CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, June 30, 2006

IL PASSANTE FERROVIARIO SOPRA O SOTTO ?
A proposito delle problematiche legate al raddoppio del passaggio ferroviario, quale iniziativa ha messo in atto l’amministrazione comunale di isola delle femmine per scongiurare i danni che deriverebbero, dall’esucutivita’ dell’attuale progetto delle ferrovie (raddoppio su superficie sul nostro territorio). Come, nella fattispecie, l’amministrazione ha tutelato i propri cittadini nel rispetto dei Protocolli di Legalità?
SOMMARIO:
1) Richiesta di incontro del comitato per tavolo tecnico
2) Giornale di Sicilia 1.7.06
1) RICHIESTA INCONTRO DEL COMITATO PER TAVOLO TECNICO
Al Prefetto di Palermo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro delle Infrastrutture
Al ministro dell’Ambiente
Al Responsabile Nazionale della Protezione Civile.
E p.c. Al Sindaco di Palermo Commissario Governativo.
Al Presidente della Regione Siciliana
Al Leader dell’opposizione all’ARS
Al Presidente della Provincia Regionale di Palermo.


Oggetto: Richiesta di urgente convocazione di un Tavolo Tecnico presso la Prefettura di Palermo sul cosiddetto raddoppio del Passante ferroviario, con la partecipazione del Sindaco di Palermo Commissario Governativo alla Mobilità, delle ferrovie dello Stato spa, del General Contractor e di Tecnici del Comitato per l’interramento del passante ferroviario, ed alla indispensabile presenza di rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, e del responsabile Regionale della Protezione Civile.
Protocolli di Legalità.

Eccellenze,
desideriamo anzitutto ringraziare il Signor prefetto di Palermo per la Sensibilità Istituzionale e Personale con la quale ha accettato di ricevere una rappresentanza di questo Comitato per l’interramento del passante ferroviario di Palermo, che coordina dieci Comitati civici di zona (altri ne stanno sorgendo via via che i Cittadini prendono consapevolezza della reale incredibile ed offensiva portata dei rischi della vicenda), che chiedono, dal gennaio 2004, la modifica (non la soppressione) del Progetto delle Ferrovie dello Stato spa del, cosiddetto, passante ferroviario di Palermo (opera ferroviaria), che è invece palesemente opera metropolitana, con requisiti e normative totalmente diversi.
Nell’allegato promemoria sono esposte, in modo sintetico e riduttivo, alcune delle autentiche follie di un progetto del 1979, totalmente estraneo e dannoso all’attuale assetto urbanistico della città del 2006; mai portato ad alcuna preventiva conoscenza della città; redatto senza alcuna gara per la progettazione; consistente nel raddoppio in piena città dell’attuale binario di superficie, anziché nella sua logica eliminazione con l’interramento totale.
Sono osservabili, a semplice approccio, intuibili e devastanti danni e problemi alla stabilità di innumerevoli edifici; alla mobilità di superficie di tutta la città; al commercio, alla occupazione ed all’intero assetto socio economico;
alla stupefacente impossibilità pratica di gestione di emergenze, anche ridotte, di protezione civile.
Tutte queste incomprensibili e ingiustificate devastazioni, e le altre elencate nell’allegato promemoria, sarebbero facilmente, radicalmente eliminabili laddove il progetto fosse modificato – come inutilmente richiesto dai Cittadini dal febbraio 2004 – con un profondo interramento dei lavori, che non interessino in alcun modo la superficie, idoneo ad eliminare abbattimenti di stabili, possibili sgomberi ed evacuazioni di massa per danni a fabbricati, anche a causa della necessità – ai sensi dell’attuale progetto – di distruggere e successivamente ricostruire la rete dei sottoservizi di numerose zone della città, con conseguente prolungata invivibilità delle abitazioni.
L’attuale prevista modalità dei lavori non esclude inoltre il possibile interramento di vie d’acqua sotterranee e presenta lacune su ciò che potrebbe accadere nel caso durante i lavori si ripetesse un evento sismico analogo a quello del settembre 2002.
A ciò si aggiunge l’irragionevolezza assoluta di alcuni itinerari per i quali non sembra esistere giustificazione alcuna.
Si deve sottolineare come la richiesta di interramento sia pienamente confermata dalla esistenza di precedenti progetti (Università degli Studi di Palermo e Cosiac) prevedendo appunto binari profondamente interrati.
Inoltre la posizione del Comitato per l’interramento è stata espressamente e formalmente giudicata condivisibile dall’Assemblea Regionale Siciliana (10 Agosto 2004), dal Consiglio Comunale di Palermo (18 giugno 2005) dalla Provincia Regionale di Palermo (21 giugno e 13 luglio 2005).
Ai Cittadini ha dato ragione anche lo stesso Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in una nota ufficiale al Ministro dell Infrastrutture Lunari (febbraio 2006).
Ciò esclude che i Cittadini stiano portando avanti “battaglie di tutela di giardinetti privati”.

Si sottolinea infine come il Comitato, rappresentativo degli interessi di parecchie decine di migliaia di famiglie lungo tutto l’itinerario cittadino del cosiddetto passante, angosciate da devastanti preoccupazioni per le proprie case e il proprio lavoro, abbia voluto sinora condurre, provatamente, una battaglia di civiltà e di sopravvivenza nel pieno ed esclusivo solco della totale legalità e rispetto delle leggi, circostanza che non sembra sinora sia stata sufficientemente apprezzata.
Poiché gli interessi vitali e fondamentali di un’intera comunità non sono subordinabili, in un Paese civile, alle "Esigenze” di risparmio delle Ferrovie, si richiede l’urgente convocazione presso la Prefettura di Palermo di un tavolo tecnico con l’indispensabile partecipazione di tutti i soggetti indicati nell’oggetto di questa nota, per l’approfondimento delle indispensabili modifiche all’attuale progetto del passante.
Tutto quanto premesso, ribadita la non opposizione dei Cittadini all’opera, appare evidente come la migliore soluzione logica sia il profondo interramento dei lavori senza alcun coinvolgimento della superficie, lungo tutto l’itinerario cittadino, dalla Guadagna ad Isola delle Femmine, inderogabilmente incluse.
Laddove tale modifica progettuale, che garantirebbe l’immediata realizzabilità dell’opera col pieno sostegno sociale, non dovesse ulteriormente trovare accoglimento da parte delle Ferrovie, diverrà inevitabile ogni azione di tutela della cittadinanza, inclusa la richiesta ad ogni Autorità competente, della più attenta verifica del rispetto da parte delle Ferrovie dello Stato Società per Azioni, di ogni aspetto procedurale, tecnico e gestionale dell’intero progetto e dei protocolli di Legalità.
Si resta pertanto in attesa del Loro Autorevole e necessario Alto Intervento a difesa dei più elementari aspetti del diritto di cittadinanza, quale concepibile in un Paese civile.
Con i più rispettosi Saluti
Palermo, 22 giugno 2006
Il Comitato per l’interramento del passante ferroviario e per la realizzazione dei lavori esclusivamente in sotterranea.

c/o Amico Fantone, Via Umberto Giordano 73, 90144 Palermo

comitato.passante@gmail.com
asso_di_quadri_1@libero.it

Per approfondimenti clicca

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/
http://forum.webagora.it/la_nuova_ecologia/read.php?f=5&i=540&t=540
http://www.step1magazine.it/v2_forum.php?action=read_topic&id=7648
http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/service.cgi?entry_id=700;parent_id=658406
http://www.aprileonline.info/articolo.asp?ID=10557&numero=
http://pinociampolillo.blogspot.com/http://ciampolillo-pinoisoladellefemmine.blogspot.com/
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2) DAL GIORNALE DI SICILIA 1.7.06
"La convocazione di un tavolo tecnico presso la prefettura alla presenza del capo del dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, è stata la richiesta del comitato per l'interramento del passante ferroviario durante un incontro con il prefetto Giosuè Martino. Il comitato rappresentativo di dieci comitati civici di zona, chiede il profondo interamento dei binari, con lavori esclusivamente sotto terra".
Vorremo che la stessa attenzione la si ponesse anche da noi ad Isola delle Femmine. Sarebbe auspicabile una diversa e più proficua attenzione anche da parte della Nostra amministrazione, al fine di tutellare i prpri concittadini.


il caso




Il Comune di Isola delle Femmine blocca il cantiere del passante ferroviario. Ieri mattina gli operai dell' associazione di imprese vincitrice dell' appalto hanno provato ad avviare i lavori in un' area privata, presa in affitto e non soggetta a vincoli ma sono stati bloccati dai carabinieri che hanno intimato l' alt perché l' amministrazione municipale ha deciso di revocare l' autorizzazione concessa in precedenza. Proprio come il sindaco di Palermo Diego Cammarata, anche l' amministrazione municipale di Isola delle Femmine ha deciso di chiedere l' interramento dei lavori che nel progetto definitivo, peraltro approvato dallo stesso Comune, erano previsti a cielo aperto. Un' altra tegola, dunque, si abbatte sul maxi appalto ferroviario che dovrebbe portare al raddoppio del binario tra Brancaccio a Punta Raisi. Il cantiere di Isola delle Femmine si sarebbe dovuto aprire nella zona "Oleandri" ma ieri non c' è stato nemmeno il tempo di mettere in moto gli escavatori. I lavori per il raddoppio del passante sono stati appaltati dalla Italferr per conto di Rete ferroviaria italiana (Rfi) nel novembre 2004 per un importo contrattuale di 493 milioni di euro. Ad aggiudicarsi la realizzazione dell' opera è stata l' associazione temporanea di imprese composta da Consorzio stabile Sis, Sintagma di Perugia e Geodata di Torino. La capofila, una delle tre società della Sis, è il colosso madrileno Sacyr. L' associazione di imprese annuncia che adirà le vie legali ma, contemporaneamente, attende istruzioni da Rfi. In attesa che si risolva il problema della modifica del progetto prevista per Palermo, l' impresa era stata sollecitata ad aprire il cantiere in zone non interessate alla variante. Ci ha provato ieri a Isola delle Femmine ma anche lì è arrivato lo stop. m. l.

Thursday, June 29, 2006



Comunicato Stampa

Comitato Cittadino Isola Pulita


I cittadini di Isola delle Femmine parlano della qualità dell’ambiente in cui vivono:
Ieri 28.6.06 alle ore 21 presso la Sala Consiliare di Isola delle femmine si è svolta la Prima Riunione del Comitato Cittadino Isola Pulita nel corso dell'affollato incontro sono state messe in evidenza le principali urgenze ambientali del territorio comunale, dalla vertenza con l'azienda Italcementi (per le emissioni inquinanti, tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, le vibrazioni, l'impatto paesaggistico, l'attività di cava in area d'interesse naturalistico), alla minaccia di scarichi fognari del comune di Palermo all'interno dell'area marina protetta, all'antenna di
rilevamento dati al servizio dell'aereoporto, ai futuri lavori delle ferrovie.
E' stata altresì data comunicazione delle attività delle associazioni ambientaliste e dei progetti per la promozione del riciclaggio e pulizia delle spiagge.
Il comitato si incontrerà con cadenza quindicinale. è stato nominato un gruppo di lavoro composto da:


Pino Ciampolillo, Francesco Lo Cascio, Marcello Cutino, Mario Ajello, Claudio Alibani, Pino Russello, Giuseppe Bordonaro, Giovani Abbinanti, Nuccio Arcieri, G. Paonita, P. Mocciaro, F. Cardinale.

Id=kaBuCxMWDLV/eN1K1Vt6OVK3Nrdmi4SlYnhmughaljl2MTFbK6Tu9HMxP1tRMqdeJDI6HIBZEuk%3D&Link=http%3A//www.isolapulita.blogspot.com/
http://wpop15.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=kaBuCxMWDLV/eN1K1Vt6OVK3Nrdmi4SlYnhmughaljl2MTFbK6Tu9HMxP1tRMqdeJDI6HIBZEuk%3D&Link=http%3A//www.tuttiperisola.altervista.org/

Wednesday, June 28, 2006

LA PESCA A ISOLA DELLE FEMMINE

Isola Pulita riunione comitato cittadino Isola Pulita




BOLOGNA,2003,LA PESCA A ISOLA DELLE FEMMINE,PESCATORI,ITALCEMENTI,MARINERIA,LA SPADARA,ISOLA DELLE FEMMINE 
Isola Pulita: "20 giugno 2006 nasce il comitato cittadino provvisorio Isola Pulita"

MESSINAMBIENTE AUDIZIONE DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA LUIGI CROCE E DEL SOSTITUTO EZIO ACCARDI

Audizione del procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina, Luigi Croce, e del sostituto procuratore Ezio Arcadi.





PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina, Luigi Croce, e del sostituto procuratore Ezio Arcadi. 


La Commissione ha convenuto di procedere nella seduta odierna all'audizione del procuratore Croce, in merito agli aspetti inerenti ai profili di competenza della Commissione connessi all'attività del suo ufficio, con particolare riferimento alla vicenda che vede coinvolta la società MessinAmbiente, che gestisce il servizio di rimozione e smaltimento dei rifiuti nel comune di Messina, in un'indagine della procura di Messina.


Ricordo che su tale vicenda la Commissione ha già ascoltato lo scorso 26 maggio l'amministratore delegato della società MessinAmbiente, dottor Antonio Conti. 

Nel rivolgere un saluto ed un ringraziamento per la disponibilità manifestata, do la parola al dottor Luigi Croce, che è accompagnato dal sostituto procuratore della Repubblica, dottor Ezio Arcadi, titolare del procedimento relativo alla società MessinAmbiente. Ricordo inoltre che abbiamo audito anche il commissario della città. Prego, dottor Croce.


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Il procedimento nei confronti degli amministratori di MessinAmbiente e di altri personaggi di cui parlerò tra breve nasce dalla situazione obiettiva di degrado ambientale in cui versava e versa la città di Messina. 


Ci siamo resi conto che la questione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani diventava quotidianamente un problema ed abbiamo ritenuto di dover verificare cosa succedesse, anche perché da notizie della stampa emergeva sempre più che i costi di questo servizio lievitavano in maniera esponenziale. 

