CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, September 24, 2017

Thursday, September 21, 2017

SENTENZA TAR PUBBLICAZIONE SUI BLOGS N. 09841/2017 REG.PROV.COLL N. 09284/2016 REG.RIC

La sentenza storica del Tar a favore di Roma fa Schifo spiegata bene (e saluti al Codacons)



Dunque denunciare un sito anonimo chiedendo di farne emergere le generalità, utilizzando come prova della sua ambiguità le mendaci dichiarazioni di un altro sito anonimo. Davvero geniale. Al Tar stavolta si saranno per lo meno fatti una risata! Ma a livello tecnico giurisprudenziale sono stati costretti, come dice qui giustamente Rienzi, a salvare sia il bambino (Roma fa Schifo) sia l'acqua sporca (i tanti blog cialtroni che invece meriterebbero controllo). Non è colpa del Tar ovviamente che ha agito in base alla normativa vigente, ma ora questa sentenza che ben contestualizza il ruolo di Roma fa Schifo potrà essere utilizzata in modo strumentale anche dai tanti difensori dei troppi blog che davvero vivono sulla divulgazione di fake news e non su un approfondimento civico come cerchiamo di fare noi e pochi altri.

Rfs assistita dall’Avvocato Fulvio Sarzana di S.Ippolito, dello Studio legale Sarzana di Roma ha ottenuto una significativa vittoria nell’ottenere la prima pronuncia in sede amministrativa in Italia sulla responsabilità dei titolari di un blog e sulla diversità dei siti internet rispetto alla stampa tradizionale.
Il TAR Lazio infatti, nel rigettare la domanda dei ricorrenti, diretta a pretendere l’iscrizione del blog nel Registro degli operatori di Comunicazione tenuto dall’AGCOM (attraverso i CORECOM),  e nell’obbligare quindi il blog a  doversi dotare di un direttore responsabile e a doversi qualificare come testata di stampa a tutti gli effetti, con rilevanti obblighi economici a carico dei blogger, ha invece negato l’estensione della medesima normativa ai blog, sebbene questi ultimi  abbiano la finalità di pubblicare ed esaminare notizie legate all’attualità.

Questi ultimi mantengono una diversa connotazione, maggiormente legata alle dinamiche del web in termini di assenti (o minori) vincoli temporali nella pubblicazione delle notizie o commenti.


logo

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 9284 del 2016, proposto da:
Codacons, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale nazionale Codacons in Roma, v.le Mazzini, 73, come da procura in atti; 
contro
Corecom Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Fieg - Federazione Italiana Editori Giornali, Facebook, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, blog “Roma Fa Schifo” in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore non costituiti in giudizio;
Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, presso cui è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Roma Capitale, in persona del Sindacop.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Fiammetta Lorenzetti, con domicilio eletto presso l’Avvocatura Comunale in Roma, via Tempio di Giove 21, come da procura in atti; 
per l'annullamento
della nota del 1.06.2016 con la quale è stato affermato che il sito www.romafaschifo.com non è soggetto agli obblighi di iscrizione al ROC di cui alla delibera 666/08/cons dell’Agcom nonché per l’accertamento del silenzio inadempimento sul monitoraggio dell'attività del blog di cui sopra

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Agcom e di Roma Capitale;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 luglio 2017 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori l'Avv. G. Villani in sostituzione dell'Avv. C. Rienzi e l'Avvocato dello Stato G. Galluzzo;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1. – Con il ricorso in esame, spedito a notifica il 28-29 luglio 2016, notificato il 2 agosto 2016 e depositato il 10 agosto 2016, l’Associazione CODACONS chiede l’annullamento della nota del CORECOM del Lazio datata 1° giugno 2016, recante la risposta all’istanza dell’Associazione volta a conoscere le generalità del proprietario del sito internet denominato “www.romafaschifo.com”.
Mediante detta nota il CORECOM ha reso noto che il sito in questione non risulta iscritto nel Registro degli Operatori della Comunicazione istituito dalla deliberazione n. 666/08/CONS dell’Agcom, e che non è tenuto al rispetto dei relativi obblighi.
2. – Con due motivi di ricorso il CODACONS denunzia la violazione dell’art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012, di cui afferma l’applicabilità anche ai “blog”, con richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale norma alla luce degli articoli 3, 11 e 117 Cost. (primo motivo), nonchè la violazione dei principi comunitari di eguaglianza e non discriminazione (secondo motivo).
Con il terzo motivo, inoltre, il CODACONS chiede l’accertamento del silenzio inadempimento che l’Autorità Garante delle Comunicazioni, la Federazione Italiana Editori di Giornali e la Polizia Postale avrebbero illegittimamente serbato sulle istanze della ricorrente datate 3 maggio 2016 e 10 maggio 2016, con le quali l’Associazione invitava e diffidava “le Autorità indicate in epigrafe a monitorare l’attività del suddetto blog e, tenendo conto del rilievo e dell’influenza che questo ha assunto negli ultimi anni presso la collettività, verificare che esso assuma e mantengano (sic) quei profili di trasparenza e indipendenza tali da assicurare un buon servizio alla Città di Roma”.
3. – Con ordinanza n. 10929\16 del 4 novembre 2016 il Collegio, ritenuto che, ai sensi dell’art. 32 comma primo c.p.a., in caso di cumulo di azioni da trattare con riti diversi occorra seguire il rito ordinario, ha disposto la cancellazione del ricorso dal ruolo della camera di consiglio e la sua iscrizione nel ruolo ordinario.
4. - L’Agcom ed il CORECOM, evocati in giudizio, si sono costituiti, resistendo al ricorso con memoria, nella quale hanno evidenziato che la vicenda oggetto del presente giudizio è scaturita da un esposto indirizzato dal CODACONS alla Polizia Postale, contenente il medesimo quesito poi rivolto anche al CORECOM, e che, in quella circostanza, era stata condotta una istruttoria dalla quale era emerso che “www.romafaschifo.it” non sarebbe una testata giornalistica –come tale soggetta ai relativi obblighi-, bensì un “blog” nel quale chiunque lo desideri può esprimere la propria opinione in merito a questioni e problemi che riguardano la Città di Roma.
5. –L’Associazione ricorrente ha depositato due memorie.
In particolare, nella seconda di esse, ha replicato alle affermazioni delle Amministrazioni resistenti, sostenendo che la qualità di testata giornalistica di un dato sito internet deriverebbe non già dalla denominazione che il medesimo si è attribuito (qui, ad esempio, di “blog”), bensì dall’effettiva natura dei contenuti che vi sono pubblicati.
Ha poi ribadito una precedente istanza istruttoria relativa agli atti inerenti l’indagine svolta dalla Polizia Postale.
6. – In occasione della pubblica udienza del 5 luglio 2017 il ricorso è stato posto in decisione.
In via preliminare, va ravvisata la astratta legitimatio ad causam della Associazione ricorrente, intesa quale titolarità del potere di promuovere un giudizio in ordine al rapporto sostanziale dedotto, secondo la prospettazione della parte.
Invero, l’art. 2.3.9 dello Statuto del CODACONS, prodotto in giudizio (doc. 7 di parte ricorrente) afferma che tra gli scopi dell’Associazione vi è quello di perseguire una “migliore qualità della vita” dei cittadini consumatori “in un habitat che esalti la storia e la cultura del Paese”; nozione che certamente include a pieno titolo l’interesse generale e diffuso (che in tal modo si soggettivizza quale interesse collettivo) degli abitanti della città di Roma, ai quali è rivolto il “blog” in questione, che fornisce informazioni sulla vita politica e sociale della Capitale che il Codacons ritiene (pag. 2 del ricorso) non obiettiva.
7. – I tre motivi volti all’annullamento della nota impugnata, con le correlate questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del D.L. n. 63 del 2012 (inserito dall'articolo 1, comma 1, della L.16 luglio 2012, n. 103, in sede di conversione) che la ricorrente chiede di sollevare, sono infondati, e per comodità espositiva possono essere trattati congiuntamente.
La norma in questione prevede, al primo comma, che “Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni”.
A dire della ricorrente questa norma si applicherebbe anche ai “blogs”, nei casi in cui, per il loro contenuto sostanziale, essi possano essere definiti quali testate editoriali; una contraria interpretazione della norma lederebbe i principi enunciati dagli articoli 3, 11 e 117 I comma della Costituzione e gli articoli 2 e 6 del Trattato istitutivo dell’Unione Europea in punto di parità di trattamento e non discriminazione.
8. – Queste prospettazioni, rispettivamente principale e subordinata, non possono essere condivise.
Non v’è infatti ragione per discostarsi dall’insegnamento della S. C. circa la nozione di testata giornalistica, dalla quale emerge che il “blog” oggetto del presente giudizio non può essere ricompreso in tale accezione.
Afferma costantemente la Corte di cassazione (prevalentemente in sede penale, ai fini della sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa) che, per distinguere tra una testata giornalistica telematica e altre forme di manifestazione del pensiero presenti in rete, quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, occorre avere riguardo ad alcuni parametri di tipo ontologico o strutturale e ad altri di tipo teleologico (ovvero attinente agli scopi della pubblicazione).
In particolare, “la struttura è "costituita dalla "testata", che è l'elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile), mentre "la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell'analisi critica di notizie legate all'attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perchè ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione” (Cassazione penale, sez. V, 25/02/2016, n. 12536).
E, in questo quadro, il sito qualificabile come vera e propria testata giornalistica è soggetto ad una serie di adempimenti (quali l'obbligo di registrazione e la guida ad opera di un direttore responsabile, giornalista professionista o pubblicista) funzionali, da un lato a individuare le responsabilità (civili, penali, amministrative) collegate alle pubblicazioni, e, d’altro lato, a rendere operative le corrispondenti garanzie costituzionali ".
In particolare, tale giurisprudenza qualifica il “blog” "una sorta di agenda personale aperta e presente in rete, contenente diversi argomenti ordinati cronologicamente".
9. – Nel caso in esame, è possibile ravvisare nel sito in questione il requisito di carattere teleologico, in quanto, dalla documentazione in atti, emerge la finalità di divulgare e scambiare informazioni e commenti selle attuali condizioni sociali e politiche in cui versa la Città di Roma.
Ma non è certo possibile individuare (anche in assenza di allegazioni di sorta sul punto da parte della ricorrente) il requisito strutturale legato alla periodicità delle pubblicazioni, ed alla loro stessa “necessarietà”; nel senso che esse bene potrebbero cessare in qualsiasi momento, anche perché non effettuate da persone professionalmente qualificate per l’attività pubblicistica né da un soggetto strutturato come testata giornalistica.
Così che al sito in questione non è attinente la tutela costituzionale assicurata dal comma terzo dell'art. 21 Cost. alla stampa.
Essa, infatti, secondo l’insegnamento della S. C., si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione e un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati (Cassazione civile sez. un. 18 novembre 2016 n. 23469).
Ed invero, mentre il rispetto della normativa in materia di editoria, invocata dalla Associazione ricorrente, attiene all’esercizio del diritto di cronaca e ai suoi limiti, la pubblicazione di fatti ed opinioni su di un “blog”, anche se ricorrente nel tempo, risulta legata al più generale principio di libera manifestazione del pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21 primo comma Cost).
10. – A tanto consegue l’irrilevanza e la manifesta infondatezza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità comunitaria prospettate in ricorso a carico dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012, che il CODACONS afferma sussistenti non già sotto il profilo attivo della tutela apprestata alla libertà di espressione di cui gode la testata (o comunque il sito da cui gli autori manifestano il proprio pensiero), bensì sotto il profilo dei diritti dei destinatari dei messaggi espressi.
In particolare, l’Associazione ricorrente chiede che il Collegio solevi la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012 (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni) rispetto ai parametri costituiti dall’art. 3 Cost. (per disparità di trattamento fra i “blogs”, non soggetti a registrazione in Tribunale né nel Registro Operatori di telecomunicazioni tenuto da Agcom, e le testate editoriali, che invece a tali obblighi sono soggette), nonché rispetto agli articoli 11 e 117 Cost. (in relazione agli obblighi assunti dalla Repubblica rispetto all’ordinamento dell’Unione Europea, ed in particolare rispetto agli articoli 2 e 6 del Trattato, che affermano, anch’essi, il principio di eguaglianza e parità di trattamento).
Il Registro degli Operatori di telecomunicazioni, secondo il regolamento approvato dall’Agcom con deliberazione n. 666/08/Cons, per quanto qui interessa vede obbligati all’iscrizione, tra gli altri, “i soggetti esercenti l’editoria elettronica: 1) i soggetti che pubblicano in modalità elettronica testate diffuse al pubblico con periodicità quotidiana, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416, che pubblicano più di dodici numeri l’anno; 2) gli altri editori che pubblicano in modalità elettronica testate con periodicità non quotidiana, ivi compresi i soggetti che gestiscono siti internet per la pubblicazione degli avvisi di vendita di cui all’art. 490 c.p.c. così come previsto dal decreto del Ministero della giustizia del 31 ottobre 2006” (art. 2, comma primo, lettera i).
Tanto premesso, le prospettate questioni di legittimità costituzionale si presentano manifestamente infondate proprio a causa della (su evidenziata) non comparabilità della testata giornalistica strutturata come tale rispetto ad un semplice e spontaneo “blog” presente sulla rete internet, quale risulta essere quello in esame.
La detta non comparabilità deriva proprio dal carattere -qualificante- della periodicità, che risulta assente per il “blog”, e che è, invece, dato imprescindibile, anche secondo la su riportata norma regolamentare, per ottenere l’iscrizione nel Registro.
11. – Va respinto anche il motivo che si concreta in una impugnazione del silenzio-inadempimento che sarebbe stato serbato nell’occasione dal CORECOM, in quanto la nota del 1° giugno 2016 contiene una compiuta e motivata risposta (sebbene negativa) all’istanza conoscitiva dell’Associazione ricorrente.
12. – In conclusione, il ricorso è infondato, e va respinto.
Le spese possono essere compensate, attesa la peculiarità della questione legata alla relativa novità del mezzo di diffusione oggetto dell’istanza della ricorrente.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere
Achille Sinatra, Consigliere, Estensore
Gabriella De Michele
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=OPQJCWG7WXK7VGMUZAHSLXE2XI&q= 


