CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, January 31, 2007

*Isola delle Femmine Disposto il divieto di dimora al comandante e al suo vice
Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010








Dichiarazione a verbale del Comitato Cittadino Isola Pulita alla Conferenza dei Servizi Italcementi Assessorato Territorio Ambiente del 31.1.07 (CENSURATO)

Il Comitato Isola Pulita Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani a seguito delle notizie relative allo smantellamento in atto del Servizio 3 ad opera del Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo, che vede in primo luogo il sollevamento dall'incarico del dott. Gioacchino Genchi con provvedimento immotivato ed illegittimo, esprime tutta la propria preoccupazione per l'attacco sferrato contro i dirigenti di questo Servizio che in questi anni si sono distinti per la loro azione in difesa della legalità, per il rispetto delle norme ambientali e per la tutela della salute della gente.
Il Comitato Isola Pulita denuncia e censura con forza questo attentato all'imparzialità della Pubblica Amministrazione, che compromette seriamente l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa in un settore strategico della tutela dell'ambiente quale è quello dell'inquinamento atmosferico e si chiede quali interessi reconditi muovano simili immotivate decisioni.
Da questo punto di vista, la rimozione del dott. Gioacchino Genchi e, da quello che si è appreso nelle ultime ore, i tentativi di delegittimazione dell'operato del dott. Alessandro Pellerito, sempre ad opera dell'arch. Tolomeo, con improvvide ed immotivate intrusioni ed interruzioni nello svolgimento delle conferenze dei servizi, con atteggiamenti palesemente intimidatori e relative minacce sull'attività lavorativa, crea profondo disorientamento e sfiducia nel buon andamento dei procedimenti autorizzativi in corso e conferma per intero le perplessità che questo Comitato nutre circa la regolarità delle procedure in corso, sia sotto l'aspetto tecnico che amministrativo, laddove venisse a mancare la presenza e l'esperienza dei suddetti dirigenti chimici e ci si dovesse invece trovare di fronte a soggetti privi di apposita competenza professionale, a cominciare dalla laurea attinente alla materia, e quindi, nel migliore dei casi, in balia di pericolosa improvvisazione.
Ora, poichè con la salute della gente non è consentito a nessuno scherzare, tanto più a responsabili apicali delle Pubbliche Istituzioni, il Comitato Isola Pulita, che si è intestato la battaglia contro i danni ambientali, reali e potenziali, di un colosso produttivo quale il cementificio di Isola delle Femmine, inserito tra gli abitati dell'omonino Comune e di quello di Capaci, ritiene che nelle condizioni su esposte non sussistono gli elementi minimi di garanzia nello svolgimento del procedimento autorizzatorio.
Il Comitato Isola Pulita si attiverà in tutte le sedi che riterrà opportuno, anche in quella giudiziaria, per denunciare lo stato delle cose e le responsabilità civili e penali dei soggetti che hanno determinato e stanno ancora determinando questa delittuosa situazione, affinchè sia ripristinata la legalità violata e siano annullati i provvedimenti dispotici ed arbitrari dell'arch. Tolomeo, peraltro unico Dirigente Generale in tutta la storia della Regione Siciliana ad essere stato sfiduciato per il suo operato dall'Assemblea Regionale Siciliana per di più su proposta delle stesse forze politiche della maggioranza di governo.
Il Comitato Isola Pulita esprime tutta la propria solidarietà, che non mancherà di tradursi in atti concreti, ai dirigenti chimici del servizio 3 oggetto degli attuali attacchi sconsiderati ed auspica che, con l'aiuto delle Autorità all'uopo preposte, venga fatta piena luce su una siffatta vicenda dai contorni inquietanti.



Il Comitato Isola Pulita Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani


Si è tenuta la conferenza di servizi istruttoria ai sensi del D.Lgs. 50/2005, in data 31.01.07 presso i locali dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente per pervenire all’istruttoria dell’AIA in merito alla domanda presentata dalla ditta Italcementi con stabilimento in Isola delle Femmine in prov di Palermo.
Alle ore 11,30 son presenti i sigg.:Arch Gianfranco Cannova Responsabile del procedimento;
In Giorgio Sirchia referente tecnico AIA per conto dell’Assessorato Territorio e Ambiente;
D.ssa Felicia macaluso in servizio al servizio 2 di questo Assessorato;
Sigra Mariella mazzola in Servizio al servizio 2 di questo Assessorato;
D.ssa maria Rita Pecoraio Provincia Regionale di Palermo, Uff Emissioni in atmosfera;
Dottor Vincenzo Ruvolo responsabile U.O. Atmosfera;
D.ssa Giudice Vittoria U.O. suolo DAP Palermo;
Vincenzo Longo Sindaco di Capaci;
Gaspare Portobello Sindaco isola delle femmine;
Marcello Cutino Consigliere comunale Isola delle Femmine;
Dottor Vincenzo Di Dio coordinamento ass. ambientaliste rete Lillyput;
Mario Aiello associazione difesa mare e triitorio rete Lillyput;
Giuseppe Scalisi direttore generale comune di capaci;
Fabio Solina rappr. Isola Pulita;
Pino Ciampolillo comitato Isola Pulita;
Andrea Tacca rappr. Italcementi;
Isabella Bussi rappr. Italcementi;
Dottor Gardi Stefano rappr. Italcementi;
Giovanni La Maestra rappr. Italcementi;
Paolo Amaro rappr. Italcementi;Si dà la parola ai rappresentanti della ditta Italcementi, nella persona del dottor Gradi che espone e descrive i lavori in variante che si intendono attuare nello stabilimento di Isola delle Femmine, al fine di migliorare il rapporto tra lo stabilimento e l’ambiente circostante.
Il dottor Ruvolo del Dap di Palermo fa presente di non aver mai ricevuto copia del progetto, risponde l’arch Cannova spigando che la documentazione cartacea nonché gli inviti alle varie riunioni sono state spedite alla Direzione regionale dell’Arpa Sicilia, ma che per ottemperare a tale mancanza oggi viene consegnata per mani al dottor Ruvolo, copia cartacea del progetto iniziale con copia informatica dei lavori di variante, in modo da rendere il Dap in grado di esprimere il proprio pare di competenza nelle prossime riunioni.
La dottoressa percorro acquisisce copia informatica del progetto di variante, che in successive riunioni esprimerà parere per le proprie competenze.
Il sindaco di capaci chiede di entrare in possesso della documentazione progettuale prodotta dalla dita Italcementi, l’arch Cannova fa presente di non poter esaudire tale volontà in quanto l’impianto Italcementi non ricade nel territorio del comune di capaci, ma la ditta Italcementi provvederà direttamente a consegnare quanto chiesto.
Il Sindaco di isola delle femmine fa presente l’assenza della Sopraintendenza e ne chiede la presenza nelle prossime riunioni, ritenendo necessaria la presenza in vigenza di vincoli paesaggistici.
Il sig Aielo fa presente che si riserva di fare osservazioni quando saranno presenti tutti gli inviati nella convocazione.
Il Sig Di Dio osserva che la valutazione di incidenza sia più dettagliata nei dati circa il SIC forniti dalla ditta, inoltre le schede sulle singole specie siano riportate ai luoghi oggetto di intervento.
Il signor Ciampolillo rappr Isola Pulita avendo riferimento la normativa sull’urbanistica, salute e ambiente considerato ceh l’Italcementi è considerata per legge classificata un’azienda insalubre danneggia tutto ciò che circonda il paesaggio per la delocalizzazione dell’impianto.
Il dottor Gardi prende atto delle richieste e osservazioni presentate e si chiede la determinazione nella prossima sessione, tenuto conto che stiamo lavorando per migliorare l’impianto.
La dottoressa Macaluso fa presente che per la VIA fa presente che probabilmente il progetto sarà assoggettato alla procedura VIA, e chiede che venga prodotta la foosimulazione dell’impianto da realizzare.
L’ing Sirchia si riserva di esprimere un nuovo parere istruttorio in base alla documentazione aggiuntiva presentata dalla ditta Italcementi.
Non avendo nient’altro da dibattere si chiude la riunione rimandando alla prossima convocazione, alle ore 13,45.
FIRME



Il Comitato Cittadino Isola Pulita in accordo con il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani si riserva, dopo attenta valutazione sulla regolarità e le modalità in cui si è svolta la conferenza di servizio della Italcementi, di attivare in tutte le sedi che riterrà più opportune, anche quelle giudiziarie, affinché siano garantiti le regolarità procedurali e il rispetto delle leggi.


