CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, December 19, 2007

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V, 30/11/2007 N. 6137. LEGITTIMITÀ DI UNA DELIBERA COMUNALE DI REVOCA DI UNA GARA PER L'AFFIDAMENTO DI UN SERVIZIO, PER AFFIDARLO AD UNA SOCIETÀ MULTISERVICE

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V, 30/11/2007 N. 6137. LEGITTIMITÀ DI UNA DELIBERA 


COMUNALE DI REVOCA DI UNA GARA PER L'AFFIDAMENTO DI UN SERVIZIO, PER 


AFFIDARLO AD UNA SOCIETÀ MULTISERVICE


Consiglio di Stato, Sez. V, 30/11/2007 n. 6137

Sulla legittimità di una delibera comunale che abbia revocato in autotutela l'aggiudicazione provvisoria di una gara per l'affidamento di un servizio per affidarlo ad una società multiservice.
E' legittima la delibera con la quale un consiglio comunale abbia revocato in autotutela l'aggiudicazione provvisoria di una gara per l'affidamento del servizio di riscossione, gestione e recupero delle entrate comunali, da espletarsi con il sistema dell'appalto concorso e con il criterio d'aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, avendo l'amministrazione comunale provveduto ad elaborare uno studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblica multiservice che, tra i suoi compiti, avrebbe avuto anche quello della gestione dei tributi comunali La determinazione di costituire una società multiservice rientra nel novero delle scelte ampliamente discrezionali in ordine alle quali non appare apprezzabile alcun apporto dell'amministrato. Costante è l'indirizzo del Consiglio di Stato secondo il quale il sistema di democraticità delle decisioni amministrative (al quale è, in definitiva, preordinato l'articolo 7 della l. n. 241 del 1990) va presidiato nella sostanza e non nella mera forma per cui le norme in materia di partecipazione non devono essere applicate meccanicamente e non devono essere invocate a fini meramente strumentali.
L'aver avviato in corso di gara uno studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblica multiservice non è azione contrastante con il principio espresso dall'art. 1337 c.c. e nel contempo appare non rientrare entro i normali ed ordinari canoni comportamentali richiedere che, in una fase meramente ricognitiva e volta ad acquisire elementi di valutazione, fin da allora l'Amministrazione fosse tenuta ad interrompere il procedimento di gara, prima di determinarsi con l'adozione della delibera.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione
ha pronunciato la seguente

DECISIONE
sul ricorso in appello n.5426/ 2006 proposto dalla soc. GO.SAF. s.pa., in persona del suo legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Abbamonte ed Umberto Gentile ed elettivamente domiciliata in Roma, via degli Avignonesi n. 5;

contro
il Comune di Sant’Arpino, in persona del sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Corrado Diaco, con domicilio eletto in Roma, via Emilia n. 88 presso l’Avv. Stefano Vinti;
la Societa’PULI-sud s.n.c. di Pezzella Pasquale & c. non costituitasi;

per la riforma
della sentenza del TAR Campania-Napoli Sez, I., 8 febbraio 2006 n.1794, resa tra le parti, concernente affidamemto servizio di accertamento, riscossione e liquidazione tributi;
Visto l’atto di appello con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Sant’Arpino;
Viste le memorie difensive;
Visti gli atti tutti della causa;
Visto l’art. 23/bis comma sesto della legge n. 1034 del 1971.
Alla pubblica udienza del 17 ottobre 2006, relatore il consigliere Giancarlo Giambartolomei, non essendo altresì intervenuto alcun difensore;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue

FATTO
1.- Con determina 14 maggio 2004 n.9, in esecuzione della delibera consiliare 18 dicembre 2003 n. 69, il responsabile del Servizio Tributi del Comune di S. Arpino, indisse una gara per l’affidamento del servizio di riscossione, gestione e recupero delle entrate comunali, da espletarsi con il sistema dell’appalto concorso e con il criterio d’aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Con verbale 2 dicembre 2004 n.5 la Commissione di gara propose come aggiudicataria la soc. ricorrente GO.SAF. spa.
Con nota 9 dicembre 2004 n. 11257 il direttore generale del Comune intimato dispose di “sospendere ogni azione diretta alla definitiva aggiudicazione della gara, avendo l’Amministrazione comunale provveduto ad elaborare uno studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblica multiservice che, tra i suoi compiti, avrebbe avuto anche quello della gestione dei Tributi comunali” (vedi nota 9 dicembre 2004 n.11258).
Tale determinazione era portata a conoscenza della soc. G.O.SAF spa con nota 22 dicembre 2004 n. 11940 e con delibera 30 dicembre 2004 n. 45 il consiglio comunale stabilì di procedere alla “revoca delle procedure di affidamento del servizio” e nel contempo dette “mandato al responsabile Ufficio Tributi di porre in essere gli atti consequenziali”.
Con delibera in pari data ( 22 dicembre 2004 n. 41) il consiglio comunale approvò lo statuto e l’atto costitutivo della società multiservice denominata “Eco Atellana Service” .
Con determina 24 febbraio 2005 n.1 il responsabile dell’Area Tributi dispose il ritiro d’ufficio della procedura di gara.
Con ricorso (n.2064 del 2005) al Tar Campania la Soc G.O.SAF spa impugnò le delibere nn.41 e 45 del 30 dicembre 2004, con motivi aggiunti la determina n. 1 del 2005 e con secondi motivi aggiunti la delibera 27 gennaio 2005 n.9 con la quale la giunta aveva prorogato l’affidamento del servizio affissioni alla soc. PULI-Sud s.n.c fino al 30 giugno 2005, nonché la delibera 21 giugno 2005 n.102 con la quale la giunta aveva deciso di affidare le attività concernenti le pubbliche affissioni mediante trattativa privata, con invito ad almeno cinque ditte specializzate.
Successivamente, con delibere, 21 marzo 2005 nn.49, 50 e 51 il Comune individuò nella GEST LINE la società che, avendolo già espletato in precedenza, avrebbe dovuto effettuare la gestione provvisoria (per la durata di un anno) del servizio di riscossione della TARSU e dell’ICI e delle entrate patrimoniali.
Con un secondo ricorso (n. 4148 del 2005) la soc. C.O.SAF. spa impugnò detti ultimi provvedimenti.
Oggetto dell’atto di appello in esame (ric. n. 5426 del 2006) è la sentenza di rigetto 8 febbraio 2006 n.1794 emessa sul ricorso in primo grado n.2064 del 2005 (più esattamente, il TAR Campania: respinse il ricorso principale ed i primi motivi aggiunti, dichiarò inammissibili i secondi motivi aggiunti).
Il Comune di S.Arpino ha impugnato in appello la sentenza di accoglimento n.1079 del 2006, emessa sul secondo ricorso n. 4148 del 2005 e sospesa con ordinanza di questa sezione 16 maggio 2006 n.2447.
Questi i motivi dedotti in appello (ric. n. 5426 del 2006) avverso la sentenza n.1794 del 2006 :
a.-violazione del principio del giusto procedimento e degli artt. 7 ed 8 della l. n.241 del 1990;
b.-violazione dell’art. 51, co.3 della l. 8 giugno 1990 n.142 per la incompetenza del consiglio ad adottare atti di gestione;
c.-difetto di motivazione degli atti impugnati in primo grado emanati in autotutela;
d.- difetto di motivazione della sentenza in relazione a specifiche censure del ricorso;
e.- violazione dell’art. 113 co1, e I-bis del tu n. 267 del 2000.
La ricorrente ha poi chiesto ii risarcimento del danno per responsabilità precontrattuale (ex art. 1337 cc) per avere l’Amministrazione violato con il proprio comportamento il principio di affidamento.
Il Comune di S. Arpino si è costituito ed ha prodotto documenti e memorie alle quali con propri scritti ha controdedotto la società ricorrente.
Nella camera di consiglio del 12 settembre 2006 la domanda cautelare è stata rinviata al merito