  Art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012
 
 
       Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni 
 
  1.  Le  testate  periodiche  realizzate  unicamente   su   supporto
informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i
cui editori non abbiano fatto domanda di  provvidenze,  contributi  o
agevolazioni pubbliche e che conseguano  ricavi  annui  da  attivita'
editoriale non superiori a  100.000  euro,  non  sono  soggette  agli
obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8  febbraio  1948,  n.
47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416,  e  successive
modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62,  e
ad esse non  si  applicano  le  disposizioni  di  cui  alla  delibera
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del
26 novembre 2008, e successive modificazioni. 
  2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attivita' editoriale  si
intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e  vendita  in  qualsiasi
forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti  a  pagamento,  da
pubblicita'  e  sponsorizzazioni,  da  contratti  e  convenzioni  con
soggetti pubblici e privati. )) 
Riferimenti normativi
- Si riporta il testo dell'art. 5 della legge 8
febbraio 1948, n. 47, recante «Disposizioni sulla stampa»,
n. 43:
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 1948, «Art. 5 (Registrazione). - Nessun giornale o periodico
pubblicazione deve effettuarsi.
puo' essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la Per la registrazione occorre che siano depositati nella
dalla quale risultino il nome e il domicilio di essi e
cancelleria: 1) una dichiarazione, con le firme autenticate del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile, della persona che esercita l'impresa giornalistica, se
3) un documento da cui risulti l'iscrizione nell'albo
questa e' diversa dal proprietario, nonche' il titolo e la natura della pubblicazione; 2) i documenti comprovanti il possesso dei requisiti indicati negli articoli 3 e 4; dei giornalisti, nei casi in cui questa sia richiesta dalle
delegato, verificata la regolarita' dei documenti
leggi sull'ordinamento professionale; 4) copia dell'atto di costituzione o dello statuto, se proprietario e' una persona giuridica. Il presidente del tribunale o un giudice da lui presentati, ordina, entro quindici giorni, l'iscrizione del
provvidenze per l'editoria», pubblicata nella Gazzetta
giornale o periodico in apposito registro tenuto dalla cancelleria. Il registro e' pubblico.». - Si riporta il testo dell'art. 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, recante «Disciplina delle imprese editrici e Ufficiale del 6 agosto 1981, n. 215:
azioni, in accomandita per azioni o cooperativa, il cui
«Art. 1 (Titolarita' delle imprese). - L'esercizio dell'impresa editrice di giornali quotidiani e' riservato alle persone fisiche, nonche' alle societa' costituite nella forma della societa' in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilita' limitata, per
Agli effetti della presente legge le societa' in
oggetto comprenda l'attivita' editoriale, esercitata attraverso qualunque mezzo e con qualunque supporto, anche elettronico, l'attivita' tipografica, radiotelevisiva o comunque attinente all'informazione e alla comunicazione, nonche' le attivita' connesse funzionalmente e direttamente a queste ultime.
collettivo, in accomandita semplice o a societa' a
accomandita semplice debbono in ogni caso essere costituite soltanto da persone fisiche. Quando l'impresa e' costituita in forma di societa' per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilita' limitata, le azioni aventi diritto di voto o le quote devono essere intestate a persone fisiche, societa' in nome
sia intestata a persone fisiche o a societa' direttamente
prevalente partecipazione pubblica. E' escluso il trasferimento per semplice girata di dette azioni. Le azioni aventi diritto di voto o le quote sociali possono essere intestate a societa' per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilita' limitata, purche' la partecipazione di controllo di dette societa'
1, comma 6, lettera a), n. 5), della legge 31 luglio 1997,
controllate da persone fisiche. Ai fini della presente disposizione, il controllo e' definito ai sensi dell'art. 2359 del codice civile, nonche' dell'ottavo comma del presente articolo. Il venire meno di dette condizioni comporta la cancellazione d'ufficio dell'impresa dal registro degli operatori di comunicazione di cui all'art. n. 249.
a) sia assicurata, attraverso comunicazioni al Servizio
Le azioni o quote di societa' editrici intestate a soggetti diversi da quelli di cui ai due commi precedenti da data anteriore all'entrata in vigore della presente legge ed il cui valore sia inferiore alla meta' di quelle aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie ai sensi dell'art. 2368 del codice civile, possono rimanere intestate a tali soggetti a condizione che:
editrice, di aver provveduto a notificare ai loro titolari
dell'editoria, la conoscenza della proprieta' diretta o indiretta di tali azioni o quote, in modo da consentire di individuare le persone fisiche o le societa' per azioni quotate in borsa o gli enti morali che direttamente o indirettamente ne detengono la proprieta' o il controllo; b) sia data dimostrazione, da parte del legale rappresentante della societa' che esercita l'impresa
comma sia intestata a societa' fiduciarie, il requisito ivi
l'interdizione dal diritto di voto nelle assemblee sociali, ordinarie e straordinarie, della societa' stessa e di aver provveduto nelle forme prescritte ad informare di tale interdizione tutti i soci; c) rimanga immutato l'assetto proprietario di cui alla lettera a) del presente comma, salvo che ricorra l'ipotesi di cui al precedente quarto comma. Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto
comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997,
previsto del controllo diretto o indiretto da parte di persone fisiche si intende riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tal caso la societa' fiduciaria e' tenuta, ai fini del presente articolo, a comunicare i nominativi dei fiducianti all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ai fini e per gli effetti dell'art. 1, n. 249.
c) qualora l'impresa sia costituita in forma
Le imprese di cui ai commi precedenti sono tenute a comunicare, al servizio dell'editoria di cui all'art. 10, per la iscrizione sul registro di cui all'art. 11: a) le dichiarazioni di cessazione delle pubblicazioni nonche' i trasferimenti di testata, entro le ventiquattro ore successive; b) i contratti di affitto o di gestione della azienda o di cessione in uso della testata, entro trenta giorni dalla stipula;
alle quali sono intestate le azioni o le quote della
societaria, l'elenco dei soci titolari con il numero delle azioni o l'entita' delle quote da essi possedute, nonche' degli eventuali aventi diritto di intervenire all'assemblea che approva il bilancio della societa', entro trenta giorni dalla data dell'assemblea stessa; d) nei casi in cui l'impresa e' costituita in forma di societa' per azioni o in accomandita per azioni o a responsabilita' limitata, l'elenco dei soci delle societa'
societa' controllata ed al servizio dell'editoria entro
societa' che esercita l'impresa giornalistica o delle societa' che comunque la controllano direttamente o indirettamente, nonche' il numero delle azioni o l'entita' delle quote da essi possedute. Le persone fisiche e le societa' che controllano una societa' editrice di giornali quotidiani, anche attraverso intestazione fiduciaria delle azioni o delle quote o per interposta persona, devono darne comunicazione scritta alla trenta giorni dal fatto o dal negozio che determina
editrice con quella di altre imprese ai fini del
l'acquisizione del controllo. Costituisce controllo la sussistenza dei rapporti configurati come tali nell'art. 2359 del codice civile. Si ritiene esistente, salvo prova contraria, l'influenza dominante prevista dal primo comma dell'art. 2359 del codice civile quando ricorrano rapporti di carattere finanziario o organizzativo che consentono: a) la comunicazione degli utili o delle perdite; ovvero b) il coordinamento della gestione dell'impresa perseguimento di uno scopo comune o ai fini di limitare la
imprese editrici nonche' dei direttori delle testate edite.
concorrenza tra le imprese stesse; ovvero c) una distribuzione degli utili o delle perdite diversa, quanto ai soggetti o alla misura, da quella che sarebbe avvenuta in assenza dei rapporti stessi; ovvero d) l'attribuzione di poteri maggiori rispetto a quelli derivanti dal numero delle azioni o delle quote possedute; ovvero e) l'attribuzione a soggetti diversi da quelli legittimati in base all'assetto proprietario di poteri nella scelta degli amministratori e dei dirigenti delle
sindacali indicati nel comma precedente devono depositare
I partiti politici rappresentati in almeno un ramo del Parlamento e le associazioni sindacali rappresentate nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro possono intestare fiduciariamente, con deliberazione assunta secondo i rispettivi statuti, le azioni o le quote di societa' editrici di giornali quotidiani o periodici e di societa' intestatarie di azioni o quote di societa' editrici di giornali quotidiani o periodici. In tal caso, i partiti politici o le associazioni al registro nazionale della stampa di cui all'art. 11
dell'art. 5 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95,
documentazione autenticata delle delibere concernenti l'intestazione fiduciaria, accompagnata dalla dichiarazione di accettazione rilasciata dai soggetti nei cui confronti l'intestazione stessa viene effettuata. Quando una societa' a prevalente partecipazione statale o un ente pubblico vengono, a qualsiasi titolo, in possesso di azioni o quote di societa' editrici di giornali quotidiani, ne devono dare immediata comunicazione al servizio dell'editoria. Sono puniti con le pene stabilite nel sesto comma convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 7
costituire, acquistare o acquisire nuove partecipazioni in
giugno 1974, n. 216, gli amministratori che violano le disposizioni dei commi precedenti. Le stesse pene si applicano agli amministratori delle societa' alle quali sono intestate le azioni o le quote della societa' che esercita l'impresa giornalistica o delle societa' che comunque la controllano direttamente o indirettamente, che non trasmettano alle imprese editrici di giornali quotidiani l'elenco dei propri soci. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti pubblici e le societa' a prevalente partecipazione statale, nonche' quelle da esse controllate, non possono
sono ammessi all'esercizio dell'impresa medesima solo a
aziende editoriali di giornali o di periodici che non abbiano esclusivo carattere tecnico inerente all'attivita' dell'ente o della societa'. A tutti gli effetti della presente legge e' considerata impresa editoriale anche l'impresa che gestisce testate giornalistiche in forza di contratti di affitto o di affidamento in gestione. I soggetti di cui al primo comma sono ammessi ad esercitare l'attivita' d'impresa ivi descritta solo se in possesso della cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea o, in caso di societa', se aventi sede in uno dei predetti Stati. I soggetti non aventi il predetto requisito
666/08/CONS) e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 
condizione che lo Stato di cui sono cittadini applichi un trattamento di effettiva reciprocita'. Sono fatte salve le disposizioni derivanti da accordi internazionali.». - Per il riferimento alla legge 7 marzo 2001, n. 62, art. 16, si veda nei riferimenti normativi all'art. 3. - La delibera 26 novembre 2008, n. 666/08/CONS, emanata dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, recante «Regolamento per l'organizzazione e la tenuta del Registro
degli operatori di comunicazione» (deliberazione n.
           
 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/07/20/12A08154/sg

Sunday, September 17, 2017

Wednesday, September 13, 2017

2017 13 SETTEMBRE CGA SENTENZA 765 2017 ACCOLTO RICORSO COMUNE NON COSTITUITO 2014 11 SETTEMBRE 3 SETTORE ORDINANZA 48 RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI DEHORS LUNGOMARE EUFEMIO 14 ARMETTA GIULIA GERVASI DOMENICO

2017 13 SETTEMBRE CGA SENTENZA 765 2017  ACCOLTO RICORSO COMUNE NON COSTITUITO 2014 11 SETTEMBRE 3 SETTORE ORDINANZA 48 RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI DEHORS LUNGOMARE EUFEMIO 14 ARMETTA GIULIA GERVASI DOMENICO 

Numero 00765/2017 e data 13/09/2017 Spedizione

REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 13 giugno 2017

NUMERO AFFARE 01083/2015
OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto da Armetta Giulia, contro il Comune di Isola Delle Femmine, avverso l’ordinanza n. 48 del 11/09/2014, di ripristino dello stato dei luoghi;
LA SEZIONE
Viste le relazioni n. 21871/7.15.8 del 13/10/2015 e n. 8321/7.15.8 del 7/4/2017 con cui la Presidenza della Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale -ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giambattista Bufardeci;

Premesso e considerato
Con atto depositato presso la Presidenza della Regione Siciliana in data 14 gennaio 2015, Armetta Giulia, rappresentata e difesa unitamente e disgiuntamente dagli avvocati Carmela Puzzo e Rosaria Zammataro ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest'ultime in Palermo, ha proposto ricorso straordinario per l'annullamento dell'ordinanza del Comune di Isoladelle Femmine n. 48 dell’11 settembre 2014 con cui le veniva intimato di provvedere "al ripristino dello stato dei luoghi mediante lo smontaggio di un chiosco bar di tipo prefabbricato delle dimensioni in pianta di ml 6,00 x 4,00 per un totale di 24 mq., nonché di un gazebo pertinenziale delle dimensioni in pianta di ml. 7,00 x 7,00 per un totale di altri 49,00 mq. al cui interno risultano realizzati un w.c. donne e handicappati di mq. 4,00 circa ed un w.c. uomini di mq 2,00 circa, il tutto insistente su area demaniale comunale e realizzato in assenza di titolo abilitativo edilizio e della conseguente certificazione di agibilità".
La ricorrente lamenta che il provvedimento è illegittimo per difetto di legittimazione passiva atteso che la stessa non ha realizzato le strutture in questione, non è detentrice delle stesse e non è titolare di autorizzazione alcuna che possa fare pensare che ne sia l’utilizzatrice.
L’amministrazione comunale ha depositato la documentazione utile alla trattazione allegando l’istanza di sanatoria presentata dalla ricorrente, ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, per il chiosco bar e le strutture connesse in data 23 aprile 2015.
Preliminarmente si rileva che l’Ufficio legislativo e legale nella sua relazione ha ritenuto il ricorso inammissibile in quanto la ricorrente, nel periodo intercorrente tra la notifica dell’ordinanza impugnata e la proposizione del gravame, ha presentato la suindicata istanza di sanatoria e quindi il gravame sarebbe carente di interesse ab origine in quanto l’atto impugnato era destinato ad essere sostituito da altre determinazioni.
Questo Consiglio nell’adunanza del 3 febbraio 2017, in ragione del parere n. 1233/2014 espresso nell’adunanza del 2 settembre 2015 che ha sostanzialmente rivisitato il precedente orientamento in materia, ha disposto la sospensione del parere e disposto che l’Ufficio legislativo e legale riferisse nel merito in tempo utile per la odierna adunanza.
Con relazione del 7 aprile 2017 l’Ufficio legislativo e legale ha rappresentato che la richiesta di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001 presentata dalla ricorrente è stata denegata dal Comune di Isola delle Femmine per silenzio rifiuto.
L’Ufficio ha, comunque, concluso per la fondatezza del ricorso in quanto il provvedimento impugnato va considerato illegittimo avendo erroneamente individuato nella ricorrente la destinataria dell’ordine di demolizione.
Tale conclusione è pienamente condivisibile.
Dalla documentazione in atti è risultato, infatti, che la Armetta non solo non è proprietaria delle strutture di cui le si chiede lo smantellamento, ma non ne ha né il possesso, né la disponibilità ed, ovviamente, l’erronea presentazione della s.c.i.a. non può costituire titolo valido in tal senso.
Condivisibile orientamento giurisprudenziale, recentemente ribadito dal Consiglio di Stato (sez. IV, 12 giugno-16 luglio 2007, n. 4008) , ha affermato che “è vero che i provvedimenti repressivi di illeciti edilizi possono essere indirizzati anche a persone diverse da quelle che hanno materialmente realizzato l'abuso, ma è anche vero che, ai fini della legittimità delle relative ingiunzioni, è sempre necessaria la sussistenza di una relazione giuridica o materiale del destinatario con il bene (in mancanza della quale il destinatario dell'ordine deve intendersi del tutto estraneo alla violazione che si intende sanzionare ed i cui effetti si vogliono rimuovere)".
Nella fattispecie la suindicata relazione è insussistente in quanto la ricorrente, al momento della presentazione della richiesta di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001, aveva sottoscritto con il proprietario una semplice scrittura privata cui non era seguita la stipula del contratto di locazione, né la registrazione all'Agenzia delle Entrate, in quanto le strutture risultavano locate ad altro soggetto. A tal riguardo si osserva che le scritture private risultano, infatti, manifestamente inidonee a comprovare l'avvenuto trasferimento della proprietà, se non autenticate né registrate né trascritte (C.G.A., sez. riunite, 3 novembre 2009, n. 433/09).
Alla luce delle superiori considerazioni e della documentazione in atti il ricorso è pertanto meritevole di accoglimento.
P.Q.M.
Si esprime l’avviso che il ricorso sia accolto.