Tuesday, January 30, 2007




Ars: delegittimati ingiustamente i dirigenti dell’Assessorato Territorio e Ambiente
- 29 gennaio 2007

Associazione "Decontaminazione Sicilia" coordinamento di comitati civici, associazioni e liberi cittadini per difesa dell’ambiente e dei Beni Comuni - viale Italia 179 Augusta (SR)
COMUNICATO STAMPA

Nelle prime ore del 28 gennaio 2007, con una deliberazione senza precedenti, l’Assemblea regionale siciliana ha di fatto espresso una forte censura sull’operato del Dirigente generale del Dipartimento regionale Territorio e ambiente, arch. Pietro Tolomeo. Come si legge nell’ordine del giorno presentato dal Gruppo parlamentare di Forza Italia, approvato coi voti di maggioranza e opposizione, egli avrebbe «avviato un’opera di delegittimazione nei confronti dei dirigenti», «apostrofato gli stessi come ignoranti, intimando loro di dimettersi dagli incarichi ricevuti a pena di valutazione negativa con ritorsioni sulla progressione di carriera», disatteso «le disposizioni di legge e di Governo, sottoutilizzando le professionalità dirigenziali della Regione ed esponendo l’Amministrazione a sicuro contenzioso» e causato in ultima analisi «un danno economico al Bilancio regionale e al Pubblico Erario».
Fra i dirigenti di fatto esautorati dai provvedimenti di Tolomeo spiccano il Dott. Gioacchino Genchi e la Dott.ssa Maria Assunta Candido, già responsabili fra l’altro dei pareri tecnici in materia di emissione in atmosfera per gli impianti di incenerimento e per gli impianti di produzione di energia eolica, nonché i quattro dirigenti dei servizi periferici del Demanio Marittimo, estromessi illegittimamente dall’Assessorato al Territorio e ambiente e messi a disposizione dell’Assessorato alla presidenza.
Il Governo regionale, ora formalmente impegnato a «richiamare l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente al rispetto ed alla corretta applicazione delle normative nazionale e regionale», dovrà adesso «annullare i procedimenti di revoca già avviati» nei confronti dei dirigenti, impartendo «opportune direttive assessoriali al dirigente generale». Il Coordinamento dei comitati civici auspica inoltre che il Governo regionale riveda tutti i provvedimenti recentemente adottati dal Dirigente generale, annullandoli qualora si rilevassero ulteriori irregolarità e riesaminando l’attitudine del medesimo a svolgere l’incarico affidatogli ed a ricoprire il suo ruolo istituzionale.
Palermo, 28 gennaio 2007
f.to Il Presidente
(Prof. Luigi Solarino)

seguono gli allegati ordine del giorno Gestione diretta del Demanio Marittimo Regionale della Regione Siciliana.

e copia del resoconto stenografico della 46ma seduta dell’Assemblea regionale siciliana del 27 e 28 gennaio 2007. (pagg. 110, 115 e 116)

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA GRUPPO PARLAMENTARE FORZA ITALIA
ORDINE DEL GIORNO

Gestione diretta del Demanio Marittimo Regionale della Regione Siciliana.
L’Assemblea Regionale Siciliana

PREMESSO CHE :

in attuazione degli articoli 32 e 33 dello Statuto della Regione Siciliana, con Decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1961 n. 1825 recante "Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia di demanio e patrimonio" all’art. 3 è stato previsto che "sono assegnati alla Regione Siciliana i beni demaniali ivi esistenti che non interessano la difesa dello Stato e quelli patrimoniali disponibili, nonché quelli indisponibili”’;
all’art. 8 del D.P.R. sopra citato è stato previsto che "con successivo provvedimento saranno emanate le norme di attuazione nella materia del demanio marittimo " ;
con Decreto del Presidente della Repubblica 1° luglio 1977 n. 684 recante "Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia di demanio marittimo" sono stati trasferiti alla Regione Siciliana tutti i beni del demanio ad eccezione di quelli utilizzati dall’Amministrazione militare; con la Legge 8 luglio 2003 n. 172 recante "Disposizioni per il riordino ed il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico" al comma 7° dell’art. 6 si statuisce che "a decorrere dal 1° luglio 2004, le attribuzioni relative ai beni del Demanio Marittimo, già trasferite alle regioni ai sensi del D.P.R. 1° luglio 1977 n. 684, sono esercitate direttamente dall ’Amministrazione Regionale ";

CONSIDERATO CHE:
l’Assemblea Regionale Siciliana, al fine di applicare la norma nazionale sopra citata ed al fine di consentire l’esercizio diretto delle funzioni amministrative del demanio marittimo e della salvaguardia delle coste, ha approvato la Legge regionale 29 novembre 2005 n. 15 recante
"Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull’esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo" esplicitando così la volontà legislativa di far assumere all’Amministrazione regionale tale esercizio diretto con benefici per il Bilancio Regionale sia sul piano dell’incremento delle entrate che sul decremento della spesa;
l’art. 6 comma 1° della ora citata L.R. 15/2005 testualmente recita : "Nelle more della predisposizione di una legge organica che disciplini l’esercizio delle funzioni relative alla gestione diretta del demanio marittimo prevista dall’art. 6, comma 7°, della Legge 8 luglio 2003 n. 172, sono istituiti gli uffici periferici del demanio marittimo regionale ";
l’art. 6 comma 2° della stessa L.R. 15/2005 aggiunge : "L’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, a decorrere dall’esercizio finanziario 2006, provvede al loro funzionamento (degli uffici periferici) anche stipulando appositi accordi o intese con il Corpo delle
capitanerie di porto appositamente autorizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ";
appare quindi evidente la volontà legislativa di consentire in primìs l’avvio operativo dei citati uffici e ciò, subordinatamente, anche tramite appositi accordi o intese con il Corpo delle capitanerie di porto con il fine evidente di utilizzare un periodo transitorio massimo di due anni e con una spesa massima già quantificata. Accordi ed intese che sono quindi da intendersi come mezzo e non certamente come fine;
il comma 1° dell’art. 10 della L.R. 15/2005, infatti, reca: “Per le finalità di cui all’articolo 6, (provvedere al funzionamento degli uffici periferici del demanio marittimo) gli oneri ricadenti negli esercizi finanziari 2006-2007, quantificati in 1.000 migliaia di euro per ciascun anno, trovano riscontro nel Bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2. capitolo 215704, accantonamento 1001 ";
con Deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15.12.2005, esternata con Decreto del Presidente della Regione n. 05/Area l/S.G. del 16 gennaio 2006, è stata operata la modifica delle strutture intermedie del Dipartimento Territorio e Ambiente , a seguito di proposta dell’Assessore regionale del territorio e dell’ambiente, prevedendo l’istituzione di otto uffici periferici del demanio marittimo con struttura, essendo appunto uffici periferici ed alla pari delle altre articolazioni territoriali di altri dipartimenti ed in linea con i dettami della L.R. 10/2000 e dei CC.CC.RR.LL., di servizi e più precisamente:
Servizio 9 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Palermo) Servizio 10 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Milazzo) Servizio 11 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Messina) Servizio 12 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Augusta e Catania) Servizio 13 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Siracusa e Pozzallo) Servizio 14 (ambito di competenza delle Capitanerie di Porto di Gela e Porto Empedocle ) Servizio 15 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo) Servizio 16 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Trapani)

PRESO ATTO CHE :
con atto di interpello n. 79 del 20 gennaio 2006 il Dirigente Generale pro-tempore del Dipartimento Territorio e Ambiente, Avv.to Giovanni Lo Bue, dava avviso alla dirigenza della necessità di ricoprire la dirigenza dei suddetti Servizi e chiedendo la relativa disponibilità agli eventuali interessati, proseguendo così nell’azione di ottemperanza alle disposizioni normative e del Governo regionale; previa dichiarazione di disponibilità e degli adempimenti propedeutici venivano stipulati i primi contratti individuali di lavoro per la copertura della dirigenza di quattro tra i servizi sopra detti tra il Dirigente Generale del D.T.A. e i dirigenti regionali: Ajello Felice, Coscienza Silvia, Giglione Salvatore e Piraneo Raffaele rispettivamente per andare a dirigere i Servizi 15 (di Mazara del Vallo), 16 (di Trapani), 14 (di Agrigento) e 9 (di Palermo); i suddetti dirigenti hanno iniziato la propria attività ed, in particolare, hanno posto in essere quanto previsto dai singoli contratti per la fase di avvio e per quanto di loro competenza;