DIRITTO
1.- La sentenza in epigrafe in parte ha respinto ed in parte ha dichiarato inammissibile il ricorso (ivi compresi i motivi aggiunti) n.2064 del 2005 proposto in primo grado dall’appellante Soc G.O.SAF spa avverso gli atti, meglio indicati nell’esposizione in fatto, con i quali il Comune di S. Arpino:
- aveva revocato le procedure di affidamento del servizio di riscossione, gestione e recupero delle entrate comunali del quale, a seguito a gara espletata con il sistema dell’appalto concorso, l’appellante era risultata aggiudicataria;
- aveva costituito una società a capitale pubblico (multiservice- “Atellana Service”) con lo scopo di affidarle i servizi comunali (tra i quali quello di riscossione, gestione e recupero delle entrate comunali);
-aveva prorogato l’affidamento del servizio affissioni alla soc. Puli-Sud s.n.c fino al 30 giugno 2005 ed aveva deciso di commissionare le attività concernenti le pubbliche affissioni mediante trattativa privata.
2.- L’appellante sostanzialmente ripropone in questa sede le censure respinte con la sentenza impugnata le cui articolate argomentazioni sono condivise da questo Collegio.
2.-1.-Va con precedenza confutata la tesi (ribadita nel secondo motivo in appello) della natura gestionale della determinazione di annullamento e/o di revoca degli atti della procedura di gara di affidamento del servizio alla G.O.SAF spa e dell’affermata conseguente incompetenza del consiglio comunale ad adottare la delibera 30 dicembre 2004 n.45.
Il richiamo all’art. 51,co.3, della l. 8 giugno 1990 n.142, come sostituito dall’art. 6, co.2, della l. 15 maggio 1997 n.127 ( trasfuso nell’art. 107 del T.U. 18 agosto 2000 n. 267), che rimette ai dirigenti “la responsabilità delle procedure d’appalto”, nella specie, appare del tutto inconferente, dovendo essere presi in esame l’effettivo oggetto della delibera n. 45 del 2004 e le sue statuizioni.
Dato atto del venir meno “delle condizioni preesistenti all’indizione della gara per l’espletamento del servizio d’accertamento, riscossione e liquidazione tributi”, il Consiglio Comunale ha revocato “la procedura di affidamento del servizio”, che era stata avviata con l’adozione della delibera consiliare 18 dicembre 2003 n. 69.
Tale primo atto del procedimento è l’effettivo oggetto della determinazione di ritiro.
Per il principio del contrarius actus, che costituisce un corollario della riserva di competenza, per l’emanazione di un provvedimento di ritiro devono essere usate le stesse forme e la medesima procedura seguite nell’adottare l’atto da annullare o da revocare.
Dalla data del 18 dicembre 2003 (di adozione della delibera consiliare n.69) alla data del 30 dicembre 2004 (di adozione della delibera consiliare n.45) non vi è stata alcuna modifica nella distribuzione delle competenze primarie tra organi del medesimo Ente.
L’art. 42 comma 2 lett. l ) T.U. 18 agosto 2000 n. 267 (il cui art. 274 ha abrogato la l. n. 142 del 1990) attribuisce espressamente al Consiglio comunale la competenza in materia di appalti (C.S., sez.V, 31 dicembre 2003 n.9301) “e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del segretario o di altri funzionari”.
E’del dirigente la “responsabilità delle procedure d’appalto e la competenza a stipulare i contratti (art. 107, co.3, del t.u. n. 267 del 2000, che ripete l’art. 51 della l. n.142 del 1990) e, dunque, ad adottare gli atti di esecuzione del deliberato consiliare.
Alla delibera n. 45 del 2004, che ha rimesso al funzionario competente l’adozione dei conseguenti atti, ha dato attuazione il dirigente, responsabile del settore Ufficio Tributi, con la determina n.1 del 2005.
2.-2.- Non può essere condivisa la censura di violazione del principio del giusto procedimento e degli artt. 7 ed 8 della l. n.241 del 1990 per mancato avviso di avvio del procedimento, sia con riguardo agli atti di revoca della procedura di gara, sia con riguardo agli atti relativi alla costituzione di una società pubblica di gestione del servizio tributi (primo motivo).
In punto di fatto occorre ricordare che la società ricorrente è stata destinataria della nota 22 dicembre 2004 n. 11940 con la quale, prima dell’adozione della delibera comunale n. 45 del 30 dicembre 2004 e della determina dirigenziale 24 febbraio 2006 n.1 la ricorrente è stata informata dettagliatamente sulle ragioni per le quali l’Amministrazione si era indotta prima a sospendere e poi a non procedere all’aggiudicazione definitiva, manifestando chiaramente l’intenzione di voler operare in tal senso.
La società è stata informata dell’esistenza di un procedimento diretto a incidere sulla sua sfera giuridica ed è stata messa in condizione di utilmente rappresentare il proprio punto di vista.
La determinazione (del. 30 dicembre 2004 n. 41) di costituire la società multiservice “Eco Atellana service” rientra nel novero delle scelte ampliamente discrezionali in ordine alle quali –come affermato nella decisione impugnata- non appare apprezzabile alcun apporto dell’amministrato.
Costante è l’indirizzo di questo Consiglio secondo il quale il sistema di democraticità delle decisioni amministrative (al quale è, in definitiva, preordinato l’articolo 7 della legge n. 241 del 1990) va presidiato nella sostanza e non nella mera forma (C.d.S., V, 18/11/2002 n. 6389 ,VI, 24 ottobre 2000, n. 5693; IV, 22 giugno 2000, n. 3556; IV, 15 marzo 2000, n. 1398) per cui le norme in materia di partecipazione non devono essere applicate meccanicamente e non devono essere invocate a fini meramente strumentali ( Cfr. Cons. St. , sez. IV, 22 giugno 2004 n.4445).
Con riguardo sia agli atti di revoca, sia a quelli di costituzione della nuova società, la ricorrente avrebbe dovuto farsi carico di indicare quali le osservazioni che avrebbe potuto presentare e avrebbe presentato, per permettere una verifica di loro astratta idoneità ad incidere sull’azione amministrativa nella fase di suo svolgimento e di sua attuazione (Cons. St. sez.VI, 6 ottobre 2005 n.5436).
2.-3.- Come è noto, il potere di revoca, in sede di autotutela, di un provvedimento di approvazione d’aggiudicazione, con rescissione del relativo contratto d’appalto deve trovare fondamento in ragioni di pubblico interesse (cfr. Cons.St, Sez.V, n. 3463 del 2004).
Un’idonea e compiuta motivazione deve supportare anche il provvedimento di diniego d’approvazione definitiva degli atti di gara, intervenuto a conclusione dell’attività della commissione giudicatrice, anche se non appare adeguato al reale il riferimento della ricorrente a posizioni giuridiche “consolidate nel tempo” (nella specie, mancando l’atto d’aggiudicazione definita e la stipula del contratto, fonti del diritto soggettivo dell’aggiudicatario a svolgere l’appalto).
L’atto di ritiro è conseguente a sopraggiunte situazioni di fatto e di diritto che hanno mutato il quadro degli interessi (prima ancora che si consolidasse la situazione giuridica soggettiva della parte privata) e che hanno indotto l’Amministrazione ad utilizzare un istituto differente dall’appalto, quale quello della creazione di un nuovo soggetto giuridico privato a capitale pubblico e con finalità pubbliche (l’erogazione di servizi alla collettività).
Nelle note 9 dicembre 2004 n. 11258, 22 dicembre 2004 n. 11940 e nella delibera 30 dicembre 2004 n. 45 è puntualmente rappresentato che la costituzione di una società multiservice, a capitale pubblico, soggetta al controllo diretto dell’Amministrazione comunale, ha fatto venir meno le ragioni dell’affidamento, mediante gara ad una Società esterna, di servizi compresi in quelli da gestire dalla costituita società.
E’paventata la compromissione degli obiettivi, perseguiti per mezzo della società a capitale pubblico, di razionalizzazione dei costi e di economicità dei servizi.
Anche se determinato dall’intervenuta scelta della stessa Amministrazione di un diverso affidamento del servizio pubblico, il rappresentato mutamento della situazione di fatto, intervenuto in corso di svolgimento del procedimento di gara ad evidenza pubblica, avviato con la delibera consiliare 18 dicembre 2003 n. 69, rende conforme l’atto al principio di buon andamento ed evidente l’opportunità di non procedere all’aggiudicazione definitiva.
2.-4.- Pur dopo la costituzione della società a capitale pubblico, con delibere del marzo del 2005 (nn. 49, 50 e 51 del 21.3.2005, e nn.2, 3 e 4 del 30.3.05) il Comune ha deciso di incaricare la Gest Line della gestione del servizio di riscossione della TARSU, dell’ICI e delle entrate patrimoniali.
Gli atti sono stati impugnati con autonomo ricorso in primo grado ed avverso la sentenza di suo accoglimento (n. 1079 del 2006 emessa dal TAR Campania) il Comune di Sant’Arpino ha proposto appello (ric. n. 1922 del 2006), fissato all’udienza del 19 dicembre 2006 ed estraneo al presente giudizio.
Quale l’esito di tale secondo gravame, in questa sede rileva l’inammissibilità delle censure di contraddittorietà e di difetto d’istruttoria dedotte avverso le delibere n. 41 e n. 45/2004.
Le censure sono state dedotte per la prima volta con il gravame in appello, avendo a loro indici rilevatori atti adottati nel marzo del 2005, dopo la notifica (23 febbraio 2005) del ricorso in primo grado.
2.-5.- Ugualmente prive di fondamento giuridico sono le censure mosse all’impugnata sentenza nella parte in cui ha dichiarato il difetto d’interesse ed inammissibile l’impugnazione dello statuto e dell’atto costitutivo della nuova società pubblica, approvati con la delibera consiliare n. 41 del 30 dicembre 2004.
Ad avviso della ricorrente la sentenza difetterebbe di motivazione, non avendo esaminato specifici motivi del ricorso.
Oggetto delle censure in appello è la statuizione con la quale, in accoglimento di una puntuale eccezione dedotta della difesa del Comune intimato, il Giudice di primo grado ha dichiarato il difetto d’interesse ad una pronunzia; diversamente, data la natura non impugnatoria dell’atto di appello, sarebbe inammissibile la censura d’insufficiente motivazione.
Per contrastare la pronunzia di parziale inammissibilità, alla riedizione degli originari motivi la ricorrente aggiunge la considerazione che le censure dedotte in primo grado evidenzierebbero l’incongruità della motivazione del provvedimento di revoca della procedura di gara, nonché lo sviamento della causa tipica.
In sintesi, si riporta quanto dedotto in primo grado, sotto i numeri IV e V.
Sarebbe stato violato l’art. 113 co1, e 1-bis del tu n. 267 del 2000 in quanto lo statuto e l’atto costitutivo della società a totale capitale pubblico, approvati con la delibera consiliare n. 41 del 30 dicembre 2004:
a.-non hanno previsto la possibilità di un controllo funzionale, gestionale e finanziario da parte dell’Amministrazione committente;
b.-in violazione del principio della concorrenza, hanno esteso l’attività economica della costituita società, anche ad di fuori del proprio ambito territoriale ottimale;
c.- senza motivazione, hanno stabilito una durata della società fino al 2050 ( con possibilità di proroga);
d.-hanno affidato alla società servizi disomogenei in numero elevato, senza indicare quali le attrezzature e quale il personale utilizzati, prevedendo un capitale sociale irrisorio (12 mila euro);
e-. hanno assegnato alla società pubblica servizi di settori che restano esclusi dall’ambito applicativo dell’art. 113, co.1, ed 1/bis del T.U. n. 267 del 2000 (ad es. energia elettrica e trasporti pubblici) e che avrebbero richiesto una procedura specifica.
Assorbente in questa sede è la verifica dell’esistenza di un interesse a censurare il contenuto dello statuto e dell’atto costitutivo della società multiservice.
L’interesse legittimo non rileva come situazione meramente processuale, ma si correla primariamente ad un interesse sostanziale volto a preservare (interesse oppositivo) od a conseguire (interesse pretensivo) un definito bene della vita da parte del soggetto che dall’ordinamento ha attribuiti poteri idonei ad influire sul corretto esercizio dell’attività della Pubblica Amministrazione.
Nella specie, l’eventuale accoglimento delle censure riproposte in appello e sopra indicate non comporta la rimozione della statuizione di istituzione della società multiservice, alla quale è correlata la determinazione dell’Amministrazione di disporre l’impugnata e lesiva revoca del procedimento di gara di affidamento del servizio di cui è causa.
In esecuzione del giudicato l’Amministrazione sarebbe tenuta a riformulare le clausole dello statuto e dell’atto istitutivo delle quali sia accertata la difformità alle previsioni normative dettate dal T.U. n.267 del 2000, ma non a desistere dalla determinazione (essa sì lesiva) di provvedere ai servizi di gestione, riscossione, accertamento e recupero delle entrate comunali mediante loro affidamento ad una società a capitale pubblico.
Trova, dunque, in questa sede conferma la dichiarazione di difetto d’interesse delle censure sopra riportate.
Alla doglianza di difetto di motivazione, che inficerebbe il provvedimento di revoca, è stata data risposta al punto 2.3.
E’improponibile, ex art. 345 co.1°,c.p.c., in quanto dedotta per la prima volta in appello, la censura di eccesso di potere per sviamento.
2.-6.- E’infondata la riformulata (in via subordinata) domanda di risarcimento del danno per responsabilità pre-contrattuale ex art. 1337 cc.
La reiezione della domanda di annullamento di un provvedimento di revoca degli atti della procedura conclusasi con l’aggiudicazione di una gara d’appalto non esclude che possa sussistere una responsabilità pre-contrattuale in capo all’Amministrazione (Cfr. Cons. St.,Ad.Pl., 5 settembre 2005 n.6).
Secondo un indirizzo giurisprudenziale allora non univoco, il preventivo accertamento da parte del giudice amministrativo dell'illegittimo esercizio della funzione amministrativa, era il necessario presupposto del diritto al risarcimento del danno ed indebita sarebbe stata la “commistione tra i parametri dettati dal legislatore ordinario per la risoluzione dei conflitti intersoggettivi di natura privatistica e quelli volti ad operare il controllo di legalità dell'esercizio della funzione amministrativa” (cfr Cons. St.sez.V, 18 novembre 2002 n.6389).
Con la pronunzia della Adunanza Plenaria sopra richiamata ha assunto ora una non discussa rilevanza giudiziale il principio dell’affidamento che impone alle parti di comportarsi secondo correttezza e buona fede, ai sensi degli artt. 1337 e 1338 Cod. civ., parametri non più esclusivi dell’autonomia privata ma propri anche dell’espletamento dell’attività provvedimentale della pubblica Amministrazione.
Pur se l'obbligo di correttezza deve essere inteso in senso oggettivo, occorre, comunque, che l’elusione delle aspettative della controparte, seppure non intenzionale, sia colposa e risulti priva di ogni ragione giustificativa. (Cass. Sez. Civ.Sez. II, sent. n. 6629 del 12-11-1986,).
Nella specie, ai fini dell’accertamento, rimesso a questo giudice, dell’esistenza di una responsabilità pre-contrattuale, tre sono gli atti salienti da prendere in esame:
- la delibera consiliare 18 dicembre 2003 n. 69 di determinazione di indire la gara ad evidenza pubblica;
-il verbale emesso 5 novembre 2004 con il quale la commissione di gara ha indicato la soc.GOSAP come aggiudicataria (provvisoria);
-la delibera 30 dicembre 2004 n. 41 con la quale l’Amministrazione ha scelto di diversamente affidare il servizio pubblico, per essere mutata la situazione di fatto in corso di svolgimento del procedimento di gara ad evidenza pubblica.
L’aver avviato in corso di gara uno studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblica multiservice non è azione contrastante con il principio espresso dall’art. 1337 c.c. e nel contempo appare non rientrare entro i normali ed ordinari canoni comportamentali richiedere che, in una fase meramente ricognitiva e volta ad acquisire elementi di valutazione, fin da allora l’Amministrazione fosse tenuta ad interrompere il procedimento di gara, prima di determinarsi con l’adozione della delibera 30 dicembre 2004 n.41.
Secondo le conclusioni rese dal giudice di prime cure, non può muoversi all’Amministrazione comunale alcun addebito in ordine alla mancanza di vigilanza e coordinamento sulla permanente convenienza degli impegni assunti ed in ordine al comportamento tenuto nelle relazioni intercorse con la ricorrente in una fase prenegoziale.
L’esercizio del potere di autotutela è stato tempestivo e, d’altro canto, la ricorrente aveva la veste di aggiudicataria provvisoria.
In disparte il rilievo che con l’art. 12 della lettera di invito l’Amministrazione si era riservata di non procedere all’affidamento in appalto del servizio per cui le società partecipanti alla gara erano state fin dall’inizio messe sull’avviso.
4.- . In conclusione l’appello, nelle sue articolate domande, deve essere respinto.
Può, tuttavia, disporsi la compensazione delle spese del presente grado di giudizio.

