, termine che può essere interrotto una sola volta e per finalità di acquisire nuove valutazioni e ciò lascia intendere che la presenza di organismi consultivi non può essere considerato un momento per rallentare e strumento per rallentare l’attività amministrativa[5].


Indubbiamente il governo del territorio e le dinamiche sottese, implicando diversi e contrastanti interessi in gioco, è un ambito complesso le cui valutazioni molte volte richiedono considerazioni a più voci ma ciò come suggerito sopra può essere colmato con applicazioni di moduli organizzativi quali lo Sportello dell’Edilizia che vede coinvolti nell’attività istruttoria e di valutazione una molteplicità di competenze ed di professionalità imprimendo altresì un elemento di modernizzazione e di rinnovamento organizzativo, caratterizzato da trasparenza e da imparzialità.


Il rinnovo della commissione edilizia, così come richiesto dall’articolo 4 del TU sull’edilizia, non può trovare fondamento in un regolamento edilizio approvato antecedentemente alla normativa di riferimento, ma la questione va affrontata, semmai, in sede di adozione di un nuovo regolamento edilizio che tenga conto della normativa di portata generale di cui sopra sia negli aspetti formali che sostanziali.


Nella parte in cui il regolamento disciplina la nomina della Commissione edilizia è da disapplicare perché l’articolo 4, comma 3 non considera la commissione, nell’ipotesi in cui essa sia stata prevista dall’Ente, come organo consultivo il cui parere deve essere sempre e per tutte le istanze richiesto, deve essere circoscritto l’ambito di intervento e ciò può avvenire attraverso una modifica del regolamento edilizio.


Considerazioni conclusive


Le argomentazioni prospettate conducono a ritenere che : la normativa di riforma economico- sociale della Repubblica[6], avente portata generale, è applicabile in quanto tale anche alle regioni a Statuto Speciale[7]. Il rinnovo che si volesse operare della Commissione edilizia, comporta non poche difficoltà perché, pur essendo essa prevista in un regolamento vigente, quest’ultimo risulta non avere tenuto conto delle disposizioni del nuovo T.U, perché approvato, ovviamente, in data antecedente, quindi ricorre l’ipotesi di norma sopravvenuta a cui il regolamento deve adeguarsi ( articolo 4 del T.U. Edilizia) e ciò inevitabilmente condurrebbe alla disapplicazione del regolamento stesso in questa parte; infine mal si concilia l’attuale regolamento con la limitazione degli interventi al funzionamento della Commissione edilizia prevista dall’articolo 4, comma 2 e cioè non “indica gli interventi sottoposti al preventivo parere della Commissione edilizia”, disposizione che ha voluto fortemente segnare un limite alla istituzione della Commissione edilizia, e che il legislatore ha volutamente introdurre, trattandosi di disciplina di riforma economico – sociale, inserita nell’ambito della più generale impostazione della semplificazione amministrativa a cui deve tendere la Pubblica amministrazione.


In altri termini, anche quando un Comune decidesse di inserire la Commissione edilizia all’interno del procedimento amministrativo per il rilascio della concessione edilizia, si devono circoscrivere gli ambiti di intervento e il suo operato non può essere generalizzato, ovvero, la commissione può esprimere il parere solo per gli interventi tassativamente indicati dal regolamento edilizio, e non sulla generalità delle istanze, come finora è accaduto.[8]


Pur non sottovalutando il fatto che, la complessità del contesto operativo e la collegialità della decisione può essere salvaguardata introducendo modelli organizzativi più funzionali, innovativi e moderni, prospettando una apertura dell’attività di rilascio delle concessioni edilizie proiettata verso l’esterno, come lo Sportello Unico dell’Edilizia, in tal modo abbandonando metodi e sistemi che sono evocativi di procedure ormai sulla via del tramonto.


Sottolinea il C.d.S :” Ciascun Comune potrà pertanto autonomamente definire l’assetto organizzativo dello sportello, così come quello degli uffici e delle strutture interne destinate a coadiuvare lo sportello unico in sede procedimentale. In questa ottica va letta l’eliminazione dell’obbligatorietà del parere della Commissione edilizia e la previsione del potere del Comune di individuare altre istanze consultive”.





Carolina Ferro


Segretario generale del Comune di Mazzarino











[1] Si veda anche il parere reso dall’Adunanza generale del Consiglio di Stato sullo schema di Testo unico dell’edilizia, reso in data 29 Marzo 2001.



[2] Vedi parere del Consiglio di Stato del 1999, in tema di nuovo assetto delle competenze e parere della Commissione speciale del Consiglio di Stato reso in data 13 giugno 2003 n°2447/03.



