CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, September 30, 2006

ITALCEMENTI 2004 28 OTTOBRE IL CONSIGLIO COMUNALE SCONFESSA IL RESPONSABILE UTC ARCH Giambruno IL SINDACO E LA SUA GIUNTA NO ALL'ELETTRODOTTO SI ALLA SALUTE Forum - Guida Sicilia


ITALCEMENTI 2004 28 OTTOBRE IL CONSIGLIO COMUNALE SCONFESSA IL RESPONSABILE UTC ARCH Giambruno IL SINDACO E LA SUA GIUNTA NO ALL'ELETTRODOTTO SI ALLA SALUTE Forum - Guida Sicilia


ITALCEMENTI 2004 28 OTTOBRE IL CONSIGLIO COMUNALE SCONFESSA IL RESPONSABILE UTC ARCH Giambruno IL SINDACO E...









Isola Pulita: Isola delle femmine Pulita nella LEGALITA’

DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’

Spronare gli amministratori a rimboccarsi le maniche, agire da buoni padri di famiglia e ram-mentare il programma elettorale, senza piangere addosso, per le manovre che il governo e la regione mette in atto per ridurre sempre più le uscite e diminuendo nel contempo i trasferimenti. Vogliamo parlare dell’abuso edilizio cronico, elevato a sistema? Quante costruzioni illecite sono state registrate e che dimostrano l’inerzia dell’amministrazione ingenerando così un legittimo affidamento sulla liceità dell’operato di cittadini disonesti. La legge sui suoli stabilisce che, per ottenere il diritto di edificare, modificare, demolire un immobile, il cittadino ha l’obbligo di chiedere all’autorità comunale la licenza edilizia, versare un contributo per le spese di urbanizzazione e una quota calcolata sui costi di costruzione dell’opera. Senza la licenza edilizia, il Sindaco, con ordinanza, ingiunge la demolizione della costruzione, confisca l’area occupata e la acquisisce al patrimonio del Comune. Considerato che la legge c’è, attribuisce ai Comuni le com-petenze nel campo dell’edilizia e offre gli strumenti atti a reprimere gli abusi, non si direbbe che nei comportamenti omissivi degli amministratori sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio, che consiste nella violazione dell’obbligo giuridico di compiere un certo atto imposto dalla legge? Sulla casa gravano tante imposte inoltre la pressione fiscale è enormemente aumentata negli ultimi anni. Perché dunque il cittadino onesto deve assistere e tollerare il fenomeno generalizzato dell’abuso edilizio causato da inerti e colpevoli pubbliche istituzioni?
P. C.
Abusi edilizi finanziamenti ai comuni per demolire

Al via il Fondo per demolizioni opere abusive 50 milioni di euro per i Comuni che abbatteranno gli abusi edilizi 23/03/2006 -
Con la Circolare n. 1264 del 2 febbraio 2006, la Cassa Depositi e Prestiti ha reso noti i criteri per la ripartizione del Fondo per le demolizioni delle opere abusive.L’articolo 32, comma 12, della legge 326/2003 sul condono edilizio, prevede che la Cassa Depositi e Prestiti metta a disposizione 50 milioni di euro per la costituzione di un Fondo di rotazione a beneficio dei Comuni, per sostenere l’abbattimento delle opere costruite abusivamente.Il finanziamento è concesso ai Comuni in forma di anticipazioni, senza interessi, sui costi relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive anche disposti dall'autorità giudiziaria e per le spese giudiziarie, tecniche e amministrative connesse. I Comuni devono restituire le anticipazioni, comprensive della relativa quota delle spese di gestione del Fondo, in un periodo massimo di cinque anni, utilizzando le somme riscosse a carico degli esecutori degli abusi.Le modalità di restituzione sono fissate da un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, emanato il 23 luglio 2004, che prevede un termine di 60 giorni dalla data di riscossione dei costi di demolizione.Anche se il Comune non ottiene il pagamento delle spese di demolizione da parte dei responsabili degli abusi, deve comunque restituire la somma alla Cassa ddpp entro cinque anni. La Cassa Depositi e Prestiti ha, inoltre, predisposto un Contratto di Anticipazione e il modello per la delega di pagamento.


UN’ESCURSIONE A RAFFO ROSSO AREA DI
PROTEZIONE AMBIENTALE
ai sensi della Direttiva CEE, recepita in Italia dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97, esistono delle aree di protezione ambientale: Codice sito SICITA20023 Raffo Rosso

L’ARPA VISITA RAFFO ROSSO dove l’ITALCEMENTI esercita attività estrattiva del calcare, ora concentrata esclusivamente nell'area Sic ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari.

http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/la-prima-volta-del-petcokesi-la-prima.html

Il mese di gennaio del 2006, il personale ARPA, si è presentato presso lo stabilimento Italcementi per un sopralluogo al deposito di combustibile solido (pet-coke) in località Raffo Rosso e delle verifiche sull'impianto e sui relativi punti di emissione in atmosfera.

Sono state presentate ed acquisite l'autorizzazione edilizia del Comune di Isola delle Femmine del 5/4/01 relativa alla realizzazione del deposito completa di relazione descrittiva del deposito redatta dall'ing. Enzo Denti per conto di Italcementi s.p.a. e del nulla osta della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali.

Il sito è situato in un'area precedentemente oggetto di attività estrattiva. In particolare il pet-coke viene depositato in una parte dell'area lunga circa 150 metri e larga 40 metri il cui fondo è stato impermeabilizzato con 50 cm circa di argilla. La zona si presenta su due lati (sud e ovest) con una quota superiore di circa 1 metro rispetto al resto, sul lato est confina con una vasca di raccolta acque e a nord risulta limitrofa una parte ad un altipiano ed una parte vicina ad una scarpata.

Sui lati sud e nord dell'area di stoccaggio sono posti degli irrigatori a pioggia.
Sembra sia stato constatato che l'area esterna confinante con l'area di stoccaggio non è stata impermeabilizzata in alcun modo e presenta un terreno di tipo calcareo.

Le acque di percolamento dovrebbero essere convogliate all'interno della vasca esclusivamente grazie alla pendenza del fondo del sito di stoccaggio. Tale vasca è collegata tramite una stazione di pompaggio ad un serbatoio. Tale sistema, a circuito chiuso, alimenta l'impianto di irrigazione e l'impianto antincendio. Un sistema di galleggianti dovrebbe garantire che il livello delle acque non superi i margini della vasca.

In una zona non impermeabilizzata a sud del sito di stoccaggio si nota molto chiaramente un cumulo di argilla di colore scuro presumibilmente contaminata da pet-coke. Tale materiale, secondo quanto affermato dalla Italcementi, è stato asportato dal sito di stoccaggio e momentaneamente stoccato in quella zona, in attesa di essere ridepositato sul sito di provenienza.

Complessivamente nell'area sud-ovest sono presenti alcune pozze d'acqua e varie quantità di pet-coke sparse sul terreno.

Nei cumuli di contenimento, attorno alla zona di stoccaggio, è presente del materiale che in alcune zone risulta di colore scuro, probabilmente contaminato da pet-coke.