P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta,definitivamente pronunziando sull’appello indicato in epigrafe, respinge il ricorso in appello, ivi compresa la domanda di risarcimento per responsabilità pre-contrattuale.
Compensa le spese.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella sede del Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 17 ottobre 2006 , con l’intervento dei magistrati:
Raffaele Iannotta Presidente
Chiarenza Millemaggi Cogliani                       Consigliere
Cesare Lamberti                                               Consigliere
Giancarlo Giambartolomei                             Consigliere, est.
Marco Lipari                                                   Consigliere 

L'ESTENSORE    IL PRESIDENTE
f.to Giancarlo Giambartolomei        f.to Raffaele Iannotta

IL SEGRETARIO
f.to Antonietta Fancello

 DEPOSITATA IN SEGRETERIA
il 30/11/2007



Thursday, December 06, 2007

Quel piano che... puzza Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove

Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove


Quel piano che... puzza



Dall’iter preliminare fino alla pubblicazione lo scorso agosto, plagi e difetti del testo scritto dalla Regione Che verrà attuato con due convenzioni da 75 mila euro per gli atenei di Messina e Palermo

di Daniele De Joannon



PALERMO. Un piano accusato di plagio, una commissione composta da chi lo avrebbe dovuto leggere prima della firma, due convenzioni da 75 mila euro ciascuna che da “propedeutiche al” sono diventate “per l’attuazione del” (chiamando in causa le Università di Palermo e di Messina) e un paio di denunce per maltrattamenti.