[3] Si veda il parere dell’Ufficio legislativo e legale 304.98.11



[4] Una sentenza del T.A.R palermo n°1291/95 è da ritenersi ormai superata stante che le riforme di cui si è detto sono state successive;



[5] Si veda a tal proposito sentenza del T.A.R del Lazio del 7 Marzo 2007 n°2218, l’impossibilità del funzionamento di una commissione edilizia che ha come effetto quello di paralizzare l’attività di un comune sine die non inficia un provvedimento di annullamento della concessione edilizia reso senza avere sentito la Commissione edilizia la quale invece aveva reso il parere in prima istanza. Ne consegue che correttamente ,sostiene il tar, il Comune preso atto della detta circostanza, ha ritenuto di potr procedere all’impugnato annullamento pur in assenza del parere della commissione edilizia.



[6] Legge 59/97,127/97 e Testo Unico sull’edilizia decreto legislativo 380/01 ;



[7] Cfr Sentenza della Corte Costituzionale n°314/2003 e 308 del 2006, che pur affrontando questioni diverse dall’urbanistica ed edilizia, riafferma il principio che le leggi Bassanini ed in modo particolare la n°59/97 rappresenta anche per la regione Sicilia Norma fondamentale di riforma economico – sociale.



[8] Cfr articolo 4 del Decreto legislativo 380/2001, COMMA 3

http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/24144.html







I membri della C.E.C. non devono essere tra loro in rapporto di parentela o affinità;



Non essere coniuge del Sindaco, degli Assessori né essere con gli stessi in rapporto di



ascendenza o discendenza, parentela o affinità fino al 3° grado;



Per l'intera durata del mandato i membri della C.E.C. non possono assumere incarichi di



progettazione da parte di committenti privati, da sottoporsi al parere della C.E.C. stessa;






Estratto del Regolamento Edilizio Comunale e, in particolare gli artt. 4, 4 bis e 4 ter, che



disciplinano la composizione, le attribuzioni e il funzionamento della Commissione edilizia



comunale, sarà posto a disposizione di quanti ne facciano richiesta presso l'Ufficio Edilizia Privata



del Comune.






La composizione, la durata, le modalità di formazione, le attribuzioni e il funzionamento della



C.E.C. sono disciplinati dal vigente Regolamento Edilizio comunale.






La Commissione edilizia comunale non può essere composta, e tanto meno



presieduta, da organi politici dell’ente locale.












DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380



Art. 4 (L)



Regolamenti edilizi comunali



(legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 33)



2. Nel caso in cui il comune intenda istituire la commissione edilizia, il regolamento



indica gli interventi sottoposti al preventivo parere di tale organo consultivo.









Scadenza: 10 Luglio 2009, scaduto da 20 giorni
Questa Amministrazione intende procedere al rinnovo della Commissione Edilizia Comunale ai sensi dell’art. 21 del vigente Regolamento Edilizio Comunale.

Sono membri di nomina della suddetta Commissione n. 6 esperti, preferibilmente laureati o diplomati, esperti nelle materie concernenti l’urbanistica, l’architettura, il diritto, l’arte, la storia, l’ambiente agricolo naturale.

La Commissione è integrata da ulteriori due esperti tra laureati in architettura, ingegneria, urbanistica, agraria, materie ambientali e artistico-monumentali per l’esercizio delle deleghe di cui alla Legge Regionale n. 63/1997.


Info


Comune di Piazzola sul Brenta - Viale Silvestro Camerini n°3 tel 049 969.79.11 fax 049 969.79.30 e-mail: mailto protocollo@comune.piazzola.pd.it

Risorse




LE BREVI DA ISOLA DELLE FEMMINE


*SONO OLTRE 2.000.000 DUE MILIONI DI EURO OVVERO OLTRE 4.000.000.000 MILIARDI DI LIRE DEL VECCHIO CONIO GLI ONERI E TRIBUTI CHE IL COMUNE DEVE RISCUOTERE.
QUANDO SI PARLA DI ONERI E TRIBUTI PER UN COMUNE SI INTENDE ONERI DI URBANIZZAZIONE, COSTI DI COSTRUZIONE, ACQUA, RIFIUTI, I.C.I. E…………………………………………………………..

SICCOME SIAMO ORMAI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE A ISOLA DELLE FEMMINE. PENSIAMO CHE ANCHE QUESTO POSSA ESSERE UN OTTIMO STRUMENTO DI SCAMBIO DI FAVORI.

IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CON UN PAZIENTE LAVORO DI RICERCA HA INDIVIDUATO I NOMINATIVI SINO AD OGGI INADEMPIENTI.