L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Giambattista BufardeciRosanna De Nictolis
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

C.G.A.ARMETTA GIULIA

Numero 00163/2017 e data 28/02/2017 Spedizione



logo

REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 3 febbraio 2017

NUMERO AFFARE 01083/2015
OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto da Armetta Giulia avverso l’ordinanza del Comune di Isola delle Femmine n. 48 del 11/09/2014, di ripristino stato dei luoghi;
LA SEZIONE
Vista la relazione n. 21871/7.15.8 del 13/10/2015 con cui la Presidenza della Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale - ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giambattista Bufardeci;

Premesso e considerato
Con atto depositato presso la Presidenza della Regione Siciliana in data 14 gennaio 2015, Armetta Giulia ha proposto ricorso straordinario per l'annullamento dell'ordinanza del Comune di Isola della Femmine n. 48 dell'11 settembre 2014 con cui le veniva intimato di provvedere "al ripristino dello stato dei luoghi mediante lo smontaggio di un chiosco bar di tipo prefabbricato delle dimensioni in pianta di ml 6,00 x 4,00 per un totale di 24 mq., nonché di un gazebo pertinenziale delle dimensioni in pianta di ml. 7,00 x 7,00 per un totale di altri 49,00 mq. al cui interno risultano realizzati un w.c. donne e handicappati di mq. 4,00 circa ed un w.c. uomini di mq. 2,00 circa, il tutto insistente su area demaniale comunale e realizzato in assenza di titolo abilitativo edilizio e della conseguente certificazione di agibilità".
La ricorrente lamenta che il provvedimento è illegittimo per difetto di legittimazione passiva atteso che la stessa non ha realizzato le strutture in questione, non è detentrice delle stesse e non è titolare di autorizzazione alcuna che possa fare pensare che ne sia l'utilizzatrice.
L'amministrazione comunale, con nota prot. n. 9483 del 28/7/2015, ha depositato documentazione utile per la trattazione del gravame, allegando l'istanza di sanatoria presentata dalla ricorrente ai sensi dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001, per il chiosco bar e le strutture connesse, assunta al protocollo del comune di Isola delle Femmine in data 23 aprile 2015.
Il ricorso, in quanto proposto nei termini di legge, è ricevibile.
Preliminarmente si rileva che l'Ufficio legislativo e legale nella sua relazione ha ritenuto il ricorso inammissibile in quanto la ricorrente, nel periodo intercorrente tra la notifica dell'impugnata ordinanza e le proposizione del gravame, ha presentato istanza ai sensi dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001, tendente a regolarizzare le opere abusivamente realizzate con ciò sostenendo, sulla scorta di un indirizzo giurisprudenziale anche di questo Consiglio, che il gravame sarebbe carente di interesse ab origine in quanto l'atto impugnato era destinato ad essere sostituito da altre determinazioni.
Questo Consiglio ritiene però di non condividere tale conclusione e ciò in ragione del parere espresso nell'adunanza del 2 settembre 2015, n.1233/2014, le cui considerazioni devono qui intendersi trascritte, che ha sostanzialmente rivisitato il precedente orientamento. Conseguentemente sospende l'adozione del parere disponendo che l'U.L.L. riferisca nel merito in tempo utile per la prossima adunanza di trattazione dell’affare che si fissa per il 13 giungo 2017.
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa a sezioni riunite, in via interlocutoria, sospende l’adozione del parere e dispone che l'Ufficio legislativo e legale riferisca nel merito nei termini sopra indicati.
Rinvia la trattazione dell'affare all'adunanza del 13 giugno 2017.

L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Giambattista BufardeciRosanna De Nictolis
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=LXVRDISPK2CHHJ6VYVNFB5A3DA&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE
3° Settore UrbanisticaAd. FOIA) Ordinanze dirigenzialiOrdinanza n. 48 del 11.09.2014 di ripristino dello stato dei luoghi a carico di Armetta Giulia e Gervasi Domenico

Tuesday, September 12, 2017

Friday, September 08, 2017

Omicidio Enea. Isola delle Femmine deve fare i conti col proprio passato

ISOLA DELLE FEMMINE - RINASCITA ISOLANA - MAFIA

Il testo del nuovo Cad (versione sei), dopo il correttivo 05 Ne parleremo al Sindaco [Giuseppe Emanuele Cardinale]