Il caso del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”, firmato dall’assessore Rossana Interlandi ad agosto di quest’anno, è tutto questo e anche altro. Perché, dal semplice scandalo della presunta copiatura di quello omologo adottato dalla Regione Veneto nel 2000 (peraltro bocciato dall’Unione Europea anche nella sua ultima formulazione del 2005), si è evoluto nella tipica vicenda siciliana, con tutti colpevoli e tutti innocenti, che va a riempire i palinsesti delle
televisioni nazionali: da Striscia la notizia a Crozza Italia, che del caso si occuperanno presto.

Ecco perché.

I PRECEDENTI.  
La necessità di stendere il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” viene deliberata dalla Regione, in ottemperanza alle misure europee nel 1999. La pratica, però, resta ferma tre anni, e il lavoro vero e proprio comincia nel 2003, ad opera dell’allora direttore del servizio 3 dell’assessorato Gioacchino Genchi (insediatosi nel 2002), da Salvatore Cammarata e da Alessandro Pellerito (che si occupava delle autorizzazioni per le emissioni nell’atmosfera). I tre, tutti chimici, vengono rimossi dall’incarico dal nuovo direttore generale Pietro Tolomeo, che, applicando la norma sullo spoil sistem poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta, li sostituisce nel gennaio del 2007 senza più tornare sui suoi passi.

A Genchi, Cammarata e Pellerito subentrano Salvatore Anzà (geologo), Francesco Rosario Lipari (ingegnere, ma inquadrato in organico come gruppo C) ed Enzo La Rocca (contrattista, anche lui ingegnere). Sono loro che compongono gli «Uffici del Dipartimento Regionale Territorio e Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di Arpa Sicilia e delle Università di Palermo e Messina che si ringraziano per il supporto tecnico e l’elevato contributo scientifico forniti nella stesura di questo documento», scrive Rossana Interlandi parlando del Piano. Sono loro, Anzà, Lipari e La Rocca, i tre nel mirino per aver steso un documento dal sapore “tanto padano”.

LE PROCEDURE INDISPENSABILI.

Per elaborare un Piano di Risanamento di qualità dell’aria, che è uno strumento complesso, sono necessari passaggi tecnico amministrativi precisi con due fondamenti. Il primo è la zonizzazione del territorio, ovvero la sua divisione in agglomerati (aree dove esistono sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria per la presenza di aree industriali) e zone (cioè porzioni di territorio senza le peculiarità degli agglomerati, ma dove c’è una qualità dell’aria accettabile che deve essere mantenuta). Questo passaggio amministrativo viene portato avanti da Genchi e Cammarata fra il 2004 e il 2005. Il secondo passaggio propedeutico alla stesura del piano è invece l’inventario delle emissioni. Si tratta, in pratica, non solo del catasto dei punti emissivi (ciminiere e quant’altro), ma anche della loro localizzazione, con la rilevazione dei dati di qualità (ciò che esce dalle canne fumarie come concentrazione e quantità) e di quelli diffusi (traffico autoveicolare e altro), a cui si deve aggiungere anche la modellistica (che indica quale sia la diffusione sul territorio degli inquinanti atmosferici e le ricadute sull’ambiente). «Per questo secondo passaggio - racconta Genchi -avevamo stipulato una convenzione, nel giugno del 2006, con una società specializzata di Roma, la Techne consulting, la quale aveva redatto analoghi inventari per molte altre amministrazioni italiane ed è proprietaria di un particolare software adatto per questo tipo dì catalogazione, così da evitare ulteriori gare d’appalto. Da allora - continua - la società avrebbe dovuto consegnare tutto in 15 mesi, e mi risulta stia ancora lavorando. Non foss’altro perché gli interlocutori sono cambiati con spoil sistem, pur non avendo titoli specifici. A loro, chi ci hanno sostituiti, fu anche affiancato il geologo Attilio Cutaia, andato via dopo due mesi». 

LE CONVENZIONI.
Tutta un’altra serie di passaggi indispensabili per il Piano vengono portate avanti, da Genchi e colleghi, attraverso alcune convenzioni propedeutiche. La prima, con l’Università di Palermo (facoltà di Agraria, con i docenti Giuseppe Alonzo e Domenico Ottonello, costo 120 mila euro), viene siglata nel 2005 e conclusa. I risultati dell’indagine riguardante il biomonitoraggio degli inquinanti atmosferici tramite licheni e altri organismi dei metalli pesanti nel . comprensorio del Mela vengono pubblicizzati attraverso un convegno. La seconda, invece, è con uno dei co-firmatari del piano, il professore Salvatore Barbaro del Dream (Dipartimento di ricerca sulle energie ambientali) di Palermo, che viene siglata nello stesso periodo della prima, costa 90 mila euro tutto compreso e si occupa della modellistica degli inquinanti atmosferici
nelle aree urbane (aree di studio Milazzo e San Filippo del Mela). Questa la situazione al 31 dicembre 2006, prima del siluramento di Genchi. 


Altre due convenzioni erano in rampa di lancio. Entrambe propedeutiche. La prima era con il professor Adolfo Parmaliana dell’Università di Messina (costo 75 mila euro), che in fase di predisposizione aveva come obiettivo l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili per l’esercizio degli impianti industriali. 

La seconda, invece, era legata al già citato Barbaro. Medesimo il campo di studi, ma applicato alle grandi aree metropolitane. Entrambe, premilinari alla stesura, non vengono siglate. Per poi apparire, a Piano pubblicato, come convenzioni in attuazione dello stesso, circostanza dimostrata dai due decreti del 16 ottobre scorso, firmati dal direttore del servizio Salvatore Anzà. Che però, in quanto capo area, non aveva i! potere di firma (né nelle convenzioni è menzionata alcuna delega specifica assegnatagli).

IL FUTURO.
E mentre il clima al Territorio si fa rovente, con due denunce di Genchi a carico di Tolomeo per aggressioni e minacce, l’assessore ha nominato una commissione di
indagine composta dal suo capo di gabinetto, Alfredo Scaffidi Abbate, il suo segretario particolare, avvocato Massimiliano Conti, e il direttore dell’ufficio speciale per le aree a rischio, Antonino Cuspilici. Tre funzionari che, per diversi motivi, avrebbero dovuto leggere il Piano prima di portarlo alla firma dell’assessore.

La Trinacria come il Veneto

Le piste ciclabili lungo i canali e l’area “padana”

MESSINA. All’inizio si parlò di mero errore tipografico. Poi si è ar­rivati alle reazioni scomposte. Fattostà che il Piano elaborato da Salvatore Anzà, Rosario Lipari ed Enzo La Rocca (assessorato al Territorio) e cofirmato da Gaetano Capilli e Dario Di Gangi (Arpa), nonché dai docenti palermitani Salvatore Barbaro, Rosario Cara-causi e Paolo Daino e dal messinese Adolfo Parmaliana, sembra quasi un “copia incolla” del Piano del Veneto del 2000, bocciato dall’Ue ma utile perché non basato sui dati delle emissioni come gli altri in circolazione. 


quindi meno specifico. Un piano dove la Sicilia è diventata il Veneto, ma che, a sentire Gioacchino Gen­chi, tradisce qualche problema sin dall’inizio. «Prima hanno detto che si erano ispirati al Veneto. Poi che era un canovaccio. Quindi che si trattava di un contenitore con i dati siciliani e che da subito ave­vano citato in bibliografia il piano del veneto. 

Ma - incalza - anche il glossario è stato copiato integralmente, visto che è presente il siste­ma metropolitano ferroviario regionale, che da noi non esiste». «Noi - racconta Genchi - eravamo partiti dal presupposto che loro non po­tevano partorire il piano, visto che mancava ’inventario delle emis­sioni. Tant’è vero che, in questo, mancano le industrie.
Ma già al pri­mo capitolo, al paragrafo 1.6, c’è stampato un link che rimanda a una pagina del Veneto, esattamente al capitolo 4, dove all’Arpav è stata sostituita l’Arpa s a! Venero, ia Sicilia”.

L’ex direttore del servizio 3 racconta poi lo “stupidario”: «Applicando il modello alla Sicilia, si legge che fra gli interventi per decongestio­nare il traffico nelle città c’è l’incremento delle piste ciclabili lungo i canali e i fiumi dei centri storici. Ma anche che
bisogna ridurre i gior­ni di accensione dei riscaldamenti.