E’ stato inoltre evidenziato che nella zona ad est, limitrofa alla vasca di raccolta acque, uno straripamento dell'acqua stessa sull'area circostante non impermeabilizzata. In particolare questa zona, che si estende fino alla scarpata nord, presenta evidenti segni di contaminazione quali il colore del terreno molto scuro in maniera compatta ed estesa in tutto lo strato superficiale, oltre a diversi pezzi di pet-coke.
La scarpata confinante a nord con l'area di stoccaggio presenta due conglomerati di pet-coke.
L'area sottostante la scarpata si presenta attualmente coperta da vegetazione per cui non è stato possibile valutare eventuali contaminazioni della zona.
Sempre a nord a ridosso dell'altopiano si osserva una contaminazione del terreno, esterno all'area di stoccaggio, favorito attualmente dalle cospicue piogge e dalla mancanza dei cumuli di contenimento su questo lato dell'area di stoccaggio.
Successivamente si è effettuato un sopralluogo presso i punti di emissioni, camini le cui emissioni sono in relazione all'utilizzo di pet-coke all'interno dello stabilimento, al fine di valutarne il contesto e predisporre tutte le fasi preliminari all'esecuzione delle successive misure.
Dal sopralluogo di cui sopra si evidenzia:

1) i punti di prelievo relativi ad alcuni camini, presentano difformità nella direzione del flusso rispetto a quanto riportato nelle relazioni di analisi relative ai campionamenti effettuati dalla Italcementi nell'ottobre 2005;

2) che il posizionamento del tronchetto di prelievo non risulta idoneo al fine di garantire condizioni di flusso rappresentativo durante il campionamento.

I rappresentanti dell’ARPA comunicano all’Azienda che quanto prima , inizierà un ciclo di campionamenti e misure ai camini di emissione. Pertanto, sembra sia stato richiesto alla Italcementi di predisporre:
1) un calendario di attività dello stabilimento, da far pervenire preventivamente al Dipartimento ARPA, che consenta di effettuare le misure ed i campionamento nelle "condizioni di esercizio più gravoso" così come previsto dal D.M. 12/07/1990, nell'arco di tempo interessato pari a circa otto ore per ciascun camino;
inoltre è stato richiesto alla Italcementi di predisporre, l'adeguamento dei punti di prelievo dei camini E21, E23 ed E25 a quanto previsto dalle norme UNI.

I rappresentanti dell’ARPA hanno richiesto ala Italcementi di fornire dei documenti relativi:
1) lo stralcio planimetrico relativo all'area del deposito di pet-coke;
2) i controlli analitici effettuati sui pozzi 1 e 2 ubicati all'interno dello stabilimento in dirczione nord ed ad una distanza di circa 1000 m rispetto il deposito del pet-coke;
3) eventuale documentazione presentata dalla Italcementi in corso di richiesta di autorizzazioni varie attestante l'utilizzo di pet coke quale combustibile solido utilizzato all'interno dello stabilimento.

In occasione dei sopralluoghi sono stati effettuati dei rilievi fotografici.
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/la-prima-volta-del-petcokesi-la-prima.html

Friday, September 29, 2006




LA PRIMA VOLTA DEL PETCOKE!
Si! È la prima volta che si parla di PETCOKE, a parlarne è l’ARPA. La ditta Italcementi ha sempre parlato in maniera generica di CARBONE o POLVERINO DI CARBONE.

Ci sembra opportuno, qualora sia necessario, evidenziare alla Italcementi, che il carbone naturale ha caratteristiche chimico-fisiche e contenuto dì inquinanti (qualitativamente e quantitativamente) diverse dal pet-coke; quindi non si tratta di un problema esclusivamente lessicale, bensì dell'impossibilità di prescrivere tutti gli accorgimenti atti a tutelare l'ambiente dall'impatto causato da una sostanza (pet-coke) avente un carico inquinante diverso rispetto a quella segnalata (carbone o polverino di carbone).

Ma entriamo nel merito di quanto l’ARPA sembra aver rilevato a seguito del sopralluogo presso la Italcementi di Isola delle Femmine

Il giorno 6 dicembre 2005 il personale ARPA e della Provincia Regionale di Palermo, si è presentato negli stabilimenti della Italcementi di Isola delle Femmine, con lo scopo di effettuare delle verifiche sull’impianto e sui relativi punti di emissione in atmosfera.
Il perito chimico della Italcementi ha illustrato il processo produttivo ed i relativi punti di emissione in atmosfera.
Dal canto suo il personale dell’ARPA, presa visione delle autorizzazioni alle emissioni, nonché dei documenti tecnici prodotti dalla Ditta allegati alla richiesta di autorizzazione integrata ambientale, ha evidenziato:
1) Una modificazione nell’identificazione di alcuni punti d’emissione rispetto ai decreti autorizzativi (P.E. E1 e E10);
2) Inoltre si constata che viene utilizzato il petcoke quale combustibile d’alimentazione del Molino Crudo 3 (P.E. E14- macinazione d’argilla, sabbia e calcare per la produzione di farina) e del forno 3 (P.E. E35- forno di cottura di farina per la produzione di clinker).

A tal proposito la Italcementi S.pa. dichiara che il petcoke viene trasportato dal porto di Palermo trimestralmente, mediante automezzi e stoccato all’interno dell’ex cava denominata Raffo Rosso; da qui raggiunge attraverso automezzi il Capannone Materie Prime dello stabilimento dove subisce un processo di macinazione (P.E. E21) e stoccaggio in sili (P.E. E15, E22, E23) prima dell’utilizzo di cui sopra.
A richiesta del personale dell’ARPA la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, nè la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato non è indicata nei Rapporti di Prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera effettuate dalla Ditta;
3) le modalità di gestione del petcoke non vengono citate nei decreti autorizzativi ex DPR 203.88 e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Italcementi sul contenimento delle emissioni diffuse;
4) il D.A. 187.17 del 4.4.97 prevede per il P.E. E50 relativo al Molino Cotto 3 (macinazione clinker, perlite, gesso, calcare) il monitoraggio in continuo delle polveri, ossigeno, ossidi d’azoto e ossidi di zolfo, mentre in atto viene effettuato il monitoraggio in continuo esclusivamente delle polveri; la ditta dichiara che gli altri parametri non sono presi in considerazione in quanto il processo avviene a freddo e il fornello è flangiato. Non viene esibita alcuna comunicazione da parte della ditta relativa a tale variazione, né si è a conoscenza di una revisione dei provvedimenti autorizzativi precitati;
5) la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker (p.e. E14, E16, E17, E35), e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3 (P.E. E50). Di quest’attività di recupero non viene data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.
Il personale dell’Arpa richiede che la Italcementi invii presso gli uffici dell’Arpa i documenti di cui sotto:
a) copia di tutte le documentazioni tecniche allegate ai decreti autorizzativi sopraelencati, oltre a quelle fornite in occasione dei sopralluoghi effettuati dal Dipartimento ARPA di Palermo in data 15.3.05 e 24.6.05;
b) schede tecniche e ventagli caratterizzazioni analitiche delle materie prime e dei combustibili utilizzati;
c) scheda tecnica del forno 3 con relativa potenzialità;
d) relazione sulle attività di recupero rifiuti che indichi i periodi d’utilizzo dei rifiuti e la quantità degli stessi a partire dalla comunicazione d’effettuazione attività di recupero;
e) schema di processo del ciclo produttivo completo, quantificato nei flussi di massa, e con le indicazioni dei punti d’emissione e dei relativi impianti d’abbattimento;
f) relazione sulle procedure di manutenzione dei sistemi d’abbattimento messe in atto dalla Ditta;
g) che la Italcementi effettui le verifiche in campo previste dal D.M. 21.12.95, dandone comunicazione agli enti in considerazione che le ultime risalgono ad ottobre 2004;
h) copia del verbale relativo alla conferenza dei servizi tenutasi in data 22.2.99 relativa al protocollo aggiornato di gestione del sistema di controllo in continuo delle emissioni installato presso la Italcementi.
Da parte del personale dell’ ARPA si evidenzia il permanere di quanto verificato e verbalizzato nel sopralluogo del 13.10.2005
http://isolapulita.blogspot.com/2006/09/il-tempo-passa-le-emissioni-restano-il.html
relativo allo stoccaggio e movimentazione a mezzo di gru a ponte di materiale pulverulento all’interno del capannone materie prime (petcoke, clinker, argilla, perlite, gesso, sabbia, calcare) (adiacenze P.E. E43 ed E45), (parzialmente aperto sul lato Trapani) con la produzione d’emissione diffusa. A tal proposito si richiede alla Italcementi quali verifiche siano state effettuate al fine di valutare l’entità delle emissioni prodotte, e di produrre documentazione scritta.