L'indagine è nata, quindi, da questa constatazione obiettiva che noi abbiamo fatto e si è sviluppata attraverso una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre a controlli effettuati dalla DIA a ciò delegata. 

I risultati di questa indagine complessissima - di cui potrei anche parlarvi a lungo, ma credo che tedierei la Commissione - si compendiano in realtà in alcuni aspetti che a noi sono sembrati estremamente inquietanti, tanto da indurci a fare una richiesta di applicazione di misure cautelari nei confronti di alcuni amministratori e di altri personaggi. 

La società Altecoen, che rappresenta il soggetto privato di una società pubblica fra il comune e l'Altecoen stessa, che poi hanno costituito MessinAmbiente, nasce nel 1985 a Enna ed arriva a Messina perché vince un appalto per la raccolta dei rifiuti urbani indetto dal comune di Messina. Dopo alcuni anni il comune bandisce una gara per costituire una società mista, alla quale partecipano diverse ditte, fra cui Altecoen, che in un primo momento viene esclusa e poi viene riammessa attraverso meccanismi che hanno costituito oggetto di accertamenti. 

La prima constatazione che abbiamo potuto fare è stata che tanto per l'appalto di Altecoen quanto per la costituzione della società mista tra il comune ed Altecoen vi era certamente un'influenza da parte della criminalità organizzata locale, perché attraverso alcuni collaboratori di giustizia abbiamo appreso che Altecoen è entrata a Messina dopo una serie di contatti che sono avvenuti tra Benedetto Santapaola, notoriamente capo della famiglia mafiosa di Catania, e alcuni personaggi di spicco della criminalità messinese, quali Luigi Sparacio e un certo De Tullio, grosso mafioso ormai deceduto. Altecoen, sponsorizzata da Santapaola, ha chiesto il permesso di entrare a Messina e così è avvenuto. 

Lo stesso fenomeno si è verificato quando Altecoen ha costituito la società mista di MessinAmbiente insieme al comune. Anche in quel caso attraverso i collaboratori sono risultati una serie di contatti e di rapporti che dimostrano come la criminalità organizzata abbia messo le mani sulla società. Ciò non lo abbiamo ricavato soltanto dalla enorme assunzione di persone legate ai vari gruppi delinquenziali messinesi, ma anche attraverso una serie di meccanismi, di cui vi parlerò tra breve, che riguardano la gestione di fatto della società. 

Ad esempio, ad un certo momento, quando il sindaco di Messina, resosi conto che il costo del servizio era lievitato da 23 miliardi all'anno a circa 80 miliardi, voleva risolvere questo contratto con l'Altecoen, gli amministratori dell'Altecoen non hanno fatto altro che interessare i mafiosi della zona, i quali si sono presentati al consiglio comunale, che doveva discutere la questione, ed hanno imposto ai consiglieri comunali, molti dei quali emanazione di questi gruppi, di soprassedere e continuare con la gestione della società.


PRESIDENTE. Questo in che anni accadeva?


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Nel periodo 2001-2002; è recentissimo, siamo in tempo reale. 

Vi è un'ordinanza di custodia cautelare; abbiamo avanzato una richiesta che il GIP ha rigettato, mentre il tribunale del riesame ci ha dato ragione e in Cassazione è pendente il ricorso nei confronti dell'amministratore delegato, dottor Conti, che voi avete ascoltato, e dell'ex presidente, dottor La Cava, che si è dimesso. Si tratta di quindici persone, compresi i mafiosi di cui vi dicevo.

DONATO PIGLIONICA. E gli esponenti del mondo politico?


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Gli esponenti del mondo politico sono entrati nella vicenda. Nei loro confronti avevamo chiesto la misura cautelare, ma è stata rigettata ed anche il tribunale del riesame ha confermato il rigetto della misura cautelare. 


In particolare, c'era un ex sottosegretario di Stato di Messina, l'onorevole Giuseppe Astone, nei cui confronti abbiamo chiesto tale misura, che non abbiamo ottenuto né dal GIP né dal tribunale del riesame. Infatti, nelle trattative per la costituzione della società mista anche alcuni politici si sono intromessi ed hanno fatto la loro parte per cercare di conciliare i vari interessi che si muovevano nella vicenda, quelli dell'amministratore dell'Altecoen o, dall'altra parte, gli interessi mafiosi. 



La criminalità organizzata, come ripeto, è stata utilizzata dalla società per raggiungere determinati scopi che altrimenti non avrebbe potuto raggiungere. Come dicevo all'inizio, in relazione al famoso problema dell'igiene cittadina, con la mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani, anche nel corso delle indagini si è accertato che i rifiuti non venivano raccolti volutamente - abbiamo intercettazioni telefoniche sul punto che ce lo confermano - perché, quando il comune di Messina non pagava le fatture che MessinAmbiente presentava per le liquidazioni periodiche, il sistema per costringere il comune a pagare subito, senza battere ciglio, era quello di creare l'emergenza rifiuti in città. Abbiamo intercettazioni telefoniche in cui l'amministratore delegato dice ai suoi uomini fidati, appartenenti a certi ambienti della criminalità, di non raccogliere rifiuti davanti alla casa del prefetto né davanti al comune, perché devono pagare, in maniera da creare l'emergenza. Ci siamo trovati, quindi, di fronte anche a fenomeni di emergenza rifiuti costruita da loro stessi per ottenere i pagamenti. 



Questo è il quadro generale, ma nell'ambito di tale quadro generale vi sono una serie di altre problematiche - che forse il dottor Arcadi, che è più esperto di me in materia, vi potrà illustrare - che riguardano il meccanismo stesso attraverso il quale venivano raccolti e trattati i rifiuti e che forse sono di maggiore interesse per la Commissione. 


Infatti, nonostante la convenzione prevedesse tutta una serie di innovazioni nel campo della raccolta dei rifiuti, in realtà nulla è cambiato ed hanno continuato a gestire il servizio così come era gestito negli anni precedenti, ma ad un costo tre volte inferiore, perché tutta una serie di rifiuti - mi riferisco, in particolare, ai rifiuti speciali - venivano camuffati come rifiuti ordinari, come rifiuti solidi urbani e come tali trattati e buttati in discarica, tanto che il dottor Arcadi vi potrà dire con precisione di aver fatto un accertamento tecnico, attraverso il NOE o i consulenti, da cui è risultato che nelle discariche per i rifiuti solidi urbani sono stati ritrovati rifiuti speciali insieme ai rifiuti urbani. 


Questo è in sintesi il quadro generale che ho potuto esporre. Per quanto riguarda i dettagli, abbiamo portato tutti i provvedimenti, il dischetto con la nostra richiesta di ordinanza di custodia cautelare, il provvedimento del GIP e del tribunale del riesame che ha accolto il nostro ricorso, mentre è pendente il ricorso in Cassazione proposto dagli indagati.

EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Ho portato, ove sia d'interesse per la Commissione, tutta la documentazione, dalla richiesta di misura cautelare all'ordinanza negativa adottata dal GIP, all'appello che il nostro ufficio ha fatto, all'ordinanza successivamente emessa dal tribunale del riesame, che sostanzialmente sposava la linea della procura. 


In realtà il momento di disaccordo con il GIP non riguardava tanto i fatti materiali, storici che noi avevamo portato alla sua attenzione, che sono stati completamente condivisi. Il problema era, a mio giudizio, di tipo culturale - questa è la mia opinione - nel senso che il GIP, che tra l'altro è una persona tradizionalmente molto attenta, diceva che sicuramente i fatti erano quelli, che sicuramente tali fatti erano indicativi di un patto intervenuto ad un certo punto tra la criminalità organizzata e la società, ed in particolare la componente privata della società, cioè l'Altecoen, ma tutto questo delineava un'impresa cosiddetta protetta, ma non un'impresa mafiosa. 


Noi abbiamo sostenuto nei motivi di ricorso davanti al tribunale del riesame esattamente il contrario, cioè che la lettura di quei fatti, compiuta alla luce di principi che ormai sono generalmente accettati, dopo le note e antiche vicende di Catania, poteva essere fatta solo in una chiave che era appunto quella dell'impresa mafiosa. Questa è stata la tesi che poi è stata fatta propria dal tribunale del riesame, che quindi ha emesso le misure cautelari che in un primo tempo erano state rigettate dal giudice per le indagini preliminari. 


Il nostro campo di investigazione è stato reso da subito piuttosto difficile dal fatto che questa società aveva delle dimensioni che superavano certamente la vicenda messinese; in tal senso noi avevamo solo dei segnali e poi abbiamo avuto qualcosa di più. Una serie di segnali ci dicevano che questa società, o meglio la componente privata di questa società mista, rappresentava qualcosa di più nel panorama generale delle imprese che si interessano alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti. 


Una convalida a queste intuizioni vi fu in occasione di un accertamento che io feci a Milano, presso la sede di Interbanca, con la DIA, perché in quella sede l'Altecoen, in relazione ad una pratica di finanziamento su estero di una certa consistenza, a sostegno della richiesta portava l'organigramma completo delle imprese che sostanzialmente facevano capo a quest'unico ceppo. In quel momento abbiamo saputo ufficialmente che non esisteva solo l'Altecoen, ma esisteva un sistema molto articolato di imprese, che viene da loro stessi battezzato e denominato Gulino Group. 


Abbiamo acquisito questo documento che proveniva da loro stessi e della cui autenticità o veridicità non vi era, quindi, alcun motivo di dubitare, ma una convalida successiva si è avuta recentemente, vale a dire quando si sono chiuse le indagini preliminari, perché è stata disposta una perquisizione sia presso la sede sociale di MessinAmbiente a Messina che dell'Altecoen a Enna, ed in quella sede sono stati trovati altri organigrammi - che vi ho portato, nel caso vi interessassero - di imprese che sono diretta emanazione di questo gruppo Gulino, dai quali risulta che tali imprese sono oltre quaranta. 

Su tale aspetto non posso dire di più perché non era mia competenza fare indagini su società che, per lo meno stando ai nomi, operano nel Lazio, a Civita Castellana o in Umbria. Tuttavia, l'organigramma che abbiamo trovato in Interbanca si è arricchito successivamente, alla luce dell'acquisizione compiuta presso le sedi sociali, ed il nuovo organigramma è più ricco e più cospicuo rispetto al precedente: si tratta di società che, almeno in base alle sigle, operano non soltanto nel settore dei rifiuti, ma anche in quello delle costruzioni, dei trasporti e del trattamento delle acque e, soprattutto, hanno delle proiezioni estere, specialmente in Sud America, estremamente importanti dal punto di vista investigativo, sulle quali è necessario indagare, ma non si tratta sicuramente di un'indagine alla portata della procura di Messina. Questa è, in sintesi, la questione. 

Vi è un documento piuttosto vecchio - non ricordo di quale anno - della vostra Commissione, che noi abbiamo tenuto presente. In tale documento venivano spiegati una serie di contatti tra imprese operanti nel settore ed alla fine si stabiliva che vi erano importanti filoni in Italia; uno di questi filoni mi pare venisse allora individuato dalla Commissione nel cosiddetto gruppo Pisante. In base ai controlli telefonici ed ambientali espletati, il gruppo Gulino, cioè questo sistema di società emerso nell'ambito della nostra indagine, risulta avere contatti operativi e d'interesse con il gruppo Pisante, sul conto del quale tuttavia non so dire altro, perché sicuramente non competeva a noi fare indagini. 


Noi abbiamo avuto la necessità di allungare il più possibile l'occhio su Messina e penso che, con i mezzi di cui disponevamo, lo abbiamo fatto. Ad un certo punto, sull'indagine condotta dalla DIA si è inserita un'indagine del NOE di Palermo, sollecitata da noi, che ci ha consentito di verificare anche come avvenisse in realtà questo smaltimento, per lo meno in larga parte. 



Il NOE in quell'occasione accertò che i rifiuti provenienti non solo da Messina, ma anche da località viciniori, quale, ad esempio, Taormina - un'altra località in cui l'Altecoen, sempre con il meccanismo già collaudato a Messina, è titolare del servizio di raccolta e di smaltimento -, venivano concentrati a Messina in una piattaforma dove venivano messi, senza alcuna distinzione, in un grande trituratore che triturava tutto e questo materiale veniva successivamente mandato in discarica così come usciva dal trituratore, con i problemi che sono facilmente intuibili e che comunque noi abbiamo ritenuto di verificare nominando un esperto che si è recato nei siti ed ha verificato in discarica come vi fossero tracce di materiali che non avrebbero dovuto assolutamente trovarsi lì. 



Vi sarebbero tante altre cose da dire, perché poi questi controlli hanno messo in luce i contatti, anche istituzionali, che avevano alcuni soggetti della società: con esponenti istituzionali, con personaggi del mondo politico, e non solo. In proposito vi sono dei capitoli specifici nella richiesta di misura cautelare, che vi lascio e che ritengo potrebbero in astratto tornare utili alla Commissione. Si tratta anche di contatti con la stampa ed altro; insomma, uno spaccato molto interessante. 


Comunque, il dato che emerge è che quello che sembrava un fatto estremamente provinciale, vale a dire questa società mista che era costituita tra il comune ed un socio privato, in effetti rifluiva in un fenomeno molto ampio ed articolato, costituito da più di quaranta società. Ho portato un elenco di queste società, che sottopongo alla vostra attenzione e rispetto al quale penso che - certamente non da parte nostra, ma di altri - sarebbe opportuno approfondire quali e quante di queste società siano attive, quali siano i flussi, soprattutto finanziari, tra di esse, quale sia lo scopo ultimo della costituzione di queste società che operano all'estero, e via dicendo.


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. In relazione alla questione delle quaranta società cui accennava il collega Arcadi, in occasione di una perquisizione abbiamo acquisito tutte le memorie dei computer della società Altecoen. Abbiamo fatto una pulizia generale, attraverso meccanismi informatici, ed ora abbiamo tutto. 