 Altra cosa esilarante: siccome il Veneto è a statuto ordinario, tutti i rimandi nel piano dicono che de­ve essere approvato dal consiglio regionale. E poi: il capitolo deci­mo del Veneto parla di un coordinamento interregionale, visto che si trova dentro la regione della pianura padana. A questo punto, per venirne fuori, prima si è osservato che la Sicilia non ha una correla­zione con la Calabria, per poi dire, nel rigo successivo, che è oppor­tuno avviare un sistema di relazioni con la Calabria. Vorrei anche ri­cordare il richiamo alle comunità montane, da noi abolite 20 anni fa e il rigo in cui si parla di “sistema aerologico padano”. 

E, di fronte a tante incongruenze, l’interrogativo si pone su chi lo ha firmato». 

proprio su questo punto, chiarisce Parmaliana: «Premesso che non ho curato la stesura, ma un ho solo dato un contributo riguardo alle misure da adottare per ridurre le attività di inquinamento atmosferi­co delle aziende, ritengo che sia tutta una boutade. Perché non si può bocciare un piano per qualche refuso su quattrocento pagine. Lei lo sa, tra l’altro, che i piani si devono elaborare sulla base di un indice rigido del Ministero, e che tutti devono avere gli stessi capito­li e paragrafi? E poi, il primo anno sarà soggetto a revisione». (D.D. J.)


STRASCICHI

Quando a Pietro Tolomeo girarono le sfere


Gli scatti di rabbia del direttore generale dell’assessorato finiscono
in Procura


PALERMO. Due denunce alla Procura della Repubblica nel giro di appena sette giorni. Tra Gioacchino Genchi, il dirigente chimico dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, e colui che lo ha rimosso dal vertice del Servizio 3, il direttore generale Pietro Tolomeo, non c’è proprio pace. E così, alla querelle nata all’epoca dell’applicazione dello spoil sistem da parte dell’appena insediato Tolomeo, si aggiungono le denunce a carico di quest’ultimo da parte di Genchi. La prima è del 22 novembre scórso: «Intorno alle ore 13:3C - racconta Genchi - in compagnia, del collega Alessandro Pellerito, al IV piano del mio Assessorato stavo affiggendo sul muro accanto agli ascensori copia di due articoli pubblicati lo stesso giorno sui quotidiani “La Repubblica” ed il “Giornale di Sicilia”, che riportavano la notizia secondo cui il Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Siciliana risultava copiato in massima parte da quello della Regione Veneto.... Improvvisamente arrivava di corsa dal corridoio degli uffici della Direzione l’architetto Tolomeo, urlando a squarciagola cosa stessi facendo ed apparendo in evidente stato di alterazione. Infatti, alla mia risposta che stavo appendendo le copie dei giornali, completamente fuori di sé, reagiva, prima strappando dette copie, poi, girandosi, mi urlava, viso contro viso, perché gli avessi sputato... circostanza del tutto inesistente.... A questo punto, sempre più incontrollato nei gesti e nelle azioni 
malgrado alcuni colleghi, tra i quali Di Martino, cercassero di calmarlo, probabilmente si accorgeva che Pellerito stava registrando la scena con il cellulare (il video è visibile su “google video”, chiave di ricerca “Tolomeo”, ndr) e gli si scagliava contro mettendogli le mani al collo. L’intervento di altri colleghi, tra cui Guadagnino, serviva ad evitare conseguenze per Pellerito e ad allontanare Tolomeo verso gli uffici della Direzione. Ma questi, ancora furente, cercava di divincolarsi e proferiva, urlando, davanti alle numerose persone presenti (Di Martino, Guadagnino, Mangione, Cinzia Catalano ed altre) gravi ingiurie nei confronti miei e di Pellerito: “delinquente, nullafacente, bestia”. Le fasi concitate dell’aggressione e, distintamente, le espressioni ingiuriose sono state registrate in audio-video da Pellerito e sono allegate alla sua denuncia presentata il 24/11/2007 presso la Stazione Palermo Partanna Mondello dei Carabinieri»-.,

La seconda denuncia è del 29 novembre, quando, «intorno alle ore 16:40-16:45, all’uscita dall’ufficio, mentre mi trovavo al 1 ° piano, nella stanza attigua e comunicante con quella del Responsabile dell’Area 1 “Personale”, avvocato Antonino Maniscalco, e stavo protocollando... alcune note interne da trasmettere, sopraggiungeva Pietro Tolomeo, il quale mi chiedeva, urlando, cosa stessi facendo». «Fatto sta -denuncia Genchi - che non avevo neppure finito di rispondere... che Tolomeo andava subito e incomprensibilmente su tutte le furie, urlava che usavo quel protocollo abusivamente e e si abbandonava a gesti inconsulti, cominciando a buttare per terra fogli singoli, documentazione, fascicoli, scaffaletti in plastica porta documenti ed ogni altra cosa depositata sulle suppellettili della stanza. Poi, uscito nel corridoio e urlando ancora più forte, cercava di richiamare gente, indicandomi come l’autore di quello che aveva fatto lui poco prima. Ma, poiché non accorreva nessuno, rientrava nella stanza e, visibilmente alterato nei lineamenti del viso, mi metteva le mani al collo, stringendole e tentando di soffocarmi. Non vedendo una mia reazione fisica se non quella di gridargli che cosa stesse facendo, allentava la presa e ritornava nel corridoio, urlando di essere stato aggredito». (D.D.J.)










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IL SINDACATO STOPPA PONZIO PILATO SULLA RIDETERMINAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA servizio su......
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*DENUNCIE PER ABUSIVISMO EDILIZIO INTERVENGONO I CARABINIERI impiegato al Comune uno dei denunciati
*LO SCANDALO DEI COSTI DI COSTRUZIONE E DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE
*L’ARCHITETTO ALIQUO’ progettista P.R.G. dice:
…”leggi tutto su…
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Il Video dei Funerali degli operai della Tyssen di Torino
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INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI vedi su............
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L'ACQUA IN SICILIA LEGGI SU..............http://rinascita-di-isola.blogspot.com/2007/12/lacqua-in-sicilia.html

*I GIOVANI E L'IMPEGNO........<
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DIFFIDIAMOLI TUTTI SCARICA E SPEDISCI LA DIFFIDA leggi su............
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Isola delle Femmine in televisione guarda su.................. *SEIMILA TONELLATE DI PET-COKE CUSTODITE IN UN DEPOSITO DI CARAMIA. SOTTO SEQUESTRO PER VIOLAZIONE DELLE NORME CHE TUTELANO L'AMBIENTE.
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LA CALLIOPE IL P.R.G. IL VERDE AGRICOLO E LA VARIANTE

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8 dicembre Lo spogiarello a Sala d'Ercole leggi su...........http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/la-calliope-la-speculazione-dilizia-e.html#links


I FUNZIONARI DELLA REGIONE CHE DEVONO ESPRIMERE IL PARERE SULLE EMISSIONI IN ATMOSFERA ALL'INTERNO DELLA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DELLA ITALECEMENTI

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NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


Quel piano che... puzza Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove

ANZA', BARBARO, Cammarata, CAPILLI, CENTONOVE, Cirincione, CUSPILICI, CUTAIA, Daniele De Joannon, GENCHI, INTERLANDI, LICATA, Lombardo, PARMALIANA, PELLERITO, PIANO ARIA SICILIA, Sansone, TOLOMEO,

Wednesday, November 28, 2007

Il clima sta decisamente cambiando.





Il clima sta decisamente cambiando.



Questa non posso lasciarla cadere, troppo interessante. Riassumo in breve, la vicenda è stata riportata, sebbene abbastanza in sordina, da molte persone attente.


Due nomi: Rossana Interlandiassessore al territorio e all'ambiente della Regione Sicilia nonché bel fighino qui a destra; Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione. Comprimari: tre dirigenti dell'assessorato, due dell'Arpa Sicilia, tre professori dell'Università di Palermo e uno dell'Università di Messina.
Premessa: credo che quasi tutti i documenti citati in questo post spariranno dalla rete a breve, data la situazione. Se non funzionassero più i links è perché i cattivi sono in azione. Ma io li ho salvati in trivigante.it, i links sono in fondo.

Il fatto: tutti insieme, sono artefici della realizzazione del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Sicilia, approvato e adottato con decreto il 9 agosto 2007 (176/GAB), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a settembre.

Felicitazioni per il corposo lavoro, congratulazioni per la celerità etc. etc. con encomio ufficiale e scritto dell'assessore. Ma la cazzata si annida dietro l'angolo.

