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Friday, September 29, 2006




LA PRIMA VOLTA DEL PETCOKE!
Si! È la prima volta che si parla di PETCOKE, a parlarne è l’ARPA. La ditta Italcementi ha sempre parlato in maniera generica di CARBONE o POLVERINO DI CARBONE.

Ci sembra opportuno, qualora sia necessario, evidenziare alla Italcementi, che il carbone naturale ha caratteristiche chimico-fisiche e contenuto dì inquinanti (qualitativamente e quantitativamente) diverse dal pet-coke; quindi non si tratta di un problema esclusivamente lessicale, bensì dell'impossibilità di prescrivere tutti gli accorgimenti atti a tutelare l'ambiente dall'impatto causato da una sostanza (pet-coke) avente un carico inquinante diverso rispetto a quella segnalata (carbone o polverino di carbone).

Ma entriamo nel merito di quanto l’ARPA sembra aver rilevato a seguito del sopralluogo presso la Italcementi di Isola delle Femmine

Il giorno 6 dicembre 2005 il personale ARPA e della Provincia Regionale di Palermo, si è presentato negli stabilimenti della Italcementi di Isola delle Femmine, con lo scopo di effettuare delle verifiche sull’impianto e sui relativi punti di emissione in atmosfera.
Il perito chimico della Italcementi ha illustrato il processo produttivo ed i relativi punti di emissione in atmosfera.
Dal canto suo il personale dell’ARPA, presa visione delle autorizzazioni alle emissioni, nonché dei documenti tecnici prodotti dalla Ditta allegati alla richiesta di autorizzazione integrata ambientale, ha evidenziato:
1) Una modificazione nell’identificazione di alcuni punti d’emissione rispetto ai decreti autorizzativi (P.E. E1 e E10);
2) Inoltre si constata che viene utilizzato il petcoke quale combustibile d’alimentazione del Molino Crudo 3 (P.E. E14- macinazione d’argilla, sabbia e calcare per la produzione di farina) e del forno 3 (P.E. E35- forno di cottura di farina per la produzione di clinker).

A tal proposito la Italcementi S.pa. dichiara che il petcoke viene trasportato dal porto di Palermo trimestralmente, mediante automezzi e stoccato all’interno dell’ex cava denominata Raffo Rosso; da qui raggiunge attraverso automezzi il Capannone Materie Prime dello stabilimento dove subisce un processo di macinazione (P.E. E21) e stoccaggio in sili (P.E. E15, E22, E23) prima dell’utilizzo di cui sopra.
A richiesta del personale dell’ARPA la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, nè la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato non è indicata nei Rapporti di Prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera effettuate dalla Ditta;
3) le modalità di gestione del petcoke non vengono citate nei decreti autorizzativi ex DPR 203.88 e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Italcementi sul contenimento delle emissioni diffuse;
4) il D.A. 187.17 del 4.4.97 prevede per il P.E. E50 relativo al Molino Cotto 3 (macinazione clinker, perlite, gesso, calcare) il monitoraggio in continuo delle polveri, ossigeno, ossidi d’azoto e ossidi di zolfo, mentre in atto viene effettuato il monitoraggio in continuo esclusivamente delle polveri; la ditta dichiara che gli altri parametri non sono presi in considerazione in quanto il processo avviene a freddo e il fornello è flangiato. Non viene esibita alcuna comunicazione da parte della ditta relativa a tale variazione, né si è a conoscenza di una revisione dei provvedimenti autorizzativi precitati;
5) la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker (p.e. E14, E16, E17, E35), e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3 (P.E. E50). Di quest’attività di recupero non viene data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.
Il personale dell’Arpa richiede che la Italcementi invii presso gli uffici dell’Arpa i documenti di cui sotto:
a) copia di tutte le documentazioni tecniche allegate ai decreti autorizzativi sopraelencati, oltre a quelle fornite in occasione dei sopralluoghi effettuati dal Dipartimento ARPA di Palermo in data 15.3.05 e 24.6.05;
b) schede tecniche e ventagli caratterizzazioni analitiche delle materie prime e dei combustibili utilizzati;
c) scheda tecnica del forno 3 con relativa potenzialità;
d) relazione sulle attività di recupero rifiuti che indichi i periodi d’utilizzo dei rifiuti e la quantità degli stessi a partire dalla comunicazione d’effettuazione attività di recupero;
e) schema di processo del ciclo produttivo completo, quantificato nei flussi di massa, e con le indicazioni dei punti d’emissione e dei relativi impianti d’abbattimento;
f) relazione sulle procedure di manutenzione dei sistemi d’abbattimento messe in atto dalla Ditta;
g) che la Italcementi effettui le verifiche in campo previste dal D.M. 21.12.95, dandone comunicazione agli enti in considerazione che le ultime risalgono ad ottobre 2004;
h) copia del verbale relativo alla conferenza dei servizi tenutasi in data 22.2.99 relativa al protocollo aggiornato di gestione del sistema di controllo in continuo delle emissioni installato presso la Italcementi.
Da parte del personale dell’ ARPA si evidenzia il permanere di quanto verificato e verbalizzato nel sopralluogo del 13.10.2005
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/il-tempo-passa-le-emissioni-restano-il.html
relativo allo stoccaggio e movimentazione a mezzo di gru a ponte di materiale pulverulento all’interno del capannone materie prime (petcoke, clinker, argilla, perlite, gesso, sabbia, calcare) (adiacenze P.E. E43 ed E45), (parzialmente aperto sul lato Trapani) con la produzione d’emissione diffusa. A tal proposito si richiede alla Italcementi quali verifiche siano state effettuate al fine di valutare l’entità delle emissioni prodotte, e di produrre documentazione scritta.

Il Capo Servizi Primari della Italcementi dichiara che in data odierna in occasione del sopralluogo presso il capannone materie prime il carroponte operava in zona argilla e che quindi vista la posizione dei verbalizzanti non s’intravedeva materiale polverulento in sospensione.
Si richiede alla ditta che quanto richiesto venga fatto pervenire entro il termine di giorni 15 Il Capo Servizi Primari evidenzia che all’atto del sopralluogo risulta
assente il Responsabile dello stabilimento, e che per motivi di servizio il Perito Chimico della Italcementi si è dovuto allontanare al momento della stesura del verbale.



http://www.teleoccidente.it/home/players/TOnews.htm

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