CONSTATATO CHE:
l’attuale Assessore al Territorio e Ambiente, in data 12 settembre 2006 ha stipulato una convenzione con il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto al fine di avvalersi, sino al 31 dicembre 2007, per "l ’esercizio dell’attività di supporto istruttorio e tecnica (art. 1 comma 2 della convenzione) espletate sui piano dell’applicazione della norma sostanziale e delle procedure in conformità alla normativa regionale e nazionale in vigore" (art. 2 comma 1 della convenzione); i "percorsi istruttori" previsti dall’art. 4 della sopra citata convenzione devono essere riferiti, riguardo all’Amministrazione regionale all’Assessorato territorio e ambiente nelle sue articolazioni centrali e periferiche; la citata convenzione deve poter essere applicata nel pieno rispetto delle norme statali e regionali e delle direttive del Governo, peraltro già espresse attraverso apposite deliberazioni di Giunta regionale; per la stipula della convenzione citata, sono state utilizzate, per l’anno finanziario in corso, 620migliaia di euro con impegno di spesa del 12 ottobre 2006, a valere sul capitolo 442539 (U.P.B. 11.2.1.3.1) del Bilancio regionale, sul quale capitolo destinato a "Spese per il funzionamento degli Uffici periferici del demanio marittimo regionale anche mediante accordi ed intese con il corpo delle capitanerie di porto" restano quindi disponibili 380 migliaia di euro; gli accordi o intese con il corpo delle capitanerie di porto possono essere stipulate, secondo il disposto normativo della legge regionale 15/2005 esclusivamente per il funzionamento degli uffici periferici del demanio marittimo regionale e non certo per sostituirne la funzione; ogni contraria o diversa interpretazione avrebbe come risultato ultimo solo quello di aumentare la spesa a carico della Regione Siciliana di 1.000 migliaia di euro l’anno per ottenere prestazioni, da parte delle Capitanerie di Porto, prima previste per le Stesse dalla norma ma che, ormai dalla fine del 2005, devono per legge essere esercitate direttamente dalla Regione Siciliana, Dipartimento Territorio e Ambiente del medesimo Assessorato;

PRESO ATTO CHE :
il Dirigente Generale del Dipartimento regionale Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo, anziché proseguire nell’opera di avvio operativo degli Uffici periferici del demanio marittimo regionale già precedentemente intrapresa dall’allora dirigente generale pro-tempore, applicando così la legge regionale 15/2005 nonché tutti gli atti di indirizzo programmatico del Governo regionale, ha viceversa posto in essere un comportamento ostativo nei confronti dell’avvio degli uffici citati ed ha altresì avviato un’opera di delegittimazione nei confronti dei dirigenti responsabili dei servizi del demanio marittimo già incaricati attraverso contratti individuali regolarmente stipulati e registrati, ha apostrofato gli Stessi come ignoranti, intimando loro di dimettersi dagli incarichi ricevuti a pena di valutazione negativa con ritorsioni sulla progressione di carriera ed ancora, avendone ricevuto rifiuto, ha avviato procedimento di revoca degli incarichi con la motivazione di una presunta "impossibilità di esecuzione della prestazione prevista dal contratto individuale" e quindi, con tale comportamento, disattendendo le disposizioni di legge e di Governo, sottoutilizzando le professionalità dirigenziali della Regione ed esponendo l’Amministrazione a sicuro contenzioso, ed infine, causando un danno economico al Bilancio regionale;

PRESO ATTO, ALTRESI’, CHE:
con DDG n. 23 dell’08 gennaio 2007 è stato revocato il contratto del Dirigente Responsabile dell’Area 5 “Demanio Marittimo”, arch. Rosario Lazzaro, senza valido motivo;

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
A richiamare l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente al rispetto ed alla corretta applicazione delle normative nazionale e regionale e degli indirizzi di Governo già espressi attraverso apposite deliberazioni e decreti riguardo alle funzioni relative alla gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
A richiedere all’Assessore regionale al Territorio e Ambiente la modifica, se ed in quanto necessaria, della Convenzione stipulata con il Comando generale del corpo delle capitanerie di porto oltre che riguardo ai contenuti operativi anche riguardo alla parte economica in modo da consentire il quanto più celere avvio della piena operatività degli uffici periferici del demanio marittimo e l’autonoma esecuzione, da parte dell’Amministrazione regionale, delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
A richiedere all’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, al fine di garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione a cui è preposto, di farsi garante della continuità dell’azione amministrativa, attraverso la piena legittimazione dei dirigenti dei Servizi periferici del demanio marittimo già incaricati e la nomina dei restanti a incaricare, procedendo quindi all’immediato annullamento dei procedimenti di revoca già avviati ed al corretto utilizzo delle somme appostate per legge regionale 15/2005 secondo quanto previsto dagli articoli 6 e 10 della ora citata legge.
Quanto ora detto tramite opportune direttive assessoriali al dirigente generale ed esercitando i poteri, eventualmente anche sostitutivi, di cui all’art. 2 comma 4° della legge regionale 15 maggio 2000 n. 10 ;

A richiedere all’Assessore regionale al Territorio e Ambiente il pieno rispetto e la totale applicazione della legge 8 luglio 2003 n. 172, della legge regionale 29 novembre 2005 n. 15, del Decreto dirigenziale del Ragioniere Generale della Regione Siciliana n. 16/2006 del 1° febbraio 2006, del DPRS n. 10 del 22 giugno 2001, del DPRS n. 16 del 20 gennaio 2006 nonché di tutte le norme vigenti e delle deliberazioni della Giunta Regionale afferenti la gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;

A richiedere all’Assessore regionale al Territorio e Ambiente l’applicazione di una politica di gestione del territorio, ed in particolare del demanio marittimo, autonoma e scevra da sovrapposizioni di apparati statali che appesantiscano l’azione amministrativa con nocumento per l’utenza, per il bilancio regionale e per la incisività della gestione del territorio;
A richiedere altresì all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente una politica di gestione del territorio che preveda un progetto complessivo di salvaguardia delle coste e di programmazione e conoscenza reale del territorio senza per questo penalizzare l’iniziativa privata riguardo al corretto e sostenibile sfruttamento delle potenzialità turistiche e ricreative e di intrattenimento.
Palermo,

Copia del resoconto stenografico della 46ma seduta dell’Assemblea regionale siciliana del 27 e 28 gennaio 2007. (pagg. 110, 115 e 116)
numero 63 “Gestione diretta del Demanio Marittimo Regionale della Regione Siciliana”, dell’onorevole Cascio;
numero 64 “Iniziative a sostegno della flotta peschereccia siciliana”, degli onorevoli Oddo Camillo ed altri;
numero 65 “Completamento dell’opera metropolitana catanese”, degli onorevoli Villari ed altri;
numero 66 “Criteri per la predisposizione di uno schema di Piano energetico regionale”, dell’onorevole Turano;

