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Monday, September 11, 2006


A proposito delle alghe si dice che....................................


L'estate delle ''ALGHE TOSSICHE''. Dalla Liguria alla Sicilia, l'alga che sta ''complicando'' l'estate italiana
Un'estate complicata per i bagnanti di tutta Italia. Le alghe continuano a mettere a rischio i villeggianti e soprattutto la salute delle acque, mentre proseguono gli esami per identificare quale sia l'origine dei microrganismi. Secondo Silvio Greco, commissario dell'
Icram (l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), l'alga tossica che ha colpito Genova, Palermo (l'ultima segnalazione dalla spiaggia di Aspra, nel capoluogo siciliano) e Fregene potrebbe essere la stessa. E se l'alga non bastasse, i mari italiani sono invasi anche dalle meduse. L'ultimo avvistamento viene dalla Liguria, lungo la Riviera dei Fiori, da Ventimiglia a Savona, ma l'allarme riguarda anche altri Paesi. Il versante mediterraneo della Spagna, ad esempio, è stato invaso da 60 milioni di meduse. ''Segnali di stress'', li definisce Greco, che intravede l'origine dei problemi anche nel riscaldamento dell'acqua, ''con 29 gradi perfino nel Canale di Sicilia''. Per quanto riguarda l'alga tossica, ieri i campioni prelevati dall'Icram nel mare genovese sono stati portati a Roma, e da oggi iniziano le analisi per stabilire lo scenario nel quale si è sviluppata. Sempre oggi, Greco sarà a Genova per partecipare a una riunione sull'alga tossica. ''Ha camminato - spiega il commissario - mi sono arrivate segnalazioni anche dalla Spagna e dalla Francia. Sono notizie da verificare ma non mi meraviglierebbe''. L'Ostreopsis ovata, la microalga che ha colpito Genova, Palermo e con ogni probabilità anche Fregene, ''prolifera in acque di passaggio delle grandi navi e a forte impatto antropico, proprio come lo sono i tratti di mare italiano interessati''. Una delle ipotesi più certe ''resta infatti quella che l'alga sia stata introdotta nel Mediterraneo dalle acque di sentina delle navi''. E' un'alga tropicale, presente un po' ovunque nei mari caldi e temperati del mondo. Quel che adesso è importante, ha spiegato Greco, è ridurre la capacità riproduttiva di quest'alga, ''e questo riguarda prima di tutto la gestione corretta dei depuratori e di tutte le attività che insistono sulla fascia costiera''. In quanto alle meduse, il problema, ha spiegato l'esperto, è diffuso in tutti i nostri mari. Le prime segnalazioni sono arrivate dalle coste tirreniche della Sicilia, da Mondello fino a Messina, poi via via anche dalle Egadi, di fronte a Trapani, per poi allargarsi al Lazio, all'Argentario, in Toscana e, in questi giorni anche in Liguria, soprattutto nelle acque di sei comuni sulla Riviera dei Fiori. ''Si tratta della Nocticula pelagia, o medusa luminosa - ha spiegato Greco - provvista di lunghi filamenti''. Ma niente panico: le sostanze rilasciate dalle meduse sono termolabili, ovvero scompaiono con il calore, quindi ''sono più fastidiose che pericolose''. Sia le alghe che le meduse, comunque, sono ''segnali che riguardano un problema di equilibrio. Quando una specie è così esuberante - ha concluso Greco - c'è sicuramente un problema di equilibrio e l'attenzione deve essere massima''. Fonte: Repubblica.it
http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=22983