Il testo del nuovo Cad (versione sei), dopo il correttivo

Ecco il testo uscito dal consiglio dei ministri di oggi (ancora non pubblico), con il Correttivo.
Ricordiamo che ora va al consiglio di Stato, alle commissioni parlamentari, alla conferenza stato regioni, poi tra 90 giorni  di nuovo al consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche e integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.
 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 Visti gli articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, il comma 3;
Visto il decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione digitale;
Visto l’articolo 16 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;
Visto il regolamento (UE) 23 luglio 2014, n. 910, del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE;
Visto il regolamento (UE) 27 aprile 2016, n. 679, del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ………;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella seduta del ………..;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del ………….;
Acquisito il parere della Commissione  parlamentare  per  la  semplificazione  e   delle Commissioni parlamentari competenti  per  materia  e  per  i  profili finanziari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del …………;
Su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione;
 EMANA
il seguente decreto legislativo:
 Art.1
(Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 1 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1:
  • dopo la lettera l) sono inserite le seguenti: “l-bis) formato aperto: un formato di dati reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;”
l-ter) dati di tipo aperto: i dati che presentano le seguenti caratteristiche: 1) sono disponibili secondo i termini di una licenza o di una previsione normativa che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali, in formato disaggregato; 2) sono accessibili attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, in formati aperti ai sensi della lettera l-bis), sono adatti all’utilizzo automatico da parte di programmi per elaboratori e sono provvisti dei relativi metadati; 3) sono resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, oppure sono resi disponibili ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzione e divulgazione salvo i casi previsti dall’articolo 7 del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, e secondo le tariffe determinate con le modalità di cui al medesimo articolo;”;
  • la lettera n-ter) è sostituita dalla seguente: “n-ter) domicilio digitale: un indirizzo elettronico, eletto in conformità a quanto previsto dal presente Codice, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale;”
  • alla lettera s), dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica” e le parole “e al destinatario” sono sostituite dalle seguenti: “e a un soggetto terzo”;
  • alla lettera aa), dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica” e dopo le parole “la creazione” sono inserite le seguenti: “nonché alle applicazioni per l’apposizione”;
  1. al comma 1-bis, le parole “del Regolamento eIDAS” sono sostituite dalle seguenti: “del Regolamento (UE) 23 luglio 2014 n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE, di seguito «Regolamento eIDAS»”;
  2. al comma 1-ter, dopo le parole“recapito certificato” è aggiunta la seguente: “qualificato”.
 Art.2
(Modifiche all’articolo 2 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 2 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. il comma 2 è sostituito dal seguente: “ Le disposizioni del presente Codice si applicano:
  3. a) alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto del riparto di competenza di cui all’articolo 117 della Costituzione, ivi comprese le autorità di sistema portuale, nonché le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione;
  4. b) ai gestori di servizi pubblici in relazione ai servizi di pubblico interesse; c) alle società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, escluse le società quotate, nonché le società da esse partecipate, salvo che queste ultime siano, non per il tramite di società quotate, controllate o partecipate da amministrazioni pubbliche.”;
  5. il comma 3 è sostituito dal seguente: “ Le disposizioni del presente Codice e le relative linee guida concernenti il documento informatico, le firme elettroniche e i servizi fiduciari di cui al Capo II, la riproduzione e conservazione dei documenti di cui agli articoli 43 e 44, il domicilio digitale e le comunicazioni elettroniche di cui all’articolo 3-bis e al Capo IV, l’identità digitale di cui agli articoli 3-bis e 64 si applicano anche ai privati, ove non diversamente previsto.”;
  6. al comma 4, le parole “, e la fruibilità delle informazioni digitali” sono sostituite dalle seguenti: “e la fruibilità delle informazioni digitali,” e le parole “ai gestori di servizi pubblici ed” sono soppresse;
  7. al comma 6, primo periodo, le parole “ispettive e di controllo fiscale,” sono soppresse e, al secondo periodo, la parola “altresì” è soppressa;
  8. dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: “6-bis. Ferma restando l’applicabilità delle disposizioni del presente decreto agli atti di liquidazione, rettifica, accertamento e di irrogazione delle sanzioni di natura tributaria, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato, adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti le modalità e i termini di applicazione delle disposizioni del presente codice alle attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale.”.
Art.3
(Modifiche alla Sezione II, Capo I, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. La rubrica della Sezione II, Capo I, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente: “Carta della cittadinanza digitale”.
 Art.4
(Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 3 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, dopo le parole “diritto di usare” sono inserite le seguenti: “, in modo accessibile ed efficace,”;
  3. i commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies sono abrogati.
Art.5
(Modifiche all’articolo 3-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 3-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Identità e domicilio digitale”;
  3. prima del comma 1 è inserito il seguente: “ Chiunque ha il diritto di accedere ai servizi online offerti dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b), tramite la propria identità digitale.”;
  4. il comma 1 è sostituito dal seguente: “ I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, i professionisti tenuti all’iscrizione in albi ed elenchi e i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese hanno l’obbligo di dotarsi di un domicilio digitale iscritto nell’elenco di cui agli articoli 6-bis o 6-ter.”;
  5. dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: “1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 1, chiunque ha facoltà di eleggere il proprio domicilio digitale da iscrivere nell’elenco di cui all’articolo 6-quater.
1-ter. I domicili digitali di cui ai commi 1 e 1-bis sono eletti presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato come definito dal Regolamento eIDAS secondo le modalità stabilite con le linee guida adottate ai sensi dell’articolo 71. Le persone fisiche possono altresì eleggere il domicilio digitale avvalendosi del servizio di cui all’articolo 64-bis.
1-quater. I soggetti di cui ai commi 1 e 1-bis hanno l’obbligo di fare un uso diligente del proprio domicilio digitale e di comunicare ogni modifica o variazione del medesimo secondo le modalità fissate nelle linee guida di cui all’articolo 71.”;
  1. il comma 2 è abrogato;
  2. il comma 3-bis è sostituito dal seguente: “3-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sentiti l’AgID e il Garante per la protezione dei dati personali e acquisito il parere della Conferenza unificata, è stabilita la data a decorrere dalla quale le comunicazioni tra i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, e coloro che non hanno provveduto a eleggere un domicilio digitale ai sensi del comma 1-bis, avvengono esclusivamente in forma elettronica. Con lo stesso decreto sono determinate le modalità con le quali ai predetti soggetti è messo a disposizione un domicilio digitale e sono individuate altre modalità con le quali, per superare il divario digitale, i documenti possono essere consegnati a coloro che non sono in grado di accedere direttamente a un domicilio digitale.”;
  3. al comma 4-bis le parole “di cui ai commi 1 e 2 le amministrazioni possono predisporre le comunicazioni ai cittadini” sono sostituite dalle seguenti: “e fino alla data fissata nel decreto di cui al comma 3-bis, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, possono predisporre le comunicazioni ai soggetti che non hanno eletto un domicilio digitale ai sensi del comma 1-bis” e le parole “ai cittadini stessi” sono sostituite dalle seguenti: “agli stessi”;
  4. al comma 4-ter le parole “e conservato” sono sostituite dalle seguenti “ed è disponibile”;
  5. al comma 4-quinquies:
  • al primo periodo, le parole “al comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “al comma 1-ter”;
  • il secondo periodo è sostituito dal seguente: “In tal caso, ferma restando la validità ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale, colui che lo ha eletto non può opporre eccezioni relative alla forma e alla data della spedizione e del ricevimento delle comunicazioni o notificazioni ivi indirizzate.”.
Art.6
(Modifiche all’articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, secondo periodo, la parola “Resta” è sostituita dalle seguenti: “Tramite la piattaforma elettronica di cui al comma 2, resta”;
  3. dopo il comma 2-bis sono inseriti i seguenti: “2-ter. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, consentono di effettuare pagamenti elettronici tramite la piattaforma di cui al comma 2 anche per il pagamento spontaneo di tributi di cui all’articolo 2-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.
2-quater. I prestatori  di servizi di pagamento abilitati eseguono pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni attraverso l’utilizzo della piattaforma di cui al comma 2. Resta fermo il sistema dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, Capo III, fino all’adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite l’Agenzia delle Entrate e l’AgID, che fissa, anche in maniera progressiva, le modalità tecniche per l’effettuazione dei pagamenti tributari e contributivi tramite la piattaforma di cui al comma 2.
2-quinquies. Tramite la piattaforma di cui al comma 2, le informazioni sui pagamenti sono messe a disposizione anche del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato.”.
 Art.7
(Modifiche all’articolo 6 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 6 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Utilizzo del domicilio digitale”;
  3. il comma 1 è sostituito dal seguente: “ Le comunicazioni tramite i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis sono effettuate agli indirizzi inseriti negli elenchi di cui agli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater, o a quello eletto come domicilio speciale per determinati atti o affari ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 4-quinquies. Le comunicazioni elettroniche trasmesse ad uno dei domicili digitali di cui all’articolo 3-bis producono, quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta salvo che la legge disponga diversamente. Le suddette comunicazioni si intendono spedite dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, salva la prova che la mancata consegna sia dovuta a fatto non imputabile al destinatario medesimo. La data e l’ora di trasmissione e ricezione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle linee guida di cui all’articolo 71.”;
  4. il comma 1-bis è abrogato;
  5. dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti: “1-ter. L’elenco dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti è l’Indice nazionale dei domicili digitali (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti di cui all’articolo 6-bis. L’elenco dei domicili digitali dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b), è l’Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi, di cui all’articolo 6-ter. L’elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato diversi da quelli di cui al primo e al secondo periodo è l’Indice degli indirizzi delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato di cui all’articolo 6-quater.
1-quater. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all’articolo 2 del Regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformità della copia informatica del documento notificato all’originale è attestata dal responsabile del procedimento in conformità a quanto disposto agli articoli 22 e 23-bis.”.
 Art.8
(Modifiche all’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla Rubrica, le parole “degli indirizzi PEC” sono sostituite dalle seguenti: “dei domicili digitali”;
  3. al comma 1, le parole “la pubblica amministrazione” sono sostituite dalle seguenti: “i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2” e le parole “degli indirizzi di posta elettronica certificata” sono sostituite dalle seguenti: “dei domicili digitali”;
  4. al comma 2, secondo periodo, le parole “Gli indirizzi PEC” sono sostituite dalle seguenti: “I domicili digitali”;
  5. il comma 3 è abrogato.
 Art.9
(Modifiche all’articolo 6-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 6-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla Rubrica, le parole “degli indirizzi” sono sostituite dalle seguenti: “dei domicili digitali”;
  3. al comma 1, le parole “degli indirizzi” sono sostituite dalle seguenti: “dei domicili digitali” e le parole “gli indirizzi di posta elettronica certificata” sono sostituite dalle seguenti: “i domicili digitali”;
  4. al comma 3, primo periodo, dopo le parole “al comma 1” sono inserite le seguenti: “e i gestori di pubblici servizi”.
  5. Dopo l’articolo 6-ter sono inseriti i seguenti: “ 6-quater (Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese) – 1. É istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio già deputate alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis.
  6. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio digitale è l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo 6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID, tramite servizi informatici individuati nelle linee guida di cui all’articolo 71, i relativi indirizzi già contenuti nell’elenco di cui all’articolo 6-bis.
  7. Al completamento dell’ANPR di cui all’articolo 62, AgID provvede al trasferimento dei domicili digitali contenuti nell’elenco di cui al presente articolo nell’ANPR.
Art. 6-quinquies. (Consultazione e accesso) – 1. La consultazione degli elenchi di cui agli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater è consentita a chiunque tramite sito web e senza necessità di autenticazione. Gli elenchi sono realizzati in formato aperto.
  1. L’estrazione dei domicili digitali dagli elenchi, di cui agli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater, è effettuata secondo le modalità fissate da AgID nelle linee guida adottate ai sensi dell’articolo 71.
  2. L’utilizzo dei domicili digitali di cui al presente articolo per finalità diverse dall’invio di comunicazioni aventi valore legale o comunque connesse al conseguimento di finalità istituzionali dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, in assenza di preventiva autorizzazione del titolare dell’indirizzo costituisce comunicazione indesiderata ai sensi dell’articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
  3. Gli elenchi di cui agli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater contengono le informazioni relative alla elezione, modifica o cessazione del domicilio digitale.”.
 Art.10
(Modifiche all’articolo 7 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 7 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Diritto a servizi on-line semplici e integrati”;
  3. prima del comma 1 è inserito il seguente: “ Chiunque ha diritto di fruire dei servizi erogati dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, in forma digitale e in modo integrato, tramite il punto di accesso di cui all’articolo 64-bis, anche attraverso dispositivi mobili.”;
  4. al comma 1, le parole “dei soggetti giuridici” sono sostituite dalle seguenti: “degli utenti”, le parole “i propri servizi per via telematica” sono sostituite dalle seguenti: “on-line i propri servizi” e le parole da “e livelli di qualità” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “e dei livelli di qualità individuati e periodicamente aggiornati dall’AgID con proprie linee guida, adottate ai sensi dell’articolo 71, tenuto anche conto dell’evoluzione tecnologica”;
  5. il comma 2 è abrogato;
  6. al comma 4, le parole “gli interessati” sono sostituite dalle seguenti: “gli utenti, fermo restando il diritto di rivolgersi al difensore civico digitale di cui all’articolo 17,”.
 Art.11
(Modifiche all’articolo 8-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 8-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole da “attraverso un sistema” a “che rispetti gli” sono sostituite dalle seguenti: “nel rispetto degli”.
Art.12
(Modifiche all’articolo 13 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 13 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “nella predisposizione dei piani di cui all’articolo 7-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nell’ambito delle risorse finanziarie previste dai piani medesimi, attuano anche politiche di” sono sostituite dalle seguenti: “, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili, attuano politiche di reclutamento e”.
 Art.13
(Modifiche all’articolo 14-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 2 dell’articolo 14-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla lettera a), dopo le parole “emanazione di” sono inserite le seguenti: “linee guida contenenti”, dopo le parole “nonché di” sono inserite le seguenti: “indirizzo,” e dopo le parole “e controllo” sono inserite le seguenti: “sull’attuazione e”;
  3. alla lettera b), le parole “dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001” sono sostituite dalle seguenti: “dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2”;
  4. alla lettera g), primo periodo, la parola “non” è soppressa;
  5. alla lettera i), le parole “sui soggetti di cui all’articolo 44-bis” sono sostituite dalle seguenti: “sui conservatori di documenti informatici accreditati”.
 Art.14
(Modifiche all’articolo 16 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla lettera b), all’inizio del periodo sono inserite le seguenti parole: “approva il piano triennale di cui all’articolo 14-bis, comma 2, lettera b), e”;
  3. alla lettera c), all’inizio del periodo sono inserite le seguenti parole: “promuove e”;
  4. alla lettera e), all’inizio del periodo sono inserite le seguenti parole: “stabilisce i”.
 Art.15
(Modifiche all’articolo 17 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 17 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Responsabile per la transizione digitale e difensore civico digitale”;
  3. al comma 1:
  • all’alinea, secondo periodo, le parole “ciascuno del predetti soggetti” sono sostituite dalle seguenti: “ciascuna pubblica amministrazione”;
  • alla lettera j), dopo le parole “dei sistemi di” sono inserite le seguenti: “identità e domicilio digitale,” e dopo le parole “e fruibilità” sono aggiunte le seguenti: “nonché del processo di integrazione e interoperabilità tra i sistemi e servizi dell’amministrazione e quello di cui all’articolo 64-bis”;
  • dopo la lettera j) è inserita la seguente: “j-bis) pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, in quelli stabiliti nel piano triennale di cui all’articolo 16, comma 1, lettera b).”;
  1. al comma 1-quater, i primi tre periodi sono sostituiti dai seguenti: “1-quater. É istituito presso l’AgID, con le ricorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, l’ufficio del difensore civico per il digitale, a cui è preposto un soggetto in possesso di adeguati requisiti di terzietà, autonomia e imparzialità. Chiunque può presentare al difensore civico per il digitale, attraverso apposita area presente sul sito istituzionale dell’AgID, segnalazioni relative a presunte violazioni del presente Codice e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2. Ricevuta la segnalazione, il difensore civico, se la ritiene fondata, invita il soggetto responsabile della violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni. Le segnalazioni ritenute fondate sono pubblicate in un’apposita area del sito Internet”;
  2. al comma 1-sexies le parole “e 1-quater” sono soppresse;
  3. dopo il comma 1-sexies è aggiunto il seguente: “1-septies. I soggetti di cui al comma 1-sexies possono esercitare le funzioni di cui al medesimo comma anche in forma associata.”.
 Art.16
(Modifiche all’articolo 18 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. L’articolo 18 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituito dal seguente: “Art. 18. (Piattaforma nazionale per la governance della trasformazione digitale) – 1. È realizzata presso l’AgID una piattaforma per la consultazione pubblica e il confronto tra i portatori di interesse in relazione ai provvedimenti connessi all’attuazione dell’agenda digitale.
  2. AgID identifica le caratteristiche tecnico-funzionali della piattaforma in maniera tale da garantire che la stessa sia accessibile ai portatori di interessi pubblici e privati e che sia idonea a raccogliere suggerimenti e proposte emendative in maniera trasparente, qualificata ed efficace.
  3. Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’articolo 14-bis è pubblicato sulla piattaforma e aggiornato di anno in anno.
  4. Tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), possono pubblicare sulla piattaforma i provvedimenti che intendono adottare o, qualora si tratti di provvedimenti soggetti a modifiche e aggiornamenti periodici, già adottati, aventi ad oggetto l’attuazione dell’agenda digitale.
  5. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), tengono conto di suggerimenti e proposte emendative raccolte attraverso la piattaforma.”.
 Art.17
(Modifiche al Capo II del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. La Rubrica del Capo II del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente “DOCUMENTO INFORMATICO, FIRME ELETTRONICHE, SERVIZI FIDUCIARI E TRASFERIMENTI DI FONDI”.
 Art.18
(Modifiche all’articolo 20 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 20 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. il comma 1-bis è sostituito dal seguente: “1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi è apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, è formato, previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle linee guida di cui all’articolo 71.”.
  3. dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti: “1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare di firma elettronica, salvo che questi dia prova contraria.
1-quater. Restano ferme le disposizioni concernenti il deposito degli atti e dei documenti in via telematica secondo la normativa, anche regolamentare, in materia di processo telematico.”;
  1. al comma 3, l’ultimo periodo è soppresso.
 Art.19
(Modifiche all’articolo 21 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 21 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Ulteriori disposizioni relative ai documenti informatici, sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale”;
  3. i commi 1 e 2 sono abrogati;
  4. al comma 2-bis sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “ovvero sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo”.
 Art.20
(Modifiche all’articolo 22 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 22 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, le parole da “se ad essi” fino a “elettronica qualificata.” sono sostituite dalle seguenti: “se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.”;
  3. dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico è prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui è tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.”;
  4. al comma 2, le parole “con dichiarazione allegata al documento informatico e asseverata” sono soppresse;
  5. al comma 4, dopo le parole “dei commi 1,” sono inserite le seguenti: “1-bis,”.
 Art.21
(Modifiche all’articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 2-bis dell’articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “I soggetti che procedono all’apposizione del contrassegno di cui al presente comma rendono disponibili gratuitamente sul proprio sito Internet istituzionale idonee soluzioni per la verifica del contrassegno medesimo.”.
 Art.22
(Modifiche all’articolo 23-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 23-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. La copia su supporto informatico di documenti formati dalle pubbliche amministrazioni in origine su supporto analogico è prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto identico a quello del documento analogico da cui è tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza del contenuto dell’originale e della copia.”;
  3. al comma 4, le parole “di concerto con il Ministro” sono sostituite dalle seguenti: “sentito il Ministero”.
 Art.23
(Modifiche alla Sezione II, Capo II, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. La Rubrica della Sezione II, Capo II, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente: “Firme elettroniche, certificati e prestatori di servizi fiduciari”.
 Art.24
(Modifiche all’articolo 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 4 dell’articolo 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica”.
 Art.25
(Modifiche all’articolo 28 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 28 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 2, primo periodo, le parole: “, fatta salva la possibilità di utilizzare uno pseudonimo,” sono soppresse e, al secondo periodo, le parole “, quale ad esempio un codice di sicurezza sociale o un codice identificativo generale” sono soppresse;
  3. al comma 3:
  • all’alinea, dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica”;
  • alla lettera a), dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica”;
  • dopo la lettera c) è inserita la seguente: “c-bis) uno pseudonimo, qualificato come tale.”;
  1. al comma 3-bis:
  • prima del primo periodo è inserito il seguente: “Le informazioni di cui al comma 3 sono riconoscibili da parte dei terzi e chiaramente evidenziati nel certificato.”;
  • al primo periodo, dopo le parole “comma 3 possono” è inserita la seguente: “anche”;
  • al secondo periodo, le parole “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri” sono sostituite dalle seguenti: “Con le linee guida di cui all’articolo 71”.
  1. al comma 4, dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica”;
  2. dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: “4-bis. Il certificatore ha l’obbligo di conservare le informazioni di cui ai commi 3 e 4 per almeno venti anni decorrenti dalla scadenza del certificato di firma.”.
 Art.26
(Modifiche all’articolo 29 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 29 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, le parole “di cui all’articolo 44-bis” e le parole “, rispettivamente,” sono soppresse e le parole da “, allegando alla stessa una relazione” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “secondo le modalità fissate dalle linee guida di cui all’articolo 71”;
  3. al comma 2, le parole: “Regolamento eIDAS.” sono sostituite dalle seguenti: “Regolamento eIDAS, deve avere natura giuridica di società di capitali e deve disporre dei requisiti di onorabilità, tecnologici e organizzativi, nonché delle garanzie assicurative e di eventuali certificazioni, adeguate rispetto al volume dell’attività svolta e alla responsabilità assunta nei confronti dei propri utenti e dei terzi. I predetti requisiti sono individuati, nel rispetto della disciplina europea, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita l’AgID. Il predetto decreto determina altresì i criteri per la fissazione delle tariffe dovute all’AgID per lo svolgimento delle predette attività, nonché i requisiti e le condizioni per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 da parte di amministrazioni pubbliche.”;
  4. il comma 3 è abrogato.
 Art.27
(Modifiche all’articolo 30 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 30 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla Rubrica, le parole “e di” sono sostituite dalle seguenti: “e dei”;
  3. al comma 1, le parole “di cui all’articolo 64 e i soggetti di cui all’articolo 44-bis” sono sostituite dalle seguenti: “e i conservatori di documenti informatici, iscritti nell’elenco di cui all’articolo 29, comma 6,”;
  4. al comma 3:
  • il primo periodo è soppresso;
  • al secondo periodo, le parole “Il certificatore” sono sostituite dalle seguenti: “Il prestatore di servizi di firma digitale o di altra firma elettronica qualificata”, dopo le parole “ecceda i limiti” è inserita la seguente: “eventualmente” e le parole da “o derivanti” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “ai sensi dell’articolo 28, comma 3, a condizione che limiti d’uso e di valore siano chiaramente riconoscibili secondo quanto previsto dall’articolo 28, comma 3-bis”.
Art.28.
(Modifiche all’articolo 32 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 32 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla Rubrica dopo la parola “titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica qualificata”;
  3. al comma 3:
  • all’alinea, le parole “, ai sensi dell’articolo 19,” sono soppresse;
  • alla lettera g), dopo la parola “titolare”, ovunque ricorra, sono inserite le seguenti: “di firma elettronica qualificata”.
Art.29.
(Modifiche all’articolo 32-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 32-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, primo periodo, le parole “, limitatamente alle attività di conservazione di firme, sigilli o certificati elettronici, ai soggetti di cui all’articolo 44-bis” sono sostituite dalle seguenti: “ai conservatori accreditati”, le parole “Regolamento eIDAS e o” sono sostituite dalle seguenti: “Regolamento eIDAS o”, dopo le parole “del presente Codice” sono inserite le seguenti: “relative alla prestazione dei predetti servizi”, le parole “euro 4.000,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 40.000,00” e le parole “euro 40.000,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 400.000,00”;
  3. al comma 1, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: “Le violazioni del presente Codice idonee a esporre a rischio i diritti e gli interessi di una pluralità di utenti o relative a significative carenze infrastrutturali o di processo del fornitore di servizio si considerano gravi. AgID, laddove accerti tali violazioni, dispone la cancellazione del fornitore del servizio dall’elenco dei soggetti qualificati e il divieto di accreditamento o qualificazione per un periodo fino ad un massimo di due anni.”;
  4. al comma 1-bis, le parole “, prima di irrogare” sono sostituite dalla seguente: “irroga”, le parole “, diffida” sono sostituite dalle seguenti: “ e diffida” e le parole “dal Regolamento eIDAS o dal presente Codice, fissando un termine e disciplinando le relative modalità per adempiere” sono sostituite dalle seguenti: “dalla disciplina vigente”;
  5. il comma 2 è sostituito dal seguente: “ Fatti salvi i casi di forza maggiore o di caso fortuito, qualora si verifichi un malfunzionamento nei servizi forniti dai soggetti di cui al comma 1 che determini l’interruzione del servizio, ovvero in caso di mancata o intempestiva comunicazione dello stesso disservizio a AgID o agli utenti, ai sensi dell’articolo 32, comma 3, lettera m-bis), AgID diffida i soggetti di cui al comma 1 a ripristinare la regolarità del servizio o ad effettuare le comunicazioni ivi previste. Se l’interruzione del servizio ovvero la mancata o intempestiva comunicazione sono reiterati nel corso di un biennio, successivamente alla prima diffida si applica la sanzione della cancellazione dall’elenco pubblico.”.
Art.30.
(Modifiche all’articolo 34 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 34 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, lettera b), le parole “certificatori accreditati” sono sostituite dalle seguenti: “prestatori di servizi di firma digitale o di altra firma elettronica qualificata”;
  3. dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. Le pubbliche amministrazioni possono procedere alla conservazione dei documenti informatici:
  4. a) all’interno della propria struttura organizzativa;
  5. b) affidandola, in modo totale o parziale, nel rispetto della disciplina vigente, ad altri soggetti, pubblici o privati accreditati come conservatori presso l’AgID.”;
  6. il comma 2 è abrogato.
Art.31
(Modifiche all’articolo 35 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 2 dell’articolo 35 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo le parole “al titolare” sono inserite le seguenti: “di firma elettronica”.
Art.32
(Modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 2 dell’articolo 36 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, per violazione delle regole tecniche ivi contenute”.
Art.33
(Modifiche all’articolo 38 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 38 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “di concerto con i Ministri per la funzione pubblica, della giustizia e dell’economia e delle finanze, sentiti” sono sostituite dalle seguenti: “sentiti il Dipartimento della funzione pubblica, i ministeri della giustizia e dell’economia e delle finanze, nonché”.
 Art.34
(Modifiche al Capo III del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. La Rubrica del Capo III del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente: “GESTIONE, CONSERVAZIONE E ACCESSIBILITÀ DEI DOCUMENTI E FASCICOLI INFORMATICI”.
  2. Dopo il Capo III è inserita la seguente Sezione: “Sezione I. Documenti della pubblica amministrazione”.
 Art.35
(Modifiche all’articolo 40-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 40-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “pervengono o sono inviate dalle caselle di posta elettronica di cui agli articoli 6-ter, comma 1, 47, commi 1 e 3,” sono sostituite dalle seguenti: “provengono da o sono inviate a domicili digitali eletti ai sensi di quanto previsto all’articolo 3-bis,”.
  2. Dopo l’articolo 40-bis è inserito il seguente: “ 40-ter (Sistema di ricerca documentale) – 1. La Presidenza del Consiglio dei ministri promuove lo sviluppo e la sperimentazione di un sistema volto a facilitare la ricerca dei documenti soggetti a registrazione di protocollo ai sensi dell’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e di cui all’articolo 40-bis e dei fascicoli dei procedimenti di cui all’articolo 41, nonché a consentirne l’accesso on-line ai soggetti che ne abbiano diritto ai sensi della disciplina vigente.”.
  3. Dopo l’articolo 40-ter è inserita, al Capo III, la seguente Sezione: “Sezione II. Gestione e conservazione dei documenti”.
 Art.36
(Modifiche all’articolo 41 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 41 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, primo periodo, dopo la parole “utilizzando” sono inserite le seguenti: “in via prioritaria”;
  3. al comma 1, secondo periodo, le parole “e cooperazione applicativa” sono sostituite dalla seguente: “o integrazione” e le parole “dall’articolo 12, comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “dagli articoli 12 e 64-bis”;
  4. al comma 2-bis, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e dagli interessati, nei limiti ed alle condizioni previste dalla disciplina vigente, attraverso i servizi di cui agli articoli 40-ter e 64-bis”;
  5. al comma 2-bis, secondo periodo, le parole “Le regole” sono sostituite dalle seguenti: “Le linee guida”, dopo la parola “identificazione” sono inserite le seguenti “, l’accessibilità attraverso i suddetti servizi”, dopo le parole “l’utilizzo del fascicolo” sono inserite le seguenti: “sono dettate dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 e” e le parole “; regole tecniche specifiche possono essere dettate ai sensi dell’articolo 71” sono soppresse;
  6. al comma 2-ter, lettera e-bis), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole “apposto con modalità idonee a consentirne l’indicizzazione e la ricerca attraverso il sistema di cui all’articolo 40-ter nel rispetto delle linee guida dettate dall’AgID ai sensi dell’articolo 71”;
  7. al comma 2-quater, le parole “dei singoli documenti;” sono sostituite dalle seguenti: “dei singoli documenti. Il fascicolo informatico” e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nonché l’immediata conoscibilità anche attraverso i servizi di cui agli articoli 40-ter e 64-bis, sempre per via telematica, dello stato di avanzamento del procedimento, del nominativo e del recapito elettronico del responsabile del procedimento. AgID detta, ai sensi dell’articolo 71, linee guida idonee a garantire l’interoperabilità tra i sistemi di gestione dei fascicoli dei procedimenti e i servizi di cui agli articoli 40-ter e 64-bis”.
 Art.37
(Modifiche all’articolo 43 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 43 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. la Rubrica è sostituita dalla seguente: “Conservazione ed esibizione dei documenti”;
  3. il comma 1 è sostituito dal seguente: “ Gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti si intendono soddisfatti a tutti gli effetti di legge a mezzo di documenti informatici, se le relative procedure sono effettuate in modo tale da garantire la conformità ai documenti originali e sono conformi alle linee guida dettate ai sensi dell’articolo 71.”;
  4. al comma 1-bis, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole “ai medesimi soggetti di cui all’articolo 2, comma 2. Le amministrazioni rendono disponibili a cittadini ed imprese i predetti documenti attraverso servizi online accessibili previa identificazione con l’identità digitale di cui all’articolo 64 ed integrati con i servizi di cui agli articoli 40-ter e 64-bis”;
  5. al comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “ai sensi della disciplina vigente al momento dell’invio dei singoli documenti nel sistema di conservazione”.
 Art.38
(Modifiche all’articolo 44 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 44 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. il comma 1 è sostituito dal seguente: “Il sistema di gestione informatica dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, è organizzato e gestito, anche in modo da assicurare l’indicizzazione e la ricerca dei documenti e fascicoli informatici attraverso il sistema di cui all’articolo 40-ter nel rispetto delle linee guida di cui all’articolo 71.”;
  3. al comma 1-bis, primo periodo, le parole “e conservazione” sono soppresse, dopo la parola “informatici” sono inserite le seguenti: “delle pubbliche amministrazioni” e al secondo periodo le parole “procedimenti conclusi” sono sostituite dalle seguenti: “procedimenti non conclusi”;
  4. il comma 1-ter è sostituito dal seguente: “1-ter. Il sistema di conservazione dei documenti informatici assicura, per gli oggetti in esso conservati, caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità, secondo le modalità indicate nelle linee guida di cui all’articolo 71.”;
  5. dopo il comma 1-ter è aggiunto il seguente: “1-quater. Il responsabile della conservazione, che opera d’intesa con il responsabile del trattamento dei dati personali, con il responsabile della sicurezza e con il responsabile dei sistemi informativi, può affidare la conservazione dei documenti informatici ad altri soggetti, pubblici o privati, che offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche. Il responsabile della conservazione della pubblica amministrazione, che opera d’intesa, oltre che con i responsabili di cui al comma 1-bis, anche con il responsabile della gestione documentale, effettua la conservazione dei documenti informatici secondo quanto previsto all’articolo 34, comma 1-bis.”.
 Art.39
(Modifiche all’articolo 45 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 45 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “fonte di” sono soppresse.
 Art.40
(Modifiche all’articolo 46 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 46 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, la parola “telematica” è sostituita dalla seguente: “digitale” e le parole “le informazioni relative a stati, fatti e qualità personali previste” sono sostituite dalle seguenti: “i dati sensibili e giudiziari consentiti”.
 Art.41
(Modifiche all’articolo 47 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 47 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 3, primo periodo, le parole “Le pubbliche amministrazioni e gli altri soggetti di cui all’articolo 2, comma 2,” sono sostituite dalle seguenti: “I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b),” e le parole “nell’Indice PA” sono sostituite dalle seguenti: “nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi”;
  3. al comma 3, secondo periodo, le parole “La pubbliche amministrazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Le pubbliche amministrazioni”.
 Art.42
(Modifiche al Capo V del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Alla rubrica del Capo V del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “E SERVIZI IN RETE” sono sostituite dalle seguenti: “, IDENTITÀ DIGITALI E ISTANZE”.
 Art.43
(Modifiche all’articolo 50 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 50 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Le pubbliche amministrazioni, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, procedono all’analisi dei propri dati anche in combinazione con quelli detenuti da altri soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, fermi restando i limiti di cui al comma 1. La predetta attività si svolge secondo le modalità individuate dall’AgID con le linee guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico adottate ai sensi dell’articolo 71.”;
  3. il comma 3 è abrogato.
 Art.44
(Modifiche all’articolo 51 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 51 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. alla Rubrica dopo la parola “sicurezza” sono inserite le seguenti “e disponibilità”;
  3. al comma 1-bis, lettera c), le parole “la pubblica amministrazione e l’innovazione” sono sostituite dalle seguenti: “la semplificazione e la pubblica amministrazione”;
  4. dopo il comma 2-bis sono aggiunti i seguenti: “2-ter. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, aderiscono ogni anno ai programmi di sicurezza preventiva coordinati e promossi da AgID secondo le procedure dettate dalla medesima AgID con le linee guida adottate ai sensi dell’articolo 71.
2-quater. I soggetti di cui articolo 2, comma 2, predispongono, nel rispetto delle linee guida adottate dall’AgID ai sensi dell’articolo 71, piani di emergenza in grado di assicurare la continuità operativa delle operazioni indispensabili per i servizi erogati e il ritorno alla normale operatività. Onde garantire quanto previsto, è possibile il ricorso all’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, per l’erogazione di servizi applicativi, infrastrutturali e di dati, con ristoro dei soli costi di funzionamento. Per le Amministrazioni dello Stato coinvolte si provvede mediante rimodulazione degli stanziamenti dei pertinenti capitoli di spesa o mediante riassegnazione alla spesa degli importi versati a tale titolo ad apposito capitolo di entrata del bilancio statale”.
Art.45
(Modifiche all’articolo 52 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 52 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 2, primo periodo, le parole “all’articolo 68, comma 3,” sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 1, comma 1, lettere l-bis) e l-ter),” e il secondo periodo è soppresso;
  3. al comma 3, le parole da “la raccolta” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “la formazione, la raccolta e la gestione di dati, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, prevedono clausole idonee a consentirne l’utilizzazione in conformità a quanto previsto dall’articolo 50”;
  4. al comma 4, le parole da “ai sensi dell’articolo” fino alla fine del periodo sono soppresse;
  5. i commi 5, 6 e 7 sono abrogati.
Art.46
(Modifiche all’articolo 53 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1-bis dell’articolo 53 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, la parola “definitivi” è soppressa.