Capitolo 6: Le azioni del piano, pagina 4, paragrafo 6.1.3, punto tre, riporto: "per i rimanenti Comuni di fascia C, si consiglia di adottare comunque comportamenti virtuosi di natura volontaria, volti a prevenire l’acuirsi del fenomeno a livello locale, regionale e di bacino aerologico padano". Che cari, si preoccupano per noi che stiamo a nord. Stesso capitolo, pagina 14, paragrafo 6.4, riporto: "La conclusione della procedura prevede che tutte le osservazioni pervenute vengano valutate dalla Giunta regionale e (...) procedendo quindi ad una riadozione e successiva trasmissione al Consiglio regionale". Ma la Regione Sicilia non ce l'ha il Consiglio regionale, ha un'Assemblea regionale siciliana, essendo a statuto speciale, l'ARS. Ohibò, che fetore. E giù a rotta di collo, senza patemi: vengono citatele piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all'inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima 
dell'isola e cosi via.


.
Esatto, copia e incolla, trova e sostituisci. Facile, dati gli indizi, capire da dove: il Piano di controllo dell'inquinamento atmosferico della Regione Veneto, anno 2000, peraltro già allora bocciato dall'Europa. Basta confrontare, per esempio, il Capitolo 6: Le azioni del piano: nemmeno i titoli dei paragrafi hanno cambiato. Pure l'indice dei documenti utilizzati è clamoroso, si confrontino le versioni (Veneto - Sicilia), con l'unica differenza che nella versione siciliana, quale correttezza, è citato il piano del Veneto. Spudorati e rimbecilliti.

Tutto quanto qui raccontato, e molto di più, è merito di Legambiente, che ha spulciato i documenti. L'assessore Interlandi (ah! ah!), scandalizzata (ah! ah!), aprirà un'inchiesta interna (ah! ah!) e - presumibilmente - ritirerà il piano (ah! ah!). Magari qualcuno noterà gli estremi per qualche tipo di reato, truffa magari, in ogni caso non si verrà a capo di molto, secondo me. Siccome il documento sparirà anche dalla rete, immagino, mi premuro io di salvare almeno due capitoli del piano, il Capitolo 6 e il Capitolo 8, che ospito qui con piacere per la comoda consultazione.


rif: http://invisibil.blogspot.com/2007/11/in-sicilia-si-respira-aria-del-veneto.html


http://www.trivigante.it/b.site/b.site_nov07.htm








Centonove (rivista settimanale) 18 luglio 2008 Vai al Sondaggio sulla Italcementi http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/

LE FOTO DEI FATTI E DEI MISFATTI DELLA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE





leggi le nuove alla LIBERA edicola su.......Se vuoi puoi LIBERAMENTE commentare su....

Diceva bene Martin Luther King: " Io non ho paura della cattiveria dei malvagi, io ho paura del silenzio degli onesti".

°Al fine di evitare inutili ed interessate speculazioni che nulla hanno a che vedere con il quotidiano agire della politica, VOGLIAMO ringraziare pubblicamente tutti gli amici di “Isola Pulita” che collaborano con l’obiettivo di rendere questo spazio di informazione patrimonio di tutta la comunità Isolana.
Riconosciamo loro il merito il coraggio e l'umiltà dell'impegno in questo particolare momento per la vita politica amministrativa del Nostro Paese in SOFFERENZA di idee, di democrazia di confronto e di legalità.
Si è di fatto costituita una nuova compagine politica che al di là delle differenti posizioni politiche di ognuno trova il suo momento unificante nella difesa della libertà della democrazia nella libera espressione dell'individuo nell'azione di trasparenza dell'amministrazione nella libera partecipazione dei cittadini alla vita politica amministrativa del nostro paese, nell'efficienza e nell'efficacia della macchina amministrativa.
Le nostre parole d'ordine: LEGALITA' e TRASPARENZA nella Pubblica Amministrazione.
Il nostro obiettivo è favorire il dialogo ed il confronto nel rispetto delle altrui posizione.



6 dicembre 2007 SENTENZA TRIBUNALE. ILLEGITTIMO LICENZIAMENTO ARCH ALBERT
NON ABBIAMO POTERI DI VEGGENZA, I NOMI DEI PROMOSSI SONO A NOI
NOTI
SONO SOLO "CRONACHE DI PROMOZIONI
ANNUNCIATE"


(il merito? controllare un buon pacchetto di voti)
Leggi su……………………………….
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/sentenza-di-illegittimita-del.html
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http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.ListAll&friendID=293804128
http://www.myspace.com/isolapulita

4 dicembre 2007 ISOLA DELLE FEMMINE AL FEMMINILE
Quarda su……………………………….
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2 dicembre 2007 LA MEMORIA DEI FATTI E MISFATTI DELLA POLITICA A ISOLA DELLE FEMMINE
Quarda su……………………………….
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2007/12/fatti-e-misfatti-della-politica-isola.html#links


29 novembre 2007 NON ACCENNANO A PLACARSI GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Leggi su……………………………….
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/assessorato-territorio-ambiente-regione.html#links


* 28 novembre 2007
-LE FOTTO DEI FATTI E MISFATTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/11/check-out-my-slide-show.html


* 22 novembre 2007
-GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Vedi Il filmato...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/aggressione-allassessorato-territorio.html#links

AMBIENTE:RICERCA, A SIRACUSA 90% GENTE HA PAURA INQUINAMENTO
''Noi amministratori - dice Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli (SR) - abbiamo il dovere di capire quali sono le convinzioni dei cittadini, le loro paure e i loro disagi''
leggi la ricerca su................
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20071123141534512635.html





* 22 novembre 2007
-PROCEDURA PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html

* 21 novembre 2007
-ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
-INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
-IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.
Vai alla VIDEOnotizia.........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-di-isola-delle-femmine-laia.html

* 20 novembre 2007
Ciao Graziano Ferrante
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ciao-graziano-ferrante.html#links


*19 NOVEMBRE 2007 TESTO INTERROGAZIONE SODANO SU DEPOSITO PETCOKE A RAFFO ROSSO AREA "VERDE AGRICOLO" P.R.G. VIGENTE 2001 A ISOLA DELLE FEMMINE
leggi su.............
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-interrogazione.html

Isola delle Femmine 16.11.07
PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE E MINISTERO AMBIENTE RICHIEDONO INTERVENTO DEI N.O.E. PER CAVA RAFFO ROSSO
Leggi su……………………
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/blog-post_16.html#links
Isola delle Femmine 15.11.07 ATTO DI OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA
DI ARCHIVIAZIONE E RICHIESTA DI PROSECUZIONE DELLE INDAGINI PERE INQUINAMENTO ACUSTICO

Leggi su...........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/inquinamento-acustico-alla-italcementi.html

Isola delle Femmine 15.11.07

*L’8 SETTEMBRE DI PONZIO PILATO
*ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ponzio-pilato-e-il-suo-8-settembre.html


12 NOVEMBRE 2007
A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.

Leggi su…………
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-richiesta-revoca.html#links

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-il-gruppo-insieme.html
ARCH. TOLOMEO SERVIZIO 3 TUTELA DALL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO DIPARTIMENTO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE REGIONE SICILIA DIFFIDA Ditta Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine Deposito di stoccaggio combustibile solido in C.da Raffo Rosso Violazione della normativa ambientale
°IL COMITATO CITTADINO CHIEDE ALLA AUTORITA' COMPETENTI TUTELA PER IL RISPETTO DELLE NORME E LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE
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*8 NOVEMBRE 2007 IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CHIEDE ALLE AUTORITA' TUTELLA PER IL RIPSETTO DELLE NORME E PROCEDURE IN MATERIA AMBIENTALI CHE SONO A TUTELLA DELLA SALUTE DEI CITTADINI DELL'AMBIENTE E DELLE BELLEZZE NATURALI DI ISOLA DELLE FEMMINE http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/il-comitato-cittadino-chiede-alla.html#links


GIARDINELLO L'ARRESTO DI LO PICCOLO A POCHI KILOMETRI DA ISOLA DELLE FEMMINE
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*2 NOVEMBRE 2007

*ISOLA DELLE FEMMINE ARCHITETTO ALBERT DOPO AVER VINTO IL RICORSO CONTRO L'INGIUSTO LICENZIAMENTO OGGI E' STATO PROSCIOLTO DALL'ACCUSA DI CALUNNIA MOSSAGLI DALL'EX SINDACO STEFANO BOLOGNA
*DISPOSITIVO DELLA SENTENZA AVANTI ALLA IV SEZIONE CORTE DI APPELLO DI PALERMO 2 novembre 2007
STEFANO BOLOGNA/ARCH ALBERT GIOVANNI

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-27 OTTOBRE 2007
*PONZIO PILATO AL MURO DEL PIANTO
*LA DICHIARAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE COL QUALE IL CONSIGLIERE SALUTA PONZIO PILATO E L'INTERO CONSIGLIO COMUNALE DIMETTENDOSI DAL GRUPPO "iSOLA PER tUTTI" E DALLA CARICA DI CAPO GRUPPO
*RISULTATO SONDAGGIO “ISOLA PULITA” :ESPRIMI IL TUO GRADO DI SODDISFAZIONE DELLA GIUNTA PORTOBELLO”

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24 OTTOBRE 2007 LE MEZZE BUGIE DELLA ITALCEMENTI SONO LE MEZZE VERITA' PER GLI OPERAI DELLA ITALCEMENTI:

"..se non ci autorizzate all'utilizzo del Pet-coke mettiamo in cassa integrazione....licenziamo..........chiudiamo....saremo costretti ad andare via...."</


SODDISFAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CONTRO L’ARROGANZA DELLA ITALCEMENTI: RIENTRATI I LICENZIAMENTI E LE MINACCE DI CASSA INTEGRAZIONE. L’ASSESSORE INTERLANDI CONFERMA IL RISPETTO DELLE REGOLE E DELLE NORMATIVE SULLE AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI.