*NEL MESE DI NOVEMBRE DELL’ANNO 2005 IL CONSIGLIO COMUNALE HA DETERMINATO ( REPERENDONE LA RELATIVA COPERTURA FINANZIARIA) IL PASSAGGIO DI TUTTI I DIPENDENTI DA UN RAPPORTO DI LAVORO PART.TIME AD UN RAPPORTO DI LAVORO FULL-TIME.

SICCOME AD ISOLA DELLE FEMMINE SIAMO IN PIENA CAMPAGNA ELLETTORALE CI SEMBRA DI CAPIRE CHE LA GESTIONE DEL PERSONALE (PROMOZIONI, ASSUNZIONI, PASSAGGI DI LIVELLO, RICONOSCIMENTI, BUONI PASTO E………) DEVE ESSERE INSERITA IN UN’OTTICA DI CONDIVISIONE ED ACCETTAZIONE.

FERMENTO TRA IL PERSONALE PER LE PROSIIME MOSSE PREMIANTI CHE GLI AMMINISTRATORI SI APPRESTANO AD ADOTTARE PER ALCUNI E BEN INDIVIDUATI CONSULENTI DIRIGENTI.

FORSE E' IL CASO DI BEN INTERPRETARE LA CIRCOLARE INTERPRETATIVA ANCI


1. il personale non dirigenziale
in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, ossia il personale che al 1° gennaio 2007 - data di entrata in vigore della legge – è in servizio ed ha già maturato tale requisito;
2. il personale non dirigenziale
in servizio a tempo determinato che consegua tre anni di servizio, anche non continuativi, in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006; si deve ritenere che detto personale, che deve essere in servizio al 1° gennaio 2007, potrà essere stabilizzato solo quando avrà maturato il requisito dei tre anni di servizio, poiché la norma richiede la maturazione del requisito di “precario di lungo periodo” (“che consegua… ”), in base a tre anni di servizio compiuti (prima del compimento dei 3 anni, infatti, non è possibile conoscere gli sviluppi del rapporto e le eventuali successive vicende modificative e/o interruttive dello stesso; si pensi, ad esempio, a fatti sopravvenuti di carattere disciplinare o ad altre opportunità di lavoro che consiglino l’interessato di estinguere anzitempo il rapporto in essere). Ciò implica che l’Ente, nell’effettuare la programmazione triennale dei fabbisogni, pianificherà, in relazione alla progressiva maturazione del requisito dei tre anni di servizio da parte dei dipendenti a tempo determinato, se e quando effettuare la stabilizzazione, anche in relazione a future vacanze dotazionali. Poiché il legislatore fissa come termine di riferimento il 29 settembre 2006, potrà essere stabilizzato solo il personale assunto prima di tale data e, dunque, non il personale assunto dal 29 settembre 2006 compreso in poi.
3. il personale non dirigenziale
che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, ossia il personale che è stato in servizio nel periodo compreso fra il 2002 ed il 2006;

*A PROPOSITO DI EDILIZIA A ISOLA DELLE FEMMINE SCOPRIAMO CHE:

-L’ATTIVITA’ DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE E’ INTENSISSIMA IN QUESTI ULTIMI MESI (vedasi il numero delle riunioni della C.E.C. che stanno conoscendo un incremento esponenziale);

-CON OSTINAZIONE VENGONO PRESENTATE IN SEDE DI C.E.C. SEMPRE LE STESSE PRATICHE (parecchie le ipotesi: approfittare dell’attimo di distrazione, stressare i componenti della C.E.C., oppure sono le elezioni che si avvicinano e le liste da approntare. Naturalmente stiamo scherzando. Restiamo in trepidante attesa di Vostre diverse versioni.)

LE PROVE?

COME ESEMPIO METTIAMO A CONFRONTO 2 ORDINI DEL GIORNO DELLA C.E.C. DI ISOLA DELLE FEMMINE ( DISTANZIATE DI CIRCA UN ANNO)


Commissione edilizia 8.9.2006

1)Rubino Anna prat 34/05 prot 9219 10.8.05 Richiesta C.E. per la costruzione di una villetta bifamiliare a due elevazioni fuori terra oltre piano cantinato da sorgere in Corso Italia

2)Spanò Giuseppe e Salvatore prat 39/05 prot 10660 27.9.05 SOSPESA Richiesta C.E. per il frazionamento di un immobile sito in C/da Torre Via Vespucci

3)Bruno Francesco Pietro Giovanna prat. 10/06 prot 3791 10.3.06 Richiesta C.E. per ristrutturazione e frazionamento immobile Via palermo

4)Tribunale Civile e Penale di Palermo prat 12/6 prot 7407 30.5.06 Progetto per il miglioramento sismico della porzione residua dell’immobile sito in Via dei Pini

5)Elauto s.r.l. 1° prat 13/6 prot 7527 1.6.06 Progetto per la realizzazione di una concessionaria B.M.W.