Art.47
(Modifiche all’articolo 59 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 5 dell’articolo 59 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole “Con decreto adottato ai” sono sostituite dalla seguente: “Ai”.
Art.48
(Modifiche all’articolo 60 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 60 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: “2-bis. Le pubbliche amministrazioni responsabili delle basi dati di interesse nazionale consentono il pieno utilizzo delle informazioni ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, secondo standard e criteri di sicurezza e di gestione definiti nelle linee guida di cui all’articolo 71.
2-ter. Le amministrazioni responsabili delle basi di dati di interesse nazionale definiscono e pubblicano i piani di aggiornamento dei servizi per l’utilizzo delle medesime basi di dati.”;
  1. il comma 3-ter è sostituito dal seguente: “3-ter. AgID, tenuto conto delle esigenze delle pubbliche amministrazioni e degli obblighi derivanti dai regolamenti comunitari, individua e pubblica l’elenco delle basi di dati di interesse nazionale.”.
Art.49
(Modifiche all’articolo 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 3:
  • al primo periodo, la parola “singoli” è soppressa;
  • il secondo periodo è sostituito dal seguente: “Il Comune può utilizzare i dati anagrafici eventualmente detenuti localmente e costantemente allineati con ANPR al fine esclusivo di erogare o usufruire di servizi o funzionalità non fornite da ANPR.”;
  • l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “L’ANPR assicura ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b), l’accesso ai dati contenuti nell’ANPR.”;
  1. al comma 5, le parole “le pubbliche amministrazioni” sono sostituite dalle seguenti: “i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b)”;
  2. al comma 6, la lettera c) è sostituita dalla seguente: “c) all’erogazione di altri servizi resi disponibili dall’ANPR, tra i quali il servizio di invio telematico delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita ai sensi dell’articolo 30, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, e della dichiarazione di morte ai sensi degli articoli 72 e 74 dello stesso decreto nonché della denuncia di morte prevista dall’articolo 1 del regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, compatibile con il sistema di trasmissione di cui al decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale65 del 19 marzo 2010.”.
Art.50
(Modifiche all’articolo 62-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Al comma 1 dell’articolo 62-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole da “istituita, presso” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “gestita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione ai sensi dell’articolo 213 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
Art.51
(Modifiche all’articolo 62-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 62-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 3, le parole “all’articolo 58, comma 2,” sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 60, comma 2-bis,”;
  3. al comma 7, lettera a), le parole “il medico di medicina generale” sono sostituite dalle seguenti: “le scelte del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta”.
Art.52
(Modifiche alla Sezione III, Capo V, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. La rubrica della Sezione III, Capo V, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente: “Identità digitali e istanze”.
Art.53
(Modifiche all’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 2-quater, prima del primo periodo è inserito il seguente: “L’accesso ai servizi in rete erogati dalle pubbliche amministrazioni che richiedono identificazione informatica avviene tramite SPID.”;
  3. al comma 2-quinquies, primo periodo, le parole “alle imprese” sono sostituite dalle seguenti: “ai soggetti privati” e, al secondo periodo, le parole “l’impresa” sono sostituite dalle seguenti: “i predetti soggetti”;
  4. i commi 2-septies e 2-octies sono abrogati;
  5. al comma 2-novies le parole “2-octies” sono sostituite dalle seguenti: “2-quater”;
  6. dopo il comma 2-novies è inserito il seguente: “2-decies. Le pubbliche amministrazioni, in qualità di fornitori dei servizi, usufruiscono gratuitamente delle verifiche rese disponibili dai gestori di identità digitali e dai gestori di attributi qualificati.”;
  7. dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: “3-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, è stabilità la data a decorrere dalla quale i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, utilizzano esclusivamente le identità digitali ai fini dell’identificazione degli utenti dei propri servizi on-line.”.
Art.54
(Modifiche all’articolo 64-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 64-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, la parola “unico” è soppressa;
  3. dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. Al fine di rendere effettivo il diritto di cui all’articolo 7, comma 1, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, i fornitori di identità digitali e i prestatori dei servizi fiduciari qualificati, in sede di evoluzione, progettano e sviluppano i propri sistemi e servizi in modo da garantire l’integrazione e l’interoperabilità tra i diversi sistemi e servizi e con il servizio di cui al comma 1, espongono per ogni servizio le relative interfacce applicative e, al fine di consentire la verifica del rispetto degli standard e livelli di qualità di cui all’articolo 7, comma 2, adottano gli strumenti di analisi individuati dall’AgID con le linee guida di cui all’articolo 71.”
Art.55
(Modifiche all’articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, lettera a), le parole da “la firma digitale” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “una delle forme di cui all’articolo 20”;
  3. al comma 1, lettera c-bis), le parole “dichiarazione vincolante ai sensi dell’articolo 6, comma 1, secondo periodo” sono sostituite dalle seguenti: “elezione di domicilio speciale ai sensi dell’articolo 47 del Codice civile”.
Art.56
(Modifiche all’articolo 66 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 66 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, le parole “, e dell’analogo documento, rilasciato a seguito della denuncia di nascita e prima del compimento dell’età prevista dalla legge per il rilascio della carta d’identità elettronica,” sono soppresse e le parole “per la funzione pubblica, con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie” sono sostituite dalle seguenti: “per la semplificazione e la pubblica amministrazione”;
  3. al comma 5, le parole “di concerto con” sono sostituite dalla seguente: “sentiti” e le parole “, sentita” sono sostituite dalla seguente: “e”.
Art.57
(Modifiche all’articolo 68 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 68 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1-bis le parole “12 aprile 2006 n. 163” sono sostituite dalle seguenti: “n. 50 del 2016”;
  3. il comma 3 è abrogato.
Art.58
(Modifiche all’articolo 69 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. All’articolo 69 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. al comma 2, le parole da “ove possibile” fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: “salvo che ciò risulti eccessivamente oneroso per comprovate ragioni di carattere tecnico-economico, che l’amministrazione committente sia sempre titolare di tutti i diritti sui programmi e i servizi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione appositamente sviluppati per essa”;
  3. dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. Al medesimo fine di cui al comma 2, il codice sorgente, la documentazione e la relativa descrizione tecnico funzionale di tutte le soluzioni informatiche di cui al comma 1 sono pubblicati attraverso una o più piattaforme individuate dall’AgID con proprie linee guida da adottarsi ai sensi dell’articolo 71.”.
Art.59
(Modifiche all’articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)
  1. Il comma 1 dell’articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituito dal seguente: “ L’AgID, previa consultazione pubblica da svolgersi entro il termine di trenta giorni, sentiti le amministrazioni competenti e il Garante per la protezione dei dati personali nelle materie di competenza, nonché acquisito il parere della Conferenza unificata, adotta linee guida contenenti le regole tecniche e di indirizzo per l’attuazione del presente Codice. Le linee guida divengono efficaci dopo la loro pubblicazione nell’apposita area del sito Internetistituzionale dell’AgID e di essa ne è data notizia nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana. Le linee guida sono aggiornate o modificate con la procedura di cui al primo periodo.”.
Art.60
(Abrogazioni)
  1. Al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono abrogati:
  2. l’articolo 33;
  3. l’articolo 44-bis;
  4. l’articolo 63;
  5. l’articolo 70.
Art.61
(Disposizioni transitorie)
  1. Il diritto di cui all’articolo 3-bis, comma 01, è riconosciuto a decorrere dal 1° gennaio 2018.
  2. L’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento abilitati di utilizzare esclusivamente la piattaforma di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 82 del 2005 per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni decorre dal 1° gennaio 2019.
  3. La realizzazione dell’indice di cui all’articolo 6-quater del decreto legislativo n. 82 del 2005, introdotto dal presente decreto, è effettuata dall’AgID entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto. AgID cessa la gestione del predetto elenco al completamento dell’ANPR, ai sensi dell’articolo 6-quater, comma 3, del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificato dal presente decreto.
  4. Il diritto di cui all’articolo 7, comma 01, è riconosciuto a decorrere dalla data di attivazione del punto di accesso di cui all’articolo 64-bis.
  5. L’articolo 48 del decreto legislativo n. 82 del 2005 è abrogato a decorrere dal 1 gennaio 2019.
  6. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificato dal presente decreto, è adottato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Fino all’adozione del predetto decreto, restano efficaci le disposizioni dell’articolo 29, comma 3, dello stesso decreto nella formulazione previgente all’entrata in vigore del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179 e dell’articolo 44-bis, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 82 del 2005 nella formulazione previgente all’entrata in vigore del presente decreto.
  7. Le regole tecniche vigenti nelle materie del Codice dell’amministrazione digitale restano efficaci fino all’adozione delle linee guida adottate ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificato dal presente decreto.
Art.62
(Disposizioni di coordinamento e finali)
  1. Nel decreto legislativo n. 82 del 2005, ad eccezione degli articoli 14, 20, comma 3, e 76 le parole “regole tecniche”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: “linee guida”.
  2. Al fine di garantire una tempestiva ed efficace attuazione del decreto legislativo n. 82 del 2005, e, in particolare, di svolgere le attività previste dall’articolo 17, comma 1-quater e dall’articolo 71 del predetto decreto legislativo e le altre misure aggiuntive disposte dal presente decreto, l’AgID può avvalersi, in aggiunta alla dotazione organica vigente, di un contingente di 40 unità di personale di altre amministrazioni statali, in posizione di comando o fuori ruolo, ai sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il suddetto personale conserva il trattamento economico in godimento, limitatamente alle voci fisse e continuative, con oneri a carico delle amministrazioni di provenienza sia in ragione degli emolumenti di carattere fondamentale che per gli emolumenti accessori di carattere fisso e continuativo.  Gli altri oneri relativi al trattamento accessorio sono posti a carico dell’ AgID.
  3. Il rinvio all’articolo 68 comma 3, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 82 del 2005, si intende riferito all’articolo 1, comma 1, rispettivamente alle lettere l-bis) e m-bis).
  4. All’articolo 2, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole “l’attestazione e la dichiarazione di nascita e il certificato di cui all’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396” sono sostituite dalle seguenti: “le attestazioni e le dichiarazioni di nascita ai sensi dell’articolo 30, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, e la dichiarazione di morte ai sensi degli articoli 72 e 74 dello stesso decreto nonché la denuncia di morte prevista dall’articolo 1 del regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285”.
  5. L’articolo 16-ter, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è sostituito dal seguente: “ A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 6-bis, 6-quater e 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dall’articolo 16, comma 12, del presente decreto, dall’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della giustizia.”.
  6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato, di concerto con il Ministro della giustizia, sono stabiliti le modalità e i tempi per la confluenza dell’elenco di cui all’articolo 16, comma 12, del decreto-legge n. 179 del 2012 in una sezione speciale dell’elenco di cui all’articolo 6-ter del decreto legislativo n. 82 del 2005, consultabile esclusivamente dagli uffici giudiziari, dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti e dagli avvocati. Con il medesimo decreto sono altresì stabilite le modalità con le quali le pubbliche amministrazioni che non risultino già iscritte nell’elenco di cui all’articolo 16, comma 12, del decreto-legge n. 179 del 2012, comunicano l’indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nella sezione speciale di cui al presente comma. A decorrere dalla data fissata nel suddetto decreto, ai fini di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge n. 179 del 2012, si intende per pubblico elenco anche la predetta sezione dell’elenco di cui all’articolo 6-ter del decreto legislativo n. 82 del 2005.
  7. L’articolo 1, comma 585, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è sostituito dal seguente: “ Per la realizzazione delle azioni e delle iniziative, nonché dei progetti connessi e strumentali all’attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e dell’Agenda digitale italiana, anche in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea, è autorizzata la spesa di 11 milioni di euro per l’anno 2017 e di 20 milioni di euro per l’anno 2018. Le risorse di cui al primo periodo sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri con autonoma evidenza contabile. Nell’ambito delle funzioni assegnate, il Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, provvede all’utilizzo delle risorse di cui al primo periodo del presente comma per il conseguimento degli obiettivi dell’Agenda digitale”.
Art.63
(Disposizioni finanziarie)
  1. All’attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 6-quater, 18, 40-ter e 51 del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificati dal presente decreto, si provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 585, della legge n. 232 del 2016.
  2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, all’attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