Assemblea Regionale Siciliana

XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007
numero 67 “Istituzioni di un Dipartimento interaziendale di Oncologia e di Servizio PET e Risonanza magnetica nella provincia di Siracusa, degli onorevoli Gianni ed altri;
numero 68 “Istituzioni di unità emodinamiche nelle province siciliane, degli onorevoli Gianni ed altri;
numero 69 “Iniziative a supporto dell’imprenditoria femminile”, dell’onorevole Gianni;
numero 70 “Istituzione ‘Premio dottor Giulio Giuseppe Castellino’”, degli onorevoli Cimino ed altri;
numero 71 “Recepimento legge 9 dicembre 1986, numero 896 riguardante fonti alternative per la produzione di energia elettrica”, degli onorevoli Cimino ed altri;
numero 72 “Misure per l’installazione di gruppi elettrogeni per la produzione di energia elettrica alimentati al olio vegetale”, degli onorevoli Cimino ed altri;
numero 73 “Applicazione della legge regionale 14 aprile 2006, numero 16 nella parte riguardante la sala operativa regionale di Protezione civile (SORIS)”, degli onorevoli Cimino ed altri;
numero 74 “Provvedimenti per l’esonero dei tributi consortili, per l’anno 2006, relativi ai consorzi di bonifica di Catania e Caltagirone”, degli onorevoli Villari ed altri;
numero 75 “Istituzione dell’Osservatorio regionale dei beni confiscati alla mafia”, degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 76 “Verifica dello stato di attuazione del progetto INFOA e misure volte a consentire alle imprese di beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa sull’apprendistato”, degli onorevoli Oddo Camillo ed altri;
numero 77 “Istituzione dell’Osservatorio regionale di protezione e pubblica tutela dei minori”, degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 78 “Assorbimento del personale ex COGEMA nella Beni Culturali S.p.A.”, dell’onorevole Gianni;
numero 79 “Interventi per migliorare e potenziare il servizio emergenza-urgenza 118 della provincia di Trapani”, degli onorevoli Oddo Camillo ed altri;
numero 80 “Reperimento di risorse per l’organizzazione dei giochi internazionali del Parco delle Madonie”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 81 “Attuazione protocollo d’intesa tra la Regione siciliana e il Presidente dell’Arcidonna”, degli onorevoli Apprendi ed altri;

Assemblea Regionale Siciliana

XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007
numero 82 “Istituzione di un numero verde per le informazioni relative alle patologie delle infezioni osteoarticolari”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 83 “Istituzione di un servizio regionale di continuità assistenziale pediatrica”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 84 “Stipula convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 85 “Provvedimenti per la destinazione delle somme relative ai biglietti di ingresso nei musei siciliani”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 86 “Riconoscimento ai signori Billitteri, Militello e Pisciotta dei benefici di cui all’art. 4 della legge regionale 20/99”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 87 “Mantenimento del telefono giallo per la prevenzione del suicidio”, degli onorevoli Apprendi ed altri;
numero 88 “Iniziative finalizzate alla bonifica delle coste”, degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 89 “Formulazione definitiva del Piano di sviluppo rurale 2007-2013”;
numero 90 “Applicazione del criterio di rotazione per i Direttori generali delle ASL”, degli onorevoli Fleres ed altri;
numero 91 “Stabilizzazione dei medici veterinari presso le AUSL”, degli onorevoli Rizzotto ed altri;
numero 92 “Applicazione dell’articolo 13 della legge regionale 17/1990 riguardante i servizi di Polizia municipale”, degli onorevoli Di Mauro ed altri;
numero 93 “Salvaguardia dei lavoratori delle aziende autonome delle Terme di Sciacca ed Acireale trasformate in Società per azioni”, degli onorevoli Di Mauro ed altri;
numero 94 “Superamento della incongruenza normativa riguardante l’erogazione dei contributi agli allevatori i cui capi siano stati colpiti da malattie infettive”, degli onorevoli Di Mauro ed altri;
numero 95 “Provvedimenti volti ad evitare la chiusura dello stabilimento produttore della birra Messina”, degli onorevoli Panarello ed altri;
numero 96 “Provvedimenti a sostegno delle aziende agricole siciliane per lo stato di calamità naturale”, degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 97 “Sollecito attuazione legge 61/2006 a sostegno degli agricoltori”, degli onorevoli Granata ed altri;

Assemblea Regionale Siciliana
XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007
numero 98 “ASI di Siracusa - Agglomerato ‘M’ - Lentini”, dell’onorevole Gianni;
numero 99 “Finanziamento del restauro dell’edificio storico sito a Caltanissetta in Corso Vittorio Emanuele, angolo Via Monsignore Gruttadauria”, dell’onorevole Pagano;
numero 100 “Climatizzazione degli edifici scolastici”, degli onorevoli Zago e De Benedictis;
numero 101 “Interventi urgenti per garantire l’accreditamento sanitario delle strutture del Poliambulatorio di Mirabella Imbaccari”, degli onorevoli Stancanelli ed altri;
numero 102 “Sospensione permessi di prospezione e ricerca idrocarburi liquidi e gassosi, e relativo sfruttamento nelle aree di pertinenza dei siti UNESCO della Val di Noto”, degli onorevoli Pogliese ed altri;
numero 103 “Predisposizione del regolamento attuativo sull’assistenza pediatrica”, degli onorevoli Borsellino e Cracolici;
numero 104 “Interventi in favore del Centro per la Formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio Sanitario (CEFPAS)”, dell’onorevole Pagano;
numero 105 “Interventi per la sanità penitenziaria”, dell’onorevole Fleres;
numero 106 “Intervento a sostegno dei familiari delle vittime della collisione dello Stretto di Messina”, degli onorevoli Rinaldi ed altri;
numero 107 “Sostituzione dei Commissari dei consorzi agrari”, degli onorevoli Cimino ed altri;
numero 108 “Candidatura città di Mazara del Vallo (TP) sede del R.A.C.- Consiglio consultivo regionale dell’Unione europea”, degli onorevoli Adamo ed altri;
numero 109 “Iniziative per favorire l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro”, dell’onorevole Gianni;
numero 110 “Contributo una tantum a favore delle famiglie delle vittime dell’incidente navale di lunedi 15 gennaio 2007 nello Stretto di Messina”, degli onorevoli Cascio ed altri;
numero 111 “Affidamento della gestione delle discariche di R.S.U. con gare di evidenza pubblica”, degli onorevoli Di Benedetto ed altri;
numero 112 “Iniziativa legislativa sul trattamento giuridico ed economico del personale delle AAPIT”, degli onorevoli De Benedictis ed altri;

Assemblea Regionale Siciliana
XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007
numero 113 “Riperimetrazione degli ATO idrici”, degli onorevoli Cracolici e Panepinto;
numero 114 “Assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori già impegnati presso la stessa amministrazione locale per convenzione per la esternalizzazione di servizi”, dell’onorevole Cimino;
numero 115 “Sostegno delle attività dell’Associazione al servizio di ogni povertàmensa della solidarietà di Agrigento”, dell’onorevole Cimino;
numero 116 “Sostegno delle attività del ‘Centro Italiano Studi Amministrativi’”, dell’onorevole Cimino;
numero 117 “Sostegno delle attività dell’Associazione culturale Archivio Gianbecchina”, dell’onorevole Cimino;
numero 118 “Sostegno delle attività dell’Accademia di Studi Mediterranei”, dell’onorevole Cimino;
numero 119 “Sostegno della manifestazione ‘Efebo d’Oro’”, dell’onorevole Cimino;
numero 120 “Sostegno delle attività dell’Associazione famiglie di disabili intellettivi relazionali (ANFFAS)”, dell’onorevole Cimino;
numero 121 “Sostegno delle attività dell’Associazione italiana Cultura e Sport (AICS)”, dell’onorevole Cimino;
numero 122 “Provvedimenti per la classificazione e distinzione tra centri commerciali e Aree commerciali integrate”, dell’onorevole Cristaudo;
numero 123 “Iniziative del Governo in merito ai contributi elargiti alle imprese artigiane in base alla legge regionale 18 febbraio 1986 n°3 art 43 e 47”, degli onorevoli Pogliese ed altri;
numero 124 “Personale Enti Locali”, degli onorevoli Currenti ed altri;
numero 125 “Stipula contratti per la stabilizzazione del personale docente e conservatore dell’Istituto di Cultura e Lingue di Palermo”, degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 127 “Deroga al divieto di nuove assunzioni presso il CIAPI di Palermo”, degli onorevoli Gianni ed altri.

CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Assemblea Regionale Siciliana
XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo è disponibile, se il Parlamento è d’accordo, ad accettarli tutti come raccomandazione, senza che però l’onorevole Cracolici pensi che io voglia fare, anche all’una di notte, il clientelare.
Il Governo, lo ribadisco, li accetta tutti come raccomandazione.
°ANTINORO. Chiedo di parlare.
°PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
°ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il Presidente della Regione ha lanciato un appello per dire che li accettava come raccomandazione, su uno di questi, il n. 63 ....
°PRESIDENTE. Onorevole Antinoro, quando lo tratteremo, se lo vorrà, potrà intervenire.
°CUFFARO, presidente della Regione. Gli ordini del giorno nn. 39, 40, 41, sono accettati come raccomandazione.
°PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’ordine del giorno n. 42.
°NICOTRA. Chiedo di parlare.
°PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
°NICOTRA. Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiedere di esercitare una pressione sul Governo nazionale perché questo non è di competenza nostra.
°CUFFARO, presidente della Regione. Lo accetto come raccomandazione.
Dichiaro di accettare come raccomandazione i seguenti ordini del giorno: n. 44 a firma degli onorevoli Villari ed altri, n. 45 a firma degli onorevoli Fleres ed altri, n. 46 a firma degli onorevoli ed altri, n. 47 a firma dell’onorevole Ardizzone, n. 48 a firma dell’onorevole Fleres,
n. 49 a firma dell’onorevole Fleres, n. 50 a firma dell’onorevole Fleres, n. 51 a firma dell‘onorevole Fleres, n. 52 a firma dell’onorevole Fleres, n. 53 a firma dell’onorevole Fleres, n. 54 a firma dell’onorevole Fleres, n. 55 a firma dell’onorevole Fleres, n. 56 a firma dell’onorevole Fleres, n. 57 a firma dell’onorevole Fleres, n. 58 a firma dell’onorevole Fleres, n. 59 a firma degli onorevoli Fleres ed altri, n. 60 a firma dell’onorevole Fleres, n. 61 a firma dell’onorevole Fleres, n. 62 a firma dell’onorevole Caputo ed altri, n. 63 a firma dell’onorevole Cascio.
°PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

°CASCIO. Signor Presidente, chiedo che l’ordine del giorno n. 63 venga posto in votazione.
°PRESIDENTE. Pongo in votazione l’ordine del giorno n. 63. Il parere del Governo?
°CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo si rimette all’Aula.
Assemblea Regionale Siciliana

XIV LEGISLATURA 46a SEDUTA 27 Gennaio 2007

°PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
°CINTOLA. Signor Presidente, sull’ordine del giorno n. 63, dichiaro di avere espresso un voto contrario.
°DINA. Anch’io, signor Presidente.
°PRESIDENTE. Si prende atto che l’onorevole Cintola e l’onorevole Dina hanno espresso un voto contrario all’ordine del giorno n. 63



29/01/2007
Regione Siciliana BLOCCATI 4 TERMOVALORIZZATORI“
La posizione che il ministero dell’ambiente ha assunto sui termovalorizzatori in Sicilia è nota. Avevamo detto che c’erano delle autorizzazioni irregolari e in base a ciò io ho già firmato il provvedimento di revoca delle autorizzazioni dei termovalorizzatori in Sicilia”.È quanto ha dichiarato ai giornalisti il ministro dell’ambiente e del mare Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), intervenuto all’incontro “Il clima cambia cambiamo l’Economia cominciando da Palermo” tenutosi il 28 gennaio al Jolly Hotel di Palermo.Sull’emergenza ambiente siciliano il ministro dell’ambiente ha pure precisato che “Dopo il provvedimento di revoca esecutivo, verranno stabiliti i termini con cui saranno fatti in Sicilia quei sopralluoghi sulle emissioni che non sono stati fatti. Ho notizia - ha proseguito - che il ministro dello sviluppo economico e il ministro della sanità hanno finalmente superato alcune resistenze e spero che in questi giorni firmeranno, come ho già fatto io, il provvedimento di revoca” .“Il Provvedimento, che spetta al ministro dell'ambiente - ha poi detto - è atto dovuto per verificare se le cose vengono fatte male, e in questo caso la revoca delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera è competenza mia. Il ministero all’ambiente controlla sulle emissioni ma il Piano rifiuti rimane comunque di competenza delle Regioni e non certo del ministro dell’ambiente”.“Al momento - ha poi concluso il ministro prima di prendere parte al dibattito sull’ambiente in Sicilia e a Palermo - il provvedimento porta solo la mia firma. Io solo al momento risulto il firmatario per le emissioni di quegli impianti, gli altri ministeri non hanno ancora firmato. Considerato che noi soli continuiamo ad insistere sulla revoca di quelle emissioni, che non si possono autorizzare tali impianti senza le giuste verifiche, a me sembra che per gli altri ministeri sia un atto dovuto”.Rispondendo ai giornalisti sui quattro termovalorizzatori in Sicilia, il ministro Pecoraio Scanio, non ha detto dunque che i termovalorizzatori non si faranno più. Ma che se devono essere fatti devono essere realizzati nel rispetto della salute e dell’ambiente. Altra fiamma sul fuoco.Rimane infatti aperta quindi la querelle che vede schierati i sostenitori (il governo regionale) e i contrari (le associazioni spontanee dei residenti) all’installazione dei quattro inceneritori in Sicilia. Se i tre ministeri firmeranno la revoca alla costruzione dei termovalorizzatori per irregolarità di emissioni in atmosfera, si risolverà solo uno dei punti deboli di questi sistemi. Rimangono tuttavia in sospeso tanti altri motivi legati al forte impatto che questi impianti produrrebbero sul territorio siciliano.Specialmente nella zona di Bellolampo sopra Palermo e nel triangolo dei veleni Augusta-Priolo-Melilli già tanto compromesso.
A cura di di Salvo Sbacch












“Basta con la truffa contro le leggi UE dei sussidi all’incenerimento e fonti assimilate, no a deroghe speciali per gli impianti inestistenti di Torino, Roma-Malagrotta, nuove linee di Brescia e forno di Acerra”

Chi chiede la perpetuazione dei finanziamenti alle fonti assimilate e non rinnovabili e vuole costruire inceneritori si pone fuori dalla comunità europea ,è politicamente inafidabile poiché chiede di cancellare un accordo assunto da tutte le forze politiche dell’Unione ,fa esclusivamente l’interesse di chi ,gli inceneritori li dovrà costruire, blocca di fatto l’incremento della raccolta differenziata , che nella gerarchia europea viene prima dello smaltimento e adotta argomentazioni palesemente e tecnicamente errate poiché l’alternativa agli inceneritori non è la discarica ma la massima riduzione dei materiali post consumo da inviare allo smaltimento attraverso elevati obiettivi di raccolta differenziata e soluzioni tecnologiche molto meno costose e ambientalmente piu’ sicure quali i vari trattamenti meccanici biologici ( attraverso i quali produrre anche energia da biogas) e l’utilizzo del residuo inerte biostabilizzato per ripristini ambientali, copertura di discariche , fondi stradali.

Dal punto di vista energetico è pura mistificazione parlare di recuperi energetico attraverso gli inceneritori : un inceneritore per produrre un gigawatt di energia deve bruciare 2.000 tons di rifiuti che contengono 4 gigawatt di energia (quella che occorre per ri-produrre materiali riciclabili che vengono inceneriti) con un saldo ampiamente negativo dal punto di vista energetico. Tali costosissimi investimenti allontanano altresì la costruzione di una efficiente filiera del riciclaggio e politiche di riduzione alla fonte ,politiche entrambe non convenienti per chi deve massimizzare l’alimentazione quotidiana degli inceneritori.

Ricordando le ormai numerose indagini e relazioni che attestano i pericoli per la salute generati dagli inceneritori per cui si imporrebbe il principio di precauzione,dal punto di vista ambientale (alla faccia del protocollo di Kioto) un inceneritore che brucia 200.000 tons emette almeno 250.000 tons di co2 .
Anche considerando le 40.000 tons di Co2 emissioni evitate in discarica e le 110.000 tons di Co2 sostituite attuando il teleriscaldamento in cogenerazione ( elevati costi di investimento e ridottissima resa energetica) la Co2 aumenterebbe di 100.000 tons annue.