6)Enea Francesco part 15/6 prot 7947 12.6.06 Richiesta C.E. per il cambio d’uso da magazzino a civile abitazione del piano terra e sopraelevazione dei piani 1 e 2 immobile Via Michelangelo

7)Tavoletta Salvatore Frisina Domenica prat 8/5 prot 2161 16.2.05 INTEGRATA Richiesta C.E. per la realizzazione di una villa unifamiliare in p.ggio delle Rose

8)Giambona Giuseppa prat 19/6 prot 9882 2.8.06 Richiesta C.E. per la costruzione di una villetta unifamiliare nel lotto di terreno sito in Via Rocco Chinnici

9)Ferante Giuseppe prat 20/6 pro 9903 2.8.06 Richiesta di C.E. per la realizzazione di una villetta unifamiliare al completamento del corpo “A” sito in Corso Italia

10)Cardinale ed altri prat 21/6 prot 9905 2.8.06 Piano di lottizzazione “Cardinale ed altri”

11)Enea Francesco prat 22/06 prot 10158 10.8.06 Richiesta di C.E. per cambio destinazione d’uso del piano terra, da magazzino a civile abitazione, immobile sito in Via Michelangelo 21

12)Riso Maria Rosaria Ant Salvatore Intravia Conc Riso Vincenzo prat 23/6 prot10690 30.8.06 Richiesta di C.E. per il frazionamento unità immobiliare sita in via Mazzini 45

EX ARTICOLO 13 L. 47/85
1)Ferrante Francesca Laura Bruno Cosimo prat 37/5 pro 10365 19.9.05 Richiesta C.e. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per la realizzazione di 3 loculi

2)Lombino Giovanna Sacullo Rito prat 38/5 prot 10467 27.9.05 Richiesta C.e. ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per le opere realizzate in difformità alla C.E. 15/3

3)Prestipino Pietro prat 8/6 prot 3449 6.3.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 Lç 47/85 per opere abusive Via Volta

4)Di Giovanni Salvatore prat 9/6 prot 3598 8.3.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per opere abusive in Viale dei Pini

5)Bellis Ernesta prat 14/6 prot 7869 6.6.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per la realizzazione di alcuni corpi di fabbrica in Viale Saraceni

6)Di Grigoli Francesca prat 16/6 prot 8141 16.6.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per la realizzazione di una tettoia in legno, la chiusura e successiva apertura di un vano porta e realizzazione di una scala di collegamento immobile sito in via Trapani 5

7)Gulì Vincenzo prat 17/6 prot 9487 19.7.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 relativa ad un fabbricato sito in Isola delle Femmine Via Vespucci (ex Via dei Villini)

8)Sirenetta Holidays S.r.l. prat 18/6 prot 9784 28.7.06 Richiesta di C.E. in sanatoria ai sensi dell’art 13 L. 47/85 per le opere realizzate in difformità della C.E. 33/93 25/99 16/2000.

ELENCO VARIANTI
1)Riccobono Pietro prat 7/5 prot 2015 16.2.05 Variante in corso d’opera di cui alla C.E. 22/3 SOSPESA

2)Scrivano Rino prat 4/6 prot 1657 2.2.06 Richiesta di variante in corso d’opera alla C.E. n 15/5

TOMBE
1)Cardinale Orazio prat 11/6 prot 7375 30.5.06 Progetto per la costruzione del tipo A Lotto 36/A


IL RESPONSABILE DEL II SETTORE ARCH SANDRO D’ARPA


IL SINDACO GASPARE PORTOBELLO


ELENCO PRATICHE EDILIZIE OGGETTO ORDINE DEL GIORNO PER LA SEDUTA DELLA C.E.C. DEL 6.6.07


1)pratica edilizia 34/05 Rubino Anna prot 8731 26.7.05 (integrata 28.12.05) Richiesta C.E. per la realizzazione di un edificio per civile abitazione oltre piano cantinato lotto A plani volumetrico Scalici.

2)pratica edilizia 12/06 Tribunale Civile e penale di palermo prot 7407 30.5.06 (Di Maio vs Billeci Gambino) istanza 30.5.06 progetto di ampliamento sismico della porzione residua immobile sito in Via dei Pini 11.