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19 Ottobre
*Italcementi:Braccio Di Ferro Su Uso Pet-Coke Operai al Palazzo della Regione.
L’Assessore Interlandi:
"L'uso del pet-coke, come l'esperienza della centrale Eni di Gela sta a dimostrare - ribatte - produce conseguenze devastanti per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Porre la questione è dunque il preciso dovere di un'amministrazione seria e responsabile e non, come sostiene l'Italcementi, una strumentalizzazione"
*i lavoratori per l’’utilizzo del pet-coke in sicilia
*Petcoke - Italcementi: sconvolgente scoperta dell’acqua calda!
*Interrogazione con risposta scritta Transito a Palermo di Camion con petcoke.

*Interrogazione a risposta scritta SODANO Presidente Commissione Ambiente Senato
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*18 OTTOBRE 2007.

-Il giorno dopo del rinvio della problematica delle autorizzazione alla conferenza di servizi dell'A.I.A. del 5 dicembre c.a.,la Direzione della ITALCEMENTI di Isola delle Femmine usa l'arma del ricatto e gli operai protestano per la difesa e la garanzia del posto di lavoro.
-Il comunicato del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente del Senato e l'appello alle istituzioni, le organizzazioni sindacali e azienda ad aprire un tavolo di concertazione ove venga illustrato e discusso il PIANO INDUSTRIALE DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

leggi il comunicato e le immagini della manifestazione degli operai su..........

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*17 OTTOBRE 2007.

*RADDOPPIO FERROVIARIO PALERMO PUNTA RAISI INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
*I GIOVANI DEL MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA (M.P.A.): NO AL PET-COKE
http://www.giovanimpa.it/agenda.html
********************L'ARMATA BRANCALEONE********************

Agenzia ANTA:......... la chiusura con ordinanza sindacale delle fabbriche di sapone in tutto il comprensorio, non ha evitato l'abbandono di Ponzio Pilato da parte del Consigliere Cutino .........
10 Ottobre 2005
Dimissioni Stefano Bologna e seguente dimissioni di Crisci e Micali dal Gruppo "Isola per Tutti";

17 Ottobre 2007 Dimissioni Marcello Cutino dal Gruppo "Isola per Tutti" e dalla carica di Capo Gruppo che seguono le dimissioni di.............................., non possiamo più accettare che qualcuno possa pensare di lavarsene le mani e far compagnia a Ponzio Pilato.
Marcello Cutino non accetava più la politica (si fa per dire) ondivaga dell'esecutivo in materia ambientale.

ACCONTENTARE TUTTI PER NON SCONTENTARE NESSUNO.
-La conferenza di servizi indetta per oggi all'Assessorato Territorio Ambiente Servizio 3 avente ad oggetto "Richiesta di autorizzazione alle emissioni da parte della Italcementi", ha rimesso il proprio mandato in quanto non competente, la sua prosecuzione ne sarebbe risultata illegittima e prevaricatrice della procedura A.I.A. attualmente in corso.
vedi servizio teleoccidente su.........
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http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_
2007_n.1156.htm


DECRETO LEGISLATIVO 18 febbraio 2005, n. 59 - Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. (pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 72/L alla Gazzetta Ufficiale italiana n. 93 del 22 aprile 2005)
Art. 17. Disposizioni transitorie
3. Nel caso in cui la relazione e il progetto di cui sopra siano stati gia' presentati alla data di entrata in vigore del presente decreto la loro valutazione e' effettuata nell'ambito del procedimento integrato.

Decreto legge 152 Parte quinta art 267 comma 3:
"Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l'autorizzazione integrata ambientale sostituisce l'autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo."
ART. 269
(autorizzazione alle emissioni in atmosfera)

1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 267, comma 3, dai commi 14 e 16 del presente articolo e dall'articolo 272, comma 5, per tutti gli impianti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto.
3. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione, l'autorità competente indice, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel corso della quale si procede anche, in via istruttoria, ad un contestuale esame degli interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi e, in particolare, nei procedimenti svolti dal comune ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Eventuali integrazioni della domanda devono essere trasmesse all'autorità competente entro trenta giorni dalla richiesta; se l'autorità competente non si pronuncia in un termine pari a centoventi giorni o, in caso di integrazione della domanda di autorizzazione, pari a centocinquanta giorni dalla ricezione della domanda stessa, il gestore può, entro i successivi sessanta giorni, richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di provvedere, notificando tale richiesta anche all'autorità competente. Il Ministro si esprime sulla richiesta, di concerto con i Ministri della salute e delle attività produttive, sentito il comune interessato, entro novanta giorni o, nei casi previsti dall'articolo 281, comma 1, entro centocinquanta giorni dalla ricezione della stessa; decorso tale termine, si applica l'articolo 2, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_
2007_n.1156.htm


*15 OTTOBRE ITALCEMENTI. STOP ad utilizzo petcoke in stabilimento Palermo: Il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama presenta interrogazione leggi su.........http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-italcementi.html#links

*SCIOLTO CONSIGLIO COMUNALE-INFILTRAZIONI MAFIOSE..Una gestione che è stata costellata da varie vicende...l’allontanamento dal Comune del direttore.... sugli incarichi esterni affidati dal sindaco....l’assunzione di Antonio Santoro, cugino di Nicola(assessore), come responsabile del servizio commercio...QUESTO ED ALTRO ANCORA continua su..............http://www.pupia.tv/notizie/0001386.html

Dal giornale di Sicilia 13.10.07: ABUSI EDILIZI in due comuni in 3 finiscono sott'inchiesta." Due immobili sono stati sequestrati dai carabinieri a Borgetto e Misilmeri, nel corso di servizi contro l'abusivismo edilizio, e sono scattate anche tre denunce. A Borgetto sigilli a un fabbricato di 100 metri quadrati.....non ancora ultimato..i titolari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. I lavori erano stati avviati senza autorizzazione e in un'area agricola sottoposta a vincolo sismico. A Misilmeri, invece , i militari hanno sorpreso nel centro abitato alcuni operai impegnati nella costruzione di un appartamento sopra un immobile di tre piani già esistente. Rilevata l'assenza di concessione edilizia, le opere sono state poste sotto sequestro. Denunciata la proprietaria......."



PONZIO PILATO E' TORNATO per smentire il suo direttore dimissionarLo e consegnarLo al popolo servizio a.......

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ITALCEMENTI LA PROCEDURA DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE




*”A TELEOCCIDENTE ITALCEMENTI PET-COKE-COMBUSTIONE.MOVIMENTAZIONE-TRASPORTO-STOCCAGGIO-SALUTE-AZIENDE INSALUBRI Le responsabilità delle amministrazioni l’ultima lottizzazione approvata dal C.C. 28.1.03…”
*"ALLA VITA IN DIRETTA IL SILENZIO DI PONZIO PILATO mentre I cittadini Isola delle Femmine parlano della Italcementi e dei problemi di salute per i cittadini e la sua collocazione a ridosso delle abitazioni"
*"Le Mentite e le smentite e le rimentite e..."
*"Il Progetto che non c'è"
*"Esposti alla magistratura"
*"Interrogazione e risposta del Ministro Pecoraro Scanio su ITALCEMENTI Isola delle Femmine"
*"In netta contraddizione con quanto da Egli scritto al Comitato Isola Pulita, ed in netto contrasto con la risposta del Ministro Pecoraro Scanio all’on Fundarò e Lion, il 3° servizio scavalcando il 2° servizio VIA/VAS, convoca per il giorno 17 ottobre una conferenza?"
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OTTO OTTOBRE 2007*Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.
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*A tutto il corpo della Polizia Municipale la nostra solidarietà la nostra stima e il rispetto per l'attività che svolgono a tutela della nostra comunità. Non sempre roconosciute e valorizzate da chi di competenza.
Al Signor Croce Antonino Comandante della Polizia Municipale di Isola delle Femmine, la nostra personale solidarietà stima e apprezzamento per il suo operato.