Gianmaria Casarini
Assessore Ambiente Comune di San Martino in Rio -Reggio Emilia Responsabile
Forum Rifiuti FED. Provinciale dei Verdi












Monday, January 29, 2007


notizia del 29/01/2007messa in rete alle 13.19.42
La Interlandi e Crocetta, patto antinquinamento Dovrebbe essere l’inizio di un nuovo corso. Mercoledì mattina, in un’aula consiliare gremita di rappresentanti delle parti sociali, il sindaco Crocetta e l’assessore regionale al territorio e ambiente Rossana Interlandi hanno firmato un documento con il quale si impegnano a collaborare per scongiurare rischi di disastri ambientali dovuti all’inquinamento atmosferico e marino, ma anche per reperire e gestire fondi per il risanamento ambientale. Primo passo, l’apertura di uno sportello speciale che la Regione ha voluto istituire a Gela. All’incontro, che qualcuno si è azzardato a definire storico, hanno partecipato, tra gli altri, il vice direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Italia, prof. Michele Faberi, l’ing. Marino, di Arpa Sicilia, il dott. Antonino Cuspulici, dell’Ufficio regionale delle aree a rischio ambientale, il dott. Biagio Bellassai, della protezione civile regionale. L’accordo firmato da Comune e Regione avrà la durata di tre anni e tra l’altro prevede un monitoraggio continuo sui rischi industriali, sui quali – è stato rilevato – i cittadini hanno poca informazione. Una lacuna – ha detto Bellassai – dobbiamo colmare. L’incontro di mercoledì segue di appena qualche giorno le dichiarazioni a sorpresa dell’on. Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia (Mpa) cui appartiene l’assessore Interlandi.
Lombardo, durante un incontro programmatico degli aderenti al suo movimento svoltosi domenica scorsa a Gela, aveva tuonato contro chi inquina, puntando il dito sull’Eni e minacciando la chiusura immediata dello stabilimento petrolchimico.
L’uscita di Lombardo ha provocato reazioni non solo politiche. L’incontro in Municipio tra il sindaco Crocetta e la Interlandi se non altro è servito a fare un po’ di chiarezza. Insomma, non si parla più di chiusura dello stabilimento ma di una politica che finalmente metta argini sul fenomeno dell’emissione di polveri in atmosfera.
Nessuno farà chiudere l’Eni, ma al colosso petrolchimico si chiederà di riconvertire le sue fonti energetiche e le sue produzioni. Crocetta ha approfittato della presenza del rappresentante del governo regionale per sollevare l’annosa questione dell’acqua.
Documenti/ L’accordo di programma Regione-Comune
Accordo di programma tra l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, rappresentato dall’Assessore e il Comune di Gela, rappresentato dal Sindaco.
Premesso– La Regione Siciliana sta procedendo a sviluppare l’aggiornamento del “piano di risanamento dell’area ad alto rischio di crisi ambientale di Gela”.
– Che con atto deliberativo della Giunta della Regione Siciliana è stato istituito ai sensi dell’art. 4 della L.R. n. 10 del 15/05/2000 presso l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente l’Ufficio Speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale i cui obiettivi istituzionali riguardano in particolare:
a) il coordinamento dei flussi informativi e la gestione del sistema informativo ambientale complessivo;
b) attuazione del Piano e gestione del sistema informativo sull’attuazione del Piano; c) l’istruttoria tecnica delle istanze;
d) definizione delle priorità di intervento sulla base delle risorse finanziarie di volta in volta disponibili;
e) aggiornamento del Piano;
f) coordinamento delle attività di informazione al pubblico ed alle aziende;
g) coordinamento delle attività di formazione ambientale. – che il Comune di Gela vuole partecipare attivamente, nell’ambito della massima collaborazione e cooperazione tra Enti pubblici, alla tutela, gestione e risanamento dell’ambiente, mettendo a disposizione propri locali, unità di personale, costi di gestione dei locali medesimi (luce, acqua, guardiania);
– che l’Ufficio Speciale ed il comune di Gela ritengono opportuno avviare iniziative di promozione, sperimentazione e attivazione di progetti di risanamento ambientale, ivi compresi il recupero, la valorizzazione, la tutela e la fruizione finalizzati allo sviluppo sostenibile del territorio.
Visto l’interesse degli enti sopra citati ad avviare iniziative finalizzate alla conoscenza, risanamento, tutela, gestione e fruizione del territorio e in considerazione che nel territorio regionale sono presenti ambienti a rischio di alterazione e d’inquinamento. Convengono e stipulano quanto segue
Articolo 1 – (Premessa) Gli atti richiamati in premessa sono parte integrante del presente Accordo di programma.
Articolo 2 – (Oggetto dell’accordo di programma) L’Oggetto dell’Accordo è la collaborazione tra i suddetti enti finalizzata al risanamento ambientale dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Articolo 3 – (Attuazione dell’accordo) Ai fini della realizzazione delle indicazioni programmatiche sopra espresse i soggetti partecipanti all’Accordo si impegnano a compiere quanto necessario o utile per la realizzazione del programma stesso.
Articolo 4 – (Durata dell’Accordo) Il presente Accordo ha la durata di tre anni a decorrere dalla data di sottoscrizione, tacitamente rinnovabili.
Articolo 5 – (Finanziamento) Alla realizzazione del presente Accordo i sottoscriventi parteciperanno secondo le seguenti modalità: – L’ufficio Speciale concorrerà mettendo a disposizione risorse di tipo umano e logistico, da destinare alla sede e struttura operativa. – Il comune di Gela mettendo a disposizione propri locali, unità di personale, costi di gestione dei locali medesimi (luce, acqua, guardiania) necessari al raggiungimento degli obiettivi del presente Accordo. Le parti concordano di coinvolgere ove possibile, associazioni no profit, cooperative, organizzazioni di Pmi, gruppi no profit operanti nel settore dei lavori socialmente utili e a prevalente partecipazione di residenti nel territorio dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Articolo 6 (Recesso) Ciascuna delle parti potrà, a suo insindacabile giudizio, recedere dalla presente convenzione con un preavviso di almeno un mese. Tale preavviso dovrà essere notificato alla controparte con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. In tal caso sono fatte salve le spese sostenute e gli impegni assunti alla data di comunicazione del recesso.
Art. 10In caso di controversia nell’interpretazione o esecuzione del presente contratto, la questione verrà in prima istanza definita in via amichevole. Qualora non fosse possibile, il loro competente sarà quello di Palermo.
Palermo, lì 24/01/2007
Avv. Rossana Interlandi Rosario Crocetta
















Sunday, January 28, 2007




Associazione “Decontaminazione Sicilia” coordinamento di comitati civici, associazioni e liberi cittadini per difesa dell’ambiente e dei Beni Comuni - viale Italia 179 Augusta (SR)

«Ars: delegittimati ingiustamente i dirigenti dell'Assessorato Territorio e Ambiente»

COMUNICATO STAMPA


Nelle prime ore del 28 gennaio 2007, con una deliberazione senza precedenti, l'Assemblea regionale siciliana ha di fatto espresso una forte censura sull'operato del Dirigente generale del Dipartimento regionale Territorio e ambiente, arch. Pietro Tolomeo. Come si legge nell'ordine del giorno presentato dal Gruppo parlamentare di Forza Italia, approvato coi voti di maggioranza e opposizione, egli avrebbe «avviato un'opera di delegittimazione nei confronti dei dirigenti», «apostrofato gli stessi come ignoranti, intimando loro di dimettersi dagli incarichi ricevuti a pena di valutazione negativa con ritorsioni sulla progressione di carriera», disatteso «le disposizioni di legge e di Governo, sottoutilizzando le professionalità dirigenziali della Regione ed esponendo l'Amministrazione a sicuro contenzioso» e causato in ultima analisi «un danno economico al Bilancio regionale e al Pubblico Erario».
Fra i dirigenti di fatto esautorati dai provvedimenti di Tolomeo spiccano il Dott. Gioacchino Genchi e la Dott.ssa Maria Assunta Candido, già responsabili fra l'altro dei pareri tecnici in materia di emissione in atmosfera per gli impianti di incenerimento e per gli impianti di produzione di energia eolica, nonché i quattro dirigenti dei servizi periferici del Demanio Marittimo, estromessi illegittimamente dall'Assessorato al Territorio e ambiente e messi a disposizione dell'Assessorato alla presidenza.
Il Governo regionale, ora formalmente impegnato a «richiamare l'Assessore regionale al Territorio e Ambiente al rispetto ed alla corretta applicazione delle normative nazionale e regionale», dovrà adesso «annullare i procedimenti di revoca già avviati» nei confronti dei dirigenti, impartendo «opportune direttive assessoriali al dirigente generale». Il Coordinamento dei comitati civici auspica inoltre che il Governo regionale riveda tutti i provvedimenti recentemente adottati dal Dirigente generale, annullandoli qualora si rilevassero ulteriori irregolarità e riesaminando l'attitudine del medesimo a svolgere l'incarico affidatogli ed a ricoprire il suo ruolo istituzionale.

