CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, February 16, 2019


Wednesday, February 13, 2019

Friday, February 08, 2019

Thursday, February 07, 2019

Tuesday, February 05, 2019

Il Cacciatore Michele Geraci e Alfonso Sabella a "Portechiuse"

Il CacciatoreMichele
Michele Geraci e Alfonso Sabella parlano col giornalista Andrea Purgatori della situazione mafiosa nel territorio di Caccamo, delle indagini in corso e delle cause dell'omicidio dell'ex-consigliere comunale Domenico Geraci. Tratto da "Portechiuse" del 15/02/1999.
 Geraci e Alfonso Sabella a "Portechiuse"   























https://www.raiplay.it/video/2018/02/Il-Cacciatore-Intervista-Portechiuse-Michele-Geraci-Alfonso-Sabella-cc9a0fcd-4c8b-438d-aef7-cbc5c74771c3.html

I dieci comandamenti

https://www.raiplay.it/video/2018/11/I-Dieci-Comandamenti-Malasorte-3f25cc1f-2a64-4742-a402-7ad14d542e1a.html


Se si ha bisogno di cure mediche, quanto conta il luogo in cui si è nati? In Italia il diritto alla salute è davvero uguale per tutti? "Malasorte" ci mostra la disuguaglianza sanitaria che esiste nel nostro Paese. Domenico Iannacone ci porta in Calabria, una regione dove i livelli minimi di assistenza non sono garantiti, mostrandoci ospedali enormi mai entrati in funzione e completamente saccheggiati, reparti chiusi, macchinari nuovi senza medici specialisti e nosocomi fantasma che non hanno mai avuto neppure un nome. Vibo Valentia, Rosarno, Oppido Mamertina, sono solo alcune delle realtà calabresi simbolo di una sanità assente e inadeguata in cui è possibile morire perfino per un'appendicite, e dove le istituzioni di fronte a tutto questo rimangono silenti. In questo sfascio a molti cittadini non resta che emigrare per farsi curare.

I dieci comandamenti

https://www.raiplay.it/video/2018/11/Pane-Nostro---I-Dieci-Comandamenti--224cdba9-62b4-4136-bab9-66f2b51798c7.html

Monday, February 04, 2019

2019 4 FEBBRAIO TAR PALERMO N. 00192/2019 REG.PROV.CAU. N. 00200/2019 REG.RIC. De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano

2019 4 FEBBRAIO TAR PALERMO N. 00192/2019 REG.PROV.CAU. N. 00200/2019 REG.RIC. De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano

Pubblicato il 04/02/2019
N. 00192/2019 REG.PROV.CAU.
N. 00200/2019 REG.RIC.
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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 200 del 2019, proposto da 
De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano rappresentati e difesi dall'avvocato Antonino Cambria, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Agrigento, n. 7; 
contro
Comune di Isola delle Femmine, non costituito in giudizio; 
nei confronti
Ferrante Giuseppe, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
IMPUGNATIVA ORDINANZA DIRIGENZIALE DI DEMOLIZIONE E DI RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Vista l'istanza di misura cautelare monocratica proposta dai ricorrenti, ai sensi dell'art. 56 cod. proc. amm.;
Considerato sussistente il pericolo temuto, avuto riguardo al proposito fattivo manifestato dal controinteressato, sicchè si può accogliere la suindicata istanza.

P.Q.M.
Accoglie l’istanza di misura cautelare monocratica.
Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 20/02/2019.
Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 4 febbraio 2019. IL PRESIDENTE COSIMO DI PAOLA 





  

Saturday, February 02, 2019

2019 1 FEBBRAIO Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori TRA ISOLA DELLE FEMMINE CAPACI SFERRACAVALLO CARDILLO

Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori












Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori











Tre provvedimenti interdittivi antimafia sono scattati quest’oggi per mano del Prefetto di Palermo. Molteplici elementi e circostanze hanno verificato il pericolo di infiltrazione mafiosa nelle ditte Nautica Barcarello Società Cooperativa, Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara e Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & C. s.a.s. Anche un fermo emesso ai danni di P.G. dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo-  Direzione Distrettuale Antimafia, denominato  CUPOLA 2.0 bis, concernente l’arresto in data 22.01.2019 di cinque soggetti ritenuti appartenenti all’organizzazione mafiosa “cosa nostra”.
Cosa nostra da anni faceva regolarmente uso del cantiere nautico Barcarello a Sferracavallo per incontri tra mafiosi, in quanto la struttura è isolata e comoda per nascondersi. A favorire questo modus agendi anche le misure di difesa passive che lo stesso cantiere che gestisce la struttura approntava. Non solo, il cantiere era in uso a Calogero Lo Piccolo, ritenuto capo del mandamento di Resuttana-San Lorenzo, che qui aveva organizzato un incontro anche nel mese di maggio 2017, benché ancora detenuto, ma occasionalmente a Palermo in permesso premio per la nascita del figlio primogenito. Lo stesso cantiere anche recentemente veniva utilizzato per incontri tra lo stesso Lo Piccolo ed altri importanti esponenti mafiosi, tra i quali Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli, già condannato per mafia nel maxi processo istruito dal Dr. Giovanni Falcone e poi ancora arrestato nell’operazione “Gotha” e condannato per associazione mafiosa, ritornato in libertà nel 2013, nuovamente tratto in arresto con l’operazione “Cupola 2.0” del 4 dicembre 2018, e Leandro Greco, detto “Michele”, nipote diretto del capomafia Greco Michele, detto “il Papa, per avere diretto il mandamento mafioso di Ciaculli, tutti individuati come capi mandamento,  della commissione provinciale di Palermo di “cosa nostra”. Altro elemento comprovante per gli inquirente è la vicinanza dell’effettivo gestore a diversi soggetti condannati per mafia, oltre che il coinvolgimento di Corrao “Giovannino”, identificato quale effettivo gestore del rimessaggio, in un’attività di veicolazione di messaggi funzionali agli incontri tra i predetti affiliati.

Quanto alla ditta Frutti di mare Cardillo, con sede a Palermo in via Tommaso Natale si è appurato che è stata costituita due mesi dopo la precedente scarcerazione di Giuseppe Serio, nuovamente arrestato con il fermo di P.G. denominato Cupola 2.0 bis in quanto indagato, tra l’altro,  per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Tommaso Natale, in evidenziati rapporti con Calogero Lo Piccolo. L’attività in questione risultava nella piena disponibilità dello stesso Serio che, nella propria zona di influenza,  imponeva ai ristoratori delle località Sferracavallo e Mondello la fornitura dei propri prodotti ittici, operando in quel territorio in regime di monopolio ed estromettendo con modalità tipicamente mafiose altri rivenditori. Da un’intercettazione risulta anche la fornitura di “cozze morte”, cioè con la data di consumazione scaduta. 
Provvedimento anche per Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola il cui padre Carmelo è stato arrestato perché “soggetto intraneo al consesso criminale di stampo mafioso operante sul territorio di Capaci ed Isola delle Femmine, oltre che direttamente “sponsorizzato” dai Lo PiccoloE’  indagato per il delitto di cui all’art.416 bis c.p., tra l’altro, per avere esercitato un capillare controllo del territorio a Capaci ed Isola delle Femmine al fine di attingere le informazioni preliminari necessarie per consentire a Erasmo Lo Bello e agli altri sodali di inoltrare le pretese estorsive con particolare riferimento ai lavori edili e di movimento terra, come ad esempio nel caso dell’estorsione in danno dell’imprenditore; avere messo a disposizione degli esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Carini, i locali della “Ceramiche per l’edilizia” siti in Carini, quali Pipitone Angelo Antonino, Pipitone Vincenzo, Pipitone Antonino cl.69, Pulizzi Gaspare, consentendo loro riunioni riservate, alle quali tra l’altro partecipava personalmente, al fine di dirimere questioni attinenti le attività illecite operate sul territorio di Carini e la relativa spartizione dei profitti.”.
Nel provvedimento di fermo è scritto che Cacocciola Carmelo “presta la sua attività lavorativa presso il negozio di rivendita di ceramiche intestato a suo figlio Salvatore, ma di fatto a lui direttamente riconducibile e impone la fornitura dei materiali”. Dalle recenti intercettazioni telefoniche su utenze  intestate alla predetta società, formalmente nella titolarità del figlio Salvatore, risulta che il Cacocciola sr. si recava  “ presso il cantiere di… per assumere informazioni sull’impresa che stava realizzando i lavori di costruzione della palazzina e proporsi come fornitore del materiale necessario per la realizzazione del fabbricato. Lo stesso che poi ha riferito le informazioni a Erasmo Lo Bello il quale si era recato dal costruttore… per effettuare la richiesta estorsiva”.


Come è scritto nel provvedimento di fermo,  Lo Bello Erasmo, detto “Orazio”, già condannato per il delitto di cui all’articolo 416 bis c.p. e reggente già negli anni ‘90 della famiglia mafiosa di Carini, è soggetto “con ruolo direttivo e di indirizzo, in seno alla famiglia mafiosa che opera sul territorio di Capaci ed Isola delle Femmine” ed ha intrattenuto relazioni con diversi esponenti di rilevo del mandamento mafioso di Tommaso Natale, quali Serio Nunzio e Lo Piccolo Calogero”.