Management School: "così come ti ho creato ti posso distruggere"
"ti spiezzo in due" prima ti nomino un CONSULENTE e poi Ti DIMISSIONO

........si reputa assolutamente necessario che il corpo di polizia municipale venga commissariato...........leggi su..........
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°Mafia: intimidazione a pm Gozzo a Palermo
Due persone sono state allontanate dal custode dello stabile
PALERMO, 13 SET - Un'intimidazione e' stata compiuta a Palermo nei confronti del sostituto procuratore della Dda Domenico Gozzo. Due persone si sono presentate nel portone dell'abitazione del magistrato chiedendo di parlare con lui e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella borgata di Acquasanta. Il custode, sapendo che il magistrato non possiede immobili in quella zona, ha chiesto i loro nomi e al loro rifiuto di qualificarsi, li ha pregati di allontanarsi.
Palermo 14 SET - Da quando il cerchio delle indagini ha cominciato a stringersi attorno agli uomini del superlatitante Lo piccolo strane minacce hanno raggiunto i sostituti procuratori Domenico Gozzo e Gaetano Paci che da anni scavano nei meandri del mandamento di San Lorenzo oggi diventato la nuova centrale del comando di Cosa Nostra. Mercoledì mattina un uomo e una donna che avevano con sè un bambinosi sono presentati nella portineria di casa Gozzo, chiedendo di parlare con il magistrato, e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella boragta di Acquasanta. Il portiere si è subito insospettito, sapeva che la famiglia del p.m. non ha alcun immobile da affittare all'Acquasanta. Ha chiesto i nomi delle persone, ma la coppia si è allontanata velocemente...............Salvo Palazzolo


Gentilissimo Signor LUI invece di chiedersi chi foraggia chi e per cosa, segua Lei e nel contempo consigli i suoi compagni di camerata di adeguarsi oltre che rispettare le leggi iniziando da : Organi - Amministratori - Situazione patrimoniale ex art. 8 l.r. 128/1982 - Attestazione di conformità leggi su.....
http://gurs.regione.sicilia.it/pareri/P060153.HTM


*SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NO LO ACCETTERO'
leggi vedi e senti su................
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*e' QUI LA FESTA? Si è qui ma LUI non c'è e se viene fai finta di non conoscerLo
*Poteva sembrare un film invece......................
leggi l'indirizzo su.......
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*E' LUI O NON E' LUI! MA SI CHE E' LUI. VEDO FUMO (scusatemi tanto ma permettetemi la battuta:"tutto fumo niente arrosto" Banale? Si lo so, ma mentre scrivo me la rido e vorrei poterlo esprimere. GRAZIE)VUOL DIRE CHE E' LUI.....

leggi su...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-consulenze-elezioni.html#links

*In Ricordo dell'Amico Giacomino
leggi su..........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/in-ricordo-di-giacomino.html#links

*RICHIESTA AL SINDACO E AI GRUPPI CONSILIARI DI UN PUBBLICO DIBATTITO CITTADINO SU DEMOCRAZIA LEGALITA' E TRASPARENZA A ISOLA DELLE FEMMINE

leggi su..............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/in-data-18-agosto-alcuni-sostenitori.html#links

*CAPISCO DELLE VOLTE PRESI DALL'ENTUSIAMO O MAGARI DALLA PAURA, DALLA "FOGA" SI FA IN FRETTA A PARLARE DI CONFERENZA E POI NON SI SA DI COSA PARLARE.
SE PERMETTETE SIGNOR SINDACO SIGNORI ASSESSORI SIGNORI CONSIGLIERI VORREI TOGLIERVI DALL'IMBARAZZO E PERMETTERMI DI SOTTOPPORVI UNA SERIE DI ARGOMENTI SU CUI POTRESTE, TEMPO PERMETTENDO, SCEGLIERE E MAGARI DARE UNA SCALA DI PRIORITA'

gli argomenti(non sono datati o superati anzi con l'amministrazione che ci ritroviamo si vanno AGGRAVANDO e purtroppo vi è la tendenza all'aumento).......
http://isolapulita.splinder.com/post/12681219/BUON+
COMPLEANNO+AGLI+AMMINISTR



Oppure signori parliamo solo di.........................
http://isolapulita.splinder.com/post/13237464/IL+PIANO+
REGOLATORE+A+ISOLA+DE



in alternativa leggete su............

http://www.isolapulita.ilcannocchiale.it/post/1530635.html



*URGENTE ORDINANZA DA PARTE DEI SINDACI: L'ACQUA NON PUO' ESSERE UTILIZZATA PER USI ALIMENTARI
leggi su................
http://www.alimentazione-oggi.it/archives/0005738.html


*LA COERENZA! LA RESPONSABILITA'! L'IMPEGNO! QUANDO IL SINDACO E LA SUA GIUNTA DECIDE A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL'AMBIENTE,LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL SINDACO MOTISI E I PROVVEDIMENTI DI INO GENCHI

guarda il video su...............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/sindaco-e-giunta-per-lambiente-e-la.html#links

*A PROPOSITO DI ALGA ROSSA E DIVIETO DI BALNEAZIONE
sin da giugno a ben leggere si decretava che.............
http://isolapulita.blogspot.com/2007/05/blog-post.html#links


leggi su..............
*A PROPOSITO DELLA SENTENZA T.A.R. SICILIA SULLE VERANDE REGOLAMENTI RESPONSABILITA' DEL SINDACO P.R.G. PIANI PARTICOLAREGGIATI VINCOLI E SCADENZE


http://isolapulita.blogspot.com/search?q=sentenza+verande


*I SOGNI NON SI AVVERANO MAI? IL FANTASMA DEI 36 ALLOGGI POPOLARI A ISOLA DELLE FEMMINE

gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-45/g04-45-c.pdf

*A ISOLA DELLE FEMMINE QUANDO I SOGNI MUOIONO NON RIESCONO A TROVARE POSTO AL CIMITERO
uno dei commenti integrali pervenuti sul blog il 5 settembre......."Per l'ampliamnto del cimitero un esperto è il geom. CRISCI oggi consigliere comunale che può mettere a disposizione la sua esperienza e anche fatto un comizio nel 2004 su come fare il nuovo cimitero, senza interessi e collaborazione nel progetto che mai a visto la luce anche se some sempre pagate parcelle per divensi milioni.
Questo è fare il bene di Isola che anno gli amministratori"

Come promesso iniziamo a parlare di cimitero ed i tanti e mai realizzati progetti di ampliamento, per la verità siamo stati stimolati a parlarne , a seguito dei tanti messaggi ricevuti interessati a capire regolamenti gestione condizioni di servizio e relativi costi. I messaggi richiedevano..........leggi su
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-lampliamento-del.html#links


http://64.233.183.104/search?q=cache:NgFstSr_r_gJ:gurs.pa.cnr.it/gurs/
Gazzette/g04-45/g04-45
c.pdf+Isola+delle+femmine+AMPLIAMENTO+CIMITERO&hl=it&ct=
clnk&cd=8&gl=it


*L'EX CONSULENTE DEL SINDACO PROFESSORE PORTOBELLO

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GURS Parte I n. 21 del 2004
25, legge regionale n. 22/96, presentato dalle ditte Immobiliare Calliope s.r.l. e SA.BA. s.r.l.per la realizzazione di n. 50 alloggi";
http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-21/g04-21-p37.htm



Industrie insalubri: classificazione

Descrizione
Una industria è individuata come insalubre dal servizio di igiene pubblica dell’Ulss. L’Ulss segnala al Comune l’industria, ai fini della classificazione che viene predisposta dal Comune stesso, il quale provvede a darne comunicazione alla ditta. L'industria, a cui viene comunicata la classificazione, è obbligata ad attenersi alle disposizioni contenute negli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie.

In caso di inconvenienti provocati da industrie classificate come insalubri, anche quando questi inconvenienti non siano riconducibili a disposizioni di legge ad essi specificatamente riferiti, il Sindaco, a seguito di accertamenti, emette ordinanza di adeguamento per l'eliminazione degli inconvenienti accertati.


Normativa di riferimento
Decreto Ministeriale del 5 settembre 1994 "Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del Testo unico delle leggi Sanitarie".
Circolare del Ministero della Sanità n.19 del 19 marzo 1982.
Regio Decreto n. 1265, artt. 216 e 217, del 27 luglio 1934 "Approvazione del Testo unico delle Leggi sanitarie".



http://isolapulita.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2007/08/isola-delle-f-3.html



NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


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