Palermo, 28 gennaio 2007

f.to Il Presidente

(Prof. Luigi Solarino)













Saturday, January 27, 2007


Gazzetta Ufficiale N. 222 del 23 Settembre 2005

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.195

Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, concernente l'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni perl'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee (Legge comunitaria 2003);
Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1997, n. 39, recante
attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la liberta' diaccesso alle informazioni in materia di ambiente;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,recante norme in materia di procedimento amministrativo e di dirittodi accesso ai documenti amministrativi e successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n.352, e successive modificazioni, recante regolamento per ladisciplina delle modalita' di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazionedell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni,recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia didanno ambientale;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codicein materia di protezione dei dati personali;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice dell'amministrazione digitale;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella sedutadel 16 giugno 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto coni Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.Finalita'

1. Il presente decreto, nello stabilire i principi generali inmateria di informazione ambientale, e' volto a:
a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientaledetenuta dalle autorita' pubbliche e stabilire i termini, lecondizioni fondamentali e le modalita' per il suo esercizio;
b) garantire, ai fini della piu' ampia trasparenza, chel'informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamentemessa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzidi telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formatifacilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare,l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Avvertenza:

Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del 13 ottobre 2005, si procedera' alla ripubblicazione deltesto del presente decreto legislativo, corredato dellerelative note, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sullaemanazione dei decreti del Presidente della Repubblica esulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con decreto del Presidente della Repubblica14 marzo 1986, n. 217.

Art. 2.Definizioni

1. Ai fini del presente decreto s'intende per:a) «informazione ambientale»: qualsiasi informazione disponibilein forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altraforma materiale concernente:
1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria,l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali,compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita' biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismigeneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questielementi;
2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, leradiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gliscarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possonoincidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, ledisposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordiambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche'le attivita' che incidono o possono incidere sugli elementi e suifattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o leattivita' finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
4) le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;
5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesieconomiche, usate nell'ambito delle misure e delle attivita' di cuial numero 3);
6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa lacontaminazione della catena alimentare, le condizioni della vitaumana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, perquanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3);
b) «autorita' pubblica»: le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblicied i concessionari di pubblici servizi, nonche' ogni persona fisica ogiuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle tematicheambientali o eserciti responsabilita' amministrative sotto ilcontrollo di un organismo pubblico;
c) «informazione detenuta da un'autorita' pubblica»:l'informazione ambientale in possesso di una autorita' pubblica inquanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta dapersona fisica o giuridica per suo conto;
d) «richiedente»: la persona fisica o l'ente che chiedel'informazione ambientale;
e) «pubblico»: una o piu' persone, fisiche o giuridiche, e le associazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche o giuridiche.

Art. 3. Accesso all'informazione ambientale su richiesta
1. L'autorita' pubblica rende disponibile, secondo le disposizionidel presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunquene faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il propriointeresse.
2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto deltermine eventualmente specificato dal richiedente, l'autorita'pubblica mette a disposizione del richiedente l'informazioneambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalladata del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dallastessa data nel caso in cui l'entita' e la complessita' dellarichiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro ilpredetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorita'pubblica informa tempestivamente e, comunque, entro il predettotermine di 30 giorni il richiedente della proroga e dei motivi che lagiustificano.
3. Nel caso in cui la richiesta d'accesso e' formulata in manieraeccessivamente generica l'autorita' pubblica puo' chiedere alrichiedente, al piu' presto e, comunque, entro 30 giorni dalla datadel ricevimento della richiesta stessa, di specificare i dati damettere a disposizione, prestandogli, a tale scopo, la propriacollaborazione, anche attraverso la fornitura di informazionisull'uso dei cataloghi pubblici di cui all'articolo 4, comma 1,ovvero puo', se lo ritiene opportuno, respingere la richiesta, aisensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c).
4. Nel caso in cui l'informazione ambientale e' richiesta in unaforma o in un formato specifico, ivi compresa la riproduzione didocumenti, l'autorita' pubblica la mette a disposizione nei modirichiesti, eccetto nel caso in cui:
a) l'informazione e' gia' disponibile al pubblico in altra formao formato, a norma dell'articolo 8, e facilmente accessibile per ilrichiedente;
b) e' ragionevole per l'autorita' pubblica renderla disponibilein altra forma o formato.
5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), l'autorita'pubblica comunica al richiedente i motivi del rifiutodell'informazione nella forma o nel formato richiesti entro iltermine di 30 giorni dalla data del ricevimento della richiestastessa.
6. Nel caso di richiesta d'accesso concernente i fattori di cuiall'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), l'autorita' pubblicaindica al richiedente, se da questi espressamente richiesto, dovepossono essere reperite, se disponibili, le informazioni relative alprocedimento di misurazione, ivi compresi i metodi d'analisi, diprelievo di campioni e di preparazione degli stessi, utilizzato perraccogliere l'informazione ovvero fa riferimento alla metodologia normalizzata utilizzata.
7. L'autorita' pubblica mantiene l'informazione ambientale detenutain forme o formati facilmente riproducibili e, per quanto possibile,consultabili tramite reti di telecomunicazione informatica o altrimezzi elettronici.

Art. 4.Cataloghi e punti d'informazione

1. Al fine di fornire al pubblico tutte le notizie utili alreperimento dell'informazione ambientale, entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore del presente decreto, l'autorita' pubblicaistituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi pubblicidell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologiedell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli ufficiper le relazioni con il pubblico gia' esistenti.
2. L'autorita' pubblica puo' evidenziare nei cataloghi di cui alcomma 1 le informazioni ambientali detenute che non possono esserediffuse al pubblico ai sensi dell'articolo 5.
3. L'autorita' pubblica informa in maniera adeguata il pubblico suldiritto di accesso alle informazioni ambientali disciplinato dalpresente decreto.

Art. 5.Casi di esclusione del diritto di accesso

1. L'accesso all'informazione ambientale e' negato nel caso in cui:
a) l'informazione richiesta non e' detenuta dall'autorita'pubblica alla quale e' rivolta la richiesta di accesso. In tale casol'autorita' pubblica, se conosce quale autorita' detiene l'informazione, trasmette rapidamente la richiesta a quest'ultima e ne informa il richiedente ovvero comunica allo stesso quale sia l'autorita' pubblica dalla quale e' possibile ottenere l'informazionerichiesta;
b) la richiesta e' manifestamente irragionevole avuto riguardoalle finalita' di cui all'articolo 1;
c) la richiesta e' espressa in termini eccessivamente generici;
d) la richiesta concerne materiali, documenti o dati incompleti oin corso di completamento. In tale caso, l'autorita' pubblica informail richiedente circa l'autorita' che prepara il materiale e la dataapprossimativa entro la quale detto materiale sara' disponibile;
e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto, in ognicaso, conto dell'interesse pubblico tutelato dal diritto di accesso.
2. L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando la divulgazione dell'informazione reca pregiudizio:
a) alla riservatezza delle deliberazioni interne delle autorita'pubbliche, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria;
b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblicao alla difesa nazionale;
c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari o allapossibilita' per l'autorita' pubblica di svolgere indagini perl'accertamento di illeciti;
d) alla riservatezza delle informazioni commerciali oindustriali, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria, per la tutela di un legittimo interesse economico epubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segretofiscale, nonche' ai diritti di proprieta' industriale, di cui aldecreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;
e) ai diritti di proprieta' intellettuale;
f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una personafisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazionedell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito daldecreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito disua volonta' le informazioni richieste, in assenza di un obbligo dilegge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alladivulgazione delle informazioni in questione;
h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferiscel'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.
3. L'autorita' pubblica applica le disposizioni dei commi 1 e 2 inmodo restrittivo, effettuando, in relazione a ciascuna richiesta diaccesso, una valutazione ponderata fra l'interesse pubblicoall'informazione ambientale e l'interesse tutelato dall'esclusionedall'accesso.
4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g) e h), larichiesta di accesso non puo' essere respinta qualora riguardiinformazioni su emissioni nell'ambiente.
5. Nei casi di cui al comma 1, lettere d) ed e), ed al comma 2,l'autorita' pubblica dispone un accesso parziale, a favore delrichiedente, qualora sia possibile espungere dall'informazionerichiesta le informazioni escluse dal diritto di accesso ai sensi deicitati commi 1 e 2.
6. Nei casi in cui il diritto di accesso e' rifiutato in tutto o inparte, l'autorita' pubblica ne informa il richiedente per iscritto o,se richiesto, in via informatica, entro i termini previstiall'articolo 3, comma 2, precisando i motivi del rifiuto edinformando il richiedente della procedura di riesame prevista all'articolo 7.