3)pratica edilizia 21/06 Cardinale ed altri prot 9905 2.8.06 Piano di lottizzazione “Cardinale ed altri” ricadente in parte in zona “C2” residenza stagionale fg 1 particelle 379,927,935, 041, 15, 1491, 1492, 1493, 1494, 17, 1486, 1487, 1488, 1489, 16, 14, 1073, 1074, 1075.

4)pratica edilizia 37/06 prot 15255 Richieta C.E. per la realizzazione di una tomba gentilizia lotto 103-bis.

5)pratica edilizia 2.2007Cutino Domenica istanza 4.1.07 prot 140 richiesta C.E. per la sopraelevazione di piani I e II di un edificio sito in via Falcone 12.

6)pratica edilizia 3.07 Lo Bello Silvana istanza 8.1.07 prot 304 richiesta ce per il frazionamento dell’u.i. di piano 1° di via Montinaro 1.

7) pratica edilizia 4.07 Pietro Riso istanza 10.1.07 prot 421 Richiesta CE per la sopraelevazione dell’immobile di via Roma 207 ed accorpamento con l’immobile adiacente.

8)pratica edilizia 5.07 Multimedia S.r.l. istanza 6.2.07 prot 1741 Richiesta di CE per l’ampliamento di un complesso industriale consistente nella realizzazione di una palazzina uffici.

9)pratica edilizia 6.07 Lo Bianco Agostino istanza 6.3.07 prot 2929 Richieta CE per la realizzazione di quattro villette a schiera fg. 3 part 1909.

10)pratica edilizia 7.07 Giambona daniela istanza 8.3.07 prot 3077 Richiesta CE per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’immobile sito in via Cutino 31/33 angolo via Quattro Novembre.

11)pratica edilizia 8.07 Taormina Antonia Giovanna ed altri istanza 29.03.07 prot 3975 Richiesta CE per il completamento e variante inerente il villino bifamigliare denominato corpo A via Libertà.

12)pratica edilizia 9.07 Taormina Antonia Giovanna ed altri istanza 29.03.07 prot 3978 Richiesta CE per il completamento e variante inerente il villino bifamigliare denominato corpo B via Libertà.

13)pratica edilizia 10.07 Taormina Antonia Giovanna ed altri istanza 29.03.07 prot 3980 Richiesta CE per il completamento e variante inerente il villino bifamigliare denominato corpo C via Libertà.

14)pratica edilizia 11.07 Taormina Antonia Giovanna ed altri istanza 29.03.07 prot 3981 Richiesta CE per il completamento e variante inerente il villino bifamigliare denominato corpo D via Libertà.

15)pratica edilizia 12.07 Immobiliare Calliope S.r.l. istanza 03.0407 prot 3981 Progetto di variante ai sensi dell’art 15 L 47/85 relativo a n 9 corpi di fabbrica denominati A, B, C, D, E, F, G, H, I per complessivi 50 alloggi per civile abitazione impresa Immobiliare Calliope

16)pratica edilizia 13.07 Lucido Erasmo Lucido Domenico istanza 06.0407 prot 4211 Progetto per la sopraelevazione del secondo piano di un fabbricato per civile abitazione a due piani f.t. sito in via A.Volta 25.

17)pratica edilizia 14.07 Lucido Giuseppe prot 4212 6.4.07 Progetto per la ristrutturazione del p.t. e sopraelevazione di primo piano e secondo piano di una casa in Via Romeo 51.

18)pratica edilizia 15.07 Enea Orazio prot 4605 17.4.07 Progetto per la realizzazione di una casa rurale da sorgere in via delle Industrie su un lotto censito al fg 2 particelle 116, 913, 915.

NON POTEVA DI CERTO MANCARE IL FAMOSO Art. 13

1)Pratica edilizia 24.06 Mannino Francesco prot 7204 25.5.07 Realizzazione di una struttura precaria al piano secondo di un edificio per civile abitazione in territorio di isola delle Femmine via Cutino 9.

2)pratica edilizia Sirenetta Hollidays progetto in sanatoria


Il Responsabile del III Settore Arch D’Arpa Sandro


Il Sindaco Prof Gaspare Portobello


Comitato Cittadino Isola Pulita

NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


http://rinascita-di-isola.blogspot.com/search/label/P.R.G.%20E%20ABUSIVISMO%20A%20ISOLA%20DELLE%20FEMMINE
Ric. n. 2521/05 Sent. n.4145/05
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda Sezione, costituito da:

Pubblicato il 25/08/2009 da Pino Ciampolillo

Pubblico protagonista in Consiglio

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