1.8.06 L’alga tossica non dovrebbe far paura ai bagnanti toscani
LIVORNO. Mentre Genova e Fregene sono in piena psicosi da alga tossica, e fioccano le ordinanze cautelative di divieto di balneazione, ricordo dei 180 ricoveri provocati un anno fa in Liguria, qualche timore si affaccia anche in Toscana, anche se il rischio sembra molto minore. L’alga tossica infatti, ormai ribattezzata killer, è l´Ostreopsis ovata (nella foto), viene dai tropici ma si è ambientata e diffusa nel Mediterraneo almeno dal 1989. Il problema della sua tossicità per l’uomo sorge solo in particolari condizioni. Infatti, quest’alga della famiglia delle Dinoficee ama la luce e una temperatura dell’acqua sopra i 30 gradi, per questo si sviluppa nei primi metri d’acqua vicino alla riva, soprattutto in condizioni di prolungato mare piatto e magari in aree marine chiuse da opere artificiali di difesa della costa. L´eccessiva concentrazione di sali di azoto e fosforo, spesso causata da scarichi fognari mal depurati è un’altra condizione necessaria per la sua “fioritura”. L’alga trova così l’ambiente giusto per moltiplicarsi e la tossina che contiene può dare grossi fastidi ai bagnanti: disturbi intestinali, febbri alte, irritazione di occhi e gola, dermatiti. La situazione in Toscana pare sotto controllo, anche per la conformazione delle coste e il flusso delle correnti che non permettono in molti luoghi di villeggiatura il prosperare della Ostreopsis ovata, e basterebbe una burrasca ed un po’ di mare mosso a dissolvere definitivamente questa ultima paura estiva.Ma la vicenda dell’alga tossica (che qualcuno scambia addirittura per la Posodonia, che invece è una pianta superiore di grande importanza per la salute del mare e delle coste) ci dice come l´ambiente stia cambiando, tropicalizzandosi e rendendo necessario che i nostri comportamenti si adeguino ai cambiamenti, magari avendo conoscenza e rispetto, e non semplicemente paura, delle nuove specie che il nostro mare ospita.Per Lucia Venturi, responsabile scientifico di Legambiente, le fioriture della proliferazione della cosiddetta alga tossica (Ostreopsisovata) dimostrano una cosa che gli ambientalisti vanno ripetendo da anni: «il Mediterraneo si sta tropicalizzando. Anche quest’anno, come stanno verificando anche i tecnici della Goletta verde di Legambiente, si registrano temperature superficiali superiori di 1 – 2 gradi rispetto alla media stagionale. Inoltre le nostre acque sono diventate ricche di nutrienti, e questo è il secondo fattore che favorisce la riproduzione delle alghe». Che il Mediterraneo stia diventando un mare tropicale è comunque un dato incontrovertibile, di cui vanno studiate tutte le conseguenze. Occorre perciò aumentare i monitoraggi e individuare le condizioni che scatenano i bloom algali per poter fare opera di prevenzione e poter organizzare eventuali stati di allerta. «Ma a lungo termine – ha concluso Venturi – si dovrebbe intervenire sulle cause dell’innalzamento delle temperature. E mettere in campo interventi contro l’inquinamento e l’effetto serra, per prevenire i cambiamenti climatici».
http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=3033


13.8.06 NUOVI MALORI IN SPIAGGIA, ORA È GIALLO - di Fabrizio Graffione
Mal di gola, febbre, difficoltà di respiro: sono i sintomi accusati improvvisamente da alcuni frequentatori dei bagni Doria a Quarto
Mal di gola, pizzicore al naso, febbre da 37° a 38°, difficoltà respiratorie, dolori alle ossa. Sono i sintomi accusati da una trentina di bagnanti ai Doria di Quarto. Gli stessi provocati dalla fioritura dell'alga tossica. Soltanto che, stavolta, l'ostreopsis ovata non c'entrerebbe. Il senso di malessere ha assalito gli ultimi genovesi rimasti in città a partire da lunedì scorso e è continuato fino a ieri. Alcuni sono stati male, come nel caso dei bagnini dei Doria e un paio di bambini, anche se non si sono tuffati in mare. E in un arco di tempo lontano dall'allarme alga tossica (...)
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=111527