Art. 6.T a r i f f e

1. L'accesso ai cataloghi previsti all'articolo 4 e l'esame pressoil detentore dell'informazione richiesta sono gratuiti, fatto salvoquanto stabilito all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990,n. 241, e successive modificazioni, relativamente al rilascio dicopie.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'autorita' pubblicapuo', in casi specifici, applicare una tariffa per renderedisponibile l'informazione ambientale, dalla stessa determinata sullabase del costo effettivo del servizio. In tali casi il pubblico e'adeguatamente informato sulla entita' della tariffa e sullecircostanze nelle quali puo' essere applicata.
3. Nei casi in cui l'autorita' pubblica mette a disposizione l'informazione ambientale a titolo commerciale e l'esigenza digarantire la continuazione della raccolta e della pubblicazionedell'informazione l'impone, puo' essere prevista una tariffa calcolata sulla base del mercato. Detta tariffa e' predeterminata e pubblica.

Art. 7. Tutela del diritto di accesso

1. Contro le determinazioni dell'autorita' pubblica concernenti ildiritto di accesso e nel caso di mancata risposta entro i termini dicui all'articolo 3, comma 2, il richiedente puo' presentare ricorsoin sede giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25,commi 5, 5-bis e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero puo'chiedere il riesame delle suddette determinazioni, secondo laprocedura stabilita all'articolo 25, comma 4, della stessa legge n.241 del 1990, al difensore civico competente per territorio, nel casodi atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, o alla Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 della citatalegge n. 241 del 1990, nel caso di atti delle amministrazionicentrali o periferiche dello Stato.

Art. 8.Diffusione dell'informazione ambientale
1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 5, l'autorita' pubblicarende disponibile l'informazione ambientale detenuta rilevante aifini delle proprie attivita' istituzionali avvalendosi, ovedisponibili, delle tecnologie di telecomunicazione informatica edelle tecnologie elettroniche disponibili.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'autorita' pubblicastabilisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, un piano per rendere l'informazione ambientaleprogressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmenteaccessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche, da aggiornare annualmente.
3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, l'autorita' pubblica, per quanto di competenza, trasferiscenelle banche dati istituite in attuazione dei piani di cui al comma2, almeno:
a) i testi di trattati, di convenzioni e di accordiinternazionali, atti legislativi comunitari, nazionali, regionali olocali, aventi per oggetto l'ambiente;
b) le politiche, i piani ed i programmi relativi all'ambiente;
c) le relazioni sullo stato d'attuazione degli elementi di cuialle lettere a) e b), se elaborati o detenuti in forma elettronicadalle autorita' pubbliche;
d) la relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successivemodificazioni, e le eventuali relazioni sullo stato dell'ambiente alivello regionale o locale, laddove predisposte;
e) i dati o le sintesi di dati ricavati dal monitoraggio diattivita' che incidono o possono incidere sull'ambiente;
f) le autorizzazioni e i pareri rilasciati dalle competentiautorita' in applicazione delle norme sulla valutazione d'impattoambientale e gli accordi in materia ambientale, ovvero un riferimentoal luogo in cui puo' essere richiesta o reperita l'informazione, anorma dell'articolo 3;
g) gli studi sull'impatto ambientale, le valutazioni dei rischi relativi agli elementi dell'ambiente, di cui all'articolo 2, comma 1,lettera a), ovvero il riferimento al luogo in cui l'informazioneambientale puo' essere richiesta o reperita a norma dell'articolo 3.4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l'informazion eambientale puo' essere resa disponibile creando collegamenti asistemi informativi e a banche dati elettroniche, anche gestiti daaltre autorita' pubbliche, da rendere facilmente accessibili al pubblico.
5. In caso di minaccia imminente per la salute umana e perl'ambiente, causata da attivita' umane o dovuta a cause naturali, leautorita' pubbliche, nell'ambito dell'espletamento delle attivita' diprotezione civile previste dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225, esuccessive modificazioni, e dalle altre disposizioni in materia, diffondono senza indugio le informazioni detenute che permettono, achiunque possa esserne colpito, di adottare misure atte a prevenire oalleviare i danni derivanti da tale minaccia.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicanoall'informazione raccolta dall'autorita' pubblica precedentementealla data di entrata in vigore del presente decreto, a meno che taleinformazione non sia gia' disponibile in forma elettronica.

Art. 9.Qualita' dell'informazione ambientale

1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territoriogarantisce, se possibile, che l'informazione ambientale detenutadall'autorita' pubblica sia aggiornata, precisa e confrontabile.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Agenzia per la protezionedell'ambiente e per i servizi tecnici elabora, se necessario,apposite specifiche tecniche da approvare con le modalita' di cuiall'articolo 15, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n. 207.

Art. 10.Relazioni
1. A decorrere dall'anno 2005 e fino all'anno 2008, entro il30 dicembre di ogni anno, l'autorita' pubblica trasmette al Ministerodell'ambiente e della tutela del territorio i dati degli archiviautomatizzati previsti agli articoli 11 e 12 del decreto delPresidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi alle richieste d'accesso all'informazione ambientale, nonche' unarelazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione delpresente decreto.
2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente e dellatutela del territorio elabora, sulla base delle informazioni di cuial comma 1 e secondo le modalita' definite a livello comunitario, unarelazione sulla attuazione del presente decreto.
3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e dellatutela del territorio trasmette la relazione di cui al comma 1 allaCommissione europea. Detta relazione e', altresi', presentata dalMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio al Parlamento eresa accessibile al pubblico.
4. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e' pubblicata dalMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio con modalita'atte a garantire l'effettiva disponibilita' al pubblico.

Art. 11.Aspetti organizzativi e procedimentali delle regioni e degli enti locali

1. In attuazione del principio di leale collaborazione, gli aspettiorganizzativi e procedimentali, che lo Stato, le regioni e gli entilocali debbono definire per l'attuazione del presente decreto sonoindividuati sulla base di accordi, da raggiungere in sede diConferenza unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131,entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Nell'ambito di tali accordi sono individuati:
a) le modalita' di coordinamento tra le Autorita' pubbliche;
b) i livelli minimi omogenei di informazione al pubblico inapplicazione dell'articolo 5, comma 4, in coerenza con le norme inmateria di protezione di dati personali e nel rispetto dellanormativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni nelsettore pubblico;
c) i criteri di riferimento per l'applicazione dell'articolo 5;
d) le modalita' di produzione della relazione annualesull'applicazione del presente decreto.

Art. 12.Norme finanziarie e abrogazioni

1. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presentedecreto le autorita' pubbliche si adeguano alle disposizioni delpresente decreto.
2. Le autorita' pubbliche provvedono all'attuazione delledisposizioni di cui agli articoli
3, comma 7, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e dicui al comma 1 nell'ambito delle proprie attivita' istituzionali edutilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.3. In ogni caso, dall'attuazione del presente decreto non devonoderivare nuovi o maggiori oneri ne' minori entrate a carico dellafinanza pubblica.
4. E' abrogato il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.Dato a Roma, addi' 19 agosto 2005

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del onsiglio dei Ministri; La Malfa, Ministro per le politiche comunitarie; Matteoli, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio; Fini, Ministro degli affari esteri; Castelli, Ministro della giustizia; Siniscalco, Ministro dell'economia e delle finanze; Baccini, Ministro per la funzione pubblica; La Loggia, Ministro per gli affari regionali;
Visto, il Guardasigilli: Castelli






Chieste le dimissioni di Portobello 7
Isola delle Femmine 8.7.07
CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.h

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