1. PREMESSA

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2005 del Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 si completa l’iter del “Codice dell'Amministrazione Digitale”, che rappresenta una vera e propria rivoluzione organizzativa dei servizi che lo Stato offre ai cittadini.
Dal 1° gennaio 2006, data di entrata in vigore del Codice, la Pubblica amministrazione dovrà fare ricorso all'informatica, dovrà accettarla come principale strumento operativo non solo nei rapporti interni ma, soprattutto, in quelli con la collettività.
Nasce il “cittadino digitale”, a cui il Codice riconosce nuovi diritti e nuove possibilità, definendo il quadro giuridico per garantirne l'effettivo godimento.

Il Codice, secondo quanto dichiarato dal Ministro Lucio Stanca, "libera nuove risorse della P.A. attraverso una massiccia e diffusa digitalizzazione che introduce strumenti utili ad eliminare sprechi, restituire maggior valore ai contribuenti, come pure di essere alla base di nuovi e più moderni modelli organizzativi, rendendo più produttivo ed efficace il lavoro negli uffici pubblici".
A questo Codice si è giunti dopo un impegnativo lavoro di oltre due anni, che ha coinvolto dirigenti ed esperti dello Stato, docenti universitari e associazioni, con l’obiettivo, non tanto di creare una nuova normativa, quanto di creare uno strumento che, in linea con gli impegni di Governo, aggiornasse ed adeguasse le leggi esistenti rendendole più efficaci e di semplice attuazione.

Il Codice rende ora obbligatoria l'innovazione nella Pubblica Amministrazione nel modo più naturale: da una parte offrendo ai cittadini il diritto di interagire sempre, dovunque e verso qualsiasi amministrazione attraverso Internet, posta elettronica, reti; dall'altra stabilendo che tutte le amministrazioni devono organizzarsi in modo da rendere sempre e comunque disponibili tutte le informazioni in modalità digitale.
Il Codice è quindi una complessa riforma, una specie di "costituzione" del mondo digitale, che tiene conto di diritti e doveri e che contemporaneamente fornisce i principi operativi con cui tali diritti e doveri si possono concretizzare. In questo modo semplifica il sistema giuridico di riferimento e lo rende più efficace.


2. I PUNTI ESSENZIALI DEL CODICE

I punti essenziali del provvedimento possono essere così sintetizzati:
a) scritture, provvedimenti amministrativi, documenti, corrispondenza, prodotti attraverso la procedura digitale, acquistano la stessa validità degli ordinari documenti cartacei;
b) dal 30 giugno 2007 le Amministrazioni Centrali potranno effettuare pagamenti on-line;
c) i cittadini potranno utilizzare la posta elettronica certificata (PEC) nella corrispondenza con la Pubblica Amministrazione;
d) il documento digitale certificato ha la stessa efficacia probatoria di quello tradizionale (scrittura privata autenticata ex art. 2702 c.c.);
e) il documento cartaceo della P.A. è destinato a divenire un’eccezione: le Amministrazioni in possesso della tecnologia specifica saranno tenute a formare i loro documenti su supporti informatici. Con regolamento da attuarsi entro 180 giorni dovranno essere individuati i documenti che per “valore di testimonianza storica ed archivistica” potranno essere redatti su supporto cartaceo;
f) le Pubbliche Amministrazioni dovranno, progressivamente, sostituire gli archivi cartacei con quelli informatici;
g) il coordinamento informatico tra i dati degli Enti locali e quello delle Pubbliche Amministrazioni spetterà allo Stato, previo accordo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni, la quale dovrà “realizzare un processo di digitalizzazione dell’azione amministrativa coordinato e condiviso”.
Il testo del decreto viene riportato nell'Appendice Normativa.


3. LE MODIFICHE E LE INTEGRAZIONI APPORTATE DAL D. LGS. n. 159/2006 

E' stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 105 alla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2006, il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, recante modifiche ed integrazioni al decreto legislativo n. 82/2005, concernente il Codice dell’amministrazione digitale.
I testi aggiornati dei decreti sono riportati nell'Appendice normativa.

Lo scopo dell’attuale intervento normativo, come si legge nella relazione illustrativa, “è quello di dare una più completa realizzazione ai principi e criteri direttivi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) di cui al comma 1 dell’art. 10 della legge delega n. 229, tentando nel contempo di eliminare incertezze o dubbi interpretativi emersi in dottrina o posti dai più diretti destinatari del codice dell’amministrazione digitale”.
In particolare fra le principali novità introdotte con il presente decreto si segnala quanto segue.
Si è inteso recepire l’osservazione espressa dal Consiglio di Stato nel parere allo schema di decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 espresso dalla Sezione consultiva nell’adunanza del 7 febbraio 2005, “di un testo più completo e leggibile sull’argomento centrale della disciplina, quello “dell’amministrazione digitale”, che ricomprendesse, anche la normativa sul “sistema pubblico di connettività”.
L’attuale correttivo prevede infatti, all’articolo 22, l’introduzione di un nuovo Capo VIII nel decreto legislativo n. 82 del 2005, che reca la disciplina del sistema pubblico di connettività e della rete internazionale della pubblica amministrazione già contenuta nel decreto legislativo n. 42 del 28 febbraio 2005 (che viene contestualmente abrogato), cui sono stati apportati alcuni aggiustamenti e piccole modifiche interne riconducibili soprattutto ad esigenze di drafting legislativo ed alla necessità di inserire in modo chiaro e coerente la disciplina normativa in questione all’interno della struttura del codice stesso, di cui viene così a fare parte integrante.

Considerando l’obiettivo prioritario cui mira il decreto legislativo n. 82 del 2005, che è quello di attivare un profondo ammodernamento nella pubblica amministrazione fornendo in modo organico la chiara disciplina degli strumenti giuridici e degli istituti che presiedono all’innovazione tecnologica, il decreto correttivo intende rafforzare la portata precettiva del codice, richiamando espressamente la responsabilità degli organi politici di governo nel dare attuazione alle disposizioni del codice stesso.
L’inserimento della disposizione di cui all’articolo 5 del presente decreto ha la chiara finalità di richiamare l’organo politico sulla necessità di promuovere l’attuazione delle disposizioni del codice digitale, stimolando la pubblica amministrazione a dare concreta realizzazione agli istituti disciplinati dallo stesso, promuovendo l’innovazione, tramite un cambiamento organizzativo e procedimentale di cui si assuma la diretta responsabilità.
A tale proposito il nuovo provvedimento ha ritenuto di recepire l’osservazione contenuta nel parere del Consiglio di Stato del 3 febbraio 2006 sullo schema di decreto legislativo, in cui si rileva il carattere “troppo tenue e quasi meramente ottativo” della disposizione di cui all’art. 4 dell’attuale decreto legislativo, laddove prevede una semplice responsabilità politica degli organi di Governo in sede di emanazione delle direttive generali per l’attività amministrativa e si richiede un allineamento con la legge 9 gennaio 2004 n. 4 in tema di accessibilità.
Con l’attuale formulazione dell’ articolo 5 del decreto correttivo viene introdotto all’art. 12 del codice, il comma 1-ter che prevede la responsabilità dirigenziale ai sensi degli artt. 21 e 55 del decreto legislativo n.165 del 2001 in caso di inosservanza delle disposizioni del presente decreto, così inserendo una norma più incisiva contenente anche profili sanzionatori.

- Per ulteriori approfondimenti, si riporta il testo della:
 Relazione illustrativa allo Schema di decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni al D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82

- Si riportano di seguito, inoltre, il testo del decreto legislativo n. 82/2005 comparato con le modifiche apportate dal D. Lgs. n. 159/2006 e il parere del Consiglio di Stato, emesso nell’adunanza del 30 gennaio 2006.

 Il codice dell'amministrazione digitale. I due decreti a confronto.

 Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli atti normativi. – Adunanza del 30 gennaio 2006: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie - Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, (Codice dell’amministrazione digitale).


4. LE MODIFICHE E LE INTEGRAZIONI APPORTATE DALLA LEGGE N. 89/2009

La legge sullo sviluppo economico, la semplificazione e la competitività ha avuto tre fasi: la prima con il varo del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri, a cui è seguita una lunga e tortuosa discussione parlamentare; la seconda con l’approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge licenziato dalla camera dei Deputati; la terza con la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale.


4.1. 18 GIUGNO 2008 - Il Consiglio dei Ministri vara il disegno di legge C-1441

Con l'invio alle Camere del disegno di legge concernente "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", varato nel Consiglio dei ministri del 18 giugno scorso, venne completato l'iter di avvio della manovra finanziaria per il 2009, anticipata quest'anno a giugno e varata insieme al Documento di programmazione economico finanziaria per gli anni 2009-2013.

In questo disegno di legge su competitività e semplificazione (collegato alla Finanziaria) vi erano, tra l'altro, una serie di articoli che vanno a modificare la legge n. 241 del 1990.


Nella scheda comparativa che proponiamo si evidenziano le modifiche che furono allora proposte alla legge n. 241 del 1990, concernente ”Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.


4.2. 26 MAGGIO 2009 - Approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge n. 1082-B

Dopo un iter complesso e tortuoso, il disegno di legge recante “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” (n. 1082-B) è stato approvato in via definitiva dal Senato il 26 maggio 2009.


4.3. 19 GIUGNO 2009 - Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge n. 69 del 18 giugno 2009

In data 19 giugno 2009, sul Supplemento Ordinario n. 95, alla Gazzetta Ufficiale n. 140, è stata pubblicata la legge 18 giugno 2009, n. 69, recante "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita' nonche' in materia di processo civile", che entrerà in vigore il 4 luglio 2009.

All'interno di questa legge vi sono tre articoli (34, 36 e 37), che vanno a modificare il D. Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e il D.P.R. n. 117/2004 (Regolamento concernente la diffusione della carta nazionale dei servizi, a norma dell'articolo 27, comma 8, lettera b), della legge 16 gennaio 2003, n. 3).
Il testo del D.Lgs. n. 82/2005 e del D.P.R. n. 117/2004, nella sua redazione aggiornata, viene riportato nell'Appendice normativa.


Queste le principali novità apportate.
1) Viene concessa la facoltà, alle pubbliche amministrazioni regionali e locali, di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale (art. 34).

2) Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili (art. 34).

3) Entro il 31 dicembre 2009 le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche (art. 34).

4) Fino al 31 dicembre 2010, la carta nazionale dei servizi e le altre carte elettroniche ad essa conformi possono essere rilasciate anche ai titolari di carta di identità elettronica.
Al momento dell'emissione o del rinnovo della CNS non deve più essere accertato se il soggetto richiedente sia o meno in possesso della CIE (art. 37).

5) Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea 
A decorrere dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati (art. 32).
A decorrere dal 1º gennaio 2010, al fine di promuovere il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, le amministrazioni e gli enti pubblici tenuti a pubblicare sulla stampa quotidiana atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci, oltre all’adempimento di tale obbligo con le stesse modalità previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, ivi compreso il richiamo all’indirizzo elettronico, provvedono altresì alla pubblicazione nei siti informatici, secondo le modalità che saranno stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di propria competenza (art. 32).

6) Delega al Governo per la modifica del codice dell’amministrazione digitale 
Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, nel rispetto dei princìpi e criteri fissati all’art. 33.

7) Diffusione delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo dovrà adottare un regolamento recante modifiche al regolamento di cui al D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68 (Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3), anche al fine di garantire l’interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali (art. 35).

8) VOIP e Sistema pubblico di connettività
Al fine di consentire l’attuazione di quanto previsto all’articolo 78, comma 2-bis, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al D. Lgs. n. 82/20052, il CNIPA provvede alla realizzazione e alla gestione di un nodo di interconnessione per i servizi «Voce tramite protocollo internet» (VOIP) per il triennio 2009-2011, in conformità all’articolo 83 del medesimo codice.

Noi proponiamo una scheda comparativa delle modifiche che vengono proposte dagli articoli 34, 36 e 37 della Legge n. 69 del 18 giugno 2009 agli articoli 2, 6, 54, 64 e 66 del D. Lgs. n. 82/2005 e degli artt. 2 e 8 del D.P.R. n. 117/2004.