Cupola 2.0, interdittiva antimafia per tre attività Sarebbero state teatro degli incontri tra i boss

 

Protagoniste del provvedimento della prefettura di Palermo la Nautica Barcarello, la Frutti di mare Cardillo e la Ceramiche Gitochi. Lì si tenevano i summit tra i rampolli di cosa nostra, Greco e Lo Piccolo, con il presunto nuovo capo della commissione provinciale, Settimo Mineo
Sarebbe stato il teatro di diversi summit tra i nuovi boss emergenti di cosa nostra. Per questo la prefettura di Palermo ha fatto scattare l'interdittiva antimafia per la ditta Nautica Barcarello, società cooperativa. Stangata che colpisce anche la antimafia le ditte Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara e Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & c. sas. Il provvedimento arriva dopo il secondo blitz dell'operazione Cupola 2.0, che ha portato in manette i rampolli di cosa nostra Leandro Greco .
Secondo la prefettura palermitana ci sarebbero «molteplicicongruenti elementi ecircostanze» che comprovano «il pericolo dell'infiltrazione mafiosa nella società. Riguardo alla prima impresa, sarebbe stato provato l'utilizzo da parte di cosa nostra del cantiere nautico, che si trova a Barcarello, frazione di Sferracavallo, come luogo di molteplici incontri di soggetti mafiosi; lì, inoltre, Calogero Lo Piccolo, indicato come capo del mandamento di Resuttana-San Lorenzo, avrebbe organizzato almeno un incontro nel maggio 2017, quando era ancora detenuto. Lo Piccolo infatti si trovava a Palermo in permesso premio per la nascita del suo primogenito. 
La stessa attività di rimessaggio sarebbe stata poi usata per gli incontri tra il presunto boss e altri importanti esponenti mafiosi, tra i quali Settimo Mineo capo del mandamento di Pagliarelli, designato al vertice della ricostituita Commissione provinciale, arrestato il 4 dicembre nell'ambito della prima operazione "Cupola 2.0", e Leandro Greco, alla guida del mandamento di Ciaculli e nipote del 'Papa', Michele Greco. 
L'attività Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara, con sede a Palermo in via Tommaso Natale: è stata costituita due mesi dopo la scarcerazione di Giuseppe Serio, nuovamente arrestato nel blitz "Cupola 2.0 bis" in quanto indagato, tra l'altro, per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Tommaso Natale, in rapporti con Calogero Lo Piccolo. L'attività risultava nella piena disponibilità di Serio che avrebbe imposto ai ristoratori delle località Sferracavallo e Mondello la fornitura dei propri prodotti ittici, operando in quel territorio in regime di monopolio ed estromettendo con modalità tipicamente mafiose altri rivenditori. Da un'intercettazione risulta anche la fornitura di "cozze morte", cioè con la data di consumazione scaduta. 
Infine, Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & c. sas, con sede a Capaci, in via Kennedy: il padre del socio accomandatario, Carmelo Cacocciola, risulta tra gli arrestati e il provvedimento di fermo lo indica come interno al gruppo mafioso attivo a Capaci e Isola delle Femmine, con il compito di raccogliere le informazioni preliminari necessarie per esercitare le pressioni estorsive con particolare riferimento ai lavori edili e di movimento terra; inoltre avrebbe messo a disposizioni locali della ditta per riunioni riservate. Nel provvedimento di fermo è scritto che Cacocciola «presta la sua attività lavorativa presso il negozio di rivendita di ceramiche intestato a suo figlio Salvatore, ma di fatto a lui direttamente riconducibile e impone la fornitura dei materiali».




























2019 1 FEBBRAIO Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori TRA ISOLA DELLE FEMMINE CAPACI SFERRACAVALLO CARDILLO




capaci, COLLETTI FILIPPO, GRECO LEANDRO, ISOLA DELLE FEMMINE MAFIA, LO BELLO ERASMO, LOPEDIL,LO PICCOLO CALOGERO, LO SICCO PIETRO, SANSONE GAETANO, SCHIFANI RENATO, SERIO GIUSEPPE, SIRCHIA GIOVANNI, VILLA ANTICA

Annuncio Morte Giovanni Falcone

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Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

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Servizio della RAI sul "Palazzo dei veleni"

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Giovanni Falcone nella storica puntata di Samarcanda 1990

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L'Automobile - Paolo Fresu & Gianmaria Testa (live)

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