La settimana scorsa abbiamo convocato una riunione con alcuni funzionari della DIA centrale ed abbiamo chiesto loro di cominciare ad esaminare tutto questo materiale perché ci diano un quadro generale, per stabilire quanto meno se vi siano dei filoni di indagine interessanti, in particolare per quanto riguarda i rapporti con l'estero o i rapporti tra le società. 

È certamente un lavoro non facile né breve, che impegnerà la DIA forse per alcuni mesi, perché si tratta di sei-otto DVD da sviluppare ed esaminare. Aspettiamo l'esito di questi accertamenti per poi stabilire eventualmente quale filone di indagine possa apparire più interessante per poi lavorarci sopra, ma si tratta di un discorso ancora da sviluppare.


PRESIDENTE. Prego, onorevole Piglionica.

DONATO PIGLIONICA. Mi interessava capire se su questa vicenda pesino di più gli aspetti mafiosi degli aspetti relativi allo smaltimento illecito di rifiuti o al traffico di rifiuti, cioè se si tratti di un'azienda collegata, vicina alla mafia che entra nel business dei rifiuti, che però poi svolge in maniera normale, oppure se questa società vicina alla mafia entri nel business dei rifiuti e commetta ulteriori reati relativi allo smaltimento, al trattamento dei rifiuti. 


In secondo luogo, mi pare che i soggetti siano storicamente catalogati come vicini o addirittura come componenti di famiglie mafiose. Il metodo mafioso è mai stato violento, cioè ci sono mai state intimidazioni, minacce o si utilizzavano metodo persuasivi di altra natura? 


In terzo luogo, avete detto che in questo gruppo di quaranta società vi sono società varie, alcune delle quali però svolgono lo stesso tipo di attività, cioè quella relativa ai rifiuti. Ci sono state relazioni con le procure di questi territori per verificare se lì continuavano o se si tratti semplicemente di una delle solite architetture imprenditoriali, finanziarie volte a far girare e riciclare denaro, magari proveniente da altre attività? 

Spesso la mafia costruisce holding e mi pare di capire che in questo caso si tratti di una struttura tipo holding all'interno della quale vi sono poi ulteriori società, attraverso le quali far circolare anche del denaro verso l'estero per ripulire il denaro proveniente da altre attività oppure per impiegare i proventi di attività illecite in attività che sono in grado di generare denaro pulito, poiché il denaro sporco è solo quello di partenza. 

Mi pare che il castello sia piuttosto complesso e meriti ancora un approfondimento. Voi avete già detto di aver coinvolto la DIA e, quindi, si tratta di un livello di coordinamento sovraprovinciale e sovraregionale, cioè probabilmente per questo tipo di coordinamento si arriva alla procura nazionale.



LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Per quanto riguarda l'ultima parte del suo intervento, noi ci siamo rivolti alla procura nazionale, perché abbiamo avuto bisogno di collegarci con le procure di Catania, Caltanissetta e Palermo. 



A Palermo, attraverso intercettazioni telefoniche, a noi sono risultati rapporti politici in sede regionale che ci hanno costretti a mandare le carte a Palermo, perché la procura di Palermo si interessasse di questa attività amministrativa presso la regione siciliana. 



A Caltanissetta è in corso di attuazione lo stesso fenomeno avvenuto a Messina, cioè la costituzione di una società mista con soggetti che noi riteniamo appartenenti alla criminalità organizzata, perché sembrerebbe emergere un grosso imprenditore in odore di mafia, arrestato in base al 416-bis a Caltanissetta, anche lui intromesso in questa vicenda. 


Abbiamo inoltre interessato la procura di Catania, come procura distrettuale, perché a Siracusa si sta facendo un'analoga operazione. Oltre alla riunione di coordinamento presso la procura nazionale, che abbiamo svolto due volte a Roma, abbiamo mandato già le carte a Palermo, a Catania e a Caltanissetta.


DONATO PIGLIONICA. Procuratore, quando siamo stati in Sicilia ed abbiamo ascoltato il procuratore Grasso, abbiamo sentito la preoccupazione del procuratore - il presidente ed i colleghi lo ricordano certamente - sul rischio che in una fase di privatizzazione di servizi pubblici la mafia, la criminalità organizzata vi potesse entrare. 


Il punto è se l'ingresso avvenga soltanto attraverso il fatto che si movimentino capitali verso queste attività o anche utilizzando metodi di altra natura, invitando persone a non presentarsi agli appalti. Le gare sono tutte tranquille?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. In base alle dichiarazioni dei collaboratori, non sappiamo da chi sia partita l'iniziativa, ma comunque l'Altecoen prima di mettere piede a Messina ha avuto gli appoggi mafiosi. È stata sponsorizzata da Santapaola di Catania, è arrivata a Messina ed il gruppo mafioso messinese, facente capo a Giuseppe Gullotti, l'unico uomo di Cosa nostra in provincia di Messina, a Barcellona, ed altri soggetti messinesi si sono accordati ed hanno dato il benestare perché l'Altecoen entrasse a  Messina, con il primo appalto preso per la raccolta dei rifiuti. 


Successivi incontri, stavolta tra mafiosi ed anche politici - a noi risulta - sono avvenuti perché l'Altecoen entrasse nella società mista, tant'è vero che, mentre in un primo tempo erano sorte questioni sulla partecipazione di Altecoen, poi con un «colpo» di consiglio comunale è passata senza battere ciglio. 



Quello che constatiamo, invece, con maggiore frequenza è l'intervento politico. Non è un mistero perché è scritto e, d'altra parte, si tratta di un atto pubblico: nei momenti di maggiore tensione, di pericolo, di difficoltà nei rapporti con il comune, intervengono uomini politici, e sono i politici che sono indicati nella richiesta e nell'ordinanza - vi abbiamo portato tutto -, che sono intervenuti ed hanno sistemato tutto. 


C'è stato un momento in cui il sindaco Leonardi aveva deciso di rompere questo rapporto ed in proposito sono riportate una serie di intercettazioni telefoniche e di rapporti da cui risulta che è intervenuto l'uomo politico di turno, che tra l'altro era anche il padrino del sindaco, che ha sistemato tutto nel giro di qualche giorno.

TOMMASO SODANO. Che cosa significa che hanno sistemato tutto?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Il sindaco di Messina diceva di voler rompere il rapporto. Loro si sono preoccupati di telefonare immediatamente a questo loro referente politico, il quale è intervenuto, ha parlato con il sindaco - ciò risulta - e subito dopo il sindaco ha fatto marcia indietro, ha ammorbidito la sua posizione e tutto è continuato come prima.

TOMMASO SODANO. Quando ci si ammorbidisce, ciò avviene a condizioni politiche o si cede a qualche ricatto?


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. No, si tratta di condizioni politiche: a noi risulta così, non abbiamo elementi per poter dire altro. 


Ripeto però che le pressioni mafiose ci sono state, perché anche in questo caso risulta da intercettazioni telefoniche che nel momento di pericolo maggiore, quando la società cominciò a preoccuparsi ulteriormente per l'eventuale risoluzione del contratto, anziché far intervenire i politici hanno fatto intervenire i mafiosi, i quali sono andati in consiglio comunale, dove sono riusciti ad ottenere che tutto continuasse come prima e passasse senza alcun ostacolo.

TOMMASO SODANO. Il consiglio comunale è una minaccia?


LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. È la presenza di questa gente che chiaramente costituisce una minaccia, senza bisogno di atti materiali. 

Per quanto riguardal'organizzazione della società, ancora non siamo in grado di sapere con precisione cosa succeda, perché aspettiamo che la DIA ci fornisca il quadro generale per capire come sono organizzati. L'organigramma in nostro possesso lascia molto perplessi perché, facendo dei conteggi con la DIA, abbiamo osservato che soltanto la gestione amministrativa di quaranta società comporta un costo di diversi miliardi all'anno - mi riferisco alle varie tasse - eppure lo sostengono. 
È chiaro, quindi, che deve esserci dietro qualcosa, che però non abbiamo ancora approfondito perché non abbiamo il tempo materiale. Occorre tenere presente che tutto si è sviluppato nel giro di questi primi sei mesi del 2004 e, quindi, siamo ancora in fase di ulteriore approfondimento.


PRESIDENTE. È inutile domandare se questa azienda godesse sempre del certificato antimafia.

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Sì, credo che non vi siano stati mai problemi di nessun genere.

TOMMASO SODANO. Prima lei faceva riferimento alla presenza in discarica di sostanze che non avrebbero dovuto esserci e, quindi, probabilmente di rifiuti speciali. 
Oltre a quelli di diretta pertinenza delle aree controllate dalla MessinAmbiente, che quindi utilizzava queste discariche, vi risultano anche ingressi in Sicilia di rifiuti provenienti da altre parti d'Italia?


EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Dalle indagini questo non emerge, ma, come ripeto, noi abbiamo avuto la preoccupazione costante di non debordare. Avevamo un tema dal quale non ci potevamo in alcun modo discostare, che era quello che accadeva a Messina e provincia. 

Anche la vicenda di Taormina era a livello provinciale, tant'è vero che questo ci ha consentito anche di ipotizzare un delitto di traffico di rifiuti per il quale, tra l'altro, in un'epoca precedente, il GIP aveva anche adottato una misura interdittiva che aveva comportato la sospensione dell'amministratore delegato e di altre persone dalle rispettive cariche, in tal modo avallando la ricostruzione che noi avevamo fatto di questa ipotesi del traffico di rifiuti.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Piglionica.

DONATO PIGLIONICA. Avevo chiesto se prevalesse l'aspetto del traffico illecito di rifiuti rispetto al collegamento alle organizzazioni criminali. L'attività poi svolta, al di là dell'eccessiva onerosità, era tecnicamente e legislativamente ineccepibile, dal punto di vista dello svolgimento dell'attività di raccolta e smaltimento?

PRESIDENTE. Magari anche per quanto riguarda i costi così elevati.


EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Quello che si trae da questo procedimento è che la macchina tecnico-amministrativa che questo gruppo di imprese è in grado di mettere in movimento funziona molto bene. I documenti sono quasi sempre a posto: mi riferisco sia ai documenti tecnici sia a quelli contabili. 



Per lo meno stando a quanto risulta dalla nostra indagine, il matrimonio con gli apparati criminali avviene sul territorio, nel momento in cui la società, che ha questo apparato tecnico-amministrativo ineccepibile, conquista l'appalto - chiamiamolo così impropriamente - e si tratta di gestirlo praticamente sul territorio. A quel punto interviene il patto con le organizzazioni criminali. 



Questo è avvenuto a Messina e dallo stesso procedimento emerge che sia avvenuto anche in qualche altro centro della Sicilia - non ricordo se fosse in provincia di Agrigento o altrove - in cui la società aveva operato, perché si tratta di una società che non opera soltanto a Messina: con altre sigle, che poi troverete negli organigrammi che abbiamo portato, opera a Terrasini, in provincia di Siracusa, in provincia di Catania e comunque, in modo massiccio, nella Sicilia orientale. 


Pertanto, la nostra conclusione, dal punto di vista investigativo, è che il contatto, il rapporto con la criminalità organizzata interviene nel momento in cui bisogna operativamente agire sul territorio. 


Naturalmente in base a ciò che potrà emergere dall'indagine puramente finanziaria sul sistema di società si potrebbe poi pervenire a conclusioni molto diverse da quelle a cui siamo giunti noi, ma le conclusioni del nostro procedimento sono nel senso che il contatto avveniva nel momento in cui si trattava di operare sul territorio. 


Vorrei sottolineare che questa società si è procurata il servizio a Messina redigendo e presentando un progetto tecnico e finanziario di tutto rispetto. Che poi il progetto sia stato disatteso e che al momento di stabilire le clausole contrattuali vere e proprie, in sede di convenzione, siano intervenute cose strane per cui praticamente il comune si è legato mani e piedi impegnandosi a pagare qualunque somma dovesse essere richiesta da MessinAmbiente e, per essa, soprattutto dal socio privato, è tutto un altro discorso. Ma il servizio se lo è aggiudicato elaborando un progetto sul quale, dal punto di vista tecnico e finanziario, per lo meno stando al giudizio degli esperti che lo hanno esaminato, non vi era nulla da eccepire.

PRESIDENTE. Questa azienda lavora solo a Messina o anche in altri comuni della provincia?

EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Lavora in altri comuni della provincia - prima abbiamo parlato di Taormina -, ma soprattutto, con altre sigle, lavora in maniera massiccia in tutta la Sicilia orientale.

DONATO PIGLIONICA. Com'era la qualità del servizio?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Pessima.

PRESIDENTE. Mettiamoci dalla parte dell'utenza e non soltanto della responsabilità criminale: il cittadino pagava di più ed otteneva un servizio pessimo. È così?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Sì.


EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Dai controlli telefonici emerge, tuttavia, che agivano deliberatamente nella maniera per loro più conveniente dal punto di vista economico. Il problema è che le clausole contrattuali che il socio privato era riuscito a spuntare in sede di accordi con il comune erano particolarmente favorevoli, per cui questa società si aspettava sempre più servizi da parte del comune dicendo di essere in grado di fornire il servizio a qualunque livello, ed io credo che siano veramente capaci di fornirlo a qualunque livello, in relazione a ciò che potevano ottenere. 


Per motivi di bilancio ed anche per motivi politici, dovuti a disaccordi che si manifestavano all'interno delle varie componenti dell'amministrazione o da parte dell'opposizione, c'erano dei momenti in cui, per un motivo o per l'altro, vi era un ritardo nel pagamento delle somme ed allora veniva artificialmente creata l'emergenza rifiuti. Non si può dire che si tratti di soggetti che non sono in grado di fornire il servizio. Sono assolutamente in grado, a mio giudizio; dipende solo da quello che l'amministrazione dà.

PRESIDENTE. Rimane però il dato che il cittadino ottiene un servizio di qualità scadente pagandolo molto di più rispetto alle condizioni di mercato.


EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Presumo di sì. Dalle indagini che abbiamo svolto risulta un incremento impressionante della spesa per l'igiene cittadina da parte del comune di Messina. I cittadini proprio in questi giorni stanno ricevendo i nuovi avvisi Tarsu e le assicuro che sono dolori! 