- Si riporta il:
 Testo degli articoli del D. Lgs. n. 82/2005 e del D.P.R. b. 117/2004, che vengono modificati dalla Legge n. 69 del 18 giugno 2009 - In vigore dal 4 luglio 2009.

- Si riporta il testo della legge, completo dell'Allegato 1 (che modifica l’allegato 1 annesso al D.L. 22 dicembre 2008, n. 200, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9):
 Legge 18 giugno 2009, n. 69: Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplifi cazione, la competitività nonché in materia di processo civile. ( In vigore dal 4 luglio 2009).

- Si riporta il testo della:
 Relazione illustrativa alla Legge di semplificazione e riordino normativo 2009


. Se vuoi approfondire l’argomento delle modifiche apportate alla legge n. 241/1990 da parte della legge n. 89/2009, clicca QUI.


5. 19 FEBBRAIO 2010 - Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto modificativo ed integrativo

Approvato dal Consiglio dei Ministri del 19 febbraio 2010 uno schema di decreto legislativo, che integra e modifica il vigente Codice dell’amministrazione digitale, emanato nel 2005, alla luce della rapidissima evoluzione delle tecnologie informatiche che ha reso obsolete alcune definizioni e previsioni normative in esso contenute.
Le modifiche organizzative intervenute nelle amministrazioni pubbliche rendono inoltre necessario l’adeguamento ai criteri di efficienza ed efficacia che permeano i nuovi indirizzi strategici del Governo.
Obiettivo principale del provvedimento è modernizzare l’apparato pubblico con l’individuazione e la diffusione dei più evoluti strumenti tecnologici in modo da semplificare i rapporti con cittadini ed imprese e fornire risposte sempre più tempestive. Sarà così possibile avvicinare di più la pubblica amministrazione alle esigenze dei cittadini, e, sotto il profilo economico, conseguire un forte recupero di produttività.
Sul testo verrà sentito il Garante per la protezione dei dati personali e saranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari di merito.

. Se vuoi approfondire l’argomento e visitare il sito del Governo, clicca QUI.


6. 8 LUGLIO 2010 - Parere favorevole della Conferenza

Sul testo le Regioni e gli enti locali hanno espresso, nella Conferenza Unificata dell’8 luglio 2010, un “parere favorevole condizionato” all’accoglimento di alcuni emendamenti contenuti in un documento consegnato al Governo.

. Se vuoi scaricare il documento che riporta le osservazioni e proposte delle Regioni, dell'ANCI, dell'UOI e dell'UNCEM, clicca QUI.


7. 22 DICEMBRE 2010 - Il Consiglio dei Ministri approva in via definitiva il nuovo CAD

Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 22 dicembre 2010, ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD).
Il decreto legislativo apporta modifiche al D. Lgs. n. 82 del 2005 e traccia il quadro legislativo entro cui deve obbligatoriamente attuarsi la digitalizzazione dell'azione amministrativa.
La riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell'azione amministrativa sia una vera e propria funzione di Governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio.
I maggiori benefici si realizzano nei settori sanità e giustizia.

Entro i prossimi 3 anni (in coerenza con il Piano e-Gov 2012) la nuova P.A. sarà dunque completamente digitale e sburocratizzata.
Queste le tappe del processo:
- entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;
- entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell'attività ICT;
- entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali;
- entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le Pubbliche Amministrazioni non potranno richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l'accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti;
- entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.
(Fonte: dal sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione el'Innovazione).

. Se vuoi scaricare una presentazione del nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale, clicca QUI.

. Se vuoi visitare il sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, clicca QUI.


8. 10 GENNAIO 2011 - Il nuovo CAD sulla Gazzetta Ufficiale

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011 (Supplemento Ordinario n. 8), il D. Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235, recante "Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale, a norma dell'articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69".
Il testo dei decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.

Il vecchio Codice dell'amministrazione digitale risale al 2005. Le tecnologie informatiche si sono evolute con una tale rapidità da rendere necessaria l'approvazione di un nuovo testo normativo.
La Riforma Brunetta (D. Lgs. n. 150 del 2009) ha introdotto importanti modifiche nell'organizzazione della Pubblica Amministrazione: meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti.
I cittadini e le imprese richiedono mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni.
Per tutte queste ragioni, era necessario mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'intero sistema pubblico.

L'approvazione della Riforma Brunetta e del nuovo Codice dell'amministrazione digitale rappresentano, quindi, due importanti pilastri su cui si poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della P.A. definito nel Piano industriale presentato nel maggio 2008.
Questi due interventi normativi:
- Sfruttano l'azione sinergica e congiunta delle due anime di questo Ministero (pubblica amministrazione e innovazione);
- Consentono di dare piena esigibilità ai servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche;
- Eliminano la carta e contribuiscono a sburocratizzare la P.A.;
- Semplificano il dialogo Pubblica Amministrazione - cittadini e imprese;
- Riducono i costi di funzionamento delle amministrazioni pubbliche;
- Rendono più efficiente il sistema produttivo;
- Avvicinano la P.A. alle esigenze e alle richieste di cittadini e imprese
.

Tra le nuove disposizioni ASSONIME segnala in particolare:
• l’introduzione nel CAD della definizione di “firma elettronica avanzata”, in linea con quanto previsto dalla direttiva comunitaria sulle firme elettroniche (direttiva 1999/93/CE);
• l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di consentire i pagamenti ad esse spettanti con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi di prestatori di servizi di pagamento per consentire pagamenti in loro favore attraverso carte di debito, di credito, prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile;
• l’utilizzo esclusivo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per tutte le comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche. Le modalità di attuazione di questa previsione saranno stabilite da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
• il ricorso esclusivo, per i soggetti che hanno dichiarato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), alla PEC per tutte le comunicazioni con le PA;
• l’operatività solo in via telematica dello sportello unico per le attività produttive (SUAP), di cui all’articolo 38, comma 3, del D. Lgs. n. 112/2008;
• la riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni attraverso l’istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività connesse alla tecnologie dell’informazione e della comunicazione e la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti;
• la reintroduzione di un differente regime per le copie informatiche di documenti analogici originali unici e quelle di documenti analogici originali non unici. Da questa disciplina discendono differenti obblighi sulla conservazione. In particolare, tutti documenti originali unici devono essere conservati o in caso di conservazione sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale con dichiarazione firmata digitalmente. Questa previsione sarà applicata in futuro solo ad alcune particolari categorie di documenti originali unici che dovranno essere individuate da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
• per le firme digitali, la possibilità che le informazioni contenute nel certificato qualificato e relative a qualifiche specifiche del titolare, limiti d’uso del certificato, limiti del valore degli atti e contratti per cui il certificato può essere usato, siano contenute in un separato certificato elettronico e rese disponibili anche in rete;
• la semplificazione delle modalità di apposizione delle firme elettroniche con procedura automatica, che consentono la sottoscrizione di un elevato numero di documenti;
• la gestione della conservazione dei documenti informatici e del relativo processo da parte di un responsabile della conservazione che può avvalersi di conservatori che offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche. I soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione di documenti informatici e di certificazione dei relativi processi possono chiedere l’accreditamento presso DigitPA per conseguire il riconoscimento dei requisiti del livello più elevato in termini di qualità e sicurezza;
• il potenziamento delle disposizioni volte a favorire lo scambio di dati tra pubbliche amministrazioni e quindi anche l’attuazione del principio dell’accertamento d’ufficio. In particolare, le pubbliche amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica devono predisporre, sulla base delle linee guida redatte da DigitPA, convenzioni aperte all’adesione di tutte le pubbliche amministrazioni interessate per disciplinare le modalità di accesso ai dati;
• la semplificazione della disciplina delle istanze e delle dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica, che demanda a un decreto interministeriale l’individuazione dei casi in cui è richiesta la sottoscrizione mediante firma digitale.


Orizzonte temporale dell'intervento
In coerenza con il Piano e-Gov 2012 l'orizzonte temporale dell'intervento è il 2012.
Il decreto legislativo n. 235/2010 sarà immediatamente efficace e avvierà un processo che consentirà di avere un'amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata.

◦ Entro 3 mesi - Le pubbliche amministrazioni utilizzeranno la posta elettronica certificata (PEC) o altre soluzioni tecnologiche per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo.

◦ Entro 4 mesi - Le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell'attività ICT.

◦ Entro 6 mesi - Le P.A. centrali pubblicheranno sui propri siti istituzionali i bandi di concorso.

◦ Entro 12 mesi:
1) Saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della P.A.;
2) Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali;
3) Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla pubblica amministrazione. Sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare, tramite convenzioni, l'accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti.

◦ Entro 15 mesi - Le P.A. predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.

. Se vuoi scaricare delle schede di stintesi del nuovo CAD, predisposte dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare una presentazione dei contenuti del nuovo CAD, predisposta dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, clicca QUI.


9. Dettate le modalità, i limiti e i tempi di applicazione del Codice dell'amministrazione digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia delle Entrate

Con due decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, rispettivamente del 9 febbraio 2011 e del 2 marzo 2011 sono state dettate le modalità, i limiti e i tempi di applicazione del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'Agenzia delle Entrate.

Entrambi i decreti sono stati emanati in attuazione di quanto disposto dall'art. 2, comma 6 del D, Lgs. n. 82/2005 (CAD) come riformato dal D. Lgs. n. 235/2010.

Le disposizioni del medesimo Codice non si applicano alle attività ed alle funzioni di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri riferite, direttamente o indirettamente, agli atti di alta amministrazione, alla sicurezza nazionale od eseguibili con speciali misure di sicurezza ed individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il D.P.C.M. 2 marzo 2011 individua, aqll'art. 2, alcune norme del CAD non applicabili all'Agenzia delle entrate ed in particolare:
- l'art. 12, comma 1-bis, come modificato dall'art. 9, comma 1, lettera b), del decreto correttivo che conferma e rafforza il collegamento fra l’emanazione delle direttive ministeriali per l’azione amministrativa e la redazione del piano di performance di cui al decreto legislativo n. 150 del 2009;
- l'art. 15, comma 2-ter, ultimo capoverso introdotto dall'art. 11, comma 1, del decreto correttivo che prevede la quantificazione da parte delle pubbliche amministrazioni dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti destinandoli per due terzi ai sensi dell’articolo 27 del decreto legislativo n. 150 del 2009, e in misura pari ad un terzo per il finanziamento di ulteriori progetti di innovazione;
- l'art. 17, comma 1 lettera c), come modificato dall'art. 12, comma 1, lettera b), del decreto correttivo che tra le funzioni dell'ufficio dirigenziale generale individua l'indirizzo, la pianificazione, il coordinamento ed il monitoraggio della sicurezza informatica relativamente ai dati, ai sistemi e alle infrastrutture anche in relazione al sistema pubblico di connettività;
- l'art. 51, comma 1-bis lettera c), introdotto dall'art. 35, comma 1, lettera c), del decreto correttivo che, sempre in materia di sicurezza informatica, prevede che DigitPA, segnali al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione il mancato rispetto delle regole tecniche di cui all'art. 71 del CAD.

Il medesimo decreto, nel successivo artivolo 3, individua anche specifiche limitazioni giustificate dalle particolari prerogative delle funzioni esercitate dalle agenzie fiscali.
Ad esempio le modalità di conservazione ed esibizione dei documenti per via informatica, previste dall'art. 20, comma 5-bis, del CAD sono regolate, ai fini fiscali, da disposizioni speciali ed in particolare dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 23 gennaio 2004 e successive modificazioni.

Inoltre le nuove disposizioni in materia di Posta Elettronica Certificata di cui all'art. 48, comma 1, del CAD non si applicano all'Agenzia delle Entrate "laddove disposizioni normative prevedano l'uso di specifici sistemi di trasmissione telematica nel settore tributario" che sono molto frequenti e rappresentano una delle maggiori innovazioni degli ultimi tempi che hanno contraddistinto in modo positivo l'amministrazione finanziaria nello specifico settore della digitalizzazione delle attività.

Infine, anche le nuove disposizioni contenute nell', del CAD che disciplinano l'analisi comparativa delle soluzioni al fine di favorire il riuso e la più ampia diffusione delle pratiche migliori trovano un preciso limite in una preventiva valutazione dell'Agenzia delle entrate che solo successivamente comunicherà a DigitPA le applicazioni informatiche e le pratiche tecnologiche ed organizzative ritenute meritevoli.


10. 3 OTTOBRE 2011 - Fissate le modalità, i limiti ed i tempi di applicazione del CAD all'Amministrazione economico-finanziaria

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre 2011, il D.P.C.M. 25 maggio 2011, recante "Modalita', limiti e tempi di applicazione delle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale (CAD) all'Amministrazione economico finanziaria".
All'art. 1, comma 2 viene precisato che per «Amministrazione economico-finanziaria» si deve intendere:
- il Ministero dell'economia e delle finanze,
- l'Agenzia delle dogane,
- l'Agenzia del territorio,
- l'Agenzia del demanio,
- l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato,
- la Guardia di finanza e
- la Scuola superiore dell'economia e delle finanze.

In considerazione delle esigenze derivanti dalla particolare natura delle specifiche funzioni istituzionali esercitate non si applicano all'Amministrazione economico-finanziaria i seguenti articoli del Codice dell'amministrazione digitale:
1) art. 12, comma 1-bis, come modificato dall'art. 9, comma 1, lettera b), del D. Lgs. n. 235/2010;
2) art. 15, comma 2-ter, ultimo capoverso introdotto dall'art. 11, comma 1, del D. Lgs. n. 235/2010;
3) art. 17, come modificato dall'art. 12, comma 1, lettera b), del D. Lgs. n. 235/2010;
4) art. 51, comma 1-bis, lettera c), introdotto dall'art. 35, comma 1, lettera c), del D. Lgs. n. 235/2010.

Il nuovo decreto ricalca quanto già enunciato nei due precedenti decreti del 9 febbraio 2011 e del 2 marzo 2011 con i quali sono state dettate le modalità, i limiti e i tempi di applicazione del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'Agenzia delle Entrate.


11. 16 NOVEMBRE 2011 - Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche - Emanato il decreto attuativo 

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 267 del 16 novembre 2011, il D.P.C.M. 22 luglio 2011, recante "Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, ai sensi dell'articolo 5-bis del Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni".
Il decreto è stato emanato in attuazione del disposto di cui all’art. 5-bis, del D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), aggiunto dall’art. 4 del D. Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235.

A decorrere dal 1° luglio 2013, la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avvengono esclusivamente in via telematica.
A decorrere dalla stessa data, le Pubbliche Amministrazioni non potranno accettare o effettuare in forma cartacea le comunicazioni di cui all’art. 5-bis del Codice dell’amministrazione digitale.
L’attuazione e l’osservanza del presente decreto sono rilevanti, ai sensi dell’art. 12, comma 1-ter del Codice dell’amministrazione digitale, “ai fini della misurazione e valutazione della performance organizzativa e di quella individuale dei dirigenti”.
Il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.


12. 10 AGOSTO 2016 - Il Consiglio dei Ministri approva, in via definitiva, il decreto recante modifiche ed integrazioni del codice dell’amministrazione digitale

Il Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 ha approvato, in esame definitivo, tre nuovi decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, riguardanti il taglio delle partecipate, il processo contabile e il nuovo codice dell'amministrazione digitale.

- Si riporta il testo dei seguenti documenti:
 SCHEMA DI DECRETO recante modifiche e integrazioni al CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE di cui al decreto legislativo i marzo 2005, n. 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. 

 SCHEMA DI DECRETO recante modifiche e integrazioni al CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE - RELAZIONE ILLUSTRATIVA. 

 SCHEMA DI DECRETO recante modifiche e integrazioni al CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE - RELAZIONE TECNICA. 

 SCHEMA DI DECRETO recante modifiche e integrazioni al CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE - PARERE DELLA CONFERENZA UNIFICATA, DEL CONSIGLIO DI STATO E DEL GARANTE PRIVACY. 