Il Capo Servizi Primari della Italcementi dichiara che in data odierna in occasione del sopralluogo presso il capannone materie prime il carroponte operava in zona argilla e che quindi vista la posizione dei verbalizzanti non s’intravedeva materiale polverulento in sospensione.
Si richiede alla ditta che quanto richiesto venga fatto pervenire entro il termine di giorni 15 Il Capo Servizi Primari evidenzia che all’atto del sopralluogo risulta
assente il Responsabile dello stabilimento, e che per motivi di servizio il Perito Chimico della Italcementi si è dovuto allontanare al momento della stesura del verbale.



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Thursday, September 28, 2006

Il tempo passa le emissioni restano!


IL 13 OTTOBRE 2005 LA VISITA DELL’ ARPA E DEI CARABINIERI ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE A SEGUITO DI SEGNALAZIONI PER PRESUNTO INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Il giorno 13 ottobre, il personale ARPA su comunicazione del Direttore Generale ARPA del 26.9.05, si è presentato, unitamente al Comandante della Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine, negli stabilimenti Italcementi di Isola delle Femmine, al fine di effettuare delle verifiche in relazione alla segnalazione di presunto inquinamento atmosferico prodotto dalla Italcementi s.p.a. nel mese di agosto e successivamente nel mese di settembre 2005.

Gli episodi supportati da documentazione fotografica fornita dai carabinieri si sono verificati in prossimità rispettivamente, dei P.E. E61, E62, E63, ed E64 (estrazione/alimentazione sili muniti di filtri a tessuto) in data agosto 2005, e del P.E. E43 (depolverizzazione scarico clinker a capannone-I camerine) munito di filtro a tessuto.

Il direttore pro-tempore dello stabilimento, evidenzia che periodicamente vengono svolte operazioni di controllo ed eventuale manutenzione su tutti gli impianti ed in particolare, di recente, sugli impianti relativi ai P.E.

Vengono acquisite, da parte del personale dell’ARPA, copie delle date in cui sono state effettuate tali ispezioni da personale della Italcementi spa e copie delle attività effettuate.

Dall’esame dei certificati di analisi, forniti dalla Italcementi, relativi alle misure periodiche alle emissioni effettuate nel periodo 15/23 marzo 2005, non evidenziano superamenti rispetto ai valori prescritti, mentre i dati relativi ai campionamenti effettuati in data settembre-ottobre 2005 non sono ancora disponibili.

Per quanto concerne l’incidente relativo al mese di Settembre il Direttore della Italcementi, dichiara:
che in data 11/9/2005 si sono verificati problemi tecnici sull’impianto (P.E. 43) consistenti, nello specifico, nella rottura di alcune maniche filtranti con conseguente aumento della polverosità emessa.
L’incoveniente è stato evidenziato a seguito di una segnalazione esterna e l’impianto è stato fermato, con conseguente blocco della polverosità, in un tempo inferiore ad un’ora.
Successivamente si è proceduto al ripristino funzionale del filtro.

Dell’avvenuta esecuzione di queste operazioni vengono la Italcementi spa fornisce una serie di documenti:
1) Programma giornaliero dei lavori eseguiti dalla ditta manutentrice CEM Montaggi spa in data 12/9/2005;
2) Scheda segnalazione anomalia sala C con la controfirma dell’esecuzione lavori;
3) Copia del modello di comunicazioni interne ed esterne del sistema di gestione ambientale.

Il maresciallo della stazione dei carabinieri di Isola delle Femmine evidenzia che la foto dell’incidente avvenuto nel mese di settembre è relativa al giorno 9/9/2005 così come dichiarato dal Sig Marcello Cutino autore delle foto relative;

Il Direttore della Italcementi riferisce che in quella data (9/9/2005) non risultano dagli atti ulteriori problemi tecnici relativamente all’impianto in oggetto (E43); pur tuttavia risulta agli atti una segnalazione esterna effettuata dal Sig Marcello Cutino relativamente ad una polverosità notata a valle dello stabilimento risolta con la chiusura dei portoni al frantoio Clinker.
Di questa segnalazione e del relativo intervento viene fornita copia del modello di comunicazioni interne ed esterne del sistema di gestione ambientale.

Per quanto concerne l’incidente relativo al mese di Agosto, l’Azienda dichiara che in data 9/8/2005 sono stati evidenziati alcuni problemi tecnici relativi agli impianti PE E62 (intasamento di uno scarico del filtro), che sono stati risolti nell’arco del turno lavorativo. Dell’evidenza di tali inconvenienti vengono fornite dalla Italcementi spa i seguenti documenti:
Esercizio di sala centralizzata relativo al giorno 9/8/2005

Successivamente il personale dell’ARPA ha proceduto ad un sopralluogo presso gli impianti in oggetto effettuando anche rilievi fotografici.

In atto si evidenzia che all’interno del capannone materie prime (Petcoke, Clinker, Argilla, Perlite, Gesso, Sabbia, Calcare) (adiacenze P.E. E43 ed E45) viene effettuato stoccaggio e movimentazione a mezzo gru a ponte di materiale pulverulento che produce una emissione diffusa. Si evidenzia altresì che parte del capannone risulta aperto verso l’esterno come da rilievi fotografici.

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http://www.intopic.it/find.php?lookingfor=italcementi
http://www.vglobale.it/NewsRoom/?News=2593&ref=
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Thursday, September 21, 2006




UNA "SALUTARE"

E

POCA

BENEFICA

BOCCATA D'OSSIGENO



LA BUGIA E’ UNA MEZZA VERITA’


Il giorno 19 corrente mese sul sito del Comitato Cittadino Isola Pulita ha ricevuto da parte dalla Direzione della Italcementi di Bergamo il messaggio di cui sotto.
Siamo costretti a precisare qualora vi sia la necessità che: i contenuti espressi e pubblicati nel nostro spazio: www.isolapulita.it è frutto di un lavoro comune di discussione, dibattito, condivisione, scelte ed azione di tutti i componenti del Comitato Cittadino Isola Pulita. Ciò che ci accomuna in questo percorso è la volontà di difendere la Salute dei Lavoratori della Italcementi, il loro futuro lavorativo, la salute dei Cittadini Isolani Tutti. La qualità dell’ambiente il futuro turistico economico di Isola è la nostra ipotesi di lavoro attivo che siamo determinati a condurre.

Caro blogger segue sempre il suo blog sul nostro impianto di Isola delle Femmine (http://www.isolapulita.blogspot.com/). Penso le possa essere utile per completare l’informazione ricevere la nota che abbiamo mandato all’ANSA nella giornata di ieri proprio sul tema del pet-coke.
Cordiali saluti.
L’azienda dice (di solito preferiamo così senza citare i nomi):
Il pet-coke che deriva dalla raffinazione del petrolio è un combustibile consentito dalle norme e il più utilizzato negli impianti di produzione del cemento in tutto mondo. Il processo di produzione del cemento ne garantisce la corretta combustione. La conferma ci viene dal sistema di monitoraggio in continuo 24 ore su 24 e dalle periodiche misurazioni di tutte le emissioni dell’impianto che sono sempre risultate nettamente al di sotto dei limiti consentiti. In merito alla diffida al suo utilizzo per l’impianto di Isola delle Femmine sappiamo di aver rispettato tutte le norme e la legislazione vigente. La diffida dell’Assessorato all’ambiente della Regione Sicilia è costruita su un elemento puramente formale che non ha nulla a che vedere con la salute pubblica ma solo con una discordante interpretazione delle autorizzazioni già in nostro possesso. La cementeria di Isola ha sempre utilizzato pet-coke alla luce del sole. Siamo sempre stati chiari e trasparenti nei confronti di tutte le autorità sia nazionali, regionali e locali indicando nella nostra documentazione i corretti riferimenti alle norme in vigore. Proprio per questo abbiamo fatto ricorso al TAR pur sospendendo immediatamente il pet-coke come previsto dalla diffida. Stupisce l’atteggiamento dell’Assessorato, tenuto conto che lo usiamo in tutti gli altri nostri impianti con le stesse modalità autorizzative senza che nessun altra Regione ci abbia mai fatto osservare nulla in merito
Direzione Centrale Comunicazione e Immagine Italcementi Via Camozzi, 124 24121 Bergamo tel. 035 396 945 fax 035 396 017