Vi è un costo del servizio che cresce a dismisura, ma non c'è assolutamente una crescita proporzionale della qualità del servizio.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Sodano.

TOMMASO SODANO. Vorrei sapere se gestivano direttamente o, a loro volta, si affidavano a terzi per alcuni servizi, per noli di macchine.

DONATO PIGLIONICA. E per la discarica?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Infatti, il grosso problema è anche che Messina è forse una delle poche città italiane che non ha discariche. Messina ha scaricato nella discarica di Bellolampo a Palermo, a Gela ed oggi scarica nella discarica di Tripi, con problemi enormi.

DONATO PIGLIONICA. È la famosa discarica in altura?

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Sì, e per andare a Tripi bisogna fare un giro di oltre ottanta chilometri, perché alcuni comuni che consentirebbero il passaggio diretto hanno precluso ai camion di passare. Pertanto, per arrivare a questa discarica si fa un giro di ottanta chilometri e naturalmente si paga in base al percorso; quindi, i costi lievitano anche per questo. A Messina non si è voluta mai fare la discarica; i poveri prefetti ogni volta si mettono le mani nei capelli, ma non riescono a fare la discarica perché glielo impediscono. 


Tornando ai costi, vorrei ricordare che noi abbiamo formulato al presidente del tribunale, ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile, una richiesta di ispezione della società e, fra le altre cose, i nostri consulenti civilistici ci hanno fatto notare come vi sia un'anomalia nel corrispettivo in favore del partner privato. 


Infatti, nella convenzione è previsto che il corrispettivo al partner privato sia pari al 95 per cento del corrispettivo previsto per le medesime prestazioni nella perizia di finanziamento redatta dagli uffici comunali. Oltre a questo 95 per cento, in convenzione viene riconosciuto un altro 23 per cento per le spese generali, per la copertura dei costi della SPA e per la remunerazione degli utili aziendali. Ciò vale a dire che al partner privato viene attribuito il 116 per cento di quello che è previsto nel finanziamento e, quindi, il comune non ha una lira di utile e forse deve addirittura pagare in più.

PRESIDENTE. Ovviamente immagino che, alla luce di questa indagine, il certificato antimafia sia stato revocato.

LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. No, credo che il contratto scada tra quattro o cinque anni e, quindi, continuano a lavorare tranquillamente. C'è un passaggio all'AATO, ma ancora non funziona.

TOMMASO SODANO. Pensavo che comunque si fosse pervenuti almeno ad una rivisitazione del contratto, alla luce di queste indagini.

EZIO ARCADI, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina. Se l'amministrazione comunale avesse adottato una qualunque iniziativa in questa materia, credo che ce ne avrebbe dato notizia, ma a noi non è giunta alcuna notizia né di una revisione degli accordi né tampoco di una sospensione del servizio.


PRESIDENTE. So che il senatore Sodano è sempre attento. Naturalmente, si tratta di una gestione commissariale, ma ovviamente, a maggior ragione, occorrerebbero una serie di iniziative adeguate. Discuteremo di questo, così come credo sarà utile riflettere sulla questione dei certificati antimafia. 


Ringrazio per la squisita disponibilità il dottor Croce ed il dottor Arcadi, che ci hanno fornito sollecitazioni utili non solo per capire la specifica vicenda, ma anche per comprendere le condizioni di criticità sul piano locale, ma anche nazionale, in questo settore. Vi ringrazio per questo augurandovi buon lavoro. Ringrazio altresì i colleghi intervenuti e dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 15.

http://wai.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenbic/39/2004/0714/s020.htm


Isola Pulita


LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE CEMENTERIA : IL DOVERE DI CONOSCERE ANALIZZARE INFORMARE E DENUNCIARE L'ILLEGALITA'

SVILUPPO TURISTICO A ISOLA DELLE FEMMINE COME? LE SCELTE PER ESEMPIO: AMBIENTE


SOMMARIO:
1)SVILUPPO TURISTICO A ISOLA DELLE FEMMINE
2)INTERROGAZIONE D INIZIATIVA POPOLARE COMITATO T UT T I X ISOLA
3)PETIZIONE POPOLARE PROVVEDIMENTI URGENTI VOLTI AD INDIVIDUARE LE CAUSE E LA COMPOSIZIONE DI EMISSIONI NOCIVE IN ATMOSFERA NELL’AREADEL GOLFO DI CARINI E MISURE ATTE A PORRE FINE ALLA LORO IMMISSIONE.
4) INTERROGAZIONE PROVINCIA PALERMO DEL CONSIGLIERE DEI VERDI : ANGELO RIBAUDO AL PRESIDENTE DELLA 1^ COMMISSIONE CONSILIARE SUI LAVORI DI COMMISSIONE PER PROBLEMATICA EMISSIONI NOCIVE IN ATMOSFERA NELL AREA DEL GOLFO DI CARINI
5) INTERROGAZIONE ALL’UNIONE DEI COMUNI PROT. N. 59 CAPACI, 29 AGOSTO 2005 AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO OGGETTO: INTERROGAZIONE CONSILIARE INERENTE LA SUPPOSTA EMISSIONE DI UNA NUBE ROSSASTRA VERIFICATASI PRESSO LO STABILIMENTO ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE (PA).
6) INTERROGAZIONE PRESENTATA DA BANDOLI FULVIA IL 25/10/2005 NELLA SEDUTA NUMERO 695 COFIRMATARI COFIRMATARIO GRUPPO DATA FIRMA VIGNI FABRIZIO DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO 25/10/2005

7) INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17424 CAMERA PRESENTATA DA CENTO PIER PAOLO IL 25/10/2005 NELLA SEDUTA NUMERO 695 COFIRMATARI ZANELLA LUANA MISTO-VERDI-L'UNIONE 25/10/2005
8) INCONTRO DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI ED AMBIENTALISTE CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
9) INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4.17440 DEL 26 OTTOBRE 2005 RUSSO SPENA AL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
10) INTERPELLANZA ORLANDO E MICCICHÈ AL PRESIDENTE DELLA REGIONE NOTIZIE CIRCA LA COMPATIBILITÀ DELLE ATTIVITÀ DELLA “ITALCEMENTI SPA” CON LA NORMATIVA DI TUTELA AMBIENTALE E, IN PARTICOLARE CON QUELLA RELATIVA ALLA SALVAGUARDIA DEI SIC – SITI DI INTERESSE COMUNITARIO (sembra che la interpellanza sia stata ritirata)
11) INCONTRO TRA AMBIENTALISTI, RSU E DIREZIONE ITALCEMENTICOMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE 28.10.05 COMUNICATO STAMPA PRESSO L’AULA CONSILIARE
12) INTERROGAZIONE PRESENTAZIONE DI UN ULTERIORE INTERROGAZIONE DA PARTE DELL'ONOREVOLE ERMETE REALACCI DEL GRUPPO PARLAMENTARE DELLA MARGHERITA (PRESIDENTE ONORARIO DI LEGAMBIENTE) SULLA PRESENZA ITALCEMENTI A RAFFO ROSSO.L'INIZIATIVA FA SEGUITO AD ANALOGHE PRESE DI POSIZIONE DI PARLAMENTARI NAZIONALI ED EUROPEI DEI VERDI, DS E DI RIFONDAZIONE (FRASSONI, CENTO, ZANELLA, BANDOLI, VIGLI, RUSSO SPENA).
13)INTERROGAZIONE PARLAMENTARE EUROPEA PRESENTATA DA MONICA FRASSONI LA V.PRESIDENTE DEL GRUPPO PARLAMENTARE VERDE DEL PARLAMENTO EUROPEO, SUL FUNZIONAMENTODELLA "CEMENTERIA ISOLA DELLE FEMMINE, PALERMO".L'INTERROGAZIONE È STATA PRODOTTA SU INIZIATIVA DEL NODO DI ISOLA-CAPACI-CARINI DELLA RETE LILLIPUT.
14) DA “IL NOTIZIARIO” ELETTRODOTTO SI ELETTRODOTTO NO
15)APPROFONDIMENTI:
15a) NUOVA CALUSCO: IL PROGETTO ITALCEMENTI ANALOGO DELLE FUTURE MODIFICHE DEGLI IMPIANTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
15b) CALUSCO:RIFIUTI IN CEMENTERIA O RIFIUTI ZERO ? ......A QUANDO PURE AD ISOLA? RIFIUTI IN CEMENTERIA O RIFIUTI ZERO ?
15c) INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI
15d) INDIRIZZI UTILI

1)SVILUPPO TURISTICO A ISOLA DELLE FEMMINE COME? LE SCELTE PER ESEMPIO: AMBIENTE Possibile progetto di costruzione di un nuovo forno, che andrà a sostituire l'ormai obsoleto attualmente in funzione. La torre dell'impianto - alta oltre 100 metri - (pari a 30 piani di un edificio) dominerà imperiosa su tutta la fascia costiera. Da ultime informazioni che circolano in Paese sembra che il primato dovrà contendersela con un altra Torre radar di rilevazione atmosferica, che sarà molto probabilmente sistemata nell'area circostante all'ex caserma NATO. Il silenzio della classe politica-amministrativa di Isola delle Femmine è la dimostrazione che la scelta sul tanto decantato sviluppo Turistico di Isola è stata operata, e la direzione indicata. E' un modo di amare Isola Pino Ciampolillo
2)INTERROGAZIONE D INIZIATIVA POPOLARE COMITATO T UT T I X ISOLA
Comitato t ut t i x IsolaInterrogazione d iniziativa popolare Comitato t ut t i x Isola( art.11 statuto del Comune di Isola delle Femmine)Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell area del golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.Con riferimento al continuo ripetersi di frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento che provocano notevoli disturbi alle popolazioni locali ed alle migliaia di turisti che regolarmente frequentano le località in oggetto e che sonocausa di malesseri generali con bruciore alla gola, agli occhi ed al naso come si rileva dai servizi stampa susseguitisi nel tempo, viste le segnalazioni effettuate negli anni passati dagli ee.ll. della zona come da allegate fotocopie che siriportano a puro titolo di esempio, viste le richieste dell estate 2004 con le quali si chiedeva l installazione di una stazione di monitoraggio, viste le continue segnalazioni e denunce effettuate dalle popolazioni locali e dai numerosi villeggianti (Isola delle Femmine) come si evince dalle fotografie effettuate in data 1 febbraio, 30 aprile e 5 giugno di cui alcune in possesso ed effettuate dalla locale stazione dell Arma dei Carabinieri, vista l interrogazione dei consiglieri dell Assemblea dell Unione dei Comuni di Capaci, Isola e Torretta del 10 agosto u.s. con la quale si chiede quali iniziative si intendono adottare a tutela della salute dei cittadini a causa della fuoriuscita di una nube rossastra dalla Italcementi, stante il continuo ripetersi di tali fenomeni che gravi danni causano alla salute pubblica, per l introduzione di sostanze, di vibrazioni e di rumore nell aria, nell acqua e nel suolo, visto che fino ad oggi, nonostante le continue e pressanti segnalazioni della società civile e delle amministrazioni non hanno risolto il problema individuandone le cause né tanto meno i rimedi,considerato inoltre che l area in questione risulta essere di rilevante valore naturalistico per la presenza di quattro siti di importanza comunitaria (SIC) come quello delle Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 ITA020023, quello di Isola delle Femmine codice ITA020005, Capo Gallo ITA020006 e fondali di Isola delle Femmine ITA020047, che rappresentano per il territorio il vero volano per uno sviluppo sostenibile imperneato sul turismo balneare, stante che il SIC di Raffo Rosso ITA020023 (unico punto di prelievo per la produzione del clinker), da quanto si evince dai rilievi effettuati, risulta devastato a causa delle massicce estrazioni di calcare,I sottoscritti cittadini
Chiedono di sapere se l amministrazione comunale intenda operare e come per ilconseguimento dei seguenti obiettivi:
1. adozione senza alcun indugio tutte le soluzioni atte a por fine alle problematiche individuate che gravi danni arrecano alla salute umana e all economia dei luoghi. A tal uopo chiedono che venga convocata in via d urgenza una conferenza di servizio al fine di determinare le più opportune soluzioni perché non siano messe a rischio la salute dei cittadini e la salubrità dei luoghi.
2. istituzione d urgenza di un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell aria collegato ad un efficace sistema di monitoraggio delle possibili fonti inquinanti a rete fissa che registri e renda pubblico, come previsto dalle normative vigenti, i parametri dell’ aria e dell’ acqua,
3. controllo dei siti industriali con potenziale inquinante di notevole impatto,
4. monitoraggio dell istruttoria delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che tengano conto delle migliori tecnologie previste (BAT) come previsto dalla direttiva 96/61/CE -cosiddetta direttiva IPPC relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell inquinamento - così come recepita dal D.Lgs 372/99 e successive integrazioni e modifiche.
5. Adozione di tutte le soluzioni atte ad arrestare i fenomni di degrado dei beni di interesse naturalistico