15.8.06 Depuratore sotto l’esame del giudice - di Fabrizio Graffione

I titolari dei Bagni Sette Nasi e Cica di Quinto hanno denunciato Genova Acque per il malfunzionamento dell’impianto
(...) Doria, dove la scorsa settimana oltre trenta persone hanno sofferto malesseri dovuti ai bagni in mare e ai miasmi che provengono dal bagnasciuga, ma anche quelli di corso Italia, dove si è registrata la proliferazione di topi e pantegane davanti e intorno alle spiagge. Una situazione insostenibile e quasi da catastrofe inquinamento cui il Comune di Genova non è riuscito a far fronte a sufficienza nonostante gli interventi programmati.«Nei giorni scorsi con l'avvocato Diana Barrui del Codacons abbiamo presentato l'esposto alla Procura della Repubblica - spiega Walter Barilari - dobbiamo rientrare dei danni economici e di immagine della scorsa stagione, di quella di quest'anno, ma soprattutto di quelle dei prossimi anni. Molti clienti infatti ci hanno bollato come i bagni del mare inquinato. Non è facile continuare a lavorare e a gestire la struttura. Abbiamo anche una bella piscina di acqua dolce dove almeno si può tranquillamente fare il bagno. Il problema riguarda il depuratore di Quinto e non tanto l'Ostreopsis ovata e le meduse. Era piena di buchi. Il liquame quindi invadeva tutto il litorale e non soltanto il tratto di mare a cinquanta metri di distanza dagli scogli. Abbiamo revocato il divieto di balneazione come gli altri stabilimenti dopo l'allarme cessato per l'alga tossica. Tuttavia, a causa dell'impianto di depurazione e dei lavori di ristrutturazione di cui non siamo nemmeno informati sui tempi, ci hanno danneggiato per la cattiva fama che ci siamo dovuti accollare presso le nostre clientele. È giusto quindi chiedere un risarcimento anche e soprattutto per l'immagine». I buchi alla condotta fognaria dovevano essere segnalati dall'autorità di controllo, cioè dal Comune, che invece non si è accorto di nulla. È soltanto grazie all'intraprendenza, per i propri interessi, ma anche per l'incolumità pubblica, dei gestori dei bagni di Quinto, che si sono scoperte le perdite alle tubazioni. Genova Acque ha quindi risposto mandando tecnici e risolvendo una parte del problema, riguardante appunto i buchi, in alcuni giorni. Intanto molti bagnanti avevano evitato di frequentare i Cica e i Sette Nasi. «C'è stato un evidente danno - spiega il biologo marino Franco Martini, consulente degli imprenditori - la reale situazione è che l'impianto di Quinto non depura niente. E' una specie di trituratore e basta. Non è vero che è una struttura all'avanguardia e prima di vantarsi, come si vantano in Comune, di dire che diventerà il migliore d'Italia, occorre informare come minimo i cittadini sulle riparazioni e sulle ristrutturazioni controllando contemporaneamente quello che succede, come l'incidente ambientale di alcune settimane fa. Aspettiamo che sia i responsabili di Tursi, sia il direttore di Genova Acque Gianluigi Devoto, possano finalmente definire depuratore l'impianto di Quinto. Nel frattempo la società genovese, cui spetta la gestione dell'impianto, ci deve pagare i danni».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=111908&START=3231&XPREC=1601

(1 agosto 2006)
…………..Nelle scorse settimane erano finiti sotto accusa i depuratori, che non riuscirebbero più a smaltire completamente la grande quantità di colibatteri. Ma l'unica certezza per ora è che Genova rivive un incubo, quello di un anno fa. E la psicosi dilaga. Ieri, nonostante i trentatrè gradi all'ombra, le spiagge erano deserte…………..
http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/genova-alga/genova-alga/genova-alga.html

http://www.teleoccidente.it/home/players/TOnews.htm

http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=637www.invisibile.135.it
http://www.girodivite.it/Isola-Pulita-ma-parliamo-dello.html
http://www.borsarifiuti.com/annunci/offerte.phpsc?c=/GARWER/categorie/0CC-EC9-935
www.step1magazine.it
http://www.vglobale.it/NewsRoom/?News=2593&ref=
http://www.granrifiuto.com/visualizza.asp?cod=202
http://www.vglobale.it/VG/Linklania.php?=&p=3
http://www.risorsetiche.it/presentazione_sito.php?id_sito=132
http://isolapulita.ilcannocchiale.it/
http://www.ilvaldinoto.net/
http://www.mupa.it/blog/19
http://www.vglobale.it/VG/Linklania.php?=&p=3
http://www.intopic.it/economia/petrolio/
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=637
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=4
http://isoladellefemmine.italynet.it/news.htm

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