LA REPUBBLICA DEL 19.9.2006:

“La cementeria inquina Isola”
“Le emissioni dell’Italcementi di Isola delle Femmine sono inquinanti e cancerogene”. Per questo motivo l’assessorato regionale al Territorio ha diffidato l’azienda, dopo che lo scorso anno alcune associazioni ambientaliste avevano presentato un esposto. Secondo la perizia dell’ARPA “ l’azienda di Isola delle Femmine causa variazioni della qualità dell’aria per gli inquinanti emessi in atmosfera, modifiche all’impiantoe al ciclo produttivo senza preventiva autorizzazione, utilizzo del petcoke, sottoprodotto della lavorazione del petrolio, come combustibile”: La diffida dell’assessorato arriva dopo che lo stesso provvedimento era stato preso dal Comune di Isola. “La ditta –si legge nella diffida- non ha indicato i combustibili autorizzati né la data di inizio di impiego del petcoke. La natura del petcoke non compare nei rapporti di prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera e le modalità di gestione non sono citati nei decreti autorizzativi”

DUE GIORNI DOPO ...........
LA REPUBBLICA DEL 21.9.2006:

“Isola delle Femmine Fumo alla Italcementi esposto in Procura”
Una nube di fumo nero, proveniente dai capannoni della Italcementi di Isola delle Femmine, si è alzata in cielo provocando il panico tra i residenti. Dopo la diffida dell’assessorato Ambiente all’azienda, gli atti sono già stati trasmessi in Procura”
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www.step1magazine.it
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http://www.vglobale.it/NewsRoom/?News=2593&ref=
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=5
http://www.granrifiuto.com/visualizza.asp?cod=202
http://www.risorsetiche.it/presentazione_sito.php?id_sito=132
http://isolapulita.ilcannocchiale.it/
http://www.ilvaldinoto.net/
http://www.mupa.it/blog/19
http://www.vglobale.it/VG/Linklania.php?=&p=3
http://www.intopic.it/find.php?lookingfor=petcoke
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=637
http://isoladellefemmine.italynet.it/news.htm

Wednesday, September 20, 2006

Catania, mistero 11 settembre

 

Catania, mistero 11 settembre

Una linea telefonica non attiva. Usata solo nelle due notti prima delle Torri: decine di chiamate tra Maine e Afghanistan



Catania, mistero 11 settembreUna linea telefonica che non doveva funzionare. Ma dove qualcuno è riuscito a infilarsi. E in due sole notti ha fatto decine di telefonate internazionali, per poi tornare nel silenzio. Una normale truffa? Una clonazione per caricare la bolletta altrui? Le cose si complicano quando si guardano le date: le chiamate sono avvenute soltanto il 9 e il 10 settembre 2001. E se si esaminano i paesi oggetto delle telefonate, allora si capisce di essere finiti nel bel mezzo di un vero intrigo. Alla vigilia dell'attentato alle Torri Gemelle, da quella linea formalmente non attiva vengono contattati l'Afghanistan, l'Arabia Saudita, il Bahrein. Soprattutto viene chiamato il Maine, la contea degli Stati Uniti dove Mohamed Atta e i suoi compagni stavano per lanciare l'attacco. Due notti di traffico frenetico, che disegnano la mappa del terrorismo fondamentalista, poi più nulla. Finché una serie di controlli incrociati hanno portato a riscoprire la vicenda, oggetto ora di un'indagine condotta dalla Digos e delle attenzioni dell'intelligence italiana e statunitense.


A cinque anni dall'evento che ha cambiato la storia, spunta un mistero tutto siciliano. Reso ancora più fitto dalle caratteristiche della linea: una vecchia Isdn che viene considerata a prova di clonazione. E dal fatto che l'azienda titolare dell'utenza si trova a poca distanza dall'aeroporto di Sigonella, la più grande base americana del Mediterraneo e cuore della guerra elettronica contro l'organizzazione di Osama Bin Laden. Insomma, l'episodio accaduto nella Etna Valley, in quella fetta della Piana di Catania strappata agli aranceti dalle industrie hi-tech, ha tutti gli ingredienti della spy story. Una storia che potrebbe confondersi nella grande rete telematica che ha reso la Sicilia occidentale un 'ombelico del mondo' virtuale, dove si intrecciano i cavi a fibra ottica delle principali dorsali della comunicazione mondiale, con un gomitolo sotterraneo che conta quasi cento chilometri di cavi. 

Al centro di questo enigma c'è una linea telefonica Isdn mai installata completamente. Iscritta nel distretto telefonico di Catania, la linea è rimasta sempre in 'silenzio'. Fino al 9-9-2001 e alla notte successiva. Muta da mesi, e poi mai più utilizzata, nello spazio di due notti la linea generò un incredibile volume di traffico internazionale. Nessuna chiamata in arrivo. Solo contatti in partenza: un paio collegarono il cuore della Sicilia al Maine, la regione degli Stati Uniti dove, secondo le ricostruzioni dell'Fbi, pernottarono Mohamed Atta e altri dirottatori prima di imbarcarsi all'aeroporto di Portland per poi entrare in azione. Quegli scampoli di telefonata verso gli Stati Uniti, però, sono parte minoritaria del traffico. La gran parte delle chiamate mise in contatto l'utenza con Afghanistan, Arabia Saudita, Bahrein ed altri emirati del Golfo. Erano conversazioni vocali o flussi di dati? Impossibile stabilirlo. 

L'utenza era stata richiesta qualche mese prima da un gruppo imprenditoriale della provincia di Catania, presumibilmente una costola aggregata al Consorzio area di sviluppo industriale. Il contratto stipulato prevedeva che l'utente avrebbe avuto in dotazione un impianto Isdn. Il canale venne attivato, ma le dotazioni necessarie affinché l'azienda potesse utilizzasse la linea non vennero mai fornite: quel canale non poteva funzionare. Sembrerebbe certo che non l'abbia potuta utilizzare l'azienda che l'aveva commissionata. Le uniche 'telefonate' contabilizzate, poi, sono proprio quelle registrate nelle due fatidiche notti.

Alla fine del 2001, l'azienda si vide recapitare una bolletta salata. Una cosa incredibile: la linea non era mai diventata operativa. L'azienda protestò con l'operatore, dimostrando di non avere ottenuto la completa istallazione dell'impianto: cosa subito riscontrata dalla divisione clienti business che ha provveduto a cancellare la bolletta dimenticata. Sul piano amministrativo la vicenda si chiuse. E quelle telefonate finirono nel dimenticatoio. Ora, però, quella linea telefonica è nel mirino degli investigatori antiterrorismo del capoluogo siciliano. Che vogliono vederci chiaro su quelle due notti intere passate al telefono e soprattutto intendono capire il senso di quelle chiamate verso Stati Uniti e i paesi del mondo arabo alla vigilia dell'attacco all'America. 