3)PETIZIONE POPOLARE PROVVEDIMENTI URGENTI VOLTI AD INDIVIDUARE LE CAUSE E LA COMPOSIZIONE DI EMISSIONI NOCIVE IN ATMOSFERA NELL’AREADEL GOLFO DI CARINI E MISURE ATTE A PORRE FINE ALLA LORO IMMISSIONE.
scarica la petizione
per informazioni e per consegnare firme di adesione scrivi a:
Comitato t ut t i X IsolaInterrogazione d iniziativa popolare( art.11 statuto del Comune di Isola delle Femmine)Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell’areadel golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.. NOME .COGNOME .INDIRIZZO .DOCUMENTO .CITTA' FIRMA LEGGIBILE1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.I dati personali verranno trattati per le sole finalità della presente petizione nel rispetto della L. 675/96 (Legge sullaPrivacy).
4) INTERROGAZIONE PROVINCIA PALERMO DEL CONSIGLIERE DEI VERDI : ANGELO RIBAUDO AL PRESIDENTE DELLA 1^ COMMISSIONE CONSILIARE SUI LAVORI DI COMMISSIONE PER PROBLEMATICA EMISSIONI NOCIVE IN ATMOSFERA NELL AREA DEL GOLFO DI CARINIPROVINCIA REGIONALE DI PALERMOVIA MAQUEDA, 100 - 90134 tel. 0916628308 - 3204319730Il Consigliere dei Verdi : Angelo RibaudoAl Presidente della 1^ Commissione ConsiliareOggetto : Sui lavori di Commissione per problematicaemissioni nocive in atmosfera nell area del golfo di CariniAccesso ai luoghiPremesso che:* nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell'Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune di Palermo ed a contrada Manostalla nel comune di Torretta;* la cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera in un'area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria, individuati ai sensi della Direttiva CEE "Habitat" recepita in Italia con D.P.R. n. 357 del 8/9/1997;* le aree di protezione ambientale di tale territorio sono: (codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047 ) Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine,R.N.O. Isola delle Femmine;* l'attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell'area SIC ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari; in tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), vengono emessi Carbon monoxide (CO), Carbondioxide (CO2), Nitrogen oxides (NOx), Sulphur oxides (SOx), particolato - Polveri sottili (Pmx);* l'Italcementi s.p.a. ha inoltre richiesto all'azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta plausibilmente finalizzata ad un incremento di produzione;* le attività della cementeria hanno determinato e determinano il continuo ripetersi di fenomeni di inquinamento, che gravi danni provocano alla salute pubblica per l'introduzione di sostanze nocive in atmosfera, per l'inquinamento acustico ed il diffondersi di vibrazioni nel terreno, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche;* l'attività della cementeria appare in contraddizione con la direttiva Habitat e la Direttiva Comunitaria 92/43/CEE relativa alla tutela dei Siti di Interesse Comunitario- SIC;* va registrato lo scarso coinvolgimento degli enti locali nel monitoraggio degli inquinanti, nella zonizzazione acustica delle aree limitrofe agli impianti, nell'autorizzazione dei combustibili, nelle procedure di Agenda 21;* il rischio di apporti nocivi alla falda idrica ed alle acque della area marina protetta appare sempre più elevato; le produzioni industriali dell'impianto hanno determinato negli anni grave turbativa e allarme nell'opinione pubblica, con l'intervento dell'associazionismo ambientalista contro i prevedibili danni ambientali ed economici ed i rischi per la salute dell'intera collettività e contro i fattori di nocività cui sono esposti gli stessi dipendenti.* tali preoccupazioni e allarmi appaiano del tutto fondati come dimostrato anche dall'intervento delle forze dell'ordine che hanno posto all'attenzione della magistratura e degli enti locali l'oggetto delle loro indagini sui fatti qui esposti:si ritiene determinante conoscere :* se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi e quali verifiche siano state avviate per valutare se i progetti rispettino la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessati;* quali iniziative siano state adottate per evitare che la salute dei cittadini e lo sviluppo economico dell'area (vocata al turismo) vengano compromessi dalle attività della cementeria;* quali interventi di recupero ambientale e rinaturalizzazione siano previsti nell'area e quali iniziative intenda adottare con urgenza nei confronti della Italcementi affinché siano garantiti standard di controllo adeguati su tutti gli scarichi al fine di garantire tanto la salute dei cittadini del comprensorio quanto quella degli addetti agli impianti.Inoltre vista la nota del 7 ottobre u.s. della Associazione per la difesa del mare e del territorio all o.d.g. della Commissione laddove si chiede una conferenza di servizi sulla problematica ,si ritiene proporre la presenza della 1^ Commissione che è competente in materia per la Provincia regionale di Palermo ,non prima comunque di avere effettuato un accesso presso la cementeria stessa.Angelo Ribaudo
5) INTERROGAZIONE ALL’UNIONE DEI COMUNI PROT. N. 59 CAPACI, 29 AGOSTO 2005 AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO OGGETTO: INTERROGAZIONE CONSILIARE INERENTE LA SUPPOSTA EMISSIONE DI UNA NUBE ROSSASTRA VERIFICATASI PRESSO LO STABILIMENTO ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE (PA). Comune di Isola delle Femmine Comune di Capaci Comune di TorrettaUnione dei Comuni delle Torr i f r a Mari e Monti(Provincia di Palermo)Prot. n. 59 Capaci, 29 agosto 2005AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVOSEDEOGGETTO: Interrogazione consiliare inerente la supposta emissione di una nube rossastra verificatasi presso lo Stabilimento ITALCEMENTI di Isola delle Femmine (PA).Vista l interrogazione consiliare, assunta al prot. n. 135 del 11.08 2005, inerentela supposta fuoriuscita di una nube rossastra dallo stabilimento ITALCEMENTI di Isola delle Femmine, verificatasi nella mattinata del 5 giugno c.a ,Considerato che le problematiche relative alla tutela della salute pubblica e la salvaguardia dell ambiente rivestono notevole importanza e devono essere attenzionate in via prioritaria.Considerato che nel territorio di questa Unione dei Comuni ricadono i seguenti siti sottoposti a tutela ambientale:- Area Marina Protetta Capo Gallo Isola delle Femmine ;- Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine;- S.I.C. (Sito d Importanza Comunitaria) Rocche di Raffo Rosso .Si prega la S.V. di voler interessare gli Enti regionali e provinciali competenti (A.R.T.A. III Settore, A.R.P.A., Commissione Ambiente della Provincia Regionale di Palermo), al fine di acquisire ogni utile informazione per fare chiarezza sull evento segnalato e sui possibili rischi ad esso connessi e adottare, se necessario, le più opportune ed urgenti soluzioni per la salvaguardia della salute umana e dell integrità dei luoghi.Si sottolinea l urgenza di disporre degli elementi di informazione relativi all evento in questione al fine di poter rispondere quanto prima all interrogazione consiliare e, soprattutto, di evitare, qualora venisse accertato un reale rischio, il ripetersi di ulteriori emissioni anomale inquinanti.Colgo l occasione per porre cordiali salutiIL PRESIDENTE DELL ASSEMBLEA- Dott. Marcello Cutino -
6) INTERROGAZIONE PRESENTATA DA BANDOLI FULVIA IL 25/10/2005 NELLA SEDUTA NUMERO 695 COFIRMATARI COFIRMATARIO GRUPPO DATA FIRMA VIGNI FABRIZIO DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO 25/10/2005INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04881 CAMERA Camera dei Deputati Legislatura 14 ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo5/04881 - CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE : 5/04881Dati di presentazionepresentata da BANDOLI FULVIA il 25/10/2005 nella seduta numero 695 Stato iterStato iter : IN CORSOCofirmatariCOFIRMATARIO GRUPPO DATA FIRMAVIGNI FABRIZIO DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO 25/10/2005Assegnato alla commissione :VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)Ministero destinatario :MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIOAttuale delegato a rispondereMINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO , data delega 25/10/2005Fasi dell'iter e data di svolgimento :MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 25/10/2005Termini di classificazione dell'atto secondo lo standard Teseo :ConcettualeCONCETTUALE : AMBIENTE, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI, FONDI E FINANZIAMENTI COMUNITARI, IMPIANTI E MEZZI INDUSTRIALI, MINIERE CAVE TORBIERE, MISURE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE, OSSERVATORISigla o denominazioneSIGLA O DENOMINAZIONE : ITALCEMENTIGEO-POLITICO : ISOLA DELLE FEMMINE, PALERMO - Prov, SICILIA, PALERMO, PALERMO - Prov, SICILIA, TORRETTA, PALERMO - Prov, SICILIAINTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04881 CAMERATESTO ATTOAtto CameraInterrogazione a risposta in Commissione 5-04881 presentata da FULVIA BANDOLI martedì 25 ottobre 2005 nella seduta n.695 BANDOLI e VIGNI.
- Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:nel territorio della provincia di Palermo si trovano impianti della Italcementi S.p.A., consistenti in uno stabilimento per la produzione di cementi nel comune di Isola delle Femmine ed altri insediamenti con attività estrattive a Piano dell'Aia-Rocche di Raffo Rosso nel territorio del comune di Palermo ed a contrada Manostalla nel territorio del comune di Torretta;la cementeria di Isola delle Femmine opera in un'area limitrofa a quattro Siti di Interesse Comunitario, individuati ai sensi della Direttiva CEE «Habitat», recepita con decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell'8 settembre1997: Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 SIC ITA020023, Capo Gallo SIC ITA020006, Isola delle Femmine SIC ITA020005, fondali di Isola delle Femmine SIC ITA020047, alle quali aree di interesse comunitario va aggiunta la Riserva Naturale Marina di Capo Gallo-Isola delle Femmine già istituita da codesto Ministero; l'attività estrattiva del calcare e ora concentrata esclusivamente nell'area SIC ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari. Ciononostante, in tale area gli impianti della cementeria emettono emissioni inquinanti secondo il registro europeo (EPER), come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2) e polveri sottili;l'Italcementi S.p.A. ha richiesto all'azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta finalizzata ovviamente ad un incremento della produzione;le attività della cementeria hanno determinato negli anni e nel recente passato il continuo ripetersi di fenomeni di inquinamento, consistenti in:a) gravi danni alla salute pubblica per l'introduzione di sostanze nocive sotto forma di polveri sottili e di molecole inquinanti aggregate in aerosol gassosi, tutte emesse nell'atmosfera dai camini dell'impianto;b) gravi danni alla salubrità dell'ambiente con conseguenze altamente negative alle attività turistiche per l' inquinamento acustico ed il diffondersi di vibrazioni nel terreno;c) gravi danni agli equilibri naturali già segnalati e degni di protezione per l'intromissione di sostanze estranee attraverso emissioni gassose che i venti abbattono imprevedibilmente sia sui centri abitati che sul prospiciente mareistituito come riserva marina;d) gravi danni agli ambienti marini ed alle falde acquifere sottostanti per l'infiltrazione continua di sostanze liquide estranee ed inquinanti nel terreno sul quale lo stesso cementificio è edificato, che ha caratteristiche di buona permeabilità essendo di natura calcarenitica;se siano stati utilizzati i fondi della Comunità europea per la realizzazione degli impianti della Italcementi S.p.A. -:quali iniziative il Ministro intenda avviare per valutare se il progetto rispetti la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli «habitat» delle aree SIC coinvolte anche affinché siano evitati danni alla salute, all' ambiente ed allo sviluppo economico dell'intera area già vocata al turismo di qualità;se il Ministro interrogato non ritenga opportuno istituire con urgenza un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell'aria, stante lo scarso coinvolgimento degli enti locali nelle operazioni di monitoraggio, e se non ritenga di dover chiedere alla Italcementi S.p.A. la installazione di registratori in continuo, ai camini, dei gas emessi;quali siano, infine, i possibili interventi di rinaturalizzazione dell'intero comprensorio di interesse comunitario e nazionale il Ministro intende avviare per salvaguardare il rispetto dei livelli occupazionali.(5-04881)Stampato il 22/04/2006
7) INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17424 CAMERA PRESENTATA DA CENTO PIER PAOLO IL 25/10/2005 NELLA SEDUTA NUMERO 695 COFIRMATARI ZANELLA LUANA MISTO-VERDI-L'UNIONE 25/10/2005INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17424 CAMERA Camera dei Deputati Legislatura 14 ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo4/17424 - CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA : 4/17424 Dati di presentazionepresentata da CENTO PIER PAOLO il 25/10/2005 nella seduta numero 695Stato iterStato iter : IN CORSOCofirmatariCOFIRMATARIO GRUPPO DATA FIRMAZANELLA LUANA MISTO-VERDI-L'UNIONE 25/10/2005Ministero destinatarioMinistero destinatario :MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIOAttuale delegato a rispondereAttuale delegato a rispondereMINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO , data delega25/10/2005Termini di classificazione dell'atto secondo lo standard TeseoTermini di classificazione dell'atto secondo lo standard Teseo :ConcettualeCONCETTUALE :AMBIENTE, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI, FONDI E FINANZIAMENTI COMUNITARI,IMPIANTI E MEZZI INDUSTRIALI, INQUINAMENTO, INQUINAMENTO DELLE ACQUE, MINIERECAVE TORBIERE, MISURE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE, OSSERVATORISigla o denominazioneSIGLA O DENOMINAZIONE :ITALCEMENTIGeo-politicoGEO-POLITICO :ISOLA DELLE FEMMINE, PALERMO - Prov, SICILIA, PALERMO, PALERMO - Prov, SICILIA,TORRETTA, PALERMO - Prov, SICILIAcreated with evaluation software from www.xmlpdf.com Stampato il 21/04/2006pagina 2 di 2INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17424 CAMERATESTO ATTOAtto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-17424presentata da PIER PAOLO CENTO martedì 25 ottobre 2005 nella seduta n.695 CENTO e ZANELLA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell'Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune di Palermo ed a contrada manostalla nel comune di Torretta;la cementiera di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera in un'area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria individuati ai sensi della Direttiva CEE «Habitat recepita in Italia con decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell'8 settembre 1997;le aree di protezione ambientale di tale territorio sono (codice sito Natura 2000 SICITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047) Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine;l'attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell'area Sic ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari. Ciononostante, in tale area gli impianti della cementiera emettono emissioni inquinanti secondo il registro europeo (EPER), come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2) e polveri sottili;l'Italcementi s.p.a. ha inoltre richiesto all'azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta plausibilmente finalizzata ad un incremento di produzione; va segnalata inoltre la presenza di una parete rocciosa di Raffo Rosso messa in sicurezza aggettante l'abitato di Isola delle Femmine, sovrastante la cava esaurita di Raffo Rosso e gli stessi impianti di produzione Italcementi;le attività della cementiera hanno determinato e determinano il continuo ripetersi di fenomeni frequenti e diffusi di inquinamento, che provocano gravi danni alla salute pubblica per l'introduzione di sostanze nocive in atmosfera, per l' inquinamento acustico ed il diffondersi di vibrazioni nel terreno, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche;a giudizio dell'interrogante queste azioni sono in contraddizione con la direttiva Habitat e si chiede come mai tali attività non siano state considerate nella necessaria valutazione; si sospetta la violazione della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE relativa alla tutela dei Siti di Interesse Comunitario - SIC;si rileva, inoltre, lo scarso coinvolgimento degli enti locali nel monitoraggio degli inquinanti, nella zonizzazione acustica delle aree limitrofe agli impianti, nell'autorizzazione dei combustibili, nelle procedure di agenda 21;
il rischio di apporti nocivi alla falda idrica ed alle acque dell'area marina protetta;tali produzioni hanno determinato negli anni grave turbativa e allarme nell'opinione pubblica, con l'intervento dell' associazionismo ambientalista, ed interrogazioni parlamentari nazionali da parte di deputati di diversa parte politica,che, con la popolazione, si sono opposti alle emissioni inquinanti per i prevedibili danni ambientali ed economici che ne deriverebbero e per i connessi rischi per la salute pubblica e per i fattori di nocività cui sono esposti gli stessi dipendenti -:se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi;quali verifiche intenda avviare per valutare se il progetto rispetti la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessati, anche affinché siano evitati danni alla salute, all'ambiente e allo sviluppo economico dell'intera area, vocata al turismo di qualità, che sarebbero causati dall'attività estrattiva e di produzione del cemento;quali interventi di recupero ambientale e rinaturalizzazione siano praticabili al fine di salvaguardare l'ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione. (4-17424)Stampato il 21/04/20068)
INCONTRO DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI ED AMBIENTALISTE CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE Avuta notizia, nella mattina di giorno 05.06.05 della supposta fuoriuscita di una nube rossastra dagli impianti della cementeria "italcementi" sita nel territorio del comune di Isola delle Femmine; in considerazione delle esigenze di tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini;in considerazione della presenza di tali impianti a ridosso di una Sito di Importanza Comunitaria (SIC), di una riserva e di un area marina protetta;si interroga il Sindaco del comune di Isola delle Femminegli assessori con delega alla Sanità ed all’ ambienteper sapere:
1. se rispondano al vero i fatti segnalati;
2. quali iniziative siano state assunte a tutela della salute dei cittadini;
3. se in conseguenza di ciò vi sia stata o meno un arresto degli impianti e con quale esito;4. quali passi siano stati intrapresi dal sindaco nella qualità di ufficiale di governo in materia sanitaria;
5. se esistano specifici piani di intervento di protezione civile per i comuni dell'area e quali profili di rischio siano in essi valutati;
6. quali siano le misure di monitoraggio intraprese per il controllo degli inquinanti emessi;
7. se l amministrazioni si sia attivata per l'acquisizione di tali dati;
8. se si intenda operare per la realizzazione di centraline fisse gestite da enti della pubblica amministrazione;
9. quali misure si intenda assumere per dare pubblicità a detti dati;
10. se la presidenza del consiglio comunale giudichi opportuna la costituzione di una commissione d'inchiesta;
11. se si giudichi utile una conferenza di servizio tra il comune, l unione dei comuni, la direzione dell'impianto,
leOO.SS., le associazioni ambientaliste e di tutela degli interessi generali.
9) INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4.17440 DEL 26 OTTOBRE 2005 RUSSO SPENA AL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO Interrogazione a risposta scritta 4.17440 del 26 ottobre 2005 RUSSO SPENA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorioPer sapere - premesso che: nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell'Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune di Palermo ed a contrada manostalla nel comune di Torretta; la cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera in un'area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria, Siti di Importanza Comunitaria individuati ai sensi della Direttiva CEE Habitat recepita in Italia con decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell'8 settembre 1997; le aree di protezione ambientale di tale territorio sono: (codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047) Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo; (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine; l'attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell'area SIC ITA20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari. In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2) e polveri sottili (PMx); L'Italcementi s.p.a. ha, inoltre, richiesto all'azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta plausibilmente finalizzata ad un incremento di produzione; le attività della cementeria hanno determinato e determinano il continuo ripetersi di fenomeni frequenti e diffusi di inquinamento, che gravi danni provocano alla salute pubblica per l'introduzione di sostanze nocive in atmosfera, per l'inquinamento acustico ed il diffondersi di vibrazioni nel terreno, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche; a parere dell'interrogante tali azioni sono in contraddizione con la direttiva Habitat e con le direttive relative ai siti di interesse comunitario -: se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi e quali verifiche si intenda avviare per valutare se il progetto rispetti la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessati; quali iniziative si intenda adottare per evitare i danni alla salute, all'ambiente e allo sviluppo economico dell'intera area, vocata al turismo di qualità, che sarebbero causati dalla attività estrattiva e di produzione del cemento; quali interventi di recupero ambientale e rinaturalizzazione intenda adottare al fine di salvaguardare l'ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione. (4-17440)[ comunicati stampa ] [ rassegna stampa ] [ interventi in aula ] [ attività parlamentare ] [ dossier ] [ chi siamo ] [ home page ]