13. SETTEMBRE 2016 - Pubblicato il decreto recante modifiche ed integrazioni del codice dell’amministrazione digitale

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016, il Decreto Legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche ed integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.
Il decreto - in vigore dal 14 settembre 2016 - prevede che il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione sia affidato a una identità digitale.
Per accedere ai servizi erogati in rete dalle Pubbliche Amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente, ogni cittadino sarà dotato dello SPID, un identificativo con cui si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione.
Il domicilio digitale sarà l’indirizzo on line al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni.

Questi i punti essenziali e le novità introdotte dal nuovo decreto.

1) Debuttano le definizioni di "domicilio digitale" e di "identità digitale":
All'articolo 1, comma 1, del D.Lgs. n. 82 del 2005 sono apportate le seguenti modificazioni:
b) dopo la lettera n-bis) è inserita la seguente: "n-ter) domicilio digitalel'indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio qualificato di recapito che consenta la prova del momento di ricezione di una comunicazione tra i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, e le persone fisiche e giuridiche;"
d) dopo la lettera u-ter) è inserita la seguente: "u-quater) identità digitalela rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l'insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale secondo le modalità fissate nel decreto attuativo dell'articolo 64;".

2) All'articolo 3 del D.Lgs. n. 82 del 2005 sono apportate delle significative modificazioni e introdotti i seguenti principi:
a) Chiunque ha il diritto di usare le soluzioni e gli strumenti di cui al presente Codice nei rapporti con le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, anche ai fini della partecipazione al procedimento amministrativo.".
b) La gestione dei procedimenti amministrativi è attuata dalle PP.AA. in modo da consentire, mediante strumenti informatici, la possibilità per il cittadino di verificare anche con mezzi telematici i termini previsti ed effettivi per lo specifico procedimento e il relativo stato di avanzamento, nonché di individuare l'ufficio e il funzionario responsabile del procedimento.
c) Tutti i cittadini e le imprese hanno il diritto all'assegnazione di un'identità digitale attraverso la quale accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle PP.AA., alle condizioni di cui all'articolo 64.
d) Tutti gli iscritti all'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) hanno il diritto di essere identificati dalle PP.AA. tramite l'identità digitale, nonché di inviare comunicazioni e documenti alle pubbliche amministrazioni e di riceverne dalle stesse tramite un domicilio digitale.
Al fine di facilitare la comunicazione tra PP.AA. e cittadini, è facoltà di ogni cittadino indicare al comune di residenza un proprio domicilio digitale.
Esso costituisce mezzo esclusivo di comunicazione da parte delle PP.AA.

3) Con l'aggiunta dell'articolo 6-ter al D.Lgs. n. 82 del 2005 - rubricato Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi - al fine di assicurare la pubblicità dei riferimenti telematici delle pubbliche amministrazioni e dei gestori dei pubblici servizi è prevista la istituzione del pubblico elenco di fiducia denominato "Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi". In tale elenco sono indicati gli indirizzi di posta elettronica certificata da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio di informazioni e per l'invio di documenti a tutti gli effetti di legge tra le pubbliche amministrazioni, i gestori di pubblici servizi e i privati.
La realizzazione e la gestione dell'Indice sono affidate all'Agid, che può utilizzare a tal fine elenchi e repertori già formati dalle amministrazioni pubbliche.
Le amministrazioni pubbliche dovranno aggiornare gli indirizzi e i contenuti dell'Indice tempestivamente e comunque con cadenza almeno semestrale, secondo le indicazioni dell'Agid.
La mancata comunicazione degli elementi necessari al completamento dell'Indice e del loro aggiornamento è valutata ai fini della responsabilità dirigenziale e dell'attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.

4) Viene istituita la figura del commissario all'Agenda Digitale, che avrà il compito di garantire l’avanzamento dei progetti dell’Agenda digitale italiana. I suoi poteri non si limiteranno al monitoraggio, ma potrà svolgere una funzione sostitutiva nel caso in cui l’amministrazione sia inadempiente.
L’incarico ha una durata di tre anni.
L’attività del commissario sarà facilitata dalla realizzazione, entro sei mesi, da parte dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) di una banca dati degli obiettivi e degli indicatori delle performance delle Pubbliche amministrazioni. Uno strumento indispensabile per seguire lo stato di avanzamento dei lavori e avere la situazione generale sotto controllo. Il mancato invio dei dati comporterà la responsabilità disciplinare per i dirigenti.

5) La scadenza per il passaggio definitivo dal cartaceo al digitale per la gestione informatizzata dei documenti da parte degli enti pubblici, che inizialmente era fissata al 12 agosto 2016, ha subito un rinvio al 12 dicembre 2016.
Al ministero della Pubblica amministrazione, d’intesa con l’Agenzia per l’Italia digitale, viene affidato il compito di mettere a punto le nuove norme per l’attuazione del CAD archiviando di fatto il D.P.C.M. del 13 novembre 2014 che aveva fissato la scadenza perentoria del 12 agosto 2016.
il testo del decreto viene riportato nei Riferimenti normativi.

Disposizioni di coordinamento

L'art. 61 contiene le disposzioni di coordinamento.
Al comma 1 viene prevista l’emanazione di un decreto del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da adottarsi entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto (che è il 14 settembre 2016), con il quale dovranno essere aggiornate e coordinate le regole tecniche previste dall'articolo 71 del CAD.
Viene inoltre disposto che:
1) le regole tecniche vigenti nelle materie del CAD restano efficaci fino all'adozione del citato decreto e che,
2) fino all'adozione del suddetto decreto ministeriale, è sospeso l'obbligo per le amministrazioni pubbliche (ordini professionali compresi) di adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti, di cui all'articolo 17 del D.P.C.M. 13 novembre 2014, salva la facoltà per le amministrazioni medesime di adeguarsi anteriormente.
E’ singolare come la sospensione riguardi una sola parte degli adempimenti previsti a carico delle pubbliche amministrazioni (quelli dettati dall’articolo 17 del D.P.C.M. 13 novembre 2014) e che intervenga solo il 14 settembre 2016, ossia dopo oltre un mese dall’entrata in vigore del citato articolo 17 (12 agosto 2016).

- Si riporta il testo della seguente tabella comparativa:
 CODICE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE - CAD - Testo in vigore fino al 13 settembre 2016 comparato con il nuovo testo in vigore dal 14 settembre 2016. 

. Se vuoi scaricare il testo del D.Lgs. n. 82/2005, aggiornato con le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 179/2016, clicca QUI. 


14. SETTEMBRE 2017 - Dal Consiglio dei Ministri norme per accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea - Via libera al domicilio digitale - Nasce il difensore civico per il digitale - Previsti oltre 250milioni di risparmi 

Ad un anno dell’entrata in vigore del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, il Consiglio dei ministri n. 43 dell’ 8 settembre 2017, ha approvato, in esame preliminare, un nuovo decreto legislativo (si tratta del sesto decreto correttivo) recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.
Il nuovo decreto integra e modifica alcune disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.
Le linee portanti del nuovo intervento legislativo sono:
a. proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell’amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
b. rafforzare la natura di “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
c. promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
d. garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
e. rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
f. promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.

Il domicilio digitale

Lo schema del nuovo decreto definisce ora in modo molto sintetico il concetto di “domicilio digitale”“un indirizzo elettronico, eletto in conformità a quanto previsto dal presente Codice, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale” (art. 1, comma 1, lett. n-ter)).
Si tratta di un indirizzo online che consentirà di dialogare con la P.A. senza attendere la funzionalità a regime dell'Anagrafe unica della popolazione residente (ANPR) che è ancora in fase di sviluppo.
Confermata, anche se modificata, la disposizione di cui all’art. 1, comma 1-te “Ove la legge consente l’utilizzo della posta elettronica certificata è ammesso anche l’utilizzo di altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato”.
Il domicilio digitale è dunque un indirizzo online, posta elettronica certificata (PEC) o comunque ogni canale di comunicazione via web che rispetti le regole europee in materia di sicurezza, sul quale i cittadini potranno ricevere dalla Pubblica Amministrazione qualsiasi tipo di documento e di notifica, dalle raccomandate alle multe.
Ciò significa che chi vorrà potrà attivare subito il proprio domicilio con posta elettronica certificata (PEC) o altro servizio elettronico di recapito in linea con le norme europee. Non solo la PEC, infatti, ma qualsiasi canale di comunicazione online che rispetti le norme europee in materia di sicurezza digitale, potrà costituire il domicilio digitale del cittadino.
L'indirizzo elettronico adottato da ciascun cittadino sarà, pertanto, l'unico canale di comunicazione con le pubbliche amministrazioni, dove ricevere ogni tipo di notifica e comunicazione, comprese le multe.

Le nuove regole varranno, oltre che per pubbliche amministrazioni, anche per i gestori di servizi pubblici in relazione ai servizi di pubblico interesse (le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione e le autorità del sistema portuale) e alle società a controllo pubblico, escluse le società quotate “nonché le società da esse partecipate, salvo che queste ultime siano, non per il tramite di società quotate, controllate o partecipate da amministrazioni pubbliche” (art. 2, comma 2).

Indice nazionale dei domicili digitali

Tutti i domicili digitali dei cittadini che aderiranno al nuovo servizio verranno raccolti in una sorta di indice nazionale realizzato presso l'Agenzia per l'Italia digitale: un elenco degli indirizzi online delle persone fisiche e dei soggetti privati in formato aperto e liberamente consultabile.
Secondo quanto disposto dal nuovo art. 6-quater è, infatti, prevista l’istituzione di un “Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese”.
Si tratta di un pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti.
La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio già deputate alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis (Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti).
La consultazione di tutti questi elenchi sarà consentita a chiunque tramite sito web e senza necessità di autenticazione. Gli elenchi sono realizzati in formato aperto.

Il difensore civico digitale

Con la modifica dell’art. 17 del CAD (ora rubricato “Responsabile per la transizione digitale e difensore civico digitale”), lo schema di decreto prevede l'introduzione di una nuova figura: il “difensore civico per il digitale”, il cui ufficio viene istituito presso l’AdID.
Al garante, chiunque potrà presentare segnalazioni relativamente a presunte violazioni del CAD o delle altre norme in materia di digitalizzazione. Un solo difensore a livello nazionale, al posto di uno per ogni amministrazione (come era previsto nella versione precedente del testo).

La sottoscrizione del documento informatico

Secondo quanto stabilito dal nuovo comma 1-bis dell’articolo 20 “Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi è apposta unafirma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, è formato, previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore. [ … ].
Viene introdotto un processo di firma elettronica “con previa identificazione del suo autore” creando così una nuova fattispecie di sottoscrizione.
Questa nuova modalità di sottoscrizione potrà essere utilizzata anche per la presentazione di istanze e dichiarazioni per via telematica come stabilito nell’articolo 65 (come ora modificato dall’art. 55 dello schema di decreto).

Sistema di ricerca documentale

L’articolo 40-ter, aggiunto dall’art. 35 dello schema di decreto, introduce l’innovativo “Sistema di ricerca documentale”: sistema “volto a facilitare la ricerca dei documenti soggetti a registrazione di protocollo ai sensi dell’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e di cui all’articolo 40-bis e dei fascicoli dei procedimenti di cui all’articolo 41, nonché a consentirne l’accesso on-line ai soggetti che ne abbiano diritto ai sensi della disciplina vigente.”.

Lo SPID

Per lo SPID e per il suo futuro basta leggere quanto stabilito nel nuovo comma 2-quater dell’articolo 64, come modificato dall’art. 53 dello schema di decreto: “L’accesso ai servizi in rete erogati dalle pubbliche amministrazioni che richiedono identificazione informatica avviene tramite SPID. Il sistema SPID è adottato dalle pubbliche amministrazioni secondo le modalità definite con il decreto di cui al comma 2-sexies”.
Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, dovrà stabilire la data a decorrere dalla quale i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, dovranno utilizzare esclusivamente le identità digitali ai fini dell’identificazione degli utenti dei propri servizi on-line.

I Risparmi per la P.A.

Il domicilio digitale dovrebbe portare a circa 250 milioni di euro di risparmi all'anno. Basta pensare, infatti, che il nuovo indirizzo via internet porterà ad azzerare gradualmente le spese postali. Ma non solo. Le PP.AA. non dovranno più sostenere - si legge nella relazione tecnica al decreto – "i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.)".
La nuova infrastruttura però, per le attività di manutenzione ed erogazione del servizio, costerà alle casse dello Stato 200mila euro per il 2018 e il 2019.

Iter dello schema di decretoZ

Ricordiamo che il decreto, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, prima di essere varate in via definitiva, dovrà ora passare al vaglio del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari delle due Camere e infine della Conferenza unificata Stato-Regioni, per poi tornare, tra 90 giorni, dio nuovo al Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

- Si riporta il testo dello:
 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche e integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”. 

RIFERIMENTI E APPROFONDIMENTI

. Se vuoi approfondire l’argomento del SISTEMA PUBBLICO DI CONNETTIVITA' (SPC), clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l'argomento della formazione e della conservazione del documento informatico, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento del PROTOCOLLO INFORMATICO - DOCUMENTO AMMINISTRATIVO INFORMATICO, clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento della POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC), clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento della CARTA D'IDENTITA' ELETTRONICA (CIE), clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento della CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI (CNS), clicca QUI.

. Se vuoi approfondire l’argomento della INFORMATIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, clicca QUI.

RIFERIMENTI NORMATIVI

 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale. (Testo in vigore fino al 13 maggio 2006)

 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale. (Testo coordinato con le modifiche apportate, da ultimo, dalla legge 28 gennaio 2009, 2, di conversione del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 - In vigore fino al 3 Luglio 2009)

 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale. (Testo coordinato con le modifiche apportate, da ultimo, dalla legge 18 giugno 2009, n. 69 - In vigore fino al 24 gennaio 2011)

 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale. (Testo coordinato con le modifiche apportate, da ultimo, dal D. Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235 - In vigore dal 25 gennaio 2011).

 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale. (Testo coordinato con le modifiche apportate, da ultimo, dal D. Lgs. 26 agosto 2016, n. 179 - In vigore dal 14 settembre 2016). Testo elaborato dal sito Procedamus. 

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato del D.Lgs. n. 82/2005 dal sito NORMATTIVA, clicca QUI.

. Se vuoi scaricare il testo aggiornato del CAD dal sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale, clicca QUI.

 D. Lgs. 4 aprile 2006, n. 159: Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale.

 Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie - Decreto 2 maggio 2006, n. 237: Regolamento recante composizione e funzionamento del Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni, istituito ai sensi dell'articolo 59, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

 D. Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235: Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale, a norma dell'articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69. 

 D.P.C.M. 9 febbraio 2011: Modalità, limiti e tempi di applicazione del Codice dell'amministrazione digitale. 

 D.P.C.M. 2 marzo 2011: Modalità, limiti e tempi di applicazione delle disposizioni del Codice dell'amministrazione digitale all’Agenzia delle Entrate. 

 D.P.C.M. 25 maggio 2011: Modalità, limiti e tempi di applicazione delle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale (CAD) all'Amministrazione economico finanziaria. 

 D.P.C.M. 22 luglio 2011: Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, ai sensi dell'articolo 5-bis del Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni. 

 DIRETTIVA 2013/37/UE del Parlamento e del Consiglio del 26 giugno 2013, che modifica la direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico 

 DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2015, n. 102: Attuazione della direttiva 2013/37/UE che modifica la direttiva 2003/98/CE, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. 

 DECRETO LEGISLATIVO 26 agosto 2016, n. 179: Modifiche ed integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (Testo pubblicato sull'edizione online della Gazzetta Ufficiale), 
 DECRETO LEGISLATIVO 26 agosto 2016, n. 179: Modifiche ed integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (Testo pubblicato sull'edizione cartacea della Gazzetta Uffuciale, comprensivo di annotazioni),