A distanza di cinque anni il tentativo di ricostruire l'episodio è un percorso impervio: strada in salita che condurrà gli investigatori in una sorta di gara a tappe. Gestita nel massimo segreto. Il traffico misterioso sarebbe transitato su una delle linee Isdn richieste a Telecom dal Consorzio area di sviluppo industriale - zona n: una dozzina di utenze, allacciate nello stesso periodo. È importante ricostrire tutte le fasi dell'installazione, per individuare possibili falle sfruttate per inserirsi nella linea. E poi sarà compito dei consulenti informatici completare la mappa dell'incursione e stabilire con quali modalità venne sfruttata la linea telefonica nelle due notti chiave per il piano dei dirottatori quaedisti. 

Le Isdn (acronimo di integrated services digital network) ormai superate dallo sviluppo tecnologico, sono linee digitali a doppio canale multinumero. Le informazioni 'scorrono' sulla linea sotto forma di codici numeri in sistema binario per poi essere aggregate in forma digitale grazie a una borchia. Per questo, il segnale che corre sulle linee isdn non è intercettabile. È una linea che non può essere clonata, semmai può essere utilizzata da postazioni esterne mediante l'installazione di una borchia lungo un punto qualsiasi del tracciato della linea, oltre che sul punto terminale.

Le Isdn sono considerate estremamente versatili: consentono anche il trasferimento di chiamata e, grazie al secondo canale di cui dispongono, sono utilizzabili per conversazioni a tre. In questo caso è anche possibile che una connessione generi una conversazione tra due interlocutori connessi alla linea principale: la linea può essere stata usata come ponte. Di questo collegamento, però, non potrebbe essere restata alcuna traccia. 

E questo complica le indagini. Un episodio per alcuni versi analogo accadde a Palermo sempre in coincidenza con l'11 settembre. In quel caso, una sommaria indagine venne compiuta dal Sisde che analizzò i tabulati relativi ad alcune telefonate che collegavano il capoluogo siciliano a paesi del mondo arabo. Nonostante la coincidenza con la vigilia dell'attacco a New York, non venne neppure aperta un'indagine ufficiale poiché, considerata la vastità della comunità musulmana residente in Sicilia occidentale, quel traffico venne reputato non sospetto. 

Ben diverso il caso della Etna Valley, che potrebbe inserirsi in quel labirinto di segnali sulla ragnatela europea che era a conoscenza del piano contro il World Trade Center. Come Abu Dahdah che veniva intercettato a Madrid mentre spiegava di "avere preparato qualcosa che sicuramente piacerà. Siamo entrati nel campo dell'aviazione e stiamo per tagliare la gola agli uccelli". E come il presunto leader qaedista Abu Saleh che fece arrivare ai suoi compagni detenuti a San Vittore una busta con dentro la cartina di una celebre gomma da masticare, con il ponte di Brooklyn sorvolato da un aereo. 

Un messaggio criptico prima dell'11 settembre, che solo più tardi è stato compreso nella sua terribile allusività.



http://espresso.repubblica.it/internazionale/2006/09/14/news/catania-mistero-11-settembre-1.1433







Il Comitato Cittadino Isola Pulita COMUNICA:


DIFFIDA REGIONE A ITALCEMENTI ISOLA FEMMINE/ANSA PER L'ARPA EMISSIONI SONO INQUINANTI. L'AZIENDA, TUTTO IN REGOLA (ANSA) – PALERMO 18 SETT
"Le emissioni dell'Italcementi di Isola delle Femmine sono inquinanti e cancerogene". Per questo motivo l'assessorato regionale al Territorio e all'ambiente ha diffidato la ditta, dopo che lo scorso anno alcune associazioni ambientaliste avevano presentato un esposto. Secondo la perizia dell'Arpa "l'azienda di Isola delle Femmine causa variazioni della qualità dell'aria per gli inquinanti emessi in atmosfera, modifiche all'impianto e al ciclo produttivo senza preventiva autorizzazione, utilizzo del petcoke, sottoprodotto della lavorazione del petrolio, come combustibile".
La diffida dell'assessorato arriva dopo che lo stesso provvedimento era stato preso dal Comune di Isola, dove il comitato cittadino "Isola pulita" ha sollecitato le autorità ad attivare tutte le procedure per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini.
Il comitato ha intenzione, inoltre, di monitorare e verificare le connessioni tra il rapporto dell'Arpa e le patologie più diffuse sul territorio: neoplasie e malattie della tiroide. "La ditta - si legge nella diffida - non ha indicato i combustibili autorizzati nè la data di inizio di impiego del petcoke. La natura del petcoke non compare nei rapporti di prova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera e le modalità di gestione non sono citate nei decreti autorizzativi". Qualche giorno fa, dopo il provvedimento della Regione, i senatori Tommaso Sodano e Giovanni Russo Spena hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente per avere informazioni sugli interventi di bonifica da apportare sul sito e sui rimedi per tutelare la salute degli abitanti di Isola. "Il petcoke - scrivono i senatori nell'interrogazione - è responsabile dell'emissione in atmosfera di idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel. L'Arpa ha rilevato la presenza di questi inquinati. Ma quel che è più grave è che le polveri sospese nell'aria, in base alle diverse quantità, possono provocare diverse malattie nell'uomo, allergie, malattie respiratorie e perfino tumori". Secondo il rapporto dell'Arpa, l'Italcementi dal 1987 fa uso di petcoke, mentre in tutti i sopralluoghi la ditta ha utilizzato la parola "carbone".
"Da parte della Italcementi - si legge ancora nell'interrogazione - non è stato mai comunicato, e quindi mai autorizzato, l'uso del petcoke come combustibile. La ditta inoltre non ha mai fatto analisi sulle concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel emessi nell'atmosfera".
Queste emissioni avvengono all'interno e all'esterno del capannone dove si effettua lo stoccaggio e la "movimentazione" del combustibile."Oltretutto parte del capannone è aperto verso l'esterno - continuano i senatori - con conseguente rischio di contaminazione. Tutte queste sostanze possono provocare vari disturbi allergici e respiratori, ma soprattutto tumori".Residenti e ambientalisti chiedono dunque controlli più severi: "L'Italcementi ha sempre utilizzato il petcoke senza gli accorgimenti necessari per evitare che questo materiale di disperdesse nel terreno – in una nota del comitato cittadino Isola Pulita si afferma-Nella località Raffo Rosso viene stoccato il petcoke ma per la conformazione morfologica del terreno, per presenza di condutture naturali, è facile supporre un inquinamento del terreno e delle falde acquifere".
Per l'Italcementi "la diffida dell'assessorato all'Ambiente è costruita su un elemento puramente formale che non ha nulla a che vedere con la salute pubblica ma solo con una discordante interpretazione delle autorizzazioni già in nostro possesso".
La ditta respinge qualsiasi accusa anche sulle analisi delle emissioni: "Il pet-coke che deriva dalla raffinazione del petrolio è un combustibile consentito dalle norme. La conferma ci viene dal sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24 e dalle periodiche misurazioni di tutte le emissioni dell'impianto che sono sempre risultate nettamente al di sotto dei limiti consentiti".
L'Italcementi ha fatto ricorso al Tar pur sospendendo immediatamente il petcoke come previsto dalla diffida.
"Stupisce l'atteggiamento dell'assessorato - conclude la ditta - tenuto conto che lo usiamo in tutti gli altri nostri impianti con le stesse modalità autorizzative senza che nessun altra regione ci abbia mai fatto osservare nulla in merito". (ANSA).