10) INTERPELLANZA ORLANDO E MICCICHÈ AL PRESIDENTE DELLA REGIONE NOTIZIE CIRCA LA COMPATIBILITÀ DELLE ATTIVITÀ DELLA “ITALCEMENTI SPA” CON LA NORMATIVA DI TUTELA AMBIENTALE E, IN PARTICOLARE CON QUELLA RELATIVA ALLA SALVAGUARDIA DEI SIC – SITI DI INTERESSE COMUNITARIO
(sembra che la interpellanza sia stata ritirata) INTERPELLANZANotizie circa la compatibilità delle attività della “Italcementi Spa” con la normativa di tutela ambientale e, in particolare con quella relativa alla salvaguardia dei SIC – Siti di interesse comunitarioAl Presidente della Regione, premesso che:l nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell’Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune di Palermo ed a contrada Manostalla nel comune di Torretta;l la cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera in un'area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria, individuati ai sensi della Direttiva CEE “Habitat” recepita in Italia con D.P.R. n. 357 del 8/9/1997;l le aree di protezione ambientale di tale territorio sono: (codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047 ) Fondali di Isola delle Femmine – Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine,R.N.O. Isola delle Femmine;l l’attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell’area SIC ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari; in tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), vengono emessi Carbon monoxide (CO), Carbon dioxide (CO2), Nitrogen oxides (NOx), Sulphur oxides (SOx), particolato - Polveri sottili (Pmx);l l’Italcementi s.p.a. ha inoltre richiesto all’azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta plausibilmente finalizzata ad un incremento di produzione;l le attività della cementeria hanno determinato e determinano il continuo ripetersi di fenomeni di inquinamento, che gravi danni provocano alla salute pubblica per l’introduzione di sostanze nocive in atmosfera, per l’inquinamento acustico ed il diffondersi di vibrazioni nel terreno, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche;l l'attività della cementeria appare in contraddizione con la direttiva Habitat e la Direttiva Comunitaria 92/43/CEE relativa alla tutela dei Siti di Interesse Comunitario- SIC;l va registrato lo scarso coinvolgimento degli enti locali nel monitoraggio degli inquinanti, nella zonizzazione acustica delle aree limitrofe agli impianti, nell’autorizzazione dei combustibili, nelle procedure di Agenda 21;l il rischio di apporti nocivi alla falda idrica ed alle acque della area marina protetta appare sempre più elevato; le produzioni industriali dell'impianto hanno determinato negli anni grave turbativa e allarme nell’opinione pubblica, con l’intervento dell’associazionismo ambientalista contro i prevedibili danni ambientali ed economici ed i rischi per la salute dell'intera collettività e contro i fattori di nocività cui sono esposti gli stessi dipendenti.l tali preoccupazioni e allarmi appaiano del tutto fondati come dimostrato anche dall’intervento delle forze dell’ordine che hanno posto all’attenzione della magistratura e degli enti locali l’oggetto delle loro indagini sui fatti qui esposti:per sapere:l se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi e quali verifiche si intenda avviare per valutare se i progetti rispettino la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessati;l quali iniziative intenda adottare per evitare che la salute dei cittadini e lo sviluppo economico dell'area (vocata al turismo) vengano compromessi dalle attività della cementeria;l quali interventi di recupero ambientale e rinaturalizzazione siano previsti nell'area e quali iniziative intenda adottare con urgenza nei confronti della Italcementi affinché siano garantiti standard di controllo adeguati su tutti gli scarichi al fine di garantire tanto la salute dei cittadini del comprensorio quanto quella degli addetti agli impianti.On.le Leoluca OrlandoOn.le Lillo MiccichèP.za Parlamento 190134 PalermoTel. +39.0917054694
11) INCONTRO TRA AMBIENTALISTI, RSU E DIREZIONE ITALCEMENTICOMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE 28.10.05
COMUNICATO STAMPA PRESSO L’AULA CONSILIARE
Incontro tra ambientalisti, RSU e direzione ITALCEMENTI Comune di Isola delle Femmine
COMUNICATO STAMPA Presso l’aula consiliare del Comune di Isola delle Femmine oggi 28 ottobre ’05 si è tenuto l’incontro promosso dal Sindaco di Isola delle Femmine Prof. Gaspare Portobello avente per oggetto le tematiche ambientali del comprensorio isolano.All’incontro hanno partecipato le Associazioni Ambientaliste, la Direzione e le R.S.U. dell’Italcementi S.p.A.Tutte le parti convenute hanno riconosciuto l’importanza delle tematiche poste in discussione, che sono fondamentali al fine di perseguire l’obiettivo dello sviluppo ambientalmente sostenibile a favore del territorio e non sono in contrasto con la legittima aspettativa di mantenimento dei livelli occupazionali.Nello specifico si è deciso: massima trasparenze e divulgazione dei dati ambientali, saranno studiate soluzioni tecnologiche opportune per contenere le vibrazioni; sarà elaborato un piano di zonizzazione acustica del paese.Pertanto le parti convenute si sono impegnate ad incontrarsi ulteriormente creando un tavolo di concertazione ove le altre tematiche possano essere affrontate di volta in volta creando un percorso di crescita comune.il SINDACOProf. Gaspare PortobelloInterrogazione d’iniziativa popolare per il diritto alla Salute ed all'Ambiente( art.11 statuto del Comune di Isola delle Femmine)Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell’area del golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione. Con riferimento al continuo ripetersi di frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento che provocano notevoli disturbi alle popolazioni locali ed alle migliaia di turisti che regolarmente frequentano le località in oggetto e che sono causa di malesseri generali con bruciore alla gola, agli occhi ed al naso come si rileva dai servizi stampa susseguitisi nel tempo,viste le segnalazioni effettuate negli anni passati dagli ee.ll. della zona– come da allegate fotocopie che si riportano a puro titolo di esempio,viste le richieste dell’estate 2004 con le quali si chiedeva l’installazione di una stazione di monitoraggio,viste le continue segnalazioni e denunce effettuate dalle popolazioni locali e dai numerosi villeggianti (Isola delle Femmine) come si evince dalle fotografie effettuate in data 1 febbraio, 30 aprile e 5 giugno di cui alcune in possesso ed effettuate dalla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri,vista l’interrogazione dei consiglieri dell’Assemblea dell’Unione dei Comuni di Capaci, Isola e Torretta del 10 agosto u.s. con la quale si chiede quali iniziative si intendono adottare a tutela della salute dei cittadini a causa della fuoriuscita di una nube rossastra dalla Italcementi,stante il continuo ripetersi di tali fenomeni che gravi danni causano alla salute pubblica, per l’introduzione di sostanze, di vibrazioni e di rumore nell’aria, nell’acqua e nel suolo, visto che fino ad oggi, nonostante le continue e pressanti segnalazioni della società civile e delle amministrazioni non hanno risolto il problema individuandone le cause né tanto meno i rimedi, considerato inoltre che l’area in questione risulta essere di rilevante valore naturalistico per la presenza di quattro siti di importanza comunitaria (SIC) come quello delle Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 ITA020023, quello di Isola delle Femmine codice ITA020005, Capo Gallo ITA020006 e fondali di Isola delle Femmine ITA020047, che rappresentano per il territorio il vero volano per uno sviluppo sostenibile imperneato sul turismo balneare,stante che il SIC di Raffo Rosso ITA020023 (unico punto di prelievo per la produzione del clinker), da quanto si evince dai rilievi effettuati, risulta devastato a causa delle massicce estrazioni di calcare,I sottoscritti cittadini Chiedono di sapere se l’amministrazione comunale intenda operare e come per il conseguimento dei seguenti obiettivi:1. adozione senza alcun indugio tutte le soluzioni atte a por fine alle problematiche individuate che gravi danni arrecano alla salute umana e all’economia dei luoghi. A tal uopo chiedono che venga convocata in via d’urgenza una conferenza di servizio al fine di determinare le più opportune soluzioni perché non siano messe a rischio la salute dei cittadini e la salubrità dei luoghi.2. istituzione d’urgenza di un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell’aria collegato ad un efficace sistema di monitoraggio delle possibili fonti inquinanti a rete fissa che registri e renda pubblico, come previsto dalle normative vigenti, i parametri dell’aria e dell’acqua,3. controllo dei siti industriali con potenziale inquinante di notevole impatto,4. monitoraggio dell’istruttoria delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che tengano conto delle migliori tecnologie previste (BAT) come previsto dalla direttiva 96/61/CE -cosiddetta direttiva IPPC relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento - così come recepita dal D.Lgs 372/99 e successive integrazioni e modifiche. 5. Adozione di tutte le soluzioni atte ad arrestare i fenomeni di degrado dei beni di interesse naturalistico scarica la petizione
12) INTERROGAZIONE PRESENTAZIONE DI UN ULTERIORE INTERROGAZIONE DA PARTE DELL'ONOREVOLE ERMETE REALACCI DEL GRUPPO PARLAMENTARE DELLA MARGHERITA (PRESIDENTE ONORARIO DI LEGAMBIENTE) SULLA PRESENZA ITALCEMENTI A RAFFO ROSSO.L'INIZIATIVA FA SEGUITO AD ANALOGHE PRESE DI POSIZIONE DI PARLAMENTARI NAZIONALI ED EUROPEI DEI VERDI, DS E DI RIFONDAZIONE (FRASSONI, CENTO, ZANELLA, BANDOLI, VIGLI, RUSSO SPENA).
Interrogazione Presentazione di un ulteriore interrogazione da parte dell'onorevole Ermete Realacci del gruppo parlamentare della Margherita (presidente onorario di Legambiente) sulla presenza Italcementi a Raffo Rosso.L'iniziativa fa seguito ad analoghe prese di posizione di parlamentari nazionali ed europei dei Verdi, DS e di Rifondazione (Frassoni, Cento, Zanella, Bandoli, Vigli, Russo Spena).Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del TerritorioPer sapere, premesso che:- nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti alcuni degli impianti della Società ''Italcementi s.p.a''. Lo stabilimento è localizzato nel comune di Isola delle Femmine, mentre le connesse attività estrattive sono una a Piano Dell'Aia-Rocche di Raffo Rosso, comune di Palermo e l'altra nella contrada Manostalla nel comune di Torretta;- l'impianto cementiero dell'Isola delle Femmine è localizzato in un area limitrofa a numerosi Siti di Importanza Comunitaria individuati ai sensi della Direttiva CEE ''Habitat'' recepita in Italia con D.P.R. n. 357 del 8/9/1997;- le aree di protezione ambientale di tale territorio sono: (codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047 ) Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine,R.N.O. Isola delle Femmine;- l'attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell'area SIC ITA 20023 Raffo Rosso dove insistono habitat prioritari. In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) emettono, Carbon monoxide, Carbon dioxide, Nitrogen oxides, Sulphur oxides, articolato e Polveri sottili;- le attività della cementiera sembrerebbe che stiano contribuendo al ripetersi di fenomeni frequenti e diffusi di inquinamento atmosferico e di inquinamento acustico, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche;- lo scarso coinvolgimento degli enti locali nel monitoraggio degli inquinanti, nella zonizzazione acustica delle aree limitrofe agli impianti, nell'autorizzazione dei combustibili, nelle procedure di agenda 21; il rischio di apporti nocivi alla falda idrica ed alle acque della area marina protetta;- tali produzioni determinano ancora oggi, dopo diversi anni, allarme nelle popolazioni e nelle associazioni ambientaliste, che, insieme, si sono opposti alla emissioni inquinanti per i prevedibili danni ambientali ed economici che ne deriverebbero e per i connessi rischi per la salute pubblica e per i fattori di nocività cui sono esposti gli stessi dipendenti;- tali preoccupazioni e allarmi anche sono oggetto di attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura.Si chiede pertanto al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio di conoscere:- quali verifiche intenda avviare per valutare se il progetto rispetti la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessati;- quali iniziative intenda adottare per evitare i danni alla salute, all'ambiente e allo sviluppo economico dell'intera area, vocata al turismo di qualità, che sarebbero causati dalla attività estrattiva e di produzione del cemento;- quali interventi di recupero ambientale e rinaturalizzazione siano praticabili al fine di salvaguardare l'ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione- se siano stati stanziati fondi dell'Unione Europea per la realizzazione degli impianti Italcementi. Rete Lilliput Isola delle Femmine18/10/05
C'era una volta il Paese degli Ecomostri...Dalla Sicilia alla Liguria, in un dossier di Legambiente tutti gli ecomostri da abbattereAssociazione per la Difesa del Mare e del TerritorioVia M.Ugo,52, 90141 Palermo tel/ 339.865.6330Palermo, 7 ottobre 2005
A S.E. DR. GIOSUE’ MARINO PREFETTO DI PALERMO ALL’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO AMBIENTE - SERVIZIO III EMISSIONI IN ATMOSFERA ALL’ING. SERGIO MARINO DIRETTORE GENERALE A.R.P.A. SICILIAAL PROF. GASPARE PORTOBELLO SINDACO DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE AL RAG. VINCENZO LONGO SINDACO DEL COMUNE DI CAPACI ALL’ARCH. FILIPPO. DAVI’ SINDACO DEL COMUNE DI TORRETTA ALL’ING. ALESSANDRO ALBANESE PRESIDENTE DELL’A.S.I. ALLA PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO COMMISSIONE AMBIENTEALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMOAL MINISTERO DELL’AMBIENTE DIREZIONE PROTEZIONE SITI NATURA 2000 AGLI ORGANI DI STAMPA Oggetto: Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell’area del golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.Con riferimento al continuo ripetersi di frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento che provocano notevoli disturbi alle popolazioni locali ed alle migliaia di turisti che regolarmente frequentano le località in oggetto e che sono causa di malesseri generali con bruciore alla gola, agli occhi ed al naso come si rileva dai servizi stampa susseguitisi nel tempo,viste le segnalazioni effettuate dal comune di Capaci negli anni passati – come da allegate fotocopie che si riportano a puro titolo di esempio,viste le richieste effettuate dalla scrivente associazione e dal comune di Capaci nel corso dell’estate 2004 con le quali si chiedeva l’installazione di una stazione di monitoraggio delle emissioni alle quali la Provincia provvedeva con una apparecchiatura mobile e per breve periodo rivelatasi poi guasta e quindi non in grado di rilevare i fenomeni,viste le continue segnalazioni e denunce effettuate dalle popolazioni locali e dai numerosi villeggianti (Isola delle Femmine) come si evince dalle fotografie effettuate in data 1 febbraio, 30 aprile e 5 giugno di cui alcune in possesso ed effettuate dalla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri, vista l’interrogazione dei consiglieri dell’Assemblea dell’Unione dei Comuni di Capaci, Isola e Torretta del 10 agosto u.s. con la quale si chiede quali iniziative si intendono adottare a tutela della salute dei cittadini a causa della fuoriuscita di una nube rossastra dalla Italcementi,stante il continuo ripetersi di tali fenomeni che gravi danni causano alla salute pubblica, per l’introduzione di sostanze, di vibrazioni e di rumore nell’aria, nell’acqua e nel suolo,visto che fino ad oggi, nonostante le continue e pressanti segnalazioni della società civile e delle amministrazioni non hanno risolto il problema individuandone le cause né tanto meno i rimedi,considerato inoltre che l’area in questione risulta essere di rilevante valore naturalistico per la presenza di quattro siti di importanza comunitaria (SIC) come quello delle Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 ITA020023, quello di Isola delle Femmine codice ITA020005, Capo Gallo ITA020006 e fondali di Isola delle Femmine ITA020047, che rappresentano per il territorio il vero volano per uno sviluppo sostenibile imperneato sul turismo balneare,stante che il SIC di Raffo Rosso ITA020023 (unico punto di prelievo per la produzione del clinker), da quanto si evince dai rilievi effettuati, risulta devastato a causa delle massicce estrazioni di calcare, le associazioni chiedono che vengano adottate senza alcun indugio tutte le soluzioni atte a por fine alle problematiche individuate che gravi danni arrecano alla salute umana e all’economia dei luoghi. A tal uopo chiedono che venga convocata in via d’urgenza una conferenza di servizio al fine di determinare le più opportune soluzioni perché non siano messe a rischio la salute dei cittadini e la salubrità dei luoghi.Le associazioni ribadiscono ancora l’improcrastinabile necessità di istituire con urgenza un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell’aria collegato ad un efficace sistema di monitoraggio delle possibili fonti inquinanti a rete fissa che registri e renda pubblico, come previsto dalle normative vigenti, i parametri dell’aria e dell’acqua,un puntuale e completo controllo dei siti industriali con potenziale inquinante di notevole impatto,una decisa accelerazione dell’istruttoria delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che tengano conto delle migliori tecnologie previste (BAT) come previsto dalla direttiva 96/61/CE -cosiddetta direttiva IPPC relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento- così come recepita dal D.Lgs 372/99 e successive integrazioni e modifiche.Sicuri in un immediato riscontro, porgono distinti saluti.