Comitato Cittadino di Isola delle Femmine
Blog: Isola Pulita Link

INTERROGAZIONE AL SENATO DELLA REPUBBLICA

PER LA DIFFIDA

DELL'ASSESSORATO AMBIENTE DELLA

REGIONE SICILIA ALLA

ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


SODANO, RUSSO SPENA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
come già denunciato nella XIV legislatura con l'interrogazione 4-17440, presentata alla Camera il 26 ottobre 2005 dall'on.le Russo Spena, nel territorio della provincia di Palermo, ed in particolare nel comune di Isola delle Femmine, è presente una cementeria della Italcementi Spa la cui attività estrattiva ha determinato e continua tutt'oggi a determinare il ripetersi di gravi fenomeni di inquinamento che provocano seri danni alla salute pubblica della popolazione residente;
presso l'Isola delle Femmine, ai sensi della direttiva CEE, recepita in Italia dal decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell'8 settembre 1997, esistono delle aree di protezione ambientale (Codice sito Natura 2000 SICITA20023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana; Sic ITAA020047 Fondali di Isola delle Femmine; Sic ITAA020005 Capo Gallo; R.N.O. Isola delle Femmine). Si tratta di risorse naturali da proteggere e valorizzare, che invece vengono minacciate dall'attività inquinante e distruttiva della Italcementi. Per esempio, in Raffo Rosso, l'Arpa ha accertato la presenza di una cava per lo stoccaggio di pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) e, per la conformazione morfologica del terreno (presenza di condutture naturali), è facile supporre un inquinamento del terreno e delle falde acquifere. L'Arpa ha dichiarato e verbalizzato che alcune parti del terreno non sono state impermeabilizzate e presentano alcune pozze d'acqua;
nel porto di Palermo il 13 gennaio 2006 un campione di pet-coke (prelevato dalla stiva della Amber K, carico destinato alla Italcementi) analizzato dal Dipartimento Arpa, ha evidenziato la presenza di idrocarburi policiclici aromatici e di metalli quali vanadio e nichel. Il dipartimento Arpa, dalle analisi condotte sui punti di emissione dello stabilimento, connessi all'uso del pet-coke, rileva la presenza degli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel;
l'Arpa ha evidenziato che fin dal 1987 l'Italcementi utilizza il pet-coke, ma nei vari sopralluoghi effettuati dall'Arpa, l'Italcementi ha sempre utilizzato la parola "carbone". Cosa ancora più grave è l'aver verificato che da parte della Italcementi non è stato mai comunicato, e quindi mai autorizzato, l'uso del pet-coke come combustibile. Da tenere presente che la Italcementi non ha mai effettuato analisi sulle concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), vanadio e nichel, emessi nell'atmosfera. Consistenti emissioni diffuse avvengono all'interno e all'esterno del capannone dove si effettua lo stoccaggio e la movimentazione del pet-coke (dove purtroppo vi è la presenza di operai adibiti alla movimentazione di gru). Oltretutto parte del capannone risulta aperto verso l'esterno con conseguente rischio di contaminazione;
il pet-coke, secondo la definizione industriale, è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet-coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. In sostanza il pet-coke è l'ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell'oro nero tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili. Le polveri sospese nell'aria provocano diverse malattie nell'uomo: allergie e malattie dell'apparato respiratorio in genere. Quelle più sottili (pm 2,5) si depositano nei polmoni e possono incistarsi o essere trasportate dal sangue provocando anche tumori. Le polveri di silice sono responsabili dell'asbestosi, una malattia mortale che colpisce i polmoni. Il nichel, presente nel pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) in quantità che oscillano da 0,1 milligrammi a 3.000 milligrammi per chilogrammo, provoca il cancro ai polmoni e si riscontra in livelli eccessivi nell'uomo in casi di infarto, ictus, cancro all'utero, tossicemia gravidica. I sintomi di intossicazione da nichel sono: emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori;
in questi ultimi anni si sono verificati nel territorio di Isola delle Femmine diversi casi di mortalità a causa di tumori. Inoltre, sono aumentati a dismisura i casi di tiroiditi oltre a forme allergiche e malattie legate all'apparato respiratorio;
con protocollo 3975 del 15 marzo 2006 il comune di Isola delle Femmine ha diffidato la Italcementi, ai sensi e per gli effetti degli articoli 8,9, 10 e 11 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza d'emergenza per quanto concerne lo straripamento delle acque della vasca di raccolta, il materiale depositato sull'area non impermeabilizzata, ed ancora ad adottare urgenti interventi di bonifica e di ripristino ambientale;
rilevato inoltre che il 12 aprile 2006, in seguito alla diffida del comune di Isola delle Femmine, la Italcementi ha formulato una proposta di Piano di caratterizzazione (consulente geologo dott. Giovanni Ventura Bordenca) ex decreto ministeriale 471/99 in relazione all'area di deposito di combustibile solido (coke di petrolio) in località "Raffo Rosso", dal quale risulta quanto segue:
- pag. 3 "(...) a partire dal 2001, presso la località Raffo Rosso si è effettuata l'attività di deposito del combustibile solido (pet-coke) e tale attività, descritta in seguito, è tuttora in essere.";
- pag. 14 "da un punto di vista idrogeologico si nota che la formazione originaria presenta una permeabilità variabile in funzione della fatturazione delle litologie carbonariche tanto che le acque meteoriche possono penetrare in profondità fino al contatto con il Fliysch Numidico sottostante. Lungo tale contatto il drenaggio avviene direttamente verso il mare oppure verso zone costiere particolarmente disturbate per faglie e piegamenti. (...)";
- pag. 9-10 "(...) Il sito in oggetto (Raffo Rosso) è sede di un deposito di pet-coke (combustibile solido) destinato all'utilizzo nel forno per la produzione di clinker della vicina cementerai di Isola delle Femmine." e "Sono pertanto da tenere in considerazione, nel processo di formulazione del modello concettuale le probabilità di formazione:
a) di un percolato contaminato da IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e/o metalli pesanti quali vanadio e nichel;
b) di polveri sottili che possano contaminare i suoli vicini al deposito.
Gli ambienti naturali particolarmente vulnerabili a possibili fonti di inquinanti possono essere identificati:
a) nell'ambiente suolo;
b) nell'ambiente sottosuolo ed in particolare le acque di falda se presenti."
- pag. 10 "Considerata l'unicità tipologica del materiale depositato nel sito, nonché l'assetto morfologico e litologico dei terreni d'imposta descritti in precedenza, si può ragionevolmente ipotizzare che i maggiori impatti potenziali siano imputabili ad eventuali infiltrazioni nel sottosuolo di percolato contaminato proveniente dal dilavamento del materiale del combustibile solido quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti (nichel, vanadio)",
alla luce del grave pericolo rappresentato dall'uso del pet-coke si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare i danni alla salute, all'ambiente e allo sviluppo economico dell'intera area, causati dall'attività degli impianti della Italcementi;
quali interventi di bonifica, messa in sicurezza e di ripristino ambientale si intendano adottare al fine di salvaguardare l'ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione, anche in riferimento a quanto indicato dal citato Piano di caratterizzazione elaborato della Italcementi.
(4-00514)

Sen. SODANO TOMMASO Sen. RUSSO SPENA Roma, seduta 19 settembre 2006

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Tuesday, September 19, 2006


Isola Pulita Isola delle Femmine Italcementi e la nuova
TORRE LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: SI COSTITUISCE IL COMITATO ISOLA PULITA IL REGALO CHE LA CEMENTERIA INTENDE FARE A NOI CITTADINI DI ISOLA. PRIMA DI ANDARE AVANTI CON LA COSTRUZIONE DI QUESTO SCEMPIO, ANALIZZIAMO LA SITUAZIONE AD OGGI:
DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTE E SUE CONSEGUENZE SULLA SALUTE DI NOI CITTADINI VOGLIAMO SAPERNE DI PIU', VOGLIAMO AVERE PIU' INFORMAZIONI.
A TAL PROPOSITO E' IN FASE DI COSTITUZIONE UN COMITATO CITTADINO A SALVAGUARDIA DELLA NOSTRA SALUTE DEL NOSTRO AMBIENTE DEL NOSTRO MARE E PER RIAFFERMARE ATTRAVERSO IDEE E PROGETTI LA NOSTRA VOCAZIONE DI PAESE TURISTICO. L'ETERNO DILEMMA DELLO SVILUPPO TURISTICO AD ISOLA SVILUPPO TURISTICO A ISOLA DELLE FEMMINE.
LE SCELTE DA FARE OGGI INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI
dati: APAT ID Frana: 0820500900; Comune: Capaci ;
Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento;
Attività: Attivo/riattivato/sospeso Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività:
Segnalazione Fotointerpretazione;
Danno: n.d.ID Frana: 0820500900;
Comune: Capaci ;
Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento;
Attività: Attivo/riattivato/sospeso; Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività:
Fotointerpretazione;
Danno: n.d.IDFrana 0820516100
Comune: Isola delle Femmine
Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento;
Attività: Attivo/riattivato/sospeso;
Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività: Segnalazione, Fotointerpretazione;
Danno: Strade,Infrastrutture di servizio.
IL PROGETTO: ITALCEMENTI CARATTERISTICHE TECNICHE DEI NUOVI IMPIANTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Nuova Calusco Lavoro:
Nuova Calusco ProjectCommittente: CTG, KOBE STEEL
Periodo: 2000-2002
Progettazione generale: CTG, KOBE STEEL
Supervisione generale ai lavori: CTG
Attività svolte: caratterizzazione geotecnica del sito, progettazione costruttiva item principali della nuova linea forno, strutture in calcestruzzo su incarico di CTG strutture in acciaio per KOBE STEEL Ltd
Descrizione dei lavori: Il ns gruppo ha sviluppato un progetto di massima definito negli anni precedenti dallo staff tecnico di CTG, sulla base delle esperienze acquisite nella realizzazione di impianti simili del GruppoCTG ha definito le linee guida generali, con particolare attenzione agli aspetti legati al calcestruzzo CTG infine coordina la progettazione e cura la Direzione Lavori Gli Item più importanti sono i Seguenti: L´edificio Macinazione Crudo La fondazione del Molino la Torre Preriscaldo Le basi del Forno Rotante
L´edificio Scarico Forno Il Silo farina Edifici Ausiliari in c.a. e acciaio
L´Edificio Macinazione Crudo è costituito da un´ossatura portante di pilastri, travi e setti prevalentemente in cemento armato, ed in acciaio per quanto riguarda alcuni impalcati di piano. E' formato da diversi piani impostati su differenti quote fino ad arrivare, con la copertura, a +33.80 m da terra e contiene il molino, ovvero la macchina che macina la materia prima per la produzione del cemento
La Torre: Dimensioni in pianta: 18x30 mAltezza dalla fondazione 107.05 m
Quantità di calcestruzzo per fondazione 2575 m3
Quantità di calcestruzzo per elevazione 4170 m3
Quantità di acciaio per impalcati 590
Quantità di acciaio per lamiere bugnate 133t
Quantità di acciaio per colonne 112t
Quantità di acciaio per travi reticolari 53t
Totale acciaio 888t
Peso macchine impianto 2780 t
Peso cenere (short term) 660 t
L’intervento principale è stato lo spostamento degli impianti a maggior impatto ambientale, a sud della ferrovia Bergamo-Milano, allontanandoli quindi dall’area del centro abitato, realizzando una nuova linea di cottura, progettata ai massimi livelli tecnologici. Per i nuovi impianti e per il nuovo tunnel che collega le cave di Colle Pedrino e Monte Giglio sono stati investiti complessivamente circa 150 milioni di euro. L’investimento colloca la cementeria di Calusco d’Adda ai primi posti a livello mondiale per l’alto standard tecnologico raggiunto e per le elevate performance ambientali. La nuova cementeria di Calusco d’Adda ha ridotto notevolmente l’impatto sul territorio. Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili. La nuova linea e i nuovi sistemi di abbattimento consentono una riduzione delle emissioni tra il 50% e il 90% rispetto ai limiti imposti dalle normative a cui era soggetto il vecchio impianto. La fermata di alcuni impianti, la loro razionalizzazione e la delocalizzazione della linea di cottura, consentono di ridurre ulteriormente l’impatto acustico verso l’abitato di Calusco d’Adda.
Per approfondimenti clicca
Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine PA

Friday, September 15, 2006




COMUNICATO STAMPA SU DIFFIDA DELL'ASSESSORATO AMBIENTE DELLA REGIONE

SICILIA ALLA ITALCEMENTI


Il giorno 25 del mese di luglio corrente anno, l’Assessorato Territorio ed Ambiente 3° Settore della Regione Sicilia con nota protocollo n° 48283, ha emesso provvedimento di diffida nei confronti della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine.


La diffida atto dovuto segue l’ottimo lavoro svolto dall’A.R.P.A. dipartimento di Palermo che è consistito in: sopralluoghi, sui siti della Italcementi (stabilimento e cava in località Raffo Rosso), ispezioni, incontri, indagini e rilievi di varia natura.


L’atto di diffida contesta alla Italcementi:


° La ditta Italcementi usa il Petcoke fin dal 1987, cosa che l’Azienda non ha mai comunicato;
° Al porto di Palermo trimestralmente la Amber K trasporta il Petcoke per la ditta Italcementi;
° La Italcementi preleva il Petcoke dalla stiva della Amber K per trasportarlo alla Cava di Raffo Rosso per lo stoccaggio;
° Il petcoke viene prelevato dalla cava di Raffo Rosso per trasportarlo nel Capannone e usarlo come combustibile;
° Il D.A.P. il 13.1.2006 ha prelevato un campione di petcoke dalla stiva della nave Amber K:
dalle analisi effettuate, risulta che il petcoke contiene: Idrocarburi Policiclici Aromatici, Vanadio e Nichel
° La relazione Tecnica del 23.5.06, nelle osservazioni si verbalizza: “……..si evince dalla tabella che la quantità totale degli inquinanti emessi in atmosfera, in considerazione delle portate e del numero dei camini di emissione, risulta notevolmente elevata. Ancora più elevata risulterebbe la sommatoria delle concentrazioni totali degli inquinanti sommando i valori coincidenti con i valori limite prescritti. Inoltre risulta necessario tenere conto delle emissioni diffuse generate dalla movimentazione dei materiali polverulenti all'interno del capannone ed emesse all'esterno attraverso la parte superiore del lato ovest dello stesso priva di chiusura.
In prossimità di tale punto (camminamento capannone lato Capaci) e sulla terrazza esterna (lato Palermo), il Dipartimento ARPA ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali.
°Il sopralluogo effettuato in località Raffo Rosso ha evidenziato : “…L’area esterna confinante con l’area di stoccaggio non è stata impermeabilizzata in alcun modo e presenta un terreno di tipo calcareo……Complessivamente l’area non impermeabilizzata presenta alcune pozze d’acqua e varie quantità di pet-coke sparse sul terreno…. Nella zona limitrofa alla vasca di raccolta acque si è osservato invece uno straripamento dell’acqua stessa sull’area circostante non impermeabilizzata. In particolare questa zona presenta evidenti segni di contaminazione quali il colore del terreno molto scuro in maniera compatta ed estesa in tutto lo strato superficiale, oltre a diversi pezzi di pet-coke.
Si precisa che il pet-coke dalla scheda di sicurezza, acquisita nell’ambito di un servizio presso l’Autorità Portuale di Palermo durante le attività di scarico del pet-coke stesso, contiene una percentuale di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) inferiore al 15%, una percentuale di vanadio e nichel rispettivamente inferiore al 0,3%. La sostanza è inoltre classificata come pericolosa (Xn) e categoria cancerogena 3.


Il quadro che n’emerge è alquanto allarmante e dannoso per la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza. Oltre a vanificare le speranze di uno sviluppo economico turistico della nostra Comunità. L’azione messa in atto dalla Italcementi nel rasentare il limite della legalità invalida un principio fondamentale della nostra Costituzione art. 32 “la difesa della Salute”.
Per tutti i motivi di cui sopra, il Comitato Cittadino Isola Pulita


Sollecita:
-le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza;
-all’Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 (d.ssa Contraffatto) si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità;

Si propone:
-di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.