13)INTERROGAZIONE PARLAMENTARE EUROPEA PRESENTATA DA MONICA FRASSONI LA V.PRESIDENTE DEL GRUPPO PARLAMENTARE VERDE DEL PARLAMENTO EUROPEO, SUL FUNZIONAMENTODELLA "CEMENTERIA ISOLA DELLE FEMMINE, PALERMO".L'INTERROGAZIONE È STATA PRODOTTA SU INIZIATIVA DEL NODO DI ISOLA-CAPACI-CARINI DELLA RETE LILLIPUT.
Vi inoltriamo il testo dell'interrogazione parlamentare europea Presentata da MONICA FRASSONI la v.Presidente del gruppoparlamentare Verde del Parlamento europeo, sul funzionamentodella "Cementeria Isola delle Femmine, Palermo".L'interrogazione è stata prodotta su iniziativa del nodo di Isola-Capaci-Carini della RETE LILLIPUT.PARLAMENTO EUROPEO SCHEDA DI DEPOSITO DI UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTAREDestinatario: COMMISSIONEAUTORE(I): Monica Frassoni OGGETTO:(da indicare) Cementeria Isola delle Femmine, Palermo.
TESTO:Nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nelcomune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell´Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune diPalermo ed a contrada Manostalla, nel comune di Torretta. La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code26.51) opera un area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria, individuati ai sensi della Direttiva CEE"Habitat" recepita in Italia con D.P.R. n. 357 del 8/9/1997. Le aree di protezione ambientale di tale territorio sono:(codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047 ) Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine,R.N.O. Isola delle Femmine.
L´attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell´area SIC ITA 20023 affo Rosso dove esistonohabitat prioritari. In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine secondo il registro europeo delleemissioni inquinanti (EPER) emettono monossido di carbonio, (CO), anidride carbonica,(CO2), ossidi di azoto(NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato - polveri sottili (PMx).
L´Italcementi s.p.a. ha inoltre richiesto all´azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta finalizzata ad un incremento di produzione. Le attività della cementeria determinano il continuo ripetersi di fenomeni frequenti e diffusi di inquinamentoatmosferico e acustico, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche.Le produzioni in questione hanno determinato negli anni grave turbativa e allarme nell'opinione pubblica. Tutto ciò premesso si chiede di sapere:
1. Se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi.
2. Se la Commissione non ritenga che quanto esposto sopra violi la Direttiva 92/43.3. Se la Commissione sia a conoscenza di eventuali valutazioni d'incidenza ai sensi dell'art. 6 della direttiva92/43 effettuate in previsione del raddoppio di potenza degli impianti.
4. Quali verifiche la Commissione intenda avviare per valutare quanto il progetto rispetti la normativacomunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessate.
5. Quali iniziative la Commissione intenda adottare per evitare i danni alla salute, all´ambiente e al turismo diqualità dell´area, che sarebbero causati dalla attività estrattiva e di produzione del cemento. PARLAMENTO EUROPEO SCHEDA DI DEPOSITO DI UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE Destinatario: CONSIGLIO COMMISSIONE INTERROGAZIONI ORALI Interrogazione orale con discussione (art. 108) Tempo delle interrogazioni (art. 109)INTERROGAZIONI SCRITTE Interrogazione scritta (art. 110)Interrogazione scritta prioritaria (art. 110,4)AUTORE(I): Monica Frassoni OGGETTO:Cementeria Isola delle Femmine, Palermo.
TESTO: Nel territorio della provincia di Palermo, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a., con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine, e con attività estrattive a Piano Dell’Aia-Rocche di Raffo Rosso nel comune di Palermo ed a contrada Manostalla, nel comune di Torretta. La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera un area limitrofa a diversi Siti di Importanza Comunitaria, individuati ai sensi della Direttiva CEE “Habitat" recepita in Italia con D.P.R. n. 357 del 8/9/1997. Le aree di protezione ambientale di tale territorio sono: (codice sito Natura 2000 SIC ITA020023) Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana, (SIC ITA020047 ) Fondali di Isola delle Femmine – Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine,R.N.O. Isola delle Femmine. L’attività estrattiva del calcare è ora concentrata esclusivamente nell’area SIC ITA 20023 Raffo Rosso dove esistono habitat prioritari. In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) emettono monossido di carbonio, (CO), anidride carbonica,(CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato - polveri sottili (PMx).
L’Italcementi s.p.a. ha inoltre richiesto all’azienda elettrica ENEL il raddoppio della potenza degli impianti, richiesta finalizzata ad un incremento di produzione. Le attività della cementeria determinano il continuo ripetersi di fenomeni frequenti e diffusi di inquinamento atmosferico e acustico, con grave danno per la popolazione residente e per le attività turistiche.Le produzioni in questione hanno determinato negli anni grave turbativa e allarme nell'opinione pubblica. Tutto ciò premesso si chiede di sapere:
1. Se siano stati stanziati fondi UE per la realizzazione degli impianti Italcementi.
2. Se la Commissione non ritenga che quanto esposto sopra violi la Direttiva 92/43.
3. Se la Commissione sia a conoscenza di eventuali valutazioni d'incidenza ai sensi dell'art. 6 della direttiva 92/43 effettuate in previsione del raddoppio di potenza degli impianti.
4. Quali verifiche la Commissione intenda avviare per valutare quanto il progetto rispetti la normativa comunitaria, in particolare per quanto riguarda la tutela degli habitat delle aree SIC interessate.
5. Quali iniziative la Commissione intenda adottare per evitare i danni alla salute, all’ambiente e al turismo di qualità dell’area, che sarebbero causati dalla attività estrattiva e di produzione del cemento.
Data: 07/10/05
14) DA “IL NOTIZIARIO” ELETTRODOTTO SI ELETTRODOTTO NOELETTRODOTTO SI ELETTRODOTTO NO Uno degli argomenti incalzanti del Consiglio Comunale del 28 Ottobre 2004 è stato la delibera su l’ampliamento dell’Elettrodotto da 70 KV a 150 dello Stabilimento industriale ITALCEMENTI. Argo-mento scottante dato che nel pomeriggio del Consiglio si e avuto un continuo andirivieni di tutti i consiglieri al Municipio. Forse, perché si avevano aspettative diverse da quello che è successo in aula consiliare? In quanto quello che è successo in Consiglio Comunale non si vedeva da molto tempo, forse non era mai avvenuto. Ovvero, una delibera presentata dal Responsabile del III Settore Arch. Monica Giambruno, alle dirette dipendenze del Sindaco, è stato bocciato dalla Maggioranza. Cosa mai vista!!! Finalmente dei consiglieri che ragionano con la loro testa e non per i giochi di potere del Palazzo. Raccontiamo cosa è successo. Il Responsabile del Settore III del-l’U.T.C. sottopone al Consiglio Comunale per l’approvazione la proposta di deliberazione per la derivazione dello Stabilimento ITALCEMENTI Isola delle Fem-mine dell’esistente elettrodotto a 150 KV . La quale relaziona il progetto a seguito richiesta d’incremento di potenza formulata dalla ITALCE-MENTI per migliorare la produttività del proprio stabilimento, in considerazione che attualmente lo stesso è alimentato da un elettrodotto a 70 KV il cui percorso attraversa aree urbanizzate, mentre il nuovo progetto ricade in parte nella fascia entro i 300 m. dalla battigia e parte entro i 500 m., zona soggetta a vincolo sismico di 2^ categoria e a vincolo paesaggistico. L’architetto informa il Consiglio Comunale del parere favorevole degli Enti locali e del suo, a condizione che si fissino i limiti di esposizione e valori di attenzione a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete 50 Hz, in quanto se fossero superiore sarebbero dannosi per la salute della popolazione, connessi al funziona-mento e all’esercizio degli elet-trodotti come previsto dalle norme contenute nel D.P.C.M. 08/07/03. Al termine della affannosa relazione, il Capo Gruppo di Isola per Tutti Marcello CUTINO, presentava un emendamento firmato da tutti i consiglieri dove si chiedeva di mantenere l’attuale potenza dell’e-lettrodotto a 70 Kv e, inoltre il tracciato di posa dell’attuale elettrodotto sia posto ad una distanza planimetrica non inferiore a 50 m. dagli insediamenti abitativi e produttivi della zona. Ovviamente, questo emendamento era tanto atteso dal Gruppo Consiliare INSIEME, perché dimostrava a tutta la cittadinanza quanto a cuore si avesse il benessere della cittadinanza isolana da parte di tutti i consiglieri presenti in aula. Un plauso va sicuramente alla Maggioranza che ha avuto il coraggio di presentare un emendamento contrario alle aspet-tative della giunta comunale, in considerazione che l’intenzione è di salvaguardare la salute dei cittadini e non solo ma salvaguardare la crescita economico-turistica di questo Paese, contenendo la crescita industriale dello stabilimento ITALCEMENTI. Speriamo che questa linea di condotta sia intrapresa ogni qual volta si affronterà qualsiasi proble-matica che riguardi il benessere della cittadinanza, e quindi che non si guardino gli interessi di pochi ma di tutti come del resto è il nome della lista civica Isola per Tutti.La Redazione
15)APPROFONDIMENTI