Invita:
-Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della IItalcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.

Il Comitato Cittadino Isola Pulita ha informato della situazione di cui sopra gli Organi Parlamentari, da cui è scaturita una interrogazione il cui primo firmatario è il Presidente della Commissione Ambiente del Senato Sen. Tommaso Sodano.

Il Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it

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Isola delle Femmine 16.9.2006


INTERROGAZIONE PER DIFFIDA DELL'ASSESSORATO AMBIENTE ALLA
ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE



Al Ministro dell’ambiente -

Premesso che,

come già denunciato la scorsa legislatura con l’interrogazione 4-17440, presentata alla Camera il 26 ottobre 2005 dall’On.le Russo Spena, nel territorio della provincia di Palermo, ed in particolare nel comune di Isola delle Femmine, è presente una Cementeria della Italcementi Spa la cui attività estrattiva ha determinato e continua tutt’oggi a determinare il ripetersi di gravi fenomeni di inquinamento che provocano seri danni alla salute pubblica della popolazione residente;

presso l’Isola delle Femmine, ai sensi della Direttiva CEE, recepita in Italia dal DPR n.357 dell’8.9.97, esistono delle aree di protezione ambientale (Codice sito Natura 2000 SICITA20023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana; Sic ITAA020047 Fondali di Isola delle Femmine; Sic ITAA020005 Capo Gallo; R.N.O. Isola delle Femmine). Si tratta di risorse naturali da proteggere e valorizzare, che invece vengono minacciate dall’attivita inquinante e distruttiva della Italcementi. Per esempio, in Raffo Rosso l’ARPA ha accertato la presenza di una cava per lo stoccaggio di petcoke, che per la conformazione morfologica del terreno (presenza di condutture naturali) è facile supporre un inquinamento del terreno e delle falde acquifere. L’arpa ha dichiarato e verbalizzato che alcune parti del terreno non sono state impermeabilizzate e presentano alcune pozze d’acqua;

nel porto di Palermo il 13 gennaio 2006 un campione di petcoke (prelevato dalla stiva della Amber K, carico destinato alla Italcementi) analizzato dal Dipartimento ARPA, ha evidenziato la presenza di idrocarburi policiclici aromatici e di metalli quali Vanadio e Nichel. Il dipartimento ARPA dalle analisi condotte ai punti di emissione, dello stabilimento, connessi all’uso del petcoke , rileva la presenza di inquinanti: Idrocarburi policiclici aromatici, Vanadio e Nichel;

l’ARPA ha evidenziato che fin dal 1987 l’Italcementi utilizza il Petcoke (nei vari sopralluoghi effettuati dall’ARPA l’Italcementi ha sempre utilizzato la parola “carbone”. Cosa ancora più grave, è l’aver verificato che da parte della Italcementi non è stato mai comunicato, e quindi mai autorizzato, l’uso del petcoke come combustibile. Da tenere presente che la Italcementi non ha mai effettuato analisi sulle concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici, Vanadio e Nichel emessi nella atmosfera. Consistenti emissioni diffuse, avvengono, all’interno e all’esterno del capannone dove si effettua lo stoccaggio e la movimentazione del petcoke (dove purtroppo vi è la presenza di operai adibiti alla movimentazione di gru). Oltretutto parte del capannone risulta aperto verso l’esterno con conseguente rischio di contaminazione;
il pet-cocke, secondo la definizione industriale è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. In sostanza il pet-coke e’ l’ultimo prodotto delle attivita’ di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell’oro nero tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili. Le polveri sospese nell’aria provocano diverse malattie nell’uomo: allergie e malattie dell’apparato respiratorio in genere. Quelle più sottili (pm 2,5) si depositano nei polmoni e possono incistarsi o essere trasportate dal sangue provocando anche tumori.Le polveri di silice sono responsabili dell’asbestosi, una malatttia mortale che colpisce i polmoni.Il nichel, presente nel petcoke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) in quantità che oscillano da 0,1 mg a 3000 mg per kg, procoa il cancro ai polmoni e si riscontra in livelli eccessivi nell’uomo in casi di infarto, ictus, cancro all’utero, tossicemia gravidica.I sintomi di intossicazione da nichel sono: emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori.
in questi ultimi anni si sono verificati nel territorio di Isola delle Femmine diversi casi di mortalità a causa di tumori. Inoltre, sono aumentati a dismisura i casi di tiroiditi oltre a forme allergiche e malattie legate all’apparato respiratorio;
con protocollo 3975 del 15.3.2006 il Comune di Isola delle Femmine ha diffidato la Italcementi, ai sensi e per gli effetti degli articoli 8,9, 10 e 11 del Decreto ministeriale 25.10.99, n.471, ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza per quanto concerne lo straripamento delle acque della vasca di raccolta, il materiale depositato sull’area non impermeabilizzata, ed ancora ad adottare urgenti interventi di bonifica e di ripristino ambientale.

Rilevato inolte che il 12.4.06, in seguito alla diffida del Comune di Isola del e Femmine, la Italcementi ha formulato una proposta di Piano di caratterizzazione (consulente geologo dr. Giovanni Ventura Bordenca) ex D.M. 471/99 in relazione all’area di deposito di combustibile solido (coke di petrolio) in località “Raffo Rosso”, dal quale risulta quanto segue:
- pag 3 “…..a partire dal 2001, presso la località Raffo Rosso si è effettuata l’attività di deposito del combustibile solido (petcoke) e tale attività, descritta in seguito, è tuttora in essere.”
- pag. 14 ” da un punto di vista idrogeologico si nota che la formazione originaria presenta una permeabilità variabile in funzione della fatturazione delle litologie carbonariche tanto che le acque meteoriche possono penetrare in profondità fino al contatto con il Fliysch Numidico sottostante. Lungo tale contatto il drenaggio avviene direttamente verso il mare oppure verso zone costiere particolarmente disturbate per faglie e piegamenti.” …
- pag 9-10 …” Il sito in oggetto (Raffo Rosso) è sede di un deposito di Petcoke (combustibile solido) destinato all’utilizzo nel forno per la produzione di clinker della vicina cementerai di Isola delle Femmine. “ Sono pertanto da tenere in considerazione, nel processo di formulazione del modello concettuale le probabilità di formazione:
a)di un percolato contaminato da IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e/o metalli pesanti quali vanadio e nichel;
b)di polveri sottili che possano contaminare i suoli vicini al deposito.
Gli ambienti naturali particolarmente vulnerabili a possibili fonti di inquinanti possono essere identificati:
a)nell’ambiente suolo;
b) nell’ambiente sottosuolo ed in particolare le acque di falda se presenti.”
- pag 10 " Considerata l'unicità tipologica del materiale depositato nel sito, nonchè l'assetto morfologico e litologico dei terreni d'imposta descritti in precedenza, si può ragionevolmente ipotizzare che i maggiori impatti potenziali siano imputabili ad eventuali infiltrazioni nel sottosuolo di percolato contaminato proveniente dal dilavamento del materiale del combustibile solido quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti (Nichel, Vanadio)".

Si chiede di sapere, alla luce del grave pericolo rappresentato dall’uso del petcoke:
- quali urgenti iniziative il governo intende assumere al fine di evitare i danni alla salute, all’ambiente e allo sviluppo economico dell’intera area, causati dall’attività degli impianti della Italcementi;
- quali interventi di bonifica, messa in sicurezza e di ripristino ambientale si intende adottare al fine di salvaguardare l’ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione, anche in riferimento a quanto indicato dal citato Piano di caratterizzazione elaborato della Italcementi.



Sen. SODANO TOMMASO
Sen. RUSSO SPENA






Roma, 13 settembre 2006


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