15a) NUOVA CALUSCO: IL PROGETTO ITALCEMENTI ANALOGO DELLE FUTURE MODIFICHE DEGLI IMPIANTI DI ISOLA DELLE FEMMINE Nuova Calusco Lavoro: Nuova Calusco ProjectCommittente: CTG, KOBE STEEL Periodo: 2000-2002 Progettazione generale: CTG, KOBE STEEL Supervisione generale ai lavori: CTGAttività svolte: caratterizzazione geotecnica del sito, progettazione costruttiva item principali della nuova linea forno, strutture in calcestruzzo su incarico di CTG strutture in acciaio per KOBE STEEL Ltd
Descrizione dei lavori: Il ns gruppo ha sviluppato un progetto di massima definito negli anni precedenti dallo staff tecnico di CTG, sulla base delle esperienze acquisite nella realizzazione di impianti simili del GruppoCTG ha definito le linee guida generali, con particolare attenzione agli aspetti legati al calcestruzzo
CTG infine coordina la progettazione e cura la Direzione Lavori
Gli Item più importanti sono i Seguenti: L´edificio Macinazione CrudoLa fondazione del Molinola Torre Preriscaldo
Le basi del Forno RotanteL´edificio Scarico FornoIl Silo farinaEdifici Ausiliari in c.a. e acciaio
L´Edificio Macinazione Crudo è costituito da un´ossatura portante di pilastri, travi e setti prevalentemente in cemento armato, ed in acciaio per quanto riguarda alcuni impalcati di piano.
E' formato da diversi piani impostati su differenti quote fino ad arrivare, con la copertura, a +33.80 m da terra e contiene il molino, ovvero la macchina che macina la materia prima per la produzione del cemento
La Torre:Dimensioni in pianta: 18x30 m
Altezza dalla fondazione 107.05 m
Quantità di calcestruzzo per fondazione 2575 m3
Quantità di calcestruzzo per elevazione 4170 m3
Quantità di acciaio per impalcati 590
Quantità di acciaio per lamiere bugnate 133t
Quantità di acciaio per colonne 112t
Quantità di acciaio per travi reticolari 53t
Totale acciaio 888t
Peso macchine impianto 2780 t
Peso cenere (short term) 660 t

15b) CALUSCO:RIFIUTI IN CEMENTERIA O RIFIUTI ZERO ? ......A QUANDO PURE AD ISOLA? RIFIUTI IN CEMENTERIA O RIFIUTI ZERO ?

I rischi sanitari dell’incenerimento dei rifiuti e i vantaggi delle alternativeIncenerendo rifiuti l’uomo produce alcuni tra i composti più tossici esistenti sulla terra, le diossine. A dirlo è Paul Connett, professore di chimica alla St. Lawrence University di Canton, New York, uno dei massimi esperti mondiali di incenerimento. È noto che le diossine sono causa dell’insorgenza di tumori e hanno effetti negativi sul sistema immunitario e sullo sviluppo ormonale nel feto. Inoltre le popolazioni che vivono nelle vicinanze dei cementifici possono inalare sostanze tossiche tra cui, oltre alle diossine, l’arsenico, il cadmio, il cromo, il tallio e il piombo a livelli che possono causare l’insorgere di tumori e altre malattie. A proposito del cementificio di Merone, nel 2002 Holcim dichiarava: “Non diventeremo un Inceneritore”. Ma dal 1983 ad oggi le quantità e le tipologie di rifiuti autorizzati sono aumentate, fino ad arrivare a 100.000 tonnellate all’anno. Quindi di fatto

IL CEMENTIFICIO È UN CEMENTITORE, UN INCENERITORE MASCHERATO DA CEMENTIFICIO.

Il professor Connett parlerà dei rischi dell’incenerimento dei rifiuti, ma illustrerà anche alternative percorribili ed economicamente molto più valide, già sperimentate negli Stati Uniti e in altri paesi. Da ormai diversi anni negli Stati Uniti non si costruiscono più inceneritori. Dal 1985 ad oggi sono stati bocciati oltre 300 progetti per la costruzione di nuovi inceneritori. La frontiera più avanzata della gestione dei rifiuti si chiama “Opzione Zero Rifiuti". Opzione Zero Rifiuti significa ridurre al massimo la quantità di rifiuti prodotta alla fonte, attraverso una progettazione avanzata, che tenga conto della sorte dei materiali dopo l’utilizzo del prodotto.

15c) INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI dati: APAT IDFrana: 0820500900; Comune: Capaci ; Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività: Segnalazione Fotointerpretazione; Danno: n.d.ID Frana: 0820500900; Comune: Capaci ; Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso; Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività: Fotointerpretazione; Danno: n.d.IDFrana 0820516100 Comune: Isola delle Femmine Tipo di movimento: Crollo/Ribaltamento; Attività: Attivo/riattivato/sospeso;Metodo usato per la valutazione del movimento e dell'attività: Segnalazione, Fotointerpretazione; Danno: Strade,Infrastrutture di servizio.

http://193.206.192.231/cartanetiffi/default.asp

15d) INDIRIZZI UTILILA CEMENTERIA DI ISOLA DELLE FEMMINE (PA)sito pubblicitario

Italcementi.
http://www.italcementi.it/newsite/cementerie/isola/Isola_delle_femmin

Elenco dei siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e delle zone di protezione speciali (Z.P.S.), individuati ai sensi delle direttive nn. 92/43/CEE e 79/409/CEE. (G.U.R.S. - venerdì 15 dicembre 2000 - n. 57 -)
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/aree%20protette/SIC%20ZPS

pagina del comune di Monreale sui SIC E ZPS(incluso Raffo Rosso).

http://www.comune.monreale.cres.it/temp/813gMenu.htm
Proposta di PIANO D'AZIONE per la riduzione delle emissioni in atmosfera art.7 D.Lgs. 4 agosto 1999 n.351 per la riduzione del rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme stabilite dal D.M. 2 aprile 2002 n.60 approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 dell'8settembre 2005Il servizio è attivo tutti i giorni, compresi i festivi.Chiamando il numero verde è possibile richiedere informazioni, a qualunque titolo, riguardo la tutela dell'ambiente.L'intervento del Comando Carabinieri Tutela Ambiente può essere sollecitato anche attraverso la posta elettronica, allegando un'eventuale documentazione fotografica.I cittadini saranno periodicamente aggiornati sull'andamento delle loro segnalazioni.SiciliaIndirizzo: V.le Regione Siciliana, 2246 Tel. 091.407922 Fax: 091.407849Indirizzo: 90100-Via Resuttana, 360 Telefono: 091-515142
E-mail: mailto:noepacdo@carabinieri.it
D'intesa con Italcementi e al fine di garantire la massima trasparenza, l'Amministrazione comunale di Calusco d'Adda pubblica i dati quotidiani relativi al controllo in continuo delle emissioni inquinanti dal camino del forno della nuova cementeria.Per approfondimenti Link utili: Dati giornalieri emissioni Italcementi
https://www.myitalcementi.it/ecowebcalusco/...
perché non pubblicare su internet anche i dati di Isola delle Femmine?!Con il decreto legislativo n.39 del 24 febbraio 1997 è stata recepita, in Italia, la Direttiva 90/313 CEE relativa al diritto di accesso all’informazione in materia di ambiente.Comitato t ut t i x IsolaInterrogazione d iniziativa popolare( art.11 statuto del Comune di Isola delle Femmine)Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell area del golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.Con riferimento al continuo ripetersi di frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento che provocano notevoli disturbi alle popolazioni locali ed alle migliaia di turisti che regolarmente frequentano le località in oggetto e che sonocausa di malesseri generali con bruciore alla gola, agli occhi ed al naso come si rileva dai servizi stampa susseguitisi nel tempo, viste le segnalazioni effettuate negli anni passati dagli ee.ll. della zona come da allegate fotocopie che siriportano a puro titolo di esempio, viste le richieste dell estate 2004 con le quali si chiedeva l installazione di una stazione di monitoraggio, viste le continue segnalazioni e denunce effettuate dalle popolazioni locali e dai numerosi villeggianti (Isola delle Femmine) come si evince dalle fotografie effettuate in data 1 febbraio, 30 aprile e 5 giugno di cui alcune in possesso ed effettuate dalla locale stazione dell Arma dei Carabinieri, vista l interrogazione dei consiglieri dell Assemblea dell Unione dei Comuni di Capaci, Isola e Torretta del 10 agosto u.s. con la quale si chiede quali iniziative si intendono adottare a tutela della salute dei cittadini a causa della fuoriuscita di una nube rossastra dalla Italcementi, stante il continuo ripetersi di tali fenomeni che gravi danni causano alla salute pubblica, per l introduzione di sostanze, di vibrazioni e di rumore nell aria, nell acqua e nel suolo, visto che fino ad oggi, nonostante le continue e pressanti segnalazioni della società civile e delle amministrazioni non hanno risolto il problema individuandone le cause né tanto meno i rimedi,considerato inoltre che l area in questione risulta essere di rilevante valore naturalistico per la presenza di quattro siti di importanza comunitaria (SIC) come quello delle Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 ITA020023, quello di Isola delle Femmine codice ITA020005, Capo Gallo ITA020006 e fondali di Isola delle Femmine ITA020047, che rappresentano per il territorio il vero volano per uno sviluppo sostenibile imperneato sul turismo balneare, stante che il SIC di Raffo Rosso ITA020023 (unico punto di prelievo per la produzione del clinker), da quanto si evince dai rilievi effettuati, risulta devastato a causa delle massicce estrazioni di calcare,I sottoscritti cittadini
Chiedono di sapere se l amministrazione comunale intenda operare e come per ilconseguimento dei seguenti obiettivi:
1. adozione senza alcun indugio tutte le soluzioni atte a por fine alle problematiche individuate che gravi danni arrecano alla salute umana e all economia dei luoghi. A tal uopo chiedono che venga convocata in via d urgenza una conferenza di servizio al fine di determinare le più opportune soluzioni perché non siano messe a rischio la salute dei cittadini e la salubrità dei luoghi.
2. istituzione d urgenza di un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell aria collegato ad un efficace sistema di monitoraggio delle possibili fonti inquinanti a rete fissa che registri e renda pubblico, come previsto dalle normative vigenti, i parametri dell aria e dell acqua,
3. controllo dei siti industriali con potenziale inquinante di notevole impatto,
4. monitoraggio dell istruttoria delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che tengano conto delle migliori tecnologie previste (BAT) come previsto dalla direttiva 96/61/CE -cosiddetta direttiva IPPC relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell inquinamento - così come recepita dal D.Lgs 372/99 e successive integrazioni e modifiche.
5. Adozione di tutte le soluzioni atte ad arrestare i fenomni di degrado dei beni di interesse naturalistico
scarica la petizione per informazioni e per consegnare firme di adesione scrivi a:

tuttiperisola@tuttiperisola.cjb.net

http://www.italcementi.it/newsite/nuova_calusco.htmlComitato

Comitato t ut t i X IsolaInterrogazione d iniziativa popolare ( art.11 statuto del Comune di Isola delle Femmine)Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell areadel golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.. NOME .COGNOME .INDIRIZZO .DOCUMENTO .CITTA' FIRMA LEGGIBILE1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.I dati personali verranno trattati per le sole finalità della presente petizione nel rispetto della L. 675/96
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